Assecondando la sua grande passione per la pittura i genitori le permettono di continuare gli studi a Venezia, presso il pittore Alessandro Milesi, di cui fu allieva dal 1933 al 1936.Ultime news di Mostre ed Esposizioni
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lunedì 18 gennaio 2016
Mostra d'arte "Emmalisa Senin. I dipinti di una vita" alla galleria Fondantico di Bologna
Assecondando la sua grande passione per la pittura i genitori le permettono di continuare gli studi a Venezia, presso il pittore Alessandro Milesi, di cui fu allieva dal 1933 al 1936.Simultanea spazi d'arte: Essere e non essere. Il mito del labirinto tra figurazione e astrattismo
Etoile Toy/ Visual Arts Florence
Il progetto si compone di dodici grandi pannelli ispirati al mito di Teseo e il Minotauro, tra i più celebrati dalla cultura artistica e letteraria d'Occidente. Il mito racconta la vicenda di Teseo, giovane eroe attico giunto a Creta per uccidere il Minotauro, orribile creatura metà uomo e metà toro rinchiusa nel labirinto di Cnosso dal re Minosse. Fondamentale per la riuscita dell'impresa è l'intervento della figlia di Minosse, Arianna, che, innamoratasi di Teseo, gli suggerisce di legare un filo all'ingresso del labirinto in modo da poter ritrovare la via del ritorno. venerdì 15 gennaio 2016
Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” ogni domenica visita guidata alla mostra in corso

Ogni domenica sarà tenuta una visita guidata inclusa nel biglietto di ingresso.
Le visite guidate, condotte da personale specializzato, avranno inizio alle ore 10:45
… questa non è solo una mostra dedicata ai paesaggi, alle marine e alle vedute urbane del territorio di Terra di Bari, solo in parte coincidente con l'attuale Città Metropolitana, che ne rappresenta la progressiva, e non sappiamo se definitiva, riduzione. L'attenzione, infatti, non è esclusivamente dedicata allo specifico pittorico, cioè agli artisti che ne hanno dato la rappresentazione, all'esame del loro linguaggio e a quanto quest'ultimo fosse più o meno simile, e, infine, a quanto questo stesso linguaggio sia andato modificandosi nel corso dei cento
anni (1860-1960) che costituiscono l'ambito cronologico entro cui si è scelto di muoversi. In realtà si tratta anche di una mostra "storica" sui generis, volta ad illustrare, attraverso le immagini del territorio riflesse nella pittura, i cambiamenti che lo hanno interessato.
Via Spalato 19 / Lungomare Nazario Sauro 27 – Bari - Tel. 080/ 5412420-2-3-4-5-7
www.pinacotecabari.it
Per informazioni: Tel: 080/5412421-2-3-4
Alla Pinacoteca metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all 'ex Palazzo della Provincia.
Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale "Pane e Pomodoro", ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all'altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell'ex Provincia dove, al IV piano, ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.
ORARIO: dal martedì al sabato ore: 9.00 – 19.00
domenica ore: 9.00 – 13.00
lunedì e festività settimanali: chiuso
(La biglietteria chiude 30 minuti prima dell'orario di chiusura).
PREZZI D'INGRESSO: INTERO € 2,58
RIDOTTO € 0,52:
- soci COOP – muniti di tessera di iscrizione;
- soci TOURING – muniti di tessera di iscrizione;
- possessori coupon QUI!CULTURA.
GRATUITO:
-studenti universitari e di istituti AFAM (Accademie di Belle Arti e Conservatori Musicali) – muniti di libretto di iscrizione;
-giornalisti - muniti di tesserino;
-minori di 18 anni e maggiori di 65 anni;
-tesserarti ICOM;
la prima domenica di ogni mese.
Ingresso libero in occasione di inaugurazioni, cerimonie e particolari iniziative in programma.
Andy Warhol: Shadows - Guggenheim Museum Bilbao
The Guggenheim Museum Bilbao
An exhibition organized by the Dia Art Foundation
The Guggenheim Museum Bilbao presents Shadows (1977–78) by Andy Warhol, a monumental artwork of 102 large format, silkscreened panels that reflect some of Warhol's explorations with abstraction through his signature palette of bright and cheerful hues, which characterized a large part of his work. Curator Lucia Agirre is working on the Guggenheim Museum Bilbao's presentation of Andy Warhol: Shadows, which is organized by Dia Art Foundation.
At 50 years old, Andy Warhol, the irreverent Pop Art icon, and chronicler of an era, embarked upon the production of a monumental artwork titled Shadows with the assistance of his entourage at the Factory. The Shadows panels are silkscreened canvases.
To understand the radical implications of Warhol's Shadows, one must begin with the work's form: the Shadows series was conceived as one painting in multiple parts, the final number of canvases determined by the dimensions of an exhibition space. The "shadows" alternate between positive and negative as they march along the walls of the gallery.
www.guggenheim-bilbao.es
giovedì 14 gennaio 2016
Milano: mostra "Marina Berra | I colori dell'anima" - con gentile richiesta di segnalazione
a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo
Inaugurazione martedì 19 gennaio, ore 18.30
Inaugurazione martedì 19 gennaio, ore 18.30 Lunedì ore 16-19, martedì-venerdì 10-13 e 16-19, sabato su appuntamento
Spazio, comunicazione e servizi per l'arte e la cultura
Via Voghera 14 - ingresso da Via Cerano, 20144 Milano www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872
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www.CorrieredelWeb.it
Mostra MARKUS RAETZ | LAC Lugano Arte e Cultura | 30 GENNAIO – 1 MAGGIO 2016
Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione con il Kunstmuseum di Berna e il Musée Jenisch di Vevey – sedi delle prime tappe della mostra nel corso del 2014 – e a Lugano assume particolare rilevanza per la presenza di un'installazione inedita intitolata Chambre de lecture, mai presentata al pubblico prima d'ora e appositamente realizzata dall'artista per la sua prima personale in Canton Ticino.
La mostra racconta questo affascinante cammino con oltre 150 opere: parole, forme primarie, volti, oggetti che permettono di cogliere gli elementi costitutivi del suo singolare vocabolario artistico. Grazie a un approccio al tempo stesso ludico e concettuale, Raetz crea incisioni, disegni e sculture in cui questi soggetti, in apparenza semplici e accessibili, rivelano la complessità della realtà che ci circonda.
Ampio spazio viene dedicato all'opera incisa di Raetz, ambito artistico prediletto dall'artista che negli anni ha esplorato le varie tecniche calcografiche sperimentando nuove applicazioni volte a ottenere una libertà creativa non sempre raggiungibile attraverso la pittura e il disegno. Le sperimentazioni grafiche di Raetz sono accompagnate da una parallela ricerca in ambito plastico come testimoniano le numerose sculture incluse nell'allestimento: si tratta sovente di opere che si trasformano sotto lo sguardo dello spettatore mutando aspetto, e di conseguenza significato, a seconda del punto di vista scelto.
La Chambre de lecture è composta da 432 profili in filo di ferro modellati dall'artista e sospesi ordinatamente davanti alle pareti di uno spazio neutro.
I profili si animano al più lieve spostamento d'aria, dando vita a una serie di affascinanti dinamiche: uno sguardo ravvicinato permette di cogliere il mutamento delle espressioni di ogni singolo elemento, o ancora i dialoghi sfuggenti fra due o più profili, mentre nel suo insieme l'opera sembra fluttuare, come se seguisse il propagarsi di un moto ondulatorio, di un'eco.
FIERAE | Le Artigiane ospitano la MINIGALLERY di Assisi
mercoledì 13 gennaio 2016
In mostra la LUNA alla Galleria MAC di ROMA | 22 gennaio - 12 marzo 2016
martedì 12 gennaio 2016
Sculture itineranti per raccontare il rapporto tra uomo e boschi
Obiettivo: sottolineare il forte rapporto tra comunità e alberi sensibilizzando anche al corretto uso della materia prima legno. Il Premio PEFC ad uno sculture della Valle d'Aosta
Proprio per sottolineare l'importanza di ricostruire un sano legame tra il patrimonio boschivo e le diverse comunità locali, l'esposizione avrà, tra i soggetti patrocinatori, anche il PEFC, lo schema di certificazione per la gestione forestale sostenibile più diffuso al mondo: "Il modo migliore per tutelare i nostri boschi non è considerandoli dei santuari intoccabili ma diffondendo la cultura della loro corretta gestione" spiega Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia. --
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lunedì 11 gennaio 2016
Francesco Pantaleone arte Contemporanea: Ongoing WAX
text by/testo di Salvatore Davì
Chen Zhen - Un village sans frontiers, 2000, wood, wax, cm 51x31x23
Domenico Bianchi
Bruno Ceccobelli
Paolo Grassino
Concetta Modica
Liliana Moro
Ignazio Mortellaro
Luca Pancrazzi
Nicola Pecoraro
Alessandro Piangiamore
Loredana Sperini
Michele Tiberio
Vincenzo Schillaci
Francesco Surdi
Luca Trevisani
Chen Zhen
17 Dicembre 2015 / 27 Febbraio 2016
December 17th 2015 / February 27th 2016
La galleria è aperta dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 19:00
Sabato dalle 10:00 alle 18:00
Domenica e lunedì chiusi
Wax in artistic production has an ancient and incomplete history; its employment is documented since fifth millennium b.C. and from that time the physiological conditions of its production remained the same. But, in 1911, the historian Julius von Schlosser dedicated an entire paper on this subject: History of Portraiture in wax, a very innovative text, because of the absence of ceroplastics studies before 1911; sources only conduct toward a few anecdotes, some notes and brief historical hints, which actually get lost in the lack of specific texts chasm. We can find some information in classical essays, in middle-age recipe books and in some Renaissance and seventeenth century contracts, from which we can deduce the customer and the author.
The history of this technique was so frail and fragmented until the end of the nineteenth century, that might seem unlikely that they have reached us and perhaps no thanks to erudite philology, which has often demeaned wax as a by-product and considered ceroplastic as a minor technique, but mostly because of some intrinsic and physics features of wax itself: malleable at 32 centigrades and meltable at 60. If we look also at the extraordinary process whence it's generated, we realize its preciousness. A unique preciousness, because every time we look at a wax-made object, even just a small 15 cm and 50 gr of weight, portrait-locket, we are considering a thousand bee's work. This is the dazzling preciousness that an objective look at the nature of wax can produce on us; but it is a mistake, if we think that man needs an artificial spread to balance the unavoidable disharmony that frequently occurs between the eye and the word, between culture and nature. That is the reason why the aesthetic employment of wax rewards its natural preciousness, with a mite that ceroplastic techniques had to pay to nature, through a very high grade of mimèsi. The extreme ductility and its changeability made wax the ultimate product to exalt the imitative process, ability with many purposes from time to time. But, no matter what the purpose was, wax has always been the perfect accomplice for any sort of artifitio, always ready to disappear, destroying any proof, always prepared to be the scapegoat. It is really a reliable partner both for devotional uses, as in the case of iperrealistic votive statues, offered since sixteenth century, to the church of Santissima Annunziata in Florence, and for sinful and frivolous employment, like the representation of «vinitiane ignude», subjects made by venetian artisans and required in all Europe.
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ITALIANO
L’uso della cera per la produzione artistica ha una storia tanto antica quanto incompleta; il suo utilizzo è documentato dal quinto millennio a.C. e da allora le condizioni fisiologiche della sua produzione sono rimaste intatte, è nel 1911 che lo storico Julius von Schlosser dedica un intero saggio sul tema, Storia del ritratto in cera. Si tratta di un testo innovativo, perché prima del 1911 le fonti conducono solo a qualche nota e a brevi cenni storici, che però si perdono nelle voragini dell’insufficienza di testi specifici. Delle notizie si trovano nei trattati classici, nei ricettari medievali e in alcuni contratti rinascimentali e seicenteschi, dai quali si può dedurre committente e artefice.
La storia di questa tecnica fino alla fine dell’Ottocento, è così fragile e frammentata, che sembra improbabile che il sapere di quelle maestrie sia arrivato fino ai giorni nostri. Il merito non è tanto della filologia erudita, che spesso ha declassato la cera a sottoprodotto e la ceroplastica ad arte minore, ma se ancora oggi abbiamo artisti che lavorano la cera, si deve alle caratteristiche che contraddistinguono la sua natura: modellabile a 32 gradi e raggiunge un grado di fusibilità a 60. Se pensiamo, inoltre, alla straordinarietà del processo che la genera, ci accorgiamo anche del suo pregio. Una preziosità unica, perché ad esempio, ogni volta che vediamo una cera, anche solo un piccolo cammeo di pochi centimetri, abbiamo di fronte la forza lavoro di migliaia di api. Questa è la rarità accecante che uno sguardo oggettivo sulla natura della cera può dare, ma si tratta solo di un abbaglio, al cospetto dello scarto artificiale che serve a compensare l’inevitabile dissintonia che corre tra occhio e mondo, per assottigliare la differenza tra natura e cultura. Per questo le tecniche ceroplastiche ricompensano la naturale preziosità della cera, con un obolo che hanno dovuto pagare alla natura, attraverso un elevatissimo grado di mimèsi. Qualsiasi fosse la finalità dell’imitazione, la cera è sempre stata complice perfetta per ogni tipo di artifitio, sempre pronta a sciogliersi eliminando ogni traccia e sempre pronta a far da capro espiatorio. Si tratta di una materia affidabile sia per usi devozionali, come nel caso delle iperrealistiche statue votive offerte per leggendaria tradizione, nel Cinquecento, alla chiesa della Santissima Annunziata di Firenze, sia per impieghi mondani e licenziosi, come per la produzione delle raffigurazioni in cera di «vinitiane ignude», soggetti commissionati da tutta Europa, alle maestranze veneziane.
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Mostra "ROSPI E LUMACONI. Suggestioni dalle carte di Gianni Brera" | Laboratorio Formentini, Milano | 18 gennaio - 7 febbraio 2016
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