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martedì 24 aprile 2012

Mostra Silenzio, Casale Monferrato (Al), 5maggio-3giugno

Mostra "Silenzio. L'aspetto ambivalente del Silenzio. L'imposizione del Silenzio come arma di repressione della società o della libertà individuale. Silenzio come scelta omertosa, vigliacca e ipocrita. Silenzio come difesa per nascondere la violenza, la vergogna e i soprusi." Dal 5 Maggio al 3 Giugno 2012, presso Ex Chiesa Mater Misericordiae, Casale Monferrato (Al).

E' importante sensibilizzare, non solo l'opinione pubblica e gli adulti, ma anche i ragazzi dalle scuole medie in poi, al rispetto e alla tolleranza verso il prossimo, prendere le distanze dai modelli di comportamento violenti, incentivando il dialogo tra i sessi, essenziale per contrastare la violenza "per uscire dal silenzio", dare voce a chi ha subito un disagio, affinché il tema della violenza, in tutte le sue forme, non sia dimenticato e sottovalutata la sua gravità.

Perché non utilizzare l'arte, creata dai giovani, come un vero e proprio mezzo per comunicare questi messaggi importanti ai propri coetanei? Porre, così, l'attenzione degli spettatori verso i temi che affliggono la nostra società, come si evince dal titolo di questa mostra, in Collaborazione e con il Patrocinio dell'Assessorato per la Cultura e le Pari Opportunità del Comune di Casale Monferrato e il Patrocinio della Provincia di Alessandria e della Regione Piemonte.

A dare forza e supporto a questo messaggio, il coinvolgimento dell'Associazione "L'albero di Valentina", la Onlus di Casale Monferrato, dedita a combattere proprio queste tematiche importanti.
A Valentina, infatti, è dedicata la mostra e per lei sarà allestito uno spazio, all'interno della location, dove verranno esposti i suoi lavori artistici, in sua memoria. Per non dimenticare l'atrocità della violenza e dell'indifferenza delle persone verso questi soprusi e per ricordare che troppo spesso, i colpevoli rimangono, purtroppo, impuniti.

L'obiettivo, quindi, è quello di promuovere questo messaggio attraverso l'Arte (in tutte le sue forme: dando spazio alla pittura, all'illustrazione, alla fotografia, alla scultura ed alle installazioni video) di questi giovani artisti emergenti italiani, non solo a livello Locale e Nazionale, ma anche di coinvolgere, oltre gli abitanti di Casale Monferrato e Provincia, i Piemontesi e i Lombardi, gli studenti delle scuole superiori, gli universitari e i turisti italiani e stranieri su tutto il territorio nazionale.

Al fine di coniugare differenti forme d'aggregazione conviviale che abbiano, quale comun denominatore, l'amore per l'Arte, la Musica e la Cultura, piazza San Domenico, sarà allestita ad hoc, per la serata di inaugurazione del 5 Maggio, sabato 19 Maggio e sabato 2 Giugno, per creare una serie di eventi nell'Evento.
>Infatti, gli spettatori potranno degustare aperitivi artistici e assistere a suggestive performance live painting degli artisti del collettivo r-EVOLution, intervallate da momenti di intrattenimento musicale dal vivo e deejay set, che renderanno ancor più magica questa serata.

Programma

La Mostra, sarà aperta al pubblico venerdì dalle 16:00 alle 19:30, sabato e domenica dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30. Entrata Libera.

Inaugurazione Sabato 5 Maggio
18:30: Presentazione della Mostra "Silenzio. L'aspetto ambivalente del Silenzio. L'imposizione del Silenzio come arma di repressione della società o della libertà individuale. Silenzio come scelta omertosa, vigliacca e ipocrita. Silenzio come difesa per nascondere la violenza, la vergogna e i soprusi." Interviene l'Assessore per la Cultura e le Pari Opportunità del Comune di Casale Monferrato Giuliana Romano Bussola e il Presidente Associazione L'Albero di Valentina Gianpaolo Cavalli
18:30: Aperitivo artistico con degustazione di prodotti enogastronomici locali
19:30: Performance live painting di alcuni artisti in Mostra
21:00: Performance live di musica Jazz & Blues
22:00: Performance musicale del gruppo rock Boo!

Sabato 19 Maggio
18:30: Aperitivo artistico con degustazione di prodotti enogastronomici locali
19:30: Performance live painting di alcuni artisti in Mostra
21:00: Convergenze Parallele. "Fabrizio De Andrè e Giorgio Gaber: l'incontro… possibile" di Sergio Salvi
22:30: Performance musicale del gruppo rock Marshmallow

Sabato 2 Giugno
18:30: Aperitivo artistico con degustazione di prodotti enogastronomici locali
19:30: Performance live painting di alcuni artisti in Mostra
21:00: Performance musicale del gruppo italiano Le Club Noir


Per Donazioni: Conto corrente postale intestato all'Associazione L'Albero di Valentina, IBAN: IT 35 F 07601 10400 000093707537, Causale: l'Albero di Valentina


Contatti:
CAP a.s.d., Chiara Pagano, Media Relation-Press Office r-EVOLution, Mail: chiara@kartrace.it
Collettivo r-EVOLution, Mail: anonimartisti@gmail.com,
Web: www.anonimartisti.it, Blog: anonimartisti.blogspot.com
>Associazione L'albero di Valentina, piazza Urbano Rattazzi n.7, 15033 Casale Monferrato (Al), C.F. 91027290062, tel. 331.5632124 lun-ven dalle 17:30 alle 19:00
Web: www.alberodivalentina.it, info@alberodivalentina.it

venerdì 20 aprile 2012

fattitaliani : Pino Boresta, l'eccezion(al)e intervista a cura di Daniele Capra

English version below. Farsi invitare alla più importante delle biennali: la madre di tutte, quella di Venezia, iniziata più di cento anni fa nella città lagunare, diventata ora. Qualsiasi persona dalla provata fiducia nella ragione sa che un approccio come quello di Pino Boresta è automaticamente destinato a fallire. L'artista romano infatti, ha lavorato insistentemente per anni per sollecitare curatori e critici affinché lo invitassero alla kermesse lagunare, ma con la cura di operare in maniera diretta, antipatica e non salameleccosa.

