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lunedì 23 novembre 2009

Carlo Bernaridini: La luce che genera lo spazio


Luogo: Galleria Delloro

Indirizzo: via del Consolato 10 – 00186, Roma.

Vernissage: Venerdì 4 dicembre ore 19.00 (fino al 15 febbario)

orari: martedì-sabato 16.30-19.30

telefono: 06 / 64760339

Web: www.galleriadelloro.it

Mail: info@galleriadelloro.it

Geometrie di luce rimbalzano fra i palazzi per poi aggredire le sale della galleria, le fibre ottiche penetrano dalle facciate dei palazzi negli spazi espositivi coniugando così l'ambiente esterno con l'ambiento interno.

Delloro Arte Contemporanea è lieta di presentare il primo intervento ambientale urbano di Carlo Bernardini a Roma.

Dopo qualche anno di assenza nella capitale l'artista ci stupisce ancora una volta con un'installazione site specific che coinvolge oltre gli spazi espositivi i palazzi prospicienti alla galleria: le linee di luce ridisegnano la facciata cinquecentesca di San Giovanni dei Fiorentini che fa da sfondo all'intervento in fibra ottica di via del Consolato, allo spettatore viene rivelato uno spazio riconfigurato completamente, le architetture circostanti continuano ad esistere ma reinterpretate con diverse prospettive, un nuovo piano geometrico vi si sovrappone ma contemporaneamente interagisce e dialoga con esse.

Come lo stesso artista ci rivela "L'installazione si appropria dello spazio e lo fagocita nel suo interno. E' un rapporto di dominio quello che la forma spaziale instaura con il luogo, lo penetra, lo feconda, lo riduce in suo potere sino a trasformarlo in essa stessa".

Al centro della sala una grande scultura in acciaio inox riceve la fibra ottica e ne moltiplica le geometrie luminose sulle pareti della galleria che perde il suo ruolo di semplice contenitore trasformandosi appunto in opera d'arte essa stessa.

Ma l'installazione alla Galleria Delloro assume una valenza sopratutto riepilogativa, in essa sono racchiusi i concetti e i traguardi dell'ultimo anno di ricerca, anno che soprattutto sotto il punto di vista espositivo per Bernardini è stato veramente impegnativo.

Innanzi tutto la grande personale a Milano da Grossetti Arte Contemporanea, dove l' artista ha sviluppato il concetto di attraversamento degli spazi bucando letteralmente le mura della galleria, l'esposizione a Villa del Grumello a Como in occasione di Open Mind(s) e l'invito da parte di Bruno Corà al Museo d'arte contemporanea di Lugano con un opera omaggio a Duchamp.

Sempre del 2009 è stata la grande installazione a New York in occasione del D.U.M.B.O. Art Festival che quest'anno ha visto un affluenza di più di 5.000 visitatori, dove l'artista ha presentato una aggiornata versione dello "Spazio permeabile" esposto nel 2003 alla Quadriennale, servendosi oltre che della fibra ottica anche della superficie elettroluminescente, un vero e proprio tessuto luminoso posto in dialogo con le geometrie lineari delle fibre ottiche.

Dopo i grandi interventi ambientali a Valencia (al Giardin Mediterraneo di Santiago Calatrava nel 2007) e a Bologna (a Piazza S.Stefano, la Piazza delle Sette Chiese in occasione di Art First 2009) non viene smentita la propensione di Carlo Bernardini a misurarsi con architetture di grandi dimensioni: a metà novembre infatti è stato presentato l'ambizioso progetto di Palazzo Litta, dove le fibre ottiche partendo dalla facciata del palazzo seicentesco si insinuano sino alle sue sale interne attraversando pavimenti e pareti, inglobando e ridisegnando gli spazi architettonici.

Da non dimenticare infine la partecipazione al progetto Twister dei musei lombardi, che ha portato all'acquisizione da parte del MAM di Gazoldo degli Ippoliti di una sculto-installazione di 6 metri in acciaio e fibre ottiche ora in mostra permanente nei giardini del museo.

A coronare questo denso anno espositivo a gennaio 2010 verrà presentato in occasione dell'Arte Fiera di Bologna un volume monografico che ripercorre 20 anni di attività, comprensivo dei testi teorici di Bernardini e i principali testi critici sul lavoro dell'artista.

Carlo Bernardini nasce a Viterbo nel 1966; esordisce nei primi anni '90 con una pittura astratta la cui attenzione è rivolta al confronto dialettico tra la linea e il monocromo, affrontando fin da subito il tema concettuale e raffigurativo del rapporto spazio-luce.

Questa ricerca lo porta nel 1996 a presentare al Palazzo delle Esposizioni di Roma per la XII Quadriennale dei lavori su tavola di grandi dimensioni con interventi di pigmenti e fosforo che, attraverso l'esposizione alla luce di Wood, generano due distinte e autonome condizioni visive: la prima in luce reale, la seconda al buio come una sorta di negativo fotografico della prima.

Nella prima metà degli anni '90 il suo lavoro giunge ad affrontare la terza dimensione, dapprima facendo fuoriuscire dalle superfici di tela o tavola dei tubi d'acciaio che proiettano ombre reali, poi progettando e realizzando a partire dal 1996 installazioni in fibre ottiche e sculture-installazioni in acciaio inox e fibre ottiche, superfici OLF (Optical lighting film) e superfici elettro-luminescenti, che lo spettatore percepisce in modo diverso, e con forma diversa, a seconda del variare della sua posizione nello spazio.

Nel 1997 pubblica il saggio teorico sulla Divisione dell'unità Visiva, dove affronta, appunto, la relatività delle percezioni e sensazioni nei confronti dell'opera.

Al 1999 risale la prima mostra personale alla Galleria Spaziotemporaneo di Milano, città nella quale si trasferirà a vivere e insegnare dopo una lunga permanenza nella capitale.

È proprio la sperimentazione di un mezzo espressivo nuovo come la fibra ottica che lo spinge ad interagire con le architetture e gli spazi esterni, giungendo così a trasformare l'ambiente da contenitore dell'opera ad opera stessa, concependo l'installazione come uno spazio permeabile dove lo spettatore entra, vivendo una nuova dimensione ridisegnata dalle linee di luce.

Dalla fine degli anni '90 gli vengono commissionate le prime installazioni ambientali in grandi spazi esterni; tra gli interventi di maggiore rilievo in luoghi pubblici và menzionata l'installazione alla Galleria Nazionale della Pilotta a Parma (1998), l'intervento ambientale a Reggio Emilia nella spettacolare cornice cinquecentesca dei Chiostri di San Domenico (1999) e la grande installazione a Padova realizzata su via Fiume al Palazzo della Ragione (2000).

Nel 2002 viene invitato alla XX Triennale di Milano e a Sculpture Space, Utica (New York); l'anno seguente alla XIV Quadriennale al Palazzo Reale a Napoli.

Sempre nel 2002 vince il premio Targetti Art Light Collection White Sculpture e per ben 2 volte (nel 2000 e nel 2005) il premio Overseas Grantee della Pollock Krasner Foundation di New York.

Proprio i numerosi soggiorni newyorkesi di questi anni sono determinanti nella concezione delle nuove sculture in cui la linearità, la tensione, e la spinta verso l'alto risentono del fascino dell'architettura razionale, verticale, luminosa e specchiante dello skyline della metropoli.

Nel 2004 progetta La Quarta Direzione dello Spazio, un'ipotesi visiva sperimentale in cui all'interno dell'installazione in fibra ottica si attivano al passaggio dei visitatori dei video interattivi di luce astratta in movimento, mirando a creare una sovrapposizione simultanea della percezione dinamica sulla percezione statica.

La realizzazione definitiva del progetto a cui prende parte con i video la film-maker brasiliana M.Sobral avverrà poi quattro anni più tardi a Milano presso la Galleria Bruna Soletti di Milano.

Tra le esposizioni internazionali di maggior prestigio di questi anni vanno citate la mostra del 2002 alla National Gallery of Contemporary Art di Bangkok, la grande mostra del 2004 al Museo Paço Imperial di Rio De Janeiro e la presentazione nel 2007 dell'installazione Event Orizont allo Swing Space di New York.

Del 2008 è il progetto Light Waves, opera permanente installata nell'ingresso dell'aeroporto di Brindisi in cui Bernardini attraverso l'interazione tra le sue sculture prismatiche di luce e un'installazione audiovisiva, genera una pulsione impalpabile dello spazio totale modificando la percezione del luogo.

Nello stesso anno presenta un gigantesco intervento ambientale nel "Giardin Mediterraneo" della Ciudad De Las Artes Y Las Ciencias di Valencia ponendo in dialogo le sue geometrie di luce con la celebre opera architettonica di Santiago Calatrava.

Contemporaneamente progetta per il Museo La Nau dell'Università di Valencia un'installazione che si estende in altezza su tre piani degli spazi espositivi, creando un disegno che cambia secondo i punti di vista e secondo gli spostamenti dello spettatore, che si trova così a vivere fuori e dentro l'opera. Un ulteriore sviluppo sperimentale del linguaggio si riscontra nelle Interrelazioni nello Spazio al Castello di Rivara, in cui un'unica installazione in fibre ottiche eludendo la fisicità delle pareti ingloba al suo interno gli ambienti , passando da parte a parte senza soluzione di continuità.

Ancora del 2008 è la sua mostra personale al Museo di Lissone, dove presenta oltre ad uno spettacolare intervento nelle sale del museo, un'imponente installazione aerea in esterno.

Il 2009 è un anno molto impegnativo sotto il punto di vista espositivo: in occasione di Art First 2009 presenta Codice Spaziale, un imponente installazione aerea che sovrasta la centralissima Piazza S. Stefano, viene invitato a New York per il D.U.M.B.O. Art Festival e realizza una grande scultura ambientale per il MAM – Museo Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti (MN) ed un'installazione alla GAM di Gallarate.

Lo stesso anno presenta un ambizioso progetto a Palazzo Litta, dove le fibre ottiche partendo dalla facciata del palazzo seicentesco si insinuano sino alle sue sale interne attraversando pavimenti e pareti, inglobando e ridisegnando gli spazi architettonici.

Sempre del 2009 sono le sue ultime tre mostre personali: alla galleria torinese Velan nella quale presenta l'installazione Codice Progressivo dello Spazio, a Milano da Grossetti Arte Contemporanea dove la fibra ottica attraversa e oltrepassa le pareti della galleria e infine alla Galleria Delloro di Roma dove progetta un'installazione che partendo dai palazzi prospicenti alla galleria penetra e si sviluppa all'interno degli spazi espositivi.

Carlo Bernardini vive e lavora a Milano; insegna Installazioni Multimediali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.



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Postato su IL COMUNICATO STAMPA

LOBODILATTICE N.108



COPERTINA N. 108 selezionata da Ivan Quaroni: "Self Potrait (a tribute to ronny cutrone)". T
ecnica mista su tela 2009, di Michael Rotondi

PRIMO PIANO

-REGINA JOSE' GALINDO – JUEGOS DE PODER

Articolo di approfondimento sulla mostra "Juegos de poder" di Regina josè Galindo presso Prometeo gallery.
di Martina Colajanni
"L’ipnotizzatore si muove sicuro di sé e continua ad esercitare delle minacce verbali e a trasmetterle un senso di sottomissione sia psicologica che fisica . Le parole, le azioni, lo sguardo, i movimenti del corpo: tutte caratteristiche mirate al tema centrale dell’opera...." Il potere che alcuni individui esercitano è tale da assumere caratteristiche ipnotiche, allora colui che ne è soggiogato si sottomette indifeso. Il carnefice che violenta la sua vittima e la vittima compiacente, avvinta da questo irrinunciabile gioco di emozioni contrastanti.

Regina José Galindo - Juegos de poder - Opening / venerdì 18 settembre 2009 / ore 19.00. Fino al 21 ottobre 2009 / mar-sab. / 11.00-14.00/15.00-19.00 - prometeogallery di Ida Pisani / via Ventura 3 / Milano info@prometeogallery.com / www.prometeogallery.com / T/F + 39 (0)2 26024450


-PAROLA AGLI ARTISTI, intervista a Silvia Negrini

Uno dei lavori a cui l'artista è particolarmente affezionta, "La strage di Bologna", si rivolge ad un approccio sociologico della realtà. Utilizzando materiali come la carta millimetrata, riesce a rappresentare il tragico evento con minuzia di particolari, mostrando attenzione verso la percezione che ne deriva, una volta "campionato" l'accadimento. Alla domanda: "Se dovessi spiegare l'arte ad un bambino?" Silvia Negrini, umoristicamente, risponde: "Ti do 5 euro se non me lo chiedi più..."


-VITTORIO SGARBI E ''L'ESTETICA DEL CROLLO"
Un’inconsueta uscita vestito da prete con l’umile abito nero, pronto per iniziare un sermone. La predica in realtà è un brano commovente, tratto dal diario fittizio di un ebreo, che racconta i suoi ultimi giorni a Varsavia. E’ il crollo del ghetto, con la perdita della famiglia, le violenze, l’orrore, la resistenza armata...

Sgarbi, l’altro. Dal 10 al 15 Novembre 2009 - Teatro Ciak Webank Fabbrica del Vapore, Via Procaccini, 4 - 20154 Milano Tel. 02.76110093 - Fax 02.76110322 www.teatrociak.it



Per informazioni e news: www.lobodilattice.com

Mostra "Lo stile dello Zar"


LO STILE DELLO ZAR
Prato
Museo del Tessuto
19 settembre 2009 - 10 gennaio 2010


Si è aperta di recente a Prato la mostra dal titolo "Lo stile dello zar": non a caso il luogo dell'esposizione è il Museo del Tessuto della città, legata da sempre ad un'importante tradizione del settore tessile.
Gli spazi sono quelli dell' ex Cimatoria Campolmi, nel pieno del centro storico della città, edificio dell'archeleogia industriale del XIX secolo, dove, dal 2003, ha preso ubicazione il Museo; qui, antico e moderno, sia nella struttura dell'edificio che nei materiali ed oggetti dell'
esposizione permanente, così come nella mostra in questione, si sposano in
una fusione equilibrata e "naturale".
Le varie sezioni ci raccontano quelli che sono stati i rapporti e i legami tra Italia e Russia tra XIV e XVIII secolo, nello scambio continuo tra i vari linguaggi artistici, la moda, i
tessuti...

Interessante il corridoio introduttivo/interattivo alla mostra: una serie di pannelli si offre allo spettatore per spiegare dettagliatamente funzionamento e uso della tessitura ad pettine, prendiamo confidenza con i termini di ordito e trama, e in appositi contenitori in plexiglas possiamo direttamente, attraverso il tatto, sentire le differenze tra l'impalpabile
cachemire, la morbida angora, la leggerezza della seta, fino ad apprendere le differenze fra i vari filati ...

Il progetto della mostra nasce dalla collaborazione della Fondazione Museo del Tessuto di Prato, il Polo Museale Fiorentino, l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze con il Museo Ermitage, il Museo del Cremlino e il Museo Statale Russo; la realizzazione è a cura di
Villaggio Globale International e la selezione delle opere del comitato scientifico nelle persone, tra gli altri, di Cristina Acidini, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Daniela Degli Innocenti, presidente della Fondazione e Tatiana Lekhovich dell'Ermitage di SanPietroburgo.

I prestiti provengono inoltre da altre importanti istituzioni italiane quali il Museo degli Uffizi di Firenze, il Museo del Bargello e lo Stibbert, la Galleria Palatina, i Musei Civici di Venezia e il Palazzo del Principe di Genova.
Più di centotrenta opera tra pittura, antichi lampassi, damaschi e velluti, paramenti sacri, ci illustrano rapporti e relazioni tra il mondo occidentale, in particolare l'arte tessile italiana e toscana, e quello della Moscovia.

L'esposizione si snoda attraverso 4 sezioni:
nella prima, viene esaminato il periodo che va dalla seconda metà del XIV quello rinascimentale: ad accoglierci in questo spazio minimalista ed essenziale, un paliotto del 1336 di Jacopo Cambi, oltre che a bellissimi lampassi (un genere di tessuto prodotto dal X secolo in poi) e velluti nei quali, oltre alle lavorazioni, acquisiamo i vari significati e la
simbologia di elementi animali e vegetali quali aquile, uccelli, grifoni, rosette, melograni...
Fu inizialmente Lucca ad avere il primato nella produzione di tessuti di alto livello artistico, quindi Venezia e Firenze.

Più avanti nel corso dei secoli i tessuti si arricchiscono di broccature e ricami in seta, comparendo anche nelle opere pittoriche degli artisti del tempo; la Chiesa ne farà uso per i paramenti sacri e, in questo modo, per affermare il proprio prestigio.
Esposto in mostra il Paliotto donato da Sisto IV della Rovere, eseguito su disegno di bottega

Nella seconda sezione vengono analizzate le modalità di scambi commerciali tra l'Italia e la Moscovia, i cui rapporti si snodano attraverso i porti di Caffa e Tana, città situate rispettivamente sul Mar Nero e il Mar d'Azov: è qui che iniziano a circolare pellicce di volpe, zibellino, ermellino, che, caratteristiche della Russia, divengono anche parte
fondamentale dell'abbigliamento della classe mercantile italiana: l'infittirsi dei rapporti tra lo zar e l'Europa sono testimoniati, tra l'altro, dal diplomatico Sigismondo Herberstein (1486 - 1566).
Sono a tale proposito esposte opere di Tiziano, Paris Bordon, Tintoretto, Domenico Parodi.
A sottolineare i rapporti tra corte medicea e russa, sono tra l'altro presenti in mostra i
doni da parte di Pietro il Grande a Cosimo II: la bussola magnetica in avorio e gli arazzi cinesi in seta.
Nel corso del XVI secolo, le manifatture italiane, ormai divenute celebri e producenti velluti e riferimento più importante per le ambasciate europee, le quali commissionano i preziosi manufatti da inviare alla corte dello zar; nello stesso modo, anche i paramenti liturgici ortodossi tempestati di pietre preziose e perle di fiume e ricamati con fili in oro e argento, vengono confezionati con gli stessi tessuti italiani.

Nella terza sezione della mostra ci avviciniamo alle influenze esotiche dell'Oriente sulla nobiltà europea: la "zimarra" , indumento originario della Turchia, diventa, insieme abbigliamento più in voga nel periodo (v. sopra "Ritratto di giovane donna " di Tiziano).
Siamo sul finire del XVII secolo e l'influenza tra il gusto italiano e quello russo è anche
testimoniata da alcuni abiti provenienti dal guardaroba di Pietro il Grande e conservati al Museo dell'Ermitage; più avanti, nel corso del secolo successivo, sarà il modello francese ad essere preso dalla corte moscovita come riferimento sia dal punto di vista artistico che in campo tessile.

Non è possibile concludere questa pagina sulla mostra pratese senza spendere qualche parola in merito all'allestimento dell'esposizione che possiamo definire decisamente "impeccabile" e questo grazie al lavoro ideato da Guicciardini & Magni Architetti che hanno progettato all'interno del percorso espositivo, in un alternarsi di ombre e intensi bagliori, una serie di pannelli/maschere traforati/e, che riprendono i motivi dei tessuti del tempo, attraverso i/le quali passa e filtra la luce, la quale proietta, molto suggestivamente, l'ombra sul pavimento e sulle pareti delle sale.

Le opere cossiddette delle arti minori sono racchiuse in teche mobili molto semplici e minimali, mentre lo spettatore può leggere le note dei viaggiatori verso la Russia del tempo su pareti palificate di legno.
Il vetro, il materiale più usato nell'allestimento, con la sua leggerezza e neutralità, ci fa concentrare sull'opera d'arte contenuta, così come è molto bella la disposizione frontale di alcune grandi teche e delle basi grige poste ai loro piedi la cui funzione è anche quella di far sostare maggiormente lo spettatore innanzi ad esse.

Nella penultima sala, insieme alle opere esposte, ci accolgono sulle pareti in alto, le proiezioni in bianco e nero delle filmografia sovietica: scene di capolavori del grande cinema come "Ivan il Terribile" di S. Ejzeinstein, ci accompagnano lungo l'ultimo tratto del nostro interessante percorso.

La quarta e ultima sezione è rivolta al Settecento; nella sala sono esposti quattro ricami del periodo di grandi dimensioni destinati questa volta al campo dell' arredamento; proprio la maestosità di questi quattro tessuti serve ad introdurci ad un'altra opera di grandi dimensioni, ma questa volta pittorica: la pala della "Circoncisione" di Lodovico Cardi detto il Cigoli commissionata nel primo Seicento per la chiesa di S. Francesco di Prato ed entrata a far parte delle opere del Museo dell'Ermitage nel 1825.

Onorina Collaceto


La pagina è visibile sul sito: http:
http://digilander.libero.it/viaggi.
arte/viaggiarte


domenica 22 novembre 2009

MODENA, UN CAPANNONE PER VIAGGIARE TRA LE PERIFERIE DELLE ARTI

MODENA, UN CAPANNONE PER VIAGGIARE TRA LE PERIFERIE DELLE ARTI
Dal 10 al 20 dicembre danza, musica e ricerca contemporanea a "Periferico"


Sei serate di spettacoli e performance contemporanee, due di
riflessione sui mutamenti degli spazi urbani, a partire dall'idea di
periferia come luogo di novità e sperimentazione: dal 10 al 20
dicembre al quartiere industriale Sacca di Modena tornerà
"Periferico", festival indipendente organizzato nell'ex capannone
Spaziolelune di via Staffette Partigiane 31/b dall'associazione
culturale Amigdala.

Il festival, giunto alla seconda edizione, si apre con Tea Room, una
no-stop dedicata alle proposte più fresche e originali del territorio,
e si conclude con un omaggio alla grande coreografa Pina Bausch. Nel
mezzo, punta sulla ricerca e sulla scena off con danzatori, musicisti,
attori e performer che porteranno in scena linguaggi diversi, tutti
accomunati dall'amore per i margini, le periferie e le differenze.

Dietro i vetri scuri di "Pulmino Fiat Theatre", in sosta nel
parcheggio di Spaziolelune, le brevi performance dei Semivolanti
esploreranno i confini tra pantomima, video-arte e teatro d'attore.
Nel tunnel di "Pneuma" i Sineglossa metteranno in luce la relazione
tra corpo e spazi ristretti come anfratti, cunicoli e cambuse. In
"Perché ti devo amare?" la ricerca vocale di Meike Clarelli e Sophie
Ann Herin condurrà gli ascoltatori tra le periferie dell'amore. Chiara
Frigo in "Takeya", lavoro vincitore dei premi Giovane danza d'autore
Veneto 2008 e Aerowaves 2008/2009, metterà in scena il contrasto tra
velocità fisica e mentale. Una riflessione sui luoghi fisici e mentali
e sui significati nascosti delle azioni comuni sarà infine al centro
di "Più che piccola, media", performance di Muna Mussie.

Le serate di Periferico iniziano alle 21.30, l'ingresso è gratuito e
per alcune performance si consiglia la prenotazione. Informazioni e
programma completo su www.spaziolelune.mo.it, Facebook "amigdala
spaziolelune", Twitter "spaziolelune", email info@amigdala.mo.it, tel.
059 315547. Spaziolelune è a Modena in via Staffette Partigiane 31/b.

Il festival è reso possibile dal sostegno della Fondazione Cassa di
Risparmio di Modena, della Circoscrizione 2 del Comune di Modena,
della Provincia di Modena e della Regione Emilia-Romagna. L'omaggio a
Pina Bausch è un'anteprima della rassegna Segnali 2010.

Oltre agli spettacoli, il 10 dicembre ci sarà l'incontro "Care city -
La città immaginata", anteprima nel locale Fusorari di piazzale Torti,
il 15 "Care city - La città staminale" alla Palazzina Pucci di via
Canaletto, in collaborazione col Laboratorio della città del Comune di
Modena.


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a m i g d a l a | via staffette partigiane 31/b | 41100 Modena
T 059 315547 | www.amigdala.mo.it | info (et) amigdala.mo.it
Ufficio stampa | Giulia Bondi| 328 8517678 | gnomade(et)gmail.com

Tra la perduta Gente, mostra-proiezione di Raffaella Milandri





UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d'acqua dall'auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all'ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l'acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po' di inglese dove si trova l'acqua, e lei alza il braccio indicando l'ovest: lontano, lontano....Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d'acqua densa e scura. Gli unici pozzi d'acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

sabato 21 novembre 2009

MOSTRA "CONTEMPORANEA" LAVERI,LODOLA,MARSIGLIA,NESPOLO

CONTEMPORANEA

ceramiche di

GIORGIO Laveri, Marco Lodola, vincenzo Marsiglia, UGO NESPOLO

25 NOVEMBRE 2009 – 16 GENNAIO 2010

Titolo: CONTEMPORANEA

Autori: Giorgio Laveri, Marco Lodola, Vincenzo Marsiglia, Ugo Nespolo

A cura di: Riccardo Zelatore

Sede: Galleria Terre d'Arte, Via Maria Vittoria 20/A, 10123 Torino

Periodo: 25 Novembre 2009 – 16 Gennaio 2010

Inaugurazione: Mercoledi 25 Novembre 2009 ore 18

Ingresso libero

Informazioni: Galleria Terre d'Arte – tel/fax +3901119503453

www.terredarte.net

info@terredarte.net


Mercoledi 25 novembre alle ore 18, nella sede di via Maria Vittoria 20/A in Torino, con la mostra CONTEMPORANEA, la galleria Terre d'Arte inaugura un progetto espositivo dedicato agli esiti ceramici di quattro protagonisti della scena artistica nazionale.

La mostra, a cura di Riccardo Zelatore, si sviluppa attraverso un percorso di circa 20 opere dove accanto a Giorgio Laveri e Marco Lodola compariranno anche i lavori di Vincenzo Marsiglia e Ugo Nespolo.

Saranno loro a creare una mostra ricca di sorprese, aperta sino al 16 gennaio.

L'interesse per la ceramica ha portato gli artisti coinvolti in questo progetto ad Albisola, Sesto Fiorentino e Castellamonte per dare corpo ad un lavoro ed una esposizione che è sintesi tra singola identità dell'artista, ricerca e tradizione, studio e improvvisazione, rigore e divertimento, possibilità e limiti di un mezzo espressivo tradizionale qual è la terracotta.

L'incontro di Laveri, Lodola, Marsiglia e Nespolo - che ha precedenti eccellenti nella mostra pubblica Albisola Futurista del 2003 e, per tre di loro, in Terzo Fuoco del 2002 - assume particolare significato per la confermata fiducia nel confronto diretto tra personalità diverse per pensiero, formazione e provenienza coagulate attorno al mezzo ceramico.

Le peculiarità della lavorazione della ceramica, materiale così fragile, complicato e ricco di possibilità, sposano in questo progetto le motivazioni ed i traguardi espressivi degli artisti coinvolti che non a caso, con scelta specialistica, hanno scelto di lavorare e cuocere l'argilla rispettando i procedimenti ed i tempi che da sempre l'arte ceramica richiede.

La costante di questa mostra è il materiale. Le opere degli artisti confermano e rinnovano la forza creativa della ceramica, contrapponendo la manualità e la pazienza alla tecnologia più sofisticata, alla velocità e ai nuovi mezzi che dominano la scena artistica internazionale.

La galleria Terre d'Arte ha concepito questa mostra come un ulteriore tentativo di rendere la ceramica più comprensibile, di avvicinare lo spettatore sempre di più al senso intimo di questo materiale, la sua intensità, la sua possibilità di generare attrazione.

E trasmettere queste emozioni.


GALLERIA TERRE D'ARTE
VIA MARIA VITTORIA 20/A
10123 TORINO
TEL/FAX +39 011 19503453
www.terredarte.net
info@terredarte.net


CARGO: mostra Elena Boccoli "Le Muse di eLenik"

CARGO presenta

Le Muse di eLenik
Mostra personale di Elena Boccoli

2 dicembre – 28 dicembre 2009

Vernissage

mercoledì 2 dicembre

dalle 20.00

CARGO Via del Pigneto 20

Isola pedonale 00176 Roma

ore 17.30 - 02.00 tutti i giorni

Info tel. 06 97617820

cargo.pigneto@gmail.com

Ingresso libero

eLena boccoLi nasce in una domenica, nel lontano 10 febbraio del 1980 a Roma. Un vero "Acquario".La data forse più importante della sua vita, fu quella in cui fece la sua prima esposizione sul frigorifero in cucina della zia Angela. Da quell'esperienza nasce lo stile che attualmente ritroviamo nei suoi lavori, uno stile che scivola tra i ricordi della camerette, strade e spericolate corse in bicicletta. I suoi lavori rappresentano spesso donne dai grandi occhi e dalle espressioni sorprese, che danzano su sfondi colorati dall'aria naif, personaggi ironici e tristi, donne dalla femminilità sdrammatizzata che nascono in contrapposizione a quella esasperata dell'autrice, che a suo dire, cela una consistente ironia.

Le donne/muse di eLenik hanno sguardi persi nel vuoto, distratti e sognanti, pensierosi e assenti, ma se è

vero come si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima, queste signorine ne hanno parecchia perché gli occhi che sgranano di fronte alla vita sono giganteschi e luminosissimi.

Non ci sono languide labbra e atteggiamenti da "femme fatale", le sue Muse sono asciutte, dirette intelligenti, non hanno bisogno di inutili trucchi per essere se stesse, tranne un unico piccolo vezzo: un tocco di ammiccante rossetto rosso. I suoi lavori che siano eseguiti in tele tavole di legno, iniziano a interessare un pubblico sempre più vasto. Oggi eLenik espone in locali e gallerie collabora con "teen magazine" e riviste, tutto questo la entusiasma e la rende felice, ma non riuscirà mai a eguagliare quella soddisfazione della sua prima esposizione sul frigo della zia.

Inaugurazione Armonica al Biavati

Armonica

Hélène Foata

Abdallah Khaled

Tobia Ravà

Cesare Vignato

A cura di Maria Luisa Trevisan

Inaugurazione 26 novembre 2009 ore 18

Porta Saragozza 6 - Bologna

Dal 26 novembre 2009 al 5 febbraio 2010

Giovedì 26 novembre alle ore 18 s'inaugura presso il Ristorante Caffè Biavati di Porta Saragozza a Bologna la mostra Armonica con opere di Hélène Foata, Abdallah Khaled, Tobia Ravà e Cesare Vignato.

Se da una parte le opere dei quattro artisti esprimono l'appartenenza a culture diverse, dall'altra non solo dialogano perfettamente tra di loro, ma sono in armonia con il contesto che le ospita, un luogo che diversamente dalle gallerie d'arte contemporanea non è per nulla asettico, bensì ha un carattere forte e deciso. In questo consiste la sfida: il confronto tra opere già molto diverse tra di loro per linguaggio, genere, e un arredo altrettanto personalizzato e ricercato.
Per l'occasione sono state realizzate a quattro mani due opere da Abdallah Khaled, algerino, e Tobia Ravà, veneziano di cultura ebraica, dal titolo Dono d'amore e Dono di pace in cui una colomba si libra nell'aria tra numeri e lettere ebraiche, graffiti rupestri e paesaggi che hanno i colori del deserto e dell'Atlante. Sono le ultime di una lunga serie avviata nel 2002, di cui saranno presenti anche Shalam Shalom e Storie del deserto. Vi sono poi opere realizzate singolarmente dai quattro artisti, quali sculture sia per la francese Hélène Foata, Musicalità e Faraone, rappresentative della sua poetica ed il suo legame con la cultura nordafricana, sia per il vicentino Cesare Vignato, Cube bass e Music of the mind, che sintetizzano il suo legame sia con l'arte figurativa che con la musica. Si va dalla pittura, al lightbox, alla scultura, dalle forme seducenti, ai colori vivaci, ai materiali accattivanti, così come i piatti che si possono assaporare qui. Il mix sinestetico che si crea è una gioia per gli occhi e per il palato, espressione di un élan vital, che diventa anche occasione di riflessione, invito ad apprezzare il presente e a vivere in armonia con gli altri.

La mostra rimarrà aperta fino al 5 febbraio 2010

dalle 18 all'una di notte, in altri orari su appuntamento

Biavati Ristorante e Caffè Piazza di Porta Saragozza 6/a Bologna

+39 051334568 - cell +39 3386608040 www.biavati.org

info@biavati.org; daniela@biavati.org

Ufficio stampa e organizzazione: PaRDeS – Concerto d'Arte Contemporanea

041/5728366; marialuisa.trevisan@virgilio.it

www.artepardes.org; www.concertoartecontemporanea.org




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Da: Maria Luisa
<marialuisa.trevisan@virgilio.it>

II Concorso COLORI IN EMERSIONE Edizione 2009|2010





BANDO DI CONCORSO 2009-2010


L ‘Associazione Culturale ExpoArt , allo scopo di promuovere e valorizzare l'arte, organizza il II Concorso d’Arte “COLORI IN EMERSIONE”. Edizione 2009|2010

ART. 1) Requisiti per la partecipazione.
La partecipazione al concorso è aperta a tutti e il tema è libero.
La misura massima del dipinto è di cmq 100x100, mentre la sua misura minima è di cmq 40x50; è consentita l’uso di ogni tipo di tecnica ed espressione artistica quali olio, acrilico, tecnica mista, disegno, acquerello, incisione, serigrafia, litografia, illustrazione, fumetto, fotografia digitale ed altro

ART. 2) Modalità di partecipazione.
Per partecipare al concorso è necessario presentare fino ad un massimo di 2 opere. Il materiale, di seguito specificato, se spedito per posta, dovrà essere inviato tramite raccomandata A/R in un unico plico e dovrà contenere:
1. Scheda di adesione compilata e firmata in ogni sua parte, disponibile sui seguenti siti www.expoartcc.ning.com e www.coloriinemersione.tk oppure presso l’Associazione Culturale ExpoArt, sita in Aversa (CE) alla via Gemito n.8, cap 81031;
2. Copia della ricevuta di pagamento dell’iscrizione al concorso;
3. Copia delle foto delle opere in concorso a colori, formato minimo di cm 13x18, chiare e di buona qualità di stampa; ogni foto dovrà essere munita di nome e cognome dell’artista, il titolo dell’opera, misure e data di esecuzione dell’opera; in alternativa a quanto detto, inviare la documentazione di cui sopra in formato digitale (word, immagine di estensione, -jpg con una definizione di minimo 200 dpi) all’indirizzo e mail expoart@email.it ;
4. L’iscrizione al concorso è quantificato nella somma di Euro 20 da versare sul conto PostePay n- 4023 6005 7203 8620, intestato a Carlo Capone.

ART. 3) Termini di partecipazione.
Le adesioni per la partecipazione al II Concorso “Colori in Emersione” Edizione 2009 - 2010, corredate di tutto quanto definito all’art. 2, dovranno pervenire entro il 15 aprile 2010 (farà fede la data del timbro postale) presso la sede dell’Associazione Culturale ExpoArt” sita in via Gemito n.8 oppure tramite e-mail all’indirizzo expoart@email.it specificando in oggetto Partecipazione al II Concorso “Colori in Emersione” Edizione 2009 - 2010.

ART. 4) Qualora le iscrizioni non dovessero raggiungere un numero minimo di 100 partecipanti, il concorso verrà posticipato a data da destinarsi.
In tal caso tutti i candidati che avranno già inviato il materiale e la Scheda di Adesione saranno avvertiti a mezzo e-mail attraverso il portale ExpoArt http://expoartcc.ning.com o www.coloriinemersione.tk .

ART. 5) Selezione e assegnazione Premi.
Il materiale inviato per la partecipazione al predetto concorso, regolarmente pervenuto alla sede dell’ExpoArt, come indicato all’art. 3, sarà sottoposto al Comitato di Selezione composta da:
1. Ing. Carlo Roberto Sciascia (Critico d’Arte);
2. Carlo Capone Presidente (Ass.ExpoArt);
3. Angelo Ranieri (Art Director ExpoArt);
4. Geom. Mario Francese (Giornalista);
5. Maestro Luigi Pedata (Socio ExpoArt).
Il Comitato, dopo una accurata selezione delle opere effettuata a loro insindacabile giudizio entro il 30 aprile 2010, sceglieranno i primi venti classificati tra i quali decreteranno i vincitori del concorso.
I venti artisti selezionati dal Comitato, saranno contattati direttamente dagli organizzatori e ad ogni uno sarà chiesto di inviare l’opera premiata presso la sede dell’Associazione Culturale “ExpoArt” sita in Aversa (CE) alla via Gemito n.8, cap. 81031, entro e non oltre il 30 maggio 2010.
Le spese di trasporto, l’imballaggio, nonché l’assicurazione per l’invio delle opere sono a carico dei partecipanti.

PREMI.
1° Classificato 500,00 €uro;
2° Classificato 300,00 €uro;
3° Classificato 200,00 €uro.
Saranno assegnati ai primi tre classificati uno spazio per 1 anno solare sul “Portale degli Artisti” http://www.ilportaledegliartisti.it

PUBBLICAZIONE RIVISTA D’ARTE DEL SETTORE.
I Venti premiati saranno pubblicati sulla rivista d’arte in ordine di classifica unitamente alle opere scelte, mentre i restanti partecipanti verranno inseriti solo con il nominativo sulla rivista.

I VENTI CLASSIFICATI.
Gli artisti esporranno le opere selezionate in una mostra collettiva allestita nella Reggia di Caserta, Salone di Rappresentanza della Pro Loco di Caserta, dal 18 al 27 giugno 2010; ivi si terra la premiazione dei primi tre classificati.

ART.6)Tutte le opere dei partecipanti al concorso saranno pubblicate sul sito www.coloriinemersione.tk con nominativo dell’artista foto di un’opera e relativa didascalia.

N.B.:
I premi non sono da considerarsi premi-acquisto in quanto le tre opere classificate e le restanti diciasette selezionate resteranno di proprietà degli autori.Le quote di iscrizione, versate da ogni partecipante al concorso, saranno utilizzate esclusivamente per le spese di organizzazione e di gestione dell’evento artistico.Gli organizzatori, a loro discrezione, si riservano di apportare in qualsiasi momento modifiche non sostanziali al presente concorso; in tal caso i concorrenti, che avessero già inoltrato la Scheda di Adesione, saranno avvertiti singolarmente a mezzo e-mail delle eventuali variazioni apportate al concorso.


Bando e scheda di Adesione su www.coloriinemersione.tk

venerdì 20 novembre 2009

MoMAnt 2009

Mostra mercato


nazionale


dipinti


antichi e moderni

27-29 novembre 2009

Palazzo dei Pio, Carpi

MoMAnt, dipinti antichi e moderni a Palazzo dei Pio di Carpi

Carpi, 27-29 novembre 2009

Palazzo dei Pio, Piazza Martiri

Inaugurazione giovedì 26 novembre, ore 20 con cena di gala a Palazzo dei Pio


Comunicato stampa n.4

Dopo il successo della prima edizione ritorna, ancora più ricca di quadri di alta qualità, MoMAnt, l'unica mostra mercato di alto antiquariato dedicata unicamente ai dipinti antichi e moderni, organizzata tra le storiche mura di un palazzo rinascimentale, Palazzo dei Pio di Carpi.

Le gallerie antiquarie invitate quest'anno dall'organizzatore SGP Eventi hanno confermato la presenza di opere, dal Cinquecento all'Ottocento, dall'alto livello artistico più volte ribadito in pubblicazioni e mostre di settore. Molti dei migliori artisti italiani e stranieri del XIX secolo sono presenti negli stand del Palazzo dei Pio e ad essi si aggiunge un corposo nucleo di pittori del Cinque-Seicento che attrarranno l'attenzione del pubblico di collezionisti, buyer e appassionati di pittura. Alle gallerie invitate gli organizzatori hanno infatti imposto un unico denominatore comune, la qualità e il controllo di quanto esposto e in vendita.

Tra la pittura antica si possono segnalare anzitutto la presenza di molte nature morte seicentesche, da quella del piacentino Felice Boselli, al contemporaneo lombardo Angelo Maria Crivelli detto il Crivellone fino al romano Giovanni Stanchi con la "Natura morta con ortaggi, frutti e fiori". Al MoMAnt è presente anche il "Cristo giacente sorretto da due Angeli e Sant'Anna" attribuito dagli esperti a uno dei più noti pittori del '500, il Veronese, mentre del secolo seguente è una tela dall'iconografia simile, la "Madonna con Bambino e Sant'Anna", attribuita dalla critica a Carlo Saraceni e, del medesimo periodo, realizzato da Simone Pignone e Andrea Scacciati, uno splendido "Ratto di Proserpina". Bellissimo è anche il "capriccio architettonico con Sibilla", monogrammato, di Giovanni Paolo Pannini, un pittore che è esposto anche nelle collezioni del Quirinale, oltre a quello con sacrificio pagano dipinto dal romano Roberto Carlieri. Della fine del XVII secolo è la stupenda "Asina di Balaam" del veronese Antonio Balestra dotato di una cornice coeva al dipinto. Del XV secolo, uno dei dipinti più antichi presenti al MoMAnt e per questo considerata una perla, è la tempera su tavola del veneziano Vittore Crivelli raffigurante la "Madonna con Bambino, mentre del secolo seguente è la delicata "Madonna del pannolino" assegnato all'allievo di Leonardo da Vinci Gian Pietro Rizzoli detto il Giampietrino. Trascorrono ancora cent'anni e arriva l'epoca del parmense Giovanni Lanfranco, qui presente con "Ecce Homo" e del contemporaneo toscano Ludovico Cardi detto Il Cigoli, di cui è acquistabile a Carpi una "Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina". Del XVIII secolo i visitatori potranno trovare anche dipinti con molti personaggi com'è il caso dell'opera "Ester e Assuero" del bolognese Francesco Monti. Sono anche presenti alla manifestazione di Carpi stranieri di alta epoca: come "La partenza delle truppe" del fiammingo seicentesco, studiato da Federico Zeri, Cornelis de Wael, oppure il francese dello stesso secolo Nicolas De Largilliére presente con il grande ritratto "Marie-Elisabeth le Fèvre de Caumartin", l'italianeggiante Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti) con "Uomo con Mappamondo", Herman van Swanevelt autore di "Paesaggio con la campagna romana" e "Il ritorno del cacciatore" firmato da Balthasar van den Bossche.

L'altro periodo caratterizzante il MoMAnt a Palazzo dei Pio è l'Ottocento e anche qui l'edizione di quest'anno offre il meglio di quanto oggi si possa individuare sul mercato d'arte italiano: anche qui partiamo da una Natura morta di grande qualità, quella realizzata da Oscar Ghiglia, ma gli stand espongono molte tele dai diversi soggetti che non mancheranno di colpire il pubblico. Dalla Maternità di Adolfo Tommasi, al "Lago di Lugano" di Giulio Carmignani, dalla "Merenda" del reggiano Gaetano Chierici al delicato "Paesaggio con rovine" firmato e datato di Francesco Lojacono. Bellissima, e già esposta in manifestazioni negli Emirati Arabi, è poi la tela "The Camel Race" di Alberto Pasini, affiancata dalla delicata "Alla Regata" del livornese Vittorio Corcos, dall'orientaleggiante "Fanciulla Orientale" di Cesare Dell'Acqua e dalla "fredda" "Allegoria delle Arti" del francese Eugene Auguste Francois Deully. Uno dei maggiori artisti del mondo, il francese Edouard Manet, è presente a Carpi con "Aspettando la minestra" del 1860, una tela che è in attesa di essere inserita nel catalogo ufficiale di Manet redatto dalla Fondazione Wildenstein, mentre dei primissimi anni del '900 sono infine due piccoli, ma solo per le contenute dimensioni, capolavori come "Epopea" di Plinio Nomellini e "Paesaggio" di Amedeo Modigliani.

La seconda edizione di MoMAnt, che fin dallo scorso anno grazie a un'affluenza giunta a circa cinquemila persone in tre giornate di apertura si è caratterizzato come l'appuntamento artistico più visitato a Carpi da molto tempo, offre anche tanti e interessanti appuntamenti collaterali come le visite al Museo civico e al Museo della Città di Palazzo dei Pio e quella a Palazzo Foresti dov'è allestita la rassegna "Giovanni Muzzioli (1854-1894). Il vero la storia e la finzione" oltre alla collezione privata Alberto Marri.

MoMAnt è realizzato da Sgp Eventi con il contributo della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Blumarine, Arbe, Centrum, Hydroplants e il patrocinio del Comune di Carpi e Confindustria Modena.



Per informazioni

SGP Eventi

Corso Alberto Pio, 56

41012 Carpi (Mo)

T. 059643664 r.a. – F. 059643665

M. info@momant.it

W. www.momant.it


Ufficio Stampa

Daniele Franda <danielefranda@gmail.com>

PRESENTAZIONE

CORSO di ALTA FORMAZIONE

Giovedì 26 Novembre 2009 - ore 13.00

Accademia di Costume e Moda

Via della Rondinella 2 - Roma


“Un laboratorio di idee e di ricerca, un punto d’incontro di partecipazione, comunicazione e vita”

Rosana Pistolese, fondatrice dell’Accademia di Costume e di Moda


Per rispettare al meglio queste promesse, Angelo Bucarelli - noto creativo ed esperto di comunicazione - ha progettato il Corso di Alta Formazione in Comunicazione e Moda per conto dell’Accademia di Costume e di Moda di Roma, che sarà presentato il 26 novembre ‘09 alle ore 13,00 presso la sede di via della Rondinella.


Il corso, vivace ed originale, affronta in modo pratico ed efficace i temi della comunicazione, formando giovani comunicatori pronti per il mondo del lavoro.


A spiegare le 5W d’eredità anglosassone con cui vengono definite le basi della comunicazione (Who, Where, When, What, Why) e molto altro saranno Fiamma Lanzara (Presidente dell’Accademia di Costume e di Moda), Liliana Tudini (Vice Presidente dell’Accademia di Costume e di Moda), Angelo Bucarelli (Responsabile del Corso), Clara Pamphili (Direttore Didattico dell’Accademia di Costume e di Moda).

Madrina della presentazione sarà la giovane, bella ed affermata Eleonora Daniele (conduttrice RAI).


Le più di 100 tematiche affrontate - in modo realistico ed ampio - daranno all’allievo le capacità per districarsi in un mondo difficile e complesso.

Come dei Virgilio contemporanei, i docenti (tra cui opinion leaders, guest stars, noti professionisti e professori di chiara fama) mostreranno come muoversi tra gli strumenti di moda, di marketing e pubblicità; quali siano i fondamenti del diritto e delle sponsorizzazioni; perché e come vengano utilizzate le arti classiche ed quelle multimediali; cosa significhi pensiero laterale e come applicarlo nelle dinamiche della moda; quale sia l’approccio migliore verso gli altri attori del processo comunicativo e le modalità di proporre se stessi, dal vestito ai blog passando per i Cv e le lettere di presentazione. Tutto ciò avverrà non solo attraverso le lezioni in aula, ma anche con la partecipazione a seminari, workshops, ateliers e showrooms, in previsione della creazione di un evento finale.


L’approccio hands-on - che l’Accademia da sempre predilige – avrà il suo culmine poi nelle 200 ore di stage che sono previste presso importanti aziende della MODA e della COMUNICAZIONE, così da avere subito un piede (se non due) nei settori più interessanti e stimolanti del panorama lavorativo.


SCHEDA TECNICA

A chi si rivolge:

laureati, diplomati e lavoratori del settore; è suggerita la conoscenza della lingua inglese

Durata:

400 ore + 200 ore di stage presso importanti aziende del settore; l’orario sarà flessibile al fine di conciliare le esigenze sia degli studenti sia dei lavoratori

Struttura:

il corso della durata di sei mesi è suddiviso in due trimestri; ogni trimestre comprende dieci settimane di studio:

- 4 ore al giorno per 5 giorni alla settimana

- lezioni di didattica in aula

- seminari con esperti del settore

- workshops

- visite a mostre/eventi, atelier e showroom

- incontri con guest star

- creazione finale di un evento

Responsabile del corso:

Angelo Bucarelli

Il corso è a numero chiuso e ad esso si accede previo colloquio conoscitivo presso l’Accademia di Costume e di Moda, colloquio che si può tenere direttamente alla fine della presentazione.


INFO

Chi: Valentina Romagnoli

Tel: +39 06 6868169; +39 06 6867648

E-mail: stampa@accademiacostumeemoda.it

relazioniesterne@accademiacostumeemoda.it



PROGRAMMA

Obiettivi:
• Il Corso ha l’obiettivo di far conoscere lo scenario della comunicazione in generale e
del settore moda in particolare, fornendo così una base di conoscenze professionali
realmente operative e pratiche, capaci di far dialogare lo studente con proprietà -
immediatamente terminato il corso - con la committenza e con i servizi di riferimento
necessari per l’espletamento del compito.
• Sostenere il giovane nella sua crescita individuale e professionale.
• Far maturare il senso etico, civico e l’impegno professionale al di là della materia
studiata.

A chi si rivolge:
• Ai laureati, diplomati e lavoratori del settore. E’ suggerita la conoscenza della lingua
inglese.

Durata:
• Il corso avrà una durata di 400 ore + 200 ore di stage presso importanti aziende del
settore, l’orario sarà flessibile al fine di conciliare le esigenze sia degli studenti e dei
lavoratori.

Struttura:
• Il corso della durata di sei mesi è suddiviso in due trimestri. Ogni trimestre comprende
dieci settimane di studio:
− 4 ore al giorno per 5 giorni alla settimana
− Lezioni di didattica in aula
− Seminari con esperti del settore
− Workshops
− Visite a Mostre/Eventi, Atelier e Showroom
− Incontri con Guest Star
− Creazione finale di un evento.
• Per il conseguimento dell’Attestato, è richiesta una frequenza obbligatoria pari al 70%
delle ore totali (280 Ore).
• Il corso è a numero chiuso e ad esso si accede previo colloquio conoscitivo presso
l’Accademia di Costume e di Moda.
Sbocchi professionali:

Tutte le professioni relative alla comunicazione, a titolo esemplificativo ma non
esaustivo:
− Responsabile della comunicazione; ufficio stampa; pubbliche relazioni e
immagine; event management; pianificazione account; cool hunter; fine arts
and cultural communication.

Materie del Corso Ore di lezione:
-Comunicazione. 44
-Strumenti di Moda. 44
-Strumenti di Marketing e Pubblicità. 56
-Eventi e Sponsorizzazione. 24
-Fondamenti di Diritto. 12
-Psicologia e Sociologia. 24
-Editoria e Web. 44
-Arti nella Comunicazione. 22
-Le Professioni nella Comunicazione 4
-Comunicazione Personale 6
-Workshop 80
-Guest 40
Totale Ore 400

 Comunicazione:
− La comunicazione nella sua totalità:
• di impresa (istituzionale, marketing, interna), Logo e Nome aziendale
(Naming), immagine istituzionale, immagine coordinata, immagine di
prodotto, relazioni istituzionali, relazioni pubbliche, relazioni con la
stampa, relazioni con i fornitori, relazioni con i licenziatari e gli agenti,
comunicazione integrata, comunicazione diretta nei diversi strumenti.
• I mezzi di comunicazione e le tecnologie moderne.
• Gestione dei Testimonial.
• Comunicazione d’“ambiente” (dalla ristorazione, al viaggio, alla home,
all’ hotellerie)
• Comunicazione di crisi
• La fedeltà e l’ appartenenza. Associazioni amici di… e sistemi di
fidelizzazione.

 Strumenti di Moda:
− Analisi del mondo della Moda dall’azienda di moda e i suoi processi creativi,
produttivi e distributivi alla Storia della Moda, al Glossario, al tessuto, alla
creazione, al taglio e alla produzione.
− Alta moda, pret-à-porter, demi-couture e diversità del prodotto.
− La presentazione e le sfilate.
− Buyers
− La presentazione del Prodotto:
• Confezione
• Vetrina
• Negozi (Know How, pop-up store, showroom)
Corso di Alta Formazione: Comunicazione e Moda
Accademia di Costume e di Moda, Roma
• Etichetta.
− Il Vestito, l’Accessorio, il Gioiello, la cosmetica e le licenze, il valore
dell’evento, della promozione e dei creativi, l’editoria di moda.
− Etica e solidale.

 Strumenti di Marketing:
− Fondamenti di marketing tradizionale e strategico quali il marketing mix, il
guerrilla marketing, il merchandising, la pubblicità e la promozione.

 Eventi e Sponsorizzazioni:
− L’individuazione dell’evento e la sua progettazione, organizzazione, lancio e
promozione e le relative sinergie.

 Fondamenti di Diritto:
− Diritto Pubblico e Privato, Diritto dell’informazione, Diritto commerciale
(proprietà intellettuale, marchi, brevetti e codice deontologico, contrattualistica
commerciale standard), Diritto amministrativo.

 Psicologia e Sociologia:
− Sociologia della moda, analisi dei processi del consumo e delle tendenze, il
pensiero laterale e le tecniche di persuasione, gestione e motivazione delle
risorse umane.

 Editoria e Web:
− Incursione analitica nel complesso mondo dell’editoria contemporanea, dal
bollettino - attraverso i giornali e periodici - al libro con particolare attenzione al
WEB, siti, blog e online editing.

 Arti nella Comunicazione:
− Comunicare con grafica, fotografia, cinema, musica, arte e spettacolo.

 Le professioni nella Comunicazione
− Panorama delle possibilità professionali inerenti il settore della comunicazione:
100 diversi ruoli.

 Comunicazione Personale:
− La persona al centro della comunicazione: chi sono io e come mi propongo,
dal vestito … al blog.

Costi:
• Tassa di iscrizione: Euro 500
• Retta di Corso: Euro 7.000

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