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mercoledì 18 gennaio 2017

Fondazione 3M: “Elio Luxardo. La volutta’ ed il sogno” in mostra al Salone della Cultura


FONDAZIONE 3M:

"ELIO LUXARDO. LA VOLUTTA' ED IL SOGNO"

IN MOSTRA AL SALONE DELLA CULTURA 

 

Il 21 e 22 gennaio 76 scatti del "fotografo delle dive" tratti dall'Archivio

della Fondazione 3M saranno esposti negli spazi di Superstudio Più di Milano

 

Milano, 18 gennaio 2017 – In occasione della prima edizione del Salone della Cultura, evento che si svolgerà il 21 e il 22 gennaio a Milano, settantasei opere di Elio Luxardo, grande protagonista della fotografia italiana degli anni '30 e '40, saranno esposte al Superstudio Più di via Tortona. L'esposizione "Elio Luxardo. La voluttà ed il sogno.", curata dal giornalista, critico e docente di fotografia Roberto Mutti, sarà inaugurata sabato 21 gennaio alle ore 17.00. L'ingresso alla mostra sarà gratuito per tutti i visitatori, che potranno inoltre prendere parte alle visite guidate da Roberto Mutti, previste nel pomeriggio di sabato e nella mattina di domenica.

 

Elio Luxardo (1908-1969), nato in Brasile da una famiglia di origine italiana, fu dapprima atleta e autore di documentari. Trasferitosi a Roma nel 1932, tentò la carriera da regista spinto da una profonda passione per il cinema, per affermarsi infine come fotografo prediletto dei divi di Cinecittà. Tra i personaggi immortalati dal suo obiettivo non vi furono solo attori e attrici, ma anche politici, nobili e scrittori, oltre a numerosi borghesi e industriali. L'opera di Luxardo, che firmò inoltre innovativi servizi di moda e campagne pubblicitarie, è caratterizzata da un'estrema modernità nel modo di fare fotografia, con tagli delle immagini anticonvenzionali e un originale studio effettuato sull'illuminazione, volto a valorizzare al meglio i soggetti ritratti. I suoi scatti sono infatti caratterizzati da una ricerca sul rapporto plastico tra ombre e luci, tecnica perfezionata grazie alla sua approfondita conoscenza del mondo del cinema e che gli valse l'appellativo di "scultore della luce". Luxardo è anche noto per i suoi studi di nudi femminili e maschili, dove proseguì la sua ricerca sulla definizione della luce e sulla composizione. In questi scatti, in cui il corpo appare nella sua assoluta plasticità, traspare il suo esordio giovanile come scultore, ma non mancano i sottili richiami al futurismo e all'espressionismo.

 

Le opere di Luxardo esposte alla mostra saranno rappresentative dei vari periodi e temi su cui ha lavorato. Alcuni suoi celeberrimi ritratti dei protagonisti del cinema italiano ritraggono Sophia Loren, Claudia Cardinale, Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman e Lucia Bosè; saranno esposti i famosi studi di nudo maschile e femminile, ed i suoi lavori realizzati nell'ambito della moda e della pubblicità. Tutte le opere appartengono all'ampio archivio fotografico di Fondazione 3M, di cui quest'anno ricorre il quindicesimo anniversario dalla nascita, che proviene dalla storica azienda fotografica italiana Ferrania e da una serie di successive donazioni e acquisizioni.

 

La cornice della mostra sarà il Salone della Cultura, un evento di portata nazionale dedicato all'editoria e al futuro della lettura, che ha l'obiettivo di offrire visibilità agli editori attraverso una classica esposizione di volumi e allo stesso tempo di coinvolgere il pubblico in un'esperienza immersiva nella realtà editoriale, ricca di eventi e attività collaterali formative e interattive.

 

FONDAZIONE 3M

Un'istituzione culturale permanente, snodo di divulgazione e formazione dove scienza e ricerca, arte e cultura, discipline economiche e sociali, vengono approfondite, tutelate, promosse e valorizzate, nella consapevolezza dei valori d'impresa e della cultura dell'innovazione. La Fondazione 3M è proprietaria di un archivio fotografico che si caratterizza per un patrimonio di oltre 110 mila immagini (lastre, dagherrotipi, cartoline fotografiche, negativi, stampe originali e riproduzioni), provenienti dalla storica azienda fotografica italiana Ferrania (acquisita negli anni '60 da 3M) e da una serie di donazioni e di acquisizioni avvenute nel tempo. Inaugurata nel 1984, la Fototeca è stata costituita sistematizzando un ricco patrimonio iconografico raccolto grazie ad un illuminato approccio alla comunicazione istituzionale, alla divulgazione tecnica, al lancio della tecnologia innovativa di rappresentazione, nel corso delle vicende aziendali di Ferrania prima e di 3M Italia poi.



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venerdì 13 gennaio 2017

Al Museo Il Correggio "Mai più": le opere di Bruno Canova per il Giorno della Memoria | 22 gennaio - 26 febbraio 2017


Bruno Canova, Il mondo prende atto delle parole di Hitler, 1972-73, collage, acrilico e tecnica mista su masonite, cm. 95 x 244.
tavola dal libro L'arte della guerra

Bruno Canova, La cosa immonda, 1974,
collage, acrilico e tecnica mista su tela, cm. 151 x 220.

Bruno Canova, La strage degli innocenti 1,

1982-1984, acrilico su tela, cm. 70 x 100.

Bruno Canova, La strage degli innocenti 2 (Grande natura morta),
1990, acrilico su tela, cm. 200 x 200.
Bruno Canova, Razzismo italiano, 1995,
collage e tecnica mista su masonite, cm. 71 x 70

Bruno Canova, Viva l’Italia!, 2000,
collage e tecnica mista su masonite, cm. 68 x 96.
























































"Mai più": le opere di Bruno Canova per il Giorno della Memoria a Correggio.

Un progetto internazionale per una mostra, curata da Margherita Fontanesi,

al Museo Il Correggio.
Inaugurazione domenica 22 gennaio, ore 17.


Dal 22 gennaio al 26 febbraio 2017 il Museo "Il Correggio" (Palazzo dei Principi, C.so Cavour, 7, Correggio) ospita la mostra "Mai più", personale di Bruno Canova – artista testimone della Shoah – promossa dal Comune di Correggio in occasione del Giorno della Memoria.

L'esposizione fa parte di un progetto internazionale, curato da Margherita Fontanesi e Lorenzo Canova, che vede coinvolto l'Istituto di Cultura Italiana di Lisbona che ospiterà, in contemporanea alla mostra di Correggio, disegni e grafiche dello stesso Bruno Canova.


Bruno Canova (1925 – 2012) è stato un grande interprete dell'arte italiana, avendo vissuto la terribile esperienza del campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale.

La mostra indagherà un aspetto in particolare della Shoah attraverso le opere di chi ha vissuto la guerra e la persecuzione in prima persona. 

Un approccio del tutto nuovo per esplorare ogni modo in cui l'arte può essere interprete e portavoce della storia.

Artista militante e antifascista, attivo nella Resistenza partigiana e per questo arrestato e deportato come prigioniero politico nel campo di concentramento di Brüx nel Sudetenland, Canova, nonostante il vissuto personale di oppositore politico, non ha messo solo il suo vissuto personale al centro del suo lavoro, ma ha dedicato molto spazio, nel suo narrare, alla persecuzione antiebraica.

La maggior parte delle opere in mostra appartengono a un ciclo unitario di dipinti intitolato "L'arte della Guerra", il cui nucleo principale risale agli anni '70. 

Si tratta di opere di medie e grandi dimensioni, fra le quali si distinguono numerosi collage realizzati con documenti, quotidiani e manifesti dell'epoca che danno al lavoro un taglio quasi scientifico.

Attraverso le opere di Canova è possibile trovare l'intera parabola di nascita, sviluppo e fine del Nazifascismo.

"In questi anni stiamo caratterizzando le proposte di Correggio in occasione del Giorno della Memoria attraverso l'allestimento di percorsi artistici contemporanei", commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi.

"Confortati in questa scelta dall'apprezzamento ricevuto, quest'anno ospitiamo la mostra di Bruno Canova, che propone il punto di vista di un artista che ha vissuto l'orrore dei campi di concentramento non perché ebreo, ma in quanto prigioniero politico. 
Grazie alla collaborazione con i curatori, la contemporaneità della mostra con l'esposizione all'Istituto di Cultura Italiana di Lisbona offre all'evento un respiro internazionale di cui siamo ovviamente felici". 

Bruno Canova, 1938, 1973, collage, acrilico e tecnica mista
su masonite, cornice intagliata, cm. 186 x 123.
"Il linguaggio artistico fortemente espressionista di Canova", spiega Margherita Fontanesi, "si intreccia ai documenti storici e ai ricordi personali in opere alle quali è impossibile sottrarre gli occhi e la coscienza. 
Nelle sue opere si trovano echi delle avanguardie di inizio Novecento, di Hieronymus Bosch e dei suoi quadri brulicanti di figure mostruose e disperate, della Neue Sachlichkeit ma anche dello stile degli amici e compagni con cui ha condiviso pittura e ideali: Renzo Vespignani, Mario Mafai, Antonietta Raphaël. 
Quello di Canova è un simbolismo non onirico ma storico e  bellico al cui servizio è stata declinata la tecnica del collage, impiegata solitamente da movimenti artistici dai contenuti molto distanti da questo, come il futurismo e il dadaismo".


Domenica 22 gennaio, alle ore 17, in occasione dell'inaugurazione della mostra, sarà presente a Correggio anche Lorenzo Canova – figlio dell'artista, critico d'arte, professore di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università del Molise e direttore dell'Archivio Bruno Canova – che illustrerà al pubblico l'opera del padre.

L'esposizione sarà visitabile fino al 26 febbraio 2017, il sabato con orario 15,30 - 18,30 e la domenica ore 10 - 12,30 e 15,30 - 18,30. Venerdì 27 gennaio, Giorno della Memoria, apertura straordinaria con orario 10 - 12,30 e 15,30 - 18,30. 
Altri giorni su appuntamento. 
Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 0522 691806, museo@comune.correggio.re.it, www.museoilcorreggio.org.



BRUNO CANOVA

Mai più

a cura di Margherita Fontanesi

Correggio, Palazzo dei Principi

22 gennaio – 26 febbraio 2017


Inaugurazione: domenica 22 gennaio, ore 17



Orari di apertura: sabato 15,30 - 18,30; domenica 10 - 12,30 e 15,30 - 18,30. 


Apertura straordinaria venerdì 27 gennaio, "Giorno della memoria": 10 - 12,30 e 15,30 - 18,30.


Altri giorni su appuntamento.


Info: Museo Il Correggio, tel. 0522.691806 - museo@comune.correggio.re.it - www.museoilcorreggio.org


Ingresso libero.
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