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lunedì 7 dicembre 2015

Mario Vespasiani, mostra personale MARA AS MUSE

MARIO VESPASIANI
MARA AS MUSE
Storie di viaggiatori, orizzonti e tavole volanti

Inaugurazione mostra domenica 20 dicembre alle 16,30


Dopo la mostra Sic Luceat Lux che nella scorsa estate ha ripercorso dagli esordi ad oggi, diciassette anni nella pittura di Mario Vespasiani (1978), domenica 20 dicembre presso lo studio One Lab di Ripatransone nelle Marche verrà inaugurata Mara as Muse - Storie di viaggiatori, orizzonti e tavole volanti, anteprima della più ampia esposizione che si terrà nel 2016. Un evento che segna una nuova fase di indagine e che, tenendo presente le conquiste date dalla pratica quotidiana, si apre ad ulteriori contaminazioni e a inedite modalità espositive.

Mara as Muse è un progetto in cui Vespasiani sottolinea l'importanza di una relazione in grado di stimolare e ispirare opere che sconfinano oltre il supporto tradizionale della pittura, per diventare esperienza diretta della vita quotidiana. Il sottotitolo intende proprio questo, delle Storie di viaggiatori, che si trovano, si scoprono, si trasformano camminando insieme, lasciando segni e testimonianze nei luoghi che attraversano, come nelle persone che incontrano. Le opere della serie Mara as Muse assumono dunque forme non convenzionali nelle soluzioni e nelle varietà dei materiali adoperati.

Storie di viaggiatori, orizzonti e tavole volanti, si riallaccia così alla mostra Empireo e prosegue l'osservazione meravigliata del mondo, che dopo avere raggiunto i cieli stellati più alti, dimora delle anime dei beati, si rivolge ora verso il mare aperto, anch'esso metafora dell'infinito e dell'illimitato, per scorgere il senso spirituale delle cose. Complici i supporti in legno su cui sono stati realizzati i dipinti, il richiamo all'acqua è evidente già dalla loro forma, che riporta a quelle tavole da surf su cui Vespasiani si sdraiava fin da bambino. Ogni opera, dal timbro monocromatico evoca nel lento ritmo delle onde, quel movimento ipnotico che si rivolge allo spettatore per invitarlo a prendere parte al rollio fluttuante, in cui l'insieme dà vita a scenari che inducono ad una visione molteplice e dinamica.

Le sensazioni fanno riferimento alla grande tradizione pittorica che ha nello studio dei riflessi acquatici, dei bagliori e dei riverberi tremolanti, una vera e propria scuola che da Friedrich passa per le atmosfere degli ultimi periodi di Turner e Monet, per gli orizzonti incandescenti di Rothko e in quelli glaciali di Kiefer, fino ad imprimersi nelle fluidità gestuali di Joan Mitchell e Cy Twombly. Vespasiani continua la personale sperimentazione assimilando alcune tendenze che dal '700 europeo sfociano nei più recenti linguaggi di astrazione. Mantenendo ben saldi i temi che lo hanno da sempre appassionato, tra immaginazione e osservazione, ragione e istinto, risponde alle domande fondamentali della propria vita, dell'amore e dunque dell'eternità.

Queste opere caricandosi di quella componente misteriosa, capace di recuperare le emozioni presenti e passate si trasfigurano nell'oggi, dove alternano sogno e osservazione, attesa e contemplazione e ci avviano al nuovo corso di un artista che come pochi riesce a sorprendere e ad evolversi rimanendo coerente.



