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martedì 10 febbraio 2015

Mostra @-TRIBUTE di Matthew Broussard Galleria Bucaro, Varese 13 febbraio - 8 marzo 2015

@-TRIBUTE di Matthew Broussard in mostra
alla Galleria Bucaro di Varese.
13 febbraio - 8 marzo 2015
 
Una mostra che accosta arte classica e contemporanea per interpretare la duplice valenza di attributo e di tributo.

Inaugura il 12 febbraio presso la Galleria Bucaro di Varese la mostra personale @-TRIBUTE di Matthew Broussard, artista texano che svolge la sua attività in Italia. Frammenti di arte antica saranno accostati alle opere di Broussard in un percorso narrativo figurativo che ha l’ambizione, come vuole il titolo scelto, @-TRIBUTE, di interpretare la duplice valenza di attributo e di tributo. Da un lato, la mostra verte sull’importanza degli attributi, elementi per identificare il valore iconologico dell’opera e dall’altro è un tributo all’arte figurativa classica, al rinascimento, all’800 romantico. Il fil rouge è quindi il rapporto tra l’arte classica di una galleria antiquaria, la cui sede è anche un luogo storicizzato, un ex convento dei Frati Umiliati, e il profondo legame con la sua arte. Le opere esposte sono frammenti classici, bassorilievi ottocenteschi in gesso, vasi con decorazioni allegoriche di metà ‘900 e tele a soggetto religioso ‘600, ‘700 e ‘800 accostate alle opere autografe di Broussard, in un continuo rimando a immagini e significati che mettono in luce il valore narrativo ed evocativo della rappresentazione figurata.

Le opere di Matthew Broussard sono figurative, ma non sempre ciò che è iconograficamente comprensibile lo è anche iconologicamente. Soprattutto se l’artista gioca con l’osservatore, fondendo immagine e parola. I titoli polisemici coniati da Broussard suggeriscono inaspettate chiavi di lettura ad un’immagine che si palesa nella sua più estrema semplicità. Azioni domestiche e fotogrammi di quotidianità vengono bloccati nella più efficace naturalezza di posa: un uomo che getta dell’acqua dal secchio, una donna che scava la terra con un badile, due figure che corrono e si divertono tra loro, un uomo nudo legato. Così le opere di Matthew Broussard sono semplici e preziose al tempo stesso.

Le lastre di metallo tagliate senza grande cura sono sottoposte a un deperimento ricercato o naturale che le porta ad arrugginire e ad assumere colorazioni differenti. In seguito, vengono ricoperte parzialmente o completamente da foglie d’oro direttamente “a missione”, sotto forma di sottili quadrati di oro giallo 24 carati o oro bianco 12 carati, stesi con estrema cura lasciando libere silhouettes di figure ed oggetti. E’ come se Broussard realizzasse solo lo sfondo delle sue opere facendo emergere l’immagine netta come un’ombra. “Io non sono un bravo pittore – afferma - sono competente. La tecnica che utilizzo mi toglie il controllo dell’opera. E’ alchimia, un rischio, perché il risultato è visibile solo alla fine”. Talvolta l’artista copre interamente la lastra e successivamente interviene graffiandola o sottoponendola all’azione del diluente alla nitro che scioglie la missione e crea suggestioni cromatiche di vivo interesse, ancor più quando cambia l’incidenza della luce sulla superficie. Sono opere dagli effetti molteplici: dal cangiante all’iridescente.


Esposizione 13 febbraio - 8 marzo 2015
Orari di apertura: da martedì a sabato compreso 10.30/12.30 - 15.30/19.30
GALLERIA BUCARO
Via Vetera, 1 - 21100 Varese



MATTHEW BROUSSARD
Matthew Broussard nasce a Lake Charles, Louisiana (Stati Uniti). Cresciuto a Dallas, Texas, ha conseguito il Bachelor of Fine Arts (BFA) in scultura al Maryland Institute College of Art di Baltimora. Dopo aver trascorso diversi anni vagando tra Stati Uniti e Europa, si stabilisce infine in Italia nel 1992. Attualmente vive e lavora in Lombardia, nei pressi del Lago Maggiore, e partecipa regolarmente a mostre nazionali e internazionali. E' rappresentato in Svezia e a Berlino dalle Gallerie De Freo. Parallelamente, l’amore per i materiali lo porta a creare mobili e complementi d’arredo - esposti da Mint Market di Milano - che sono un insieme di artigianato, design e arte.