Il blitz, lo schiamazzo, la contestazione in dibattiti pubblici, tutti interventi di disturbo in cui sono – programmaticamente – sbagliati gli approcci, le modalità, i toni. Potremmo dire, anzi, che se ciò non avvenisse (se cioè avessero esito positivo le sue richieste) egli si priverebbe del piacere che spesso hanno i bambini cattivi di rovinare con un pastrocchio gli ordinati quaderni dei primi della classe. E poi è troppo scontato sviluppare delle strategie vincenti. Provate voi ad immaginare come siano delle strategie perdenti. Ecco Boresta è quel genere di personalità: è essenzialmente un artista che ama porre domande, rompere sonoramente i cabasisi, come scriverebbe Camilleri. Anche l'intervista che segue ne è la dimostrazione.
DC: Dentro o fuori il sistema che differenza fa?
PB: In prospettiva futura nessuna, ma oggi quando un artista viene proposto attraverso canali di particolare autorevolezza all'interno del sistema, ciò fa sempre sì che il suo lavoro riceverà approvazione o quantomeno una forte attenzione, a prescindere dal fatto che sia apprezzato o meno dai più.
DC: Ma l'arte è un lavoro di relazione...
Sì, ma ciò decreterà ogni volta l'inevitabile e ripetuta sconfitta di chi – pur avendo alle spalle un lavoro significativo – dovrà rassegnarsi ad affrontare sempre una sorta di sfiducia sistematica, che comprometterà la qualità e la quantità di attenzione necessaria ad una comprensione adeguata del suo lavoro.
DC: Ma allora vuoi semplicemente cambiare il sistema?
PB: Semplicemente! Ti pare poco? Bisognerebbe farla finita con queste logiche opportuniste utilizzate ogni volta per confezionare Biennali e Quadriennali a vantaggio dei soliti artisti ammanicati sostenuti da un ristretto corporativo nucleo di gallerie fondazioni ed istituti!
DC: Quindi il Padiglione Italia di Sgarbi è benvenuto!
PB: Mah! Non lo so, di sicuro io non pensavo certo ad una formula come quella di Vittorio Sgarbi! Ma più a quella ugualmente criticata che adotterà la Quadriennale – che mi ero permesso di suggerire il 4 ottobre 2008 parlandone con Roberto Pinto, Emanuela De Cecco, ed altri, nell'intervallo della presentazione di un libro della Subrizi – dove saranno degli artisti ad invitare altri artisti. Anche se visto l'andazzo dei fatti che mi riguardano ultimamente non credo che le cose cambieranno gran che per me.
DC: Non penso che per te sia importante diventare noto, quanto piuttosto far ragionare la gente attorno ai meccanismi di inclusione/esclusione.
PB: Sì! Esatto!
DC: E hai cominciato subito con azioni pubbliche. Quando è stata la prima?
PB: Una tra le prime fatte è quella dove ho fatto quell'intervento estemporaneo di cui ti ho raccontato, nel quale ho promosso il mio progetto Firma Boresta. L'occasione era la presentazione del libro di Carla Subrizi Perché Duchamp alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
DC: Non ricorderai nemmeno cosa hai detto...
PB: Sì! Perché me lo sono scritto su un fogliaccio lì per lì che ancora possiedo. "Sono qui per parlare di Duchamp e dell'importanza della sua opera, ma purtroppo non ho preparato nulla e inoltre hanno parlato e dovranno parlare persone sicuramente più accreditate di me.  Io però ho un sogno, anzi no! Ho fatto un sogno, un sogno dove il Duchamp con una parrucca bionda mi esortava dicendomi "vai vai alla conferenza di Carla Subrizi che ha scritto e presenta un bel libro su di me". Pertanto su mandato del grande Marcello sono qui in veste di parassita, parassita dell'arte, nel tentativo di far diventare una petizione un opera d'arte. Voglio valutare se una raccolta firme può divenire opera d'arte, ma anche verificare  fino a che punto oggi un artista non sostenuto e promosso dai soliti volti noti, critici e galleristi potenti, possa ancora incidere ed influenzare questo dibattito ampliandolo nelle sue dinamiche come sicuramente ha fatto Duchamp, e a cui credo sarebbe piaciuta questa mia idea. O forse no?"
DC: Forse no! E poi?
PB: Ho poi distribuito i miei volantini e raccolto qualche firma.
DC: Cosa ti rimane ora del progetto
PB: Tutto! Ma quello che ancora oggi mi domando è a chi un curatore quale Daniel Birnbaum, intellettualmente onesto e corretto, come sostengono, abbia chiesto informazioni su un certo artista Pino Boresta, che gli aveva inviato un grosso pacco con quasi 1000 firme, pubblicazioni e materiale vario riguardante una curiosa iniziativa che consisteva in un auto petizione per essere invitato alla sua Biennale di Venezia?
DC: Magari non le ha nemmeno viste di persona...
PB: So di certo che l'ha ricevuto e visto, in caso contrario sarebbe molto strano per un curatore serio.
DC: Magari il tuo lavoro lo interessava o magari gli faceva semplicemente schifo!
PB: Bravo! Esatto, magari gli interessava o magari gli faceva schifo ma sicuramente avrà chiesto a qualcuno vicino a lui che meglio conosceva il panorama artistico italiano, e cosa gli avrà detto non lo saprò mai ma posso immaginarlo visto poi come sono andate le cose.
DC: Lo ripeto. Avresti dovuto approfittare di quell'incapace di Sgarbi...
Che vorresti dire che se non sono riuscito ad infilarmi alla biennale nemmeno con Sgarbi  non ho  nessuna speranza di riuscirci?
DC: Sì!
PB: Forse hai ragione ma io credo che al padiglione Italiano curato da Vittorio Sgarbi avrebbero dovuto partecipare solo artisti che fanno un certo tipo di lavoro, artisti che fanno un lavoro che esce fuori anche nel caos più totale di mille opere e che anzi del caos si nutrono.
DC: Dovevi chiedere a lui!
PB: L'ho fatto e mi ha pure telefonato, ma poi mi ha detto che non lo convincevo, ma forse è un buon segno. Io nel partecipare non avrei di certo avuto nulla da perdere, che volete che me ne importi a me di attaccare la mia opera appiccicata ad altre mille, quando io come un parassita le attacco addirittura sopra le opere degli altri. Cosa volete che me ne importi a me di dover competere per accaparrarmi un po' di attenzione del pubblico dell'arte tra centinaia e centinai di opere di quasi trecento artisti, quando da diciotto anni attacco nelle strade delle città i miei adesivi con la mia faccia alla merce distratta dei passanti cittadini e competendo tutti i giorni con la massiccia invasione pubblicitaria con la quale le città sono aggredite e violentate. Lì si che rischio di perdere la mia battaglia, e ogni giorno mi prendo la mia rivincita.
DC: Questo però non ti ha portato da nessuna parte...
PB: Ma per esempio mi ha portato a te... tu sei nessuno?
DC: Quindi Venezia rimarrà solo un sogno?
PB: Ma io c'ero al padiglione e ci sono tutt'ora guardate bene!
DC: Cosa hai fatto?
PB Ho srotolato il mio manifesto in PVC I want Pino Boresta to the Venice Biennial ed è rimasto lì appeso abusivamente tutto il giorno dell'inaugurazione. In molti lo hanno visto e possono confermare non ultima un'entusiasta Laura Palmieri.
DC: C'è qualcosa che ti è piaciuto dell'ultima Biennale di Venezia?
PB: Della Biennale mi è piaciuto il padiglione della Spagna intitolato L'inadeguato quando l'ho scoperto pensavo fosse dedicato a me.  Infatti, non capisco perché non ci sono pure io tra gli invitati agli eventi. Pensa uno dei miei articoli che ho scritto sulla rivista Juliet, con la quale collaboro da diversi anni, si intitola L'inattuale, curioso no?
DC: Non sei l'unico a lamentarti allora...
PB: Sono esattamente dentro e sulle tematiche delle quali si dibatte ultimamente nell'arte oggi, avendo in tanti anni di lavoro, contribuito affinché venissero allo scoperto, ma mi sa che hai ragione tu... sono proprio antipatico e sbaglio tutti gli approcci visto che anche lì, tra questi, non mi vogliono e non vogliono darmi visibilità.
DC: Ma no, sei il solito dietrologo!
PB: Invece è come se ci fosse qualche oscura figura che trama contro di me e fa si che io non ci sia lì dove è importante esserci. Mania di persecuzione?
DC: Sì!
PB: Può darsi, ma quando anche qualcun altro ti dice e conferma alcune delle cose che pensi, incominci a credere che forse le tue valutazioni non siano del tutto sbagliate.
DC: Ma non sei stufo di lamentarti?
PB: Ma te l'ho detto gli altri lo fanno perché vogliono ottenere qualcosa io lo faccio perché fa parte dell'opera. Vogliono che smetta! Vogliono che smetta di fare l'artista? Beh se Cattelan smette, come ha detto, anche io smetto di fare l'artista. È l'effetto trascino, ma se poi penso che lui però qualche soddisfazione se la sia tolta mentre io no, quasi quasi mi viene voglia di ripensarci! Ah ah!
DC: E quindi?
PB: Facciamo così: mi do tempo altri due anni e se non riesco a essere invitato alla prossima Biennale mi suicido!