MARIO VESPASIANI
MARA AS MUSE
Storie di viaggiatori, orizzonti e tavole volanti

Inaugurazione mostra domenica 20 dicembre alle 16,30
Apertura dal 20 dicembre al 24 gennaio 2016

Studio Vespasiani - One Lab
Corso Vittorio Emanuele II, 32 - 34
Ripatransone AP




MARIO VESPASIANI nasce nel 1978 vive e lavora nelle Marche e nei luoghi che meglio si prestano a sviluppare i suoi progetti. E' uno dei talenti dell'arte italiana, con una ricerca che lo sta portando ad innovare il concetto di pittura nelle varie modalità espressive come nello studio delle luminosità del colore. Le sue opere adottano un linguaggio simbolico e si rivolgono ad un più vasto itinerario dell'anima, incentrandosi sul profondo mistero della creazione e sulla trasmissione dei moti dello spirito. Con la mostra Gemine Muse espone giovanissimo ai Musei Capitolini di Roma, a 27 anni vince il primo Premio Pagine Bianche d'Autore, nel 2011 viene invitato al Padiglione Italia della 45° Biennale di Venezia, figura nel libro Fragili eroi di Roberto Gramiccia dedicato ai più interessanti artisti italiani del futurismo ad oggi e sul Dizionario dell'Arte Italiana edito da Giancarlo Politi.

Nel 2008 a dieci anni dalla prima personale realizza la mostra che avvia il progetto denominato "La quarta dimensione" attraverso il quale propone un dialogo con alcuni grandi maestri dell'arte italiana a lui particolarmente vicini in un determinato momento della ricerca. Il primo avvenne nel 2008 con Mario Schifano mettendo in risalto il colore e il gesto pittorico che contraddistingue il procedere istintivo dei due autori, per l'approccio grintoso, per la carica vitale e mai prevedibile della pittura. Nel 2010 presso la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Ascoli Piceno le sue opere si affiancarono all'astrattismo lirico di Osvaldo Licini, in questo momento le tele di Vespasiani sempre meno figurative forniscono una panoramica del tratto pittorico che raggiunge soluzioni stilistiche più evanescenti ed essenziali. Sulla linea colorista, che scende lungo l'Adriatico, nel 2012 presenta il dialogo in tre sedi con i capolavori di Lorenzo Lotto, il quale oltre ad essere uno dei più autorevoli interpreti è anche colui che ha saputo rivoluzionare i codici del ritratto e la mostra ha focalizzato l'attenzione sull'interpretazione psicologica e formale del volto, dalle espressioni comuni alle tensioni umane più profonde. Nel 2015 il gallerista Pio Monti presenta la mostra La quarta dimensione nella fotografia di Mario Giacomelli e Mario Vespasiani dove per la prima volta le sue immagini fotografiche si specchiano nei riflessi comuni e nello sguardo appassionato di Giacomelli, uno dei fotografi più incisivi del '900.


Tra i primissimi artisti italiani ad espandere l'impronta pittorica dai nuovi materiali alle tecnologie, viene inviato nel 2012 dall'Accademia di Belle Belle Arti di Macerata a tenere una conferenza dal titolo: L'essenza e il dono. Arte, relazione e condivisione, dalla tela all'iPad e nello stesso anno con le opere realizzate mediante l'iPad ed applicate su alluminio partecipa al Premio Termoli. Per tutto il 2014 si è dedicato al progetto Mara as Muse sottolineando, in piena controtendenza, il ruolo di una Musa quale figura ispiratrice dell'atto creativo e delle sue molteplici forme espressive. Nel 2015 realizza delle opere in pura seta intitolate Storie di viaggiatori, territori e bandiere che espone come fossero vessilli di un'arte che torna ed essere simbolo e immagine di un'identità ben precisa e che va oltre le classiche modalità espositive per mostrarsi in una performance nella Pinacoteca civica di Ascoli Piceno, in un happening con le opere disposte al vento sulla cima della Torre dei Gualtieri di San Benedetto del Tronto e al 48° Premio Vasto. Nel mese di maggio esce Planet Aurum il suo primo libro interamente dedicato agli scritti e nello stesso anno la città di Fermo lo invita a dipingere il Palio dell'Assunta dedicandogli contemporaneamente la personale Empireo. La città di Santa Vittoria in Matenano, luogo dove espose non appena diplomato, gli dedica la mostra che raccoglie per la prima volta una selezione di opere dagli esordi ad oggi ed una importante pubblicazione generale.