GALLERIA BUCARO
L'attività dell'allora "Bucaro Antichità" nasce l'11 Marzo 1994 a Varese in Corso Matteotti n. 53, all'interno del chiostro dell'ex Convento 500sco di Sant'Antonino. Raffinatezza, eleganza e originalità nella disposizione delle opere e degli arredi diventano le parole chiave del successo ormai ventennale di Francesco Bucaro. Siciliano di nascita, trapiantato a Milano e maturata un'esperienza nel campo della moda, a contatto con l'atelier di Gianni Versace, persegue una passione nel campo delle belle arti, affinando il gusto e una sensibilità estetica fuori dal comune.
Risale al Settembre 1995 una delle prime pubblicità "shock" apparsa su "Cose antiche" che coglierà l'attenzione di lettori e collezionisti, avviando un futuro lavorativo alquanto vivace, costellato da partecipazioni a fiere antiquarie e da mostre tematiche.
Nei primi anni del 2000 l'attività si trasferisce in un'altra sede storica della "città-giardino", l'ex Convento dei Frati Umiliati in Via Vetera n. 1, cambiando nome in "Galleria Bucaro".
Nell'arco di vent'anni, seguendo il mercato e le richieste del collezionismo nazionale e internazionale, diversi sono stati gli orientamenti di sviluppo che hanno condotto anche alla partecipazione del Gotha di Parma nel 2008, riscuotendo un enorme successo di pubblico.
Negli ultimi anni gli interessi della Galleria spaziano dal "rovinismo" di gusto classico, a opere di artisti dell'800, fino al contemporaneo, dettando le nuove mode nel campo dell'arte e dell'antiquariato.

