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martedì 18 aprile 2017

Mostra "Pietas" di Corrado Veneziano (Case romane del Celio, 20 aprile - 2 maggio)


Artealle Case Romane del Celio la "Pìetas" di Corrado Veneziano

In esposizione dal 20 aprile fino al 2 maggio prossimo a Roma,dieci tele con le immagini dei dittatori più sanguinari del XX e XXI secolo interpretano la Sacra Sindone
Fra i ritratti anche Hitler, Mussolini, Bin Laden e Gheddafi.

Roma, 18 aprile 2017 – D'intesa con il Ministero dell'Interno, con il Ministero dei Beni Culturali, e con la Società coop. Spazio Libero, prende il via giovedì 20 aprile alle 18.00, a Roma, nello straordinario complesso archeologico delle Case Romane del Celio (Clivo di Scauro), "Pìetas"la mostra di Corrado Veneziano a cura di Raffaella Salato.

L'esposizione, in programma fino al 2 maggio prossimo (orario: tutti i giorni, dal giovedì al lunedì, dalle 10.00-13.00 e dalle 15.00-18.00, ingresso al pubblico: intero 8 euro, ridotto 6 euro) in uno deipoli museali più affascinanti dell'intero patrimonio laziale, presenta dieci tele di lino installate su strutture autoportanti che interpretano e riprendono la struttura visiva della Sacra Sindone,una delle forme estetiche più illuminanti della condizione mortuaria al di là di ogni risvolto di natura religiosa. 

dieci sudari, che rappresentano altrettante figure umane immaginate in posizione funebre, sembrerebbero ritrarre uomini apparentemente comuni. In realtà, le somiglianzerichiamano alla mente dello spettatore alcuni personaggi tristemente noti, annoverabili fra i despoti e i dittatori più sanguinari del XX e XXIsecolo: Hitler, Mussolini, Pol Pot, Videla, Batista, Bin Laden, Gheddafi, Mobutu e Pinochet.

Ritratti a misura reale, con le palpebre chiuse e le mani congiunte sotto il ventre in una postura che ricorda la Sacra Sindone, i soggetti di questi lavori, su cui evidente è il lavorìo intenso condotto dalla mano dell'artista, presentano tratti del viso e del corpo trasfigurati e colti in una dimensione etereaastratta, allo stesso tempo distaccata e appartata che solo la percezione della morte può produrre.

Nell'attimo solenne della dipartita, dunque, come dimostrano le opere di Veneziano, anche il volto di un individuo, assolutamente esecrabile in vita privo dalcun genere di pentimento, può essere rappresentato in un'espressione più umana e dignitosa, risultato di quell'elevato sentimento dellpìetas latina che insiste tra l'altro sul rispetto e sull'amore dovuto comunque a ogni essere umano a prescindere dalle nefandezze che gli sono appartenute. 

Come se la scomparsa terrena fossecapace di allontanare lo sdegno e il ripudio per portare al suo posto una qualche forma di rasserenamento.

Partendo dalle considerazioni di Ricoeur e Lèvinasche avevano posto l'attenzione sull'assunto della religione cristiana secondo cui qualsiasi volto "potrebbe essere quello di Cristo"Veneziano recupera l'immagine della Sindone e con un gioco di sostituzioni-trasformazioni riesce, dunque, "trasferire" sul lenzuolo di lino le sembianze di uomini la cui ferocia ha segnato la storia dell'umanità.

"Il volto di Cristo – ha detto Veneziano – è, allo stesso tempo, l'immagine più riprodotta e la raffigurazione più astratta e priva di documentazione che ci sia. In questo senso l'operazione di ragionevole verosimiglianza delle immagini di Pìetas , progetto che ha preso forma dentro di me durante il Giubileo della Misericordia, potrebbe rappresentare un tributo all'arricchimento semantico dell'immagine del Salvatore, ma anche diventare un onesto lavoro di allargamento delle opzioni figurative in cui questi si è materializzato".

Molteplici le domande che l'esposizione pone, infinite le questioni estetiche e artistiche, le problematiche politiche, religiose, psicologiche e sociologicheIn questo senso la mostra diventa l'occasione per riflettere sulla distanza tra mondi incomparabili o distanti, come quello della vita e della morte, della immanenza e della trascendenza, della guerra e della pace. Mentre, per l'ennesima volta, come ha scritto in passato Achille Bonito Oliva le opere di Veneziano "massaggiano il muscolo atrofizzato della memoria collettiva".

L'appuntamento per il Vernissage è fissato pergiovedì 20 aprile allore 18.

Note biografiche: 
Corrado Veneziano (Tursi, 1958) ha alternato le sue attività di ricerca e di docenza accademica con il suo permanente lavoro di artista. Regista teatrale per Festival e rassegne internazionali (spesso con la Biennale di Venezia) e regista televisivo per la Divisione ragazzi di Rai 3 e per Rainews 24, ha pubblicato molteplici volumi (sulla comunicazione e la espressività) con importanti case editrici italiane. 

Ha tenuto laboratori e seminari in università e accademie, in Europa, negli Stati Uniti, in Africa. Nel 2013 ha presentato per la prima volta i suoi lavori pittorici a Roma, raccogliendo l'attenzione lusinghiera del critico Achille Bonito Oliva e dell'antropologo Marc Augè. 

Sulla sua produzione pittorica vale la pena sottolineare la mostra ospitata con il sostegno del Ministero degli Esteri e ospitata a Bruxelles nel primo semestre europeo di presidenza italiana (2014) e due eventi, del 2015. Il primo è legato alla personale ISBN 9788820302092 tenutasi a Parigi nell'Espace en Cours diretto da Julie Heintz; il secondo è invece relativo al quadro che la Rai gli ha commissionato per il 67° Prix Italia - Concorso internazionale della Tv, del web e della radio. 

La mostra parigina si è inscritta nelle manifestazioni francesi sul 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri; l'opera per il Prix Italia (tenutosi a Torino tra il 19 e il 24 settembre) è diventata l'immagine-simbolo della rassegna 2015 del Prix, intitolata "Il potere delle Storie. Il laboratorio della Creatività". Anche il 2016 ha registrato varie iniziative pittoriche e artistiche, tra cui vale la pena di citare la personale alla antica Galleria Nevskij 8 di San Pietroburgo dal titolo "I codici dell'anima" in cui Veneziano ha presentato, per larga parte, i lavori dedicati ai codici ISBN. 

Recentemente (San Pietroburgo, gennaio-febbraio 2017) l'artista è stato impegnato in esposizione in quel medesimo spazio con la personale "Segni, loghi e corruzioni", a cura di Raffaella Salato. In occasione dell'anniversario dei 60 anni del Trattato di Roma, l'artista ha "ripensato" il logo dell'UE presentando 3 installazioni di dimensioni considerevoli.

Alcune note critiche: 
Achille Bonito Oliva "L'anima dei non luoghi"
"(…) Eppure egli è un artista tipicamente europeo che partecipa anche alla postmodernità attraverso l'assunzione del metodo dell'assemblaggio, della conversione, del riciclaggio, della contaminazione; insomma di una serie di passaggi stilistici differenziati". "(…) Inserirsi nel mercato dell'arte contemporanea è un fatto statistico, di circostanza, di contesto. 

Quello che è importante è riconoscere quando un lavoro è capace di viaggiare su diverse lunghezze d'onda: viaggiare tra l'alto e il basso del sogno dell'arte. Questo è in grado di fare Veneziano in quanto ha il coraggio di non assumere un'iconografia eclatante ma, anzi, segnala l'orgoglio di chi utilizza l'arte per sviluppare una scoperta. 

L'arte come svelamento e l'arte come sollecitazione e ampliamento della sensibilità: per chi la fa e per chi la riceve. In questo senso, quella di Corrado Veneziano, può definirsi - anche - un'arte sociale". 

