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giovedì 1 aprile 2010

Mostra Eleonora Rossi: Hope. Tenderness. Resistance




HOPE. TENDERNESS. RESISTANCE
Eleonora Rossi

17 aprile - 14 maggio 2010
Bologna, Contemporary Concept
a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei

1- 31 maggio 2010
Massa, Palazzo Ducale
a cura di Francesca Baboni, Stefano Taddei, Alessandro Romanini

Dal sito www.culturaliart.com è possibile scaricare la cartella stampa completa e le istruzioni di utilizzo e riproduzione delle immagini

Comunicato stampa

Hope. Tenderness, Resistance è il titolo che unisce le due mostre di Eleonora Rossi, che si terranno dal 17 aprile al 14 maggio presso la galleria Contemporary Concept di Bologna e dal al 31 maggio presso la Sala degli Specchi del Palazzo Ducale di Massa.
Il progetto espositivo è a cura di: Francesca Baboni, Stefano Taddei, Alessandro Romanini e Valerio Dehò - autore del testo critico sul video inserito in catalogo.

Di formazione accademica, Eleonora Rossi conduce la propria ricerca artistica attraverso l'utilizzo di diversi media espressivi - dalla pittura al disegno, passando per video, installazioni e fotografia - per sviluppare i temi cardine di una poetica incentrata sulla continua sperimentazione, come lei stessa afferma: "Pittura e disegno mi permettono una forma espressiva allo stesso tempo rapida, che risponde all'urgenza espressiva e assecondano la decantazione necessaria alla riflessione. Mi permettono di sperimentare attraverso il segno e il colore, stratificando acrilici, spray e bitume la dimensione spaziale, mentre il video consente di declinare i temi e le visioni connesse in una dimensione fluida, in un processo in cui è il tempo, con le sue varie implicazioni di avvenimenti e casualità il vero protagonista e la fotografia mi costringe ad un esercizio disciplinato per cristallizzare immagini pregnanti, scolpite che bloccano il tempo, l'evento per consegnarlo alla memoria". Temi alimentati da forte tensione verso il reale che ruotano da sempre attorno alle varie declinazioni della relazione arte e vita, nei quali la componente biografica e della memoria assume una forma metaforica per trasformare la dimensione personale in una visione universale.

La mostra ospitata dalla Contemporary Concept di Bologna – galleria particolarmente attenta ai talenti emergenti – sarà costituita da una video installazione dal titolo "Hope is the last to die", affiancata da due still fotografici e dieci dipinti. Tutte le opere in mostra sono state appositamente realizzate per l'occasione e riflettono sul concetto di resistenza e di persistente ossessione.
La mostra pubblica al Palazzo Ducale di Massa proporrà invece due installazioni video inedite dal titolo F/R THE WATER e F/R THE AIR, abbinate a frame fotografici e dipinti facenti parte di un ciclo più ampio dal titolo FORWARD/REWIND.

Il progetto espositivo "Hope. Tenderness, Resistance" include la pubblicazione di un catalogo con video in allegato, contenente testi critici di Francesca Baboni, Valerio Dehò, Alessandro Romanini, Stefano Taddei ed edito, nella collana Skip Intro, dalla casa editrice Shin Production.

Eleonora Rossi: nata a Milano nel 1976, lavora fra Milano e La Spezia. Ha studiato all'Accademia di Brera ed ha cominciato a lavorare a Milano esponendo in collettive e personali. Ha esposto in Italia, Europa e Africa.
Nell'ultimo anno, è stata protagonista di un ciclo di mostre in Italia e all'estero che includono: la partecipazione a Scope Miami e Art Paris; una personale presso la Joao Ferreira Gallery di Cape Town; le collettive "Appetite for Destruction" - Museo Nazionale di Villa Guinigi, Lucca e "Undercover" - Galleria Archimede, Roma; la presentazione di due installazioni video al Festival Suoni & Visioni e, a marzo 2010, l'esposizione di una tela di grandi dimensioni alla mostra collettiva XXL presso il SuperStudio Più di Milano.

Progetto realizzato e prodotto da:
TIMECODE e ARTLAB

Sedi:
CONTEMPORARY CONCEPT - BOLOGNA
17 Aprile - 14 maggio 2010
via San Giorgio, 3
ORARI: lun./ ven. 9.30 - 12.30 e 15.30 - 19.00; sab. 9.30 -12.30; dom. solo su appuntamento

PALAZZO DUCALE DI MASSA
1°-30 maggio 2010
Piazza Aranci 35 - tel. +39 0585816203
ORARI: tutti i giorni 11.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00

UFFICIO STAMPA:
CULTURALIA, Tel. 051 6569105 fax 051 29 14955,

Eleonora Rossi: "Hope. Tenderness. Resistance." dal 17 Aprile presso Contemporary Concept - Bologna, dal 1 Maggio presso Palazzo Ducale di Massa


HOPE. TENDERNESS. RESISTANCE
Eleonora Rossi

17 aprile - 14 maggio 2010
Bologna, Contemporary Concept
a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei

1- 31 maggio 2010
Massa, Palazzo Ducale
a cura di Francesca Baboni, Stefano Taddei, Alessandro Romanini

Dal sito www.culturaliart.com è possibile scaricare la cartella stampa completa e le istruzioni di utilizzo e riproduzione delle immagini

Comunicato stampa

Hope. Tenderness, Resistance è il titolo che unisce le due mostre di Eleonora Rossi, che si terranno dal 17 aprile al 14 maggio presso la galleria Contemporary Concept di Bologna e dal al 31 maggio presso la Sala degli Specchi del Palazzo Ducale di Massa.
Il progetto espositivo è a cura di: Francesca Baboni, Stefano Taddei, Alessandro Romanini e Valerio Dehò - autore del testo critico sul video inserito in catalogo.

