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giovedì 2 novembre 2017

Laura Marmai / “IL MARE INTORNO A NOI”


PERSONALE  DI  LAURA  MARMAI
 “IL  MARE INTORNO A NOI”
Presentazione di Nello  Ferrigno


Vernissage 3 novembre 2017, ore 18.00
FAI – Via Portacatena, 50  SALERNO
Dal 3 novembre al 30 novembre 2017
Aperti ogni mercoledì e venerdì dalle 18.00 alle 20.00


Viene presentata presso la sede FAI di Salerno la mostra personale di Laura Marmai con una ventina di  importanti lavori in ceramica dal titolo: “il mare intorno a noi”, in cui  l’attenzione dell’artista si concentra sul tema del mare mediterraneo diffusore di contatti, bellezza e di amore. 

Scrive Nello Ferrigno in catalogo: “Laura Marmai, friulana, è riuscita a portare nel suo fare ceramica la determinatezza tipica della sua gente, è riuscita a mutare il suo essere  “nordica” con la solarità ed i colori della realtà mediterranea in cui vive da anni: le sue opere, infatti, hanno insite – da una parte - la tradizione vietrese e – dall’altra - il rigore della sua terra”, aggiungendo, “Il suo fare ceramica è un piacere che traspare dai suoi manufatti e che si riflette negli occhi di chi li guarda”. Infatti, “Laura è dotata di abilità pittoriche e di inventiva plastica, per cui la si può definire un’artista erede di antichi saperi della nostra tradizione ceramica”.




La mostra sarà visitabile a Salerno per tutto il mese di novembre 2017

Per informazioni contattare:     
L.Marmai@libero.it   
cell. 3392571800

mercoledì 1 novembre 2017

La memoria delle montagne cilene in mostra: When Landscape Becomes a Memory





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I disegni di Hernán Pitto Bellocchio raccontano il rapporto dell'artista con la natura delle Ande, in un universo di segni e astrazioni dal sapore geometrico
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In mostra a Milano presso lo Spazio 22, fino al 16 novembre, una installazione e una serie di disegni a matita e china su carta giapponese di Hernán Pitto Bellocchio.
L'artista cileno – architetto, classe 1984 – svolge delle riflessioni intorno alla figura geometrica elementare del triangolo - trasposizione simbolica e astratta della montagna - che via via si moltiplica in sistemi sempre più fitti: come la vegetazione di una foresta dalla quale emergono forme archetipe dalle diverse implicazioni.
Il progetto prende forma da un'immagine impressa nella memoria di Bellocchio, quella della Cordigliera Andina che con i suoi alti profili domina l'orizzonte e la morfologia di Santiago del Cile, città natale dell'autore.
In seguito al trasferimento a Milano nel 2013, l'assenza della catena montuosa va ad intensificarne i ricordi che si solidificano diventando sempre più vivi e presenti nella ricerca dell'artista.
Un'attrazione inesorabile lo porta a raffigurare le montagne, quasi ossessivamente, o ricostruirle in spazi aperti tenendole quindi attive nella memoria: "queste forme hanno disegnato la mia infanzia; è impossibile non tenerle nella mia mente", dice l'artista.
SPAZIO 22 in occasione della mostra trasforma la sala espositiva in un ambiente etereo nel quale un'installazione site-specific di leggerissimi fili bianchi disegna lo spazio verticalmente.
Concepita come paesaggio mentale che avvolge il visitatore, la mostra ospita una serie di opere inedite realizzate da Hernán Pitto Bellocchio e Matilde Solbiati, invitati ad instaurare insieme un dialogo creativo.
Ed è in particolare l'idea di memoria nelle sue molteplici sfaccettature, ad essere il perno centrale attorno al quale si muovono le loro ricerche artistiche.
When Landscape Becomes a Memory
Fino al 16 novembre 2017
Spazio 22
Viale Sabotino 22

Hernán Pitto Bellocchio
Matilde Solbiati
progetto di Vittorio Rappa



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Mostra Non è tutt’oro…quel che luccica > 8 - 25 novembre 2017 | Galleria Fatto ad Arte, Milano


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La Galleria Fatto ad Arte e l'Associazione DcomeDesign
presentano la mostra
  
Non è tutt'oro…quel che luccica

A cura di Anty Pansera e Mariateresa Chirico

8 - 25 novembre 2017
Inaugurazione 7 novembre dalle 18.30

Via Moscova 60 - Milano
La galleria Fatto ad Arte, che da sempre porta avanti una ricerca nel campo delle arti applicate, affiancata dall'associazione DcomeDesign, che promuove la creatività femminile nel campo del design, presentano la mostra Non è tutt'oro…quel che luccica. Un titolo che ci trasporta subito nell'ambito dell'alto artigianato artistico e nel campo del bijoux, inteso come raffinato elemento decorativo realizzato è vero con i cosiddetti materiali poveri, ma impreziositi dalle sofisticate tecniche artigianali con cui vengono eseguiti.

Tredici artigiane/artiste/designer, hanno creato dei pezzi unici o in piccola serie, utilizzando i materiali più diversi: dalla ceramica al vetro, dalla porcellana al metallo, dalle resine alla carta al tessuto ricamato, ognuna interpretando il tema della mostra con il proprio linguaggio e con modalità espressive personali. È così nata una esposizione di piccole opere d'arte fatte a mano, che rispecchia la diversa creatività e la progettualità delle designer coinvolte con esiti sorprendenti e affascinanti.

Ogni bijoux racchiude un mondo e ci racconta una storia fatta di intrecci, intarsi, ricami, linguaggi diversi da scoprire e soprattutto da indossare.
La mitica Muky (classe 1926) presenta le sue preziose porcellane, pendantif da portare al collo, che rimandano esplicitamente all'universo femminile; Antonella Ravagli, più sperimentale ed essenziale, ha sfidato i trasparenti "ceramici avanzati", guardando al futuro; Silvia Borghi si ispira alla natura e coniuga l'argilla con il metallo; Eleonora Ghilardi invece lavora con il bronzo e la fusione a cera persa realizzando raffinati "ghirigori"; Nadia Nava supera la bidimensionalità dei tessuti con cui di solito lavora e fa dialogare ottone e ardesia; "cravatte/plastron" con paillettes luccicanti sono la proposta di Francesca Fossati; Lucilla Giovanninetti propone complementi per il corpo, monili dalla materica, plasmabile morbidezza; la carta è la protagonista delle poetiche parures di Angela Simone che con la tecnica del quilling e vernici dorate ne esalta l'eterea consistenza; legno, plastica, carta, cera, ma anche zucchero, caramelle gommose, cioccolato caratterizzano gli oggetti di Barbara Uderzo tra gioco e ironia; contaminazione è la parola d'ordine per Alessandra Alfani che unisce materiali "umili" a ottoni, metallo, plastiche; "manufatti magici" che danno una interpreatazione simbolica della natura sono quelli di Maddalena Monaldi; sempre alla natura, alla sua leggerezza, si ispirano i "gioielli" di Dania Corti, essenziali nelle loro equilibrate, ma "imperfette" dinamiche forme; infine Le Ali, al secolo Alessandra Cossu e Alessandra Raggio, che presentano ornamenti di metallo che richiamano la forza e l'asperità della loro terra di Sardegna.

La mostra Non è tutt'oro…quel che luccica è anche un modo per regalare e regalarsi degli oggetti unici, soprattutto in vista del Natale. Bijoux differenti e originali, ognuno dei quali può essere indossato con outfit diversi e in più occasioni, sempre con un tocco di ironia e con lo stile inimitabile che contraddistingue un manufatto che è anche una preziosa opera d'arte.

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Arte. Le mostre da vedere al MASI e allo Spazio -1 a Lugano | Il mito dell’India, l’universo creativo di Wolfgang Laib e un accostamento inconsueto tra due “Swiss American Artists”


Le mostre da vedere al MASI e allo Spazio -1 a Lugano 

Il mito dell'India, l'universo creativo di Wolfgang Laib e un accostamento inconsueto
tra due "Swiss American Artists" sono le proposte del MASI, nella sua sede principale al LAC Lugano Arte e Cultura e dello Spazio -1. Collezione Giancarlo e Danna Olgiati 



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 L. Ontani_Krishna, 1978_Collezione Fabio-Sargentini
SULLE VIE DELL'ILLUMINAZIONE
Il mito dell'India nella cultura occidentale 1808-2017

Fino al 21 gennaio 2018 il MASI dedica una grande mostra all'India e all'influenza da essa esercitata sulla cultura e l'arte occidentale nelle sue diverse espressioni. "Sulle vie dell'illuminazione. Il mito dell'India nella cultura occidentale 1808-2017" offre uno sguardo ampio e diversificato sul modo in cui, dall'inizio dell'Ottocento a oggi, la realtà indiana – con le sue tradizioni, religioni, paesaggi, culture e forme artistiche – ha affascinato e influenzato in maniera crescente il mondo artistico e culturale occidentale.

Il percorso espositivo, esteso sui due piani del Museo, declina il tema portante della mostra attraverso 400 opere e una molteplicità di materiali, mettendo in luce la profonda influenza che l'India ha esercitato sull'arte e sulla cultura occidentale negli ultimi due secoli: dalle riflessioni sull'induismo e sul buddismo di Schopenhauer, cui si rifarà negli anni a venire anche la letteratura di Herman Hesse, divenuta un riferimento per intere generazioni con Siddhartha, alle analisi antropologiche di Carl Gustav Jung; dai romanzi popolari di Kipling ed Emilio Salgari, al cinema di Rossellini e Pasolini. E poi ancora i Beatles che contribuirono a rendere l'India di moda tra la gioventù occidentale, come testimonia il connubio tra musica, spiritualità orientale e sperimentazione psichedelica della controcultura giovanile tra gli anni Sessanta e Settanta. Senza dimenticare, infine, gli scatti "indiani" di Henri Cartier-Bresson e di Werner Bischof, la città ideale immaginata a Chandigarh da Le Corbusier e i tanti artisti che negli ultimi decenni hanno tratto ispirazione e influenze dal subcontinente indiano: da Robert Rauschenberg a Frank Stella, da Richard Long a Luigi Ontani da Francesco Clemente ad Anselm Kiefer, per citarne solo alcuni.

La mostra rientra nell'ambito del progetto Focus India, un progetto trasversale fra arti visive, musica, danza, cinema e tanti appuntamenti dedicati ai molteplici aspetti della cultura indiana. 

Fino al 21 gennaio 2018, LAC
A cura di Elio Schenini, MASI
Con il patrocinio di Ambasciata indiana in Svizzera

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Wolfgang Laib, MASI Lugano 2017 - Photo Hartmut NägeleSono un nuovo Blocco di testo, pronto per il tuo contenuto

WOLFGANG LAIB 

Prosegue fino al 7 gennaio 2018 l'importante mostra monografica dedicata a Wolfgang Laib, artista tedesco la cui opera si distingue nel panorama artistico contemporaneo per essenzialità, chiarezza e profondità di pensiero. Il progetto espositivo, elaborato in stretta collaborazione con l'artista, raccoglie 50 opere tra sculture, fotografie, disegni e installazioni che esplorano tutti gli ambiti del suo universo creativo.

La mostra si apre dando spazio a disegni e fotografie, delineando immediatamente il singolare vocabolario artistico di Laib, capace di coniugare con armonia e semplicità una profonda conoscenza di culture e religioni orientali con un'altrettanto intima riflessione sulle le radici del patrimonio culturale occidentale.
Le fotografie realizzate da Laib durante i suoi viaggi in Europa e in Asia compongono un repertorio di forme che prende nuova vita nei suoi essenziali disegni a pastello.  A loro volta i motivi che popolano le opere su carta riecheggiano e si amplificano nelle sculture e installazioni che completano il percorso espositivo, secondo un principio di circolarità e ripetizione paradigmatico dell'opera dell'artista.