Libera Interpretazione de LA DIVINA COMMEDIA

Dal 28 febbraio al 08 aprile 2015
“Libera Interpretazione de LA DIVINA COMMEDIA”
Bassorilievi, disegni, istallazioni: la personale dello scultore salentino Giovanni Rollo
Si inaugura nelle sale del suggestivo Castello V di Lecce, sabato 28 FEBBRAIO 2015 alle ore 18:00 la personale dello scultore Giovanni Rollo, una “Libera Interpretazione della DIVINA COMMEDIA di Dante Alighieri " che rimarrà in esposizione fino al 08 aprile 2015
La curatela è del critico d’arte Pompea Vergaro.
La mostra è organizzata dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese: Theutra, Oasimed e Novamusa, con il patrocinio del Comune di Lecce.
Come sottolinea il critico Pompea Vergaro, “lo scultore Giovanni Rollo vive e opera a Cavallino (LE) e lungo il suo percorso artistico ha sempre proposto opere di grande valore universale, come questa personale monumentale e unica dedicata alla Divina Commedia. L’artista vanta lungo il suo percorso artistico premi e riconoscimenti, coppe e medaglie, diplomi di merito, premi speciali della critica, ricevuti durante le rassegne alle quali ha partecipato in tutta Italia. Le sue opere sono in collezioni pubbliche e private e all’interno di luoghi sacri come nel Museo d’Arte Sacra di Foggia e sono pubblicate su Riviste di Arte accreditate a livello nazionale.
La “Libera Interpretazione della DIVINA COMMEDIA” riflette l’aspetto poliedrico dello scultore e documenta l’OPERA tra disegni, bassorilievi e istallazioni realizzate con differenti tecniche e materiali: ferro, legno, gesso, zinco, rame, all’insegna di una lunga esperienza, percorrendo alcune tappe significative delle 3 Cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. L’artista pone molta attenzione allo spazio in cui colloca le sue opere, le quali, per la maggior parte, sono imponenti libri aperti, tra le cui pagine i personaggi palpitano e prendono vita!
In questo percorso le creazioni sono il frutto di un’attenta indagine sul modus operandi della stessa vita di Giovanni Rollo, sempre vigile al mondo che lo circonda, sempre alla ricerca di un sostegno per giunger a Dio, che ognuno di noi può trovare: chi in Beatrice, che rappresenta l’amore, chi nell’Arte, perché “da soli non potremo mai farcela”, come afferma egli stesso in pieno convincimento”.
Come ci spiega lo stesso scultore Giovanni Rollo: “Chi vuole visitare la mia mostra non si aspetti di trovare l’ennesima illustrazione de … LA DIVINA COMMEDIA “ … il poema sacro al quale ha posto mano e Cielo e Terra … “(Paradiso canto XXV vv 1/2).
Il mio è un lavoro lungo e complesso, fuori da ogni schema e logica. Fatto da bassorilievi, è una sfida con me stesso e con il mio orgoglio di artista, un nuovo frutto della mia immaginazione nell’interpretare tutta l’Opera.
Per me Dante non ci presenta un vero e proprio viaggio nell’aldilà, ma ci descrive, quasi fossero delle moderne diapositive proiettate su un grande schermo, le immagini che il suo inconscio, forte della sua “CULTURA”, ha elaborato su quelle che saranno le pene, le espiazioni e i premi a cui andrà incontro l’anima di un uomo una volta giunta nell’aldilà.
Non solo, ma, perfettamente conscio di quello che scriveva, ha voluto lasciarci, sia pure amalgamato nel suo interno, nella figura di Virgilio, “LA SOMMA SAPIENZA” , ovvero, il suo alterego, la sua intelligenza, cultura e la sua volontà di redenzione.
E sotto le sembianze di Beatrice, l’amore con la a maiuscola. Quell’Amore che solo Maria, madre di Gesù ci ha comunicato nella sua interezza e grandezza, come dice lui stesso nella bellissima preghiera che S. Bernardo rivolge alla Vergine nell’ultimo Canto del Paradiso”

lunedì 9 febbraio 2015

Al via la prima edizione del Premio internazionale d’arte contemporanea Lynx


L'Associazione Culturale Il Sestante di Trieste indice la prima edizione del Premio internazionale d'arte contemporanea Lynx, rivolto ad artisti italiani e stranieri, senza limiti di età, con tema libero.

Visibilità e confronto. Sono questi i due ingredienti su cui puntano gli organizzatori. Ciascun artista finalista avrà così la possibilità di dialogare con altre esperienze mettendo sul banco di prova i risultati della propria ricerca.

In questa logica verranno selezionate 60 opere finaliste suddivise nelle tre sezioni del concorso: pittura, fotografia, digital art.

Per ampliare le occasioni  di visibilità di ogni artista, gli organizzatori hanno triplicato l'esposizione delle opere finaliste presentandole, tutte, prima alla Lux Art Gallery di Trieste (dal 20/09 al 11/10/2015), successivamente alla Lokarjeva Galerija di Aidussina (Slovenia, dal 6 al 27/11/2015) ed infine l'esposizione finale all'Ex Teatro Lazzeri di Livorno (dicembre 2015). 

Tre locations dalle grandi dimensioni che coinvolgono, ormai da qualche anno, le affinità artistiche più rilevanti dell'ultimo decennio e di cui, spesso, rileviamo un certo interesse nelle loro proposte.

Per il Premio Lynx ogni novità sarà presentata attraverso i social network ed il sito web ufficiale ma non solo, infatti, la comunicazione è amplificata dalla collaborazione di partner e media-partner nazionali e internazionali, attivi nel campo dell'editoria e dei nuovi media e i Patrocini di particolari musei e di diverse istituzioni che si stanno definendo in questi giorni.

L'A.C. Il Sestante promuove questo concorso non interessandosi ai grandi numeri ma bensì ai bravi artisti, siano essi conosciuti o sconosciuti al grande pubblico. Al Premio Lynx possono iscriversi artisti di ogni età e di qualsiasi nazionalità. Un'attenzione speciale però è stata riservata ai giovani con un premio dedicato ai giovani artisti Under 21.

Per aumentare ancora di più la visibilità sono previsti 2 premi speciali per 12 artisti costituiti da ulteriori esposizioni in contesti internazionali, partecipazioni a fiere d'arte contemporanea e contratti espositivi annuali con il progetto "Be Art Builder" (del quale si sveleranno i particolari fra qualche giorno). 

Per ogni sezione la giuria, composta da 15 membri autorevoli, selezionerà un vincitore. Per i tre vincitori, al fine di promuoverne l'attività, verranno assegnati premi per un valore totale di € 8.000.

Le iscrizioni sono aperte e termineranno il giorno 11 luglio 2015 ma l'A.C. Il Sestante propone delle promozioni e agevolazioni fino alla fine di febbraio (salvo nuove comunicazioni che verranno date attraverso sito e social network) consentendo agli artisti di "prenotare" l'iscrizione, con la promo del periodo, e di completarla in seguito con l'inserimento delle opere entro la deadline. 

C'è tutto il tempo per i fotografi, i digital artist ed i pittori per produrre le migliori opere, anche di grandi dimensioni (misure massime bxh 130x220 cm), portando all'attenzione della giuria la propria esperienza artistica.


È possibile iscriversi online all'indirizzo www.premiolynx.com o via posta scaricando l'apposito modulo dalla pagina dedicata.

Mostra-evento per S.Valentino - Castello di Ceccano (FR)

Letteratura e pittura per esprimere l'amore:

"Caro amore ti scrivo" del 14 febbraio (castello di Ceccano)
locandina dell'evento

Vortice d'amore - quadro dipinto da Agnes Preszler

sabato 7 febbraio 2015

‘RICERCA E PERDIZIONE’ Lillo Bartoloni in mostra alla Libreria Moderna

Idealmente ispirata ad uno dei capolavori di Isaac Bashevis Singer, 'Ricerca e perdizione', ed in generale alla letteratura ed alla cultura yiddish, la mostra di Lillo Bartoloni che si aprirà venerdì 27 febbraio 2015 presso la Libreria Moderna di Rieti (via Garibaldi 244) sarà l'occasione per un doppio appuntamento di confronto ed approfondimento, artistico e letterario. 

Alle ore 17.00, infatti, Manuela Marinelli terrà una conversazione/intervista con l'artista ed a seguire, alle ore 18.30, Monica C.Storini e Luca Vannozzi si confronteranno sulla personalità e l'opera di Singer, con letture a cura di Rossella Russo.



La mostra, curata da Barbara Pavan, promossa da Studio7 Arte Contemporanea, riassume attraverso una selezione di lavori di diversi periodi, il percorso artistico di Bartoloni, sul filo dei temi cari all'autore tra i quali appunto la letteratura mitteleuropea che da molti anni popola ed ispira il mondo delle sue opere. 

'(…) Un mondo -  scrive Tania Belli - che Bartoloni, dalla sua peculiare prospettiva di una cultura sensibile ed attenta (attenta finanche al minimo dettaglio, da cui è attratto inesorabilmente), e di una maturità artistica solida e seria (indiscutibilmente attratta dalla tradizione yiddish), cerca di raccontare, facendocene appassionare; come, del resto, lui stesso ne è innamorato (benché velandosi di ironica malinconia), quale curioso ed insaziabile viaggiatore dello spazio e dei sentimenti. Insomma, Bartoloni, artista sperimentatore e poliedrico, uomo capace ancora di meravigliarsi, oltre il tempo e l'età, aspira a trasmettere e rivelare l'esperienza del vivere, con la quale prova una indubbia e viscerale empatia, in espressione artistica (…)'.
                                                        
Lillo Bartoloni è stato allievo di Cesare Vivaldi, storico direttore dell'Accademia di Belle Arti di Roma, che inquadrava il primo periodo del suo lavoro nel panorama dell'art brut, l'arte di folli, per inserire successivamente Bartoloni nella corrente del pop espressionismo. Bartoloni ha all'attivo numerose mostre in Italia ed all'estero in ambito pubblico e privato. 

Tra queste segnaliamo le esposizioni del Lubrina Atelier di Parigi, della Bronfman Gallery di Washington e della QV Gallery di Newport, della Galleria L'hebraica di San Paolo in Brasile, del Museo Jaghellonco a Cracovia e della Galleria Prosna Street a Varsavia. In Italia, tra gli altri, le sue opere sono state esposte a Roma (Ex Mattatoio e Palazzo Braschi). A febbraio la mostra dal titolo 'Cammelli' sarà ospitata in Libano presso il Beirut Art Center.

Scheda tecnica:

Titolo:                                                 Ricerca e perdizione
Artista:                                                Lillo Bartoloni
A cura di Manuela Marinelli e Barbara Pavan.
Date:                                                   27 febbraio – 27 marzo 2015
Inaugurazione                                     venerdì 27 febbraio 2015 ore 17
Sede espositiva                                   Libreria Moderna
Via Garibaldi 244
02100 Rieti
Ufficio stampa e coordinamento:        Studio7
Info mostra e orari                              tel.320.4571689;
Fb Studio7 Arte Contemporanea
Ingresso libero.

venerdì 6 febbraio 2015

Al Chiostro: mostra “Il verde risolve” Dal giardino delle delizie al nostro verde quotidiano 1980/2015 di Ugo La Pietra

UGO LA PIETRA      

"Il verde risolve" Dal giardino delle delizie al nostro verde quotidiano 1980/2015

Il Chiostro arte contemporanea, 
Saronno – Viale Santuario 11

Inaugurazione:
Sabato 7 marzo 2015 ore 18

                                

A termine della grande personale in corso alla Triennale di Milano, Ugo La Pietra sarà coinvolto in un nuovo progetto dal titolo "Il verde risolve" , con una mostra alla galleria il Chiostro arte contemporanea di Saronno, durante la quale sarà presentato il volume "Dal giardino delle delizie al nostro verde quotidiano" , che include una prefazione di Marco Meneguzzo e il prologo di Riccardo Zelatore, Corraini Edizioni.

La Pietra ha concentrato, fin dai primi anni Ottanta, molto del suo lavoro di ricerca nel tentativo di coniugare
la concettualità degli anni Sessanta / Settanta con la crescita di un sempre maggiore sviluppo della spettacolarità:
Il giardino del Settecento: luogo per una piacevole sosta (spettacolarità) e per la contemplazione (concettualità).

Il giardino del Settecento è stato il modello a cui La Pietra ha fatto riferimento nel suo percorso di ricerca, a volte in modo diretto, ma più spesso come riferimento ideale, per la contemporanea presenza, nelle sue opere, delle due categorie che lo caratterizzano: spettacolare e concettuale.

La ricerca di quegli anni, "Il giardino delle delizie", si confronta con la recente lettura da parte dell'autore del verde urbano presente oggi nelle nostre città: "il nostro verde quotidiano".

L'architettura urbana si ostina a costruire usando il verde come elemento capace di assolvere o "risolvere" diverse funzioni, spesso dimenticando che il verde, al contrario del costruito, ha una vita propria e un proprio sviluppo nel tempo e che ha sempre avuto "la meglio" sull'architettura!

Il verde oggi è troppo spesso ridotto a strumento per aggiustare, correggere, completare, nascondere, migliorare gli errori, le manchevolezze, le incompetenze e la faciloneria di certi creativi (architetti, urbanisti, allestitori…) nell'affrontare i vari problemi ambientali che di volta in volta si trovano a dover "risolvere".

Opere in mostra: tele, disegni, fotomontaggi, ceramiche dal 1980 al 2015.