Di formazione accademica, Eleonora Rossi conduce la propria ricerca artistica attraverso l'utilizzo di diversi media espressivi - dalla pittura al disegno, passando per video, installazioni e fotografia - per sviluppare i temi cardine di una poetica incentrata sulla continua sperimentazione, come lei stessa afferma: "Pittura e disegno mi permettono una forma espressiva allo stesso tempo rapida, che risponde all'urgenza espressiva e assecondano la decantazione necessaria alla riflessione. Mi permettono di sperimentare attraverso il segno e il colore, stratificando acrilici, spray e bitume la dimensione spaziale, mentre il video consente di declinare i temi e le visioni connesse in una dimensione fluida, in un processo in cui è il tempo, con le sue varie implicazioni di avvenimenti e casualità il vero protagonista e la fotografia mi costringe ad un esercizio disciplinato per cristallizzare immagini pregnanti, scolpite che bloccano il tempo, l'evento per consegnarlo alla memoria". Temi alimentati da forte tensione verso il reale che ruotano da sempre attorno alle varie declinazioni della relazione arte e vita, nei quali la componente biografica e della memoria assume una forma metaforica per trasformare la dimensione personale in una visione universale.
La mostra ospitata dalla Contemporary Concept di Bologna – galleria particolarmente attenta ai talenti emergenti – sarà costituita da una video installazione dal titolo "Hope is the last to die", affiancata da due still fotografici e dieci dipinti. Tutte le opere in mostra sono state appositamente realizzate per l'occasione e riflettono sul concetto di resistenza e di persistente ossessione.
La mostra pubblica al Palazzo Ducale di Massa proporrà invece due installazioni video inedite dal titolo F/R THE WATER e F/R THE AIR, abbinate a frame fotografici e dipinti facenti parte di un ciclo più ampio dal titolo FORWARD/REWIND.

Il progetto espositivo "Hope. Tenderness, Resistance" include la pubblicazione di un catalogo con video in allegato, contenente testi critici di Francesca Baboni, Valerio Dehò, Alessandro Romanini, Stefano Taddei ed edito, nella collana Skip Intro, dalla casa editrice Shin Production.
Eleonora Rossi: nata a Milano nel 1976, lavora fra Milano e La Spezia. Ha studiato all'Accademia di Brera ed ha cominciato a lavorare a Milano esponendo in collettive e personali. Ha esposto in Italia, Europa e Africa.
Nell'ultimo anno, è stata protagonista di un ciclo di mostre in Italia e all'estero che includono: la partecipazione a Scope Miami e Art Paris; una personale presso la Joao Ferreira Gallery di Cape Town; le collettive "Appetite for Destruction" - Museo Nazionale di Villa Guinigi, Lucca e "Undercover" - Galleria Archimede, Roma; la presentazione di due installazioni video al Festival Suoni & Visioni e, a marzo 2010, l'esposizione di una tela di grandi dimensioni alla mostra collettiva XXL presso il SuperStudio Più di Milano.

Progetto realizzato e prodotto da:
TIMECODE e ARTLAB
Sedi:
CONTEMPORARY CONCEPT - BOLOGNA
17 Aprile - 14 maggio 2010
via San Giorgio, 3
ORARI: lun./ ven. 9.30 - 12.30 e 15.30 - 19.00; sab. 9.30 -12.30; dom. solo su appuntamento

PALAZZO DUCALE DI MASSA
1°-30 maggio 2010
Piazza Aranci 35 - tel. +39 0585816203
ORARI: tutti i giorni 11.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00
UFFICIO STAMPA:
CULTURALIA, Tel. 051 6569105 fax 051 29 14955,

lunedì 29 marzo 2010

Mostra di Architettura di T-studio

La Galleria di Architettura “come se” presenta:
Mostra di Architettura di T-studio

Il progetto consapevole

-inaugurazione: venerdì 23 aprile alle ore 20.00

-durata della mostra: dal 23 aprile al 12 maggio

-orario:  dal lun. al sab. - dalle ore 11.00 alle ore 19.30










Lavorare in architettura per T-studio significa sviluppare progetti consapevoli per contesti in continua trasformazione. Contesti sempre più complessi in cui si intrecciano dimensioni e scale diverse dal territorio alla città, all’ambiente, al luogo. Contesti fisici ma anche sociali ed economici, contesti storici ma anche radicati nel presente e proiettati in un futuro incerto.

L’impegno del progetto, la sua consapevolezza, sta nel trovare un punto di equilibrio tra esigenze e vincoli diversi, una forma espressiva di una pluralità di sollecitazioni e domande. 

Il progetto consapevole si fa carico della complessità e del disordine urbano, si confronta col le esigenze ambientali e la scarsità di delle risorse energetiche. Il progetto è consapevole e sostenibile. La ricerca progettuale interpreta la fisicità dei luoghi, i suoi segni e le sue tracce, la trama ridimensionata della storia e quelle più labili del contemporaneo, si misura con le domande e i desideri degli utenti con la loro richiesta di nuovi spazi pubblici e di nuovi spazi per l’abitare.

Per il progetto consapevole non c’è separazione tra architettura e infrastrutture. Lo spazio pervasivo delle infrastrutture diviene, per la sua centralità, scenario di fondo della nuova architettura.

Il progetto consapevole proietta l’architettura oltre l’edificio e il design, ricercando ogni volta un rapporto di senso con le città e il paesaggio. 