Fino al 7 gennaio 2018, LAC
A cura di Marco Franciolli, direttore MASI
In collaborazione con Francesca Bernasconi, MASI

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Collezione Olgiati Bernasconi-Bove Two Swiss American Artists, Installation View - Foto Studio Pagi


LIVIO BERNASCONI / CAROL BOVE
Two Swiss American Artists

Fino al 10 dicembre 2017, lo Spazio -1, parte del circuito museale del MASI, propone un inconsueto accostamento tra due artisti di diverse generazioni: il pittore ticinese Livio Bernasconi (Muralto, 1932) e la scultrice statunitense Carol Bove (Ginevra, 1971). 

Inoltre, come ogni anno, lo Spazio -1 presenta un nuovo allestimento della Collezione Olgiati con l'obiettivo di mettere in relazione fra loro opere dell'avanguardia storica e di quella contemporanea acquisite in momenti diversi.

Livio Bernasconi e Carol Bove devono la loro identità artistica agli scambi e alle contaminazioni tra la cultura svizzera e quella americana. La scultrice statunitense Carole Bove quest'anno rappresenta la Svizzera alla Biennale di Venezia. 

Livio Bernasconi, formatosi in Ticino e in Italia, ha risieduto negli Stati Uniti a metà degli anni Sessanta, un soggiorno che ha prodotto un rigoroso e prolifico confronto tra la sua formazione europea, nell'ambito dell'informale, il Pop americano e l'espressionismo astratto. 

La dimensione pittorica di Bernasconi e l'universo plastico di Bove – pur nella differenza dei mezzi adottati e dell'attitudine intellettuale – sono caratterizzati dal linguaggio dell'astrazione arricchito da una grande vivacità cromatica.

Fino al 10 dicembre 2017, Spazio -1
Un progetto di Danna Olgiati
Organizzazione Bettina Della Casa, MASI 




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IN NOME DELL'UOMO: l'arte contro la violenza - 12 novembre - 2 dicembre 2017 Villa Guidini - Zero Branco (Treviso)

In nome dell'Uomo
L'ARTE CONTRO LA VIOLENZA

Villa Guidini - Zero Branco (Treviso)

12 novembre - 2 dicembre 2017
 

Per la prima volta a Treviso l'arte contemporanea fa il suo ingresso nella lotta contro la violenza sulle donne. E lo fa attraverso un'importante mostra d'arte dal titolo evocativo "In nome dell'Uomo" che si terrà dal 12 novembre al 2 dicembre 2017 a Villa Guidini (Zero Branco, Treviso). 

Un manifesto di denuncia che, grazie ad un importante lavoro di ricerca della curatrice Barbara Codogno, si propone come momento di riflessione sociale e culturale che suggerisca soluzione e speranza. c

"In nome dell'Uomo" è un progetto d'arte contemporanea fortemente voluto e realizzato grazie al sostengo della Commissione Intercomunale Pari Opportunità (CPOI), presieduta da Simona Guardati, e i Comuni di Casale sul Sile, Casier, Preganziol e Zero Branco. Si avvale dei patrocini della Commissione per la Realizzazione delle Pari Opportunità tra Uomo e Donna della Regione del Veneto, Commissione Pari Opportunità Provincia di Treviso, Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Treviso; della collaborazione di Cambiamento Maschile Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Montebelluna, l'Associazione Italiana Donne Medico – Sezione di Treviso e dell'associazione culturale Cittadellarte; e del contributo di BHR Treviso Hotel, in qualità di main sponsor. "In nome dell'Uomo" è realizzata anche grazie al supporto tecnico di EtnoFilm, InPrint Pubblicità e Tanis Root.

La mostra sarà inaugurata sabato 11 novembre alle ore 17.00 e rimarrà aperta il martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00; venerdì e sabato ore 9.00-13.00; domenica ore 15.00-18.00. Ingresso libero.

