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martedì 24 gennaio 2012

INCONTRO CON LUIGI ONTANI


Incontro con Luigi Ontani

A cura di Renato Barilli

Venerdì 27 Gennaio 2012, ore 21.00 – Sala Borsa, Piazza Nettuno 3, Bologna


Informazioni e immagini www.culturaliart.com

Comunicato Stampa

Venerdì 27 Gennaio alle ore 21.00 l’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna, il Dipartimento delle Arti Visive e UniboCultura, con la collaborazione del Comune di Bologna, la Biblioteca di Sala Borsa e Arte Fiera Art First 2012, presentano la seconda edizione dell’omaggio dedicato ad artisti di fama internazionale invitati a Bologna in occasione di Arte Fiera.
Dopo “Lady Performance” Marina Abramovic nel 2011, l’omaggio di quest’anno è rivolto a Luigi Ontani, protagonista indiscusso nel panorama artistico internazionale. L’evento è a cura di Renato Barilli con la collaborazione di Alessandra Borgogelli, Paolo Granata e Silvia Grandi. Illy, abituale sostenitore di eventi di prim’ordine nel panorama artistico contemporaneo, anche quest’anno ha dato il suo supporto all’evento; UndoNet si conferma come Media Partner ufficiale.


L’omaggio alla carriera di Luigi Ontani avverrà attraverso immagini e video delle sue storiche performances realizzate negli anni Settanta, fino alle sue più recenti produzioni. S’intende percorrere l’intero curriculum dell’artista, ricco senza fine di esiti brillanti nella creazione di dipinti, oggetti, tessuti, ceramiche, e in una serie incessante di tableaux vivants, ricostruendolo mediante la proiezione su maxi-schermo di una fitta documentazione, fino all’ultima creazione che vede un gruppo di maschere impersonare i colori della tavolozza recando mazzi di fiori.
Il tutto sarà accompagnato dal commento capillare dell’artista in dialogo con Renato Barilli che gli è stato vicino fin dai primi passi. Il pubblico potrà intervenire con domande e osservazioni.

Il 27 gennaio del 2011 l’ospite d’onore era stata l’Abramovic incontrata all’Aula Magna di Santa Lucia. L’invito rivolto a Marina intendeva anche ricordare una lontana Settimana internazionale della performance, svoltasi nel 1977, di cui l’artista serba era stata superba protagonista. Tra i performers convocati a quell’ appuntamento ci fu anche Luigi Ontani, nato a Vergato ma poi trasferitosi a Roma, e ora da dirsi cittadino del mondo, chiamato ovunque sia a mostrare le sue splendide opere, sia a inscenare le sue performances, di natura assai diversa rispetto a quelle della Abramovic.
Nel caso di Ontani si può parlare di “Performance vestita” in quanto l’artista cerca di calarsi in panni propri di situazioni lontane, o nella storia o nella geografia, attraverso la tecnica detta anche del tableau vivant, ovvero egli fa rinascere le forme di celebri dipinti del passato, o di condizioni rituali, da museo antropologico, praticando in sostanza una poetica dell’alibi, dell’essere altrove. Nella Settimana del ’77 Ontani offrì a un vasto pubblico, già allora accorso al richiamo di Arte Fiera, Il sonno di Endimione, ponendosi al centro del vasto salone della GAM, allora contigua agli edifici della Fiera, nei panni di un pastore arcadico con accanto una pecorella imbalsamata, dandosi a un sonno cullato dalla comparsa, ai lati, delle costellazioni, personalizzate attraverso le figure della mitologia, con ricorso alla proiezione di diapositive.

L’evento si svolgerà quest’anno, a differenza delle passate edizioni, presso la Sala Borsa di Bologna, epicentro culturale della città.


Modalità di partecipazione per il pubblico:
Ingresso per il pubblico gratuito ad inviti, disponibili fino ad esaurimento, massimo 2 biglietti a persona .
Ritiro presso l'URP dell'Università di Bologna - L.go Trombetti 1
Gli inviti potranno essere ritirati nei giorni:
- mercoledì 25 gennaio, ore 9 - 12.30
- giovedì 26 gennaio, ore 14.30 - 16.30

Modalità di partecipazione per la stampa:
Richiesta di accreditamento presso l’ufficio stampa dell’evento Culturalia



Informazioni Utili:

Evento: Incontro con Luigi Ontani

Data: Venerdì 27 gennaio 2012- ore 21.00

Luogo: Sala Borsa, Piazza del Nettuno 3, Bologna

Promosso da:
Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna - dal Dipartimento delle Arti Visive e UniboCultura

A cura di: Renato Barilli con la collaborazione di Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi

Nell’ambito di: Arte Fiera

In collaborazione con: Comune di Bologna, Biblioteca di Sala Borsa e Arte Fiera Art First 2012

Con il supporto di: Illy

Allestimento audio-video: Eurovideo S.r.l.

Promozione editoriale: la Feltrinelli

Post-produzione video: Limina

Media Partner:
UndoNet

Relazioni esterne e Marketing: Teresa Dominijanni

Agenzia di Comunicazione:

Culturalia di Norma Waltmann
Agenzia di comunicazione
Bologna - Vicolo Bolognetti 11
tel : +39-051-6569105
fax: +39-051-2914955
mob: +39-392-2527126
email: info@culturaliart.com
web: www.culturaliart.com

sabato 21 gennaio 2012

Roma, 20 gennaio 2012 - Si è inaugurata al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese la mostra “Santo Tomaino. Epic Painting”.
Epic Paintings, il titolo scelto da Gianni Mercurio per la mostra che il Museo Carlo Bilotti dedica a Santo Tomaino, allude con chiarezza alla più suggestiva ed evidente tra le peculiarità della sua pittura: il carattere di narrazione epica per immagini.
Nato in Calabria nel 1954, ma formatosi artisticamente a Torino, (segue...)