Catalogo: "Dal giardino delle delizie al nostro verde quotidiano" con una prefazione di Marco Meneguzzo e prologo di Riccardo Zelatore, Corraini Edizioni

Durata                     Mostra in corso fino al 10 aprile 2015
Orario:                    da martedì a venerdì 10/12.30 – 16/18.30
                                  sabato e domenica 10/12.00 e pomeriggio su appuntamento
Info:                        www.ilchiostroarte.it - info@ilchiostroarte.it – telefono +39 02 96 22 717    

“Metamorfosi dei Corpi”. STUDI D’ARTISTA presso lo spazio Andrea Zucchi a Milano



STUDI D’ARTISTA


Gentucca Bini, Sergio Colantuoni, Amilcare Incalza, 
Malena Mazza Saverio Palatella, Andrea Zucchi.
Da Martedi 10 a domenica Febbraio 2015 

Ore 18-21 presso 
lo spazio Andrea Zucchi  Via Savona 97 – Milano


In occasione della prima collettiva di “Studi d’artista” voluta dalla piattaforma Undo.net , lo spazio ANDREA ZUCCHI di via Savona 97 a Milano organizza una mostra che coinvolge 6 artisti che esporranno le proprie opere sul  tema “Metamorfosi dei Corpi”.

Studi D’artista è un festival che vuole presentare al pubblico come si sviluppa il primo grado della produzione artistica, terreno basilare e spontaneo di esperienza e ricerca. 

Durante Studi, questi spazi di lavoro diventano luoghi espositivi aperti a tutti ed intende quindi offrire una panoramica, favorendo lo sviluppo di una rete e il dialogo tra i singoli artisti e la città.

Il tema abbraccia l’immagine interpretata attraverso la posa del corpo, raccontato da disegni, fotografie, abiti e dipinti. 

Tutte espressioni di vita sociale in una  visione  comunicata con un linguaggio  contemporaneo, spietato e scarnificato a volte adulterato che vede nella metamorfosi dei corpi, l’essenza della realtà.

Serata inaugurale mostra d'arte di Alessandra Mussolini

Laurito, Mussolini, Radini Tedeschi
Grande successo a Roma per la personale di Alessandra Mussolini


Importanti ospiti al vernissage della personale "Graffi" di Alessandra Mussolini svolto ieri presso la Galleria  Plus Arte Puls di viale Mazzini 1 in Roma. 

Mussolini, Gasparri
Presenti l'onorevole di Forza Italia Maurizio Gasparri, l'attrice, presentatrice ed artista Marisa Laurito, il critico d'arte Daniele Radini T
edeschi commissario alla Biennale di Venezia, il giudice della Procura Generale della Repubblica Antonio Marini, il noto principe Carlo Giovannelli e molti altri.


Maria Scicolone
La mostra,
che rimarrà aperta fino all'8 febbraio, disvela un estro artistico scoperto solo da qualche mese dalla nota europarlamentare ma diventato talmente prorompente da non poter essere ignorato: "Non so quello che è successo, sono anche un po'
Il Giudice Marini, Mussolini
preoccupata -scherza la Mussolini- ma ad un certo punto ti scatta qualche cosa, in modo anche violento, e diventa un modo per tirare fuori quello che hai dentro e che non hai mai detto, che è sconosciuto anche per te".
I familiari, racconta, sono rimasti più sorpresi di lei: "Mia madre non ci credeva, mia sorella mi ha detto 'Ma quando mai li hai fatti tu, li hai comprati?'. Solo dopo che ha visto i pennelli e i colori ci ha creduto".

Mostra d'arte contemporanea nel web: DOMENICO CORNACCHIONE PAESAGGI URBANI IN EVOLUZIONE - SPAZIO VIRTUALE. Dal 4 marzo al 5 aprile 2015

Fare arte nel web è possibile, e non rappresenta nemmeno una novità assoluta. 

Uscire dai consolidati circuiti dell'arte contemporanea è, forse, un dovere per gli artisti d'oggi. Trovare nuove forme di diffusione artistica è un gesto d'avanguardia. 

Già dai primi anni '90 l'arte si è insinuata nel nuovo spazio virtuale tentando di sfruttarne l'evidente potenziale globale di condivisione, nonostante questo, però, resta spesso un prodotto di nicchia, difficile (o impossibile) da commercializzare e quindi di poco interesse. 

