CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news di Mostre ed Esposizioni

Cerca nel blog

giovedì 19 novembre 2009

Mostre Milano: 1 milione di visitatori


UN MILIONE DI VISITATORI ALLE MOSTRE DEL COMUNE DI MILANO
Sabato 21 novembre ingresso gratuito dalle 20 alle 24 a Palazzo Reale, Rotonda della Besana e Palazzo della Ragione

Milano, 19 novembre 2009 - Sabato 21 novembre, dalle 20.00 alle 24.00, ingresso gratuito alle mostre del Comune per festeggiare, con oltre un mese di anticipo rispetto allo scorso anno, il milione di visitatori del 2009.

"Superare il milione di visitatori significa superare la contrapposizione tra cultura d'elite e quella di massa - spiega l'assessore Massimiliano Finazzer Flory –. Oltre un milione di visitatori significa un milione di idee, occhi, emozioni che parlano ad altri milioni. Il marketing della cultura inizia dalla gente trasformando i visitatori in protagonisti della politica culturale. Per l'occasione una poesia alle donne attraverso il dono di una rosa, un bicchiere di vino con nuovi amici per una città in festa".

Palazzo Reale, Rotonda di via Besana e Palazzo della Ragione aprono le porte a quanti vorranno passare una serata all'insegna dell'arte visitando le mostre "Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l'arte", "Edward Hopper", "Shunga", "Ombre di guerra" e "Steve McCurry".

Durante la serata le donne riceveranno in dono un fiore e nel cortile interno di Palazzo Reale sarà offerto ai presenti un bicchiere di vino. Grazie all'iniziativa "Invita un amico in mostra", insieme al biglietto omaggio il visitatore riceverà un coupon per un ingresso ridotto all'esposizione.

Le mostre

"Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l'arte" fino al 22 novembre (ultimo fine settimana di apertura) a Palazzo Reale. In mostra 250 opere - dipinti, sculture, grafiche e incisioni, corredate da testi e fotografie – di Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Daniele Ranzoni, Tranquillo Cremona, Giuseppe Grandi, Gaetano Previati, Medardo Rosso, Pierre Troubetzkoy.

"Edward Hopper" fino al 31 gennaio 2010 a Palazzo Reale. Per la prima volta, Milano rende omaggio all'intera carriera di Edward Hopper (1882-1967), il popolare artista americano esponente del realismo statunitense. In mostra oltre 160 opere, tra cui celebri capolavori come Summer Interior (1909), Pennsylvania Coal Town (1947), Morning Sun (1952), Second Story Sunlight (1960),A Woman in the Sun (1961) e diversi quadri mai esposti, come la bellissima Girlie Show (1941).


"Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo" fino al 31 gennaio 2010 a Palazzo Reale. Analizzando un periodo d'oro della storia giapponese, l'epoca dei Tokugawa, la mostra presenta la più grande esposizione mai realizzata dedicata alle Shunga, termine che letteralmente significa «immagini della primavera» e che si riferisce a un genere di stampe a soggetto erotico. Espressione dei valori e della visione estetica del ceto borghese economicamente fiorente che emergeva nelle nuove città, esse raggiunsero la loro massima fioritura nel periodo dello shogunato Tokugawa, tra il 1603 e il 1867.

"Steve McCurry – Sud Est" fino al 31 gennaio 2010 a Palazzo della Ragione. Uno dei più grandi fotografi viventi, capace di immortalare nei suoi ritratti tanto la violenza inaudita della guerra, quanto la bellezza ineffabile. In mostra oltre 240 fotografie scattate in paesi dove McCurry ha incontrato volti, culture e scenari straordinari, contaminati da esperienze di vita e di morte.

"Ombre di guerra. 84 fotografie dai principali conflitti nel mondo per dire basta al dramma della guerra" fino al 10 gennaio 2010 alla Rotonda di via Besana. Oltre 80 fotografie dei principali conflitti nel mondo esposte nell'ambito del progetto Science For Peace. Il soldato che stringe il fucile, traumatizzato dalle bombe in Vietnam, nello scatto di Don McCullin, la veglia funebre in Kosovo di Merillon; il miliziano colpito a morte e ripreso da Robert Capa nella guerra civile spagnola, il conflitto nel Libano di Paolo Pellegrin. Settant'anni di storia dell'iconografia del dolore raccontati attraverso gli scatti di famosi fotografi per raccontare e denunciare la guerra attraverso il potere simbolico delle immagini.




--
Postato su MilanoNotizie

Interferenze, Arte e Ospedale: spazi tra azioni e reazioni

Firenze chiama il mondo: le esperienze del Meyer di Firenze, Marsiglia e Manchester
Convegno internazionale
Sabato 28 novembre 9-18
Presso Ospedale Pediatrico Meyer, viale Pieraccini 24 Firenze

Meyer ArtSabato 28 novembre presso l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, dalle 9 alle 18, si svolgerà il convegno internazionale "Interferenze, Arte e Ospedale". Interferenze perché l'arte negli ospedali interrompe e stimola la frequenza psicologica o sociale di chi vive un luogo da sempre fonte di ansia e paure, l'ospedale per bambini. Così il Meyer di Firenze vive l'arte che ha dentro di sé, integrata nel nuovo complesso di Villa Ognissanti. Opere che colorano e frammentano gli spazi e i tempi della cura, come i reparti, le sale di attesa degli ambulatori, i corridoi; infiltrandosi nel giardino, nei vani delle scale, riempiendo il vuoto degli ampi lucernai, offrendosi come stimolo alle relazioni tra gli operatori, i piccoli pazienti e le loro famiglie. L'esperienza dell'Os pedale fiorentino non vuole essere arte terapia e nemmeno uno scenario disneyano, ma semmai un'arte che "stimola reazioni e relazioni fra coloro che la condividono".

