
ORTOFABBRICA - CONTEST DI CREATIVITA' SOSTENIBILE
ideato da Angelo Grassi
in collaborazione con
Romagna Creative District e CNA Forlì – Cesena
1-2-3 Ottobre 2010, Fabbrica
Gambettola (FC), viale Carducci 119

ORTOFABBRICA - CONTEST DI CREATIVITA' SOSTENIBILE
ideato da Angelo Grassi
in collaborazione con
Romagna Creative District e CNA Forlì – Cesena
1-2-3 Ottobre 2010, Fabbrica
Gambettola (FC), viale Carducci 119
COMUNICATO STAMPA
Fondazione Plart presenta:
NOTEXT – FELIX POLICASTRO
a cura di Marco Petroni
testo in catalogo di Angela Tecce
inaugurazione mercoledì 9 giugno '10 h. 18,30
Dal 9 giugno al 20 luglio '10, la Fondazione Plart presenta Notext, mostra personale di Felix Policastro. Artista di origini venezuelane, Policastro presenta in esclusiva per la Fondazione una serie composita di nuovi lavori: 50 dipinti formato 30X30, un'istallazione, un video e una scultura.
L'artista attraverso un processo di reinterpretazione visiva e formale elabora una sequenza di figure che assumono una valenza di ascendenza quasi arcaica e primaria definendo una sorta di personale alfabeto fluido e ricco di rimandi, non solo pittorici. Caratterizzate da una flessibilità compositiva, le sue figure si muovono nello spazio creando un precario equilibrio percettivo che lascia emergere un mondo sospeso tra desiderio e sogno. Un inequivocabile segno di autenticità frutto di un processo di sperimentazione particolarmente evidente nella video/grafica presente in mostra dove si comprende la volontà di andare oltre l'unitarietà della visione per aprire uno sguardo molteplice con una tensione forte verso diversi spazi e diverse storie in rapporto di associazione. Nasce così un'arte della memoria.
Felix Policastro, nato il 14 settembre 1961 sulla riva sud dell'Orinoco a Ciudad Bolivar in Venezuela, dove ha vissuto fino all'età di 11 anni. Negli anni settanta i genitori, con incertezze e non poche difficoltà di ambientazione si trasferiscono in Italia. Inizia così per Felix una vera e propria enfatizzazione intellettuale di ricordi, sensazioni e profumi vissuti in quegli anni. Trascorre un decennio assolvendo ai doveri scolastici e soddisfacendo, nei ritagli di tempo, la passione per la Pittura. In quegli anni, rivolge l'interesse soprattutto alle tecniche pittoriche, azzardando nei primi anni ottanta una propria espressione artistica, con il solo uso di colori e forme. Non realizza molte tele in quel periodo, ma le mostra ad amici e critici che dividono con lui le stesse passioni. S'interessa da subito ai sistemi di comunicazione visiva, coltivando esperienze in diverse discipline, sperimentando tecniche innovative su materiali e supporti naturali. Realizza diversi loghi e sigle, per aziende e privati. Progetta e realizza ambientazioni d'arte, traslando la sua ricerca artistica nella funzionalità. La sua sperimentazione mira a cogliere un "progetto divino", cercando di instaurare un colloquio tra l'uomo e la natura. La produzione degli ultimi 16 anni ha assunto nel tempo le caratteristiche di un vero e proprio alfabeto/grammaticale visivo, che egli elabora personalmente. Opere in progress, che oggi, lo portano a fare un'analisi consuntiva del percorso fatto, ed avviarsi verso nuove combinazioni e contaminazioni.
Sue opere sono esposte:
Museo Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli; Museo dell'informazione centro documentazione d'arte contemporanea, Senigallia; Palazzo Comunale di Ostra; Biblioteca comunale di Lusciano, Caserta; Palazzo Comunale di Marigliano; Museo sperimentale d'arte contemporanea, l'Aquila; Museo d'arte contemporanea materiali minimi, Paestum; Museo d'arte contemporanea, Morcone; Museo d'arte contemporanea, Sermoneta; Artefuori, museo all'aperto d'arte contemporanea, Saviano; Palazzo del Governo, Caserta; Il laboratorio, vico freddo a Rua Catalana, Napoli; Museo della camicia, Savignano sul Rubicone; Palazzo Vargas, libro d'artista, edizioni Il Laboratorio di Nola, Vatolla, Salerno; MIA (Museo Ippodromo di Agnano), Napoli; Fondazione Plart, Napoli
a cura di Pietro Di Natale
Museo della Sanità e dell'Assistenza
Oratorio di Santa Maria della Vita
Bologna, via Clavature 8
Telefono: 0039 0516569777
21 maggio 2010 – 30 giugno 2010
da martedì a domenica
10.00-12.00 15.00-19.00
La Via crucis ritrovata
Dei preziosi "Quadretti della Via Crucis" di Nicola Bertuzzi si erano perse le tracce dal 1792, anno in cui furono registrati per l'ultima volta al terzo altare della Chiesa dell'Ospedale di San Biagio a Bologna, dove si trovavano da almeno dieci anni.
Collocato su via Santo Stefano all'angolo con vicolo Pusterla, l'Ospedale di San Biagio, detto anche di Santa Maria del Servi (dal nome della Confraternita che vi aveva sede) era assieme a quello di San Francesco il più importante ricovero per pellegrini della città. La Confraternita venne soppressa il 28 luglio 1798 e la chiesa definitivamente chiusa il 16 agosto 1808. Nel frattempo, l'Ospedale della Vita era stato unito a quello della Morte costituendo nel 1801 il Grande Ospedale della Vita e della Morte (nucleo originario dell'Ospedale Maggiore), cui furono annessi da subito gli ospedali della Santissima Trinità, di San Francesco e di San Biagio.
Nel 1933 Arfelli schedò la nostra Via crucis tra le opere custodite nel Santuario di Santa Maria della Vita e la riferì significativamente alla "maniera di Gaetano Gandolfi" sottolineandone "i ricchi sfondi, le figure ampie e i colori delicati e sfumati". Con ogni probabilità, nel periodo compreso tra la soppressione del complesso di San Biagio e questa data la splendida serie dipinta da Nicola Bertuzzi fu custodita, assieme ai beni provenienti dalle chiese degli ospedali, presso l'Ospedale Maggiore, fondato nel 1814 in via Riva Reno nell'edificio che dal 1725 aveva ospitato il nuovo Ospedale della Vita.
La mostra
In questa prima retrospettiva sul pittore anconetano s'intende rappresentare la sua poliedrica attività affiancando all'inedita Via crucis ritrovata una serie di opere significative all'interno suo fortunato percorso artistico. La selezione dei dipinti in mostra (importanti quadri "da stanza", opere di tema sacro, vivaci bozzetti e dipinti nei quali in Bertuzzi interviene in veste da figurista) esemplifica al meglio l'eterogenea produzione pittorica dell'Anconitano, del quale si propone nel volume sia la ricostruzione della vicenda biografica, sino ad oggi sconosciuta, sia l'esame critico dell'ampio catalogo, arricchito dalla Via crucis ritrovata e da altre significative prove, ampiamente riprodotte all'interno del testo.
Nicola Bertuzzi detto l'Anconitano (Ancona, 1715 circa – Bologna, 1777)
Figlio di Giovanni Battista, Nicola Tommaso Bertucci, volgarizzato Bertuzzi dai bolognesi, nasce ad Ancona verso la metà del secondo decennio del Settecento. Dal novembre del 1732 frequenta a Bologna i corsi in Accademia Clementina, vincendo i premi nelle classi di Figura nel 1734 e nel 1735. Dal 1742 è domiciliato assieme alla famiglia della sorella Anna Maria in Borgo delle Tovaglie. Nella prima metà degli anni Quaranta, sotto l'ala protettrice del suo maestro Vittorio Bigari, campione del rococò locale, il giovane Bertuzzi si fa conoscere in città partecipando agli apparati dei "Sacri sepolcri" allestiti per la Settimana Santa (1742-1743) e alle decorazioni nell'ex Collegio di Santa Lucia (1743) e nella Chiesa di San Mattia (1744).
Tra il 1746 ed il 1750 l'Anconitano si allontana da Bologna per raggiungere verosimilmente Venezia, dove, come rivelano le sue scelte stilistiche successive, rimane intimamente segnato dallo studio della pittura locale. Nei decenni successivi, dopo la nomina di Accademico (1751), si concretizza la sua escalation all'interno dell'istituzione bolognese dove ricopre le prestigiose cariche di Viceprincipe (1765, 1775) e di Principe, subentrando nel 1774 proprio a Bigari. Durante la sua intensa carriera licenzia molte opere destinate alle chiese e ai palazzi di Bologna e provincia (Medicina, Crevalcore, Bagnarola di Budrio), pur mantenendo vivi i rapporti con le Marche e Ancona, dove conserva parenti e committenti e fa recapitare svariati dipinti.
Il suo nutrito catalogo comprende decorazioni murali, pale d'altare, quadri "da stanza" di soggetto biblico, storico e letterario, composizioni autonome di piccolo formato, tra cui battaglie e straordinari bozzetti, nei quali esprime al meglio la sua conclamata foga pittorica, esibita attraverso scattanti colpi di pennello carichi di bella materia. Rimarchevole è inoltre la sua attività di figurista accanto ai maggiori pittori di paesaggio e di capricci architettonici. Tra i migliori e più fecondi interpreti della vivace parabola del barocchetto bolognese, l'Anconitano partecipa costantemente alle vicende dell'Accademia Clementina sino al 2 gennaio 1777, quando muore improvvisamente in casa Rossi Marsigli in Strada Maggiore, dove si era trasferito quindici anni prima.
Specifiche tecniche della mostra:
a cura di Pietro Di Natale
Museo della Sanità e dell'Assistenza
Oratorio di Santa Maria della Vita
Bologna, via Clavature 8
21 maggio 2010 – 30 giugno 2010
da martedì a domenica
10.00-12.00 15.00-19.00
Il volume e la mostra sono un progetto del Museo della Sanità e dell'Assistenza – Complesso monumentale di Santa Maria della Vita.
Il volume e il restauro della Via crucis rientrano nei progetti culturali voluti e finanziati dalla Fondazione Carisbo a seguito della Convenzione tra la Fondazione stessa, l'Azienda USL di Bologna e la Curia Arcivescovile.
Fondazione Carisbo – Museo della Città di Bologna s.r.l
Coordinamento: Angela Nardi, Benedetta Dolcini
Ufficio stampa: Annalisa Bellocchi
Il progetto rientra nelle manifestazioni celebrative dei 750 anni di vita dell'Ospedale Maggiore promosse dall'Azienda USL di Bologna.
La ricerca storica, la catalogazione e la realizzazione del volume rientrano nelle attività previste dal "Progetto di valorizzazione dei beni culturali delle Aziende Sanitarie Regionali" delibera regionale n.889 del 01/06/2008
Il restauro della Via crucis di Nicola Bertuzzi è stato realizzato dal Laboratorio di Restauro Silvia Baroni, in collaborazione con Sara Cuppini ed Elena Regazzi.
Si ringraziano i prestatori privati, le istituzioni e i musei per le opere d'arte gentilmente concesse e la Sovrintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena per la preziosa collaborazione (Direttore dei lavori: Gian Piero Cammarota)
Borghi Fine Arts – Bologna
Axa Art
Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio
Bologna, Ritiro di San Pellegrino
San Giovanni in Persiceto, Museo d'Arte Sacra
Bologna, Fondantico di Tiziana Sassòli
col sostegno di
Fondantico di Tiziana Sassòli
Polfil


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