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venerdì 10 settembre 2010

SILVIO VIGLIATURO. AMAZZONI



Sabato 9 ottobre 2010, in occasione della sesta edizione della Giornata del Contemporaneo organizzata dall’associazione AMACI, la suggestiva cornice di Palazzo Sanseverino, sede del MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), si arricchirà di un’installazione di oltre trenta sculture in vetro, realizzate dall’artista Silvio Vigliaturo, rappresentanti le Amazzoni, con lance d’acciaio e variopinti scudi, anch’essi in vetro.
Le maestose e variopinte sculture fungono da vettori di messaggi appassionati e contemporanei che l’artista indirizza allo spettatore, come nel caso dell’Amazzone, che da sempre trova posto nella poetica di Vigliaturo, e che egli arricchisce di significati che la tramutano in una categoria umana del presente. l’Amazzone è uno dei più grandi risultati della modernità, il simbolo della sua mescolanza più riuscita; è la donna che, in seguito a una lotta costante, è stata capace di cancellare quelle differenze che la separavano dall’uomo e che le erano state imposte da secoli di società maschiliste. Tuttavia non bisogna erroneamente pensare, come ci hanno insegnato la storia e l’epica, che l’Amazzone sia tale soltanto in guerra. L’intenzione di Vigliaturo attraverso quest’installazione è proprio quella di mostrare come la tempra della donna-guerriero non svanisca nelle parentesi di riposo, quando le armi vengono poggiate al terreno.




Evento: Silvio Vigliaturo. Amazzoni
Curatori: Massimo Garofalo e Andrea Rodi

Luogo: MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)

Palazzo Sanseverino – Piazza Falcone, 1 – 87041, Acri (Cs)

Data: Sabato 9 ottobre 2010 – Giornata del Contemporaneo

l’installazione sarà esposta fino al 27 febbraio 2010
Orario: da martedì a domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19

Info: tel. 0984953309

Ufficio stampa MACA

Tel. 0119422568

maca@museovigliaturo.it
www.museovigliaturo.it
www.vigliaturo.com


lunedì 6 settembre 2010

MOSTRA PERSONALE SIBERIANA DI COCCO - RIETI 18 SETTEMBRE


Prende il via sabato 18 settembre 2010 nell'ambito della Rassegna Fotografica del Lungovelinocafé di Rieti (Via Salaria 26), coordinata da Studio7.it, la mostra fotografica di Siberiana Di Cocco, Pelle d'artista – Omaggio al lavoro, a cura di Barbara Pavan.

'Dall'alba del mondo la pelle ha vestito l'uomo.- scrive l'artista stessa - Il manufatto si è raffinato con il passare delle epoche ed il mutare delle esigenze. L'affinamento delle tecniche di concia ed i processi di rifinitura pur conservandone il potere vestente ne fanno un prodotto maneggevole come un tessuto. La creatività dei progettisti e degli operatori rielabora il prodotto con tecniche mutuate dalla produzione artistica: stampaggio simile allo sbalzo, intarsi, coloritura, serigrafia, intaglio a laser, texture, laminazioni….I prodotti ottenuti raggiungono una raffinatezza ed una eleganza per le quali il nostro paese ottiene consensi ed apprezzamento in tutto il mondo. L'esposizione propone flash della conceria: il bottale in cui si concia, si ammorbidisce, si tinge; lo stampaggio, la coloritura a spruzzo, l'asciugatura. E ancora la serigrafia ed il laser; lo stoccaggio….Uomini. Macchine. Prodotti. E ritagli che diventano opere d'arte.'

La mostra vuole essere un omaggio al lavoro "dimenticato" e non più ricercato dai giovani. La conceria è una delle attività qualificanti della provincia di Pisa i cui prodotti ottengono consensi ed apprezzamenti in tutto il mondo.

La mostra sarà visitabile fino al 13 novembre 2010. Ingresso libero. Catalogo in mostra.

Siberiana Di Cocco vive a Pisa. Apprende le tecniche della tempera ad acqua e del chiaroscuro sotto la guida del prof. Carmignani. Si laurea in Medicina continuando ad interessarsi e ad occuparsi anche di arte. Nel 2008 vince il 1° Premio al Concorso Un gonfalone per l'arte, promosso dal Comune di Firenze. Temi delle sue opere sono riflessioni esistenziali, suggestioni di viaggi, opere corporee tutte realizzate con moduli iconografici riconducibili all'informale. Ha all'attivo numerose mostre in Italia ed all'estero.


