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martedì 24 marzo 2015

Mostra "E tutti arriveremo". Lecce, dal 25 marzo al 2 aprile 2015


"E tutti arriveremo"
mostra-laboratorio
dal 25 marzo al 2 aprile 2015
vernissage mercoledì 25 marzo ore 18,30
Ex Conservatorio Sant'Anna
Via Giuseppe Libertini- Lecce
h. 10/12 - 17/20,30
ingresso libero


ESPONGONO:
artisti invitati
Maria Grazia Anglano, Roberto Bergamo, Paola Bitelli, Daniela Cecere, Mario Calcagnile, Michela Del Tinto-Teo Mollaian, Lucy Ghionna, Maurizio Martina, Francesco Pasca, Adriano Pasquali, Maria Grazia Presicce, Enza Santoro, GianFranca Saracino, Carla Sello, Monica Taveri

artisti selezionati
Serena Alvarenz, Domenico Arces, Marco Carone, Maria Cesena, Antonella D'Amelio, Ilenia Epifani, Francesca Esposito, Rehana Giurda, Vanessa Greco, Shi Hongbo, Monia Luggeri, Lucia Macrì, Alessandro Maggiulli, Alessandra Mariano, Elisabetta Merico, Marika Ninno, Francesca Nutricato, Eleonora Rampino, Francesco Romanelli, Francesca Scrascia, Maria Silvia Specchia, Silvia Sparro, Salvatore Turco, Maria Antonietta Tutino, Gloria Zara, Valentina Zocco.

PROGRAMMA
25 marzo - ore 18,30 - saluto delle autorità

  • - ore 18,45 - proiezione cortometraggio "Tutto si può" di Claudia Ingrosso-
    liberamente ispirato alla fiaba di Gianni Rodari "Il giovane gambero", racconterà la tenacia di chi vive una quotidianità "diversa" esercitando abilità a noi sconosciute.
  • - ore 19,00 - inizio del giOCArtista aperto a tutti



26 -27-28 marzo ore 18,00/19,30 - Il laboratorio dell'OCA- realizzazione di segnalini con materiale di recupero - aperto al pubblico



2 aprile - ore 18,30 - "Tutti i colori dell'autismo" incontro confronto a cura di Michela Del Tinto con la partecipazione di Teo Mollain


L'Associazione Le Ali di Pandora partecipa alla manifestazione del Comune di Lecce "Itinerario Rosa 2015" con la mostra/laboratorio "E tutti arriveremo", dal 25 marzo al 2 aprile nell' Ex Conservatorio Sant'Anna a Lecce, gode del Patrocinio dell'Accademia di Belle Arti di Lecce

"E tutti arriveremo" è un giOCArtista, uno spazio potenziale tra adulti e bambini, un'esperienza ludico-culturale che permette di sensibilizzare sulle tematiche della contemporaneità: la diversa-abilità, l'emarginazione, l'omofobia, la xenofobia, la guerra, la violenza ma è anche occasione per mettere in risalto la bellezza, l'amore, la condivisione, la fratellanza.

42 artisti si sono cimentati nella realizzazione delle 63 tessere che compongono il "Gioco dell'oca", più i piccoli ospiti della ludoteca "LO SPAZIO DI LILLI", ogni tessera racconta una storia, l'attività creativa si è espressa sul piano simbolico ed esistenziale, perché fermarsi all'immagine delle cose è nasconderne il senso e l'arte non cerca rifugio all'ombra delle immagini, ma le straccia. 
Le Oche donano delle "ali" che permettono di procedere rapidamente; non ci si può fermare sulle loro caselle si deve andare avanti o fermarsi quando il destino ce lo impone e alla fine Tutti arriveremo ognuno con i suoi tempi.
Le Ali di Pandora

