CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news di Mostre ed Esposizioni

Cerca nel blog

giovedì 9 aprile 2009

“I PROMESSI SPOSI” di ALIGI SASSU


“I PROMESSI SPOSI”

di ALIGI SASSU

9 – 31 MAGGIO 2009

Quadreria “Bovara Reina”, Malgrate - Lecco

INAUGURAZIONE SABATO 9 MAGGIO ORE 17,00



I 58 acquarelli che Aligi Sassu realizzò nel 1943 per illustrare «I Promessi Sposi» di Alessandro Manzoni saranno esposti dal 9 al 31 maggio presso la Quadreria “Bovara Reina” di Malgrate (Lecco), recentemente restaurata e completamente rinnovata.

La mostra, organizzata e promossa dal Comune di Malgrate, dalla Provincia di Lecco e dalla Fondazione della Provincia di Lecco Onlus, sarà l’occasione per celebrare i dieci anni dalla costituzione della Fondazione stessa, nata dieci anni or sono con l’obiettivo di promuovere in ambito territoriale una “cultura della donazione”, favorendo il sostegno alle realtà del volontariato che si occupano di assistenza sociale e socio sanitaria, oltre che di tutela e valorizzazione dell’ambiente e della cultura della provincia di Lecco.

Per la prima volta il territorio lecchese ospita le opere che il grande maestro sardo dipinse per illustrare il romanzo che rese famoso Alessandro Manzoni.

Disperse e ritrovate solo nel 1977, gli acquarelli (di formato 40,5x29,5) sono stati pubblicati nel 1983 a corredo di un’edizione per bibliofili de «I Promessi Sposi», che fu presentata alla Casa del Manzoni di Milano con prefazione di Giancarlo Vigorelli. Nel 2003 i proprietari delle tavole, Alfredo e Teresita Paglione, donarono la raccolta alla città di Chieti; la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, beneficiaria della donazione, la collocò in un allestimento permanente, da cui nacque il primo nucleo del Centro Abruzzese Studi Manzoniani.

Presso la Quadreria “Bovara Reina” sarà quindi possibile vedere attraverso gli acquarelli di Aligi Sassu i personaggi e i luoghi che Alessandro Manzoni descrisse nel suo romanzo qui ambientato.



“I PROMESSI SPOSI”

di ALIGI SASSU

9 – 31 MAGGIO 2009

Quadreria “Bovara Reina”, Malgrate – Lecco
Ingresso Libero
Orari: martedì e giovedì dalle 8,30 alle 12,30

sabato e domenica dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00
Visite guidate gratuite per il pubblico:

sabato e domenica: ore 17,30

giovedì: ore 20,45
Visite guidate gratuite per le scuole (su prenotazione):

martedì e giovedì: dalle 8,30 alle 12,30

Le visite guidate sono a cura di MATERIAVIVA
Per informazioni e prenotazioni: Anna Sala - 349 1476928 - a.sala@materiaviva.eu



Ufficio Stampa:

CORRELAZIONI sas - Lecco

Giorgio Cortella – 335 7904683

Armanda Mainetti – 328 3627614 - armanda.mainetti@correlazioni.it

KLEOMBROTOS - VIGLIATURO, una letterea dal passato


Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con tutti i suoi Istituti, promuove la Settimana della Cultura, quest’anno giunta all’XI edizione con lo slogan “Ia cultura è di tutti, partecipa anche tu”, per dare un maggiore impulso all’amore per l’arte e per il patrimonio culturale. In questo contesto Silvio Vigliaturo espone una collezione di sculture in terracotta e una serie di installazioni e opere in vetro presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, che raccoglie tutte le testimonianze materiali della Sibaritide dall’età protostorica all’età romana, ed in particolare il ricco e glorioso passato di quella che fu una delle più importanti poleis della Magna Grecia: Sybaris.

“Il tempo tutto toglie e tutto dà; ogni cosa si muta, nulla s'annichila”, così scriveva il filosofo Giordano Bruno in L’arte della memoria. Questa breve frase è la perfetta sintesi delle riflessioni che stanno alla base di questa mostra di Silvio Vigliaturo. Si tratta infatti di una meditazione sul tempo e le sue stratificazioni, i suoi intrecci che sembrano essere guidati dal Fato degli antichi greci – civiltà con cui l’artista si è misurato costantemente lungo tutto il suo percorso creativo. È un’analisi volta a smascherare e reinterpretare la parvenza caotica del succedersi delle epoche storiche, quella confusione che solo apparentemente è in grado di cancellare le tracce anche d’intere città – come successe all’antica Sybaris nel 510 a.C., conquistata e distrutta dall’esercito della rivale Kroton. Nella visione di Vigliaturo quelle tracce non si perdono mai del tutto, ma, anzi, danno l’impressione di riaffiorare esse stesse spontaneamente dalle nebbie dell’oblio, per arricchire il nostro presente con il loro inestimabile valore documentario. In questo modo viene interpretata la dedica votiva alla dea Athena dell’atleta olimpionico dell’antica Sibari, Kleombrotos: una lettera, un documento, i cui destinatari siamo noi uomini d’oggi che, nel ritrovarci nel cuore di un’installazione, tra l’epigrafe e l’immagine del condottiero Milone - distruttore di Sybaris, anch’egli atleta olimpico, certo il più grande di tutti i Giochi antichi - siamo testimoni, stimolati dalla traccia lasciataci da Kleombrotos, di come l’antica città sia tuttavia riuscita a sopravvivere alla sua devastazione.