Marc Augé, "L'anima dei non luoghi"
"(…) Devo ammettere di aver attraversato larga parte del mio lavoro intellettuale a spiegare cosa sia un non-luogo. 

E ora, un po' inaspettatamente, vedo rappresentato questo concetto nell'arte figurativa: per l'esattezza nelle opere pittoriche di Corrado Veneziano. Ho sempre sperato (e aspettato) che un artista potesse appropriarsi di uno spazio che è considerato normalmente un non-luogo, e ho avuto la conferma immaginata: che cimentandosi con uno spazio non definito (non puntualmente localizzabile) il pittore stabilisca e rafforzi – comunque – una relazione con il medesimo spazio. 

E Veneziano rimarca proprio l'esistenza dell'arricchente opposizione tra luogo e non luogo;  la trasposizione pittorica diventa protagonista del non-luogo laddove ne propone una inedita, intensa rappresentazione." 

Derrick De Kerckhove Non luoghi > No loghi
"(…) È questa ricerca dello "sguardo di chi guarda" che mi intriga in Veneziano. 
L'educazione allo sguardo e dello sguardo è propria dell'arte visiva. Ma pochi artisti contemporanei lo fanno deliberatamente, pittori o fotografi, scultori o registi.

Veneziano chiede allo spettatore di creare il quadro con lui: per distinguere forme sfocate, e per perseguire una proposta visiva ulteriore. Oppure, come nel caso del quadro del codice QR, per legare e correlare una moltitudine di ombre fluide, appena riconoscibili tra singole tessere. Un quadro luminoso e ricco di speranza: come molte altre opere di questo artista".

PÌETAS
Case Romane al Celio Clivo di Scauro – Roma
Mostra personale dell'artistaCorrado Veneziano
Apertura al pubblico: da giovedì 20 aprile 2017 a martedìmaggio
Orario: 10.00-13.00 e 15.00-18.00 dal giovedì al lunedì
Ingressointero 8 euro, ridotto 6 euro


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www.CorrieredelWeb.it

Mostra d'autore: LUCREZIA RODA STEEL - LIFE


ASSOCIAZIONE CULTURALE BARICENTRO

 

LUCREZIA RODA   STEEL - LIFE


Nella cornice del PHOTOFESTIVAL, l'associazione culturale BARICENTRO presenta l'esposizione di: LUCREZIA RODA  STEEL-LIFE
Quando Lucrezia Roda ha iniziato a inquadrare nel mirino della sua fotocamera la realtà delle Trafilerie San Paolo si è trovata di fronte a una scelta precisa: limitarsi a un lavoro esclusivamente descrittivo, o liberare la fotografia facendosi guidare da un'intuizione, quella di considerare la fabbrica come il luogo dove si realizza il fascino un po' misterioso della trasformazione.
Ed ecco che l'obiettivo di Lucrezia Roda si sofferma su particolari apparentemente insignificanti per trasformarli in materia viva con cui viene spontaneo confrontarsi.
Il metallo si fa incandescente, scorre rapido in un percorso che lo indirizza dallo stato indefinito alla forma che dovrà assumere e in questo tragitto ci regala le meraviglie di un caleidoscopio con i colori che si inseguono, le geometrie che si moltiplicano, le luci che ne esaltano la plasticità.
L'autrice ci accompagna con mano sicura in questo labirinto e ci invita a scoprire con lei che, viste in una prospettiva frontale, quelle barre metalliche a sezione quadrata accostate l'una sull'altra sembrano dipinti astratti.
Anche il filo metallico, sulla cui superficie la luce gioca creando piacevoli effetti multicolori, trasfigura la circolarità delle sue matasse in un dinamismo avvincente che il nostro sguardo insegue affascinato. Quando poi la fotografa ampia la sua visione, ci mette di fronte a rotoli, tubi, barre, forni, vasche, macchinari avvolti da fumi e vapori: quello, lo comprendiamo, è il luogo dove l'uomo sa trasformare la materia piegandola alle sue esigenze.
Biografia

Classe '92, Lucrezia Roda è nata e cresciuta ad Erba, nel comasco. Ha intrapreso studi classici, coltivando parallelamente il suo interesse verso il mondo della fotografia; l'amore per quest'ultima la porterà ad iscriversi nel 2011 all'Istituto Italiano di Fotografia (MI), dove avrà la possibilità di approfondire e consolidare fondamentali conoscenze tecniche ed estetiche, diplomandosi nel 2013. La voglia incessante di poter raccontare la vita fotograficamente la porterà dal buio delle sale di posa al buio delle sale teatrali: amante della luce tagliente e delle ombre ingombranti, di fogli vuoti ed inchiostro, del bianco, del nero, e da sempre attratta dalla vita sul palcoscenico e del "dietro le quinte", decide di iscriversi al corso di alta formazione professionale di "Fotografia di Scena" presso l'Accademia del Teatro alla Scala (MI), dove si diplomerà nel 2015. Continua a sperimentare per sé nel campo della fotografia, del video, della scrittura, mossa dalla voglia di riempirsi sempre gli occhi e la mente di vecchie e nuove emozioni.

LUCREZIA RODA – STEEL-LIFE
a cura di Sandra Benvenuti
ASSOCIAZIONE CULTURALE BARICENTRO
Via Pola 6  -  20124 Milano
tel 02 603628  -  335 5871944


inaugurazione mercoledì 10 maggio ore 19.00
in mostra: 10 al 24 maggio 2017
Ingresso: libero
Orari: martedì - sabato dalle 15.30 alle 19.00
lunedì su appuntamento
chiuso domenica e festivi
Info: press@associazionebaricentro.it
www.associazionebaricentro.it 

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Kurt Schwitters & Marcel Duchamp

PAVILION  LAUTANIA  VIRTUAL  VALLEY 

1887 - Kurt Schwitters & Marcel Duchamp

“UNIVERSI  POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente” 
a cura di  Giovanni Bonanno.

Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017

Due proposte  internazionali presentate in contemporanea 

con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017




Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail:  bongiani@alice.it     

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it

Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00
 SANDRO  BONGIANI ARTE  CONTEMPORANEA


lunedì 17 aprile 2017

KURT SCHWITTERS / 1887 - Kurt Merz/Ecology

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

PAVILION  LAUTANIA  VIRTUAL  VALLEY  / 1887 - Kurt Schwitters & Marcel Duchamp
“UNIVERSI  POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente”  a cura di  Giovanni Bonanno.                                                 
Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017

Due proposte  internazionali presentate in contemporanea con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017


KURT  SCHWITTERS  / 1887- Kurt Merz/Ecology
Mostra collettiva internazionale  dedicata  a  Kurt  Schwitters
a cura di Giovanni  Bonanno 
Primo evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017
Dal 6 maggio 2017 al 13  agosto 2017

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail:  bongiani@alice.it   
Web Gallery:
http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00


KURT SCHWITTERS / 1887 - Kurt Merz/Ecology
Per i 130 anni dalla nascita  di  Kurt Schwitters  (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion  Lautania  Virtual  Valley”   a Kurt Schwitters  e Marcel Duchamp che riassumono egregiamente il concetto  di   indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono  mondi e immaginari collettivi.  Lo studio abitazione dell’artista, nella dimensione creativa, temporale e spaziale definisce l’estensione verso l’altro, nella  necessità di metabolizzare e trasformare la  realtà. Una invenzione a tutto campo giocata su  “universi possibili”, tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. In questa   prima collettiva internazionale dedicata a Kurt Schwitters  a cura di  Giovanni Bonanno sono presenti 63 opere di altrettanti importanti artisti  che hanno voluto  condividere  tale proposta come artisti di frontiera  a margine  di un  possibile confine e spartiacque al  sistema ufficiale  dell’arte. 


Artisti presenti:
Kurt Schwitters, Germania I Marcello Diotallevi, Italia I Lars Schumacher, Germania I Ruggero Maggi, Italia I Anna Boschi, Italia I Clemente Padin, Uruguay I Vittore Baroni, Italia I Luisa Bergamini, Italia I John M. Bennett, Usa I Gino Gini, Italia  I Cesar Reglero Campos, Spagna I G. Franco  Brambati, Italia I Rolando Zucchini, Italia I C. Mehrl  Bennett, Usa I Antonio Sassu, Italia I Mauro Molinari, Italia I Willemien Visser, Germania I Ramona Palmisani, Italia I Emilio Morandi, Italia I Borderline Grafix, Usa I Carlo Iacomucci, Italia I Daniel  Daligand, Francia I Domenico Ferrara Foria, Italia I Fernanda Fedi, Italia I Remy  Penard, Francia I Lancillotto Bellini, Italia I  Marina  Salmaso, Danimarca I Pier Roberto Bassi, Italia I Rosa Gravino, Argentina I Giancarlo Pucci, Italia I Mighel Jimenez, Spagna I Patrizia Battaglia, Italia I Pascal Lenoir, Francia I Renata e Giovanni Strada I Italia, Stathis Chrissicopulos, Grecia I Rosanna Veronesi, Italia I Gruppo Sinestetico, Italia I Leonor Arnao, Argentina I Giovanni Bonanno, Italia I Domenico Severino, Italia I Bruno Cassaglia, Italia I Luc Fierens, Belgio I Lamberto Caravita, Italia I Angela Caporaso, Italia I Mabi Col, Italia I Claudio Romeo, Italia I Daniele Virgilio, Italia I Cinzia Farina, Italia I Fulgor C. Silvi, Italia I Maria Josè Silva – Mizè, Portogallo I Roberto Scala, Italia I Linda Paoli,  Italia I Guido Capuano, Italia I Francesco Aprile, Italia I Carl Baker, Canada I Adriano Bonari, Italia I Oronzo Liuzzi, Italia I Mauro Dal Fior, Italia I Rossana Bucci, Italia I Russell Manning, USA I Willemien Visser, Germania  I Alfonso  Caccavale, Italia I Rosalie Gancie, Usa. 




BIOGRAFIA 

Herman Edward Karl Julius Schwitters (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), dal 1908 al 1909 frequenta la Kunstgewerbeschule ad Hannover e dal 1909 al 1914 studia alla Kunstakademie Dresden. Dopo aver servito nell’esercito come disegnatore nel 1917, avvia le sue prime esperienze  in ambito cubista ed espressionista. Vicino alla corrente dada berlinese fondò un proprio principio artistico chiamato Merz che adotterà per tutte le sue attività creative, dalla poesia, al collage, alle strutture. I suoi primi Merzbilder risalgono al 1919, l’anno della sua prima mostra alla galleria Der Sturm di Berlino e della prima pubblicazione dei suoi scritti sul periodico “Der Sturm”. Nel 1920 espone alla Société Anonyme di New York.  E’ stato un artista tedesco attivo in diverse correnti del suo tempo, tra cui il dadaismo, il costruttivismo, il cubismo, e meglio ricordato per l'utilizzo di mezzi d'avanguardia come il suono, il collage e il dattiloscritto. Le sue opere sono generalmente considerate precorritrici delle moderne installazioni e  delle ricerche ambientali. L’artista tedesco, inoltre, può essere considerato come uno dei maggiori esponenti della cosiddetta arte dei rifiuti un'arte basata sull'assemblaggio di materiali di recupero, oggetti ricercati nello scarto della quotidianità, e soprattutto inutili. Questi oggetti, apparentemente destinati ad una fine, sono rivalutati da Schwitters, che dà vita a composizioni del tutto complete e originali, sia da un punto di vista formale, sia per l'innovativo riuso, a discapito di una inutile apparenza. Schwitters è stato anche un prolifico scrittore, noto soprattutto per la poesia provocatoria An Anna Blume, è autore di liriche, tra cui esempi di poesia concreta, di prose brevi e satiriche, di scritti e manifesti di critica d'arte.






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