Dal 1998 sono oltre trenta le mostre personali documentate con volumi prodotti in serie limitata, arricchiti da testi critici, interviste e da testimonianze trasversali. Contemporaneamente alla pittura, ha frequentato un workshop di fotografia con Ferdinando Scianna e di cinema con Lech Majewski. Del suo lavoro se ne sono occupati oltre agli storici e ai critici d'arte, anche filosofi, scrittori, antropologi e teologi.


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SOMMERSE VISIONI: dal 9 al 12 dicembre la mostra sull'opera integrale di Paola Crema (Biblioteca Angelica)



Dal 9 al 12 dicembre 2015

Paola Crema
SOMMERSE VISIONI


Inaugurazione della mostra: mercoledì 9 dicembre ore 18

Biblioteca Angelica
Piazza S. Agostino 8 - Roma
BROCHURE E INVITO SCARICABILI DI SEGUITO:


Una mostra preziosa che oltre alle sculture in bronzo e alle elaborazioni fotografiche tipiche dell'Archeologia Immaginaria di Paola Crema, unisce anche i suoi Gioielli Scultura, pezzi unici che paiono anch'essi riemergere da un lontano, mitico passato.

Nel sovrapporsi continuo di ricordi e immagini l'artista ci rammenta l'insondabile verità che accomuna dei, opere e mortali: Tempus ridet, sed brevi rodet. Ovvero l'eterno movimento delle cose come caratteristica essenziale dell'esistenza, dove ogni elemento muta all'interno di una sistema universale concepito come organismo vivente in continuo divenire sotto l'egida del tempo che sorride ma in breve distrugge ogni cosa dopo il suo passaggio…
Elena Gradini

L'"archeologia immaginaria" di Paola Crema è il frutto di un gioco concettuale teso a farci credere che le sculture da lei realizzate sono in realtà reperti riemersi da un "continente perduto". Ed il gioco è ancora più complesso nelle sue opere  fotografiche, nelle quali "documenta" l'attimo del ritrovamento,mentre in realtà il set - distrutto subito dopo aver effettuato la ripresa - è ottenuto usando quelle sculture da lei stessa prima realizzate. Un gioco di rimandi intrigante con risultati sorprendentemente convincenti.
Paola Crema, artista poliedrica, si è per anni dedicata prevalentemente all'arte orafa - sia insoliti gioielli che sculture in argento e materiali preziosi (corallo, cristallo di rocca, perle, pietre semipreziose) -, con creazioni da moderna Wundercammer, che nel 2007 sono stati esposte per quasi un anno a Palazzo Pitti, al Museo degli Argenti e delle Porcellane.
Negli ultimi anni ha ampliato il suo campo di interesse dedicandosi prevalentemente alla scultura in bronzo di grandi dimensioni, con risultati che le hanno valso il Premio Internazionale Le Muse 2008, e infine giungendo alla fotografia come espressione d'arte.
Ha frequentato l'Accademia delle belle arti di Firenze dedicandosi subito allo studio dell'antichità ma anche del design, ed esplorando a fondo il mondo antiquariale nel quale ha operato con grande successo.
La cultura dell'antico e l'amore per il mondo classico hanno portato l'artista a dar forma a sculture sapientemente modellate, dando corpo alla sua "archeologia immaginaria" in un percorso concettuale che simula ritrovamenti archeologici, concretizzati nelle sue opere in bronzo e talvolta trasferiti, con un gioco di apparente documentazione, in splendide immagini fotografiche che ci fanno partecipare agli "scavi immaginari" di Paola Crema.
Vive e lavora a Firenze e a Roma.
www.paolacrema.com