 





Fonte: agrpress.it
Foto: © Monica Palermo 2012

martedì 17 gennaio 2012

Spazio Incontri di Padiglione Tibet - Il ruolo degli Enti Locali nel sostegno alla lotta di liberazione del Popolo Tibetano

Biennale di Venezia - Padiglione Italia – Padiglione Tibet - Torino

17 dicembre 2011 – 29 febbraio 2012

Sala Nervi, Palazzo delle Esposizioni

Corso Massimo D'Azeglio 15/b

Sabato 21 gennaio 2012, ore 17.00

Spazio Incontri di Padiglione Tibet

Da sempre i Padiglioni Nazionali della Biennale di Venezia attestano l'esistenza di una nazione, la ricchezza della sua Cultura e della sua Arte, la dignità del suo popolo. Il Tibet fino al 2010 non era tra questi. L'idea semplice nella formulazione, ma estremamente complessa ed articolata nella realizzazione, è stata proprio questa: la creazione di un Padiglione dedicato a questo Paese dalla tormentata storia recente.

Il progetto artistico ideato e voluto fortemente da Ruggero Maggi è stato dapprima presentato a Venezia in un percorso che lo stesso Maggi ha definito parallelo alla Biennale, visto che per ovvi motivi non fu possibile neppure presentarlo alla direzione della Biennale, anche se lo stesso Presidente della Biennale veneziana Paolo Baratta dopo aver visitato Padiglione Tibet (in un articolo a firma di Francesca Pini pubblicato su "Sette" supplemento del Corriere della Sera) lo inserì di fatto tra i Padiglioni Nazionali dei Paesi in cerca di un'affermazione anche geopolitica. L'evento è ora presentato a Torino all'interno di Padiglione Italia, curato da Vittorio Sgarbi che più volte ha dichiarato Salemi, cittadina siciliana di cui è sindaco, capitale italiana del Tibet, sottolineando quindi quanto sia importante sostenere questo Paese nella lunga e travagliata marcia forzata verso l'indipendenza.

Durante il mese di gennaio sono stati programmati presso lo Spazio Incontri di Padiglione Tibet momenti di dibattiti e performances, nel primo dei quali sabato 21 gennaio alle ore 17.00 si terrà il dibattito Il ruolo degli Enti Locali nel sostegno alla lotta di liberazione del Popolo Tibetano.

Introduzione di:

Ruggero Maggi - curatore di Padiglione Tibet

Interventi di:

Mariacristina Spinosa - Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Torino

Gianna Pentenero - Vicepresidente Associazione per il Tibet e i diritti umani

Roberto Tentoni - Consigliere Provincia di Torino

Mario Riu - Sindaco di Caramagna Piemonte

A seguire reading teatrale scritto e interpretato da Paola Caramel.

Il SUONO DEL SOLE

"Ho aperto gli occhi sul mondo. Ho sentito il richiamo dell'uomo per l'uomo."

Un sogno. Un viaggio ipotetico in Tibet. Il cammino emozionale di una donna che sceglie di confrontarsi con una terra violata, per la quale/attraverso la quale cerca un riscatto. Due storie che si assomigliano e si fondono, l'una indipendente dall'altra ma entrambe necessarie alla realizzazione del concetto: dove c'è prevaricazione non c'è individuo, non c'è patria, non c'è destino.

Sempre a cura di Ruggero Maggi presso lo Spazio Incontri di Padiglione Tibet sarà anche presentato il Primo progetto di Mail & E-mail Art per la Biennale di Venezia dal titolo INviso, progetto che vuole essere un forte segno di protesta per ricordare tutti i martiri tibetani, lo spirito dei quali è incarnato dalla figura centrale del Dalai Lama, il cui viso è l'emblema ed il punto di luce dell'intero Popolo Tibetano, senza dubbio il volto più INviso ai politicanti cinesi.

Un altro significativo momento seguirà durante il mese di febbraio. E' prevista anche la realizzazione di un mandala. Il Ven. Shartrul Rinpoche, Lama Thupten e Lama Dorjee del Centro Milarepa di Torino (fondato dal Ven. Kalu Rinpoche nel 1980; dal 2006 la direzione spirituale del centro è affidata al Ven. Shartrul Rinpoche) creeranno il mandala di Chenrezig, che raffigura le sillabe del mantra di questo Bodhisattva dell'amore e della compassione.

Artisti partecipanti a Padiglione Tibet:

Dario Ballantini, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, Luisa Bergamini, Carla Bertola – Alberto Vitacchio, Nirvana Bussadori, Rosaspina B. Canosburi, Silvia Capiluppi, F. Romana Corradini, Marzia Corteggiani, G. Luca Cupisti, Teo De Palma, Albina Dealessi, Anna Maria Di Ciommo, Laura Di Fazio, Marcello Diotallevi, Luigi Filograno, Bruno Freddi, Ferruccio Gard, Annamaria Gelmi, Luciano G. Gerini, Riccardo Ghirardini, Isa Gorini, Franca Lanni - Renata Petti, Bruno Larini, Oronzo Liuzzi, Francesca Lolli, Ruggero Maggi, Fabrizio Martinelli, Gianni Marussi - Alessandra Finzi, Rita Mele - Elena Sevi, Renato Mertens, Simona Morani, Paolo Nutarelli, Clara Paci, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Nadia Presotto, Tiziana Priori, Roberto Scala, Roberto Testori, topylabrys, Micaela Tornaghi.