Scheda tecnica:

Titolo Pelle d'artista – Omaggio al lavoro

Artista Siberiana Di Cocco

A cura di Barbara Pavan

Sede espositiva Lungovelinocafe' e Galleria Fotografica

Via Salaria 26 Rieti

www.lungovelino.it

Date 18 settembre – 13 novembre 2010

Orari lunedì-sabato ore 8-20

Ingresso libero

Catalogo in mostra

Ufficio stampa e coordinamento: Studio7.it

www.associazionestudio7.it

Info tel.320.4571689 e-mail studio7artecont@gmail.com

'DOWNTOWN' RIETI - EVENTO PER LA 6A GIORNATA DEL CONTEMPORANEO - RIETI 9 OTTOBRE


In occasione della 6a Giornata del Contemporaneo, sabato 9 ottobre 2010, la Libreria Moderna, Via Garibaldi 272, a Rieti, ospiterà DOWNTOWN, mostra d'arte contemporanea promossa da Studio7.it, a cura di Barbara Pavan.

DOWNTOWN – Paesaggi urbani contemporanei è la sintesi della mostra d'arte contemporanea tenutasi a Locarno in estate e mette a confronto in questa sede, per un solo giorno, il lavoro di 5 artisti che hanno affrontato le diverse tematiche dell'ambiente urbano. In mostra le opere di Stefano Bergamo, Daniela Caciagli, Giovanni Chiarinelli, Massimo Falsaci e Valentina Crivelli.

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I grandi agglomerati urbani che si espandono in maniera esponenziale costringono l'uomo contemporaneo ad affrontare e risolvere nuove sfide. La complessità delle società metropolitane pone problematiche non solo organizzative e logistiche, ma, soprattutto strutturali e relazionali la cui soluzione non può non tener conto delle implicazioni sociali, psicologiche e filosofiche sugli individui che abitano e vivono in megalopoli sempre più popolose. Gli aspetti, positivi e negativi, di questa evoluzione sollecitano anche gli artisti a porre l'attenzione sull'ambiente urbano che diventa terreno di studio e di ricerca non solo da un punto di vista paesaggistico ma anche e soprattutto umano.

La città di STEFANO BERGAMO assomiglia ad un formicaio. Soffocati, omologati, compressi, gli individui si confondono in una folla rumorosa di persone e macchine creando, con una buona dose di ironia, un paesaggio surreale da cartone animato. Per DANIELA CACIAGLI è l'individuo l'elemento fondamentale di ogni forma di società organizzata, dalla più elementare alla più complessa delle grandi metropoli contemporanee. Le sue opere, come pagine di un libro senza fine, raccontano brevi attimi di singole vite, siano essi situazioni comuni e, a prima vista, banali o eventi straordinari in grado di cambiare il corso di un destino. Le opere di GIOVANNI CHIARINELLI nascono dalla sintesi alchemica dei linguaggi contemporanei: la fotografia diventa il medium attraverso il quale l'artista esprime concetti complessi con l'immediatezza e l'incisività di uno slogan pubblicitario. La parola diventa immagine in un gioco ironico di scambio continuo tra significato e significante, tra forma e sostanza. Le realtà urbane ci impongono ritmi e stili di vita spesso estranei alla nostra natura. Facciamo parte di un popolo di nomadi-stanziali-quotidiani che si sposta incessantemente, sempre attraverso i medesimi percorsi. Quello che ritrae VALENTINA CRIVELLI è il tempo, il nostro tempo; è il tempo lento che scandisce l'attesa al binario, è il tempo sospeso che si esaurisce tra un punto di partenza e uno di destinazione, è il tempo consumato che ci scivola via senza essere veramente vissuto. E' il tempo infinito che tutti ci illudiamo di avere a disposizione. Sono le architetture urbane le protagoniste delle opere di MASSIMO FALSACI. Il paesaggio urbano, con i suoi monocromatismi, le sue linee perfettamente dritte, le forme squadrate dei palazzi, diventa la tela bianca su cui Falsaci stende i suoi colori, esaspera i toni, sottolinea la luce; il rigore dell'architettura si arricchisce della morbidezza del colore, l'artista ri-inventa la sua città, personalizza, come fa idealmente ognuno di noi, lo spazio che lo circonda. Intervenendo e modificando virtualmente il paesaggio, Falsaci sottolinea la necessità di trasformarsi da fruitore passivo a creatore attivo del proprio ambiente.