Pino l’eccezion(al)e Interview by Daniele Capra

Trying to be invited at the most important biennial: The mother of all Biennale di Venezia, started more than a hundred years ago in Venice. Any person with proved trust in reason knows that an approach like that of Pino Boresta is automatically destined to fail. The Roman artist, in fact, for years has worked persistently to prompt curators and critics to invite him at the event, but with care to operate in a direct, unpleasant and no-licker manner. The blitz, the noise, the contestation in public debates, all measures of disturbance in which they are – programmatically – wrong approaches, methods, tones. We could even say that if this does not happen (that is if his requests were successful), he would deny himself the pleasure that nasty children often have to mess up the clean swot’s copybooks. And it’s too easy to develop winning strategies. Try to imagine how could be losing strategies. Anyway Boresta is that kind of personality: He is essentially an artist who loves to make questions, loudly breaking “cabasisi” (to break the balls) as Camilleri writes. Even the interview that follows is the proof.

Daniele Capra (DC): Inside or outside the art system, what is the difference?Pino Boresta (PB): In the future it makes no difference, but today when an artist is presented within the system through special influential channels, it will be sure that his work will endorsement or at least a strong focus, regardless to the fact that it is appreciated, or not, by majority.

DC: But the Art is a work of relations…
PB: Yes, but what it will decree every time is the inevitable and repeated defeat of those who – despite – having a significant background work – always it will have to resign to face with a sort of systematic distrust, which affect the quality and amount of attention needed for a proper understanding of his work.

DC: So, do you want simply change the system?
PB: Simply! Do you think it’s not enough? We should quit with these opportunistic logic, used each time to make up Biennial and Quadrennial exhibitions for the benefit of those usual privileged artists supported by a small group of corporate galleries, foundations and institutes!

DC: So, the Sgarbi’s Italian pavilion is welcome?
PB: Who knows! I do not know, for sure I did not think in a formula like that of Vittorio Sgarbi! But more than that Quadrennial will adopt, also criticized – I dared to suggest in October 4, 2008 to Roberto Pinto, Emanuela De Cecco and other, in the break of the presentation of Subrizi’s book – where will be the artists to invite other artists, even if, looking to the late bad fact about me, I do not think the things will change much for me.

DC: I do not think it is important for you to become famous, but rather to help people to think about the mechanisms of inclusion/exclusion.PB: Yes! Exactly!

DC: And you started immediately with public actions. When was the first?
PB: One of the first subject is the one where I made the offhand that intervention I told you before, where I promoted my project Boresta’s Signature. The opportunity was the presentation of the book “Why Duchamp” by Carla Subrizi at the National Gallery of Modern Art in Rome.