PRINCIPALI ESPOSIZIONI di Paola Crema
2015 - ROMA, Riemersioni Preziose, Biblioteca Angelica,
- SARTIRANA, Miti, MAC Museo Arte Contemporanea,
2014 - ROMA, Now, DAI Studio
- PADOVA, Atlantide in foto, Galleria La Teca
2013 - ROMA, Antinoo, un Dio malinconico, Teatro Il Vascello
- KIEV, Biennale dell'Arte, Arsenale
2012 - FIRENZE, Pinocchio, Palazzo Medici Riccardi
2011 - FIRENZE, Padiglione Italia, Biennale di Venezia .54, Museo Bardini
- TIVOLI, Dialoghi con l'antico, Villa Adriana
2010 - ROMA, La voix des Choses, Tempio di Adriano
- VENEZIA, Ambient: Arte e Architettura, Biennale di architettura, Arsenale
- ROMA, Frammenti di Atlantide, Casina delle Civette, Museo Villa Torlonia
- FIRENZE, Antinoo dopo e oltre, Museo Archeologico
2009 - ROMA (EUR), Il Tempo e il Mito, Archivio di Stato
2008 - FIRENZE, Memorie preziose, Museo degli Argenti e delle Porcellane, Palazzo Pitti
- TIVOLI, Marguerite, Villa Adriana
- OMAN, Mascate Bait al Zubair Museum
2007 - BAHRAIN, Manama Art Centre
- ROMA, Il Tempo Grande Scultore, Museo Capitolino Centrale Montemartini
2005 - BEIRUT, Audi Bank
2004 - RABAT, Istituto Italiano di Cultura
- BUCAREST, National Historical Museum
- ANVERSA, Diamantmuseum
- PECHINO, University Technical Museum
- LIMASSOL, Kyriakis Foundation
- TUNISI, Istituto Italiano di Cultura
2003 - DAMASCO, National Museum
- BEIRUT, Audi Bank
2000 - ATENE, Women Jewelry Exhibition,
Ilias Lalounis Jewelry Museum



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domenica 6 dicembre 2015

Mostra collettiva dieciXquindici al Teatro comunale San Teodoro di Cantù. Inaugurazione il 13 dicembre

dieciXquindici x2

Mostra collettiva in piccolo formato
a cura di Elisa Fusi


Alessandro Azzoni | Mattia Barone | Malvina Berti | Martino Bizzanelli
Nicolò Bonacina | Filippo Borella | Icio Borghi | Stefano Cerioli | Marco Confente
Simone Crippa | Enne | Dorella Fallanca | Marta Grimoldi | Ema Jons | Chiara Lanzani
Barbara Mauceri | Silvia Mauri | Susi Mauri | Federica Miani | Yari Miele
Marco Minotti | Rachele Moscatelli | Tommaso Nava | Peppo Peduzzi | Zeno Peduzzi
Chiara Pellizzoni | Davide Somaschini | Strambetty | Tilf | Danilo Vadis

Inaugurazione 13 dicembre 2015 ore 19
Teatro comunale San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù


Il 13 dicembre il Teatro San Teodoro ospita per il secondo anno consecutivo la mostra collettiva "dieciXquindici", un progetto che nasce dall'incontro di artisti, istituzione teatrale e pubblico, e che prevede piccole opere d'arte a un prezzo accessibile a tutti, fissato a 20 euro, il cui ricavato andrà a sostenere le iniziative del teatro.

Dal punto di vista artistico, la mostra offrirà un panorama ricco e variegato: dalla pittura alla fotografia, dal collage alla grafica, gli artisti hanno messo in campo tecniche e tematiche differenti, offrendo allo sguardo un centinaio di opere d'arte. 

Sono infatti 30 gli artisti e i creativi attivi nel territorio circostante che sono stati invitati a lavorare sul formato 10x15 cm per donare al teatro la loro creatività in cambio della partecipazione agli spettacoli teatrali. Il valore di questo scambio risiede nel sostegno reciproco di due forme d'arte in costante ricerca di nuovo pubblico da coinvolgere e appassionare.