Negli anni più recenti, l’attività progettuale e di ricerca di T-studio si è confrontata, in particolare, con tre tematiche:

I confini sensibili, ovvero i luoghi di frontiera, di conflitto di transizione;

Labirinti verticali: spazi che reintegrano il labirinto di superficie con quelli sotterranei;

L’architettura di suolo ovvero la ricerca di una relazione profonda con le pieghe e le conformazioni della terra.



I confini sensibili 

Tra le aree di frontiera i confini tra città e acqua, tra città e porto, tra città e infrastruttura, tra spazi delimitati e spazi infiniti, assumono nuove tensioni, nuovi significati, nuovi potenziali.

Tali spazi, spesso marginali, degradati, poco conosciuti, indefiniti, non progettati diventano occasioni di riflessione profonda e di nuove strategie progettuali capaci di superare l’originaria esclusione promuovendo nuovi spazi di incontro e nuove centralità.


Labirinti verticali

Nella città contemporanea il labirinto orizzontale della superficie è separato da quello sotterraneo. Il labirinto verticale intende esplorare la complessità degli strati e delle sovrapposizioni, promuovono un più intenso rapporto tra il sopra e il sotto, tra l’aereo, la superficie e il sotterraneo.

Stratificare come possibilità di operare su più livelli sovrapponendo segni e significati diversi. Interpretare le stratificazioni per realizzare luoghi complessi spazialmente e funzionalmente: in tale prospettiva l’architettura moltiplica la sua spazialità e i suoi paesaggi mentre il sistema urbano si reinvesta divenendo città dentro la città e città al di sopra la città.


L’architettura del suolo 

Il progetto consapevole nasce dal suolo, dalle sue pieghe, dai suoi segni, dalle sue stratificazioni, dalle sue cavità. L’architettura si dissolve e si integra nel paesaggio, non si impone più come volume che occupa spazio, ma piuttosto organizza il vuoto, assorbendo le regole sottese nella trama del paesaggio e del terreno.

L’architettura lavora con la terra, inventa nuovi paesaggi tra artifici e natura, gioca con le conformazioni geografiche reali e immaginate. La nuova architettura non si rivela immediatamente, non si impone come icona assoluta, ma si rivela poco alla volta, si lascia scoprire nell’avvicinamento diventa frammento di un processo più ampio.




Galleria di Architettura “come se”

Via dei Bruzi 4/6, 00185 Roma

e-mail: info@comese.me.it

web: www.comese.me.it

mob.: 3478748969

fisso: +39 06 44.36.02.48

sabato 27 marzo 2010

IL COLORE DEL GIGLIO personale di Andrea Gelici alle Giubbe Rosse Firenze


Ancora una splendida mostra nello storico caffè Fiorentino , da Sabato 10 Aprile nella famosa terza sala esporrà il maestro Andrea Gelici valente artista dal tratto grafico predominante e determinato . Una mostra sui luoghi di Firenze che si addentra tra le stradine contorte e i vicoli storici ricca di luce e di suggestioni un percorso da non perdere

Di lui ha detto Roberta Degl'Innocenti:L’innocenza e il candore protesi verso un divenire grande ancora troppo rapido: pallido oro e l’incanto di luci-stelle ci donano l’impressione di un inverno del quale percepirne l’essenza. E ancora toni di giallo, marrone sfumato, rosa pallido: Firenze è un quadro d’epoca che sprizza briciole di una storia recente ma sospesa nello spazio temporale del sogno.Proseguendo questo viaggio immaginario, ritratti di gente comune che inducono a un sorriso e un ricordo, oppure i dipinti dedicati al mare. Sfuma l’oro il volo di un fenicottero in una voglia di volo che tutto allude e ancora ritorna la misura del tempo nel faro che occhieggia a un cielo languido, dove il rosa si sfuma in un rosso pellegrino
Il Caffè Storico Letteriario Giubbe Rosse è lieto di invitarVi alla

" PERSONALE DI PITTURA DEL MAESTRO ANDREA GELICI"

Il colore del Giglio

Strade, ritratti e vita di Firenze

Presenta: Roberta Degl' Innocenti
interventi di
Roberto Cellini
Tiziana Curti

Andrea Gelici è nato a Firenze il 2 Marzo 1956.
Sempre attratto dall'arte in tutte le sue forme ottiene il diploma di specializzazione tecnico artistica all'Accademia Lo Sprone di Firenze nell'anno 1980 sotto la guida del maestro Otello Scacciati. Si dedica al disegno ed al ritratto fino agli inizi degli anni 90 per poi evolversi attraverso l'olio e l'acquerello fino alla tecnica mista su tavola. Ed è proprio con questa tecnica, olio e acquerello usati sul legno, con lacche e vernici trasparenti, che va alla ricerca di una dimensione temporale particolare, come se nelle vene del piano dipinto, rimanessero impressi non solo il colore e la forma, ma quella parte invisibile del vissuto quotidiano molto vicina ai ricordi, alle emozioni.