DC: You do not even remember what you said…
PB: Yes! Because I have write down a rag on the spur of the moment, that I still own. “I’m here to talk about the importance of Duchamp and his work, but unfortunately I have not prepared anything and also people have spoken and will speak more certainly competent than me. But I have a dream. No, far from it! I had a dream, dream where Duchamp, with a blond wig, urged me saying: “Go to the conference of Carla Subrizi who wrote and she is going to show a beautiful book about me”. Therefore on mandate of the great Marcello (Marcel Duchamp). I am here as a parasite, parasite of art, in attempting to make a petition as an artwork. I want to rate if a petition can become an artwork, but also I want to verify if today, an unsupported and un-promoted artist by the usual familiar faces, critics and powerful dealers, can still affect and influence this debate in its dynamics as surely Duchamp did, and I believe he would I have liked this idea. Or maybe not?”.

DC: Maybe not! And then what?
PB: I then distributed my flyers and collected some signatures.

DC: Now, what does it remain of the project FB?
PB: Everything! But what I still wonder to whom, the curator Daniel Birnbaum, claimed to be intellectually honest and virtuous, have requested information on a certain artist Boresta Pino, who had mailed a large parcel with almost 1000 subscriptions and miscellaneous publications concerning a curious initiative concerning in an auto-petition to be invited to his Venice Biennale…

DC: Maybe he never saw in person…
PB: I know for sure that he has received it and saw it, otherwise it would be very strange for a serious curator.

DC: Maybe your work interested him or maybe he’s just disgusting!
PB: “Bravo!” Yeah, maybe he was interested or even hated it, but he will definitely ask someone close to him who knew better the Italian art scene, and what they have said to him I will never know, but I can imagine how since the things are gone.

DC: I repeat. You should take advantage of Sgarbi (the incompetent)PB: Are you saying that if I have failed to slip myself at the Biennale, even with Sgarbi, I will no longer have any hope to succeed?

DC: Yes!
PB: You may be right but I believe that at the Italian Pavilion curated by Vittorio Sgarbi, should participate only artists who make a certain kind of work, artists who make work that comes out even in the chaos of a thousand works and indeed the feed on chaos.

DC: You had to ask to him!
PB: I did it and he also called me, but then he told me that he is not convinced about me , but maybe this is a good sign. Taking part at the exhibition I would not have had nothing to lose, I do not care to hang my work stucked side by side with thousand other, when like a parasite, I hang them even over the other artworks. Do you really think that I care to compete for grabbing some public art attention within hundreds and hundreds of works of almost three hundred artists, when from eighteen years I stick up on the streets stickers with my face printed on, at the mercy of distracted every day citizens, defying the massive invasion of advertisement by which the cities are assaulted and raped? So, there is the risk to lose my battle, and every day I take my revenge.

DC: But this led you nowhere…PB: But for example, it led me to you…are you “nobody”?

DC: So Venice will remain just a dream?
PB: But I was there at the hall and I am still there, take a closer look!

DC: What have you done?PB: I unrolled my PVC poster titled “I want Pino Boresta to the Venice Biennial” and it rested there the whole day, illegally hanged. Many have seen it and i can confirm an enthusiastic Laura Palmieri.

DC: Is there anything that you liked of last Venice Biennale?
PB: I liked the Biennale Pavilion of Spain called “The Inadequate”. When I discovered it, I thought it was dedicated to me. In fact, I do not understand why I am not invited at the events. One of my articles that I wrote in the magazine Juliet, magazine with which I work from several years, is entitled “The out-date”, fancy that!

DC: You are not the only one to complain indeed…
PB: I’m right inside and over the themes of which are now debated in the art scene, having many years of work, contributing to go public, but I guess you right… I am unpleasant and I miss all the approaches, among these, they do not want me and they do not want to give me visibility.

DC: Do you think you are the victim of a plot?
PB: But it seems there is some dark figure plotting against me, and causes me not being there where it’s important to be there. Obsession of persecution?

DC: Yes!
PB: Maybe, but when someone else tells you and confirms some of the things you think, you start to believe that, perhaps, your rating are not entirely wrong.

DC: Aren’t you tired to complaining?
PB: But I told you, other do it because they want to get something. I do it because it is part of the work. They want stop me! They want stop me being an artist? Well, if Cattelan leave off, as he said, I leave off to be an artist. It is the “drag effect”, but if you think that however, he got some satisfaction while I do not, almost makes me think back! Ah ah!

DC: So what?
PB: I will tell you what: I give to myself another two years of time, and if I will not be invited to the next Biennial, I will commit suicide!

PINO BORESTA, Artist, Rome

giovedì 19 aprile 2012

PaintBoard Cristian Sonda, Miss Eu., Mister G., Mask


Carrara Skatepark il 5 maggio ospiterà gli artisti Cristian Sonda, Miss Eu, Mister G. e Mask che realizzeranno le loro opere sulle pareti esterne ed interne della struttura. L'evento sarà l'occasione per una inedita festa all'insegna dello skate e della street art, il tutto condito da buona musica. Saranno lasciate disponibili al pubblico alcune superfici da decorare.

L'evento artistico PaintBoard, organizzato da Carrara Skatepark, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pigmento, e curato da Virginia Bertani costituisce la fusione di skateboard, writing e musica: Sonda, Miss Eu., Mister G., Mask, dipingeranno con spray e acrilici le pareti interne ed esterne dello skatepark.

Oltre alle rampe saranno messi a disposizione 15 metri di muro per i writers che vorranno collaborare all'evento. Per partecipare si dovrà inviare il bozzetto della propria opera all'indirizzo mail ass.pigmento@katamail.com, che poi verrà pubblicato sulla pagina Facebook dell'evento "PaintBoard". Tra i 10 bozzetti che riceveranno più "mi piace" verranno selezionati i 5 writers che avranno accesso al muro.

Sabato 5 maggio sarà una lunga giornata di festa con evoluzioni sulle tavole, arte contemporanea e musica che avrà inizio alle ore 17:00 e si protrarrà fino alla mezzanotte. Una festa all'insegna della creatività e dello sport a cui tutti sono invitati e dove non mancherà neppure la classica grigliata! Sarà possibile vedere all'opera Cristian Sonda, Miss Eu., Mister G. e Mask sin dal mattino.