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dieciXquindici x2
a cura di Elisa Fusi
Con: Alessandro Azzoni, Mattia Barone, Malvina Berti, Martino Bizzanelli, Nicolò Bonacina, Filippo Borella, Icio Borghi, Stefano Cerioli, Marco Confente, Simone Crippa, Enne, Dorella Fallanca, Marta Grimoldi, Ema Jons, Chiara Lanzani, Barbara Mauceri, Silvia Mauri, Susi Mauri, Federica Miani, Yari Miele, Marco Minotti, Rachele Moscatelli, Tommaso Nava, Peppo Peduzzi, Zeno Peduzzi, Chiara Pellizzoni, Davide Somaschini, Strambetty, Tilf, Danilo Vadis

Inaugurazione: 13 dicembre 2015, ore 19
In mostra fino al 6 gennaio 2016
Teatro Comunale San Teodoro, Cantù, via Corbetta 7

La mostra è visitabile negli orari di apertura della biglietteria, in presenza di spettacoli
teatrali e durante gli aperitivi della domenica
Per maggiori informazioni  www.teatrosanteodoro.it | mostre@teatrosanteodoro.it

FLUX+MUTABILITY UNA GRANDE MOSTRA PERSONALE DI MABÙ ALLO SPAZIO CERERE


Dal 7 dicembre sarà visibile la mostra personale di Massimo Buccilli, conosciuto come Mabù, presso il prestigioso Spazio Cerere di Roma: oltre 50 opere della produzione degli ultimi 10 anni.

La mostra sarà visitabile fino al 13 dicembre, ogni giorno dalle 10 alle 21,30 (la domenica dalle 9 alle 13). L’ingresso presso lo Spazio Cerere, in via degli Ausoni 3, è gratuito.

Flux+Mutability è il nome scelto per la personale di Mabù, al secolo Massimo Buccilli, che inaugurerà lunedì 7 dicembre presso le prestigiose sale dello Spazio Cerere di Roma, all’interno del complesso dell’ex pastificio, diventato celebre negli anni Ottanta come sede del “Gruppo di San Lorenzo”, di cui hanno fatto parte Nunzio, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli.
Un titolo di mostra non casuale, che prende spunto dall’album Flux+Mutability cui David Sylvian e Holger Czukay diedero vita nel 1989 con brani improvvisati. Sono proprio l’improvvisazione e l’estemporaneità, infatti, a comporre il fil rouge che accompagnerà il visitatore nel percorso di mostra, che conta oltre 50 opere del pittore e scultore nato a Roma nel 1954.

L’esposizione, curata da Nicolas Ballario e allestita in modo molto suggestivo, ripercorrerà gli ultimi 10 anni di vita professionale di Mabù, nei quali si può scorgere una citazione alla potente irruenza di Willem De Kooning e alla drastica essenzialità di Franz Kline, attraverso la personale ricerca dell’artista. I lavori in mostra saranno acrilici, china, pigmenti, matite, acquerello: tutti materiali pittorici che asciugano in fretta per appagare, almeno in parte, l’impazienza e l’insofferenza, divenuti i veri tratti distintivi della sua produzione pittorica.

Buccilli è stato protagonista di numerose mostre personali: tra le ultime ricordiamo quella di Palazzo Collacchioni a Capalbio o presso la sede nazionale del CNR di Roma. Le sue opere fanno parte di molte prestigiose collezioni pubbliche e private, come quella della Fondazione Roma.

Mostra sui costumi della Callas alla Fondazione Pasquinelli di Milano. Inaugurazione 9 dicembre ore 18.30

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Un dì, felice, eterea. L’opera si veste di nuovo

Dal 10 al 23 dicembre Accademia Teatro alla Scala e Fondazione Pasquinelli insieme per celebrare il mito di Maria Callas.

Grazie al sostegno della Fondazione Pasquinelli la celeberrima Traviata di Luchino Visconti interpretata da Maria Callas rivive negli spazi aperti al pubblico di Corso Magenta 42.

