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mercoledì 18 marzo 2015

Vernissage "IncastoNatura": giovedì 19 marzo sculture-gioiello al Musée du Croco


Giovedì 19 marzo 2015, ore 19
IncastoNatura
personale di Roberto Sangineto
Musée du Croco
via privata Cascia 6 - MI

Siediti lungo la riva del fiume e aspetta… Roberto Sangineto ha fatto suo il proverbio cinese riscrivendone il finale e reinterpretandone gli scopi: è proprio in prossimità dei corsi d'acqua che accoglie dalla natura la materia prima per le sue sculture-gioiello. 

Alcuni alberi, trascinati dalle intemperie nei fiumi con le loro radici potenti e con le evoluzioni dei loro rami, inglobano nelle loro anime legnose metalli, detriti, sassi: è in questo scenario ambientale che l'artista vicentino ritrova l'abbraccio universale dell'esistenza, il legame inevitabile ma talora instabile delle cose, l'inclinazione artistica degli elementi, vicina all'arte orafa, alla sua capacità di plasmare forme grezze e di impreziosire materiali già splendidi.

Sangineto imita, trasforma e completa l'opera della Natura, restituendo la vitalità ad elementi apparentemente inerti e creando sculture che sfidano le leggi della gravità e dell'equilibrio e che richiamano alla mente allegorie, simboli e suggestioni provenienti dalla storia, dalla mitologia e dall'immaginario popolare.

Giovedì 19 marzo 2015 dalle ore 19, nella cornice polivalente del Musée du Croco, prendono vita, con un evento di vernissage dedicato alla cittadinanza, le incastonature di Roberto Sangineto.

Roberto Sangineto deriva la sua ispirazione dalle due discipline che hanno caratterizzato la sua formazione personale e professionale, ovvero l'oreficeria ed il video. Della prima ha imparato da ragazzo le tecniche nella capitale mondiale dell'oro, la sua città, Vicenza, ed in particolare l'arte dell'incastonatura, l'inserimento di pietre nei gioielli; la seconda tecnica artistica gli ha consentito di guardare alla natura con occhio ammirato, ma soprattutto attento.

Musée du Croco è uno spazio espositivo inaugurato nel 2012 da Enzo Bollani a partire da un'idea di Lucio Dalla. Situato nello scenario avanguardista di via privata Cascia 6 (Milano), ospita artisti emergenti e idee innovative.


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www.CorrieredelWeb.it

martedì 17 marzo 2015

Aromantica. Mostra mercato di piante aromatiche e officinali - Dal 27 marzo al 4 aprile 2015

AROMANTICA

La mostra mercato di piante aromatiche e officinali con oltre 200 varietà a Budrio, Bologna.

Dal 27 marzo al 4 aprile 2015

Vivaio Flora 2000, Via Zenzalino Sud 19/a – Budrio, Bologna

Dal 27 marzo al 4 aprile torna a Budrio, nel vivaio Flora 2000, la più importante mostra mercato di piante aromatiche e officinali, che, giunta alla sua tredicesima edizione, celebra tutte quelle piante che fanno bene al gusto e alla salute.

Il vivaio Flora 2000 inaugura la stagione con la mostra evento dedicata alla propria collezione botanica di piante aromatiche: un percorso sensoriale che vedrà protagoniste oltre 200 varietà di erbe aromatiche, dalle piante più comuni e presenti sulle nostre tavole a quelle rare e meno conosciute. 

Fiore all'occhiello della mostra saranno rarità come la Mentha chocolate, Menta cocktail, il Lemon grass e ben oltre 15 varietà di Timo. 

Una mostra che vuole celebrare le proprietà officinali e gli impieghi di queste piccole e preziose piante, coltivabili anche in balcone e terrazzo, per realizzare un prezioso orto aromatico.

Ricche di olii essenziali e proprietà benefiche le piante aromatiche vengono sempre più utilizzate: dall'aromaterapia ai trattamenti di bellezza, dalla gastronomia alle arti erboristiche, diventano fedeli alleate per la cura dei malesseri di stagione e un valido aiuto per riposare bene.

Per l'occasione, il Maestro Giardiniere Carlo Pagani terrà, sabato 28 marzo alle ore 9.30,  un'interessante lezione a tema: "Aromatiche: sapori e profumi", una rassegna di settanta piante per apprendere la loro coltivazione, riproduzione, il loro impiego in giardino come piante ornamentali e per scoprire i segreti affascinanti di queste piante apprezzate da tempi antichissimi.

La mostra è aperta dal lunedì alla domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

L'ingresso all'evento è gratuito. 

Per informazioni:
mail info@flora2000.it - tel. 051 800406 - www.flora2000.it

lunedì 16 marzo 2015

Mostra e convegno regionale sul lavoro

manifesto dell'evento
I quadri che Agnes Preszler espone in questa occasione:
Il cappellaio di Sora (copia da Kroyer)
Giovane cuoco cinese (quadro finalista di un concorso internazionale)
Tragedia al grattacielo, disegno a carboncino e pastelli 100x70cm

Edarcom Europa Galleria d'Arte: Invito Mostra Collettiva di Primavera 2015


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Edarcom Europa
Galleria d'Arte Contemporanea
Via Macedonia, 12/16
00179 Roma
tel. 06.7802620
www.edarcom.it

Grande mostra > Chagall. Love and Life > a cura di Ronit Sorek > 16 marzo – 26 luglio 2015, Chiostro del Bramante, Roma

Chagall. Love and Life

Collezione dell'Israel Museum


a cura di Ronit Sorek
16 marzo – 26 luglio 2015
Chiostro del Bramante, Roma


 
Marc Chagall, Coppia di amanti e fiori, 1949. Litografia a colori, 4,9x8,1 cm. Dono di Ida Chagall, Parigi © Chagall ® by SIAE 2015



Dalla collezione dell'Israel Museum di Gerusalemme giungono per la prima volta in Italia 140 lavori di uno degli artisti più amati del Novecento, Marc Chagall, il cui linguaggio è così universale da essere amato da tutti e da tutti conosciuto e riconosciuto e che, tra tutti gli artisti del secolo scorso, è rimasto fedele a se stesso pur attraversando guerre, catastrofi, rivoluzioni politiche e tecnologiche.
Attraverso disegni, olii, gouache, litografie, acqueforti e acquerelli, la mostra racconta la sua poetica influenzata dal grande amore per la moglie Bella e dal dolore per la sua morte prematura avvenuta nel 1944, ripercorrendo la sua vita e la sua arte che fu commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee - dall'originaria cultura ebraica a quella russa, all'incontro con la pittura francese delle avanguardie.

Con il patrocinio di Roma Capitale, la mostra Chagall. Love and Life curata da Ronit Sorek è prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con l'Israel Museum, e apre al Chiostro del Bramante dal 16 marzo fino al 26 luglio 2015.

Fondato nel 1965, l'Israel Museum ospita collezioni di opere d'arte che attraversano la cultura ebraica dalla preistoria al contemporaneo. All'interno della collezione non poteva mancare l'opera di Chagall, i cui lavori sono stati donati al museo dall'artista stesso, dalla figlia Ida e da sostenitori dell'istituzione che proprio quest'anno compie 50 anni e per l'occasione concede eccezionalmente i prestiti per la mostra romana al Chiostro del Bramante.

LA MOSTRA
Le 8 sezioni tematiche della mostra disegnano una mappa artistica e spirituale complessa e caleidoscopica che sta a fondamento del profilo apolide dell'artista; l'originalissima lingua poetica di Chagall nasce infatti dall'assimilazione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica (dalla cui tradizione visiva dei manoscritti ornati egli trae gli elementi espressivi, non prospettici a volte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attinge sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose delle icone); la cultura occidentale (in cui assimila grandi pittori della
tradizione, da Rembrandt agli artisti delle avanguardie che frequenta con assiduità).
Ma l'opera di Chagall è anche altro, perché la sua meraviglia di fronte alla natura, il suo stupore di fronte alle creature viventi conferisce quell'arcaicità quasi medievale alla sua poetica novecentesca.

La mostra raccoglie in particolare lavori grafici e ripercorre i temi fondamentali della produzione di Chagall: dalle radici nella nativa Vitebsk (Bielorussia), descritta con amore e nostalgia nella serie Ma vie (My Life), all'incontro con l'amata moglie Bella Rosenfeld, della quale illustrò i libri Burning Lights e First Encounter, pubblicati dopo la morte prematura dell'amata.
Un'intera sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia con temi che esercitarono sempre un grande fascino su di lui e che rivelano un'interpretazione straordinariamente "umanista" delle Scritture come il ciclo d'incontri storici tra l'uomo e Dio, interpretazione dell'Antico Testamento.

Oltre alla varietà di temi molto più ampia rispetto alla maggior parte dei suoi contemporanei, molti erano i campi nei quali Chagall esprimeva la sua arte quali la pittura, la scultura, il mosaico, la scenografia, la scrittura e l'incisione: quest'ultima è ampiamente approfondita nel percorso espositivo che mostra le peculiarità delle opere eseguite con le diverse tecniche litografiche e di incisione. Nella terza sala una gigantografia riproduce anche l'ambiente della celebre stamperia Mourlot di Parigi con i suoi antichi torchi dove lavorava Chagall, stamperia frequentata anche da Picasso, Matisse, Braque e Giacometti.

La rassegna mette in luce anche il rapporto esistente nell'opera di Chagall tra arte e letteratura, tra linguaggio e contenuto. I lavori esposti riflettono l'identità poliedrica dell'artista, che è al tempo stesso l'ebreo di Vitebsk (in mostra Sopra Vitebsk), autore e illustratore che correda di immagini i libri dell'amata sposa, artista che illustra la Bibbia (in mostra L'angelo caduto, gouache del 1924), originale pittore moderno che attraverso l'iconografia cristiana piange la sorte toccata al popolo ebraico (in mostra la Crocifissione, gouache del 1944), profondo conoscitore di Le Anime morte dello scrittore russo Nikolaj Gogol (in mostra il frontespizio eseguito da Chagall e 15 delle 96 tavole - acqueforti - del 1948) e francese di adozione che disegnò le illustrazioni delle favole di La Fontaine anch'esse in mostra (18 tavole tra acquerelli, acqueforti e gouache).
Artista grande conoscitore dell'anima "ritraeva le debolezze umane, senza emettere giudizi" (Susan Compton, dal catalogo della mostra alla Royal Academy of Art, 1985), Chagall celebra l'amore come dono divino (in mostra Gli amanti, olio del 1937, Coppia di amanti e fiori, litografia del 1949, Coppia di amanti con gallo, litografia del 1951, Gli amanti, gouache del 1954-55) e ritrae la famiglia, gli amici (in mostra Ritratto del Dottor I.A. Eliashev e quello di Ala Eliashev, entrambi grafite su carta del 1919) e se stesso (in mostra Autoritratto con sorriso e Autoritratto con smorfia, entrambi acquaforte del 1924-25) dimostrando di essere un maestro della linea e della superficie oltre che un eccellente colorista.

DIDATTICA E SCENOGRAFIA
L'ambiente espositivo pone una particolare attenzione alla scenografia delle sale e una forte considerazione della comunicazione ai visitatori dei contenuti durante il percorso di mostra.
In una sala la proiezione di quattro opere che prendono forma e si completano sulla parete permette al visitatore di osservare le fasi di composizione di un'opera di Chagall, come se il quadro stesse materializzandosi proprio in quel momento. Un sottofondo sonoro rende multisensoriale l'intera esperienza percettiva.
Inoltre, affinché tutti possano entrare a pieno nel mondo di questo grande del Novecento, ci si potrà immergere in un quadro dell'artista e comporre con dei magneti mobili su uno sfondo "classico" di un'opera di Chagall il "proprio Chagall", all'interno della quale poi immortalarsi con uno scatto fotografico.
E per "immedesimarsi" nella sua appassionante poetica, nell'ultima sala vi è la proiezione a parete di una delle sue opere più importanti La passeggiata (di cui in mostra è presente una gouache del 1919) che invita il visitatore a immergersi nell'atmosfera del dipinto e a immortalare il proprio viso al posto di quello degli amanti, per portare con se un ricordo personale della visita alla mostra e del grande amore di Marc e Bella, dei quali proprio quest'anno cade il centenario del matrimonio.

La mostra Chagall. Love and Life attraverso le opere dell'Israel Museum illustra la sua arte, tra le più innovative del Novecento, nonché la poetica dell'artista ebreo più apprezzato e ammirato del secolo scorso.
Parafrasando il titolo del libro della moglie Bella, le luci di Chagall risplendono ancora, di colui che non è mai stato un "artista tormentato", anzi ha mantenuto fino alla fine della sua lunga esistenza ottimismo e gioia di vivere.

sabato 14 marzo 2015

M4A - MADE4ART, Milano: mostra "Sergio Armaroli. Confusio Rerum Confusio Verborum"



Sergio Armaroli. 
Confusio Rerum Confusio Verborum 
a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo 
M4A - MADE4ART, Milano
17 - 22 marzo 2015
Inaugurazione martedì 17 marzo, ore 18.30 | Performance, ore 19.30
In collaborazione con il Festival 5 Giornate di Milano 
In occasione del Festival 5 Giornate - Milano: Cinque Giornate per la Nuova Musica, lo spazio Made4Art è lieto di presentare l'inaugurazione del progetto di sound installation / active soundwork Sergio Armaroli. Confusio Rerum Confusio Verborum
L'evento, anteprima del Festival 5 Giornate, si svolgerà martedì 17 marzo dalle ore 18.30, con performance artistico-musicale a cura di Sergio Armaroli alle ore 19.30 e presentazione del catalogo sul progetto. 
Seguiranno, nelle giornate di sabato 21 e domenica 22, due performance musicali a cura di Francesco Cuoghi e Sergio Armaroli. 
Artista poliedrico e versatile, Armaroli ricorre a diversi linguaggi, tecniche e strumenti, a volte da lui stesso realizzati, per creare un lavoro in grado di superare le tradizionali classificazioni. 
Poesia, pittura, fotografia, video e musica si mischiano in un'opera d'arte totale capace di suscitare emozioni, creare situazioni insolite e spiazzanti, porre quesiti: un invito alla riflessione attraverso stimoli visivi e sonori
Nel percorso creativo dell'artista riveste particolare importanza l'universo musicale, un ambito che Armaroli esplora sia come musicista che come compositore. La sua musicalità è fatta di suoni, parole e silenzio, in una sperimentazione che rielabora in maniera personale e libera da un linguaggio codificato. 

Sergio Armaroli (1972) ha compiuto gli studi presso l'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano diplomandosi in pittura con il massimo dei voti e presso il Conservatorio "G. Verdi" di Milano diplomandosi in Musica Elettronica, Jazz e Strumenti a Percussione. 
Si è perfezionato presso la Fondazione Arturo Toscanini di Parma e presso l'Accademia del Teatro Alla Scala di Milano. Ha studiato inoltre "percussion popular" presso l'I.S.A. Instituto Superior de Arte de La Habana (Cuba). 
Ha suonato e suona in numerose orchestre, ensemble cameristici e in qualità di solista in Italia e all'estero (Polonia, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Messico, Gran Bretagna e Francia). Ha al suo attivo numerose registrazioni (ArtAche, Stradivarius, Rugginenti, BMG Ricordi, Red! e Dodicilune). 
L'ultimo suo lavoro per marimba sola dal titolo "Early Alchemy" ha avuto un generale consenso di critica in Italia e negli Stati Uniti. Come "attore musicale" realizza alcuni progetti multimediali e performativi progettando alcune installazioni sonore. 
Ha esposto in Italia in mostre personali e collettive. Nel 2013 presso lo spazio Made4Art ha partecipato al progetto artistico Black&White. Astrazione negli opposti (24 maggio - 7 giugno). Nel 2014, sempre presso lo spazio Made4Art, si è tenuta la personale Camera d'eco (EchoChamber) (21 - 31 gennaio) e il 21 ottobre si è svolta la presentazione di una monografia dedicata ai suoi vent'anni di attività, volume edito da Vanilla Edizioni con testi a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni. 

 
Sergio Armaroli. Confusio Rerum Confusio Verborum A cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni
M4A - MADE4ART, Via Voghera 14 - ingresso da Via Cerano, 20144 Milano
17 - 22 marzo 2015
Inaugurazione martedì 17 marzo, ore 18.30 | Performance, ore 19.30
Martedì - domenica, ore 15 - 19
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872
Catalogo in galleria
In collaborazione con Festival 5 Giornate - Milano: Cinque Giornate per la Nuova Musica www.festival5giornate.it
PROGRAMMA DEL FESTIVAL 5 GIORNATE PRESSO M4A - MADE4ART:
Martedì 17 marzo | Anteprima Festival 5 Giornate Ore 18.30 - inaugurazione del progetto Confusio Rerum Confusio Verborum
Ore 19.30 - Sergio Armaroli, performance artistico-musicale
Sabato 21 marzo 2015, Ore 17.30
Francesco Cuoghi, chitarra elettrica e chitarra
Fausto Romitelli: Trash Tv Trance per chitarra elettrica
Fabrizio De Rossi Re: Monstrous ship per chitarra elettrica
Riccardo Sinigaglia: Nove per nove per chitarra elettrica
James Dashow: Sounding pure duration 3 per chitarra ed elettronica
Chikashi Miyama: Mutation per chitarra, elettronica e live video
Domenica 22 marzo 2015, Ore 15.30
Sergio Armaroli, percussioni
Giuseppe Giuliano: Bar im Bau per berimbau e computer tape
Alvin Lucier: Silver streetcar for the orchestra per triangolo amplificato
Francesca Gemmo: Around M per mbira amplificata*
*prima esecuzione assoluta

Al Teatro San Teodoro di Cantù: inaugurazione mostra personale Annalisa Fulvi. Domenica 29 marzo ore 18.30

Annalisa Fulvi
PROSPETTIVE MUTANTI
a cura di Elisa Fusi


Domenica 29 marzo 2015 alle ore 18,30 inaugura presso il Teatro San Teodoro di Cantù la mostra personale di Annalisa Fulvi dal titolo Prospettive mutanti, a cura di Elisa Fusi.

In mostra, fino al 18 aprile, una selezione di opere di medie e piccole dimensioni che ci illustrano la ricerca pittorica e lo sguardo dell'artista. Come per le mostre precedenti, il palco del Teatro ospiterà, invece, un'opera di grande formato.

Con rigore tematico, Annalisa Fulvi sviluppa un'indagine sul paesaggio percepito come scenario in continua mutazione. Le tele si aprono su ambientazioni in rapida e profonda trasformazione, edifici in costruzione, cantieri, impalcature, travi e recinzioni, periferie urbane in stato di precarietà. Un paesaggio manomesso dal flusso del tempo, fragile e instabile che la Fulvi esamina per poi intervenire su di esso con  risvolto evocativo.

In questi spazi prevalgono i vuoti e le ombre di architetture incompiute, costruite su improbabili palafitte, dotate di facciate che si vedono e non vedono, di superfici che si confondono e prospettive infedeli che regalano un'illusione di profondità. L'asimmetria, l'intersecazione delle linee, le sovrapposizioni dei piani sono debitori della frantumazione dello spazio cubista, mentre il senso del dinamismo, quasi futurista, è ottenuto attraverso l'uso di molteplici punti di vista e, pittoricamente, con velature e trasparenze.

Un'influenza ben visibile nella ricerca di Annalisa Fulvi è quella della Pop Art, a partire dall'uso di colori acrilici dalle tinte accese, volto a caricare di intensità i grigio-neri che caratterizzano gli edifici, fino alla presenza di icone come teiere, topi, carrelli della spesa e altri oggetti noti e riconoscibili che confondono lo spazio urbano con la realtà virtuale e fumettistica

Tali inserti sono prodotti in serie e moltiplicati attraverso il procedimento, caro a Warhol, della serigrafia, con la quale la Fulvi crea anche sfondi, pattern e interi edifici. Tale tecnica spezza il dinamismo della pennellata gestuale introducendo un rigore grafico, preciso e statico, che ha un effetto straniante rispetto alla caoticità apparente del contesto. Questo accostamento di differenti linguaggi pittorici evidenzia maggiormente la discontinuità dello spazio architettonico, che appare tanto frammentato quanto più la pittura si plasma in un una sorta di collage di tecniche.

Una teatralità interrotta permea lo spazio: ogni costruzione è una quinta, una scenografia disposta a differenti livelli di profondità, che monumentalizza lo scenario con ardui scorci e altezze mozzafiato, comprimendo uno spazio già soffocato dalle ampie pennellate. 

Eppure sono spazi senza attori, senza memoria e connotati, dove la figura umana non trova posto se non come traccia delle sue azioni.

Nelle tele di Annalisa Fulvi sono protagonisti la solitudine e l'assenza. Il paesaggio appare così poco naturale e tanto modificato dall'intervento umano che ci impone delle riflessioni quanto mai attuali sul rapporto tra uomo e natura, sul conflitto tra industrializzazione e vissuto quotidiano, sulla forza travolgente della modernità e le contraddizioni insite in essa.


Biografia:
Annalisa Fulvi nasce nel 1986 a Milano. Nel 2008 consegue il diploma di I° livello in pittura presso l'Accademia  di Belle arti di Brera; successivamente trascorre un periodo di studi di sei mesi presso l'Académie Royale des Beaux-Arts a Bruxelles e nel 2011 ottiene il diploma di II° livello in Pittura sempre presso l'Accademia di Brera. Tra le esperienze più importanti per lo sviluppo del suo lavoro vi sono le residenze d'artista svolte nel 2012 in Turchia e nel 2014 in Islanda e in Francia. Annalisa Fulvi ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati, sia in Italia che all'Estero.
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Annalisa Fulvi // Prospettive mutanti
a cura di Elisa Fusi
Inaugurazione: domenica 29 marzo 2015 ore 18.30
In mostra: dal 29 marzo al 18 aprile 2015
Teatro San Teodoro di Cantù (Co), via Corbetta 7
Orari: la mostra è visitabile negli orari di apertura della biglietteria, in presenza di spettacoli teatrali e durante gli aperitivi della domenica.
Ingresso libero.

Per maggiori informazioni: mostre@teatrosanteodoro.it; 347 8086566.

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