Orari: dalle ore 14 alle 20 - chiuso il lunedì - visite per gruppi e scolaresche su prenotazione anche in altri orari di apertura

Eventi ad ingresso libero Il programma potrebbe subire variazioni in corso d'opera

Con il Patrocinio e il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte; in collaborazione con Dossier Tibet e ISCOS.

informazioni Padiglione Tibet: camera312@fastwebnet.it - www.padiglionetibet.com - 320.9621497

Biennale di Venezia - Padiglione Italia, Torino

Curatore: Vittorio Sgarbi

Coordinatore Generale: Giorgio Grasso

Direttore Artistico: Giorgia Cassini

Organizzazione: Kleements & McOellin

Organizzazione artistica: Slide Events

Ufficio Stampa di Padiglione Italia: B52 Communication s.a.s di Sara Ratti e C.

lunedì 16 gennaio 2012

GLI HEADSCAPES DI GUY LYDSTER


Gli Headscapes di Guy Lydster

in mostra a:

Spazio Fabrizio Cocchi

Villa Hercolani

Galleria Art to Design


in occasione di ARTEFIERA OFF 2012

Comunicato Stampa

Guy Lydster è uno scultore neozelandese che vive e lavora a Bologna.
Dal 25 Gennaio 2012 in occasione di Artefiera s’inaugurerà la mostra “Headscapes: tracce di presenze" presso lo Spazio Fabrizio Cocchi di via Castiglione 17/d, un progetto a cura di Eli Sassoli de' Bianchi in collaborazione con l'interior decorator Fabrizio Cocchi che ne cura l'allestimento. “Headscapes: tracce di presenze" è un percorso completo sull’opera dello scultore; saranno esposte numerose sculture in terracotta e creta cruda. Accolgono il visitatore nell’esposizione tre Headscapes, lavorate su creta rossa e creta raku, che dialogano come attori su un palcoscenico e mettono in moto ricordi legati a paesaggi fluviali. Sono “Il fiume nascosto”, “Cascata” e “Paesaggio collinare”, condensazioni pulsanti di memorie naturali, capaci di generare in chi le osserva forti sensazioni di benessere ed equilibrio con l’ambiente. Il percorso prosegue con la visione di numerose opere e bozzetti e si conclude nel suggestivo cortile interno, in cui, “La Donna Isola” e “L’Uomo Stellato” sussurrano al visitatore i loro ricordi prima di lasciarlo scappare con i propri.

Dopo diverse ricerche tese a sperimentare nuovi linguaggi per trovarne uno autenticamente proprio, lo scultore arriva alla sua opera magistrale: gli “Headscapes” termine per indicare la fusione tra Head e Landscapes.
Impossibile dimenticarli una volta visti; si rimane fortemente impressionati sia per l’innovazione estetica, sia per la forza emotiva che suscitano. L’opera, rappresentazione figurativa dei ricordi immagazzinati dalla mente e quindi proiettati all’esterno, diventa essa stessa materia di memoria e si riflette come uno specchio sul volto sorpreso di chi la guarda. La testa si fonde con la natura, i tratti anatomici vengono sostituiti dalla memoria del paesaggio che compare sul volto come un diario di ricordi. Il ritratto rappresenta la memoria di ciò che gli occhi hanno visto: è una specie d’incameramento respiratorio, ricrea materialmente l’esperienza vissuta come segno della propria identità. Come sottolinea la curatrice Eli Sassoli de’ Bianchi …”Gli Headscapes assurgono a "presenze" sulle quali il segno dell'artista lascia tracce simboliche: sono Teste a volte "cosmiche", altre "fluviali" o "agresti", sempre imprescindibilmente e inscindibilmente legate alla Grande Madre Natura. Guy conferisce all'uomo e alle sue facoltà intellettive ("cogito: ergo sum") il ruolo di arbiter super partes rispetto ad una natura da amare e da tutelare in quanto fondamentale per la nostra stessa sopravvivenza di specie…”.

Altre due locations ospitano in contemporanea opere di quest’artista: presso Villa Hercolani, magnifica dimora storica cinquecentesca appena fuori le mura medievali di Bologna e presso la Galleria Art to Design.
Il Parco di Villa Hercolani farà rivivere Headscapes di grandi dimensioni nella mostra “Rafts of memories”, tutte scolpite in marmo di Carrara e di Verona che per volere della Famiglia Hercolani entreranno a far parte di un’esposizione permanente e saranno visitabili su appuntamento. “Il Delta”, un Headscape in marmo bianco di Carrara, è un ricordo dell’acqua, “The Climber”, in marmo rosso di Verona, attraverso la roccia simboleggia la sfida e “Rafts of memories” è una zattera che sostiene i viaggiatori e le loro memorie che sono l’essenza stessa dei luoghi. All’interno della ghiacciaia della Villa “La strada” un’orchestrazione di otto teste in creta cotta e raku cruda animano un discorso nel quale il visitatore attento viene coinvolto.


Alla Galleria Art to Design di Via Porta Nova 12, l’artista espone un Headscape di travertino bianco, già visibile da adesso negli spazi della vetrina.

Anticipiamo “Dark Island” la mostra in programma ad aprile alla Galleria B4 di Bologna. Le opere, tutte inedite e realizzate per l’occasione sia per spazi interni sia per esterni, rappresenteranno un ulteriore passo avanti nella ricerca dello scultore neozelandese e segnano un decisivo perfezionamento nell’uso dei materiali e delle tecniche già sperimentate, in quanto segnate dalla comparsa del colore sulla superficie; Guy studiando le possibilità estetiche e figurative dell’utilizzo della creta, decide di non usare questo materiale in maniera accademica, ma al contrario di sperimentare. La creta sarà lasciata essiccare naturalmente, senza forno, rimarcando ancora una volta il potere naturale delle sue creazioni.


Guy Lydster scultore neozelandese nasce a Auckland nell’aprile del 1955, ma si trasferisce con la famiglia a Vancouver molto presto.
Già da bambino scopre l’amore per l’arte, inizia a studiare teatro, poi si dedica alla pittura e infine arriva alla forma simbolica a lui più congeniale: la scultura.
Nei primi anni 80 si trasferisce a Bologna per studiare all’Accademia delle Belle Arti e finito il suo percorso universitario decide di rimanere a vivere e lavorare nel capoluogo emiliano.