Inaugura mercoledì 9 dicembre alle 18.30 presso la Fondazione Pasquinelli la mostra Un dì, felice, eterea. L’opera si veste di nuovo dedicata alla “divina” Maria Callas e al poliedrico regista milanese Luchino Visconti, attraverso la ricostruzione di due costumi disegnati da Lila de Nobili per La Traviata che andò in scena al Teatro alla Scala nel 1955.

La mostra rappresenta l’occasione per festeggiare un anno dall’inizio di un importante sodalizio tutto milanese tra la Fondazione Pasquinelli e l’Accademia Teatro alla Scala; la Fondazione infatti promuove un progetto triennale, in linea con il suo costante impegno verso i giovani, chiamato "Un patrimonio da tramandare - "A Scuola di Scala" destinato a sostenere alcuni dei corsi di palcoscenico dell’Accademia scaligera, corsi che si fondano sulla trasmissione del sapere artigianale e dell’abilità manuale, con una metodologia che, come nella bottega rinascimentale, privilegia il contatto diretto del maestro con l’allievo in un percorso di costante apprendimento quotidiano.

All’interno di questa tradizione di altissimo artigianato, il corso per sarti dello spettacolo, nato nel 1997 per volontà di Cinzia Rosselli, responsabile del Reparto sartoria del Teatro alla Scala e ancora oggi coordinatore tecnico del corso, permette di acquisire competenze specifiche per la realizzazione di abiti di scena attraverso un programma che abbraccia tutte le fasi di lavorazione del costume, dalla preparazione e confezione alla manutenzione e conservazione.

Nell’ambito del piano didattico, è nato il progetto di ricostruzione dei costumi disegnati dalla de Nobili, andati irrimediabilmente perduti in circostanze ancora oggi non chiarite. Gli allievi hanno compiuto un lavoro filologicamente accurato e corretto, attingendo sia alla documentazione fotografica dello spettacolo scaligero sia alla testimonianza della nipote del regista, Cristina Gastel Chiarelli. 


Sotto la supervisione dei docenti, fra cui si annoverano oltre a Cinzia Rosselli, Rita Citterio, responsabile del Magazzino Costumi del Teatro alla Scala ed esperta di tecniche di elaborazione costumi, Sabina Rostri, tagliatrice di costume storico-teatrale, Patrizia D’Anzuoni, responsabile del Reparto Sartoria Vestizione del Teatro alla Scala ed esperta di tecniche di elaborazione costumi, Maria Chiara Donato, esperta di costume storico teatrale e Pasqualina Inserra, docente di tecniche sartoriali, gli allievi hanno lavorato alle diverse fasi della creazione, dalla realizzazione dei prototipi in tela fino alla confezione e decorazione. 

Ciò è stato possibile anche grazie al contributo dell’azienda Taroni di Como e della Fondazione Lisio di Firenze, che hanno donato i tessuti, in raso di seta duchesse. La Fondazione fiorentina, in particolare, ha donato il tessuto damascato utilizzato per il costume nero, ricreando appositamente per il progetto il motivo del disegno originale.

La mostra offrirà al pubblico l’occasione di rivivere l’opera viscontiana attraverso le immagini storiche firmate da Erio Piccagliani, gentilmente concesse dall’Archivio Fotografico del Teatro alla Scala. Inoltre si potranno ripercorrere le fasi di lavorazione dei costumi attraverso le immagini realizzate da Siria Chiesa, ex allieva del Corso per fotografi di scena dell’Accademia.

Per la Fondazione Pasquinelli questa esposizione è anche l’unione tra due attività centrali della sua natura: da un lato la musica perseguita attraverso il presidio lombardo del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili voluto dal Maestro Claudio Abbado, dall’altro l’attività espositiva che ha già dato luogo a più mostre d’arte molto apprezzate dal pubblico.


Esposizione: 10 - 23 dicembre 2015
Apertura gratuita al pubblico:
dal lunedì al venerdì 9.30-12.30; 14.30-18.30
Inaugurazione mercoledì 9 dicembre ore 18.30
Fondazione Pasquinelli, Corso Magenta 42, Milano

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