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sabato 2 maggio 2009

Arsprima laboratori didattici: I miei amici immaginari

LABORATORI DIDATTICI

Tube Gallery di arsprima – ARREDATORI MILANESI – mezzanino stazione metropolitana Loreto – Milano

I MIEI AMICI IMMAGINARI

Sabato 9 maggio 2009 dalle ore 15.00 alle ore 19.00



Il giorno 9 maggio 2009 arsprima, Associazione Culturale per le Arti Contemporanee, in collaborazione con l'Associazione Laboratorio Alchemico, terranno il primo di tre laboratori didattico-creativo dedicato all'infanzia, presso lo spazio Tube Gallery.

arsprima e Laboratorio Alchemico vogliono fare lavorare insieme i ragazzi con giovani artisti contemporanei attraverso una concreta interazione, perché la importanza dell'arte nella formazione individuale va comunicata fin dalla infanzia.

Con il progetto dei quattro laboratori verrà mostrato ai ragazzi l'aspetto ludico della pittura, del collage e del disegno e si incoraggeranno i piccoli partecipanti ad esprimere liberamente la fantasia.Il laboratori rivolti ai bambini tra i 7 e gli 11 anni si terranno in contemporanea con le mostre in corso nello spazio Tube Gallery.

Con il laboratorio "I MIEI AMICI IMMAGINARI" cui parteciperà la artista Silvia Argiolas i bambini saranno invitati a disegnare su dei post-it i loro amici immaginari, quelli che hanno e quelli che vorrebbero, creandone di nuovi con la fantasia ed ispirandosi ai curiosi personaggi delle opere di Luca Beolchi.

Prossimi Laboratori:

sabato 30 maggio: "BIDIDI BODIDI BU. CREA LO SPAZIO CHE VUOI TU" con Florencia Martinez

sabato 4 luglio: "BABY SUMMER EXTRA SMALL" con Emanuela Bartolotti

Artisti che partecipano ai laboratori: Silvia Argiolas * Florencia Martinez * Emanuela Bortolotti

TUBE GALLERY: la galleria ubicata all'interno di uno spazio espositivo di complessivi 2.000 mq nel mezzanino della stazione metropolitana di Loreto a Milano,nasce da una singolare partnership tra un consorzio di piccole e medie imprese del settore di mobili ed arredi, gli ARREDATORI MILANESI, e l'associazione arsprima. L'arte sostenuta dalle imprese, piccole e medie imprese ed a disposizione di un pubblico eterogeneo, quello della metropolitana milanese.


Per informazioni: arsprima, Corso Italia n. 9,Milano, cell. 331 8773108, tel. 02 58308360

www.arsprima.it www.tubegallery.it arsprima.press@gmail.com


Mostra Azzurra. San Severo al Pendino

Maggio di Monumenti 2009

"Azzurra" - il Napoli nel Cuore 2° edizione
Chiesa di San Severo al Pendino (via Duomo)

Martedì 5 maggio ore 12,00
INAUGURAZIONE

INVITO


dal 5 al 27 maggio 2009
tutti i giorni dalle 9 alle 18

65 artisti in esposizione
3 artisti fuori concorso
PITTURA
ArtManjù,Alfredo Avagliano, Ciro Balzano, Laura Cappadonia, Margherita Cavaliere, Raffaella Cevoli, Gianpaolo Cono, Sara Cordovana, Angela Maria De Rosa, Giuliana Esposito, Diana Kirova, Stelvio Gambardella, Bernardo Gentile, Flora Giordano, Giuseppe Gorga, Luna Hal, Antonio Lubrano Lavadera, Miriam Maddalena, Maria Giuseppina Maddaluno, Antonello Massariello, Masto, Pasquale Mastrangelo, Federica Mazzocchi, Raffaele Miscione, Paolo Napolitano, Laura Negrini, Nil, Maria Giovanna Piromallo, Vincenzo Rea, Remo Romagnuolo, Barbara Yulak Roos, Paolo Santo, Michele Sica, Vincenza Spiridione, Fabio Tagliapietra, Gianfranco Tagliapietra, Anna Tatangelo, Lucio Trimaldi, Francesco Verio, Ena Villani
FOTOGRAFIA
Alfonso Caccavale, Fortunato Danise, Peppe Esposito, Salvatore Fellino, Luigi Montefoschi, Christophe Mourey,Maurizio Piccirillo, Diego Ruggiero
SCULTURA
Giovanni Ariano, ARVA, BIGAL, Paolo May, NEOTTO, Carmine Papa, Gabriella Russo, Jung Yun Seo, Lino Tortora
SEZIONE STUDENTI
PITTURA: Antonella Bellotti, Luca Evangelista, Assunta Improta, Anna Panella
FOTOGRAFIA: Gilbert Ciervo, Alessia Ilardi, Irina Karim

Associazione Culturale Merliani 137
Gianni Nappa ideatore e curatore

venerdì 1 maggio 2009

SOTTOPASSO-Sul binario dell'arte


Sottopasso
sul binario dell’arte


a cura di Olga Gambari, Roberta Gaito, Massimo Fiumanò
da maggio 2009 a settembre 2010
Inaugurazione 9 maggio 2009 ore 18:00
sede: binario 1, stazione ferroviaria di Domodossola
sottopasso-retro.jpg

Nella Stazione Ferroviaria Vigezzina di Domodossola, che collega due culture, due confini, tra la Svizzera e l’Italia, passano ogni anno due milioni di persone.

L’associazione Ingremiomatris ha scelto una postazione nel cuore di questa stazione, per aprire una galleria fuori dal comune. Una storica carrozza degli inizi del ‘900, dagli elegantissimi e spartani interni in ciliegio, recentemente restaurata e tenuta come un’opera d’arte in sé, ferma sul Binario 1, diventa spazio d’arte dove per 17 mesi sfileranno artisti e opere.
Osserveranno la gente e proveranno a dialogare, a far fermare qualcuno, a raccontare comunque le loro storie. Useranno il linguaggio visivo, quello del colore, delle emozioni, delle forme, del movimento.
Se le gallerie di tutto il mondo lamentano che ormai, dopo la serata dell’inaugurazione, nessuno passa più, quale migliore possibilità di avere un pubblico continuo, ricco, quotidiano, affezionato? La carrozza, ferma sul suo binario, diventerà una galleria a statuto speciale, un esemplare unico. Dai sei grandi finestrini illuminati e orientati verso il marciapiede, le opere saranno visibili dall’esterno, osservabili solo da fuori, da chi passa lì vicino.
Per il resto il corpo del vagone sarà chiuso, un luogo a sé un po’ magico. Una galleria come una vetrina, che si protende per cercare il contatto. Un susseguirsi di mostre che dureranno circa un mese e mezzo, con personali e collettive, spaziando dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla videoinstallazione, etc.

Il 9 maggio 2009 si inaugurerà con una collettiva dedicata al volo in cui saranno esposte sei opere di sei artisti:

Damiano Andreotti, Vs gravity, 2009, stampa fotografica, cm 50×50
Momò Calascibetta, L’abbraccio, 1984, disegno a matita, cm 50×70
Claudia Gramegna, Senza titolo, 2009, filoplastica in alpacca e argento, cm 55×60x25
Salvatore Melillo, Il primo volo, 2009, olio su tela, cm 50×70
Ario Pizzarelli, Buoni motivi per non rivalutare l’Aeropittura, 2009, tecnica mista, cm 50×70
Giuseppe Ragazzini, Icarooo!, 2009, metamorfosi pittorica su tavoletta grafica, video

Sei forme espressive diversamente contemporanee per offrire sin dal primo appuntamento ai visitatori-viaggiatori un’idea della creatività multiforme che abiterà la stazione di Domodossola fino a settembre 2010.
Il 27 giugno seguirà la seconda inaugurazione, una collettiva che tornerà ad indagare il tema del volo. Un omaggio a Geo Chàvez, aviatore di origini peruviane che per primo trasvolò le Alpi nel 1910 perdendo la vita, a soli 27 anni, in un tragico incidente proprio a Domodossola.
Il 27 settembre 2010, la città celebrerà infatti il centenario della morte di questo personaggio che incantò e commosse il mondo sacrificandosi per il suo sogno.

La carrozza sarà insomma un piccolo laboratorio in ebollizione, che andrà a cercarsi il suo pubblico sottoterra, partendo dal sottopasso di una stazione per uscire nel mondo.

Un comitato scientifico composto da Roberta Gaito, Olga Gambari e Max Fiumanò sceglierà artisti e lavori, con un’operazione dal sapore avanguardistico e situazionista che connota da sempre lo spirito dell’Ingremiomatris.

Alla fine tutta l’operazione sarà documentata da un catalogo, una sorta di diario di bordo di un lungo viaggio d’arte compiuto a bordo di un treno.

Titolo: Sottopasso. Sul binario dell’arte
a cura di Olga Gambari, Roberta Gaito, Massimo Fiumanò
progetto grafico: Annaluce Canali
Sede: Binario 1 Stazione ferroviaria vigezzina, piazza Matteotti,
Domodossola
Date: maggio 2009 – settembre 2010
Orari: tutti i giorni dalle 5:00 alle 21:00
Info: www.ingremiomatris.com - info@ingremiomatris.com
tel.:3357357840

GHOST GIFTS SHADI GHARDIRIAN


Espressione di coscienza, vitalità così è la fotografa iraniana Shadi Ghardirian che esporrà presso la galleria CO2 Contemporary Art Gallery di Roma nella sua 1° mostra personale nazionale una serie di autentici scatti visibili dal 8 maggio-30 giugno 2009 dal titolo Ghost Gifts.
Artista da sempre ben accetta a far intravvedere con una realistica ironia l'ambivalenza del suo Paese contraddistinto appunto da un'estrema chiusura mentale e sguardo verso il tanto "odiato" Occidente.
Già in passato questa artista ci aveva fatto scorgere con una fulgente bellezza concettuale nel ciclo Like Every Day il suo connubio con la tradizione :data dai cadenziati, corali scatti di donne vestite nei loro tradizionali abiti, che sotto il sagace taglio visivo dell'artista assumevano via via all'altezza del volto, manufatti ed utensili di uso quotidiano. In questa mostra personale invece mostrerà lavori scelti provenienti da altri due cicli ovvero "Nil Nil" e "White Square". E' davvero interessante come riesca a scegliere, a scremare la scena apportando anche in situazioni dure, violente un tocco femminile, di speranza.
Shadi Ghardirian si può giustamente porre come una sorta di ponte tra due culturenon solo: quella occidentale e quella orientale, ma proprio di tradizione e riscatto del suo Paese. Un'artista che saprà, darà esiti sempre da così tanto attesi in aulici scatti.

Dott.ssa Valeria s.Lombardi


immagini :Courtesy of CO2 Contemporary Art Gallery

giovedì 30 aprile 2009

Scapigliatura Moratti: mostra su Milano

SCAPIGLIATURA
MORATTI: "UNA MOSTRA CHE INDAGA SULLE RADICI E LA STORIA DELLA NOSTRA CITTA'"


Milano, 30 aprile 2009 – "Una mostra che indaga sulle radici e sulla storia della nostra città analizzando il percorso di un movimento articolato che ha dato vita a una rivoluzione culturale. Un'esposizione che, grazie ai gessi restaurati del monumento delle Cinque Giornate di piazza Cinque Giornate ci offre la possibilità di far vivere e riscoprire un patrimonio che, a volte, viene dato per scontato".

Il Sindaco Letizia Moratti ha partecipato, questa mattina, insieme all'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, l'amministratore delegato di Artematica, Andrea Brunello e la curatrice Annie-Paule Quinsac, alla conferenza stampa di presentazione della mostra "Scapigliatura – Un pandemonio per cambiare l'arte" che verrà allestita a Palazzo Reale dal 26 giugno al 22 novembre.

"E' una mostra che ripercorre un periodo storico molto ricco dal punto di vista culturale - ha detto il Sindaco - che poi ha visto nascere il Futurismo e che pone Milano come città capace di interpretare il nuovo e all'avanguardia, rispetto alla cultura classica e alla retorica del conformismo. Indaga dal punto di vista della pittura, della scultura e della letteratura questo periodo, che va conosciuto maggiormente e rivalutato".

E' un'esposizione di 260 opere, tra dipinti, sculture, grafiche e incisioni, che vuole celebrare il movimento che, dalla seconda metà dell'Ottocento fino ad inizio Novecento, seppe coinvolgere tutte le arti in un rinnovamento e traghettò la società italiana verso un cambiamento ideologico e di costume e che nacque proprio nel capoluogo lombardo.

"Credo nella Scapigliatura perché ne abbiamo bisogno, perché è un movimento anticonformistico che crede nella libertà artistica e ha in se la tensione degli opposti – ha spiegato Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune di Milano -. Con questa mostra Milano opta per una politica culturale contro una certa omologazione dei consumi e dei costumi. Del resto questo è il nostro anno, senza la Scapigliatura non avremmo avuto probabilmente Futurismo e da qui Milano deve continuare il suo moto di città dei movimenti. La Scapigliatura ci offre anche la possibilità di promuovere Milano come città della lettura e dell'editoria, per questo offriremo questa esposizione alla visita dei bibliotecari che dal 25 al 27 agosto saranno a Milano per IFLA dal 23 al 27 agosto".

Il termine "Scapigliatura" deriva dal titolo del romanzo di Cletto Arrighi (giornalista, scrittore e patriota) La Scapigliatura e il 6 febbraio (1861-62), in cui, con i toni passionali del racconto popolare, si narra la vicenda milanese di un 'gruppo' di scontenti e ribelli, "vero pandemonio del secolo…serbatoio … dello spirito di rivolta e di opposizione a tutti gli ordini stabiliti", che finiscono con il sacrificare la vita nei moti antiaustriaci del 1853.

Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta e organizzata da Palazzo Reale e Artematica, col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, l'esposizione è curata da Annie-Paule Quinsac e coadiuvata da un comitato scientifico composto da Giuseppe Farinelli per la letteratura, Paolo Repetto per la musica, Gaetano Oliva per il teatro, Anna Finocchi per i rapporti con l'architettura. In mostra saranno presenti i lavori di trentotto artisti, da Giovanni Carnovali detto Il Piccio a Daniele Ranzoni, da Tranquillo Cremona a Giuseppe Grandi, da Gaetano Previati a Medardo Rosso, a Pietro Troubetzkoy, provenienti da raccolte pubbliche e private italiane e da prestigiose istituzioni straniere quali il Groninger Museum di Groningen, in Olanda, e il Szépművészeti Múzeum di Budapest, coprendo un arco temporale di quattro decenni in cui il movimento si è evoluto dall'iniziale serrata polemica ad un nuovo accademismo.
A corredo, nello stesso periodo, presso la Biblioteca di via Senato viene approfondita la parte letteraria e giornalistica della Scapigliatura. Per la prima volta viene esposto il Fondo di Angelo Sommaruga di proprietà della Biblioteca di via Senato: lettere, biglietti postali, cartoline (fra cui alcune inedite di Gabriele D'Annunzio e Giosuè Carducci), volumi, riviste fra cui "Cronaca Bizantina" e "Forche Caudine" (di cui è stato editore). Sarà presente inoltre una sezione dedicata alla caricatura e alcune opere di artisti scapigliati fra cui Ranzoni, Troubetzkoy e Conconi.

Per tutta la durata della mostra, Milano diventerà un palcoscenico aperto a esecuzioni musicali, liriche, letture di testi, pièce teatrali, proiezioni cinematografiche. Saranno anche ricostruiti alcuni itinerari mirati ai luoghi canonici, urbani, della "vita" scapigliata, come le osterie, i caffè e gli atelier.

IL PERCORSO ESPOSITIVO.
Il percorso espositivo, organizzato in sezioni cronologiche, prenderà il via da Gli anni '60. La formazione di un'estetica. Qui si troveranno le opere de Il Piccio, un precursore che, nelle ultime stagioni della sua vita, elaborò una pittura sfumata, tutta d'atmosfera, e di Federico Faruffini, che sperimentò l'intensità coloristica intesa come lingua delle emozioni, accanto al quale s'incontreranno i lavori di Filippo Carcano, innovatore nel linguaggio pittorico ma meno propenso all'intimismo.
I protagonisti della sezione Gli anni '70. Il momento d'oro saranno Daniele Ranzoni, Tranquillo Cremona e Giuseppe Grandi che, in sodalizio, elaborarono la 'macchia' scapigliata e la scultura pittorica, sostituendo al finito accademico, basato sul disegno della forma, una materia fluida, in cui la forma è colore carpito alle zone d'ombra, suggerendo, e non descrivendo, il reale. La parte GIi anni '80 è dedicata all'affermazione della scultura scapigliata, che prende avvio dal rifiuto del concetto rinascimentale di statuaria come plastica e apre così la via alla cosiddetta "scultura impressionista". In mostra si troveranno i lavori di Giuseppe Grandi, del quale per la prima volta verranno presentati al pubblico i gessi - restaurati per l'occasione - del monumento alle Cinque Giornate, di Ernesto Bazzaro, del giovane Paolo Troubetzkoy, allievo di Ranzoni, del primo Leonardo Bistolfi e di Medardo Rosso. L'ultima sezione, Gli anni '90, evidenzierà come, in pittura e scultura, l'apporto delle nuove leve permette l'elaborazione di un vero e proprio accademismo del linguaggio scapigliato (come nel caso dello scultore Eugenio Pellini o del pittore Camillo Rapetti), mentre la visione scapigliata diventa un banco di prova per i futuri "divisionisti", come ad esempio Gaetano Previati.

Accompagna l'esposizione il catalogo a cura di Annie-Paule Quinsac e realizzato da Marsilio Editori. Il volume segue l'andamento delle sezioni cronologiche del percorso espositivo ed è arricchito dai saggi di Giuseppe Farinelli, Paolo Repetto, Gaetano Oliva, Anna Finocchi.



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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

BIENNALE DEL PAESAGGIO MEDITERRANEO: PRESENTAZIONE VOLUME

BIENNALE DEL PAESAGGIO MEDITERRAENO

LUNEDÌ 4 MAGGIO 2009 ore 17.00




lunedì 4 maggio 2009 ore 17.00

Auditorium Museo delle Genti d'Abruzzo

via delle Caserme 22, Pescara

Presentazione del volume

BIENNALE DEL PAESAGGIO MEDITERRANEO

Presentazione di

Franco Farinelli Associazione dei Geografi Italiani

Interventi di

Giuseppe De Dominicis Presidente della Provincia di Pescara

Sante Di Paolo Assessore all'Ambiente e alla Valorizzazione del Territorio della Provincia di Pescara

Pierluigi Della Valle Direttore Servizio Pianificazione del Territorio Provincia di Pescara

Enrico Di Paolo Architetto

Antonio Angelillo ACMA Centro Italiano di Architettura

Al termine

Forum Lineamenti per la ricostruzione del paesaggio aquilano con relatori, partecipanti alla Biennale, rappresentanti di istituzioni, associazioni di categoria, organizzazioni di base, rappresentanti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - direzione PARC

La pubblicazione dei documenti (contribuiti scientifici, interventi, mostra fotografica, mostre di architettura del paesaggio) presentati alla Biennale del Paesaggio Mediterraneo organizzata dalla Provincia di Pescara nel maggio 2005 rappresenta una opportunità non solo per dialogare con gli organizzatori e i protagonisti di quell'evento ma per contribuire - partecipando attivamente al dibattito - alla costruzione di un punto di partenza consapevole e condiviso per una pianificazione maggiormente attenta al paesaggio e ai beni culturali, in un momento così delicato per l'evoluzione del territorio abruzzese. Oggi più che mai il Mediterraneo rappresenta una metafora della transizione verso la dimensione globale, dell'incrocio dei flussi migratori e del relativo recupero delle identità locali, dello scambio inarrestabile di conoscenze e di tecniche, del riversarsi dei processi economici e produttivi sul supporto geografico.

È necessario che l'auspicata partecipazione delle collettività locali alle procedure che sottendono la tutela e la valorizzazione del paesaggio si trasformino in azioni politiche, in progetti concreti che possano coniugare le attese di sviluppo economico con le qualità della vita (ambientali e culturali) che il Mediterraneo ha finora offerto.

Per informazioni:

ACMA Centro di Architettura

via Antonio Grossich 16, 20131 Milano

Tel. +39 02.70639293 Fax.+39 02. 70639761

acma@acmaweb.com www.acmaweb.com

PADIGLIONE MESSICANO ALLA 53. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE

IL PADIGLIONE MESSICANO ALLA 53. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D'ARTE,

LA BIENNALE DI VENEZIA 2009

MOSTRA

L'artista Teresa Margolles presenterà una mostra intitolata

¿De qué otra cosa podríamos hablar? (Di cos'altro potremmo parlare?).

La mostra è curata da Cuauhtémoc Medina

SEDE

Il Padiglione Messico è allestito all'interno dello storico Palazzo Rota-Ivancich, nel cuore di Venezia poco distante da Piazza San Marco e Rialto

CATALOGO

Il catalogo della mostra verrà pubblicato in inglese e spagnolo con interventi e saggi di importanti autori quali Cuauhtémoc Medina, Ernesto Diezmartinez Gumàn, Luis Astorga, Elmer Mendoza, Antonio Escohotado, Sergio Gonzàles Rodrìguez, Mariana Botey

SPONSOR

Il padiglione è sponsorizzato da: The National Council For Culture And The Arts (CONACULTA), The Institute of Fine Arts (INBA), The Mexican Ministry of Foreign Affairs (SRE), The National University of Mexico (UNAM), Patronato Del Arte Contemporaneo (PAC)

APERTURA AL PUBBLICO

Dal 7 giugno al 22 novembre 2009.

Il Messico è presente per la seconda volta alla Biennale di Venezia, in occasione della 53. Esposizione Internazionale d'Arte. Il padiglione avrà sede nel Palazzo Rota-Ivancich. Costruito nel XVI secolo su disegno attribuito a Sansovino, il palazzo è un esempio classico di residenza nobiliare veneziana, adiacente alla Fondazione Querini- Stampalia, si trova a pochi minuti da Piazza San Marco e Rialto.

Il padiglione ospiterà la mostra ¿De qué otra cosa podríamos hablar? (Di cos'altro potremmo parlare?) di Teresa Margolles, curata da Cuauhtémoc Medina, che si articolerà in un unico e continuo intervento da parte dell'artista messicana presente nel palazzo con installazioni, azioni e performance.

Il lavoro di Teresa Margolles, nonostante il carattere polemico e controverso, è stato sempre più spesso esibito in varie gallerie e istituzioni artistiche, dalla Kunsthalle Krems in Austria (2008), al Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen di Düsseldorf (2007), alla Colección Jumex in Messico (2007), e in diverse occasioni internazionali, tra cui la Biennale di Liverpool (2006).