giovedì 25 marzo 2010

Lavoro e formazione: i corsi di informatica certificati

Il computer ha cambiato il volto del lavoro in Italia e nel mondo. La crescente importanza del pc come strumento di lavoro ha influenzato radicalmente l'organizzazione e l'espletamento delle attività lavorative in quasi tutti i settori. In ogni ambiente, dall'ufficio pubblico alle attività del settore turistico, il computer è diventato un potente strumento per ottimizzare il lavoro e le risorse con un notevole risparmio di tempo. Dall'importanza di un particolare strumento di lavoro, si sa, ne consegue anche l'abilità a saperlo utilizzare al meglio. Così, oggi è di fondamentale importanza per chi vuole inserirsi nel mondo del lavoro, saper usare il computer almeno in modo basilare, e per basilare non intendiamo il saperlo accendere o spegnere. Per le generazioni più giovani, nate col computer, l'utilizzo di questo strumento è quasi naturale. Per i più grandicelli, invece, l'utilizzo del pc fa parta di una forma mentis da acquisire e sperimentare. Nella maggior parte dei casi giovani e meno giovani hanno dovuto specializzarsi frequentando corsi di informatica di base o avanzati, per poter utilizzare il pc limitatamente alla propria attività. Per un utilizzo di base del pc, negli uffici ad esempio che si sono uniformati agli standard dettati dall'office automation, esistono corsi di informatica di base come il famoso Ecdl, certificazione informatica della Microsoft, che permette di acquisire le nozioni basilari per l'utilizzo dei più comuni software di elaborazione testi, presentazioni e fogli di calcolo come Excel. Le scuole di informatica accreditate rilasciano a fine corso una patente europea del computer che certifica la reale acquisizioni delle nozioni di base sull'uso del computer e dei più comuni programmi da ufficio. Per chi, invece, utilizza il pc in maniera più professionale esistono corsi di informatica avanzati che permettono di ottenere un titolo più specializzato con più ampie prospettive di impiego. Sono sempre più frequenti le aziende che richiedono figure professionali altamente specializzate e sempre più esperte nell'uso del computer nei vari settori di applicazione. Nel settore turistico, ad esempio, diventa indispensabile la conoscenza di software gestionali i cui corsi risultano a volte molto costosi a fronte di una specializzazione che permette, in seguito, più immediate probabilità di inserimento nel settore. In Sicilia, regione a vocazione turistica per eccellenza e con un alto tasso di disoccupazione, scuole di informatica accreditate rilasciano qualifiche altamente specializzate che permettono un più facile inserimento nel mondo del lavoro. Nasce in Sicilia Learning Academy, una scuola di informatica a Catania. L'accademia organizza corsi di informatica, corsi di informatica certificati Microsoft a Catania e provincia. La scuola di informatica a Catania è certificata Microsoft Certified Partner e questo permette il rilascio di certificazioni altamente specialistiche. Grazie alla presenza di docenti al top della specializzazione informatica i corsi permettono un elevato livello di formazione, una base eccellente per l'impiego in settori avanzati dell'informatica. Oggi, in un periodo così critico dal punto di vista occupazionale, una specializzazione di alto livello è un punto a favore per chi è in cerca di un'occupazione. Una specializzazione che è possibile trovare solo ed esclusivamente in scuole di informatica di un certo livello, con un personale docente altamente qualificato.

Seoethic Agency

mercoledì 24 marzo 2010

A CALTANISSETTA "LO SPASIMO DI SICILIA"

Caltanissetta – Museo Diocesano, lunedì 29 marzo, ore 18 inaugurazione mostra
TRA GLI «SPASIMI DI SICILIA» IN MOSTRA, ANCHE LA TAVOLA CHE PORTA
LA FIRMA DI RAFFAELLO: LA SUA PATERNITA' E' ANCORA SOTTO ESAME
Sarà presente anche l'assessore regionale ai Beni Culturali Gaetano Armao

CALTANISSETTA – Torna all'attenzione degli appassionati d'arte e degli addetti ai lavori il mistero della tavola "Lo Spasimo di Sicilia", l'opera custodita per oltre due secoli dalle monache del Convento di Santa Croce di Caltanissetta che porta la firma di "R. Urbinas" - alias Raffaello – e che per questo è stata sottoposta a indagini multispettrali e di caratterizzazione chimica finalizzate a verificarne l'autenticità.
Da diversi anni al vaglio di studiosi e critici che hanno cercato di identificarne la paternità, l'opera – il cui tema iconografico è identico a quello della tavola esposta nella stanza dedicata alla pittura italiana del Prado di Madrid - tornerà a Caltanissetta, al Museo Diocesano del Seminario "G. Speciale" (viale Regina Margherita 29) in occasione della mostra itinerante "Spasimo e Spasimi di Sicilia": tra leggenda e realtà, la Tavola sarà esposta insieme a dipinti e disegni provenienti da tutta Sicilia e raffiguranti il dolore di Maria dinanzi al Cristo crollato sotto il peso della croce. 
In occasione della mostra la Sovrintendenza fornirà i primi esiti degli studi riguardanti la tavola che è al centro di un enigma lungo cinque secoli.

L'inaugurazione avverrà lunedì 29 marzo, alle 18.00, alla presenza del vescovo di Caltanissetta Sua Eccellenza mons. Mario Russotto, dell'assessore regionale ai Beni Culturali Gaetano Armao, del dirigente generale Gesualdo Campo, della sovrintendente ai Beni Culturali di Caltanissetta Rosalba Panvini – che ha diretto il Comitato scientifico coordinatore della mostra - e del dirigente Servizio dei beni storico-artistici ed etno-antropologici di Caltanissetta Cris Nucera. Durante la cerimonia il prof. don Salvatore Panzarella, direttore Ufficio Arte Sacra della Diocesi di Cefalù, terrà una lectio magistralis dal titolo "Lettura estetica del messaggio biblico nello Spasimo di Raffaello" e successivamente l'Ersu di Catania  - diretta da Nunzio Rapisarda - offrirà un concerto di musica classica.
Sarà  una data epocale per la città, che godrà così nuovamente della bellezza e del valore storico e artistico de "L'Andata al calvario". Al di là di ogni possibile attribuzione «ciò che davvero importa – sottolinea la soprintendente Panvini – è l'indiscutibile valore artistico dell'opera per la sua datazione (XVI sec.) e la collocazione. Dopo un attento lavoro di recupero presso il Centro regionale per il restauro di Palermo, siamo in grado di mostrare un capolavoro di suggestiva bellezza e di grande significato artistico e religioso»
La mostra è il frutto di una sinergica collaborazione scientifica tra la Sovrintendenza di Caltanissetta, quella di Agrigento e la Galleria regionale di Palazzo Abatellis di Palermo, queste ultime rispettivamente dirette da Gabriella Costantino e Giulia Davì.
Dopo Caltanissetta – dove fino al 18 aprile sarà possibile ammirare la serie di "Spasimi" provenienti da tutta la Sicilia – l'esposizione infatti si sposterà prima ad Agrigento e poi a Palermo: attraverso una lettura iconografica e iconologica, legata alla comprensione dei significati simbolici e allegorici delle immagini, si percepirà l'intensità, il dolore, la disperazione e la passione legati ai giorni della Settimana Santa, quelli che raccontano il calvario di Gesù e la sofferenza della madre Maria. Lo Spasimo, vede infatti la Madonna svenuta o mentre si sente venir meno alla vista del Figlio che sale al Calvario: «E' indubbiamente affascinante e suggestivo pensare che la sofferenza in volto, la combinazione perfetta di colori, la firma, l'arazzo, l'incisione provengano proprio dalla mano di Raffaello – commenta l'arch. Nucera – nell'ipotesi che l'opera in centinaia di anni non abbia mai lasciato la Sicilia. Ma è altrettanto certo che da Giordano a Paladini, da Gaggini a La Vecchia arrivando perfino ad alcuni splendidi Spasimi orfani d'autore, ci siano dei capolavori riuniti sotto un unico tetto, lì per raccontare ed essere raccontati».
«È una raccolta frutto di un'attenta ricerca - continua la dottoressa Panvini - che ha come obiettivo non solo lo studio e l'approfondimento delle conoscenze in questo campo, ma anche quello di stimolare l'interesse su capolavori di scuola Raffaelliana».
Sarà possibile visitare gratuitamente la mostra tutti i giorni, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 18, ulteriori informazioni al numero della Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta 0934554965 – 3351041461 (Rosalba Panvini)

24 marzo 2010

lunedì 22 marzo 2010

Dores Sacquegna: CADAVRE EXQUIS SHOW, mostra visionaria a Lecce

CADAVRE EXQUIS SHOW
Mostra Visionaria di Dores Sacquegna
Backstage: Primo Piano LivinGallery
Durata totale: dal 27 marzo al 04 maggio 2010
I° Tempo:  dal 27 marzo al 15 aprile
Con: Giovanni Albanese, in un "piromane visionario"
Con: Monticelli & Pagone, in "Rorschach" in Re-Evolution"
Tableau Vivant "L'ultimo uomo" con:  Massimiliano Manieri
Regia e testi di: Dores Sacquegna
Scenografie di: Rose Sacquegna
Cast e oggetti di culto di: Giovanni Albanese, MattBed, Mehdi Bouanani, Nathan Brusovani, Nidhal Chamehk, Fafiani Cor, Agnes Delimotte-Francese, Daniel Faivre, Astolfo Funes, Sylvie Kyral, Stefan Havadi-Nagy, Magdalena Lamri, Franlo Lautissier, Claudine Loquen, Pam Longobardi, Massimiliano Manieri, Monticelli & Pagone, Tracy Mc Alister,  Sigmund Pifko, Soizic, Gio Sciello, Julia Williamson.
Si apre  sabato 27 MARZO ore 20,00 la mostra di arte singolare ed insolita "CADAVRE EXQUIS SHOW" curata da Dores Sacquegna. La mostra è suddivisa in due tempi (proprio come succede nei film), la curatrice ha ingaggiato i primi 22 artisti in una piece da quinta teatrale, pronti a sublimare il proprio talento tra visioni grottesche, racconti al limite della follia, test psicologici, oggetti di culto e di collezione per palati raffinati.
Si parte con il primo tempo (dal 27 marzo al 15 aprile) con un cast di artisti eccellenti, performances e presentazioni. Per il primo opening la straordinaria presenza di Giovanni Albanese artista pugliese e romano d'adozione, conosciuto per le sue "macchine fiammeggianti" e regista del neo film "Senza arte né parte", girato nel Salento; e il duo di artisti aquilani, Monticelli & Pagone, con "Rorschach Re-Evolution"  in omaggio a Rorschach. Allieterà la serata la performance "L'ultimo uomo" di Massimiliano Manieri in formato "Tableaux Vivant".
Una mostra che ingloba visioni dai risvolti pirandelliani, un teatro dell'assurdo formato kafkiano,  tableau vivant, arti visive singolari ed insolite. Qui si celebra la morte dell'arte eccellente alla maniera del Botticelli, e ancora l'assenza della luce teatrale del Caravaggio o ancora la prospettiva alla maniera di Leonardo da Vinci. In un mondo in cui la funzionalità e l'estetica sono diventate il mantra del marketing, l'arte muore perché non serve a niente. L'arte di oggi crea oggetti al limite dell'impossibile. Basti pensare a quei due grandi "visionari" di Christo e Jean Claude che con la loro genialità hanno  impacchettato un intero palazzo e persino un'isola!          
Cadavre Exquis Show è una mostra singolare che celebra l'arte dei matti romantici, dei realisti psicolabili, dei geni incompresi, degli enigmatici, dei cervellotici, le cui opere sono il frutto di elucubrazioni mentali, condite da un immaginario che parte dalla realtà per immergersi nel sogno. Al vertice dei loro "reality", il realismo magico di Edgar Allan Poe, il senso di vertigine di Stanley Kubrik, il barocco traboccante di Peter Greenway. Una galleria/set  imbandita di insolite delizie, con un carnet di animali da fiaba e grotteschi, di sculture barocche e vasi di pandora con "cadaveri eccellenti". Un "cast" d'eccezione che trova le sue radici più profonde in quei movimenti dell'Art Brut, nell'Art Singular o Insolita, della Street Art e dell' Outsider. 
II° Tempo: dal 17 aprile al 04 maggio (cambiamento di cast e oggetti di culto e performance). Presentazione del catalogo…Chi verrà vedrà! Con preghiera di pubblicazione e diffusione


VALTER BUIO presentazione e incontro con Alessandro Bilotta e Andrea Del Campo SABATO 27 MARZO @ Comics Boulevard (Roma)


"COMICS BOULEVARD" & LA SCUOLA ROMANA DEI FUMETTI

presentano

INCONTRO CON GLI AUTORI:

ALESSANDRO BILOTTA
ANDREA DEL CAMPO

PRESENTAZIONE DI

“VALTER BUIO”
(Star Comics)

SABATO 27 MARZO - ORE 17.00

Presso la fumetteria
“COMICS BOULEVARD”
via Garibaldi 89/A (Roma, Trastevere) - tel. 06.45.50.42.50
www.comicsboulevard.com

I prossimi ospiti di COMICS BOULEVARD saranno Alessandro Bilotta (sceneggiatore di “Giulio Maraviglia”, “La Dottrina” e “Dylan Dog”) e Andrea Del Campo (disegnatore di “John Doe” e “Unità Speciale”). L’incontro sarà l’occasione di presentare ufficialmente la nuova miniserie “Valter Buio”, pubblicata da Star Comics. Gli autori saranno presenti per incontrare il pubblico a partire dalle 17,00 di sabato 27 marzo.

Alessandro Bilotta dalla metà degli anni '90 lavora come sceneggiatore di fumetti in Italia e in Francia. Ha creato serie di successo come “Giulio Maraviglia”, “Romano” e “La Dottrina”. Oggi è story editor e sceneggiatore dei cartoni animati di “Winx Club” e autore di “Dylan Dog”.
http://signorbilotta.com

Andrea Del Campo, ex allievo della Scuola Romana dei Fumetti, esordisce su “John Doe” e sempre per l'Eura Editoriale disegna episodi di “Unità Speciale” e di “Trapassati Inc.” Realizza il secondo volume di “EVO” (Double Shot) e il primo episodio del web-comic “Rusty Dogs”. Tra le altre collaborazioni: Bottero e Hoepli.
http://andreadelcampo.blogspot.com

VALTER BUIO è la nuova miniserie di 12 episodi edita da Star Comics e scritta e ideata da Alessandro Bilotta. In una Roma contemporanea fitta di misteri, ha sede lo studio di uno psicoanalista che per 90 euro a seduta riceve le anime in pena di coloro che dopo la morte restano ancorati a una vita terrena, pur non facendo più parte di questo mondo.
www.starcomics.com

domenica 21 marzo 2010

MOSTRA GIORGIO LAVERI: FATE ILVOSTRO GIOCO

GIORGIO LAVERI
Fate il vostro gioco 
 
Catalogo con testo di Anty Pansera 
 
Inaugurazione 
Mercoledi 31 marzo 2010  ore 18.00 
 
31 marzo 2010 - 15 maggio 2010  


Con la mostra personale Giorgio Laveri. Fate il vostro gioco la galleria Terre d'Arte di Torino rende omaggio all'artista savonese e rinnova il proprio interesse per i protagonisti dell'arte italiana del XXI secolo.
La mostra, dal 31 marzo al 15 maggio 2010, segue le recenti presenze personali di Laveri presso Bergamo Arte Fiera (Colossi Arte contemporanea), ArtFirst Bologna (Valente arte contemporanea) e MiArt (Colossi Arte contemporanea) e le presentazioni della monografia bilingue "Giorgio Laveri scultura per gioco scultura per davvero", edita da Vanilla Edizioni, che documenta il complesso delle opere realizzate dall'artista dal 1980 al 2009, affiancando loro la prima compiuta ricerca documentaria su tutta la bibliografia esistente.
L'esposizione torinese illustra un significativo percorso nell'articolata e multiforme opera di Giorgio Laveri, attraverso alcune opere che dimostrano la sua posizione di rilievo nell'ambito della ricerca ceramica italiana e internazionale.
In particolare, per l'occasione, Giorgio Laveri presenta le sue ultime realizzazioni in ceramica: Rino il temperino e Tita la matita.
Anty Pansera ne fornisce una originale lettura critica nella pubblicazione che accompagna la mostra.

Giorgio Laveri è protagonista di un percorso espressivo ormai trentennale.
Dopo gli studi di formazione professionale sulla regia televisiva, Laveri, affianca le esperienze teatrali e cinematografiche alla pratica scultorea con particolare predilezione al materiale ceramico. Ruolo specifico delle terre e conoscenza delle tecniche realizzative costituiscono gli assunti su cui fondare il proprio percorso espressivo. Col doppio registro dell'incanto e dell'invettiva, tra apologia e derisione, Laveri matura un'idea di scultura che gli permette di profanare tutte le mitologie culturali, utilizzando la ceramica per trasformare in arte la sua concezione del mondo e delle cose.
Da qualche tempo Giorgio Laveri ferma la sua attenzione su oggetti comuni e commerciali appartenenti alla realtà urbana che lo circonda e, attraverso un'operazione di riproduzione ingrandita e impreziosita dal fascino degli smalti ceramici a gran fuoco, fornisce loro una nuova dignità. Oggetti defunzionalizzati, gonfiati, assemblati, reinterpretati che permettono all'artista di attraversare la barriera del quotidiano e – per contrappasso rispetto a quanto scrive Blanchot "Malgrado il massimo sviluppo dei mezzi di comunicazione, il quotidiano sfugge…"1 - di inneggiare a ciò che è talmente conosciuto da passare inosservato. In tal senso la provocazione significante degli oggetti ingigantiti, che sembra, in prima analisi, derivare da riferimenti al dadaismo duchampiano piuttosto che all'extraterritorialità scultorea di Claes Oldenburg2 o alle diverse declinazioni dei nouveaux realistes, per Giorgio Laveri diventa il tentativo di congiungere due opposti: da un lato porre la lente di ingrandimento sul quotidiano nella sua più comune e scontata accezione, dall'altro renderlo non convenzionale, porlo al centro dell'attenzione, restituirlo protagonista di una trasfigurazione artistica. Ogni oggetto preso in considerazione diventa per Laveri uno strumento di comunicazione e più precisamente di comunicazione sensuale: il soggetto, più che qualcosa di importante in sé, è un mezzo per coinvolgere e avvicinare chi guarda. E' il desiderio di toccare e di essere toccato che interessa all'artista ligure, il quale enfatizza la presenza degli oggetti di consumo banale per renderli eccezionali attraverso l'uso di una materia estremamente sensoriale qual è la ceramica.


Galleria Terre d'Arte
Via Maria Vittoria 20/A
10123 Torino
tel/fax +3901119503453 
info@terredarte.net

 

LATO:PATRICIA GLAUSER, insight outside

LATO presenta  PATRICIA GLAUSER - insight outside


Dal 20 marzo al 10 aprile 2010
Inaugurazione 20 marzo, dalle ore 18:30

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Patricia Glauser, partendo dall’osservazione dell’espressività materiale della tela, della sua fisicità e presenza nello spazio, inizia la sua personale ricerca del “tra” ovvero:  “dello spazio che divide e/o connette interno ed esterno, materia ed energia, presenza e assenza”.
Alterando la superficie dei dipinti, solitamente monocromi, con tagli, pieghe, cuciture, o applicazioni di altra tela, l’artista aiuta a liberare la storia nascosta “tra” le sue emozioni e le possibilità espressive del materiale pittorico. Nella storia dell’arte si incontrano importanti precedenti nella possibilità della tela di esprimere la terza dimensione sia dal punto di vista visivo, nelle ricerche rinascimentali sulla prospettiva, che da quello fisico, ad esempio nel caso dei tagli di Fontana.
Patricia Glauser, memore di tutte queste possibilità, sviluppa un rapporto personale con la tela. Quest’ultima, nella serie “Momento I”, non riveste solo il ruolo di ospitare le idee dell’artista, ma lavora partecipando all’atto creativo. La modalità operativa di Patricia fa parlare la tela che riflette e reinterpreta l’energia ricevuta.
Nei dipinti della serie “Momento II” la Glauser approda a una pittura formale bidimensionale: la tela torna a fare il suo lavoro di supporto per  forme e figure che escono e si nascondono dietro il colore, forme fantastiche che diventano così segni dall’aspetto riconoscibile e personaggi stilizzati.
Le forme ottenute diventano scultoree nei lavori della serie “Momenti III”. Gli interventi dell’artista si concretizzano non più sulla tela ma con la tela stessa. Usando solo alcuni punti di riferimento sulla cornice, che rimane unico elemento a mantenere la forma classica rettangolare del quadro, l’artista taglia e piega il supporto creando opere scultoree astratte, monumenti fantastici ed espressivi.
La ricerca di Patricia consiste fondamentalmente in un intervento nella tela sempre più concreto.  L’imprevedibilità del risultato, connaturata al lavoro dell’artista, permette, allo stesso tempo, di esprimere emozioni e di ottenere nuovi spunti  per le creazioni future.

Spela Zidar e Fabrizia Bettazzi


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giovedì 18 marzo 2010

Kilohertz - il futuro della musica al Fuori Salone - Milano, 14 -19 aprile 2010


KhZ
MUSIC INSIDE AL FUORI SALONE
14-19 aprile 2010

Il futuro della musica è nel corpo e Kilohertz (KhZ) inaugura una nuova filosofia sonora per cui il design diventa parte integrante dell'esperienza di ascolto. Gli oggetti e le installazioni KhZ sono vettori vibrazionali su cui sedersi, sdraiarsi o appoggiarsi per creare nel proprio corpo uno spazio dove il suono si contrae e si espande in miriadi di forme diverse.

Durante il Fuori Salone del Mobile, KhZ è presente in numerosi luoghi di Milano con la sua avanguardia nel quale corpo e mobile d'arredo entrano in simbiosi attraverso la musica. Installazioni, workshop, concerti e isole sonore sparpagliate in giro per la città dove rilassarsi e farsi massaggiare da sound designer e body-dj.
Workshop e sperimentazione presso ELITA
Dal 14 al 19 Aprile KhZ sarà presente presso ELITA al teatro Franco Parenti in via Pier Lombardo 14. Insieme ad ELITA, KhZ chiama a raccolta Sound Designer, DJ e produttori per sviluppare un nuovo linguaggio compositivo. Presso il foyer sarà presente una installazione KhZ composta da una piattaforma SoundGrass (erba sonora) e un dispositivo di monitoraggio delle forme che il suono crea nel corpo. L'installazione interattiva sarà disponibile a chiunque voglia collegare il proprio Ipod, computer, oscillatore o strumento musicale. Per provare l'ebbrezza di suonare direttamente per i corpi degli ascoltatori.

Body Sound Design presso ITEM.
Una opportunità di provare l'esperienza di un body concert si presenta presso ITEM in via Pompeo Leoni 5. Qui, sabato 17 Aprile a partire dalle ore 21, Sound Designers si alterneranno a una console collegata con strutture Kilohertz Horta. I DJ faranno da massaggiatori ai corpi dei fruitori che visiteranno lo spazio. Le musiche saranno sperimentazioni con sonorità Dubstep, Techno e Drum and Bass .

Sambass e NuBossa presso Brasil SA
Per chi si avventurerà nei meandri di Zona Tortona KhZ ha pensato a una installazione SoundGrass posizionata presso Brasil SA in via Tortona 31. Una opportunità di sdraiarsi su un prato di erba sonora, chiudere gli occhi e lasciare che i nuovi suoni dell'avanguardia Brasiliana massaggino il proprio corpo. Una sorta di juke boxe del futuro curato dal design KhZ

Jack your Body presso Serendeepity.
Sul marciapiede di fronte a Serendeepity, in corso Porta Ticinese 100 una opportunità di ascoltare la propria musica preferita con il corpo. Jack your body è un nuovo concetto di isola sonora urbana dove le vibrazioni della propria musica fungono da massaggio. Venerdi 16 presso Serendeeptity si susseguiranno Happening e jam session in collaborazione con DJ e Sound Designer.

Ulteriori informazioni:
Ronald Lewis Facchinetti - Tel 3381873070 - ronald@kilohertz.it

martedì 16 marzo 2010

Luigi Le Voci, l'ultimo grande artista bohemien



Dell’artista Luigi Le Voci – originario di Castrovillari, ma tramutatosi rapidamente in amante passionale delle grandi città europee – hanno scritto, negli anni, firme importanti del panorama critico italiano, da Luigi Carluccio a Giovanni Arpino, Massimo Mila e Marziano Bernardi. Fu proprio quest’ultimo – storico critico del quotidiano La Stampa – a scoprirlo, seguirlo e sostenerlo negli anni passati dall’artista a Torino, prima come studente della facoltà d’architettura e poi ribelle e idealista promotore di se stesso con l’apertura, nel 1976, dello Spazio Le Voci, in cui esponeva le sue opere per venderle direttamente al pubblico, saltando a piè pari il mondo delle gallerie d’arte. «Un romantico nel senso Ottocentesco della parola», così lo definiva il grande critico torinese, «candidamente emotivo […], d’una assoluta sincerità di sentimenti, che osa dipingere dei violinisti in estasi, dei frati invasati di misticismo alla Greco, e ricupera i saltimbanchi del primo Picasso ma in chiave di passionalità disarmata». Ogni recensione dedicata al lavoro di Le Voci propone un’influenza nuova, un grande nome della storia dell’arte da accostare al suo gesto pittorico irrequieto e vivo, serpeggiante e frizzante in tracce concise, frammenti di segno, slanci e soprassalti di accenti: un tocco volante e guizzante alla De Pisis; e poi ancora Toulouse Lautrec, Velazquez filtrato attraverso Manet, il pizzico fiabesco alla Chagall e alla Utrillo. Questi riferimenti, che senza dubbio nobilitano l’artista, non devono però far pensare ad una mancanza di personalità. Le Voci ha un linguaggio individuale che si inserisce nella tradizione dei pittori di strada e che fa di lui l’ultimo grande bohemien; originale proprio per il suo legame alla figura in un periodo storico di costante fuga informale. Un linguaggio pieno di forza e di tensione lirica, fatto dell’irrequietezza demoniaca di un universo romantico. La sua pennellata, ora corposa e opulenta, ora levigata fino a rasentare la velatura, è stata capace di cogliere scorci caratteristici di città quali Parigi, Torino e Milano, restituendone delle cartoline animate. Grazie ad un ben miscelato impasto di agilità pittorica, perizia grafica e freschezza, è sempre riuscito a sottrarre le immagini all’ovvietà, facendone dei quadri pieni di garbo e coinvolgente allegria. È ciò che accade anche per gli oltre quaranta dipinti che compongono questa personale che gli dedica il MACA – Museo Arte Contemporanea Acri – in collaborazione con la BCC Mediocrati di Rende (Cs) –, e che rappresentano l’ennesima sensuale frattura che il pittore intende aprire nella rigidità del mondo. Le Voci è un artista profondamente europeo, come sapevano esserlo i suoi colleghi del XIX secolo. I suoi gesti rapidi, eppure vigorosi, fatti di una tecnica ricca di preparazione didattica trasfigurata attraverso un animo irrequieto ed una fantasia esuberante, vivificano gli angoli parigini così come le strade di Milano ed i panorami calabresi di cui sono rievocati i teneri fantasmi attraverso pennellate che sbocciano come fuochi d’artificio.

Mostra: Luigi Le Voci, l’ultimo grande artista bohemien
Luogo: MACA – Museo Arte Contemporanea Acri Palazzo Sanseverino, Piazza Falcone 1, 87041, Acri (Cs)
Curatori: Boris Brollo, Federico Bria
Periodo: 27 marzo – 30 maggio 2010
Vernissage: 27 marzo 2010 ore 18
Orario: 9-13 e 15-19, chiuso il lunedì
info: Museo – tel. 0984953309; Ufficio stampa MACA - tel. 0119422568 maca@museovigliaturo.it www.museovigliaturo.it

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