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venerdì 15 maggio 2015

Amy-d Arte Spazio, Milano: mostra "Backies di Ago Panini"

Backies 
di Ago Panini
Inaugura il 21 maggio alle ore 18.30 presso la galleria AMY-D Arte Spazio, Via Lovanio 6, Milano
Dal 22 maggio all'11 giugno 2015
a cura di Denis Curti
un evento Photofestival


Divenuto il nuovo lemma della lingua italiana – a testimoniarlo è lo Zingarelli –, il selfie è un fenomeno di moda che accompagna la giornata di grandi e piccoli, di capi di governo e first lady, di compassati prelati e divi del rock, di banchieri in doppio petto e star del cinema.

Il rischio, per chi, negandosi, non si professa in un atto partecipativo, è l'etichetta del dissociato, del disadattato, del deviante (rispetto alle mode e alle nuove socialità).

Esasperato nella pratica, compulsivo e ossessivo nel consumo, il selfie è assunto a simbolo dei tempi, a cartina tornasole di una società ipercomunicativa, sempre in movimento, votata alla rincorsa di rinnovate formule espressive e linguistiche – sempre facili e divertenti –.

Parte di un rituale globalizzante che coinvolge tutti e in ogni momento, privato o intimo che sia – basta una breve ricerca e si scoprono anche quelli con il caro estinto –, esso assurge a prova, testimonianza, appartenenza, certificazione: io esisto. L'autoscatto si rivolge ovunque e a chiunque, un pressing che confonde a tal punto da non riuscire a distinguere con chiarezza chi sia la preda e chi il predatore.

Ago Panini, regista, musicista, pubblicitario e scrittore – è suo il romanzo "L'erba cattiva" (Indiana editore) – a questo dictat risponde scegliendo lo stesso terreno, quello della comunicazione, e l'energia di un progetto che è ascolto e riflessione, ricerca e conoscenza. Con l'opera fotografica "Backies", egli guarda all'uomo e all'altro volto della luna, quello opposto al mondo smile, smart e friendly di un quotidiano più o meno verosimile.

Se il viso è l'arma mediatica del selfie, il foglio bianco sul quale si compone il mosaico di un linguaggio non verbale sempre ammiccante, divertente e teatrale, il backie documenta chi, di spalle, è colto nel guardare il mondo che si apre ai suoi occhi; chi, assorbito dallo spazio, ritrova nell'atto del vedere il tentativo di mettere in luce, come significato, il proprio rapporto con il mondo.

Nella presenza umana delle immagini firmate da Ago Panini risuona l'invito rivolto allo spettatore a inventare una storia, a rapportarsi con il protagonista e con ciò che è lì, all'orizzonte. Come dinanzi al quadro "Monaco davanti al mare" (1810) di Caspar David Friedrich si è chiamati a immedesimarsi nella figura, a sentire l'altro e l'emozione del momento, l'abisso del mare e del cielo nebbioso, a vivere in empatia con ciò che ci è prossimo, così, posti di fronte alla scena fotografata, non si può non entrare nell'immagine, contemplare la realtà e avvicinare un'espressione del mondo.

La posizione di spalle del soggetto, colto in solitudine, coinvolge l'osservatore, divenuto co-protagonista e viaggiatore, e lo proietta nella stessa meditazione. È un ponte gettato, quello prodotto dall'autore, tra lo spettatore reale, il soggetto fotografato e il paesaggio rivelato.

È un corto circuito tra la realtà interna all'opera e ciò che emerge dallo sguardo indagatore. I trentotto scatti realizzati da Ago Panini nel mondo sono tutte voci che concorrono a un unico invito: fermarsi per un istante e raccogliere questa piccola sfida investigativa – l'ascolto della propria presenza –, in silenzio. Attendere quei pochi secondi che il mondo venga a noi e coglierlo in un momento di sospensione. Nel contatto, nel gioco della partecipazione, non rimane che intrattenersi lasciandosi scoprire. Con leggerezza e ironia, con gioco e fantasia.


 

Immagini di Ago Panini 

A cura di Denis Curti 


Produzione PIANO B


PAN_Mostra Marco Bolognesi_5-28 giugno 2015_Napoli



PAN | Palazzo delle Arti Napoli
 5 – 28 giugno 2015
Marco Bolognesi
"Sendai City. Alla fine del futuro"

Conferenza stampa: mercoledì 3 giugno ore 11.00 alla presenza dell'artista e dell'Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele

A Napoli la terza tappa della mostra "Sendai City. Alla fine del futuro" di Marco Bolognesi, curata da Valerio Dehò e Massimo Sgroi, promossa dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Dopo il successo riscosso a Merano e Bologna, arriva al Pan Palazzo delle Arti Napoli, la città-mondo, cyberpunk e visionaria, creata dall'artista emiliano attivo tra l'Italia e l'Inghilterra. 

L'esposizione è un percorso articolato e interattivo, in cui il visitatore entra fisicamente in Sendai City, la città postmoderna dove vivono organismi cibernetici, mutanti, valchirie aggressive e poco vestite, numerose schiere di robot e un ridottissimo esercito di umani prodotti in laboratorio. 

La megalopoli ipertecnologica creata da Bolognesi in dieci anni di ricerca e sperimentazione (il nome Senday City è un omaggio allo scrittore cyberpunk William Gibson), è un mondo metafisico alternativo, governato da un'intelligenza artificiale e sospeso tra passato e futuro, in cui l'artista racconta le contraddizioni del nostro presente in un mix psichedelico. 

Lungo il percorso espositivo al Pan, si incontra l'astronave "Mock up", una selezione di fotografie tratte dalle serie "C.O.D.E.X. blue" (2008), "Geiko" (2008) e "Babylon Federation" (2008 e 2014), due opere della serie "Mutantia", una serie di pastelli su carta realizzati con un collage di ritagli tratti da vecchi film di fantascienza.                                                                                                                                                                                
Il Bomar Universe, ovvero l'Universo di Bo(lognesi) Mar(co), pone il visitatore davanti a un interrogativo sociale ed esistenziale sulle trasformazioni quotidiane dovute al progresso. Bolognesi si chiede in cosa l'umanità si stia trasformando e di quale futuro stiamo parlando. 

 L'esposizione delle opere, attraverso un percorso che si snoda tra installazioni, video, fotografie, disegni, collage, si trasforma in questo modo in uno studio sul potere della tecnologia e sull'impatto che la stessa ha sulla globalizzazione. 

Sendai City è la città del futuro, un futuro in cui stiamo vedendo la fine. E' il futuro di Marco Bolognesi, in cui le multinazionali governano il mondo, la macchina vince sull'uomo, e non si distingue più cosa è reale da cosa non lo è, in cui si aprono grandi interrogativi sul ruolo della tecnologia e della manipolazione genetica.

 "La macchina è il nostro presente, i peacemaker, le protesi, le telecamere che ci visitano, ci controllano" spiega Marco Bolognesi. "Si sta realizzando quella strada che gli scrittori cyberpunk avevano profetizzato: il controllo dell'energia, dell'acqua, le multinazionali e il mercato dei dati".

Scrive Valerio Dehò, curatore della mostra: "Il progetto di Sendai City ci restituisce un'utopia ed un incubo: "il sogno dell'uomo di liberarsi dalla sua carnalità e dalla morsa del tempo e la paura di non poter più usare la coscienza per distinguerci dai robot e dalle macchine in genere. Ma per saperlo davvero, per capire veramente se le briciole di queste storie diventeranno la nostra storia, bisognerà attendere la fine del futuro. Solo allora, forse, comincerà il presente".

"La concezione estetica della Sendai Corporation – aggiunge Massimo Sgroi – dimostra la capacità visionaria di Marco Bolognesi. […] Un mondo di spettacolo, sesso e morte. […] È show puro elevato all'ennesima potenza dell'immagine Fake laddove la fascinazione si trasforma in orrore e l'orrore nell'estrema forma di seduzione […]".

La mostra è accompagnata da un volume NFC edizioni con intervista di Valerio Dehò a Marco Bolognesi e interventi di Massimo Sgroi, Roberto Terrosi, Pierluigi Molteni e Nicola Dusi.

BIOGRAFIA: Marco Bolognesi, artista e film-maker, nasce nel 1974 a Bologna, dove si laurea al DAMS. Del 1994 e 1996 sono le sue prime opere video, realizzate per la RAI e presentate al Giffoni Film Festival e alla Biennale di Venezia. Nel 2002 si trasferisce a Londra, dove vince "The Artist in Residence Award" all'Istituto Culturale Italiano (2003) e realizza la mostra "Woodland", da cui due anni dopo nasce l'omonimo libro fotografico e la prima personale alla Cyntia Corbett Gallery di Londra. 

Nel 2008 realizza il cortometraggio "Black Hole", che vince il premio miglior film fantascientifico all'Indie Short Film Competition in Florida ed esce il libro monografico "Dark Star". Nel 2009 viene pubblicato per Einaudi "Protocollo" il primo volume di una graphic novel nata dalla collaborazione con Carlo Lucarelli e nello stesso anno presenta nella londinese Olyvia Fine Art "Z Generation: Realm of Ambiguity" e alla Fondazione Solares delle arti di Parma il progetto "Genesis". Nel 2011 realizza l'installazione "Mock-up" esposta allo IED di Milano all'interno del festival Invideo e partecipa alla collettiva londinese "What made us famous" a fianco di artisti quali Damien Hirst, Helmut Newton, Sarah Lucas. 

Nel maggio 2012 il festival Fotografia Europea di Reggio Emilia presenta "Humanescape": una mostra e un libro che vede la partecipazione di Bruce Sterling e Jasmina Tešanovic. Nel 2014 inaugura a Merano Arte il primo capitolo della personale "Sendai City. Alla fine del futuro" in cui viene presentato il Bomar Universe, universo in continua espansione, tra cyberpunk e fantascienza sociale. 

Il secondo capitolo viene proposto nel 2015 a Bologna, presso ABC e SetUp Art Fair. Partecipa alla collettiva "Orlando Furioso. Incantamenti, passioni e follie", in occasione del 540° anniversari. Quindici anni di ricerca artistica che hanno rappresentato il viaggio di Bolognesi verso Sendai City sono stati recentemente oggetto di approfondimento in uno speciale di SKY Arte.



INFORMAZIONI PER LA STAMPA
Conferenza stampa: mercoledì 3 giugno ore 11:00; Inaugurazione mostra: giovedì 4 giugno ore 18.00; Sede espositiva: PAN – Palazzo Arti Napoli, via dei Mille 60, Napoli; Periodo di apertura al pubblico: 5 – 28 giugno 2015; Orario di apertura: lunedì, mercoledì-sabato ore 9.30-19.30, domenica 9.30-14.30. Ingresso: gratuito

Inaugura domani a Reggio Emilia la mostra “NOI – Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane” (Palazzo dei Musei, ore 18)


 

NOI Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane  L'operosità in divenire racconta secoli di storie e getta un ponte verso il futuro


Inaugura domani alle 18 al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia la mostra "NOI – Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane", che rimarrà aperta per dodici mesi, fino a maggio 2016. La mostra è inserita nel programma di WE A. RE \ Reggio Emilia per Expo 2015, che si propone di offrire un percorso di scoperta del territorio reggiano ai visitatori di Expo Milano 2015, condividendo i temi della grande esposizione milanese e focalizzandosi sul rispetto della terra, sull'alimentazione, sull'arte del lavorare e del produrre in un'ottica di consapevolezza di come il mangiar bene sia necessario per vivere meglio. Dalle tradizioni secolari che hanno fatto nascere "miti" come il parmigiano reggiano, l'aceto balsamico, la filiera del maiale e del lambrusco, all'accelerazione continua dell'innovazione, conservando la fedeltà al territorio e ai principi del vivere e del mangiare sano.

IL SIGNIFICATO DELLA MOSTRA
Curata da Luca Molinari e suddivisa in sei percorsi – Noi governiamo l'acqua, Noi lavoriamo la terra, Noi alleviamo gli animali, Noi produciamo futuro, Noi costruiamo comunità, Noi amiamo mangiar bene – la mostra coinvolge l'intera struttura del Palazzo dei Musei (le Gallerie centrali e laterali, fino al terzo piano) e ne rafforza la percezione non solo come luogo di raccolta del passato ma anche come un laboratorio continuo, in cui il passato interagisce con il presente e il futuro. Una sinergia rafforzata anche attraverso il rapporto con l'Officucina, un laboratorio su strada all'esterno del palazzo e curato da Food Innovation Program (il Master universitario sulla food innovation promosso da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Institute for The Future di Palo Alto e Future Food Institute di Bologna), dove si produrranno ulteriori materiali da inserire nell'allestimento interno.

Lo spirito che guida la mostra è il simposio culturale: un incontro fra persone di epoche diverse, prodotti tipici e aziende - storiche e innovative – le bellezze e le sfide del territorio, le sue modificazioni. L'obiettivo? Offrire al visitatore uno speciale viaggio nel tempo che unisce e giustappone rimandi al passato delle tradizioni e sguardi precorritori sul futuro, raccontando una terra, delle comunità e dei processi produttivi che hanno nel dinamismo e nella ricerca dell'eccellenza la loro cifra identificativa. Gli ambienti e le sezioni della mostra, necessariamente suddivisi in aree tematiche per dar conto dei tanti mondi che vivono all'interno del territorio reggiano, sono popolati di oggetti antichi e avveniristici, di testimonianze private e ricordi collettivi, perché qui la Storia è stata sempre partecipata da tutti, ciascuno con il proprio talento, uniti nel produrre futuro innestandolo come coltivatori esperti nelle radici della propria identità.

ALLA SCOPERTA DEI PERCORSI
All'ingresso si viene accolti da una maestosa pittura a olio che rappresenta l'opera di bonifica del territorio di Reggio Emilia e introduce al fondamentale rapporto con l'acqua. L'elemento naturale che forse più di tutti simboleggia la vitalità, per questo dà il via al percorso espositivo: storie d'acqua, un bene troppo spesso dato per scontato, che presentano al visitatore la relazione dell'uomo con questa risorsa il modo in cui essa nei secoli ha scolpito il territorio. Tappe simboliche di queste storie sono alcuni oggetti-chiave che richiamano epoche ed esperienze. Come il pezzo di acquedotto romano, accostato ad un modernissimo contatore idrico, o le mappe sei-settecentesche accostate a fotografie attuali della zona, un "come eravamo" ancora riconoscibile nell'oggi. Da questa prima "immersione" si passa ad un ambiente diverso ma complementare a quello naturale: la vita più propria dell'uomo in questo territorio, fatta di imprenditori, lavoratori, intelligenze.

Al centro della stanza, pezzi di design industriale (come un motore che ha vinto il premio come migliore diesel) al confine tra funzionalità e arte, macchine e prodotti di eccellenza, sulla parete di fronte una narrazione fotografica della vita sociale e politica reggiana – dalle lotte operaie a Reggio Children, dalla vita delle cooperative alla nuova imprenditoria. Una storia che intreccia attaccamento alla terra, consapevolezza e investimento sul futuro. All'inizio e alla fine del corridoio alcuni oggetti molto diversi fra loro rimandano ad altre storie di comunità, di idee e talenti, e si guardano da un capo all'altro come in uno specchiodimensione molto utilizzata negli ambienti per restituire il senso di tanti volti che si riflettono nel medesimo specchio e compongono un'unica immagine, NOI. Un plurale sentito come assai individuale, ovvero che riguarda tutti e ciascuno, un tutt'uno, un collettivo.

Gli oggetti protagonisti di questo ambiente non seguono alcuna cronologia, sono esempi di progettualità e tecnologie da epoche diverse: stanno lì, di fronte al visitatore, per incuriosirlo e richiamare alla sua mente immagini di vita quotidiana o di esperienze condivise, fargli scoprire come l'industria agroalimentare interagisce con la meccanica o come la meccatronica può migliorare i processi produttivi. Sono simboli, opere d'arte: come la prima e accanto la  più progredita macchina per la mungitura automatica, o il frigo tricolore della Smeg, lucido di fabbrica, e una vecchia cucina Bertazzoni, esemplare di design degli anni Trenta, e ancora il primo prototipo di orto casalingo e, poco lontano, tutto l'occorrente per un erbolario.

All'altro capo del corridoio, spicca la base di uno splendido carro di legno ottocentesco, tipico delle famiglie reggiane fino all'Ottocento: coloratissimo, veniva utilizzato per il trasporto di merci e di persone, come pure per i funerali e i matrimoni, ed era talmente parte della quotidianità delle persone che sull'asse centrale era dotato di spuntoni in ferro battuto dalle forme di foglie o spuntoni, chiamati "maledizioni" e pensati per tener lontano il malocchio. Tutt'intorno, planimetrie a rilievo e fotografie della zona, a ribadire la passione per la cura del territorio e una sua gestione sostenibile – oggi temi alla ribalta del dibattito ambientalista ma qui, a Reggio Emilia, di casa da sempre.

Una casa senza pareti, che accoglie uomini e animali: questo il messaggio di armonia e radicamento che si percepisce attraversando le sale dedicate agli animali. Se per un verso infatti questo percorso vuole illustrare la ricchezza faunistica del territorio, per l'altro mostra come l'uomo ha saputo utilizzarlo, con rispetto e profitto. Il grande protagonista è, senza dubbio, il maiale, seguito da mucche, cavalli, cacciagione. E poi gli esseri fantastici che hanno abitato le rime dell'Ariosto, i mosaici delle antiche chiese e gli esperimenti impossibili di Spallanzani, che continuano a rivivere nei sogni concreti dei laboratori didattici di Reggio Children.

La grande sorpresa arriva di fronte ai bachi da seta: pochi sanno che in queste zone fino al Sette-Ottocento si producevano le migliori sete italiane, ed erano impiegate nel settore circa cinquemila persone, molte delle quali contadini, con un doppio lavoro che quindi, ancora una volta, testimonia del dinamismo di queste comunità.

E poiché la tavola è il luogo ideale per radunarsi e crescere insieme, in una sezione della mostra sono i consorzi a fare gli onori di casa: introdotti da squisite ricette tradizionali – specialità domestiche come i cappelletti e le paste fresche, i bolliti con le loro salse, la spongata e la zuppa inglese, depositari di un sapere orale tramandato di generazione in generazione – e attraversati da un altro lungo corridoio arredato con immagini di brulicante vita produttiva, vengono presentati al visitatore i consorzi del maiale, del Lambrusco, dell'Aceto balsamico e naturalmente del Parmigiano Reggiano, tutti accomunati da lunghissima storia, risultati di una lenta  sperimentazione, figli di questa terra e delle sue materie elementari. Ciascuno di essi ha una stanza dedicata, dove è raccontato con un ampio corredo di numeri, dati, infografiche, e si presenta al visitatore anche "di persona", come le forme di Parmigiano esposte nella stanza del consorzio.

Dal volto dei prodotti a quello di chi oggi vive a Reggio Emilia la distanza che corre è solo quella di due rampe di scale: al terzo piano ecco una galleria di ritratti di alcuni abitanti della città, a sottolineare l'importanza della componente umana nella gestione delle ricchezze del territorio nello sviluppo del tessuto produttivo, economico, culturale e sociale. Commissionati al fotografo tedesco Kai Uwe Schulte, ciascun ritratto si rispecchia, di fronte, in una breve narrazione scritta dalla giornalista Marta Dore, che dà voce a questi volti e alla passione che trasmettono.

È la contemporaneità che prende voce, ti guarda negli occhi e parla del domani, significativamente poggiando su due piani di tradizioni, storie, scommesse. Con questo mosaico della comunità reggiana contemporanea, si conclude in modo suggestivo la mostra "NOI", che non solo espone, narra, fa rivivere, proietta nel futuro: alla fine del suo percorso, proprio all'uscita, si intuisce l'invito a visitare questa terra, ad incontrare i suoi protagonisti, per vivere insieme a loro un'avventura che ormai sentiamo anche nostra.

Mostra personale Martine Goeyens - lunedì 18 maggio p.v. ore 19,00 Palazzo Ferrajoli

L'impressionista belga Martine Goeyens espone per la prima volta a Roma

Lunedì 18 Maggio, all'interno della manifestazione "La Settimana dell'Arte" ideata da Sara Iannone, presidente dell'ass. cult. "L'Alba del Terzo Millennio", si inaugurerà la mostra personale di Martine Goeyens, artista belga impressionista.

Martine Goyens, dopo le importanti esposizioni alla Commissione Europea a Bruxelles e la sua presenza a eventi internazionali e nazionali come l'American Cup nel 2010 a Valencia ,The World of Accordion e ORC Campionato Mondiale di Vela a Castelfidardo e Ancona, il Museo Archeologico di Trevignano, arriva per la prima volta a Roma con le sue opere più importanti, storiche e attuali, e una serie di sculture in bronzo.

Durante tale occasione verrà presentata anche la sua nuova monografia dell'artista impreziosita dai contributi di artisti come Rolando Gualerzi, Gabriella Di Luzio, Lorenzo Bonini e altri famosi editorialisti internazionali .

L'inaugurazione si terrà negli splendidi saloni di Palazzo Ferrajoli, storico palazzo a piazza Colonna, dalle ore 19,00 alla presenza di autorevoli e prestigiosi ospiti.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 25 Maggio.

giovedì 14 maggio 2015

Cantine Aperte... a Luci Spente


Eventi in azienda, maggio 2015
Cantine Aperte
…a Luci Spente

Rocca delle Macìe: Vino, Arte, cultura e sostenibilità ambientale. 

Una serie di appuntamenti e una Mostra sensoriale con la pittura "di luce"


Mostra: "Siam come le lucciole". 
Dal 21 Maggio al 31 Ottobre 2015

Cantine aperte
 sabato 30 e domenica 31 Maggio - lunedì 1 Giugno



Sui temi del risparmio energetico con l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile quali sole, mare, vento e calore della Terra, nasce il progetto della Mostra "Siam come le Lucciole" che si propone, nell'Anno Internazionale della Luce (IYL 2015) di indagare una forma di espressione artistica attraverso l'utilizzo della pittura luminescente. 

Sono opere realizzate con polveri che si attivano al buio, cosicché l'oscurità che normalmente annulla la percezione visiva, in questo caso la rende possibile. Il progetto della Mostra ha entusiasmato la Famiglia Zingarelli. 

Le opere di un nutrito gruppo di artisti internazionali saranno ospitate a Rocca delle Macìe e nel Relais Riserva di Fizzano, a Castellina in Chianti.

L'inaugurazione è prevista per il 21 maggio 2015 alle ore 19.00 alla presenza di Sergio e Daniela Zingarelli e famiglia, il pittore della luce Raimondo Galeano e la curatrice Simona Gavioli.

La Mostra sarà visitabile durante la manifestazione Cantine Aperte che si svolgerà, come ogni anno, presso l'azienda.

Per info e prenotazioni comunicazione@roccadellemacie.com

Cantine Aperte, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano nato nel 1993 grazie al Movimento Turismo del Vino, è l'evento enoturistico più importante in Italia. 

Oltre alla possibilità di assaggiare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell'affinamento. 


Il Programma:
Domenica 31 Maggio: Tour in Cantina e degustazione gratuiti
Sabato 30 Maggio e Lunedì 1 Giugno: Tour in cantina e degustazione anche di vecchie annate di "Ser Gioveto" su prenotazione. 

Loc. Le Macìe, 45 Castellina In Chianti (SI)  -  SP 51, tra Castellina Scalo e Castellina in Chianti
Per info e prenotazioni 0577 7321 

GE2 - Remo BIANCO alla Galleria Blu di Milano


Remo Bianco: i "3D"
Uno sperimentalismo radicale
Milano, Galleria Blu, Via Senato 18
Tel. 02/76022404 e 02/76020028  - galleriablu@fastwebnet.it

19 maggio – 17 luglio 2015
da lunedì a venerdì 10-12.30 / 15.30-19.00, sabato 15.30-19.00 (chiuso domenica e festivi)

inaugurazione: lunedì 18 maggio 2015, ore 21




La Galleria Blu di Milano presenta una mostra dedicata ai "3D" di Remo Bianco, ciclo di lavori realizzati dalla fine degli anni Quaranta. Origine e fondamento del percorso successivo dell'artista, i "3D" sono caratterizzati dall'utilizzo di materiali e tecniche sperimentali, e costituiti dalla sovrapposizione di più superfici trasparenti, in vetro e plastica, disegnate e dipinte a china, pennarelli, smalti, oppure opache, traforate secondo sagomature interne, in lamiera, legno laccato, plexiglas.


Declinazioni concettualmente e non solo spazialmente tridimensionali, i "3D", sono la prima tipologia di opere organicamente esposta come tale dall'artista, che ne ha sempre sottolineato il valore fondante e cruciale per l'intero suo percorso creativo, spesso identificato con i suoi più noti "tableaux dorés".


Una ricerca declinata in un dialogo attivo con le esperienze del MAC Movimento Arte Concreta (in particolare Atanasio Soldati e Bruno Munari), ma anche e soprattutto con lo Spazialismo di Lucio Fontana e il Movimento Arte Nucleare, per giungere a confrontarsi con le poetiche dell'azzeramento e dell'oggettualità di autori italiani come Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Dadamaino, Paolo Scheggi, o di tendenze internazionali come Nouveau Réalisme, Neo-Dada, Zero, Minimalismo e Pop Art.



La prima mostra personale di Bianco interamente dedicata ai "3D", presentata alla Galleria del Naviglio di Milano nel 1953, era proprio accompagnata da un testo di Fontana, che esplicitamente collocava questa ricerca tra le punte più avanzate di un'innovativa indagine anti-emotiva e anti-illusiva di superamento della superficie in direzione spaziale e oggettuale, in una chiave fondamentale per comprendere lo sperimentalismo radicale di Bianco: dalla stagione dei "3D", interprete di un metamorfismo linguistico, di un eclettismo propositivo, che è indice e motivo di una persistente quanto crescente attualità della sua opera.

Francesca Pola




La mostra "Remo Bianco. I 3D: uno sperimentalismo radicale" si inaugura lunedì 18 maggio e resterà aperta al pubblico fino al 17 luglio 2015 negli orari consueti della galleria: da lunedì a venerdì 10-12.30 / 15.30-19.00, sabato 15.30-19.00 (chiuso domenica e festivi).


uessearte Via Natta 22 Como   tel. 031 269393  fax 031 267265 

Prolungata fino al 21 maggio la mostra Sacro e profano di Agnes Preszler




In via eccezionale sarà prolungata fino al 21 maggio la mostra personale di Agnes Preszler nell'atrio del Palazzo della Provincia. In un accostamento ardito, ma motivato dalla dualità dell'essere umano, sacro e profano condividono lo spazio in questa mostra all'insegna della ricerca della bellezza, spirituale o corporea sia, Ritratti di santi da S.Francesco d'Assisi a Santa Salome, da S.Tommaso d'Aquino a S.Pio da Pietralcina ed altri soggetti religiosi. Sezione speciale dedicata all'Uomo della Sacra Sindone. Copie di quadri dell'800 raffiguranti le modelle ciociare, questa volta senza veli, ed altri nudi. Speciale Festa della Mamma.


Info:

Palazzo della Provincia di Frosinone, piazza Gramsci - Frosinone, tel: 0775/2191
orario continuativo: 7.30-19.30, sabato e domenica chiuso

mercoledì 13 maggio 2015

Oliver OSBORNE | 10.06.2015 at 7 pm



 
Oliver OSBORNE
The Neck


Inaugurazione mercoledì 10 giugno 2015 dalle 19 alle 21
11 giugno - 23 luglio 2015
Fino al 20 giugno: martedì – sabato 11-19
Dal 22 giugno: lunedì – venerdì 11-19




Giò Marconi ha il piacere di annunciare The Neck – prima personale di Oliver Osborne in galleria.
Osborne presenterà una serie di nuovi dipinti che include la figurazione, l'astrazione e l'appropriazione di immagini estrapolate da fonti esterne.

The Neck - Il Collo connette la testa al corpo e può essere visto come la rappresentazione del gap tra la razionalità e l'emozione. Come ogni punto di connesione è anche un punto di debolezza e vulnerabilità, uno stretto passaggio attraverso il quale ingoiamo e respiriamo.

La mostra presenta una poliedricità di tecniche di rappresentazione e di immagini, tra cui una ficus elastica, un piccolo vaso arancione, un ventre gravido, un uomo delle caverne, un cane. Il text painting Getränke (2015), la cui traduzione è Bevande, sembra parlare del processo di produzione di un dipinto dallo studio (wet/bagnato) alla mostra (dry/asciutto).

Usato abitualmente nei paesi e nelle città tedesche per publicizzare i produttori di bevande, questo termine richiama sia l'idea di refrigerio che di intossicazione. Estrapolato dal suo consueto contesto linguistico, diventa astratto ma in pittura, dove l'astrazione  è decifrabile, risulta  figurativo  proprio per il fatto di essere un testo.

Il linguaggio, la comprensione, la traduzione diventano strumenti di indagine per esplorare le diverse possibilità della pittura, messe in scena secondo una rigorosa selezione tecnica: olio, acrilico, serigrafia.

I dipinti sono diretti nella rappresentazione e impassibili nel loro humor, con un atteggiamento più silenzioso che magniloquente



Giò Marconi
via Tadino, 20
20124 Milan
tel +39 02 2940 4373

 

 

Happening di Mario Vespasiani - Painting set free

MARIO VESPASIANI

PAINTING
SET
FREE

Dopo il prestigioso incarico ricevuto di recente dalla Città di Fermo nel realizzare il Palio dell'Assunta 2015, l'artista Mario Vespasiani (1978) è stato invitato a dar vita nella sua città di nascita - San Benedetto del Tronto e in uno dei suoi luoghi più rappresentativi quale è la storica Torre dei Gualtieri - ad un happening, con le inedite opere in seta, dall'alto valore simbolico.

Sabato 16 maggio alle ore 21,15 si terrà dunque l'evento dal titolo Painting set free in cui i nuovi arazzi saranno disposti al vento sui lati della torre a simboleggiare attraverso la sua cifra espressiva, che si svela in forme colorate e immagini estratte, la sua l'idea di libertà, nell'ottica del viaggio e della conquista di sé.

Il torrione edificato nel XV secolo, in laterizio e con pianta esagonale, da sempre punto di riferimento di marinai e navigatori del medio Adriatico torna per un giorno ad assumere il senso originale di orientamento e di porto sicuro in cui le bandiere di Vespasiani anche in contrasto col macabro significato di altri celebri vessilli neri, si presentano come emblemi di un'identità aperta alla vita, all'accoglienza e allo scambio.

Per l'occasione si terrà un doppio concerto bandistico con brani in perfetta linea con la ricerca artistica di Vespasiani: la banda della Città di San Benedetto aprirà la serata con l'Inno alla gioia, mentre quella bresciana di Londrino svolgerà un più ampio repertorio di celebri colonne sonore incentrato sul tema del viaggio.

Le opere in seta di Mario Vespasiani, potranno essere ammirate anche nella mostra Il corpo non mente presso il chiostro di San Francesco di Monsampolo nell'ambito della rassegna Marche Centro d'Arte, in corso fino al 14 giungo e con una visita guidata il pomeriggio del 29 maggio.

Lunedi 18 maggio Mario Vespasiani sarà presente alla mostra Imago Mundi, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ed è in uscita il suo libro interamente dedicato agli scritti sull'arte.




Autore: Mario Vespasiani
Titolo: Painting set free
Luogo: Torre dei Gualtieri -Paese Alto di San Benedetto del Tronto AP
Giorno: sabato 16 maggio 2015
Inizio ore: 21,15
Durata: 45 minuti circa
Concerto: Banda Santa Cecilia di Londrino e Banda Città di San Benedetto
Patrocinio: Città di San Benedetto del Tronto, Associazione Amici del Paese Alto, Comitato di Quartiere Paese Alto
Partner: Marche Centro d'Arte



Mario Vespasiani nasce nel 1978 vive e lavora nelle Marche e nei luoghi che meglio si prestano a sviluppare i suoi progetti. E' uno dei talenti dell'arte italiana, con una ricerca che lo sta portando ad innovare il concetto di pittura nelle varie modalità espressive come nello studio delle luminosità del colore. Le sue opere adottano un linguaggio simbolico e si rivolgono ad un più vasto itinerario dell'anima, incentrandosi sul profondo mistero della creazione e sulla trasmissione dei moti dello spirito.

Nel 2008 a dieci anni dalla prima personale realizza la mostra che avvia il progetto denominato "La quarta dimensione" attraverso il quale propone un dialogo con alcuni grandi maestri dell'arte italiana a lui particolarmente vicini in un determinato momento della ricerca. Il primo avvenne nel 2008 con Mario Schifano mettendo in risalto il colore e il gesto pittorico che contraddistingue il procedere istintivo dei due autori, per l'approccio grintoso, per la carica vitale e mai prevedibile della pittura.

Nel 2010 presso la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Ascoli Piceno le sue opere si affiancarono all'astrattismo lirico di Osvaldo Licini, in questo momento le tele di Vespasiani sempre meno figurative forniscono una panoramica del tratto pittorico che raggiunge soluzioni stilistiche più evanescenti ed essenziali. Sulla linea colorista, che scende lungo l'Adriatico, nel 2012 presenta il dialogo in tre sedi con i capolavori di Lorenzo Lotto, il quale oltre ad essere uno dei più autorevoli interpreti è anche colui che ha saputo rivoluzionare i codici del ritratto e la mostra così ha focalizzato l'attenzione sull'interpretazione psicologica e formale del volto, dalle espressioni comuni alle tensioni umane più profonde. Nel 2015 il gallerista Pio Monti presenta la mostra La quarta dimensione nella fotografia di Mario Giacomelli e Mario Vespasiani dove per la prima volta le sue immagini fotografiche si specchiano nei riflessi comuni e nello sguardo appassionato di Giacomelli, uno dei fotografi più incisivi del '900.

Con la mostra Gemine Muse espone giovanissimo ai Musei Capitolini di Roma, a 27 anni vince il primo Premio Pagine Bianche d'Autore, nel 2011 viene invitato al Padiglione Italia della 45° Biennale di Venezia, figura nel libro Fragili eroi di Roberto Gramiccia dedicato ai più interessanti artisti italiani del futurismo ad oggi e sul Dizionario dell'Arte Italiana edito da Giancarlo Politi. Tra i primissimi artisti italiani ad espandere l'impronta pittorica dai nuovi materiali alle tecnologie, vieni inviato nel 2012 dall'Accademia di Belle Belle Arti di Macerata a tenere una conferenza dal titolo: L'essenza e il dono. Arte, relazione e condivisione, dalla tela all'iPad e nello stesso anno con le opere realizzate mediante l'iPad ed applicate su alluminio, viene inviato al Premio Termoli.

Nel 2015 realizza delle opere in pura seta intitolate Storie di viaggiatori, territori e bandiere che espone come fossero bandiere rappresentando un concetto di un'arte che torna ed essere simbolo e immagine di un'identità collettiva, uscendo dallo spazio espositivo per mostrarsi con performance ed happening. Nell'ultimo anno si è dedicato al progetto Mara as Muse sottolineando, in piena controtendenza, il ruolo di una Musa quale figura ispiratrice dell'atto creativo e delle sue molteplici forme espressive. Nel mese di maggio del 2015 è uscita il suo primo libro interamente dedicato agli scritti. Dal 1998 sono trenta le mostre personali documentate con volumi prodotti in serie limitata, arricchiti da testi critici, interviste e da testimonianze trasversali. Contemporaneamente alla pittura, ha frequentato un workshop di fotografia con Ferdinando Scianna e di cinema con Lech Majewski. Del suo lavoro se ne sono occupati oltre agli storici e ai critici d'arte, anche filosofi, scrittori, antropologi e teologi.

Mostra Gesine Arps: tutti i numeri di un successo, e la Colomba della Pace vola al Caffè Pedrocchi per un saluto alla città

 
GESINE ARPS "VIAGGIO VERSO LA LUCE"
Galleria Civica Cavour - Padova dal 20 marzo al 10 maggio 2015


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"Viaggio verso la luce": 
tutti i numeri di un successo. E la Colomba della Pace vola al Caffè Pedrocchi per un saluto alla città


«Ringrazio la città di Padova per il calore e l'entusiasmo con cui mi ha accolta. "Viaggio verso la luce" è un successo anche per me, perché così deve essere una mostra d'arte contemporanea: un luogo di incontri e di cultura.» Con queste parole Gesine Arps saluta la città di Padova che ha ospitato dal 20 marzo al 10 maggio in Galleria Civica Cavour la personale "Viaggio verso la luce". Nel pomeriggio di martedì 12 maggio una sorpresa: la "Colomba della Pace", l'installazione interattiva di tre metri di lunghezza e due metri d'altezza che nella settimane di mostra ha incuriosito tutti i visitatori, è volata al Caffè Pedrocchi per un ultimo saluto prima di tornare nell'atelier dell'artista nella bellissima Cartoceto nel cuore delle Marche.

Più di 3.000 i visitatori alla mostra curata da Silvia Prelz della Galleria ARTissima di Abano Terme, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura Settore Attività Culturali del Comune di Padova.  
Un flusso continuo di critici, appassionati e semplici curiosi colpiti dal messaggio profondo, universale e soprattutto positivo che l'arte di Gesine Arps riesce ad esprimere. Grande successo anche per il challenge fotografico #coloralaluce in collaborazione con Rossopadova con oltre 760 fotografie pervenute, 30 delle quali nell'ultima settimana di mostra sono state esposte in Galleria Cavour accanto alle opere di Gesine Arps. La premiazione dei primi cinque classificati si è svolta sabato 9 maggio con importanti premi offerti da RCE.
"Viaggio verso la luce" è stata un luogo di incontri e di cultura. La curatrice Silvia Prelz ha indagato lo sfaccettato universo artistico di Gesine Arps con conferenze tra arte e filosofia sempre seguitissime e tenute da importanti nomi della cultura padovana come Adone Brandalise, Umberto Curi, Guido Bartorelli, Emanuela Magno, Alberto Giacomelli, Marcello Barison e Silvia Capodivacca. Presentati anche due importanti volumi d'arte: la biografia d'artista "Voyage vers la lumiére" (Selective Art, Parigi, 2015) di Gesine Arps presento dalla critica d'arte Marisa Zattini e "Alighiero e Boetti: ricami e tappeti" (Cleup, Padova, aprile 2015) di Federica Stevanin. Un totale di cinque appuntamenti arricchiti dal pomeriggio di meditazione yoga guidata da Usha Piscini, da dieci anni maestra di Gesine Arps, che ha registrato un sold out di iscrizioni e ha raddoppiato con una sessione straordinaria.

Numerosi i complimenti ricevuti per l'allestimento curato da Silvia Prelz che ha coinvolto due nomi importanti del design locale come la Falegnameria di design Longhin e Vannuzzo Interior Design insieme alla houte couture parigina Josephine Bonnair che ha presentato due esclusivi abiti di alta moda ispirati alle opere di Gesine Arps.

"LA COLOMBA DELLA PACE" è una scultura interattiva di oltre tre metri di lunghezza e due metri d'altezza significativamente vestita di brandelli di stoffa usati; è un contenitore itinerante di ricordi e immagini (da Maria a Battista Sforza, da Bjork al Dalai Lama), amuleti e preghiere. Fu realizzata nel 2008 e inaugurata sulla piazza della basilica superiore di Assisi come messaggio universale di pace per poi viaggiare tra Germania (Bad Homburg 2010), Olanda (Utrecht, 2010) e Francia (Parigi, 2011).

La Colomba, che affascina grandi e piccoli, riserva alcune sorprese: sull'ala sinistra uno sportello raccoglie tutti i pensieri negativi di cui ci si vuole liberare; dallo sportello sull'ala destra si "pesca" un biglietto con un consiglio di vita scritto da Gesine Arps; mentre sul petto all'altezza del cuore una porticina chiusa con un pennello nasconde la cosa più importante nella vita di ognuno.

La Colomba della Pace è una messa a nudo del vissuto dell'artista tedesca, del suo mondo sospeso a mezz'aria tra la purezza della favola e la realtà e allo stesso tempo, una occasione di confronto per chiunque voglia curiosare tra i suoi cassetti segreti.



ARTissima Spazio Arte Contemporanea
tel. 347-6936594
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www.facebook.com/artissimacontemporanea

Comune di Padova - Servizio Mostre-Settore Attività Culturali
tel. 049-8204529
donolatol@comune.padova.it
http://padovacultura.padovanet.it/

Euromobil supporta la mostra di Pablo Atchugarry a Roma al Museo dei Fori Imperiali

Arte e impresa, un'alleanza che è sinonimo di crescita

In linea con i propri valori, Euromobil supporta la mostra di Pablo Atchugarry a Roma  al Museo dei Fori Imperiali


Falzé di Piave (TV), 13 maggio 2015 – Il Gruppo Euromobil è main sponsor della mostra "Pablo Atchugarry, Città eterna, eterni Marmi", al Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano di Roma, dal 22 maggio al 7 febbraio 2016. Un'importante retrospettiva dedicata allo scultore uruguayano promossa da Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma.

Non è una novità per il gruppo veneto sostenere gli artisti. Oltre che come imprenditori, i fratelli Lucchetta sono infatti molto conosciuti nel mondo dell'arte internazionale per la peculiare capacità di affiancare impresa e cultura, attraverso un'ininterrotta opera di mecenatismo che parte da lontano, agli inizi degli anni '80, e che ha dato sostegno a oltre 400 mostre nei musei di tutto il mondo, tra i quali, il Louvre e il museo d'Orsay a Parigi, l'Hermitage a San Pietroburgo e il Guggenheim di Bilbao.

"Frequentare il mondo dell'arte e gli artisti, lo stare insieme a loro, ci insegna a guardare avanti verso nuovi orizzonti sconosciuti al mondo dell'industria" – sostiene Gaspare Lucchetta, AD di Euromobil – " Integrare l'arte con l'industria rende diverso il nostro modo di essere azienda e fa crescere culturalmente tutte le persone che vi sono collegate. L'arte allena l'occhio al bello e ci rende sereni, ci fa vivere il nostro tempo in modo diverso".

Il legame tra Gruppo Euromobil e Atchugarry è iniziato anni fa, quando è stata installata davanti alla sede di Désirée, una delle tre Aziende del Gruppo, una sua scultura imponente, "Il Grande Angelo", opera in marmo di Carrara del 2006, che sarà esposta alla mostra di Roma, trattandosi di una delle sue opere più significative.

La mostra "Pablo Atchugarry, Città eterna, eterni Marmi", comprende quaranta opere, di cui dieci monumentali in marmo di Carrara saranno esposte all'aperto; a corollario verranno inoltre collocate altrettante sculture dalle dimensioni leggermente più contenute oltre a piccole composizioni concepite sempre in marmo di Carrara e in bronzo dipinto, recentemente utilizzato con successo dall'artista uruguayano.

Pablo Atchugarry, (1954) è noto per le sue sculture in marmo, alcune delle quali sono visibili in varie città lombarde. Nato a Montevideo, figlio di un cultore d'arte, fu in seguito discepolo di Joaquín Torres García, il quale lo incoraggiò ad avvicinarsi alla pittura, primo amore per l'artista; in seguito nacque nel giovane la necessità di esprimersi attraverso la scultura, sperimentando i più disparati materiali.

In occasione di EXPO, l'artista è stato chiamato ad installare una sua scultura al padiglione dell'Uruguay; l'opera, del 2015, alta oltre cinque metri e dal titolo "La vita dopo la vita", è stata ricavata da un grande ulivo morto, fonte di ispirazione dell'opera stessa.


Dal 1972 Euromobil è uno dei più importanti gruppi industriali nel mercato dell'arredamento internazionale. Oggi è formato da Euromobil per le cucine, Zalf per le zone living, armadi guardaroba, spazio bambini e ragazzi, uffici e da Désirée per divani, poltrone e letti. Tre i modernissimi siti produttivi situati nel trevigiano, 175.000 mq di cui 70.000 mq coperti e una forza lavoro di 250 addetti, che creano sistemi e collezioni di arredo 100% made in Italy, destinati ai diversi mercati in Europa, India, Cina, Stati Uniti, Giappone, Russia e Corea, Emirati Arabi, Israele.

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