Si potrebbe quasi dire che alla violenza siamo stati abituati: quotidianamente la cronaca ci mostra immagini terribili davanti alle quali, addomesticati all'orrore, non sappiamo più reagire. La donna però è e resta il centro dal quale si dipanano tutte le altre riflessioni sulla violenza. Che la donna subisca violenza è purtroppo assodato. Che sia l'uomo a infliggerla è purtroppo dato di fatto.  Ma di che uomo stiamo parlando?

Ecco quindi un titolo importate: In nome dell'Uomo. Dove Uomo con la lettera maiuscola diventa l'Uomo che sceglie di stare al fianco delle donne, dei bambini, dei fragili, incoraggia la bellezza il talento la giustizia, combatte insieme alle donne per un mondo senza violenza.
Ma Uomo è anche la somma di "uomo e donna", è il genere umano che fortemente deve lottare contro la violenza su bambini, animali, ambiente, omofobia.
«In nome dell'Uomo fa un passo in più - spiega la curatrice Barbara Codogno - non solo rifuggo, condanno e non pratico la violenza, ma in nome dell'Uomo sono chiamato sulla Terra per fare il bene, per fare il meglio che può fare un Uomo. Se cambiasse l'atteggiamento violento che in molti assumono, quella violenza subdola e diffusa - una consuetudine che ormai ci ha anestetizzato - allora saremo di fronte ad un cambiamento culturale epocale, che includerebbe necessariamente anche la fine della violenza sul corpo della donna».

L'Uomo di domani è un Uomo nuovo. E dice no alla violenza.


ARTISTI

Sedici artisti, tra le eccellenze locali e nazionali che lavorano specificatamente sul tema della violenza, sono stati chiamati a presentare una loro riflessione che non vuole essere gridata ma proporre soluzioni, superamento e speranza. Tra installazioni, opere di fotografia, pittura, scultura e videoarte, "In nome dell'Uomo" affronta il tema affidandosi all'interpretazione di ogni singolo artista, con particolare attenzione alla sua ricaduta sociale.

Emanuela CALLEGARIN / Adolfina DE STEFANI / KETRA / Antonello MANTOVANI / Stefano REOLON / Carla RIGATO / Alberto SAKA / Gabriella SANTUARI / Bärbel SCHMIDTMANN / Elisabetta SGOBBI / Felice TAGLIAFERRI / Andrea TAGLIAPIETRA / Giovanni Oscar URSO / Marco VECCHIATO / Mariarosa VIO / Grazia ZATTARIN.


EVENTI COLLATERALI
Per analizzare e approfondire le molte sfaccettature legate al tema della violenza contro la donna, la mostra "In nome dell'Uomo" presenta, oltre all'esposizione d'arte contemporanea, diversi momenti di riflessione che si terranno a Villa Guidini sempre ad ingresso gratuito. 

L'inaugurazione di SABATO 11 NOVEMBRE inizierà alle ore 17.00 con la performance di Adolfina de Stefani e Antonello Mantovani dal titolo: "Omaggio alla Donna". I due artisti, fondatori dell'Associazione Cittadellarte e celebri performer, realizzeranno una performance castissima, ma potente, commovente ispirata alla poesia "Supplica a mia madre" di Pier Paolo Pasolini. 

Si proseguirà all'interno dell'Auditorium con la proiezione del video "Inside" realizzato dagli artisti Mariarosa Vio e Andrea Tagliapietra. Una donna-bambina viene costretta a saltare la corda, sempre più velocemente, anche quando il rosso della violenza le ha coperto il volto, fino a quando cade, morta, sopraffatta da fatica e dolore. Un'opera molto minimale, casta eppure sconcertante.

A chiudere la serata di inaugurazione sarà lo spettacolo teatrale "L'età del consenso" con la regia di Valentina Paronetto, Nicola Mattarollo, Mattia Zorzetto e la partecipazione dei ragazzi del percorso di teatro del Liceo Duca degli Abruzzi di Treviso coordinato dalla professoressa Annalisa Dossini. A seguire il monologo "No sta bestemar" di e con Cristiano Contaldo.

Seppure con il tono lieve della commedia, i due brani teatrali, complementari l'uno all'altro, propongono un messaggio importante contro la violenza di genere. Lo sfondo di riferimento ideale dello svolgersi delle vicende è la costruzione di un ponte comunicativo fra le generazioni, in cui gli adulti consegnano ai giovani saperi ed esperienze, e i giovani condividono con gli adulti paure, speranze e desideri.

MARTEDì 16 NOVEMBRE si terrà una particolare visita guidata a cura di FELICE TAGLIAFERRI, scultore non vedente noto a livello internazionale, un importante momento di sensibilizzazione in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità che si celebra il 3 dicembre. Attraverso l'uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili, sarà un'occasione per tutti i partecipanti di "vedere" l'arte esclusivamente con le mani.

"In nome dell'Uomo" chiuderà con il FINISSAGE SABATO 2 DICEMBRE dedicato alla proiezione di due documentari di denuncia contro la violenza sulla donna, ma anche testimonianza dell'emancipazione da stati di abbrutimento sociale attraverso il lavoro. L'evento, in collaborazione con l'antropologo Fabio Gemo direttore artistico dell'Etnofilomfest, si terrà dalle ore 15.00 alle ore 18.00 presso l'Auditorium di Zero Branco, ad ingresso gratuito. I due documentari presentati saranno: "2 Girls" di Marco Speroni e "Strane straniere" di Elisa Amorus.

Per tutta la durata della mostra si terranno visite guidate rivolte agli studenti delle medie inferiori e superiori. Per info e prenotazioni: biblioteca di Zero Branco tel. 0422-485518

INFORMAZIONI

IN NOME DELL'UOMO / L'arte contro la violenza
a cura di Barbara Codogno
Villa Guidini a Zero Branco (TV)
12 novembre – 2 dicembre 2017

martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00
venerdì e sabato ore 9.00-13.00

domenica ore 15.00-18.00

ingresso libero, chiuso lunedì

Contatti
Biblioteca Comunale "Gaetano Cozzi" di Zero Branco
Via Guidini, 52 - 31059 Zero Branco
Tel 0422 485518




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Artissima - Martí Guixé a Corraini Lingotto

Giovedì 2 novembre ore 19, presso Corraini Lingotto

in occasione di Artissima, inaugura la mostra
Ghost Publishers Martí Guixé

Si può fare una mostra di libri mai scritti? Ghost Publisher è una raccolta di 15 libri mai scritti e mai pubblicati che per il momento esistono solo nella mente creativa di Martí Guixé. 

Il designer catalano, autore di numerosi libri, spesso realizza schizzi e disegni di volumi che vorrebbe progettare e scrivere, note grafiche sul contenuto ma anche sul formato dell'oggetto-libro. 

Sono progetti individuali o collaborazioni sognate con altri autori, che prendono forma materiale quando il libro non è ancora altro che una possibilità in attesa del suo ghost-writer.

Che siano progetti individuali o collaborazioni sognate con altri autori poco importa: sono progetti in potenza che aspettano di diventare atto. 

Quello che non vi aspettate da questi fantasmi dell'editoria è che si faranno toccare; in occasione di Artissima (dal 3 al 5 novembre) questi libri inesistenti vi aspettano in carne ed ossa al bookshop Corraini Lingotto. 

Negli ultimi 20 anni Martí Guixé si è fatto un nome nel mondo del design internazionale grazie al suo approccio leggero, eclettico e spiazzante, che spazia dal food design al design di allestimenti, dal product design ai progetti editoriali. 

Il suo lavoro, felicemente visionario, è stato esposto, tra gli altri, al MoMA di New York, al MART di Rovereto, al MACBA di Barcellona e al Centre Pompidou di Parigi. 

Nato a Barcellona nel 1964, ha studiato Interior design a Barcellona e Industrial design alla Scuola Politecnica di Design. 

Vive e lavora "su materia vivente" tra Barcellona e Berlino dedicandosi alla progettazione di "brillanti e semplici idee di una curiosa serietà"; si definisce "ex-designer" e lavora inoltre per aziende come Alessi, Camper, Estrella Damm, Danese, Droog Design, Magis.


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