Questa dialettica tra passato e presente, mito e contemporaneità, in cui entrambi i poli in comunicazione sono in grado di agire stimolandosi a vicenda, è alla base della riflessione che Vigliaturo ha sviluppato per questa mostra. Le grandi sculture in vetro, le installazioni a pavimento e la serie di venticinque opere in ceramica intitolata La Guerra di Troia, si avvicendano agli importanti reperti archeologici custoditi nelle sale del museo. Ne traggono ispirazione, come nel caso del vaso con l'Erote: personaggio alato, con il quale l’artista intende dialogare, collocandogli di fianco una scultura in vetro che rappresenta una delle metafore a lui più care, la Caduta dell’Angelo, al fine di mostrare come certi temi siano delle costanti, degli archetipi della rappresentazione artistica e che, se anche in certe epoche possono subire delle modificazioni, o addirittura scomparire come la città di Sibari dopo l’attacco guidato da Milone, riappariranno, anche solo in una traccia mitica estrapolata dall’inconscio collettivo, di cui l’artista vuole essere il portavoce e l’interprete.


(Andrea Rodi)



Mostra: Kleombrotos – Vigliaturo, una lettera dal passato

Luogo: Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide

Località Casa Bianca, 87011 Sibari (CS)

Vernissage: 18 aprile 2009 ore 11.00

Orario mostra: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.30. Lunedì chiuso.

Curatori: Anna Lucia Casolaro, Domenico Marino, Vittorio Amedeo Sacco

Testi di: Bernard Légé e Vittorio Amedeo Sacco

Periodo: dal 18 aprile 2009 al 31 maggio 2009

Info:
Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Ufficio stampa MACA
tel. 0119422568

maca@museovigliaturo.it
www.museovigliaturo.it

mercoledì 8 aprile 2009

jim dine a Carpi

La quattordicesima edizione della Biennale di Xilografia parlerà americano: dal 21 marzo al 2 giugno prossimo a Palazzo dei Pio a Carpi saranno qui in mostra le opere di uno dei più importanti artisti contemporanei, lo statunitense Jim Dine. A partire da questa edizione, in linea con le importanti operazioni di aggiornamento dei Musei e della nuova sezione espositiva dedicata alla Xilografia, la Biennale carpigiana cambia e diventa una mostra monografica dedicata all'opera di un grande artista del secondo scorcio del Novecento: configurandosi quindi anche come rassegna di arte contemporanea con una sua specificità, ma rimanendo comunque in relazione con la storia ormai trentennale di questo appuntamento culturale, che ha fatto diventare Carpi un punto di riferimento nazionale ed internazionale,

La Xilografia è un'antica forma d'arte, che consiste nella realizzazione di incisioni su legno (matrici), che vengono poi stampate su carta attraverso l'inchiostro. Questa disciplina diventa importante nel '500: da qui nasce il libro a stampa, e proprio con Ugo da Carpi e con Durer in Italia si fa conoscere, anche se le migliori espressioni artistiche di questa disciplina (se si esclude Paladino) sono oggi all'estero, in Germania e nel mondo anglosassone.

Dine (Cincinnati, 1935) è uno degli artisti di seconda generazione più interessanti della Scuola di New York, che verso la fine degli anni '50 insieme a Oldenburg, Ratliff, Wesselman, Rauschenberg e Johns si è avvicinato alla Pop Art, ma mantenendo con essa un rapporto più complesso di quanto il termine 'pop' possa indicare, che emerge dalla sua trentennale produzione incisoria, anche xilografica, tra le più interessanti nel panorama artistico del Novecento. Da quasi cinquant'anni Dine si dedica alle incisioni e la sua opera è ritenuta a buon titolo una delle più interessanti del Novecento per la capacità di coniugare tecniche tradizionali con la modernità.

"Jim Dine è un artista attento alla cultura museale e all'arte classica – spiega la direttrice dei Musei di Palazzo dei Pio, Manuela Rossi -; nella sua produzione è in grado di rileggere in chiave contemporanea anche figure classiche come la Venere di Milo conferendo nuovi significati. Insieme a Enzo Di Martino, curatore storico della biennale, abbiamo deciso di ospitare i suoi lavori considerandoli picchi di eccellenza".