Domenico Cornacchione, artista attivo soprattutto in scultura, abbandona per un attimo le sue "Azioni Scultoree" per dedicarsi al progetto "Paesaggi Urbani in Evoluzione", una serie di lavori che vanno dalla fotografia alla pittura, dalla scultura alla video arte passando per l'arte digitale. 

Paesaggi Urbani in Evoluzione, presentato in anteprima nel maggio 2014, diventa ora una "mostra digitale" dal titolo "Paesaggi Urbani in Evoluzione - spazio virtuale" fruibile solo attraverso la rete, una mostra dal chiaro sapore ambientalista e che, grazie alla simultaneità della fruizione globale, vuole stimolare una discussione attiva con il pubblico che qui diventa utente. 

Cornacchione cerca un pubblico/cittadino attivo, critico, vuole rompere il tradizionale silenzio delle sale museali e intraprendere una discussione altrettanto silenziosa nei toni, ma vivace e costruttiva nei termini e nei contenuti, mirata a stimolare la presa di coscienza individuale sulla tutela dell'ambiente. Parlare di ambiente è, per Cornacchione, un dovere; la presa di responsabilità individuale è un obbligo.
 
Una continua rincorsa dentro una metropoli in costante espansione su un territorio ridotto a una griglia quadrettata e senza identità, questo è il progetto "Paesaggi Urbani in Evoluzione". 

Una mostra on line, curata dall'artista stesso, che comprende una serie di immagini digitali, pubblicate sul sito dell'artista www.domenicocornacchione.it e su altri siti e blog, tra cui Associazioni Ambientaliste, enti pubblici, musei e gallerie (l'elenco completo dei siti sarà fornito in seguito). Siti e blog che diventano, per un mese, spazio espositivo.

Perno della mostra è l'opera video realizzate da Cornacchione e pubblicata su YouTube e su Vimeo. Un video a disposizione di tutti, a patto che sia trasmesso solo in modalità on line e mai scaricato, un video prodotto direttamente per il web, e pensato appositamente per essere esposto in questa mostra senza un luogo fisico preciso, ma contemporaneamente in tutto il mondo. 

Cornacchione ci fa vedere le nostre città da una prospettiva insolita, di solito dall'alto. Ci tira fuori dal paesaggio urbano e ci costringe a guardarlo in maniera asettica, non siamo più in grado di esprimere un giudizio su quello che stiamo guardando, non riusciamo a capire perché la vista di un territorio ridotto a una griglia da riempire con nuovi palazzi non ci disturba come dovrebbe, anzi, ci incuriosisce, ci appare naturale, come se la fine di quel territorio non potrebbe essere che quella. 

Siamo addirittura contenti se riusciamo a riconoscere la città rappresentata, e ci pare di aver avuto un'attenzione particolare se nell'immagine che abbiamo di fronte ci appare il nostro quartiere. La nostra reazione è identica, non importa se nell'immagine di fronte a noi vediamo un centro storico con le sue chiese e monumenti o una spoglia periferia mal disegnata (o non disegnata affatto). 
Cornacchione ci mette in chiaro la nostra rassegnazione all'evoluzione, che sia essa positiva o negativa.


giovedì 5 febbraio 2015

TOPOPHILIAS :: Kreuzberg Pavillon, Berlin :: 14.02.2015 :: 8pm


OPENING 14.02.2015, 8pm 
TOPOPHILIAS
REBECCA AGNES - STEFANIA MIGLIORATI - IVANA SPINELLI
L'artista è un radicante, un rizoma, ripensando alla definizione deluziana-guattariana del termine nel capitolo omonimo di Mille Piani. Un rizoma è una radice, ma di un particolare tipo. Una radice che non vive di vita propria ma come protuberanza che si sviluppa da un'altra. La sua principale funzione è quella di riserva di sostanze che permettono la vita della radice a cui è attaccato. Potremmo definirla una radice-relazionale.

Un'illuminante pensatore del nostro tempo, Éduardn Glissant, difensore della diversità e dell'unicità che tutti ci distingue scrive:

Non è per il fatto di essere aperte che le identitàrelazione non sono radicate. Ma la radice non è più un perno, an chouk, non uccide più quello che trova intorno a sé, corre (…) a incontrare altre radici con le quali condivide il succo della terra. Così come sono esistiti gli Stati-nazione, ci saranno nazionirelazioni. Come ci sono state frontiere che separano e distinguono, ci saranno frontiere che distinguono e collegano, e che non distingueranno se non per collegare.

Il lavoro di Stefania Migliorati, Geografie domestiche, parte da quest'idea di radice che vive proprio della relazione con l'altro. Una serie di fotografie lavorate a computer e stampate su carta d'acquerello ritraggono una serie di piante regalate all'artista da vari visitatori che passarono per il suo appartamento di Berlino: ad ogni pianta corrisponde nella fotografia il nome di colui che la regalò, il nome biologico della pianta, il suo paese di provenienza. 

Le piante nell'immaginario dell'artista registrazione delle persone che passarono per la sua casa e le fecero questo regalo. Sono tracce di identità, metamorfosi di un passaggio. Il lavoro dell'artista si fa metafora di una botanica classificazione spaziale e relazionale, un catalogo degli incontri, dei passaggi, fermati in questi disegni, come testimonianze delle persone che passando per la casa dell'artista diedero inizio a quel legame relazionale che la pianta testimonia.

La "stanza superflua" presente nel vecchio appartamento di Mitte, permise all'artista di ospitare molte persone per periodi più o meno lunghi. L'artista chiedeva a ogni visitatore di lasciare nel Libro degli Ospiti un disegno, un pensiero, un ricordo legato alla permanenza nella sua casa. 


Il libro si fa dunque memoria di uno spazio e della condivisione quotidiana tra l'artista e gli ospiti che vi passarono tra il giugno 2008 e il marzo 2013, quando si è trasferita in un'altra casa in un diverso quartiere perchè nel palazzo dove si trovava sono cominciate opere di ristrutturazione; L'opera è un documento di tracce, condivisioni che l'artista rivive nel gesto del ricamo: disegni e parole scritte vengono ricamati a mano dall'artista, a filo d'erba, e riportati su stoffa. 

Rebecca Agnes si riappropria in questo modo dei loro gesti; ripercorre la presenza dell'altro, non solo con il ricordo, ma attraverso la più diretta gestualità mnemonica.

Ivana Spinelli comincia qualche anno fa ad osservare e disegnare le cellule delle radici, scoprendo poi (attraverso la neurobiologia vegetale) che quel micro-mondo complesso è un sistema pienamente intelligente che entra in relazione e comunicazione tra il suo interno e il mondo esterno. 


Rileggendolo in scala macroscopica, il lavoro dell'artista si fa metaforica lettura dell'umana tendenza alla relazione e al contatto con l'altro, come le cellule, che contaminandosi tra loro danno vita a nuove forme particellari.  

Cannot see all è il titolo dell'opera un'installazione composta da un disegno eseguito a matita e inchiostro di china, ed elementi scultorei che continuano il disegno nello spazio. Movimenti minimi di fusione e separazione. Incontri vitali. Non completamente visibili (dunque non completamente disegnati). È di questi dettagli minimi che si compongono i nostri rapporti e le nostre relazioni. 

Di questi dettagli sfuggenti e non del tutto decifrabili, si formano le nostre infinite interconnessioni, con altri esseri umani e con tutto il non-umano (natura, luoghi, oggetti..). L'artista prova a cercare nelle cellule delle radici questo tutto relazionale di cui si compongono le nostre esistenze, ma sa di non poter vedere tutto; il contatto è invisibile agli occhi.

L'altro vive in noi e noi viviamo nell'altro. L'artista, al quale la relazione con l'altro è implicita, vive di questi contatti, di questi gesti scambiati, ripetuti, condivisi. Vive sul confine, tra sé e l'altro, fedele alla sua unicità, e aperto alla relazione che ogni rizomatica radice richiede per rimanere in vita.


                                                           Arianna Miotto

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*Patrick Chamoiseau, Édouard Glissant, Quando i muri cadono, Edizioni Nottetempo, Roma, 2008

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