Tra i relatori del Convegno Internazionale organizzato dalla Regione Toscana (Assessorato alla Cultura, Assessorato per il Diritto alla Salute) e dalla Fondazione Meyer, il semiologo Omar Calabrese, Peter Scher, Arts of Health della Facoltà Arte e Design dell'Università di Manchester. Verranno presentate le migliori esperienze internazionali come il progetto per l'Ospedale di Marsiglia di Michelangelo Pistoletto, ideatore di Cittàdellarte, che sarà presente con un contributo. Il convegno che si aprirà con i saluti di Tommaso Langiano, Presidente della Fondazione Meyer, vuole costruire un percorso affinché il "laboratorio Arte al Meyer" e quanto realizzato altrove possano diventare replicabili in altri Ospedali. Un'arte che al Meyer non è semplice ornamento ma diviene interazione con il bambino, anche nei tanti laboratori attivi nella Ludoteca.

Proprio per delineare le progettualità con l'intento dichiarato di renderle ampliabili ad altri contesti ospedalieri, Interferenze si dividerà in due: al mattino si parlerà de "I luoghi del sé" per riflettere su ciò che è stato fatto. Una sessione tutta dedicata alle esperienze artistiche già attivate in realtà sia nazionali che europee, secondo una visione olistica dell'Ospedale, che dovrebbe riflettere una molteplicità di visioni e percezioni, contenere e richiamare tutti gli elementi della vita che dal quotidiano vanno al fantastico e all'immaginario. Interverrà l'Assessore alla Cultura della Regione Toscana Paolo Cocchi. Al pomeriggio sarà la volta de "Le pratiche del fare" per definire le possibili strategie di sviluppo e di consolidamento. Si terrà infatti una tavola rotonda, destinata ad analizzare gli strumenti e le leve da adottare per attivare esperienze di arte in ospedale, in occasione del progetto proposto dalla Regione Toscana sulla costruzione di quattro n uovi ospedali, per i quali parallelamente alla loro progettazione sarà attivato anche un percorso di umanizzazione e di accoglienza degli ambienti.

Al termine dell'appuntamento convegnistico, alle ore 18 verranno presentati dieci pannelli ispirati al primo libro di Pinocchio di Fabio De Poli, realizzati dai bambini dell'Asilo Nido Noè di Firenze.

Come partecipare. L'iscrizione è obbligatoria sul sito www.meyer.it/interferenze e va fatta entro il 18 novembre. In occasione del convegno la Fondazione Meyer offre il caffè di benvenuto alle ore 9 e in chiusura.

L'esperienza del Meyer. L'Ospedale pediatrico di Firenze nell'ambito di Meyer Art, progetto voluto e sostenuto dalla Fondazione Meyer, ospita le opere di artisti quali Esther Albardanè, Altan, Dario Bartolini, Carlo Cantini, Sara Carlini, Fabio De Poli, Francesco Fagnani, Gianni Fanello, Sophie Fatus, Paolo Favi, Simone Frasca, Paolo Guidotti, Janet Mullarney, Daniele Nannini, Giovanni Pecchioli, Peppe Perone, Andrea Rauch (Direttore Artistico), Guido Scarabattolo e Sergio Traquandi.
Interferenze Arte e Ospedale, 28 novembre 2009, ore 9-18, aula Magna Ospedale Meyer
Viale Pieraccini 24 - Firenze
www.fondazione.meyer.it
www.regione.toscana.it

--
Ufficio Stampa: Roberta Rezoalli, Ospedale Pediatrico Meyer
Fondazione Meyer, viale Pieraccini 24 - 50139 - Firenze
Tel. + 39 055 566 2302
Cel. + 39 335 6860677
www.meyer.it

PR e comunicazione: Vito Abba, Studio Abba, info@studioabba.com tel. 055292082
http://www.meyerart.org/

mercoledì 18 novembre 2009

Mostre. REgeneration”di Cracking Art

MOSTRE. PRESENTATA "REGENERATION" DI CRACKING ART
Finazzer Flory: "Dodici grandi chiocciole colorano la città"

Milano, 18 novembre 2009 - Dodici grandi chiocciole color fucsia hanno cominciato un lento cammino dal centro città verso i quartieri dell'Expo. L'iniziativa si chiama "REgeneration" ed è promossa dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con Craking Art Group. L'istallazione dinamica sarà presente in città fino al 18 gennaio.
Le chiocciole, lunghe 3,20 metri e alte più di due, sono in plastica riciclabile e verranno collocate in piazza Scala; da lì si sposteranno in piazza San Fedele, piazzetta Reale e, infine, in via Vittor Pisani.