Lo skatepark costituisce un punto di aggregazione unico nel suo genere nella provincia di Massa Carrara, garantisce la possibilità di praticare lo skate in un contesto sicuro e controllato

o di socializzare nella zona chill-out avendo sempre una piena visuale delle strutture.

Per poter accedere all'area skate è necessaria l'iscrizione all'associazione Area 52. Per chi non fosse mai stato al Carrara Skatepark è prevista un'iscrizione provvisoria gratuita di un giorno. Per i minori vi è l'obbligo di casco e protezioni.

Carrara Skatepark e Pigmento vi aspettano!

Di seguito il programma

Sabato 5 Maggio

Ore 10:00 artisti all'opera

Ore 16:00 assegnazione spazi liberi

Ore 17:00 apertura skatepark

Ore 21:00 inizio grigliata

Ore 24:00 chiusura skatepark

Titolo: PaintBoard

Artisti: Cristian Sonda, Miss Eu., Mister G., Mask

Sede: Via Passo della Volpe n. 110, Avenza, Carrara (MS)

Ingresso: area skate 6,00 € / Chill out zone Libero

Info: Associazione Area 52 www.carraraskatepark.comarea52.skate@gmail.com

Associazione Culturale Pigmento www.facebook.com/associazionepigmento - ass.pigmento@katamail.com

Curatore: Virginia Bertani

Date: 5 maggio 2012

mercoledì 18 aprile 2012

ELENCO EVENTI SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA ETRURIA MERIDIONALE PER SETTIMANA DELLA CULTURA 2012

Programma delle iniziative organizzate, nell’ambito della Settimana della Cultura, dalla Soprintendenza per i beni Archeologici dell’Etruria Meridionale.


Per informazioni:

Marco Sala
Ufficio per la Comunicazione e le Relazioni esterne
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale
Piazzale di Villa Giulia 9
00196 Roma
Tel 06 3226571; 06 3611434 (diretto); fax 06 3202010

martedì 17 aprile 2012

la pittura di ADUA BIAGIOLI in mostra a Firenze


La pittura festosa di Adua Biagioli

Presso lospazio espositivo permanente del SMS Rifredi

viaVittorio Emanuele II 303 Firenze

SPRING

pitturedi Adua Biagioli

15Aprile/4 Maggio 2012



Domenica15 Aprile si è inaugurata presso lo spazio espositivo del SMS diRifreddi “LO SPAZIO DELL'ARTE” la mostra della pittrice PistoieseAdua Biagioli , circa 25 opere di medio - piccole dimensioniestremamente godibili dallo stile decorativo molto festoso con laprevalenza dei toni accesi delle gradazioni del rosso.

Lapittura della Biagioli si sviluppa su tre temi prevalenti , i fiori,le maschere e i nudi.

Inquesto caso prevalgono le opere a carattere floreale dalla pennellataleggera e trasparente spontanea che non si avvale di un disegnopreparatorio ma che si sviluppa direttamente sul supporto tela otavola con sovrapposizione di colori .Molto apprezzabile la sapienteosservazione della botanica , molto interessanti sono la tavola conle Calle e con il mazzo di rose rosse e il nudo a fondo nero , peril taglio originale della figura che emerge prepotente dal fondo

AduaBiagioli ha conseguito la maturità artistica presso l'Istitutod'Arte e ha frequentato la facoltà di lettere e filosofia a Firenze,è inseritanel catalogo "Artisti Pistoiesi del XXI secolo" - EdizionePegaso.

Dividela sua attività artistica tra la pittura e la poesia . Da poco ha pubblicato la sua prima raccolta poetica “COME PENSIERI” , èsocia dell'associazione Accademia Alfieri di Firenze e ha partecipatoa numerosi concorsi ed esposizioni di pittura e premi di poesia e areading poetici.

L'associazioneAccademia Alfieri per augurale una fortunata carriera artistica haorganizzato per il giorno 2 Maggio alle ore 17,00 un reading poeticoin suo onore presso lo spazio espositivo, così da lasciarle un buonricordo di questa sua esperienza Fiorentina l'ingresso è libero .

Lamostra è visitabile tutti i giorni presso lo spazio espositivoL'ATRIO DELL'ARTE SMS Rifredi via Vittorio Emanuele II-- 303 Firenze

Tiziana Curti

lunedì 16 aprile 2012

"QUADROPHENIA: a MODern world" - la musica e lo stile dagli Who ai Jam



Giovedì 19 aprile 2012 alle ore 18.00 sarà inaugurata presso la ONO arte contemporanea di Bologna la mostra “Quadrophenia: a MODern world”.

La mostra, sottolinea anche questa volta la curiosità e l’interesse della ONO per la ricerca incrociata di musica, costume e stili del secondo Novecento. “Quadrophenia: a MODern world” raccoglie ottanta fotografie d’autore che raccontano la storia e lo stile di quella generazione inglese – poi italiana - cresciuta negli anni settanta che, forse per la prima volta, sceglie come segno distintivo brand specifici e uno stile musicale che partendo dai primi dischi degli Who arriva fino allo Ska, passando per il Northen Soul e il Jazz.

Il titolo della mostra si riferisce al celebre album degli Who, uscito nel 1973, al film omonimo diretto da Franc Roddam e alla scena MOD che nasce negli anni 50 e torna alla ribalta nel 1979, anno di uscita del film. Roger Daltrey, degli Who, sottolinea come Quadrophenia non abbia avuto nulla a che fare con il ritorno, a quasi 15 anni di distanza, dei Mods.
Ma certo che, anche grazie al film, i Mods, mai scomparsi, tornano alla ribalta negli stessi anni in cui la scena Punk era al suo apice.

Mod non è una vera e propria moda ma un’attitudine e sfugge ad ogni etichetta e periodizzazione, cominciando dal significato della parola stessa, Mod, che sta per “Modernist”, termine ancora più indefinibile.
Quello che è certo è che Mod è uno stile unico ed elitario fatto di codici ricercati che dal cuore dell’Inghilterra proletaria raggiunse anche l’Italia.