Scheda tecnica:

Titolo Downtown

A cura di Barbara Pavan

            Artisti Stefano Bergamo, Daniela Caciagli, Giovanni Chiarinelli, Valentina Crivelli, Massimo Falsaci

Sede espositiva Libreria Moderna

Via Garibaldi 272, 02100 Rieti

Date 9 ottobre 2010

Orari 10-13 e 16-20

Ufficio stampa Studio7.it www.associazionestudio7.it

Info mob.+39 320 4571689

Catalogo in mostra

MOSTRA ADRIANO ANNINO - AREZZO

pre il 14 settembre 2010 negli spazi del Caffè La Torre, Corso Italia 102, ad Arezzo, la mostra personale di Adriano Annino, Centrinarezzo.

La mostra, che sarà visitabile fino al 15 novembre, presenta gli ultimi lavori del giovane artista aretino. Dall'osservazione del centro inteso come percezione individuale della realtà circostante, esposta in Centrinpercezione (presente in mostra nei ritratti di Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Egon Schiele, John Cage) alla scoperta dei centri sparsi negli spazi quotidiani di Centrincasa, (presente in mostra nelle nature morte dai titoli Centrintavola, Centrincucina, Centrincredenza, Centritoilette) l'indagine si allarga con Centrinpaesaggio (in mostra nelle vedute naturali e urbane di Centrinpaesaggi) anche alla città di Arezzo in Centrinarezzo. I temi delle ultime esposizioni di Annino non sono altro che più cartelle di una stessa ludica ricerca condotta intorno al tema dell'identità personale e collettiva:

'Sono questi i 'centri' da cui ripartire. Cosa sono? Pozzi di vibrazione colorata e sonora...già le nostre case ne sono piene...Non vogliamo forse cominciare a scorgere da lì i nuovi sentieri che possiamo percorrere? La casa, l'abitazione, l'anima, la coscienza.'

Adriano Annino si diploma nel 2002 presso il Liceo Classico Musicale F.Petrarca di Arezzo e nel 2003 presso il Conservatorio G.Puccini di La Spezia. Nel 2006 si laurea in Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo. Fin da bambino approfondisce il suo legame con la pittura e l'arte giungendo ad una personale comunicazione stilistica che intende mostrare il tempo come visualizzazione centrale della propria contingente realtà interiore. Tra le mostre recenti: Locarno, Svizzera, 36 Mazal Contemporary, Faces, collettiva a cura di Barbara Pavan, catalogo; Rieti, Studio7 Spazio Arte, Centrincasa, personale a cura di Barbara Pavan; Nizza, Francia, Espace Art, collettiva con il patrocinio di CCIAA di Rieti e Chambre de Commerce Italienne a Nice, catalogo; Ravenna, Isolina e le altre, collettiva a cura di Barbara Pavan, con il Patrocinio di Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Ravenna; Vitorchiano (Vt), Torre Medioevale, Laudato sie, collettiva a cura di Massimo Giovannelli, catalogo.

Scheda tecnica


Titolo CentrInArezzo

Artista Adriano Annino

Sede espositiva Caffè La Torre

Corso Italia 102

Arezzo

Date 14 settembre – 15 novembre 2010

Info mob.320.4571689 e-mail studio7artecont@gmail.com

Ufficio stampa studio7.it

sabato 4 settembre 2010

Entroterra: Mostra collettiva "Combattenti: da Livorno a Brescia", sabato 25 settembre 2010 ore 17.30




Mostra Collettiva

"COMBATTENTI da Livorno a Brescia"



Opere di: Stefano Bolcato, Riccardo Ruberti, Valentina Biasetti, Matteo Tenardi

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Inaugurazione: 25 settembre 2010 h. 17:30.

Date Mostra: dal 25 settembre al 13 novembre 2010

Titolo mostra: COMBATTENTI da Livorno a Brescia

Spazio Espositivo: Viale Bornata- Borgo Pietro Wuhrer, 43 – ed. 13- Brescia

Orari di visita: dal giovedì al venerdì 15:00-19:00; Sabato 11:00 -19:00

Telefono: 030.5233558; cell. 340/7781096

Website: www.entroterra.it

Contacts: info@entroterra.it; press@entroterra.it

Ingresso libero

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COMUNICATO STAMPA

Sabato 25 settembre 2010 alle ore 17:30 presso lo spazio di Entroterra si inaugura la collettiva dal titolo "COMBATTENTI - da Livorno a Brescia".

Dopo il successo ottenuto del Premio Combat organizzato dall'Associazione Culturale Blob Art ai Bottini dell'Olio a Livorno, Entroterra ha scelto quattro artisti che hanno partecipato e sono stati selezionati per il premio.

La scelta, realizzata da Giuliana Mazzola, ha in primo luogo prediletto il fattore figurativo di alcuni dei nuovi volti artistici del territorio italiano. I premi sono sempre stati una vetrina per gli artisti, e sebbene negli ultimi tempi una certa sfiducia sia prevalsa (basti leggere nei vari social network le lamentele degli artisti verso i critici e i galleristi) Entroterra vuole sottolineare la valenza del premio e ha deciso di mostrare il lavoro di alcuni artisti già selezionati dai critici del Combat nella mostra che riapre la stagione espositiva dopo la pausa estiva.

Riccardo Ruberti, Matteo Tenardi, Valentina Biasetti e Stefano Bolcato: questi i pittori che esporranno a Brescia le loro ultime opere, dipinti e disegni su carta. Nello spazio bresciano i pittori avranno la possibilità mostrare il loro lavoro nella forma più coerente e completa: mentre infatti per le regole del premio livornese ogni artista poteva presentare una sola opera all'interno della galleria di Borgo Wuhrer i quattro artisti porteranno un numero di opere maggiore e con tematiche e tecniche diverse.

Un doveroso ringraziamento a Paolo Batoni, ideatore ed anima del Premio Combat, per l'appoggio ricevuto.

Note Biografiche

Valentina Biasetti nasce a Parma nel 1979 e fin da piccola dimostra un intenso interesse per la pittura e il disegno osservando il nonno paterno, pittore amatoriale e amante dell'arte.

Culturalmente e professionalmente la Biasetti si forma tra Parma, Bologna e Modena: ottiene il diploma nel '98 presso l' Istituto d'Arte P. Toschi nella sez. di grafica pubblicitaria, prosegue gli studi artistici all'Accademia di Belle Arti di Bologna per conferire la tesi in pittura con voto finale di 110 e lode. Nel 2002 inizia la sua attività espositiva con una piccola mostra collettiva a Modena, dove la Biasetti esporrà lavori a matita e un dipinto.

Il disegno e la pittura avranno sempre un ruolo ambivalente nelle esposizioni che fino ad oggi l'hanno vista partecipe, partendo da "Quotidiana'04" al Museo Civico di Padova, "Punto15. Quindici anni di creatività giovanile in mostra" a Palazzo Pigorini di Parma e nel 2009 e con "Disarmonie Domestiche.Valentina Biasetti, Daniela Benedetti, Erika Latini, Tamara Ferioli" alla Blob Art di Livorno curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei ed in fine nel 2010 con la mostra "Eat Me" a Palazzo Pigorini di Parma. Le esposizioni personali e bi-personali cominciano nel 2005 alla galleria Estro di Padova "Valentina Biassetti Monica Leonardo", nel 2007 ritorna a Modena per "Valentina Biasetti, Mirko Saracino. Geografie percettive" curata da Luca . In oltre nel 2010 è stata tra gli ottanta artisti selezionati al Premio Combat, svoltosi ai Bottini dell'olio di Livorno.

Stefano Bolcato è nato a Roma (1967), dove vive e lavora. Ha iniziato come autodidatta con il disegno, alla fine degli anni Ottanta, negli anni Novanta ha seguito studi accademici tra i quali la Scuola libera del nudo all' Accademia di Belle arti di Roma, con Alfonso Avanessian, e la Scuola delle Arti Ornamentali con Giovanni Arcangeli. Attualmente la sua ricerca personale si muove lungo due diversi percorsi: uno propone il paesaggio e l'architettura come pretesto figurativo, combinando l'uso sincero del colore ed elementi di mistero le tele offrono atmosfere dal gusto metafisico, diventano scenari per un' indagine introspettiva; l'altro riguarda la rivisitazione in chiave pittorica di un mondo piccolo, per certi versi infinito, che appartiene all'infanzia, ma non solo, evidentemente. L'autore, ponendolo sotto una originale lente di ingrandimento, ritaglia scene dal contenuto sociale, intimo, scorci di quotidiano realismo. La forza di queste tele, oltre che nel contenuto, a volte drammatico, sta nella vivacità dei colori, nel taglio ravvicinato dei primi piani che coinvolgono e chiamano in causa lo spettatore.

Matteo Tenardi è nato in Garfagnana nel 1984. Vive e lavora tra Massa e Lucca. E' laureando all' Accademia di Belle Arti di Carrara alla cattedra di Omar Galliani. Nel 2007 inizia l'attività espositiva con"Oltre il Bianco" a cura di M. Galbiati alla Galleria 911 di La Spezia. Tra le principali mostre personali "Sul Limite" del 2009, in cui è stata presentata un 'installazione temporanea all'interno di una ex cava sulle Alpi Apuane e "EXIT" presso la Galleria911 di La Spezia. Nel 2010 ha partecipato alla 60° rassegna internazionale G.B. Salvi a Sassoferato. Tra le principali collettive si ricordano: nel 2010 "Urbans Creatures", a cura di F. Londino, a Venezia ed a Rossano (Cs) e "Humana Passio" a cura di G. Bacci alla sala museale di S.Stefano a Bologna; nel 2009 "Sguardi Multipli" a cura di F. Londino al Castello Estense di Ferrara; nel 2008 partecipa alla "13° Biennale di Arte Sacra" al Museo Stauròs di San Gabriele (Te) a cura di C. Chenis; nel 2007 "Cristalli di Rocca" a cura di G. Bonomi alla Galleria Civica di Rocca Grimalda.

Le figure di Tenardi emergono da feritoie aperte nella tavole, altri oggetti vi si appoggiano e ne segnano il limite, la linea, la superficie al di là del quale non si trova alcuna parte della cosa mentre al di qua di esso c'è tutta la cosa nella sua interezza.

Riccardo Ruberti è nato nel 1981 a Livorno dove vive e lavora. Dopo la laurea in discipline pittoriche presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, dal 2007 è docente di pittura e tecniche dell'incisione alla Libera Accademia Trossi Uberti di Livorno. Tra le mostre più recenti: "P.Baratella-R.Ruberti", doppia personale, e "Artspotting. Percorso nella pittura contemporanea" alla Galleria Studio38 di Lucca, "Appetite for destruction" al Museo Nazionale di Villa Guinigi di Lucca nel2009 e "SegnodiSegno"-BlobArt, Livorno, "Incontemporanea" a Milano. Attualmente si dedica completamente alla ricerca artistica. Propone collage e dipinti dove un universo sospeso accoglie de i bambini che varcano un confine per andare "altrove": come presenze celate in attimi cristallizzati, interrogano lo spettatore nel silenzio di un ambiente simile a un limbo, nel quale domina il bianco, l'assenza di rappresentazione.

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ASSOCIAZIONE CULTURALE ENTROTERRA

Sede espositiva: Viale Bornata- Borgo Pietro Wuhrer, 43 (ed. 13)- 25123 Brescia tel. 030.5233558

Cell. 340-7781096

e-mail: press@entroterra.it

www.entroterra.it

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ENTROTERRA

Viale Bornata - Borgo Wuhrer, 43

25123 Brescia

030.5233558

press@entroterra.it

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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

Museo d’arte Mendrisio | LA COLLEZIONE | Piazza San Giovanni, Mendrisio (CH) | INAUGURAZIONE VENERDI' 17 SETTEMBRE 2010 ORE 18.00




Museo d'arte Mendrisio

La collezione

18 settembre – 14 novembre 2010

Conferenza stampa: giovedì 16 settembre ore 11.00

Vernice: venerdì 17 settembre ore 18.00

La prima ampia rassegna sulla collezione completa suggella l'opera di ristrutturazione del Museo d'arte Mendrisio, avviata nel 1982 e conclusasi nel 2009. Con la presentazione di una ricca selezione di opere dal '600 al contemporaneo s'inaugura la permanente, che rimarrà poi esposta anche in concomitanza con le mostre temporanee.

180 opere d'arte, che spaziano dal XVI al XXI secolo, illustrano le collezioni del Museo d'arte Mendrisio in una mostra all'interno degli spazi di recente restaurati dello storico Complesso di San Giovanni. Autori importanti nella storia artistica locale, ma anche classici dell'arte moderna: un patrimonio che si è andato man mano arricchendo e che oggi conta, grazie al recente arrivo di consistenti depositi, oltre 2'500 opere. Nei 28 anni trascorsi dalla sua creazione, nel 1982, caduta in concomitanza con la presentazione della prima e determinante acquisizione – la donazione Grigioni –, il Museo d'arte Mendrisio è riuscito con perseveranza a costituire una raccolta artistica di assoluto valore in ambito locale. Nascita e sviluppo del Museo d'arte Mendrisio si intrecciano con i lavori di restauro del complesso di San Giovanni, monumento fondamentale nella storia di Mendrisio. Il suo progressivo recupero ha significato, di pari passo, il progressivo potenziamento dell'istituto museale mendrisiense. Il completamento, negli ultimi sette anni, del restauro del complesso ha consentito all'istituto un ampliamento sia dei depositi che degli spazi espositivi. Oggi il Museo d'arte Mendrisio è una realtà, a livello cantonale, consolidata e affermata. Le sue collezioni si sono formate nei decenni grazie alle acquisizioni volute dal Municipio e, soprattutto, grazie alle donazioni e ai depositi che hanno concluso esposizioni monografiche o tematiche. La crescita di una collezione dipende principalmente dall'attività espositiva – mirata – che un Museo persegue nel tempo, e così è stato e vale tuttora per il Museo di Mendrisio. La presentazione in mostre monografiche di autori moderni e contemporanei gli ha consentito di annettere fondi spesso significativi della loro opera. Un impegno premiato con l'arrivo di fondi cospicui come – per citare gli esempi maggiori – quello dedicato al pittore Pietro Chiesa, figura di riferimento dell'arte ticinese dalla fine dell'800 alla metà del '900, e soprattutto come quello dell'artista-gallerista Gino Macconi, che con il suo apporto arricchisce il Museo con materiali che danno un ampio affresco sulla storia artistica locale (in special modo del '900), oltre a fornire alcuni interessanti documenti di artisti – in particolare italiani – dell'arte moderna europea. Spiccano all'interno della collezione alcune linee guida. Ne indichiamo due in particolare: da un canto un filone storico regionale; dall'altro, una visione completa sul Novecento ticinese. Una raccolta di opere antiche permette quindi di costruire, partendo da lontane origini, una microstoria artistica del territorio che lungo i secoli ci conduce dalla bottega secentesca dei Torriani, attraverso la produzione dei petrineschi, di Giovan Battista Bagutti, di Bernardino Pasta, di Antonio Rinaldi, di Pietro Chiesa, fino nel cuore del 900 grazie ai fondi di due protagonisti della storia regionale come Guido Gonzato e Giuseppe Bolzani. Ma, come detto, baricentro della collezione rimane il '900 ticinese (o meglio, in Ticino), documentato in tutte le sue figure maggiori; figure che innescano a loro volta filoni tematici, seguendo i quali si possono leggere e variamente interpretare l'arte e la storia del territorio ticinesi: il carattere specifico di una provincia influenzata sì dalla cultura di origine, ma anche fortemente da una componente proveniente dal nord. A un criterio cronologico si accompagna, soprattutto in sede di catalogo, un criterio settoriale per filoni tematici e linguistici. Il catalogo che accompagna la mostra si divide quindi in nove sezioni storico-tematiche, ognuna delle quali viene introdotta da una sintetica lettura critica, e riunisce le immagini di 180 opere, tra le quali quelle di 128 autori.

Artisti in catalogo e in mostra:

Selim Abdullah, Hans Arp, Kengiro Azuma, Abbondio Bagutti, Giovan Battista Bagutti, Attilo Balmelli,Paolo Bellini, Adriana Beretta, Edoardo Berta, Anna Bianchi, Giovanni Bianconi, Filippo Boldini, Giuseppe Bolzani, Carlo Bossoli, Edoardo Bossoli, Serge Brignoni, Miro Carcano, Carlo Innocenzo Carloni, Carlo Carrà, Francesco Catenazzi, Massimo Cavalli, Pietro Chiesa, Alfredo Chighine, Ugo Cleis, Giovanni B. I. Colomba, Camille J. B. Corot, Jean Corty, Carlo Cotti, Enrico Della Torre, Edmondo Dobrzanski, Edouard E. Doigneau, Max E. Eisenhut, Sergio Emery, Ignaz Epper, Max Ernst, Adolfo Feragutti-Visconti, Renzo Ferrari , Aldo Ferrario, Luisa Figini, Felice Filippini, Giuseppe Foglia, Fiorenzo Fontana, Franco Francese, Filippo Franzoni, Samuele Gabaglio (Gabai), Giovanni Genucchi, Bernardino Giani, Mario Gilardi, Piero Gilardi, Piero Giunni, Guido Gonzato, George Grosz, Carlo Gulminelli, Walter Helbig, Ferdinand Hodler, Max Huber, Wifredo Lam, Cesare Lucchini, Mino Maccari, Gino Macconi, Giambattista Maderni, Rudolf Maeglin, Leo Maillet, Pompilio Mandelli, Marino Marini, Mario Marioni, Albert Marquet, Arturo Martini, Simonetta Martini, Galliano Mazzon, Paolo Mazzuchelli (PAM), Giuseppe Mentessi, Gianni Metalli, Rolf Meyer, Ruth Meyer, Theobald Modespacher, Ubaldo Monico, Luigi Monteverde, Ennio Morlotti, Ernst M. Musfeld, Anita Nespoli, Bruno Nizzola, Giancarlo Ossola, Nicola Palizzi, Gianni Paris, Tancredi Parmeggiani, Bernardino Pasta, Aldo Patocchi, Fritz Pauli, Gino Pedroli, Gregorio Pedroli, Apollonio Pessina, Bottega del Petrini, Gianriccardo Piccoli, Fausto Pirandello, Adriano Pitschen, Domenico Pozzi, Ambrogio Preda, Carlo Quaglia, Mario Radice, Rolando Raggenbass, Imre Reiner, Mario Ribola, Hans Richter, Antonio Rinaldi, Luigi Rossi, Remo Rossi, Pietro Salati, Alberto Salvioni, Augusto Sartori, Johannes R. Schürch, Pierino Selmoni, Telemaco Signorini, Mario Sironi, Anita Spinelli, Daniel Spoerri, Cesare Tallone, Vittorio Tavernari, Francesco Torriani, Francesco Innocenzo Torriani, Giuseppe Antonio Maria Torricelli, Luciano Uboldi, Max Uehlinger, Vincenzo Vela, Lorenzo Viani, Marianne von Werefkin, Max Weiss, Walter Kurt Wiemken, Samuel Wülser

A cura di Simone Soldini

Catalogo 220 pp. circa, 180 illustrazioni a colori, schede e contributi di Federica Bianchi, Matteo Bianchi, Chiara Gatti, Anastasia Gilardi, Claudio Guarda, Simone Soldini, Maria Will, 30 CHF / 21 Euro

Info Tel. +41 (0)91 640 33 50, museo@mendrisio.ch

www.mendrisio.ch/museo

Orario martedì-venerdì: 10-12 e 14-17 sabato-domenica: 10-18

lunedì: chiuso (tranne i festivi)

Entrata Fr 8.- (€ 6) ridotto Fr 5.- (€ 3,50)









venerdì 3 settembre 2010

Mostra Angela Chiti a Sesto Fiorentino 12-26 settembre




Spazio espositivo: Centro Espositivo Antonio Berti, Via Bernini 57, Sesto Fiorentino (Firenze)

Titolo dell'evento: Angela Chiti. Passi sospesi. Fotografie 2009-2010

A cura di Alessandra Borsetti Venier

Vernissage: domenica 12 settembre 2010 ore 11.00

Intervengono: Gianni Gianassi, sindaco di Sesto Fiorentino e Sonia Zampini, critico d'arte

La mostra resterà aperta dal 12 al 26 settembre 2010

Nella mostra "Passi sospesi", divisa per vari gruppi tematici, Angela Chiti espone i suoi ultimi microcosmi informali. Queste immagini non hanno nessuna condizione fisica che materialmente le lega a un luogo come a una circostanza, ma respirano e trasmettono un sentire profondo e lontano, che non ha tempo e non ha luogo.


Spesso la realtà, - scrive Sonia Zampini - appare mostrando allo sguardo sensibile, come all'obiettivo di Angela Chiti, un lontano che perdura. Ritrovarne i segni, decifrarne l'entità, è svelare agli occhi l'esplicito nascosto del reale che appare. Immagini nelle immagini, vita sottaciuta nell'imminenza del dire, forme nascenti tra le pieghe di ciò che si mostra. Angela, grazie alla sua sensibilità che sa arrivare oltre, lì dove spesso le circostanze ci inducono a fermarci, asseconda con i suoi scatti il dialogo nascosto del mondo e lo mette in luce. La realtà sopraggiunge depurata da ogni condizione materiale, ed è puro sogno, pura metamorfosi, puro apparire. Avanza, come la poesia mira dritto al nostro sentire, e incede nella scoperta che presto avrà il dono di essere libera da ogni meraviglia e di diventare consapevolezza. Esse appaiono, allo sguardo che sa riconoscerle, come segni, indicazioni che emergono, con apparente casualità, da un mondo che si conosce e si è in grado di decodificare. Il loro mostrarsi parla però di una natura diversa rispetto a quella visibile, tale da risultare estraniante. Destabilizza, infatti, ogni visione logica e ci induce a pensare che la totalità dell'espressione, di qualunque espressione a cui questo reale faccia riferimento, è un nido di sentieri che conduce ad altri significati, come diversi punti di osservazione di un'unica definizione, solo apparentemente conosciuta. La fotografia di Angela Chiti sovverte l'idea che la foto, in quanto tale, immobilizzi, nella cattura del suo scatto, il reale manifesto ma, al contrario, ne rende ora visibile il suo esplicito imperscrutabile.

Angela è strumento - scrive Alessandra Borsetti Venier - che crea diaframmi con il mondo o per interpretarlo, a volte per negarlo o per cercare nel mondo quello che non c'è. E lancia il suo sguardo dentro, come aspettando qualcuno che passi nel vano del mondo, e azzarda la pretesa di catturare visioni dentro la gamma senza fine di un complesso - altro - orizzonte di senso. Angela dà forma all'incomprensibile. Con un linguaggio, che intuiamo ma che non riusciamo del tutto a decodificare, plasma materie implasmabili, si insinua nelle sequenze genomiche e geometriche delle più svariate superfici del sogno o della realtà. Sono immagini in assenza di peso specifico, aliene alla gravità, al tempo e a qualsiasi anatomia. Vi si possono immaginare lievi tracce materiche di realtà, ma forse è soltanto una necessità razionale di chi guarda e non accetta di lasciarsi andare al vuoto di pochi elementi immersi nella luce e nel colore. Un vuoto permeato da un' "essenza" silenziosa che l'artista ha intuito e fermato attraverso la fotografia. Con l'intenzione - forse - di sospendere, anche solo per un istante, il ritmo convulso del vivere, e spostare l'attenzione su tutto ciò che ogni giorno sfugge, cancellato dall'urgenza.

Anche dalla poesia l'artista prende spunto per le sue opere ed ecco perché nel libro/catalogo, pubblicato da Morgana Edizioni per questa occasione, sono inseriti vari testi dei suoi autori preferiti come Amelia Rosselli, Sandro Penna, Alejandra Pizarnik, Dylan Thomas, Luciano Fintoni, che la accompagnano e la ispirano nella ricerca di semantiche nuove.

Orari di apertura: da lunedì a sabato 16.00 – 19.30, domenica 10.00 – 12.00 Ingresso libero

Info: 055 4480914 – 334 3396562 urp@comune.sesto-fiorentino.fi.itwww.comune.sesto-fiorentino.fi.it

Catalogo: Morgana Edizioni www.morganaedizioni.it
Patrocini: Provincia di Firenze, Comune di Sesto Fiorentino
Ufficio Stampa: MultiMedia, Firenze, 055 8398747

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