"Perché delle chiocciole di color fucsia, di grandi dimensioni, a spasso per Milano? Perché abbiamo bisogno di giocare con la città per costruirla idealmente – spiega l'assessore Massimiliano Finazzer Flory -, mentalmente, per rompere l'ovvietà del nostro quotidiano e per riscoprire l'esperienza dell'attraversamento urbano, del suo paesaggio. Abbiamo scelto le chiocciole perché rappresentano tre metafore: la prima riguarda l'ascolto per via della forma che ricorda l'orecchio umano; la seconda l'abitare perché questo simpatico animale si porta appresso la propria casa; il terzo concerna l'attualità tecnologica del segno grafico che rimanda alle comunicazioni in Rete. Inoltre, il progetto di Cracking Art racchiude un ulteriore importante valore: le chiocciole sono in plastica riciclabile. Questo vuol dire lasciare una traccia artistica sul territorio metropolitano in favore di un approccio all'ambiente eticamente responsabile".

Immagini





--
Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

Intervista a Silvia Negrini



Parola agli artisti, solo su Lobodilattice

silvia negrini


Ogni mese chiediamo ad un artista di confrontarsi con alcuni temi, cerchiamo di scoprire cosa pensa dell'arte contemporanea, quali sono i suoi gusti e quali metodologie di lavoro utilizza...

Lobodilattice incontra SILVIA NEGRINI

http://www.lobodilattice.com/node/5588


martedì 17 novembre 2009

Marina Gavazzi. Mostra fotografica 'Birmania. Volti e colori di un popolo.' a Firenze al Caffè Giubbe Rosse.

La fotografa milanese Marina Gavazzi presenta a Firenze, nello storico Caffè Giubbe Rosse dal 1° al 18 Dicembre 2009, una selezione delle immagini della Birmania già in mostra al Complesso Monumentale Guglielmo II di Monreale nel 2008.

Marina Gavazzi - Monaco TristeIn questa mostra sono raccolte alcune istantanee della fotografa Marina Gavazzi (www.marinagavazzi.com), dedicate alla variegata realtà della Birmania. I suoi ricordi divengono il commento più pertinente e pregnante a quel 'viaggio' di immagini che ci conduce a scoprire o riscoprire una realtà a noi lontana, troppo spesso banalizzata nel luogo comune della pubblicità turistica, per farla propria e patrimonio dell'anima.
Oggetto della mostra fiorentina è una serie di foto risalenti al 2006, che ritraggono, come si è detto, suggestivi aspetti della Birmania, dal 1989 Myanmar, attualmente, come tristemente si sa, sotto il rigido regime militare di Than Shwe.
Un percorso fotografico che ci parla e ci racconta di un Popolo pacifico e colto, ricco di una molteplicità di etnie, di una terra rutilante di colori, ricolma di storia e contraddistinta da immensi paesaggi, da volti di bambini e vecchi, dalle semplici cose del quotidiano, dalla sacralità di gesti senza tempo di monaci e monache.
Una lettura della Birmania, quella che ci dà la Gavazzi, che tiene presente, insieme, la profondità e la razionalità della storia e l'estemporanea irrazionalità delle sensazioni, la durezza del vivere gramo e l'ascetica ed imperturbabile religiosità alla ricerca di una Luce assoluta. Fotografie che ci restituiscono uno scenario diverso e non scontato rispetto a quello proposto dai mass media, attraverso momenti semplici e coinvolgenti, avvolti di un'ineffabile sacralità anche nell'atto più comunemente quotidiano.
Le sue fotografie vogliono essere, comunque e sempre, impressioni interiori che arrivano al cuore delle emozioni. La Gavazzi immortala l'istante irripetibile così come mai più si verificherà. I suoi paesaggi ed i particolari rimandano ad equilibri interiori ed universali, dove tutto parla della vastità del Cosmo e dell'uomo. Un viaggio interiore attraverso realtà e paesi lontani per giungere ad un'autocoscienza etica e sociale.
Lo scatto – profondamente meditato e mai 'casuale', sebbene colto nella sua casualità – ci restituisce un 'frammento' di realtà così come lei vuole che sia da noi veduta, trasmettendoci la stessa emozione sua in quell'istante. I colori fanno emergere monumenti vetusti, oggetti di culto, riflessi e persone; controluce sapienti, colori saturi o diafani, pieni sempre di pathos, natura rutilante di luci e di cromie esotiche. Al di là dei paesaggi, però, sono soprattutto i suoi rammentati ritratti ad affascinare e coinvolgere, ritratti dove sempre emergono i connotati psicologici non solo dei singoli individui, ma dell'intera collettività, di tutto un popolo.
Giampaolo Trotta

Il caffé "Giubbe Rosse" venne fondato nel 1897 dai fratelli Reininghaus, che ne avevano fatto il punto di riferimento della numerosa comunità tedesca fiorentina. Secondo la moda del tempo i proprietari vestivano i camerieri con 'giubbe' rosse, all'uso viennese e da questo derivò il suo nome. Dal 1913 il locale divenne la sede fissa dei futuristi fiorentini, luogo di incontro per letterati e per artisti italiani e stranieri. Ancora oggi il caffé letterario è interamente coperto da foto, disegni e memorie dei suoi celebri frequentatori. In tale contesto trova collocazione la mostra della fotografa milanese Marina Gavazzi.