Una curiosità: il cortometraggio /Jim Dine: A Self-Portrait on the Walls/ http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Jim_Dine:_A_Self-Portrait_on_the_Walls&action=edit&redlink=1, diretto dalla moglie dell'artista, Nancy, è stato candidato all'Oscar 1996 nella categoria Miglior cortometraggio documentario.

/Jim Dine, Woodcuts, XIV Biennale di xilografia contemporanea/ (mostra resa possibile dal sostegno di importanti sponsor come Abitcoop, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Blumarine, Cmb, Unipol assicurazioni) consentirà agli appassionati di xilografia e più in generale di grafica un approccio con opere di rilievo e potrà rappresentare un'occasione per conoscere le tante bellezze storiche ed architettoniche del Palazzo dei Pio e più in generale di Carpi, approfondendo la conoscenza di uno dei principali nuclei collezionistici dei Musei cittadini.

Saranno una ventina le xilografie di grandi dimensioni presenti all'interno della rassegna, suddivise per aree tematiche dedicate alla già citata Venere di Milo, a 'Uccelli', 'Teschi', 'Accappatoi', 'Cuori' e 'Pinocchio'. "Può stupire pensare all'accappatoio come soggetto artistico – conclude Rossi – ma è tipico degli artisti legati alla pop art utilizzare nelle opere oggetti di uso quotidiano. I cuori sono uno degli elementi più caratterizzanti della sua creatività, mentre Pinocchio appartiene alla produzione più recente e rappresenta una sorta di metafora della creazione artistica, soprattutto su legno che, proprio come fa Geppetto con Pinocchio, viene trasformato in qualcosa di vitale".


Jim Dine, Woodcuts, XIV Biennale di xilografia contemporanea

Loggia di primo Ordine, Palazzo dei Pio, Carpi, dal 21 marzo al 2 giugno

Orari: venerdì, sabato e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 da martedì a giovedì solo su appuntamento dalle 10 alle 13

Ingresso, comprensivo della visita ai Musei e al Palazzo, 5 euro (3 euro ridotto)

L'inaugurazione della mostra, realizzata in collaborazione con Alan Cristea Gallery, è prevista per sabato 21 marzo alle ore 17


Per informazioni

telefono 059 649955, www.palazzodeipio.it

Special Intervista a Massimiliano Finazzer Flory


OSSERVATORIO:
Milano - Le Istituzioni, l’Arte contemporanea
INTERVISTA
A MASSIMILIANO FINAZZER FLORY


di Barbara Martusciello | Proseguiamo il nostro Osservatorio approfondendo operato, programmi e metodologie dei maggiori referenti istituzionali nel campo della cultura, domandando qual è la loro posizione nei confronti del Sistema dell’Arte contemporanea e, più in generale, quale è il loro concetto di Arte oggi.
Intervistiamo qui l’Assessore alla Cultura di Milano Massimiliano Finazzer Flory.


B. M.) Assessore, Milano è la grande capitale italiana dell’arte contemporanea, se non altro per il lavoro delle sue gallerie private, per la sua consuetudine a misurarsi con il Mercato e il business e per lo strategico collegamento con il Sistema internazionale dell’Arte. La città sente e vive questo primato?
M. F. F.) Paradossalmente lo vive senza sentirlo. Milano non ha l’auto-percezione di essere così con-temporanea perché la sua architettura non lo è. Il problema è allora di coniugare il moderno con il con-temporaneo secondo una logica virtuosa e non prevedibile. Il problema, naturalmente, è che il mercato si misura sulla trasparenza e la competizione, mentre il business sui propri interessi personali…


B. M.) Come intendete agire o proseguire perché ciò sia ribadito e rilanciato, anche considerando la crisi, che inevitabilmente imporrà seri contraccolpi alla cultura e al budget per essa riservato?

M. F. F.) Con una strategia in grado di fare sistema, senza ipocrisia, ma anche con pragmatismo di cui non possiamo fare a meno per fare agenda, per fissare i temi, per iscrivere in essi visionarietà, etica dell’ascolto e soprattutto quella cultura del fare in grado di sostenersi con una propria teoria, con un pensiero forte.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO...

UNCONDITIONAL LOVE


La Biennale di Venezia
53. Esposizione Internazionale d’Arte
Fare Mondi // Making Worlds
Venezia (Giardini e Arsenale), 7 giugno – 22 novembre 2009


UNCONDITIONAL LOVE

Evento collaterale
Direzione del Progetto
BURO 17
Organizzazione
Moscow Museum of Modern Art - MMoMA
National Center for Contemporary Art - NCCA

Con il patrocinio di
Ministry of culture of the Russian Federation

Curatori
Alexandrina Markvo, Alinda Sbragia, Christina Steinbrecher

Curatore Straordinario
Olga Sviblova
Progetto AES+F “La Cena di Trimalcione”

Arsenale Novissimo, Tese di San Cristoforo - Nappa 89
4 giugno – 5 novembre 2009

“Se qualcuno mi dice ‘Ti amo’, mi sento come se avessi una pistola puntata alla testa”.
Kurt Vonnegut esprimeva così il suo sentimento di fronte all’amore che, soprattutto con una pistola alla tempia, può essere solo “incondizionato”

“Unconditional Love” è il progetto presente – dal 4 giugno al 5 novembre 09 - alla Tesa 89 dell’Arsenale Novissimo di Venezia, durante la 53. Esposizione Internazionale d’Arte – Fare Mondi // Making Worlds.