La mostra dunque si articola in due sezioni. La prima presenta gli scatti inediti di Adrian Boot fotografo di scena di Quadrophenia che, oltre ai vari attori del film, tra cui un giovane Sting, immortala gli stessi Who, produttori del film sul set di Brighton.
La seconda presenta i Mods in contrapposizione ai rivali di sempre i Rockers: abiti in pelle e passione per il rock‘n’roll primordiale. Gli scontri tra Mods e Rockers avvenivano spesso nella città di Brighton nel week end; a documentare queste scene in mostra gli scatti di Laura Lee, giornalista dell’epoca.

Una sezione specifica della mostra sarà poi dedicata a quelli che i Mod consideravano i loro gruppi musicali di riferimento: gli Who, ma anche i Kinks, gli Small Faces e successivamente anche i Jam, nelle foto di Ian Dickson e David Redfern.

Per illustrare una parte della scena Mod italiana ci si è avvalsi della collaborazione di Tony Face, musicista, scrittore e figura di spicco della scena italiana, che ha fornito materiale fotografico, fanzine e altri documenti che raccontano una storia ancora attuale.
Altro contributo importante alla mostra è stato fornito dalla giornalista e critica musicale Eleonora Bagarotti, una delle massime esperte italiane degli Who.



Info Utili:


TITOLO MOSTRA: “Quadrophenia: a MODern world”

PERIODO APERTURA: dal 19 aprile al 24 maggio 2012

SEDE ESPOSITIVA: ONO ARTE CONTEMPORANEA
via Santa Margherita, 10 – 40123 Bologna

tel/fax +39 051.262465 www.onoarte.com 

skype: ono.arte.contemporanea
vittoria@onoarte.com
maurizio@onoarte.com
elena@onoarte.com

INAUGURAZIONE MOSTRA: Giovedì 19 aprile 2012 ore 18

SI RINGRAZIANO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE:
Tony Face
Eleonora Bagarotti
Piero Grazioli
Paolo Zamma - Art Vinyl Italia


AGENZIA DI COMUNICAZIONE:

Culturalia di Norma Waltmann
Agenzia di comunicazione
Bologna - Vicolo Bolognetti 11
tel : +39-051-6569105
fax: +39-051-2914955
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sabato 14 aprile 2012

romagnoli (1).flv

venerdì 13 aprile 2012

Stefano Curto partecipa a "Germinazioni e Sinestesie". Casa dei Carraresi, Treviso

Nuovo appuntamento espositivo per l’artista della luce, Stefano Curto che, dopo un anno davvero intenso - Padiglione veneto della 54ma Biennale, Boswall House e Saatchi Gallery di Londra, per citare alcune delle mostre a cui ha partecipato - fa ritorno sulla scena italiana, proprio nella sua città, Treviso, nella prestigiosa sede di Casa dei Carraresi, in occasione della mostra Germinazioni e Sinestesie che aprirà i battenti il prossimo 15 aprile. Curata dalla critica veneta Marica Rossi, la mostra pone l’accento sulle contaminazioni fra le percezioni sensoriali in arte proponendo una selezione di lavori di sei artisti tra cui spiccano i quadri di luce di Stefano Curto che si inseriscono perfettamente nell’humus della mostra perché il suo universo immaginifico cattura l’osservatore e lo coinvolge in una condivisione creativa per mezzo di un linguaggio affascinante.
L’artista del cosmo e della tradizione alchemica torna in questa occasione a indagare la dimensione sensoriale con diversi lavori che nascono da una tavolozza rara e preziosa che costituisce il tratto distintivo dell’artista. Curto "dipinge" utilizzando cristalli, pietre e minerali dalle tinte naturali, declinati in una vastissima varietà di forme, dove ogni singola gemma viene scelta come fosse una pennellata sulla tela e disposta nella cornice da lui designata per raccontare storie lontane.
Viaggiatore curioso, spinto dal desiderio di conoscenza, nella mostra Curto ci accompagna nel suo mondo emozionale, multiforme e sfaccettato, con la Sindone Nera. Un'opera di grande suggestione, nata dopo un lungo soggiorno in India nel corso del quale l'artista ha saputo immergersi nell'intensità della dimensione religiosa che pervade la vita quotidiana della popolazione. Composta su un grande pannello di plexiglass con circa 18 mila cristalli, l'immagine del Cristo è realizzata con innumerevoli gemme bianche rettangolari disposte in verticale, "in caduta", per creare un volto che appare da una tetra pioggia nera.
Oltre a questo lavoro intriso di forte misticismo, nella mostra spiccano altre opere di Curto fra cui The Marvellous Flight of Coexistence, un "tappeto volante" che, attraverso una sorprendente tavolozza di colori composta da migliaia di pietre dalle forme più svariate, allude all'indissolubile legame e alla coesistenza fra i popoli rivelando la dimensione filosofica ed esoterica dell'artista.
Quelli usati da Curto sono materiali di grande fascino che, uniti alla perfezione esecutiva e un grande senso estetico, determinano l’esplosione creativa e consentono di entrare in un mondo parallelo di infinita immaginazione e di grande valenza simbolica. “I segni e i segnali del suo linguaggio inconfondibile - afferma il critico Stefano Cecchetto - restano, nell’opera di Stefano Curto, la dichiarazione di un’identità svelata, ogni sua opera è l’incessante biografia di un autoritratto; perché svolgere un tema per l’artista significa coinvolgere/portare dentro al proprio mondo anche gli altri e renderli partecipi di un emozione che travalica il personale per diventare universale

Nato a Segusino in provincia di Treviso nel 1966, Stefano Curto, insieme alla passione per la musica, che compone fin dall’età di quindici anni, e per i lunghi viaggi intorno al mondo, sviluppa la passione per le gemme. Apre giovanissimo un laboratorio in cui svolge con successo il lavoro di incastonatore di cristalli su diversi materiali disegnando ed eseguendo complessi disegni per le più importanti griffe della moda. La parte alchemica del suo lavoro, quel mettere insieme gli elementi materici nella composizione di un’opera singolare e irripetibile, lo spinge a consolidare nuove esperienze visive che poi utilizza per la realizzazione dei suoi manufatti. Intraprende numerosi viaggi soprattutto nei Paesi asiatici per la scoperta di nuovi linguaggi e differenti culture, che aprono i suoi orizzonti e lo mettono in relazione con l’universo infinito e misterioso delle filosofie orientali. Stefano Curto vive e lavora nella sua casa studio di Valdobbiadene.