Marina Gavazzi
Birmania. Volti e colori di un Popolo
FIRENZE, Caffé Storico Letterario Giubbe Rosse
1 - 18 dicembre 2009
Tutti i giorni

Inaugurazione:
martedì 1 dicembre 2009, ore 17.30

Informazioni:
Giubbe Rosse, Firenze
Tel.: 055 212280
www.giubberosse.it

Marina Gavazzi
marina@marinagavazzi.com
www.marinagavazzi.com

Pubblicazione comunicati stampa internet
Maleva srl
www.maleva.it/marketing/
fabrizio.pivari (at) maleva.it

Makenoise: mostra 'il prezzo della libertà' 10/12

Il prezzo della Libertà

Tracce, eroi e frutti della rivoluzione romena del 1989

Una mostra per ripercorrere i giorni della libertà della Romania e la sua attualità, per conoscere davvero l'orgoglio di un popolo fratello.

Forum di presentazione alla stampa

giovedì 10 dicembre alle ore 11.30

Accademia di Romania in Roma

(Valle Giulia) Piazza José de San Martin, 1

Partecipano:

Veronica Marica Presidente e Direttore Artistico Makenoise

Giuseppe Rippa Direttore Quaderni Radicali

Cornel Baicu Vice Direttore dell'Accademia di Romania in Roma

Una testimonianza - Miruna Cajvaneanu, Giornalista Romena dell'agenzia HotNews e della Gazeta Romaneasca

Si terrà, dal 10 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010, presso l'Accademia di Romania in Roma - Viale delle Belle Arti, 110 - la mostra-evento "Il prezzo della Libertà – Tracce, eroi e frutti della rivoluzione romena del 1989", promossa dall'associazione culturale Makenoise sulle immagini del fotografo Manolo Cinti e realizzata grazie al contributo del Comune di Roma e del Consiglio Regionale del Lazio. La mostra gode, inoltre, del patrocinio del Parlamento Europeo.

La mostra inaugurerà alle ore 17 del 10 dicembre.

Molti ricorderanno le immagini emozionanti dei romeni insorti sventolando la bandiera nazionale dalla quale era stato strappato via il simbolo del regime. La mostra, composta da un racconto fotografico a colori insieme a video di testimonianza, si propone di sottoporre all'attenzione del visitatore la serie di avvenimenti storici attraverso cui si è dispiegata la Rivoluzione romena del 1989: la sollevazione di popolo, il sacrificio dei martiri, la partecipazione di sacerdoti, intellettuali, operai, contadini alla causa della libertà. La mostra ripercorre un "prima", "durante" e "dopo" la Rivoluzione, facendoci conoscere un popolo con una storia importante fatta di coraggio e voglia di libertà, del quale, invece, si parla spesso collegandolo semplicemente a questioni di ordine pubblico.


La mostra è stata realizzata in collaborazione con:

Accademia di Romania in Roma, Salvabebè/Salvamamme, Zètema Progetto Cultura;

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Il movimento dei romeni di Europa, Italia Romania per l'Integrazione e lo Sviluppo, Identità rumena, Noi siamo rumeni, La voce dei rumeni, Amici della Romania, Piccoli Imprenditori Rumeni.

Manolo Cinti – Fotografo

Fotografo di cronaca e reportage. Per due volte inserito nel Festival Internazionale di Roma: nel 2007 con Sri Lanka Stories e nel 2008 con Decorazione e Propaganda. A febbraio del 2009, Cinti espone presso il Museo di Roma in Trastevere, nell'ambito del progetto "Roma: quando l'immigrazione produce"; a giugno dello stesso anno presenta a Palazzo dei Congressi di Roma "Volontari di Cuore". E' tra i fotografi selezionati per la mostra internazionale "Save l'Aquila". Rappresentato come artista dalla Galleria Studio Legale. Collabora con le maggiori testate italiane. Vive a Roma, lavora in Italia e all'estero. www.manolocinti.it

Makenoise - L'arte libera che fa rumore

Makenoise è un'Associazione culturale indipendente che ormai da qualche anno riunisce giovani artisti, fotografi e scrittori, desiderosi di misurarsi con le sollecitazioni del tempo e della città in cui vivono e lavorano. Un'officina culturale e luogo di confronto dove poter sperimentare linguaggi inediti che facciano presa sulla straordinaria varietà del visibile e del reale, del sommerso e del virtuale. L'intento è di documentare, anticipandoli, i processi sociali e umani in atto, cercando di cogliere il lato positivo e meno scontato del fenomeno, le sue evoluzioni e prospettive future mescolando i saperi e sperimentandoli sul campo. Makenoise è riuscita a riunire, attraverso uno sforzo partecipato, arti visive, giornalismo e scrittura creativa. Con il contributo di ognuno si possono raggiungere obiettivi impensati e perseguire progetti di largo respiro interrogando le coscienze, suscitando emozioni, parlando chiaro e a tutti. Nessuno escluso.



REMO BIANCO. ARCHITETTO DI SORPRESE






Remo Bianco (1922 – 1988) si inserisce appieno nello stimolante contesto culturale che anima la città di Milano negli anni ‘50 e ‘60: le radicali ricerche di Lucio Fontana e di Piero Manzoni, le monocrome pitture di Yves Klein, le riflessioni di Pierre Restany, i primi germi dell’informale, dell’arte concettuale e di quella spaziale; tutti stimoli che Bianco raccoglie, a volte anticipa, ma sempre trasforma in qualcosa di personale ed eretico.
Questa mostra – ospitata dal MACA – Museo Arte Contemporanea Acri dal 22 novembre 2009 al 15 febbraio 2010 – si articola attorno ad alcune tappe fondamentali dell’attività dell’artista: i 3D, i Collages, i Tableaux dorés, le Impronte e l’Arte Elementare. Cinque delle sue ricerche più significative, sufficienti a testimoniare – in una sintesi efficace – l’originalità di questo «architetto di sorprese».
Fontana, presentandolo alla Galleria Montenapoleone di Milano nel 1953, si dimostrò pronto a cogliere nelle sue opere, le potenzialità di uno spazio che, nella sua versione scultorea – ed è questo il caso della serie dei 3D scelti per questa mostra – è scenografico, scandito com’è dalla successione di quinte, dai ritagli che scoprono la profondità, dai sottili e suggestivi giochi di ombre e dall’alternanza di vuoti sospesi e silenziosi pieni. Nel 1955, i 3D saranno il suo biglietto da visita per gli Stati Uniti.
I Collage sono delle pagine autobiografiche, il calendario di una vita che l’artista intende come una scansione infinita di istanti da prendere singolarmente, come i grani di un rosario. Un’unità parcellare che per Bianco non solo è da vivere, ma anche da conservare in un personalissimo archivio. È dallo sviluppo di questo casellario enciclopedico che giunge a creare le opere più conosciute di tutta la sua produzione: i Tableaux dorés. Questi ultimi nascono dalla necessità di recuperare un equilibrio ed un’armonia che gli hanno fatto ricoprire le tele e le carte con sottili rettangoli di foglia d’oro, componendo quelle che il poeta Raffaele Carrieri definì «dorate scacchiere». Negli anni la foglia d’oro diventa la sigla distintiva di Bianco, il marchio di riconoscimento della sua arte. Accanto a questi vedono la luce le Impronte: calchi in carta o in gomma di piccoli oggetti e variopinti giocattoli affogati nel gesso che, come ludici fossili di un’infanzia ormai perduta, commuovono, come i tasselli di una storia lontana.
Negli anni settanta, pur proseguendo la serie dei Tableaux dorés e dei Collages, Bianco dà vita all’’Arte Elementare: una collezione di opere dall’apparenza giocosa e infantile, ma il cui intento è, prima di tutto, pedagogico e, ancora una volta, biografico: all’uomo immaturo che regredisce inconsapevolmente all’infanzia, si contrappone l’artista, l’uomo che consapevolmente sceglie di tornare a una condizione primigenia. Ludica non può essere la vita; ludico può essere solo l’atteggiamento di chi medita sulla vita.
Per anni Bianco non ha fatto altro: raccogliere, raccontare e conservare le impronte della vita.

Mostra: REMO BIANCO. Architetto di sorprese
Curatori: Lorella Giudici, Boris Brollo
Luogo: MACA - Museo d’Arte Contemporanea di Acri Palazzo Sanseverino - Piazza Falcone, 1, 87041 Acri (Cs)
Vernissage: 22 novembre ore 17.00
Periodo: dal 22 novembre 2009 al 15 febbraio 2010
Orario Mostra: 9/13 - 16/20 chiuso il lunedì
info: Ufficio stampa MACA – tel. 0119422568 – maca@museovigliaturo.it

www.museovigliaturo.it

La Storia di Sayo di GIOVANNI MASI E YOSHIKO WATANABE: Mostra/Incontro/Presentazione sabato 21 novembre ore 17,00 - Comics Boulevard (ROMA)



"COMICS BOULEVARD" & LA SCUOLA ROMANA DEI FUMETTI

presentano

MOSTRA E INCONTRO
CON
GIOVANNI MASI
YOSHIKO WATANABE


PRESENTAZIONE DEL VOLUME
“LA STORIA DI SAYO”
(Kappa Edizioni)

SABATO 21 NOVEMBRE ALLE ORE 17.00

Presso la fumetteria
“COMICS BOULEVARD”
via Garibaldi 89/A (Roma, Trastevere) - tel. 06.45.50.42.50
www.comicsboulevard.com

"COMICS BOULEVARD", la libreria della Scuola Romana dei Fumetti ospiterà sabato 21 novembre alle ore 17.00 la mostra di tavole a fumetti e l’incontro con Giovanni Masi e Yoshiko Watanabe, autori del volume “La Storia di Sayo”, pubblicato da Kappa Edizioni.

YOSHIKO WATANABE
- Disegnatrice e cartoonist. Autrice di fama internazionale, ha collaborato con il padre del fumetto nipponico Osamu Tezuka alle serie “Astroboy”, “Kimba - Il Leone Bianco” e “La Principessa Zaffiro”. Ha pubblicato numerosissimi manga ed ha partecipato alla realizzazione dei lungometraggi animati “La Freccia Azzurra”, “La Gabbianella e il Gatto”, “Aida degli Alberi”. Ha pubblicato per le Edizioni Teen e la Narwain Publishing. Insegna fumetto manga presso la Scuola Romana dei Fumetti.

GIOVANNI MASI
- Sceneggiatore di fumetti e cartoni animati. Ha collaborato con la RAI ad un progetto di animazione con Yoshiko Watanabe, con cui ha realizzato fumetti per bambini e miniserie per il mercato americano. Nel 2009 ha scritto serie per la Tv (Winx Club) e ha collaborato come storyeditor, sceneggiatore e producer ai lungometraggi animati della Rainbow CGI.

LA STORIA DI SAYO
Negli anni ’40 migliaia di civili giapponesi vivevano in Cina, uomini e donne che avevano lasciato il proprio paese in cerca di una vita migliore. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale gli uomini partono per il fronte mentre anziani e donne si trovano ad affrontare fame, umiliazione e oppressione da parte di cinesi e russi. “La Storia di Sayo” è la testimonianza di questa lotta per la sopravvivenza.

“KINDERGARTEN”, Galleria L'immagine, Milano


“KINDERGARTEN”


Luca Beolchi

Matthias Brandes

Vanni Cuoghi

Marco Demis

Jacqueline Devreux

Francesca Guffanti

Federico Lombardo

Mirka Pretelli

Sam Punzina

Mello Witkowski Pinto

a cura di Ivan Quaroni

Galleria:

L’Immagine Art Gallery, via Fiori Chiari 12, 20121 Milano


Date :

10 Dicembre 2009 – 31 Gennaio 2010

Opening:

Giovedì 10 Dicembre 2009 ore: 18,00

Orari Mostra:

da Martedì a Sabato ore: 10,00-13,00 / 15,00-19,00

Per tutto il mese di Dicembre aperto le Domeniche

Quello tra arte e infanzia è un rapporto di lungo corso, che affonda le radici nella natura stessa dell’esperienza umana. L’infanzia è, infatti, il periodo in cui gli individui posseggono una naturale abbondanza di creatività, un’immaginazione fertile, che solo con l’incedere dell’età adulta s’insterilisce. L’arte è, d’altra parte, una zona franca dell’età adulta, in cui sopravvivono l’estro e l’inventiva tipiche del bambino.
Arte e infanzia sono dunque simili, perché entrambe ricorrono a forme d’interazione basate su di un’alta densità energetica. La gioia, l’entusiasmo, il perturbamento, l’ebbrezza sono tutti stati che favoriscono la creatività. L’idea post-romantica che la malinconia e la tristezza possano ispirare grandi opere è semplicemente avvilente. “I fanciulli sono continuamente ebbri: ebbri di vivere”, ha scritto Paul-Jean Toulet. Così anche i grandi artisti.
Kindergarten raccoglie e propone dieci visioni dell’infanzia, dieci differenti modi d’intenderla e di rappresentarla attraverso la pittura e la scultura, che tra tutte le arti sono le più vicine all’anima del disegno infantile. “Perciò la prima materia si chiama spesso anche Lapis.”, ha giustamente scritto Jung nel suo Psicologia e alchimia.

Per l’occasione L’Immagine Art Gallery, in collaborazione con UNICEF Comitato Provinciale di Milano, destinerà l’8% del ricavato della vendita di ogni opera esposta a sostegno della campagna CIAD - ACQUA PER I BAMBINI NOMADI, contribuendo così a finanziarne il progetto per una zona dell’Africa estremamente povera.

Catalogo in galleria, con testo di Ivan Quaroni

www.gallerialimmagine.com

www.lobodilattice.com



Cromotour - Bologna, 27 gennaio / 8 febbraio 2010 - ArteFiera Off 2010


Nell'ambito di ArteFiera Off 2010

Culturalia presenta:

Cromotour

percorso grafico e fotografico nel colore di Simonetta Scala

Bologna, 27 gennaio / 8 febbraio 2010

Progetto ideato e prodotto da Culturalia

In collaborazione con

Piccolo Formato - Associazione di fotografi

La Pillola 400 - Associazione culturale

Comunicato stampa

Dal 27 Gennaio all'8 Febbraio 2010 si terrà a Bologna, nell'ambito della rassegna ArteFiera Off, Cromotour di Simonetta Scala, progetto ideato e prodotto da Culturalia.

Cromotour è un progetto espositivo itinerante che presenta il lavoro foto-grafico di Simonetta Scala, coinvolgendo tre diverse realtà del territorio.

Sono previste due mostre di stampe fotografiche, ospitate da Piccolo Formato e da La Pillola 400, e una proiezione video sui muri di Palazzo Bentivoglio, tra gli esempi più belli di architettura cinquecentesca della città.

L' obiettivo di Cromotour è far conoscere una forma espressiva inedita che utilizza mezzi tradizionali quali la fotografia, la grafica e il colore in maniera non convenzionale. Inoltre la diversificazione degli allestimenti, appositamente ideati in relazione alle sedi espositive, rende il progetto fruibile da un pubblico il più possibile vasto ed eterogeneo.

Le immagini di Cromotour consistono in impaginazioni grafiche di fotografie e fondi cromatici. Il procedimento deriva da un'attitudine personale e professionale che ha portato Simonetta Scala a selezionare e fotografare frammenti di realtà – nello specifico per lo più dettagli di muri – per poi impaginarli secondo i criteri tipografici, cromatici e compositivi di cui quotidianamente si serve nel proprio lavoro di grafico.
Il procedimento di realizzazione delle immagini è articolato. La prima fase consiste nel guardare, scegliere e fotografare dettagli, per lo più di muri: il gusto è il primo criterio di selezione. Le inquadrature hanno un campo molto stretto, questo permette di controllare graficamente i dettagli presenti nell'immagine, che è equilibrata dal punto di vista cromatico e formale e priva di profondità.

Successivamente, una volta raccolta una consistente quantità di materiale fotografico, si passa all'impaginazione. Impaginare significa dare un senso ai contenuti, ordinare e organizzare gli scatti fotografici seguendo un criterio che, all'interno della serie, li leghi tra loro. Il risultato è una nuova immagine, che attraverso l'accostamento di colori e forme mira a colpire chi la guarda per la forza del contrasto o l'armonia del colore.

Le fotografie sono state scattate tra il 2006 e il 2008 in Messico e tra il 2007 e il 2008 sulla Riviera Romagnola e hanno dato origine a tre diverse serie, suddivise nelle tre sedi espositive come segue.

Simonetta Scala: nata a Bologna nel 1956 si occupa di comunicazione visiva dal 1985. Oltre a lavorare su commissione con il marchio Lizart comunicazione visiva, è docente a contratto all'Accademia di Belle Arti di Bologna dove tiene il corso di grafica editoriale; realizza inoltre autoproduzioni editoriali.

Hanno collaborato alla realizzazione di Cromotour Maira Chinaglia e Tanja Felten

Programma:

Cromotour Campeche

27 gennaio / 8 febbraio 2010

Piccolo Formato - associazione di fotografi,

Via Marsala 20/a, Bologna

Inaugurazione 27 gennaio 2010, ore 18.30

Cromotour Riviera romagnola

28 gennaio / 7 febbraio

La Pillola 400 - associazione Culturale,

Via Algardi 3/a, Bologna

Inaugurazione 28 gennaio 2010, ore 18.30

Cromotour México

Light Show 30 Gennaio, ore 18.30

Palazzo Bentivoglio,

Via Belle Arti 8, Bologna

Segreteria organizzativa e ufficio Stampa:

Culturalia di Norma Waltmann, tel. 051 6569105 fax 051 2914955 info@culturaliart.com

dal sito www.culturaliart.com è possibile scaricare immagini in alta risoluzione e cartella stampa

LOBODILATTICE - ARTE CONTEMPORANEA IN MOVIMENTO N.107

COPERTINA N. 107 selezionata da Ivan Quaroni: " Nightclubbing " di Giuliano Sale - olio su lino, 60x60, 2009.

PRIMO PIANO

-CUGINO IT - La Rubrica di Giuseppe Veneziano N.04: "LA QUINTA DEL SORDO"

La sordità fu una disgrazia che colpì diversi artisti del passato. Il più noto è Beethoven, che negli ultimi anni della sua vita compose opere dal grande valore musicale, tra cui la nona sinfonia.
Anche il pittore Francisco Goya accusò la stessa sorte del musicista: la sordità divenne per lui una vera e propria malattia, tanto che la sua psiche si affollò di incubi e angosciose immagini.
Goya trascorse la vecchiaia in una casa di campagna nota come "La Quinta del sordo", le cui pareti divvennero sfogo delle sue inquietudini interiori. Rammentiamo il famoso dipinto di Saturno, figura mitologica che divora la propria prole, i cui toni cupi e tenebrosi ripercorrono il mondo onirico di terrore ed ossessione che l'artista aveva già affrontato nell'opera "Capricci" (incisioni realizzate nell'ultimo decennio del XVIII sec.).

- THE EXPANDED EGO - Arcidiacono, Negri, Sanfilippo, Muserra, De Biasi

Recensione sulla mostra collettiva The Expanded Ego presso Studio d’Arte Fioretti, di Stefano Raimondi.
Dal Super Ego degli anni settanta all’Expanded Ego del XXI secolo, cambia molto e cambia poco: cambiano gli artisti, Vautier, Klein e Manzoni allora, Arcidiacono, Negri, Sanfilippo, Muserra, De Biasi oggi, passano le correnti e le mode, rimane inalterato il fascino per un immaginario culturale che non ha paura a partire dal basso, dal popolare, dal commerciale.

-VEGETAZIONE DIGITALE di Dany Vescovi

Recensione sulla mostra "In vacua floribus" di Dany Vescovi presso Galleria Stefano Forni, Bologna. Di Luca Pietro Nicoletti.
Soggetto dominante di questi lavori è una serie di dettagli di flora e vegetazione, selezionati attraverso la fotografia, con sguardo atipico che trasceglie dal reale solo i particolari minuti, li ingrandisce restituendone una nuova realtà visiva.

Per informazioni su rubriche e mostre: www.lobodilattice.com

lunedì 16 novembre 2009

Kaleidoscope: “The Gutenberg Pavilion”, inaugurazione 19 novembre


"The Gutenberg Pavilion"

Episode One: Book Works, London


20 novembre – 20 dicembre 2009


Inaugurazione: 19 novembre, ore 18.00

Anteprima per la stampa: 19 novembre, ore 11.00-14.00

Kaleidoscope, via Masera di fronte al n. 10 – Milano


Contemporaneamente inaugureranno la galleria Raffaella Cortese con Mathilde Rosier, la galleria Giò Marconi con Lothar Hempel e la galleria Francesca Kaufmann con la mostra collettiva "The Rustle of Language".


Il project space di Kaleidoscope presenta il primo episodio di "The Gutenberg Pavilion", dedicato alla casa editrice londinese Book Works. La mostra sarà inaugurata a Milano il 19 novembre alle ore 18.


"The Gutenberg Pavilion" è una serie di mostre/evento che offre un focus sulle più vivaci e interessanti case editrici indipendenti internazionali, di cui Kaleidoscope vuole tracciare un'inedita mappatura a uso non solo dei professionisti dell'ambito ma anche di bibliofili, amanti dell'arte e curiosi: un vero e proprio "viaggio sentimentale" nell'arcipelago delle piccole ma agguerrite publishing houses che, pur operando nelle nicchie di un settore pressoché monopolizzato dai grandi gruppi editoriali, offrono una produzione originale e di grande rilevanza.


La serie si apre con l'esperienza di Book Works, associazione non profit fondata a Londra nel 1984 con lo scopo di diffondere le pratiche dell'arte contemporanea raggiungendo un pubblico il più ampio possibile. Oltre a vantare tra i propri Founding Patrons tre artisti di grande statura internazionale come Liam Gillick, Tacita Dean e Susan Hiller, in questi oltre vent'anni di attività (cade proprio quest'anno il venticinquesimo anniversario della fondazione) Book Works ha collaborato con Joseph Kosuth, David Bowie, Anish Kapoor, Jimmie Durham, Tracey Emin, Douglas Gordon, Pierre Huyghe, Jonathan Monk, Jeremy Deller, Rosalind Nashashibi, Lawrence Weiner e molti altri. Oltre ai libri che l'hanno resa un cult del settore, e al pionieristico magazine di scritti d'artista The Happy Hypocrite diretto da Maria Fusco, Book Works produce installazioni, multipli, workshop e progetti per i new media. La mostra presso Kaleidoscope indagherà proprio l'approccio versatile della casa editrice britannica, esponendo una selezione di pubblicazioni, poster ed ephemera. Contestualmente alla dimensione prettamente espositiva, Kaleidoscope ospiterà un temporary bookshop presso il quale sarà possibile acquistare alcuni dei più interessanti titoli in catalogo. Infine, a dicembre si terrà nel project space milanese un incontro con gli editori coordinato da Francesco Pedraglio.


"The Gutenberg Pavilion" è un esperimento inedito che permette al pubblico di entrare in contatto con la scena internazionale dell'editoria indipendente in modo nuovo, stabilendo una relazione più intensa di quella rapida e impersonale offerta delle fiere di settore. Grazie anche al coinvolgimento di designer nel progetto allestitivo, il project space di Kaleidoscope si trasformerà di volta in volta in una piccola wunderkammer monografica.


Kaleidoscope è un progetto sfaccettato che nasce con tutta la carica entusiasmante di una sfida. Prima di tutto è una casa editrice, al centro della cui attività c'è la pubblicazione del primo free magazine europeo d'arte e cultura contemporanea. Attorno a questo nucleo, Kaleidoscope si dedica allo sviluppo e alla produzione di cataloghi, saggi, libri d'artista ed edizioni limitate. Oltre all'attività editoriale ed espositiva, Kaleidoscope offre tutti i servizi di una vera e propria art agency, dallo sviluppo all'organizzazione passando per la comunicazione in ogni suo aspetto. Infine Kaleidoscope è un project space espositivo animato da un'intensa e articolata programmazione, oltre che il più fornito e selezionato punto vendita europeo di magazine internazionali specializzati in arte, architettura, design e moda.


Informazioni:

Titolo: "The Gutenberg Pavilion"

Episode one: Book Works, London

Inaugurazione: 19 novembre, ore 18.00

Anteprima stampa: 19 novembre, ore 11.00-14.00

Date e orari: 20 novembre – 20 dicembre 2009. Dal lunedì al sabato, ore 11-13, 15-19

Sede: Kaleidoscope headquarters (ex Spazio Lima)

via Masera di fronte al civico 10, Milano

email: info@thekaleidoscope.eu

telefono: +39.02.36535563

siti: www.thekaleidoscope.eu

www.bookworks.org.uk


Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *