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martedì 16 ottobre 2012

inCollectionthree- Humanity




 
COMUNICATO STAMPA
 
inCollectionthree
Humanity
 
 
Dopo la mostra inCollectionone_La Collezione di un Sardo, con opere di Peter Belyi, Blue Noses, Oleg Kulik, Darren Almond, Robert Gligorov, Matteo Basilè, Li Wei e Zhang Huan e la mostra inCollectiontwo_Periferie dell'Impero con le opere degli artisti Ale De La Puente, Maria Magdalena Campos-Pons, Carlos Garaicoa, Francis Naranjo, Paolo Bianchi e Danilo Sini, l'attitudine multietnica, polimorfa e attenta al sociale del collezionista Antonio Manca, sardo e cosmopolita, trova conferma anche nella selezione presente nella mostra inCollectionthree_Humanity, terzo e ultimo tassello della trilogia inCollection.
           
 
La mostra Humanity, prodotta dal Comune di Oristano e curata dal critico Ivo Serafino Fenu, prende in prestito il titolo della celebre e apocalittica canzone degli Skorpions del 2007, incentrata su un'umanità vittima e carnefice di se stessa, afflitta da una profonda perdita di valori, colpevole dell'inarrestabile degrado del pianeta e destinata, per sua stessa mano, all'estinzione, tanto che il testo chiude con un verso cupo e sconsolato, senza speranza: Humanity goodbye. Tuttavia il sostantivo "Umanità" e, allo stesso modo, il vocabolo inglese Humanity, trascendono il loro valore collettivo e abbracciano una pluralità di significati che, se da un lato identificano i caratteri essenziali e distintivi del genere umano, dall'altro evocano l'essere "contingente", la fragilità e la precarietà del singolo, le responsabilità individuali per un disastro giocoforza globale.
            Di quest'immensa fragilità l'arte contemporanea ha dato conto in modo impietoso, talvolta in forme cinicamente crudeli, individuando nel corpo, nella sua ostensione e nella sua ostentazione, il luogo privilegiato, il Sancta Sanctorum del conflitto. Tutto questo perché, per dirla con le parole di Francesca Alfano Miglietti, «il corpo è, per il potere, la sede privilegiata su cui far transitare i bisogni e i desideri, processi fisiologici e metabolismi, attitudini da controllare e reprimere»: corpo come sede del controllo sociale e della repressione, corpo come "carnaio di segni" (M. Foucault) e, per l'arte contemporanea, segno per antonomasia.
            Questo corpo di segni, questi segni del corpo e sul corpo sono, pertanto, i protagonisti della mostra Humanity, attraverso opere di Franko B, Sandy Skoglund, Luigi y Luca, Entang Wiharso, Orlan, Wang Qingsong, Erwin Olaf, Robert Gligorov, Susan Paulsen, Nobuyoshi Araki, Matteo Basilé, Fx Harsono, Greta Frau, Nan Goldin, Daniele Buetti, Yasumasa Morimura, Chiara Dynys, Pietro Sedda, Marc Vincent Kalinka e Gregory Crewdson, a ribadire, tutte, con linguaggi e accenti diversi: Humanity goodbye.
 
 
La mostra inaugurerà venerdì 19 ottobre alle ore 18.00
presso la Pinacoteca Comunale "Carlo Contini" a ORISTANO in Via Sant'Antonio,
rimarrà aperta fino sabato primo dicembre, dal lunedì al sabato
dalle ore 10.30-13.00 e dalle ore 17.00-19.30.
Ingresso libero.
 




VASCO BENDINI/MATTEO MONTANI COSÌ LONTANI, COSÌ VICINI


30 novembre 2012 - 20 gennaio 2013
Palazzo de’ Mayo - S.E.T. Spazio Esposizioni Temporanee
Corso Marrucino, 121 | Chieti

Dal sito www.culturaliart.com sarà possibile scaricare la cartella stampa e le immagini in alta risoluzione.

Comunicato stampa

Un dialogo fra generazioni sotto il segno dell’arte contemporanea chiude l’operoso 2012 della Fondazione CariChieti, presieduta dal Presidente, Prof. Francesco Sanvitale. A partire dal 30 novembre e fino al 20 gennaio 2013 il S.E.T., lo Spazio Esposizioni Temporanee di Palazzo de’ Mayo a Chieti, ospiterà la mostra intitolata “Vasco Bendini/Matteo Montani. Così lontani, così vicini”, con il dialogo fra due artisti anagraficamente lontani ma vicini per una comune visione originaria, cosmogonica, sorgiva. La mostra, ideata e curata da Gabriele Simongini, presenterà complessivamente più di trenta opere dei due artisti, separati da cinque decenni: proprio nel 2012 Vasco Bendini (classe 1922), riconosciuto dalla critica come uno dei padri dell’informale italiano, ha festeggiato novant’anni, mentre Matteo Montani (classe 1972), artista di spicco fra gli emergenti italiani, ne ha compiuti quaranta.
L’esposizione ospiterà un’opera storica di Bendini del 1951, due suoi strepitosi oli su alluminio del 1980 ed una serrata scelta di opere degli anni duemila. Montani presenterà tutte opere degli ultimi sei-sette anni (fra cui la spettacolare “Soglia”, dalla base di sei metri) oltre ad un’inedita “red room”. E sarà interessante mettere a confronto i dipinti realizzati negli stessi anni da due artisti così lontani anagraficamente ma spesso, pur nelle reciproche differenze, sintonizzati su lunghezze d’onda simili. Come scrive Gabriele Simongini, le opere di Bendini e Montani sono animate da “un soffio vitale che forse è anche pneuma, respiro, aria. E che ci appare come una sorta di principio originario inveratosi in immagini sorgive. Le loro opere, nel complesso, sono forse sismografi, elettrocardiogrammi dell’universo, della natura naturans che racchiude ed innerva anche la loro interiorità. Bendini e Montani, in qualche modo, sono forze della natura ma simili ad un tramonto, all’alba, ad una natura generatrice più che a quella matrigna e distruttiva”.
Sono vicini, Bendini e Montani, anche sotto il segno di un nome storico per l’arte italiana del ‘900, quello dei Sargentini e della galleria L’Attico: se Bendini è stato legato da un lungo sodalizio a Bruno Sargentini, Montani deve molto agli impulsi e agli stimoli ricevuti da Fabio Sargentini, a partire dalla sua personale tenutasi a L’Attico nel 2007. E andando a ritroso nel tempo, esattamente cinque decenni prima, il 25 novembre 1957, Vasco Bendini partecipava alla collettiva che inaugurava a Piazza di Spagna proprio L’Attico di Bruno e del giovanissimo Fabio Sargentini. Insomma, ancora cinquant’anni di vicinanza-lontananza (1957-2007).
Un malinteso senso della novità ad ogni costo domina tuttora molte delle ricerche sostenute dal sistema dell’arte internazionale, fino al punto di disprezzare e seppellire nell’oblio un patrimonio plurisecolare di esperienze che si è trasmesso di generazione in generazione. Proprio per questo è fondamentale sostenere e rafforzare un dialogo fra generazioni anche lontane che spesso si realizza nel modo più convincente attraverso l’arte, come questa mostra intende ribadire.
Il catalogo, edito da Allemandi e curato da Gabriele Simongini, può vantare la presenza di contributi degli stessi artisti, del curatore e del grande gallerista Fabio Sargentini, oltre alle riproduzione delle opere esposte, alle immagini dell’allestimento e alle biografie di Bendini e Montani.


Vasco Bendini
Nato nel 1922, il bolognese Vasco Bendini, dopo aver studiato con Giorgio Morandi e Virgilio Guidi, si impone sulla scena artistica degli anni cinquanta come uno dei maggiori e più originali interpreti del clima Informale. Di grande importanza è stato l’incontro, ancora negli anni cinquanta, con il critico Francesco Arcangeli, col quale intrattiene un lungo sodalizio che attraversa la carriera di entrambi. Innumerevoli le sue mostre personali e le partecipazioni alle maggiori esposizioni nazionali ed internazionali.

Matteo Montani
Classe 1972, diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, inizia la sua carriera artistica alla fine degli anni Novanta. L’incontro con Fabio Sargentini nel 2005, sancito dalla personale tenuta a L’Attico nel 2007, è un momento fondamentale per il percorso artistico di Montani. Di grande rilievo, nel 2011, la personale “Seelenlandschaft: due regimi dello sguardo” al Museum Am Dom di Wuerzbug, in Germania.

Agenzia di Comunicazione:

Culturalia di Norma Waltmann
Bologna - Vicolo Bolognetti 11 
tel : +39-051-6569105
mob: +39-392-2527126

lunedì 15 ottobre 2012

Mostra: Ivan Jakhnagiev / Ernesto Piccolo | Il pretesto della forma


Edarcom Europa
Galleria d'Arte Contemporanea


  Siamo lieti di invitarLa all'inaugurazione della mostra

IVAN JAKHNAGIEV / ERNESTO PICCOLO

Il pretesto della forma


inaugurazione venerdì 19 ottobre ore 18,00-21,00

fino a sabato 3 novembre
ingresso libero


Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea
Via Macedonia, 12/16 – Roma
tel. 06 7802620 -
www.edarcom.it


orario: da lunedì a sabato ore 10,30/13,00 e 15,30/19,30


Segui i tuoi artisti preferiti anche su

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Edarcom Europa
Galleria d'Arte Contemporanea

Via Macedonia, 12/16
00179 Roma
tel. 06.7802620
www.edarcom.it


giovedì 11 ottobre 2012

UN INTENSO DIALOGO TRA AMERICA E SALENTO: PER LA PRIMA VOLTA IN MOSTRA A LECCE L'ARTE ASTRATTA DI MARY OBERING


E-lite studiogallery

 

in collaborazione con

il Comune di Lecce - settore Cultura e Maison de Créatife 

 

è orgogliosa di presentare

 

 

Architetture di luce

mostra personale di Mary Obering

 

a cura di Marina Pizzarelli


31 ottobre – 3 dicembre 2012 | E-lite studiogallery | Corte San Blasio 1c, Lecce

Opening: mercoledì 31 ottobre ore 18:30 | ingresso gratuito

 

Mary Obering sarà presente

 

 

 

 

E-lite studiogallery si apre alla scena dell'arte contemporanea americana con "Architetture di Luce", personale dell'artista newyorkese Mary Obering, a cura di Marina Pizzarelli, che inaugurerà il 31 ottobre alle ore 18:30 presso la sede della galleria leccese, dove sarà visitabile fino al 3 dicembre 2012. La mostra sarà presentata con una conferenza stampa lunedì 29 ottobre 2012 alle ore 11:00 presso gli spazi del MUST, Museo Storico della Città di Lecce, seguirà la preview stampa presso gli spazi di E-lite studiogallery.

 

La galleria leccese, con il preciso intento di creare uno scambio continuativo tra la realtà locale e quella americana in una logica di interazione e coinvolgimento artistico, culturale e territoriale, porta, per la prima volta a Lecce uno dei più alti esempi fra gli artisti musealizzati legati alla pittura astratta. Mary Obering è, infatti, presente con le sue opere nelle collezioni permanenti di alcune tra le più importanti realtà espositive del mondo, da musei come il Museum of Fine Arts di Boston o il Whitney Museum of American Art di New York a gallerie private come la Galerie Frank Elbaz di Parigi o la John Weber Gallery di New York.

 

La mostra è realizzata da E-lite studiogallery in collaborazione con il Comune di Lecce – settore Cultura e Maison de Créatife. Sponsor Vestas Hotels & Resort.

 


La mostra

 

"Architetture di luce" racconta una pittura che è struttura ed emozione, e che in perfetta armonia con lo spazio espositivo della galleria, uno spazio architettonicamente connotato dalla luce e dalla pietra leccese, presenta un coinvolgente percorso nell'arte della Obering, in quella sua particolare sintesi tra il rigore astratto della tradizione minimalista americana e il senso della forma, la sensualità cromatica, l'amore per la preziosità delle tecniche e dei materiali, ispirati al Medioevo e al Rinascimento italiano.

 

Il percorso espositivo, composto di oltre venti opere (di cui quelle degli ultimi anni esposte per la prima volta), "come in un polittico trecentesco, crea un sistema polifonico, una percezione simultanea dei diversi elementi e della loro connessione in un'unità, che li comprende e li supera", racconta la curatrice Marina Pizzarelli, e in un accattivante gioco di luce e di rapporti tra le contrastanti superfici opache e lucide, la griglia geometrica nella quale s'inseriscono le campiture e l'architettura in pietra leccese degli spazi di E-lite studiogallery, genera un forte impatto emozionale.

 

Lo stretto legame tra la Obering e il Salento (da lei eletto luogo ideale per ispirarsi e in cui ama trascorrere la primavera e l'autunno in una quotidianità divisa tra la casa di Novaglie e lo studio di Specchia) è evidente nel ciclo di opere selezionate per la mostra, che mettono in risalto il risultato di un dialogo privilegiato fra l'artista e l'architettura salentina, con un particolare apprezzamento alla severità dell'architettura normanno-sveva, le masserie, le costruzioni povere salentine. Un dialogo che l'ha portata a mettere alla base della sua ricerca il modulo parallelepipedo del mattone di pietra leccese, elemento primario dell'architettura salentina e a giocare sul rapporto di questo stesso elemento con il colore e con l'oro.

 

L'artista americana dimostra, una volta di più, di essere in grado di portare avanti una carriera artistica di alto livello, iniziata oramai da oltre quarant'anni. Un fascino visuale, una potenza espressiva e uno slancio vitale che, nella fusione tra il piacere della forma classica e mediterranea con l'alfabeto minimal della recente tradizione americana, "sembrano voler condurre per mano il visitatore a guardare le cose con gli occhi incantati dell'artista", come afferma la curatrice nel saggio sulla Obering pubblicato nel volume "Verso Sud".

 

 

L'artista


Vitale figura del panorama newyorkese, Mary Obering vive e lavora dividendo il proprio tempo tra la casa sul mare a Novaglie e il suo studio a Specchia e il suo atelier di Soho. Il suo lavoro combina le tecniche tradizionali del Rinascimento con il formalismo rigoroso, derivato dal minimalismo americano. Le opere sono un vero ibrido fra pittura e scultura e suggeriscono insieme un mistero alchemico e un'eleganza imperiale, attraverso una tecnica che privilegia l'utilizzo della tempera, dell'uovo e della foglia d'oro su pannelli di gesso. Espone in tutto il mondo dal 1971 e si trova in molte importanti collezioni pubbliche e private.



La sede


E-Lite studiogallery si propone come crocevia per la creatività e per la ricerca del "sé" attraverso il linguaggio dell'arte. Lo spazio, un vero e proprio "contenitore culturale", situato nel cuore di Lecce in un'antica struttura che fa da scenario perfetto a un progetto innovativo, si propone di promuovere la scoperta di "talenti", di ospitare mostre di artisti già affermati e di dare spazio all'Arte, in tutte le sue innumerevoli forme, colori e sfumature.

 

 

SCHEDA TECNICA

 

Titolo: Architetture di luce

Mostra personale: Mary Obering

Curatore: Marina Pizzarelli

Periodo mostra: dal 31/10 al 03/12 2012

Vernissage: mercoledì 31 ottobre ore 18:30 | ingresso libero

Conferenza stampa e preview: lunedì, 29 ottobre ore 11:00

Orario e giorni apertura: lun-sab | 09:00 – 20:00 | ingresso gratuito

Sede: E-lite studiogallery | Corte San Blasio 1c | Lecce

In collaborazione con: Comune di Lecce - Settore Cultura, Maison de Créatife

Sponsor: Vestas Hotels & Resort

Mary Obering: www.maryobering.com


 

E-lite studiogallery

Web: www.elitestudiogallery.com Mail: info@elitestudiogallery.com Mobile: 338_1674879

 

Ufficio stampa: FLPress

Flavia Lanza Mail: flpressartnews@gmail.com Flavia.Lanza.Press@gmail.com Mobile: 3409245760






FLPress

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Padiglione Tibet - Museo Diotti

Finissage: 14 ottobre 2012 ore 16.00

 

Padiglione Tibet

il padiglione per un paese che non c'è

 

Prosegue fino a domenica 14 ottobre 2012 presso il Museo Diotti di Casalmaggiore (CR) "Padiglione Tibet", progetto ideato e curato da Ruggero Maggi con la partecipazione di noti artisti contemporanei italiani. L'installazione collettiva ottenuta con queste opere – ospitata anche dal Padiglione Italia della Biennale di Venezia nella magnifica Sala Nervi del Palazzo delle Esposizioni di Torino - ha concretizzato finalmente un pensiero, una speranza dando, attraverso l'arte, ufficialità al Tibet e quindi al suo Padiglione Nazionale. L'idea di creare un ponte sensibile che induca i visitatori di questa mostra, dai profondi risvolti non solo artistici, ad una maggiore conoscenza di questo popolo che rischia di perdere il proprio patrimonio culturale e soprattutto spirituale, fondato su concetti di pace e non violenza, è all'origine di questo nuovo appuntamento  Casalmaggiore presso il Museo Diotti, sotto l'egida del Comitato Padiglione Tibet.

 

Artisti partecipanti:

Dario Ballantini, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, Luisa Bergamini, Carla Bertola – Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi – Franco Ballabeni, Nirvana Bussadori, Rosaspina B. Canosburi, Silvia Capiluppi, Stefano Cerioli, Marzia Corteggiani, Teo De Palma, Albina Dealessi, Anna Maria Di Ciommo, Marcello Diotallevi, Dario Fo, Annamaria Gelmi, Luciano G. Gerini, Gino Gini - Fernanda Fedi, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Oronzo Liuzzi, Gian Paolo Lucato, Ruggero Maggi, Gianni Marussi – Alessandra Finzi, Paolo Nutarelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Nadia Presotto, Tiziana Priori, Angela Rapio, Sergio Sansevrino, Elena Sevi, Roberto Testori, topylabrys, Micaela Tornaghi.

 

Padiglione Tibet

22 settembre – 14 ottobre 2012

Finissage: domenica 14 ottobre 2012 ore 16.00

 

Orari: da martedì a venerdì 8.00/13.00

Sabato domenica e festivi 15.30/18.30

 

Per informazioni:

Museo Diotti – Via Formis 17 _ Casalmaggiore (CR)

0375 - 200 416

www.museodiotti.it

info@museodiotti.it

 

Padiglione Tibet:

320.9621497

ruggero.maggi@libero.it

www.padiglionetibet.com

Museo del Novecento | 5x10 con MARCO BELPOLITI | 18 ottobre, ore 19.00 - Sala Fontana





5x10 – Cinque parole per raccontare un decennio, il 1970

 

Continua, un giovedì al mese in Sala Fontana, il ciclo 5x10 – Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con la rivista online Doppiozero.com e ideato e prodotto da Storyville.

 

Cinque parole per raccontare dieci anni è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.

I video di tutti gli incontri sono disponibili sul sito www.doppiozero.com, al pubblico il divertimento di interpretare le parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.

 

Giovedì 18 ottobre, ore 19.00 - Sala Fontana, Museo del Novecento

 

Marco Belpoliti parlerà di:

 

Sacrificio - Rivolta - Carnevale - Intellettuale - Iper-romanzo

 

Marco Belpoliti è scrittore e saggista e insegna all'Università di Bergamo. Tra i suoi ultimi libri: Il corpo del Capo (Guanda 2009), Senza vergogna (Guanda 2009), Pasolini in salsa piccante (Guanda 2010), La canottiera di Bossi (Guanda 2012); dirige con Elio Grazioli la rivista Riga, con Stefano Chiodi il progetto editoriale non-profit doppiozero.com










mercoledì 10 ottobre 2012

Enpleiair di Pino Boresta

Un ArtBlitz Enpleinair di Pino Boresta



Parole, parole, parole.


Appuntamento:
CHIAMATA PER L’ARTE
Roma sabato 29 settembre 2012 dalle 12.00 alle 18.00
MAXXI Museo delle arti del XXI secolo.


Appello:
Importante giornata di mobilitazione nazionale organizzata per discutere della gravità della situazione che tutti insieme ci troviamo a dover affrontare.


Hanno parlato en plein air :
Marco Altavilla, Giuseppe Appella, Stefano Arienti, Patrizia Asproni, Lorenzo Benedetti, Frida Carazzato, Fabio Cavallucci, Laura Cherubini, Marina Covi, Giacinto Di Pietrantonio, Raffaele Gavarro, Lorenzo Giusti, Guido Guerzoni, Alberto Guidato, Salvatore Lacagnina, Luigi Martini, Anna Mattirolo, Beatrice Merz, Massimo Minini, Alessandro Montel, Nomas Foundation, Chiara Parisi, Cristiana Perrella, Mario Pieroni, Bartolomeo Pietromarchi, Alfredo Pirri, Michelangelo Pistoletto, Adriana Polveroni, Ludovico Pratesi, Antonella Renzitti, Angela Rorro, Pierluigi Sacco, Giuseppe Stampone, Massimo Sterpi, Teatro Valle Occupato, Angela Tecce, Massimiliano Tonelli, Daniela Ubaldi, Valentina Vetturi.


Ha dipinto en plein air:
Pino Boresta.


Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai.


Qui sotto le foto dell’azione:






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