Germinazioni e sinestesie
a cura di Marica Rossi

Casa dei Carraresi, Treviso

15 aprile | 10 maggio 2012

dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00 - chiuso il lunedì

Carlotta del Belgio a Miramare. Gli anni della felicità

13 Aprile 2012
Carlotta del Belgio a Miramare
Gli anni della felicità

19 aprile - 10 giugno 2012
Musée BELvue, Bruxelles, Belgio

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COMUNICATO STAMPA

Dal 19 aprile al 10 giugno 2012 il Musée BELvue di Bruxelles ospiterà la mostra Carlotta del Belgio a Miramare. Gli anni della felicità.

Un'esposizione dedicata alla figura della principessa Carlotta, figlia di Leopoldo I Re del Belgio, nata a Laeken nel 1840 e giunta in Italia a seguito del matrimonio con l'arciduca Massimiliano D'Asburgo-Lorena. La coppia trascorse i suoi anni più felici, tra il 1860 e il 1864, nel Castello di Miramare, nobile residenza a picco sul mare cinta da un esteso giardino, sorta tra il 1856 e il 1860 proprio per volontà di Massimiliano d'Asburgo.

La mostra presenta circa quaranta opere tra dipinti, litografie, fotografie d'epoca, documenti storici e oggetti personali della Principessa provenienti dalla collezione del Museo Storico del Castello di Miramare di Trieste e dal Museo BELvue: una liaison tra Italia e Belgio che, ripercorrendo la vita personale e artistica di Carlotta, unisce, per la prima volta, le opere di questi due prestigiosi Musei.

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni che si snodano in tre sale situate al pianoterra del Museo BELvue. La prima sezione è dedicata ai ritratti di Carlotta che ripercorrono i momenti salienti della sua vita fin dalla sua giovane età come il dipinto La principessa Carlotta da bambina (1842 ca.) di Franz Xaver Winterhalter oppure Ritratto di Carlotta del Belgio in mantiglia (1866) di Tiburcio Sanchez, insieme a una serie di fotografie d'epoca che ritraggono la principessa con la sua famiglia.

La seconda sezione presenta, invece, una serie di oggetti e documenti personali della principessa tra cui la palette di acquarelli che utilizzava per dipingere le sue opere, il suo portafortuna e la sua cassetta personale contenente tutto il nécessaire per scrivere.
In questa sezione è presente anche il prezioso Journal di Adrien Goffinet. Il documento racconta il ritorno di Carlotta in Belgio ed è stato oggetto di uno studio approfondito da parte di Olivier de France, storico e scrittore. Lo studio è stato inoltre pubblicato dal Fonds du Patrimoine della Fondation Roi Baudouin, con il titolo Riportare Carlotta in Belgio. La missione del barone Adrien Goffinet a Vienna e a Miramare - luglio 1867.

Nell'ultima sezione il visitatore potrà ammirare le opere realizzate dalla principessa intorno alla metà del XIX secolo. Dalle tavole emergono le spiccate attitudini artistiche di Carlotta molto apprezzate anche da Massimiliano D'Asburgo, destinatario di diverse opere della consorte, che in parte teneva esposte proprio nel suo studio. Il disegno e la pittura risultano infatti attività congeniali alla sua sensibilità, come testimonia il bellissimo gruppo di piccoli paesaggi ad olio che costituisce la prova più significativa dell'opera pittorica di Carlotta, la quale dalla nativa Fiandra porta in retaggio abilità e passione di disegnatrice e coloritrice.
Accanto alle opere della principessa si trovano anche alcuni dipinti di importanti artisti dell'Ottocento, spesso fonti ispiratrici dei suoi lavori, come il bellissimo olio di Jean-Baptiste Van Moer L'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia (1859), da cui Carlotta prese spunto per realizzare La chiesa di S. Giorgio Maggiore a Venezia (1859), che ne dimostra l'abilità nel riprodurre complessi scorci prospettici.
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Sede
Musée BELvue
Place de Palais – 1000 Bruxelles, Belgio

Orari
Da lunedì a venerdì: 10.00 – 17.00
Sabato e domenica: 10.00 – 18.00

Ingresso libero

Catalogo
Silvana Editoriale

giovedì 12 aprile 2012

GABRIELE VIA legge EUGENIO MONTALE


Venerdì 20 aprile 2012 alle ore 21.30 il poeta Gabriele Via legge e recita Eugenio Montale al Teatro San Salvatore, Via Volto Santo 1 a Bologna.
La rassegna giunta al suo terzo appuntamento è dedicata ai grandi poeti italiani del Novecento.

Questo terzo appuntamento della rassegna è dedicato a Eugenio Montale, poeta che più di ogni altro ha rappresentato la coscienza critica di una difficile epoca di transito nel cuore del secolo scorso.
Tramite i versi scelti e proposti, Gabriele Via presenterà il suo Montale, raccontando come la lingua del poeta, per motivi generazionali e di percorso esistenziale, operi continuamente, in forma più o meno mimetica, entro il movimento del proprio pensiero. Sarà quindi un tributo, una confessione e un dono. Sarà col cuore, come sempre, dice Via.

Sarà un evento autentico all’interno di una piccola perla cinquecentesca, forse poco conosciuta, ma che respira arte e poesia e, come un tempo, incanta. Il Teatro San Salvatore risalente al 1520 e con appena cento posti a sedere, mantiene ancora gli affreschi del Bagnacavallo, il soffitto a cassettoni ed un pesante sipario rosso tipicamente bolognese.

I primi due appuntamenti della rassegna, il primo a novembre e il successivo nel mese di gennaio, sono stati dedicati a Pier Paolo Pasolini e Dino Campana.



Info Utili:


• Evento: Gabriele Via legge Eugenio Montale – terzo appuntamento della rassegna dedicata ai grandi poeti italiani del Novecento

• Autore: Gabriele Via

• Regia: Gabriele Via – Eugenio Maria Bortolini

• Cast: Gabriele Via

• In collaborazione con: Associazione Culturale “Icaro Like Us”
Via Olindo Guerrini 22 b, Bologna
e-mail: info@like-us.eu


• Data: Venerdì 20 aprile 2012 alle ore 21.30

• Sede: Teatro San Salvatore – Via Volto Santo, 1 a Bologna
e-mail: teatrosansalvatore@libero.it
sito: www.enigmadellatela.it

• Ingresso: 13 euro

• Info e prenotazioni: +39 334 3440177

• Agenzia di Comunicazione:

Culturalia - Bologna, Vicolo Bolognetti 11
Tel. 051 6569105 fax 051 29 14955,
info@culturaliart.com www.culturaliart.com

PERCORSI DI IDENTITA: Alessandro Calizza, Claudio Di Carlo, Giusy Lauriola, Nicola Mette

COMUNICATO STAMPA

PERCORSI DI IDENTITA': Alessandro Calizza, Claudio Di Carlo, Giusy Lauriola, Nicola Mette

Giovedì 19 aprile ore 20.30 – wine-bar Camponeschi

Presentazione di Takeawaygallery

Giovedì 19 aprile si rinnovano gli appuntamenti dell'Electronicartcafè_Aperitivo d'arte a cura di Achille Bonito Oliva ed Umberto Scrocca in collaborazione con Takeawaygallery, presso il wine-bar Camponeschi di Roma. Invitati ad esporre quattro artisti della galleria: Alessandro Calizza, Claudio Di Carlo, Giusy Lauriola e Nicola Mette; una ricognizione trasversale che mette a confronto due generazioni di artefici, vicini tanto nella figurazione neopop quanto nelle tematiche affrontate, che, pur sperimentando i linguaggi della performance, dell'avanguardia teatrale e musicale e del video, privilegiano la pittura come mezzo d'espressione.

Nella mostra viene presentata una riflessione sul concetto ed il significato di identità, spesso approfondita nei loro quadri. Partendo dall'analisi del contesto politico e sociale in cui siamo immersi, caratterizzato da una crescente fluidità, mobilità ed indeterminatezza, gli artisti indagano problematiche ed urgenze scaturite da confini identitari costantemente più labili e confusi, dalla continua mancanza di punti di riferimento comunitari e dalla progressiva omogeneizzazione culturale, rinnovando, fronteggiando o esorcizzando incertezze, inquietudini, ma anche tutte le opportunità originate da questa realtà sempre più sfuggente e mutevole.

Tematiche rese attraverso un linguaggio figurativo colorato ed accattivante, dove fascino, erotismo e bellezza superficiali divengono veicolo di messaggi pungenti e radicali, quasi un dolce-amaro che irrita e seduce. La tecnica pittorica precisa ed avvolgente, le atmosfere stranianti e sospese, i riferimenti iconografici che spaziano dai fumetti, al cinema, alla pubblicità, "saccheggiando" tutta la cultura di massa e popolare da cui siamo sempre stati avvolti, cercano di dar senso all'assurdità ed incoerenza che ci circondano.

Le tre opere di Alessandro Calizza, quasi un ideale trittico, prevedono una doppia analisi, interrogandosi sulla genesi di identità soggettiva ed oggettiva e sul funzionamento dei meccanismi di riconoscimento, mettendo in scena un confronto-incontro tanto con il proprio "gruppo di appartenenza" ("Who am I?") che con l'altro da sé ("Who is him?"). Il protagonista, un essere/avatar viola di nome SNUB, ed i paesaggi da girone dantesco o prelevati da dipinti rinascimentali, disseminati di oggetti emblematici, divengono paradossali ed ironiche chiavi di lettura della realtà quotidiana, attraverso un linguaggio ascrivibile ad un ambito pop surrealista.

Claudio Di Carlo presenta le sue icone della società massmediatica, con due tele dalla serie dei "Rebus". Donne bellissime immortalate con un taglio fotografico che predilige posizioni forzate ed innaturali e pone l'accento su minuti dettagli e particolari evocativi. Una potente carica erotica, i colori sensuali, un gioco costante tra esplicito ed allusivo celano una corrosiva critica a limitazioni e forzature cui veniamo costantemente sottoposti, trasformandoci in vittime di modelli standard di comportamento; gettano uno sguardo sui concetti di diversità ed esclusione; sfondano porte per poter sfuggire da uniformità ed omologazione.

Protagonisti delle tele di Giusy Lauriola donne e uomini di cui non si scorge il volto. La caratterizzazione avviene attraverso l'abito, quindi il corpo, mezzo primario di relazione con il mondo, specchio di personalità e strumento di identificazione. Se le resine che usa divengono un filtro attraverso il quale creare distanza e guardare dentro di noi, la riflessione che Lauriola ci induce a compiere riguarda la costante ricerca di appartenenza ad un'identità sociale, l'incessante necessità di essere approvati dall'altro: il bisogno di accettazione diviene impulso più potente, anche a scapito della propria individualità.

Nicola Mette propone quattro piccoli acrilici, realizzati con una particolare tecnica che l'artista stesso definisce "pittura liquida", fatti di sgocciolature, sovrapposizioni ed improvvisi vuoti, appartenenti ad un ciclo del 2011 intitolato appunto "ID.entity". Sfila nei suoi quadri un'umanità disumanizzata: volti delineati da un tratto fermo ma evanescente, lo sguardo assente, nessun accenno ad un'emozione o espressione. Bianchi come in un'immagine in negativo, fantasmi anziché "esseri" reali, i suoi uomini, donne o divinità, prigionieri di una società sempre più folle ed avvilente, hanno perso ogni connotazione identitaria, hanno perso se stessi, non più in grado di riconoscersi né di essere riconosciuti.

Info:

Collettiva di pittura

Artisti: Alessandro Calizza, Claudio Di Carlo, Giusy Lauriola, Nicola Mette

Inaugurazione: giovedì 19 aprile ore 20.30 fino a tarda serata

Dal 19 aprile al 2 maggio 2012

Orari: lunedì – sabato 17.00-23.30

Wine-bar Camponeschi

Piazza Farnese 50, Roma

+39 066874927

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