AssociazioneSocio Artistico Culturale "Le Ali di Pandora"
Sede op.: Centro Polifunzionale V.le G. Paolo II ang. Via Pistoia, 9 – Lecce
tel.339.5607242 – 347.0851926

lunedì 23 marzo 2015

Cinema & Ciociaria - mostra dedicata a Nino Manfredi

mostra fotografica e di pittura dedicata a Nino Manfredi, aperta fino al 27 marzo, Villa Comunale di Frosinone



sabato 21 marzo 2015

M4A - MADE4ART, Milano: mostra "Materia e materiali: linguaggi, tecniche e innovazioni"














Materia e materiali: linguaggi, tecniche e innovazioni
Mariagrazia Algisi, Donata Bonanomi, Rosalba Mangione, Giorgio Pica, Paolo Remondini, Francesco Sandrelli
a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni
M4A - MADE4ART, Milano
24 marzo - 4 aprile 2015
Inaugurazione martedì 24 marzo, ore 18.30

 
Lo special art project Materia e materiali: linguaggi, tecniche e innovazioni, ideale anteprima del progetto che Made4Art presenterà durante il Fuorisalone del Mobile - Milan Design Week di "zona Tortona" (aprile 2015), vuole sottolineare l'importanza che la ricerca tecnica e la sperimentazione sulla materia e sui materiali rivestono, oltre che nel design, anche in ambito artistico. 

Il progetto espositivo, che vede come protagonisti gli artisti Mariagrazia Algisi, Donata Bonanomi, Rosalba Mangione, Giorgio Pica, Paolo Remondini e Francesco Sandrelli, nasce dalla volontà di presentare al pubblico alcuni significativi risultati di questa ricerca: ciascun artista, sulla base delle proprie specificità artistiche e tecniche, ha interpretato il tema seguendo una propria personale idea di progettualità.

I curatori di Made4Art, Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo, hanno studiato per la presente esposizione un allestimento basato su richiami, analogie e armonici contrasti, che trova la propria forza nell'eterogeneità dell'insieme. 

Il sapiente impiego della materia pittorica nella produzione artistica di Rosalba Mangione, le inclusioni di elementi circolari a rilievo nella tela di Mariagrazia Algisi, ideali navicelle nello spazio, le opere fotografiche di Giorgio Pica che sembrano raffigurare la forza e l'energia degli elementi naturali, i raffinati still life di Paolo Remondini, che richiamano le silhouette di delicati oggetti di design, la tecnica mista su carta di Donata Bonanomi, capace di superare la bidimensionalità del supporto, la particolare valenza espressiva della materia e del colore nei lavori di Francesco Sandrelli. Interpretazioni diverse dello stesso tema, in bilico tra arte e design. 
 
Materia e materiali: linguaggi, tecniche e innovazioni, seconda tappa del progetto di indagine su questo tema condotto da Made4Art dopo l'esperienza legata al Fuorisalone del Mobile 2014 - la mostra Materia e materiali: progettualità nell'arte, maggio 2014 - vuole essere un viaggio di scoperta all'interno del progetto e dell'idea che stanno alla base della realizzazione di un'opera d'arte, nei colori e nella materia pittorica, nei diversi materiali naturali e artificiali che ci circondano, nell'essenza della creatività artistica.

 
Materia e materiali: linguaggi, tecniche e innovazioni
Mariagrazia Algisi, Donata Bonanomi, Rosalba Mangione, Giorgio Pica, Paolo Remondini, Francesco Sandrelli

a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo
24 marzo - 4 aprile 2015; inaugurazione martedì 24 marzo, ore 18.30
Martedì - venerdì 10 - 13 e 16 - 19, lunedì e sabato 16 - 19
M4A - MADE4ART, Spazio e servizi per l'arte e la cultura
Via Voghera 14 - ingresso da Via Cerano, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872
Media partner: Espoarte

venerdì 20 marzo 2015

Eclisse della mente - nudo artistico o pornografia?

Sono un’artista con ambizioni professioniali e, oltre ai miei ritratti ed altri quadri che circolano in rete da anni, da poco pubblico anche i nudi che attualmente fanno una parte in crescita della mia produzione artistica. Si tratta di nudi semplici, maschili e femminili, senza volgarità, basati sugli studi anatomici che sto proseguendo con molta determinazione. 

Non avrei mai immaginato che a qualcuno potessero dare fastidio, tanto da segnalarne (con esito negativo) ben cinque agli amministratori di Facebook. Anche altre opere, dipinti e foto, hanno suscitato sdegno da parte di questo novello Braghettone. Pur non avendo ancora visto le opere discriminate degli altri artisti, conoscendoli personalmente, sono sicura che le stesse non siano pornografiche. 

Questa persona ha agito probabilmente per invidia nei confronti di noi artisti che apprezziamo e valorizziamo il corpo umano attraverso le nostre opere. Posso solo compatirla, in quanto, avendo questa visione distorta nei confronti di qualsiasi nudo artistico, si perde una bella e meravigliosa parte della produzione artistica dell'umanità: dalla preistoria, l'antica Grecia, il Rinascimento fino ai nostri giorni. Le statue greche, il Davide di Michelangelo, gli affreschi della Cappella Sistina, i nudi anatomici di Leonardo da Vinci, l'arte barocca coi putti e santi nudi o seminudi, la Maya desnuda di Goya, La Venere di Velasquez, Colazione sull'erba di Manet, i quadri di Botticelli, Bronzino, Cranach, Tiepolo, Caravaggio, Tiziano, Rubens, Dürer, Bouguereau, Lempicka, Gustav Klimt, Dalì, Anders Zorn, Sorolla, Lucien Freud e molti altri. Non parliamo poi del L'origine del mondo di Courbet che ha strappato per sempre il velo dell'ipocrisia dall'organo sessuale femminile. I nudi artistici sono elogio della bellezza esteriore ed interiore e della nobiltà della persona umana e non la mortificano come invece fa la reale pornografia. Se la semplice vista del corpo umano gli (o le) dà tanto fastidio, allora potrebbe trattarsi di una persona con disturbi mentali, suscitati magari da sensi di colpa. 

Questo episodio mi ha ricordato il caso dei capezzoli coperti (il quadro di Tiepolo a palazzo Chigi) per salvaguardare l’immagine dell’allora presidente Berlusconi, che, giustamente, ha fatto infuriare Vittorio Sgarbi. L’ipocrisia e l’ignoranza vanno di pari passo. Se si vede pornografia nel nudo artistico il difetto è nell’occhio dello spettatore e non nel quadro.

Inutile dire che continuerò sulla strada, realizzerò ed esporrò altri nudi per chi sappia apprezzare questo genere. A tale proposito, il prossimo appuntamento è presso la Biblioteca di Cassino, dove, dal 26 al 29 marzo, nell’ambito della rassegna e mostra collettiva “Le donne e l’arte”, organizzata dall’associazione “Se non ora quando”, saranno esposti tre dei quadri incriminati.

"L’eclisse di sole è un fenomeno temporaneo. L’eclissi della mente, un fenomeno che non finisce mai"
(Mieczysław Kozłowski)

giovedì 19 marzo 2015

Ornella Bijoux in mostra al Museo del Bijou di Casalmaggiore in provincia di Cremona dal 21 marzo al 17 maggio per raccontara la costume jewellery italiana che ci invidiano nel mondo

Presentata nella Bottega storica di Ornella Bijoux in via Monte Cervino 4 a Milano la mostra dedicata alla designer Maria Vittoria Albani che verrà inaugurata il 21 marzo alle ore 17 al Museo del Bijou di Casalmaggiore in provincia di Cremona. La mostra resterà aperta fino al 17 maggio  


Ornella Bijoux
Museo del Bijou di Casalmaggiore (Cr)
a cura di Bianca Cappello

21 marzo – 17  maggio 2015

Inaugurazione 21 marzo ore 17.00 (aperta la pubblico)

Apertura: lunedì – sabato 10/12 e 15/18; domenica e festivi 15/19


Il Museo del Bijou di Casalmaggiore, in collaborazione con la storica e critica del gioiello Bianca Cappello, ha scelto un'occasione particolare e importante per dare il giusto riconoscimento alla lunga attività artigianale a Maria Vittoria Albani di  Ornella Bijoux, aprendo, con una mostra a lei dedicata, una serie di esposizioni monografiche che vedono come protagonisti le eccellenze del bijou italiano.

Nata nel 1944 grazie a Piera Albani e alla figlia Maria Vittoria (all'epoca quattordicenne), insignita negli anni del titolo di "Bottega Storica di Milano", Ornella Bijoux è oggi una tra le griffe di costume jewellery made in Italy più ricercate ed esclusive del panorama mondiale. 

La sua collezione infinita di pezzi d'autore ha attraversato decenni di mode e generazioni, segnando un percorso inimitabile di fascino e femminilità senza tempo.

Per la mostra al Museo del Bijou di Castelmaggiore, Bianca Cappello ha scellto 200 storici bijoux della collezione privata di Ornella Bijoux, frammenti d'arte favolosi che raccontano oltre sessant'anni di arte, moda, e creatività nella lettura originale, elegante ed espressiva della sua geniale designer Maria Vittoria Albani, oggi ottantacinquenne ancora ricca di verve e più che mai sulla breccia.

I suoi gioielli raccontano momenti storici indimenticabili, dai primi export degli anni '50 in Inghilterra e Stati Uniti dove "brillano" nelle splendide lussuosissime vetrine dei vari "Neiman Marcus", "Lord and Taylor", "Bonwit & Teller" e "Marshall and Field". 

Indimenticabili poi le produzioni caratterizzate dalla ceramica dipinta a mano (dorata o galvanizzata) o i meravigliosi collier a fili di perle... Sono gli anni '60, caratterizzati dall'apertura dell'esclusiva boutique di via Montanapoleone, dai sodalizi prestigiosi con le Maison Biki, Celine, Borbonese e dai primi sguardi al nuovo mercato giapponese.

Negli anni '70 i bijoux vantano altre estroverse ispirazioni e lavorazioni, che spaziano dall'arte astratta al gusto etnico. 

Fino all'ultimo ventennio in cui le espressioni "Liberty" aprono scenari di natura incontaminata: metalli dorati, smalti, paste di vetro, perle "disegnano" scarabei o farfalle in un paradisiaco "giardino" di spille e anelli... Nel frattempo Maria Vittoria Albani crea collezioni per altre importanti griffe. Il Terzo Millennio apre a nuove tendenze e sperimentazioni e alle rivisitazioni speciali: in un contesto più unico che raro, l'atelier-laboratorio di via Monte Cervino, 4 a Milano, si apre un mondo magico di quarantamila preziosi modelli, continua fonte di ispirazione per Maria Vittoria Albani. Una sorta di casa-museo sempre aperta a tutti gli appassionati su appuntamento.

Questa importante esposizione, promossa dal Museo del Bijou di Casalmaggiore (Cr) in collaborazione con Bianca Cappello, storica e critica del gioiello, vuole essere la prima di una serie di monografie dedicate ai grandi protagonisti della bigiotteria Made in Italy, un affascinante capitolo della costume jewellery ancora tutto da scoprire.

Unico nel suo genere in Italia, il Museo del Bijou (fondato nel 1986 a Casalmaggiore, distretto di bigiotteria sorto tra il XIX e XX secolo) conserva e valorizza oltre 20 mila pezzi unici, tra modelli, macchinari, utensili, fotografie e cataloghi provenienti dalle dismesse industrie locali e dalle recenti donazioni di aziende e collezionisti del settore. Il Museo ha un programma fitto di eventi tra mostre temporanee sulla storia della moda e dell'ornamento personale, finalizzate a  promuoverne la conoscenza e la divulgazione.


Accompagneranno il visitatore nel percorso espositivo anche una selezione di abiti d'epoca da cocktail provenienti dalla collezione Cavalli e Nastri di Milano e firmati Biki, maison con la quale Ornella Bijoux ha collaborato a lungo negli anni '60.

A cura di Bianca Cappello, storica e critica del gioiello, docente di storia del gioiello presso l'Istituto Europeo di Design di Milano e coordinatore curatoriale del museo del Gioiello di Vicenza. Al suo attivo letture, incontri, mostre e cataloghi sulle sperimentazioni materiche attorno al Gioiello e alla storia della bigiotteria italiana. Membro della Society of Jewellery Historians di Londra. Vive a Milano.



Catalogo Universitas Studiorum

Museo del Bijou di Casalmaggiore

via Porzio 9 - 26041 Casalmaggiore (CR)
Il Museo del Bijou è aperto tutti i giorni della settimana; per scuole e gruppi possono essere prenotate visite guidate, percorsi didattici e attività di laboratorio.

Mostra ad Amsterdam - the Seasons in Chianti- by Franco Franceschi

LE STAGIONI NEL CHIANTI

Il 21 maggio 2015 si inaugurerà ad Amsterdam nell'area espositiva dell'Istituto Italiano di Cultura la mostra fotografica di Franco Franceschi  "Le stagioni nel Chianti" che per l'argomento, il mutare di forme e colori della campagna del Chianti senese durante l'evolversi delle stagioni, e per l'affetto che in tante parti del mondo si nutre per quella regione che, sarà di grande interesse sia per i connazionali residenti nella capitale che per gli olandesi stessi.

Questa mostra, dopo l'esordio nella Tenuta Ruspoli Berlingheri di Lilliano, nell'area in cui le immagini erano state pensate e realizzate, è stata portata con successo negli ultimi anni in Francia, a Grenoble e Lille, in Slovenia, a Lubjana e Izòla e nel Regno Unito, a Bangor ed Edimburgo.

La visione di parte delle immagini sarà resa possibile attraverso il sito www.francofranceschi.it tramite il link The Seasons in Chianti nella sezione "fine art pictures".

La ricerca si compone di un centinaio di fotografie di particolari della campagna senese immortalati nell'alternarsi delle stagioni durante gli otto anni di permanenza dell'autore a Castellina.

Sono immagini fuori del comune, di chiara ispirazione pittorica, ma arricchite da un taglio netto, che produc composizioni geometriche.

Mai totali, ma sempre parziali, perchè è nel particolare che si può leggere la traccia della perfezione. Ne nasce così un Chianti vissuto, più che visitato.

La mostra di Amstedam sarà composta da 40 immagini selezionate fra quelle della collezione e verrà presentata nel formato 40x60

Un accenno sulle immagini nelle parole dell'autore stesso:

"Si fotografa per amore, e con passione e sincerità e allora, e solo a queste condizioni, nascono le foto belle. Quale che sia il soggetto  non cambia la sostanza. Per fotografare occorrono due capacità fondamentali: guardare tutto senza nulla tralasciare e saper vedere quello che si sta guardando.

Per la prima occorre molta pazienza e per la seconda un particolare spirito d'osservazione che nasce dall'amore per il dettaglio che io ho percepito con l'uso della fotocamera 35mm che permette di osservare i dettagli isolandoli dalla visione generale, cosa che con un grande formato è impossibile.

Il dettaglio è la visione del cannocchiale (già il binocolo distrae) e va cercato camminando perchè in auto, quando si capisce che il dettaglio c'è, o che ci potrebbe essere, si è già lontani.

Occorre anche intuire dove il dettaglio potrebbe essere o dove si nasconde alla vista dei più, ma questo è in buona parte frutto d'abitudine. La ricerca che ho voluto chiamare "Le stagioni nel Chianti" è una storia d'amore.

Nasce dal desiderio di dimostrare a questa terra, il Chianti Senese, e ai suoi abitanti il mio affetto e la gratitudine per dieci anni meravigliosi trascorsi là con amici veri, vino buono, e cibi antichi aspettando il mutare di luci forme e colori durante l'evolversi delle stagioni ed il trascorrere del tempo, perché non c'è mai un'estate o un'inverno uguali ai precedenti "

Rassegna stampa

 Le Douphiné Libre,  Grenoble Marzo 2006  En s'attardand sur del détailles, il a voulu montrer ce que personne ne voit au premier abord" Esplique Laura Toffolo directrice de l'Institut culturel Italien. Le photographe a ainsi préféré les champs de tournesols aux oliviers, les saisons automnales et hivernales aux saisons touristiques. Devant des vignobles présentés sous un angle original, le visiteur se perd au fil d'un ruisseau, agrédablemente bercé par les lumières qui plongent les villages dans la brume au sortir de la saison estivale. En s'attardant longuement sur la lumière, le photographe a pris le parti de la terre et de la nature.

La Voix du Nord,  Lille  Maggio 2006  Franceschi consacre un trentaine de prises de vue à la beauté de cette campagne, à travers le quatre saisons. Sous le soleil ou sous la neige, par ciel nouageux ou bleu azur, cette terre merveilleuse se révèle dans toute sa splendeur.

Corriere di Siena,  Giugno 2006  Si tratta di immagini fuori del comune, di chiara ispirazione pittorica, ma arricchite da un taglio netto, di particolari della campagna senese. Mai totali, ma monocromatici parziali

Corriere di Siena,  Agosto 2006  Franceschi è un fotografo di moda ed è bolognese. Ha sempre vissuto in città. Lo potremmo definire un fotografo metropolitano, ma le immagini che ci ha restituito del Chianti dimostrano una sensibilità ed un amore verso la natura e la nostra terra difficilmente riscontrabili.

Dalla presentazione di "Le Stagioni nel Chianti" a Lubiana novembre 2007  Franco Franceschi si dedica, da oltre dieci anni, ad una personale ricerca che esprime il suo modo di sentire l'ambiente che lo circonda: la natura e la presenza umana restituendo, sulla carta fotografica, quello che la sua sensibilità coglie. Forme e linee appartenenti a elementi comunemente ritenuti statici come le costruzioni o senz'anima come la campagna vivono e esprimono carattere e sensazioni tanto quanto il particolare di un corpo umano.  Dott. Roberta Ferrazza Direttrice dell'Istituto di Cultura Italiana

Il Fotografo,  Novembre 2007 Trenta immagini a colori (…), che riprendono alcuni particolari della campagna toscana colti nel mutare delle stagioni: linee, filari di vite, ferite inferte dall'uomo alla natura o sfumature delicate che ricordano più un paesaggio sottomarino che le Crete senesi, ci raccontano infatti un Chianti sorpreso quasi sempre fuori stagione, con solchi ghiacciati nei campi e neve sui tralci di glicine (…) Ed è attraverso le immagini esposte in questa mostra che si delinea la personale visione di quest'autore che, contrariamente alla norma in cui si dipingono traboccanti di colori vivissimi, è quasi prettamente monocromatica

Stefania Biamonti


La Nazione, Febbraio 2008  …Perché nelle sue foto le vigne, gli olivi, i cipressi, la neve o il sole parlano il linguaggio della natura, ma si sposano anche con il segno dell'uomo che quella natura continua ad amare e coltivare (…) lasciando che sia l'intensità di un filare a dare il senso dell'intera vigna (…). Nonostante l'utiliszzo del colore , il suo è un Chianti quasi monocromatico, dove ogni tono racconta segreti e atmosfere uniche in ogni stagione  Olga Mugnaini



PRESENTAZIONE DELL'AUTORE
Franco Franceschi si avvicina alla fotografia dopo un periodo di disegno e pittura.
Dopo alcune esperienze in testate universitarie e quotidiani locali per servizi di costume si dedica al reportage di viaggio.
Nel 1978 fonda lo Studio Alfa Tau dedicandosi esclusivamente alla foto di moda in cui ha voluto esprimere la sensibilità che gli derivava dalla passione per il cinema.
Dal 1980, inizia la collaborazione con Amica, Cosmopolitan, Harper's Bazaar e altre importanti Testate sia in Italia che all'estero, oltre che con le più  importanti aziende di abbilgliamento.


All'inizio del nuovo secolo riscopre il piacere dell'immagine di ricerca e si applica a essa sempre maggiormente e nel 2002  inizia una serie di mostre in Italia.
Al Festival Internazionale di Orvieto del 2003 viene premiata la sua prima monografia edita da "Edizionitalia"
mentre le sue immagini vengono richieste per mostre personali in diversi Paesi. Ampliate le sue ricerche sul dettaglio, dal paesaggio all'architettura e al design, sta portando le sue immagini in mostre personali in diversi Paesi d'Europa negli Stati Uniti e in Sud America.


 
MOSTRE

2002 - Bologna, Palazzo D'Accursio. "Linee architettoniche". Personale


2002 - "Polis urban e-motion". Itinerante nel mondo. Collettiva


2003 - Castellina in Chianti, Rocca Medioevale. "Metropolis". Personale


2004 - Anzola, Palazzo Stella "Linee architettoniche" Personale


2004 - Bologna, Gall.d'Arte Re Enzo. "Moderni e Contemporanei". Collettiva


2004 - Vilnius (LV), I.I.C. "Linee architettoniche". Personale


2005 - Milano. Hypegallery. Collettiva


2006 - Lilliano, Tenuta Ruspoli Berlingheri. "le stagioni nel Chianti" Personale


2006 - Milano Image System. Collettiva


2006 - Grenoble (F). I.I.C."les saisons en Chianti". Personale


2006 - Lille (F). Palais Rihour. "les saisons en Chianti". Personale


2007 - Varsavia (POL) - Mazowieckie Centrum Kultury "Vintage" Personale


2007 - Lubiana (SLO), "Le stagioni nel Chianti" Personale


2007 - Osijek (HR), Galleria Likovnih Umjetnosti "Vintage" Personale


2007 - Warsavia (POL), I.I.C. "Vintage" Personale


2007 - Osijek (HR), Galleria Magis. "Architectures" Personale


2007 - San Francisco (USA) - GEN.ART -"Vintage" Personale


2007 - San Francisco (USA) - I.I.C. "Vintage" Personale


2007 - San Francisco (USA) . I.I.C. "900's Architecture". Personale


2008 - Isòla (SLO) "Le stagioni nel Chianti" Personale


2009 - Lima (Perù). "Bologna's 20th Century" Personale


2009 - Copenhagen (DK) "Vintage" Personale


2009 - Santiago del Estero (AG) "Bologna's 20th Century" Personale


2009 - Grenoble (F). I.I.C."Bologna's 20th Century". Personale
2010 - Bologna, Art to Design. "Stones Portrait". Personale
2010 - Nida (LV) Baltic Photo Festival. "Modern Architecture" Personale


2011 - Grenoble (F). I.I.C."Photographier Grenoble". Personale
2013 - Bologna (I) DuepuntiLab - "Crisalidi e Farfalle" Personale
2013 - Sofia (BG) ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA "Bologna".Personale
2013 - Bangor (UK) Carnegie Library "The Seasons in Chianti" Personale
2014 - Edimburgo (UK) Valvona & Crolla "The Seasons in Chianti" Personale

8bit_un mondo a pixel | di Salvo Ligama alla galleria PORTANOVA 12, Bologna | dal 28/4 al 23/5


8bit_un mondo a pixel

personale di

Salvo Ligama


28 aprile – 23 maggio

PORTANOVA 12

Via Porta Nova 12, Bologna





Martedì 28 aprile, alle ore 18, la galleria PORTANOVA 12 di Bologna, specializzata in street art e illustrazione, apre la mostra 8bit_un mondo a pixel di Salvo Ligama, prima personale dell'artista siciliano, a cura di Antonio Storelli, con un testo critico di Emanuela Zanon.