Forte di uno spazio espositivo di 1000 metri quadrati, presenta in anteprima l’ultimo lavoro video del gruppo AES+F, intitolato “La Cena del Trimalcione”. Ispirata al capitolo del “Satyricon” di Petronio, l’installazione sarà presentata come proiezione panoramica di 9 canali su 9 schermi, posti in un cerchio di 18 metri di diametro.

Oltre all’ensemble russo, anche Marina Abramovic, Jaume Plensa, Miltos Manetas e Youssef Nabil condurranno alla scoperta di come e cosa sia “l’amore incondizionato”. Non solo, i curatori hanno scelto, poi, artisti di differenti Paesi e in una fase diversa della loro carriera per far crescere e sviluppare un dialogo vivo tra artista e opera e tra artista e artista: Samuel Adams, Artists Anonymous, Angelo Bucarelli, Aristrakh Chernyshov, Wim Delvoye, Dasha Fursey, Almagul Menlibaeva, Angelo Musco, Velena Nikova, Olympia Scarry, Olga Soldatova, Vadim Zakharov.
In questo modo e affrontando tematiche attualissime, i curatori di “Unconditional Love” propongono una riflessione sull’amore che non dà tregua, che castra, che soffoca tutto il resto, che esclude e sopprime ciò che gli sta intorno, che è il dominatore del suo stesso mondo. Non si tratta più del gesto romantico d’amore (“Il bacio” di Hayez, ad esempio), bensì di una serie di comportamenti, azioni economiche e governative che trovano nel rapporto di love and trust il loro unico modo per esistere e agire.

Materia, segno, sogni... dialogo di due artisti… [moioli / schoumaker]


Milano, 08/04/09. Inaugura mercoledì 13 maggio 2009 alle 18.30 allo Spazio Lattuada, la mostra di Ambro Moioli e Raoul Schoumaker: "Materia, segno, sogni… dialogo di due artisti…" che vedrà esposte nello spazio milanese dodici chine su carta di varie dimensioni di Schoumaker e altrettante sculture di medie e grandi dimensioni di Moioli.
Il felice incontro tra i due artisti, dalle origini e i percorsi artistici così diversi, ha portato all’allestimento di questa mostra, dove uno ha realizzato con materiali diversi le opere dell’altro e viceversa in un interscambio di visioni che si materializzano nella raffinata tecnica a china di Schoumaker e nelle realizzazioni scultoree di Moioli.

Raoul Schoumaker (Ebly - Belgio, 1947) fin dall’inizio del suo percorso artistico ha rivelato la sua passione per le linee pure e semplici. A partire dagli anni Settanta la tecnica di Schoumaker si è via via affinata, fino a portare l’artista a ideare e realizzare figure e disegni utilizzando piccolissimi cerchi eseguiti a china.
Alberi, occhi e corpi di donna sono i soggetti ricorrenti nelle opere di Schoumaker, che spesso si mescolano insieme perché considerati il riflesso della vita, della terra e della continuità.
Ambro Moioli (Lissone, 1952), da molti definito lo “scultore del vuoto” ha raggiunto questa dimensione dopo anni di studio attraverso espressioni dapprima classiche fino a conseguire la sua originalità espressiva grazie a un nuovo linguaggio del tutto personale.
Anche i materiali, dai classici quali gesso, bronzo, cera e ferro hanno subìto una vera trasformazione attraverso la sperimentazione di nuove tecniche di impasto e fusione.
Da queste continue sperimentazioni sono nate le figure bi-tridimensionali dallo straordinario dinamismo non solo virtuale, ma anche visivo, che si muovono animandosi in un gioco quasi fantastico.

In mostra, le opere dell’uno saranno esposte accanto alle medesime dell’altro, in un raffinato gioco di visioni, suggestioni e interpretazioni.

Così i due artisti parlano del loro incontro:

Ambro Moioli e Raoul Schoumaker si sono incontrati un anno fa a una cena tra amici.
Hanno rapidamente capito che c'era qualcosa in comune tra loro, un certo modo di vedere le cose, osservare il mondo, ma soprattutto una valutazione del vuoto, poiché questo fa parte integrante delle loro rispettive opere.

Quest'attrazione del vuoto si ritrova raramente in uno scultore, abituato a sviluppare la materia, la massa… ma anche poco comune presso un artista d'inchiostro; questi, in generale, gradisce il riempimento denso e il pieno, il vuoto «lo disturba»…

Naturalmente e praticamente senza consultarsi, questi due artisti hanno deciso di ispirarsi uno all'altro, non scegliendo una tematica simile, ma riproducendo, così esattamente, per quanto possibile, l'opera dell'uno con la tecnica dell'altro.

La tridimensionalità dello scultore è trasformata nella bidimensionalità dell'inchiostro e della carta, mentre il disegno si trova a essere espanso nello spazio come volume.

Questo linguaggio nuovo dà una nuova vita, una nuova interpretazione a ciascuna di queste opere che scaturiscono dalla reciproca ispirazione: la scala viene totalmente trasformata, da piccolo a grande o viceversa, la prospettiva che ora coglie l'opera da angolazioni diverse, i colori subiscono profondi mutamenti nelle rispettive realizzazioni, creando nuove forme attraverso la materia e il segno, a testimonianza di questa rara affinità elettiva

…ed è come se, per una sorta di magica alchimia, in continuo dialogo, le creature dell’uno entrino nel quadro e quelle dell’altro prendano vita, uscendone.
Da seguire dunque…

In contemporanea con la mostra, venerdì 15 maggio alle 18.30 lo scrittore Angelo Gaccione, direttore della rivista Odissea e Alessandra Paganardi, poetessa e critico letterario, incontrano la poetessa Roveretana Anna Maria Cielo, autrice tra gli altri di: L'Istinto del Fuoco, Florentes Iunci, Via degli Incontri.

Inaugurazione mostra: mercoledì 13 maggio 2009 dalle 18:30 alle 21:00 allo Spazio Lattuada, via Lattuada, 2 (angolo viale Monte Nero), 20135 - Milano. Orari: da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 19:00, domenica dalle 10:00 alle 13:00. Ingresso libero. La mostra è aperta fino al 21 maggio 2009.

Ufficio Stampa: Silvia Trovato - Milano. 348/0006859 - info@silviatrovato.com.

artisti toscani contemporanei

Un'altra magnifica mostra d'arte si apre ai Gigli. Nella galleria d'arte al primo piano della corte Magnani del centro commerciale,Walter Valleri,curatore degli eventi,inaugura un'altra bellissima mostra che riunisce sei pittori provenienti da alcune province toscane.
I diversi stili e le interpretazioni fantasiose rendono la visitazione di questa esposizione estremamente gradevole e interessante . Equamente divisi tra uomini e donne portano avanti tematiche artistiche varie e variegate , dall'informale al surrealismo,dal vedutismo all'immaginario onirico del fantasy.
Sono presenti opere di Mauro Mari in arte Maris ,Jacopo castellani,Giovanni Boldrini,Curti Tiziana, Gioia Guarducci e Monica Bedini . Inoltre si possono ammirare le opere dei ragazzi del gruppo GI.LO.DA.DA del progetto studio sulla disabilità e infine arricchiscono la visita alcune realizzazioni in ceramica e dei gustosi plastici sui mestieri contadini. Adesso due parole sugli artisti : Gioia Guarducci ,paesaggista raffinata,propone vedute di paesaggi toscani dai colori delicati appena filtrati dal ricordo,perfettamente in linea con la corrente del vedutismo toscano,. Tiziana Curti,invece propone la sua visione metafisica degli oggetti semplici, con colori vivacissimi dai paesaggi surreali interpreta rinnovandola la lezione dei grandi maestri novecentisti. Monica Bedini abile disegnatrice ,con le sue tele ci fa entrare nel mondo fantastico del sogno e della fiaba. Paesaggi onirici dove sostare in attesa del compiersi della “Storia infinita”. Tra gli espositori uomini Mauro Mari con le sue proposte astratte sulla corrente del l'Action -Paintig, dove il gesto diviene tramite del colore . Grande amico di Mario Schifano offre al pubblico la visione di opere concettuali emozionanti dai variegati colori e dalla tensione emotiva sostenuta .
Giovanni Boldrini nella sala laterale espone le sue grandi tele dai supporti di materiali diversi ,esponente della post-pop-art ,cultore del riciclo e di oggetti di uso comune elevati a una nuova dimensione artistica . Tele vivacissime dalle dimensioni e dalle forme non convenzionali.
Jacopo Castellani con i suoi pannelli di resine ghiacciate dover la luce diviene lei stessa materia ed emozione ad ogni diverso sguardo. Chiudono ed aprono la rassegna le tele realizzate dal gruppo GI.LO.DA.DA progetto per la disabilità sull'interpretazione della fiaba sotto la guida di Giovanni Boldrini
La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle 22

martedì 7 aprile 2009

PITTURA DEGLI DEI, la più antica arte moderna


Nel 1989, a Parigi, il critico Martin Hubert organizzò la famosa mostra Les Magiciens de la Terre, attraverso la quale, per la prima volta, l’Occidente rimase affascinato dalle opere di artisti “arcaici”, fra cui gli aborigeni australiani. Nello stesso anno veniva pubblicato in Italia da Adelphi, La Via Dei Canti, suggestivo resoconto del viaggio intrapreso attraverso quel lontano continente, dallo scrittore inglese Bruce Chatwin, che da Darwin, sull’Oceano Indiano, giunse sino ad Adelaide, attraversando la Terra di Arnhem con le sue pitture rupestri a “raggi X” - perché mostrano le interiora degli animali riprodotti figurativamente –, ed il rosso deserto Simpson.
Vent’anni dopo, al MACA, l’arte aborigena australiana approda nuovamente sul Vecchio Continente, carica di suggestioni ancestrali, attraverso una quarantina di opere sia su tela che su legno. Si tratta di dipinti, utensili e strumenti musicali – quale il didjeridoo –, risalenti agli anni Ottanta, accomunati da un’intensa vivacità cromatica, intrisa dei colori del deserto e del bush australiano, ed un’astrattezza di forme quasi caleidoscopica; astrattezza in realtà solo apparente, dato che esprime un complesso simbolismo in cui alle diverse forme geometriche sono assegnati significati ben precisi. I concetti che possono essere espressi in questo linguaggio sono quelli fondamentali della cultura e della mitologia aborigena. I simboli utilizzati per rappresentare questi concetti possono considerarsi rappresentazioni estremamente stilizzate della forma dell'oggetto, o dell’animale in questione, o di un’orma dello stesso, tipicamente vista dall'alto.
Le opere in mostra – che hanno ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata di Australia – fanno parte della preziosa collezione di Claudio Polles: artista italiano che da quasi cinquanta anni vive in Australia a stretto contatto con le popolazioni native di quella terra. Fu ai confini del deserto narrato da Chatwin, che è il cuore del continente australiano, che Polles conobbe questi gruppi di aborigeni che vivevano abbandonati dai “bianchi” con i quali intrattenevano sporadici contatti all’interno dei drugstore – bazar in cui potevano trovare cibo, scambiare i loro prodotti e vendere la loro arte, che allora era una primaria fonte di sopravvivenza. Polles, al fine di documentare l’originalità di queste pitture, e di questi oggetti “primitivi”, fotografa gli aborigeni stessi che ne sono gli Autori, avviando così una preziosa documentazione fotografica – anch’essa esposta al MACA e riprodotta in catalogo –, che può essere letta come un vero e proprio reportage sullo stato degli aborigeni australiani degli anni Ottanta.
Non bisogna inoltre dimenticare che l’Australia è una terra di emigranti e molte sono le famiglie italiane che vi si sono trasferite. Questa mostra diventa quindi un’ennesima importante opportunità d’incontro fra due terre lontane, che già in passato hanno imparato a conoscersi, e fra due culture che hanno condiviso la forza lavoro, ma anche le risorse umane e culturali. Fusione di antipodi esemplificata dall’artista e collezionista Claudio Polles – ed in particolare da alcuni dipinti da lui realizzati e presenti in mostra –, che di questo incontro ne ha fatto il perno del suo operare, e grazie a questa mostra al MACA, rende partecipe il pubblico dell’incanto dell’arte aborigena australiana, antica quanto l’uomo stesso, eppure di recente scoperta, giovane come è giovane il Continente Australiano.

Mostra: PITTURA DEGLI DEI, la più antica arte moderna
Curatore: Boris Brollo
Luogo: MACA-Museo Civico d’Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo,
Acri
Palazzo Sanseverino- Piazza Falcone, 1 - 87041 Acri (Cs)
Vernissage: 19 aprile ore 18

Periodo: 19 aprile – 14 giugno 2009
Orario Mostra: 9/13 - 16,30/20,30 chiuso il lunedì

info: Ufficio stampa MACA
tel. 0119422568
maca@museovigliaturo.it

www.museovigliaturo.it


domenica 5 aprile 2009

Francesco Bellon "Sulla Tavola"

Francesco Bellon
Sulla Tavola
Milano, La Cantina di Manuela, via Poerio 3 (Zona Indipendenza)
22 aprile – 22 maggio 2009
Un progetto di arte e design in occasione dell’apertura del Salone del Mobile 2009
Vernice e conferenza stampa
22 aprile 2009 ore 18:30

Le relazioni interpersonali, il cibo, l’atmosfera. Francesco Bellon propone un progetto concettuale dal titolo Sulla Tavola, funzionale ad uno spazio conviviale (La Cantina di Manuela) dando un’interpretazione della “tavola” come luogo mentale e relazionale che esprime con diversi linguaggi: codici visivi (diagrammatici e pittorici) e rielaborazioni di oggetti attraverso sperimentazioni materiche come la carta velina resinata. L’artista fa propri gli strumenti del design, della grafica e della pittura istintiva in un percorso che promette di regalare un’esperienza multimediale affascinante ed ironica portandoci a scoprire e a riscoprire il senso ed i meccanismi socio-culturali legati al convivio. Il progetto viene esposto per la prima volta a Milano in occasione dell’apertura del Salone del mobile 2009 per proporre un’idea di arte e design che porti a riflettere sul bisogno non solo fisiologico che precede l’oggetto e il suo utilizzo che Bellon recupera andando a scavare nell’aspetto psicologico, sociale e culturale del ritrovarsi insieme intorno ad un tavolo. La mostra è a cura di Mariangela Maritato che scrive: “Ci troviamo di fronte ad un’operazione artistica d’avanguardia perché, se storicamente la “tavola” è entrata nell’arte come oggetto o situazione da rappresentare come nell’ Ultima cena di Leonardo (1494-97), ne Il banchetto nuziale di P.Bruegel (1568), ne Il Bimbo a tavola di Anker (1869), o ne La tavolata di Egon Schiele (1917), solo per fare qualche esempio, Bellon ne recupera ed illustra invece il concetto arcaico e l’aspetto emozionale in assenza del quale il rito sociale non potrebbe compiersi. Non c’è la volontà d’ispirarsi all’ iconografia classica e rinascimentale che lo scorso anno ha mosso il regista Peter Greenaway a dare vita al Cenacolo di Leonardo nel Refettorio di Santa Maria Delle Grazie, in occasione del Salone del mobile 2008 di Milano, con proiezioni di luce che sembravano scaturire dall’opera stessa. C’è piuttosto una riflessione sociale che si scosta però, per mezzi, tematiche e riferimenti, dalla performance ed ultimo lavoro VB65 di Vanessa Beecroft in cui ventuno uomini, immigrati africani, sono vestiti elegantemente all’occidentale (alcuni scalzi, alti a petto nudo sotto la giacca), in abiti da sera e mangiano con le mani ad un tavolo trasparente. In questo caso i mezzi artistici sono il corpo e la performance con forti richiami figurativi al Cenacolo Vinciano ed alla pittura caravaggesca, l’intento è la riflessione sociale (immigrazione e integrazione). In Bellon assistiamo invece al recupero dell’aspetto emozionale e relazionale della tavola come rito sociale e concetto che avviene con un chiaro intento critico che esplica in un linguaggio pittorico che da essenziale e grafico diventa emozionale e gestuale. Una riflessione nata da un forte spirito d’osservazione e da influenze anche cinematografiche”.
Informazioni:
La mostra è organizzata in collaborazione con La Cantina di Manuela. Nel cuore di Milano, in un ambiente sobrio e informale, un’enoteca con cucina con un menù della tradizione che cambia ogni mese e una ricca e un’accurata selezione di vini. Segnalata da diverse guide nazionali e internazionali, tra cui la Michelin e Il Gambero Rosso, con speciale menzione tra i ristoranti BIB Gourmand.

Orario: aperto dal lunedì al sabato orario continuato dalle 11:00 alla 1:30 giorno di chiusura domenica. Ingresso libero Mezzi pubblici: tram 9 e 29; bus 54 e 61
Ufficio stampa: M&B tel. 333.3073086 02 76318892
www.fbellon.com www.lacantinadimanuela.it

giovedì 2 aprile 2009

Invito Galleria Merliani 137

Galleria Merliani 137

via G.Merliani,137 Napoli

3/15 aprile
"Cromie Urbane"

inaugurazione 3 aprile ore 18,00
chiusura 15 aprile

Rappresentazione del tessuto urbano, architettonico e viario delle nostre zone urbane, cromie urbane determinate dalla vita cittadina senza aperture di natura incontaminata e quindi figlie di un sentire e di colori cittadini dove il rapporto è con le chiusure più che con le aperture.
Se ancora oggi esiste una pittura di veduta, che sappia interpretare i luoghi del quotidiano e la storia con i suoi monumenti di un passato ancora presente.
Sensazioni di una dimensione cittadina che ci impegna a ragionare con gli alti palazzi e le cromie da ricercare come sfogo verso l'infinito.

Artisti partecipanti: Ciro Balzano / Raffaele Miscione / Gabriella Russo / Annamaria Balzano / M.G.Maddaluno / Marcella Affinito / Lino Tortora / Francesco Saverio Biondi / Remo Romagnuolo / LURO / Sandra Vassetti / Antonio Nicola Ciervo / Paolo Napolitano / Gianpaolo Cono


Il curatore
Gianni Nappa

Vi aspetto alla serata d'inaugurazione

mercoledì 1 aprile 2009

COMUNICAZIONE MOBILE: 1° MUSEO IN ITALIA alla COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM:





COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM: PRIMO MUSEO IN ITALIA AD UTILIZZARE LA COMUNICAZIONE MOBILE

La Collezione Peggy Guggenheim inaugura un'innovativa forma di comunicazione grazie alla tecnologia Qrcode: una matrice fotografabile con il cellulare che apre al mondo dei contenuti legati al museo, alle immagini, alle promozioni, rendendo interattivo il dialogo con i visitatori.