Per Guy Lydster sono stati di fondamentale importanza per lo sviluppo del suo percorso di scultore il riferimento e lo studio di Henry Moore, Constantin Brancusi e Alberto Giacometti entrambi, come lui, intrisi di naturalismo e essenzialità; ma ancora di più si nota la forte ispirazione primitiva che ha trovato nei suoi luoghi di origine. L’arte eschimese, quella indiana e quella imponente e spirituale dell’Isola di Pasqua trovano nella scultura di Guy un importante sviluppo.

Inizia il suo lavoro cercando una pietra che possa fargli da bozzetto per l’opera, quando l’idea è chiara crea una base sulla quale innalza un asse verticale e alla quale aggiungerà materiale fino a creare una testa. Quando la forma è finita inizia a svuotarne il cranio, tagliandola con piccole e controllate incisioni da neurochirurgo. Lo svuotamento collabora anch’esso alla creazione della forma che si plasma dall’interno non seguendo un canonico modellamento anatomico. Le parti del cranio vengono poi ricomposte; aggiungendo materiale per la memorizzazione del paesaggio, lo scultore procederà ad un secondo svuotamento fino al raggiungimento della giusto equilibrio tra mente e corpo.
I materiali utilizzati sono creta, argilla, marmo, pietra e travertino.

Per informazioni al pubblico:
Guy Lydster 380-3946893

Per informazioni alla stampa:

Culturalia di Norma Waltmann
Agenzia di comunicazione
Bologna - Vicolo Bolognetti 11
tel : +39-051-6569105
fax: +39-051-2914955
mob: +39-392-2527126
email: info@culturaliart.com
web: www.culturaliart.com

martedì 10 gennaio 2012

MM Hasta la Muerte/Fino alla Morte | Galleria Miomao | Perugia (PG)




MM

Hasta la Muerte/Fino alla Morte

© M.A. Martín – Spider – Mike Giant

MM: il titolo della mostra curata da Alberto Zanchetta può essere inteso come un acronimo di memento mori così come della Galleria Miomao, che la presenta. Ispirandosi alla lettura critica elaborata dal curatore nel fortunato saggio Frenologia della vanitas. Il teschio nelle arti visive (Johan&Levi, 2011), l'esposizione mette a confronto diversi stili ed epoche, soggetti e tecniche che concernono i simboli della morte, presentandosi quindi come una grande "danza macabra" in cui artisti, disegnatori, incisori, illustratori, fumettisti si trovano a dialogare senza discrimini né gradualità nelle tecniche o nelle discipline. Nell'intento di evidenziare uno sguardo (sempre nuovo, sempre diverso) sui simboli dell'arte macabra, la mostra riunisce le opere di trentaquattro autori, tra grandi maestri del passato e artisti dell'odierno panorama nazionale e internazionale, che si sono cimentati con l'iconologia della vanitas. Motivo centrale dell'esposizione è il teschio, simbolo per eccellenza della morte: effige plurisecolare che rispecchia le comuni ossessioni della società, in ogni luogo e in ogni epoca. E icona onnipresente nella vita quotidiana, dalla moda ai gioielli, dall'arte al design, dalla musica ai fumetti, dal cinema alla televisione; rammentandoci la fine di tutte le cose, le teste di morto che si affastellano in questa mostra sembrano suggerirci – in gran silenzio, e a denti stretti – significati escatologici che abbiamo dimenticato, o più semplicemente ignorato nel corso degli ultimi anni. Che siano gioviali o grevi, gaudenti o truculenti, gli scheletri e i teschi che affollano queste opere sprezzano la vanità delle cose terrene, inducendoci così a una vertiginosa riflessione ontologica.


Gli artisti


Paolo Bacilieri (Verona, Italia, 1965); Donald Baechler (Hartford, Stati Uniti, 1956); Armin Barducci (Bolzano, Italia, 1976); Cristiano Baricelli (Genova, Italia, 1977); Alessandro Bazan (Palermo, Italia, 1966); Andrea Bruno (Catania, Italia, 1972); Luca Caimmi (Fano, Italia, 1978); Cristiano Carotti (Terni, Italia, 1981); Andrea Chiesi (Modena, Italia, 1966); Daniel Clowes (Chicago, Stati Uniti, 1961); Frédéric Coché (Pont-à-Mousson, Francia, 1975); Alberto Corradi (Verona, Italia, 1971); Gianluca Costantini (Ravenna, Italia, 1971); Olivier Deprez (Binche, Belgio, 1966); Marco Fantini (Vicenza, Italia, 1965); Omar Galliani (Montecchio Emilia, Italia, 1954); Peter Kuper (Summit, Stati Uniti 1958); Laurina Paperina (Rovereto, Italia, 1980); Magnus (Bologna, Italia, 1939 – Castel del Rio, Italia, 1996) ; Miguel Ángel Martín (León, Spagna, 1960); Conrad Meyer (Zurigo, Svizzera, 1618-1689); Mike Giant (Upstate New York, Stati Uniti, 1971); Nero (Faenza, Italia, 1980); Giovanni Battista Piranesi (Mogliano Veneto, Italia, 1720 – Roma, Italia, 1778); Massimo Pulini (Cesena, Italia, 1958); Yuri Rodekin (Ufa, Baschiria, 1960); Max Rohr (Bolzano, Italia, 1960); Félicien Rops (Namur, Belgio, 1833 – Essonnes, Francia, 1898); Richard Sala (Oakland, Stati Uniti, 1955); Spider (Firenze, Italia); H. Simon Thomassin (Parigi, Francia, 1654-1733); Nicola Verlato (Verona, Italia, 1965); William Marc Zanghi (Wichita, Stati Uniti, 1972).



La mostra


quando

11 febbraio - 31 marzo 2012


vernissage

sabato 11 febbraio 2012, ore 18.00


orari

da martedì a sabato, dalle 15 alle 19

altri orari su appuntamento


dove

Galleria Miomao

Via Podiani, 19 – Perugia


info

info@miomao.net

tel. 347 7831708


sito web

www.miomao.net




lunedì 9 gennaio 2012

"Take Away" Dipinti di Ines Lenz alla SACI Gallery, Firenze

"Take Away" Dipinti di Ines Lenz alla SACI Gallery, Firenze

9 GENNAIO - 11 FEBBRAIO, 2012
Inaugura 9 gennaio alle ore 18

Ines Lenz è nata a Thusis (GR) in Svizzera nel 1960.

Dopo un apprendistato commerciale/bancario ha realizzato il suo “sogno” e si è trasferita nel 1990 a Firenze per dedicarsi agli studi artistici per i quali ha sempre avuto particolari interessi.

Dal 1991 al 1993 ha frequentato la Scuola di Specializzazione in Grafica d’Arte “Il Bisonte” conseguendo l’attestato di qualifica della Regione Toscana. Nell’anno 2000 si è iscritta all’Accademia di Belle Arti di Firenze presso la quale si è diplomata nel 2005 in Pittura. Durante il corso accademico è co-fondatrice del Gruppo di ricerca artistica “11spine” con il quale ha partecipato a diverse mostre e workshop con installazioni, performance, video, foto ecc. tra le quali:

Mostra per la pace alla Galleria Base di Firenze, Infiammatorio alla Galleria “La Corte Arte Contemporanea” di Firenze, La Selva di Tirli (workshop di arti contemporanee), Viandando Homines Ambulatores (laboratorio di arte) di Altopascio, Integration and Conflict, Networking di Firenze, Rotte Metropolitane, Firenze è sommersa e Private Flat, arte contemporanea in spazi privati a Firenze.

Nel 2010 ha tenuto una mostra personale alla Galleria LIBA a Pontedera, nel 2011 a Villa Pozzolini a Firenze e nel 2012 alla SACI Gallery a Firenze. Ha partecipato a diverse mostre collettive. Ha realizzato le illustrazioni per due libri pubblicati recentemente in Germania e in Svizzera. Vive e lavora a Firenze.

Le opere esposte in questa mostra sono il risultato di una ricerca incentrata sui rapporti di contrasti cromatici che si alternano ad una geometria strutturale interrotta da segni che rimandano alla vita quotidiana, alla segnaletica stradale e alla cultura digitale. I segni danno ai quadri una parvenza d’ironia.

SACI Gallery
Studio Art Centers International
Palazzo dei Cartelloni
Via Sant'Antonino, 11
Firenze

http://www.saci-florence.edu/currentExhibitions.asp?s=25

gallery@saci-florence.edu

venerdì 6 gennaio 2012

La scomparsa di Enzo Basello

Si è spento a Monza, lo scorso 29 dicembre, dopo una lunga malattia, l’artista Enzo Basello.

Nato nel 1938 a Soresina (CR), è stato protagonista della scena artistica dell’avanguardia milanese, dando vita nei primi anni ‘60 al Quartiere delle Botteghe di Sesto San Giovani, straordinaria esperienza ricca di feconde implicazioni, insieme a Lino Marzulli, Arturo Vermi, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Sandro Martini, Mario Bionda e tanti altri.

Risale sempre a quella incredibile stagione culturale il sodalizio con Gianni Scalpelli, con il quale fonda il gruppo Palumbo’s che animò la vita artistica milanese con pionieristici happenings tra il 1966 ed il 1969. Vero spirito ribelle ed indipendente, dopo la sbornia avanguardista, ha orientato la sua ricerca verso un complesso rapporto iconografico in bilico tra materia e forma con profonde implicazioni psicoanalitiche.

I funerali si sono svolti nella Basilica di San Simpliciano a Milano il 2 gennaio 2012.

martedì 20 dicembre 2011

Arte a sud


Rassegna nazionale di arte contemporanea

A cura di Francesca Londino e Settimio Ferrari

Dal 17 al 30 dicembre 2011

Luoghi espositivi: Badolato, Cardinale, Davoli, Isca Sullo Ionio, San Sostene, S. Andrea dello Ionio, S. Caterina dello Ionio, Guardavalle

Cogliere la realtà nelle sue varie apparenze, portare in superficie le pulsioni e i desideri radicati nell'inconscio collettivo, rilevare e assorbire i simboli del presente, anticipare i tempi proiettandosi nel ciclo evolutivo del futuro: l’attenzione dell’artista si rivolge verso i segreti codici dell’esistenza, suggellando nei ritmi dell'immagine il bisogno di conoscenza.
E’ con queste riflessioni e sensazioni che ci avviciniamo alle opere esposte in arte a sud, una mega rassegna che unisce e coinvolge attivamente otto piccole realtà urbane, situate nel versante ionico di Catanzaro, in una rete comune di promozione dell’arte contemporanea. Un percorso unitario, attraverso otto mostre collettive dislocate in altrettanti luoghi espositivi, che ricalca la metafora della fusione arte, cultura, territorio.
I curatori, Settimio Ferrari e Francesca Londino, hanno raccolto in 48 nomi un fenomeno significativo della scena artistica emergente nazionale, ponendo allo stesso tempo l’accento sul fatto, ancor più interessante, che i diversi linguaggi visivi sono pienamente e straordinariamente legati alla contemporaneità.
Le opere selezionate rappresentano, infatti, il perfetto esempio di una ricerca artistica che oltrepassa la semplice dilettazione estetica per coinvolgere temi legati alla quotidianità dell'esistenza. Tra segnali, emozioni, storie, esistenzialismi, tensioni a volte leggermente attenuate da una vivace ironia, il fantastico e l’immaginario planano sul reale, mascherando con il più spavaldo realismo ciò che si crede impossibile.
Il progetto, finanziato dalla Regione Calabria, è stato elaborato dall’Unione dei Comuni del Versante Ionico insieme agli otto enti territoriali che ospitano la rassegna. Le mostre si svolgeranno dal 17 al 30 dicembre 2011, nei palazzi comunali dei comuni coinvolti.


Artisti: Elisa Anfuso, Claudio Ardizzoni, Beatrice Alegiani, Angelo Barile, Michele Bono, Linda Carrara, Maurizio Cariati, Loredana Catania, Sonia Ceccotti, Andrea Grosso Ciponte, Giuseppe Ciracì, Valentina Cipullo, Elena Del Fabbro, Delia Dattilo, Dellaclà, Ilaria Del Monte, Marco Demis, Daniele Duò, Diego Dutto, Fabrizio Dusi, Damiano Fasso, Debora Fede, Gavino Ganau, Max Gasparini, Fabiana Guerrini, Roberta Feoli, Vincenzo Larocca, Francesco Liggieri, Mario Loprete, Federico Mazza, Francesco Manenti, Ilaria Margutti, Sabrina Milazzo, Jara Marzulli, Andrea Martinucci, Andrea Riga, Federico Romero Bayter, Michela Pedron, Arianna Piazza, Francesca Pizzo, Sam Punzina, Roberta Savelli, Tina Sgrò, Vania Elettra Tam, Matteo Tenardi, Angela Viola, Angelo Volpe, Giulio Zanet.

sabato 17 dicembre 2011

GIGARTE.com | Pino Boresta | C’è troppo silenzio nei MUSEI

venerdì 16 dicembre 2011

I don’t give up
























C’è troppo silenzio nei MUSEI

Sciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!Al Museo non si urla ma Nel museo forse si…. e poi qui siamo al Teatro pertanto:
AhooooooooooooooooooooooooooooooooooooOOO!

Il silenzio degli artisti nuoce gravemente all’arte contemporanea e uccide anche te digli di smettere.

Il silenzio è mafioso.

Il silenzio è spesso sopravvalutato.

VELODICO: “Scoprire è importante ma capire è ancora più importante”

VELODICO: Intendo con il mio intervento creare uno spazio di riflessione che metta in discussione la natura dell’arte e dell’artista tentando di aggiungere se fosse possibile ancora più disorientamento.

Ma Sciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Non fatelo sapere in giro qualcuno potrebbe aver paura.
Paura di quello che non si conosce.
Paura di quello che non si capisce.
Paura di chi è diverso.
Ma chi ha paura muore tutti i giorni mentre chi non ha paura muore una volta sola.

PERTANTO!

Io sono PIǓ sereno, perché non devo PIǓ dimostrare niente, non devo PIǓ raggiungere nessun obbiettivo, non mi aspetto PIǓ niente da nessuno, non voglio PIǓ ascoltare chi è contro di me, ma devo solo continuare di PIǓ a fare quello che so fare perché so di farlo bene, PIǓ di molti altri, tutto il resto non conta PIǓ e non mi interessa PIǓ, ho imparato ancora di PIǓ a godere di tutto quello che faccio senza piangere PIǓ, senza rimpiangere PIǓ tutto ciò che non arriverà PIǓ, se qualcosa in PIǓ arriverà quando arriverà bene, se non arriva non importa PIǓ, voglio vivere con PIǓ gioia quello che faccio ogni giorno di PIǓ, e tutto il resto non conta PIǓ, e non ho PIǓ nulla da dire.

MA TUTTO QUESTO NON È VERO

PER QUESTO

Per esempio adesso odio tutti gli artisti odio tutte le stelle del mondoe questa pioggia di mostre
Per esempio adesso odio tutti gli artisti odio tutto l’amore del mondo e questa pioggia di esposizioni…. quando mi guardate così.
Quanti sogni diventano grandi…. elevarsi e cadere è tutto uguale, tutto il resto è rumore, disordine.
Qual è il peso della tua libertà? io conosco il mio.
Per esempio adesso odio tutti gli artisti odio tutto l’amore del mondo e questa pioggia di rassegne.
Per esempio adesso odio tutti gli artisti odio tutte le stelle del mondo e questa pioggia di vetrine… quando mi guardi così, quando mi guardi così.

MA ANCHE QUESTO NON È VERO
























Aria nuova:
Gramsci “Posso dire che se è vero che un vecchio ordine sta morendo è altrettanto vero che un nuovo ordine non è ancora nato, questo è il momento in cui possono apparire dei mostri.”

SciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiSottovoceSottovoceSottovoce

Cari ragazzi mi dispiace deludervi ma non è vero che chi l’ha dura la vince, non è vero che se hai tenacia e costanza prima o poi avrai successo, se sei fortunato forse con queste caratteristiche potrai raggiungere qualche tappa intermedia, ma quello che è indispensabile più di ogni altra cosa per riuscire nei propri intenti è un eccezionale proposta artistica. Per riuscire, il valore della propria opera deve essere alto, molto alto, ma sappiate che avvolte anche essendo altissimo potreste non riuscire nei vostri propositi in quello che vi siete prefissati e solo se riuscirete a mettere in conto anche questo nei vostri piani allora potrete affrontare con più serenità il vostro percorso senza dare credito a tutti quei coglioni che vi dicono che bisogna solo essere caparbi e ostinati ed il resto verrà da se.



Un coglione…. io:
I veri artisti sono coloro che si ostinano a fare delle cose anche quando nessuno le capisce, quando nessuno ne comprende il valore…. e se a decidere la carriera di un artista continuerà ad essere la politica interna all’arte secondo criteri di appartenenza e conoscenza piuttosto che la capacità e meriti acquisiti sul campo, presto nessuno avrà più voglia di impegnarsi per dare il meglio di sé al reale dibattito artistico, e le cose andranno sempre peggio.

E se avesse ragione Fiume? (il fiume in piena) che ha detto:
“Io credo che si deve prendere in particolare considerazione chi viene denigrato, diffamato e ostacolato perché è assai probabile che si tratti di un genio.”

È successo a Venezia
È successo alla Biennale
È successo durante la conferenza
È successo mentre parlavano
È successo in maniera rapida
È successo che………….
Ma è successo, questo è importante.

Il successo postumo di Vincent Van Gogh non è quello di uno sfigato a cui ha detto culo, ma quello di uno sfigato ultraiellato.

La prima cosa che imparano tutti i nuovi avventori dell’arte e frequentatori dei vernissage è quello di non salutare mai per primi, anzi possibilmente non salutare proprio, ma aspettare sempre che siano gli altri a salutare per primi o quanto meno ad accennare un saluto. È come se fosse in atto una sorta di duello dove ognuno dei due pensa cosi di valutare la stronsaggine di chi ha fronte, in quanto si tende a pensare che quanto più uno sia stronzo tanto più sia un personaggio importante

In “Cosmogonia e cosmologia” Philip K. Dick sostiene che forse noi tutti siamo degli artefatti (probabilmente un po’ stronzi aggiungo io) visto che teniamo all’oscuro il nostro artefice, (Urgrund) che ci aveva creato prima che se ne dimenticasse, ai fini della comprensione di sé. Insomma in buona sostanza e come dire che non siamo nella merda ma siamo la merda.



Noblesse oblige
Noblesse oblige
Noblesse oblige
Noblesse oblige
Noblesse oblige insomma sta cosa significa:
Espressione francese che significa "la nobiltà obbliga", e che significa che chi ha un determinato rango è costretto a mantenere un atteggiamento adeguato. Viene spesso usata in modo ironico.

Vecchioni
Non si può dire ad una persona si te stesso perché spesso ciò non è possibile per molteplici motivi ma più giustamente bisognerebbe dire
“Si correttamente simile a te stesso”

Cooper
…. ma se da una parte manca il bersaglio fa centro dall’altra, perché anche le parole sono pietre, pietre di altro tipo, scagliate, indietro nel tempo fino al ricordo del dolore oppure in avanti, fino al momento della nostra lettura, e più lontano ancora, nel futuro delle letture a venire.

I’am a real artist

I don’t give up
I don’t give up
I don’t give up
I don’t give up
I don’t give up
I don’t give up
I don’t give up
I don’t give up

I’am a real artist

I do not give up
I do not give up
I do not give up
I do not give up
I do not give up
I do not give up
I do not give up
I do not give up

Ma ora i miei 10 minuti di notorietà sono passati quindi vi ringrazio e vi saluto cosi!....

“Sono un eroe perché lotto tutte le ore”
Caparezza

“E un'altra possibilità io la voglio, non posso farne a meno”
La Cruz

“E l’ho pagata cara la mia presunzione ma io volevo solo essere il migliore”
Venditti

“Cosa si prende cosa si da quando si muore davvero”
Ruggeri

Ci sono cose che nessuno ti dirà
Ci sono cose che nessuno ti darà
Sei nato e morto qua nel paese delle mezze verità
Fibra

“Quante volte io dovrò morire per sentirmi ancora vivo?”
Masini

Si! “Sono solo canzonette” dice Eduardo Bennato, ma se avesse ragione
Philip K. Dick che in “Valis” sostiene che il senso della rivelazione di molte verità potrebbe essere contenuto proprio tra queste?
Io non voglio correre il rischio di perdere questa possibilità, e voi?


FINALE - THE END

Ninetto
“A papà me sa che la vita è niente

Totò
“E certo! La morte è tanto…”

Accattone
Scena finale
“Ecco mo’ sto bene”

Pino Boresta





ArtBlitz compiuto l’11 dicembre 2011 alle ore 17:30 in occasione della Giornata del disorientamento dal titolo “da mezzogiorno a mezzanotte” tenutasi al Teatro Valle di Roma da A.R.I.A. al Valle Occupato.

giovedì 15 dicembre 2011

17-18 Dicembre: Pronti per la replica del BazArte

17-18 Dicembre: Pronti per la replica del BazArte. L' Arte Contemporanea Low Cost per Tutti, in una grande Mostra Mercato a Milano.

Milano. Tutto è pronto per il secondo appuntamento del "BazArte per Tutti", la grande Mostra Mercato, patrocinata dall'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia e dall' Assessorato Moda Eventi Expo della Provincia di Milano, che si terrà, al Primo Piano dello Spazio Concept, in via Forcella 7/13 (Zona Tortona), Sabato 17 Dicembre 2011 (dalle ore 11:00 alle ore 01:00) e Domenica 18 Dicembre 2011 (dalle ore 11:00 alle ore 19:00), con entrata libera e gratuita.

Somma soddisfazione per gli ottimi risultati ottenuti nel primo appuntamento di novembre che ha visto una significativa affluenza di pubblico (oltre i Milanesi e i Lombardi, hanno fatto tappa anche i turisti stranieri in visita nella Capitale dell'Expo) ed un generale entusiasmo ed interesse per l'arte contemporanea proposta, in tutte le sue forme (pittura, fotografia, scultura), dal collettivo r-EVOLution e dai giovani artisti emergenti, vincitori del Contest, coinvolti: Pittori: Andrea Amadio, Cristian Corti, Cristina Baser, Cristina Grazioli, Daria Malakhova, Diego Zuodar, Francesca La Spada, Gabriele Andreoli, Omar Galletti, Giancarlo Scarlata, Katerina Bilabini, Marco Sessio, Michela Mombelli, Paolo Labbra, Pilar Latini, Serena Secci, Stefano Butturini, Stefano Landolfo, Valentina Ceci, Violetta Canitano, Vittorio M. Bianchi. Fotografi: Alessandra Di Consoli, Andrea Andreotti, Dora Sicali, Elisa Costarelli, Giusy Pedone, Marcella Savino, Silvano Belloni, Valentino Ferro. Illustratori: Marta Bettiga, Pornobello e Istallazioni: Francesco Biancoshock e Massimo Miscia Pannolini.

Una grande Mostra Mercato a Milano, un "BazArte per Tutti", a cura di Linda Ferrari e Manusch Badaracco, in un luogo-non luogo alternativo, lontano dalla concezione classica di Galleria o di Grandi Magazzini dozzinali "svedesi", dove il pubblico, "promotore dell'arte del domani", potrà, non solo ammirare le opere d'arte "in una Mostra percorso", ma anche socializzare con i giovani artisti e avere la possibilità di trovare, tra le Autentiche Opere d'Arte esposte, il Proprio Pezzo Unico ad un prezzo da sold out, accessibile a tutti e per tutte le tasche (prezzo compreso tra i 100 ed i 500 euro).

Inoltre, per queste due intere giornate espositive, si offriranno al pubblico, vari servizi aggiuntivi e una serie spettacolare di Eventi nell'Evento, al fine di coniugare differenti forme d'aggregazione conviviale che abbiano, quale comun denominatore, l'amore per l'Arte, la Musica e la Cultura.

"Si avvicina il Natale e non avete alcuna idea di cosa regalare? Siete stanchi delle solite banalità e non avete voglia di infilarvi nel caos del centro per lo shopping natalizio? Non avete molti liquidi a disposizione per comprare un bel regalo originale? No Panic! Ci pensiamo noi ad aiutarvi! Fate un salto al BazArte! Potrete trovare l'idea regalo che state cercando e che fa per voi, tra la vasta scelta delle opere esposte in Mostra!"

Timing BazArte

SABATO 17:
- 11:00: Performance Arte da indossare. Direttamente dal magico mondo di "Wonderland", le gonne anni '50 dipinte a mano dell'illustratrice Ippocane, messe in mostra in un vero e proprio shop-casetta di cartone
- 11:00/18:00: Performance ed improvvisazioni di musica classica e di live painting di alcuni artisti in Mostra a sorpresa
- 18:00: Happy Hour offerto dal collettivo r-EVOLution
- 18:30: Music Live Painting. Paolo Labbra, accompagnato da un bassista dipingerà un soggetto davvero interessante..
- 19:30: Performance musicale live del gruppo Passante & Confraternita del Chianti
- 22:00: Live Hip Hop di FRA JAMB e Party Time che concluderà la serata

DOMENICA 18:
- 11:00: r-EVOLutionary Breakfast offerta dal collettivo r-EVOLution
- 11:00/19:00: Performance ed improvvisazioni di musica classica e di live painting di alcuni artisti in Mostra a sorpresa

Contatti:
r‐EVOLution: anonimartisti@gmail.com, www.anonimartisti.it, Press Office: chiara@kartrace.it

FOTO3 / Mostra Fotografica e premiazione della III edizione del concorso di fotografia Tapirulan

Gentile Redazione,
vi invio il comunicato stampa della mostra fotografica "FOTO3 Un
viaggio in bianco e nero".
La mostra - a ingresso libero - inaugurerà sabato 17 dicembre 2011 alle
18 e rimarrà aperta fino al 22 dicembre.
Durante l'inaugurazione verranno nominati i vincitori delle due sezioni
in cui è divisa la competizione.
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione,
Lorena Montini

FOTO3
Parma
Galleria Sant'Andrea
17/22 dicembre 2011

Inaugurazione Sabato 17 dicembre ore 18
Aperta da sabato 17 dicembre alle 18
Domenica: dalle 15.30 alle 19
Lunedì: dalle 15.30 alle 19
Da martedì a giovedì: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19

PER INFORMAZIONI :
www.tapirulan.it
fotografia@tapirulan.it
tel: 328.8518849


FOTO3
Un viaggio in bianco e nero

Foto di viaggio, ritratti di personaggi, istanti rubati, panorami
sublimi o, al contrario, scenari desolanti, reportage struggenti, studi
formali di geometrie o linee grafiche, foto astratte, palazzi senza
cuore che si alternavano a testimonianze di un'antica grandezza. Un
compendio eterogeneo, suggestivo e alle volte bizzarro. Questo vuole
offrire FOTO3, la mostra fotografica organizzata dall'Associazione
Tapirulan con il patrocinio dell'Università di Parma. La mostra verrà
inaugurata sabato 17 dicembre alle 18 presso la galleria Sant'Andrea
(Strada Cavestro 6/a, Parma) e sarà visitabile fino a giovedì 22
dicembre. Una carrellata di istantanee di quasi 50 autori che provengono
un po' da tutta Italia. Il filo conduttore è il bianco e nero, lo spunto
è quello della terza edizione del concorso di fotografia di Tapirulan al
quale anche quest'anno hanno partecipato quasi trecento autori. Le foto
in mostra sono dunque il risultato di un impegnativo lavoro di selezione
per offrire al visitatore tutte le multiformi sfaccettature delle
immagini disarmate dal colore, ma non certo meno affascinanti. La
mostra, ad ingresso gratuito, è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12 e
dalle 16 alle 19, rimane chiusa domenica mattina e lunedì mattina. Per
informazioni si può consultare il sito www.tapirulan.it

Galleria Sant'Andrea / Str Cavestro Giordano 6 A - 43121 Parma
Gioiello romanico fuori, fecondo spazio espositivo dentro. La
sconsacrata chiesa di Sant'Andrea è presente nei documenti a partire dal
1216, ma venne ricostruita quasi interamente dal preposto Beato Martino
nel 1260. Nel diciottesimo secolo nuove modifiche l'hanno irrobustita,
anche attraverso pilastri volti a formare vani adibiti a cappelle. Nuovi
affreschi l'hanno inoltre arricchita col passare dei secoli. Oggi la
chiesa di Sant'Andrea, abbandonata la funzione rituale e religiosa, è un
noto spazio espositivo che permette interazione artistica, accogliendo
mostre ed eventi culturali.
(da: www.cultura.comune.parma.it)

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