Con 8bit_un mondo a pixel, Ligama porta il pubblico in un mondo che, lo fa intuire il titolo, riproduce i meccanismi di scomposizione e dissoluzione dell'immagine in pixel tipici del virtuale digitale, ma con la maestria di chi conosce e sa usare i colori e la pittura. Lungo un percorso espositivo di circa 20 opere di medio formato, lo spettatore si imbatterà in ritratti, scene di personaggi umani e animali "pixelati" con acrilico, resine e tempera su cartone, che intuirà guardandoli a distanza, fino a riconoscerli interponendo un obiettivo digitale, lo schermo di uno smartphone, ritrovando con la ricomposizione retinica soggetti della grande tradizione pittorica, da Venerdì Santo e Adamo ed Eva, a Eucarestia, fino a  riferimenti estremamente contemporanei come in Siamo a sud di Roma e Martirio a colazione (Uova liberamente tratte da un'opera di Marcello Berenghi) o riferimenti non privi di una certa ironia come in Lo scherzo di Giotto o Biancaneve è in pericolo.

Con composizioni di bilanciata nitidezza, che rompono in realtà la riproducibilità del digitale, e l'inserimento di alcuni elementi dipinti con l'espediente pittorico del trompe l'oeil, Ligama riesce a manifestare una riflessione sui nuovi canoni suggeriti dalle tecnologie odierne senza abbandonare la sua vocazione originaria: la riflessione sull'uomo e sulla sua storia, interrogativi universali e delicate suggestioni emotive.

L'indagine dell'artista prende dunque spunto da quesiti che diventano cruciali nella contemporanea virtualità delle immagini e di cui ci suggerisce possibili risposte coinvolgendoci attivamente. Lo esplicita bene il testo critico di Emanuela Zanon: come conciliare i tempi lunghi della pittura e la soggettività con il "voluttuoso regno digitale" in cui siamo immersi? A chi si rivolge la pittura e quali codici linguistici deve usare per leggere "l'inestricabile intreccio di illusorietà e pragmatismo che caratterizza le nostre nuove abitudini percettive e comunicative"?

Se l'accesso alle cose è ormai raramente diretto e la digitalizzazione pare averci regalato il prodigio della "presenza nell'assenza", Salvo Ligama si avvicina alla resa del visibile riproducendo con la manualità degli strumenti pittorici proprio quella scomposizione cromatica in pixel che palesa la non corrispondenza dell'immagine virtuale al vero.
I pixel sono per l'artista gli atomi di una nuova materia telematica e inconsistente, sono i pigmenti di una pittura che si sforza di essere contemporanea, sono un modo per avvicinarsi alle cose e per avvicinarsi alla storia.
Allo stesso tempo costruire le cose "pezzo per pezzo" gli permette di analizzarne da vicino la materia, l'epidermide dell'immagine in una storia di adattamento dei pacati intermezzi della pittura alla frenesia e al frastorno della nostra era.

Il lavoro di Salvo Ligama, quindi, ben si inserisce nel folto gruppo di artisti che la galleria bolognese ha presentato dal 2014 – da 2501 a Nes Poon, da Paolo Ferro e Mattia Lullini, a Bambi Kramer, Nicola Alessandrini, OPIEMME, e prossimamente Giulio Vesprini e Gio Pistone: tutti street artists e illustratori particolarmente raffinati e personalizzati nel segno e nella definizione.

Biografia
Classe 1986, Salvo Ligama vive e lavora a Catania, nel 2011 si specializza in Grafica d'arte con la tesi sperimentale "Bioincisione" presso l'Accademia di Belle Arti di Catania. Nel 2014 coordina Storiche Alchimie Contemporanee, primo workshop di incisione sostenibile. Ha esposto in varie sedi italiane all'estero tra Palermo, Napoli, Caserta, Perugia, Roma, Torino, Milano, Budapest e Bucarest.


Informazioni utili

Titolo della mostra: 8bit_un mondo a pixel | personale di salvo ligama
a cura di antonio storelli
testo critico di Emanuela zanon

vernissage: martedì 28 aprile - ore 18

periodo di apertura: dal 28 aprile al 23 maggio
sede espositiva: galleria portanova 12 – via porta nova 12 – bologna

promossa da


info e contatti

personal web page www.salvoligama.jimdo.com
Facebook Portanova 12



giorni e orari di apertura: tutti i giorni feriali dalle ore 16,30 alle 19,30 e in altri orari su appuntamento

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