I lavori presenti al Padiglione Messico sono una cronaca acuta e penetrante degli effetti di una crudele economia globalizzata: il circolo vizioso di proibizione, dipendenza, accumulazione di ricchezza, povertà, odio e repressione che trasforma i piaceri trasgressivi e le ossessioni puritane del Nord nell'Inferno del Sud.

In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue, in inglese e spagnolo, con testi di: Cuauhtémoc Medina curatore della mostra; Ernesto Diezmartínez Guzmán, scrittore e critico cinematografico; Luis Astorga, ricercatore presso l'Instituto de Investigaciones Sociales, UNAM; Elmer Mendoza, scrittore; Sergio González Rodríguez, scrittore; Antonio Escohotado, filosofo spagnolo; Mariana Botey artista messicana e teorica. Nel catalogo si troverà anche un'intervista a Teresa Margolles sulla realizzazione dell'esposizione per il Padiglione Messico condotta dall'artista Taiyana Pimentel e da Cuauhtémoc Medina.

Nel 1990 Teresa Margolles (Messico 1963) è stata tra i fondatori del gruppo SEMEFO (Servicio Médico Forense/Servizio Medico Forense) e da allora, in questa veste, ha organizzato performance, creato installazioni, oggetti, video e interventi in spazi pubblici. In seguito Margolles ha proseguito il suo lavoro da sola, trasformando un obitorio di Città del Messico nel proprio studio, dove ha sviluppato delle strategie artistiche, utilizzando sostanze corporee e immagini di cadaveri. La sua esplorazione dell'idea della morte è legata ad una indagine sempre più approfondita delle disuguaglianze politiche ed economiche oggi presenti, dello sfruttamento sociale, del processo che attiene al lutto, e del modo in cui la violenza, sempre più diffusa, determina l'odierno panorama filosofico e culturale.

A causa della recente ondata di violenza in Messico — secondo i giornali, più di 5000 persone hanno perso la vita in omicidi e sparatorie, che hanno a che fare con il traffico della droga e la lotta contro di esso — il lavoro di Teresa Margolles — che per quasi vent'anni si è focalizzato sull'esplorazione della possibilità di interventi artistici sui cadaveri umani — si è concentrato sempre più sulla morte violenta e sulle sue vittime.

Il più recente lavoro di Teresa Margolles, infatti, comprende la cronaca acuta e toccante della pervasiva economia di morte che affligge il nord del Messico.

Negli ultimi due anni l'artista ha fissato la propria attenzione sulla creazione di installazioni, dipinti e oggetti partendo dalle tracce materiali ritrovate nei luoghi in cui sono avvenuti gli omicidi, e dalle parole e dai discorsi ad essi associati, presi dai biglietti in cui si dà ordine di uccidere qualcuno, o dai verbali della polizia o ancora dalla cronaca della violenza riportata dai giornali.

¿De qué otra cosa podríamos hablar? sarà una sorta di racconto basato su strategie di contaminazione e di azioni materiali, che coinvolgeranno lo spettatore, sia a livello emotivo che intellettuale, portandolo a riflettere sul modo in cui la violenza e l'odierna economia globalizzata comportino l'impressionante ammissione che un'intera generazione di individui sia da considerarsi una sorta di classe sociale "a perdere", una classe sociale che potrebbe virtualmente scomparire, intrappolata tra la perversa logica della criminalità, quella del capitalismo e quella della proibizione.

Il progetto del Padiglione Messico sarà accompagnato anche da una serie di azioni pubbliche, che estenderanno il concetto della partecipazione di Teresa Margolles a questa 53esima Esposizione Internazionale d'Arte, ai luoghi dove si svolge la Biennale e alle diverse zone di Venezia.

PADIGLIONE MESSICO

Palazzo Rota-Ivancich

Castello 4421

30122 Venezia

Italia

Sono disponibili foto e altri testi, per ulteriori informazioni:


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Simona Pezzano
+39.347.0884713
pezzano.simona@gmail.com

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