Le informazioni sul museo veneziano disponibili dal cellulare all'indirizzo peggyg.mobi danno la possibilità ad ogni visitatore di conoscere in tempo reale le mostre, gli orari, le informazioni sui biglietti o come raggiungere la Collezione. Per lanciare la campagna di comunicazione è stato realizzato un banner di 4 x 2,7 metri presso la stazione ferroviaria Santa Lucia a Venezia, che non tarderà a incuriosire i viaggiatori invitandoli a collegarsi al sito fotografando la matrice Qrcode.

Il sito mobile è una piattaforma tecnologica unica nel suo genere, in grado di assolvere al meglio le esigenze di comunicazione attraverso canali multipli permettendo così alla Collezione Peggy Guggenheim di sviluppare una comunicazione interattiva e capillare con il proprio target.



Per ulteriori informazioni:

Ufficio stampa Collezione Peggy Guggenheim
e-mail press@guggenheim-venice.it
tel. 041 2405415/404

Ufficio stampa Progress Pubblicità
e-mail target@progressmedia.net
tel. 049 8070322



E. Ingenito FRAMES. Mostra personale: 10 aprile inaugurazione


Compagnia Unica – Openlab presenta:

FRAMES

Mostra personale di Enrico Ingenito

Inaugurazione: Venerdì 10 Aprile ore 18.00

Artista presente in galleria

Fino al 30 maggio a OPENLAB Art gallery

Primo piano - Compagnia Unica

Via S.Vincenzo 102/104 r - 16121 Genova

Mercoledì / Sabato ore 15.30 – 19.30

Perché "Frames" per un'esposizione di oli su tela? Perché siamo di fronte all'ennesima riprova che l'unico modo per gli artisti del nostro tempo di affrontare la pittura è tenere conto delle mutate possibilità di riproduzione visiva. Dall'epoca Impressionista la pittura anela anch'essa a catturare l'attimo perfetto (l'istantanea fotografica) oppure il movimento, la breve durata di un'azione in fieri come riesce a fare una sequenza video. Non può farlo, però, rivaleggiando in aderenza alla realtà con gli altri due mezzi: si tratta di una battaglia persa. Deve farlo allora conferendo all'immagine quella resa istintiva, quell'impatto emotivo che costituisce il suo valore aggiunto.

Così Enrico Ingenito segue la via di illustri precursori, come Degas e poi Bacon, di cui condivide soprattutto la fase di concezione iniziale dell'opera. Quadri d'impatto così immediato, eseguiti con una tecnica rapida ed intuitiva derivano in realtà da fotografie o dall'estrazione di fotogrammi digitali (appunto frames) realizzati dall'artista stesso quando si trova di fronte a qualcosa che lo colpisce. E' l'energia scaturita da queste visioni che viene poi trasferita su tela con delle pennellate energiche eppure fluide,determinando una pittura che giunge a distruggere se stessa, obliterando strato su strato i dettagli di quanto rappresentato: rimane l'essenza che, annebbiata nei contorni e filtrata dal sentire dell'artista, incredibilmente ricrea per l'osservatore la stessa sensazione da lui avvertita.

I personaggi rappresentati da Ingenito derivano da sequenze video: perciò il movimento appartiene loro intrinsecamente. Nei "Transiti" l'artista si appropria a suo modo del paesaggio cittadino. Egli partendo, appunto, da scatti fotografici giunge a memorie urbane in movimento (Piazza De Ferrari, Brignole, etc.): il moto è quello dell'osservatore che le ripercorre, anche solo con la mente, nei territori della memoria o della fantasia. Si tratta di immagini filtrate da qualcosa di più immateriale della lente che si frappone tra un obiettivo fotografico o una telecamera. Non si tratta nemmeno di una resa meccanica, è studiata la fase di partenza, ma resta un grosso margine di libertà e imprevedibilità nella fase di esecuzione pittorica: è proprio questo il fattore che contribuisce ad un risultato così vitale e coinvolgente. La pittura qui non è morta, nonostante l'aspetto spettrale sembra ancora avere qualcosa di unico da dire.

Enrico, tra l'altro, nell'uso espressionistico del colore accentua la resa estetica dei suoi quadri come è evidente nei corpi e nei volti di "Frames rosso" o "Viraggio in verde". Anche nei paesaggi parte da scatti notturni che gli consentono poi nel quadro di ricreare dei blu o viola intensi, di profondo impatto emotivo. Quindi pur avvicinandosi all'inquietudine interiore di Bacon si distacca in parte dal suo modello di carnale brutalità.

(Elisa Scuto)

Saremo lieti di averVi come nostri graditi graditi ospiti

Lo Staff di OPENLAB Art Gallery

Info:
www.myspace.com/openlab
www.compagniaunica.com
openlab@compagniaunica.com
010587315 - 3407652181

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *