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giovedì 6 novembre 2014

Mostra NON E' LA ROSA NON E' IL TULIPANO. TENER-A-MENTE GHERARDO FRASSA | TRIENNALE DI MILANO | 3 DICEMBRE 2014 - 11 GENNAIO 2015

Triennale Design Museum 

presenta

Non è la rosa non è il tulipano
Tener-a-mente…Gherardo Frassa
3 dicembre 2014 – 11 gennaio 2015
Inaugurazione 2 dicembre 2014, ore 19.00
Triennale di Milano


Dal 3 dicembre 2014 al 11 gennaio 2015 Triennale Design Museum rende omaggio a Gherardo Frassa, recentemente scomparso, e al progetto Fiori di Latta da lui ideato.

In mostra una selezione di opere di Frassa a partire dai fiori futuristi del 1986 (sviluppo della Flora Meccanica Futurista disegnata nel 1930 da Oswaldo Bot ma mai realizzata) passando per le sculture da tavolo, da terra e da parete realizzate rigorosamente a mano (papaveri, rose, quadrifogli, margherite, tulipani) fino all'ultimo lavoro di Frassa, che ha chiesto ad amici designer, pittori e architetti di disegnare per la mostra uno o più oggetti a tema. Andrea Branzi, Pierluigi Cerri, Sergio Calatroni, Aldo Cibic, Edoardo Perri, Clara Rota, Giuseppe Ragazzini, Margherita Palli, m-ar (Renato J. Morganti), Cesare Rota Nodari, Angela Rui e Franca Silva hanno risposto all'appello con grande entusiasmo e ognuno, con il proprio stile, ha realizzato un piccolo gioiello d'autore che sarà esposto in Triennale.

Non è la rosa non è il tulipano vuole restituire l'ironia e l'anticonformismo di Gherardo Frassa, un uomo che ha fatto della sua vita una lunga e riuscita avventura artistica e umana: viaggi, incursioni corsare nel mondo della moda e del design, dell'arte e dell'artigianato, eventi, mostre, istallazioni e allestimenti. Il tutto caratterizzato da una inestinguibile passione per l'inconsueto, dall'amore per il dettaglio, dalla cura spasmodica del particolare, dal gusto per i materiali. Fiori di latta è l'ultimo progetto al quale Frassa si è dedicato ed è diventato presto un marchio noto sia in Italia che all'estero.

Le mostre del Triennale DesignCafé sono un progetto a cura di Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum.

www.triennale.org

mercoledì 5 novembre 2014

“LA STOFFA DELLE ARTISTE”: PATCHWORK E MONDI DI TESSUTO IN MOSTRA A TREVISO



Torna, con la XIX edizione, l’esposizione di quilt promossa da Patchwork Idea, la principale del settore a livello nazionale: a Treviso dal 15 novembre al 7 dicembre 2014.

Accanto agli arazzi, realizzati quest’anno con attenzione alla sostenibilità, utilizzando fibre naturali (cotone organico e seta, ma anche imbottiture a base di bambù e soja), si svilupperà un calendario culturale che indagherà il mondo delle stoffe con incontri, laboratori, dimostrazioni: dall’ortica alla fibra di latte, dalle “tele vegetali” tessute con i fiori al tessuto… che si mangia.

L’esposizione promossa da Patchwork Idea*, la principale manifestazione italiana dedicata all’arte del patchwork, rinnova l’appuntamento annuale con la XIX edizione, intitolata “La stoffa delle artiste”: si svolgerà a Treviso, nella trecentesca sede museale Ca’ Da Noal, dal 15 novembre al 7 dicembre 2014. Intrigante e romantico, il tema di quest’anno propone ai visitatori un vero e proprio viaggio nel mondo dei tessuti d’eccellenza: la stoffa è infatti la materia prima del quilt, arazzo realizzato con pezzetti di seta o cotone e leggermente imbottito all’interno, nato per recuperare e riutilizzare scampoli avanzati o vecchi ritagli e divenuto, oggi, opera d’arte tessile oggetto di una continua ricerca estetica. Accanto ai circa 60 lavori esposti, che in questa edizione affiancheranno alla ricerca artistica una particolare attenzione alla sostenibilità (con fibre naturali come seta e cotone organico e imbottiti con bambù e soja), sarà proposto un ricco calendario culturale che indagherà altri “mondi” tessili: fibre antiche e oggi ritrovate e apprezzate, come l’ortica o il latte, ma anche materiali alternativi alla stoffa, come foglie e fiori. Sono state invitate per condurre gli incontri di approfondimento, i laboratori e le dimostrazioni che si svolgeranno nel corso dei weekend della mostra, sia produttrici illuminate (artigianali e industriali), sia esperte di storia del tessuto e docenti universitarie di design della moda, sia flower designer.



L’ingresso alla mostra è gratuito.
Cà da Noal, via Canova 38 - Treviso
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00
Per informazioni: Cà da Noal - Maria Luisa Fragiacomo, tel. 328 0605048

E –mail: info@patchworkidea.net, www.patchworkidea.net 

THIS IS THE WAY, STEP INSIDE-OPENING NOV 20TH


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La galleria Giuseppe Pero è lieta di annunciare la mostra collettiva

THIS IS THE WAY, STEP INSIDE!

 

Marina Abramovic, Luca de Angelis, Gabriele Arruzzo, Maurizio Cannavacciuolo, Arianna Carossa, Nan Goldin, Fausto Gilberti, Andrea Mastrovito, Michelangelo Pistoletto, Andres Serrano, Andy Warhol.

 

 

Opening 20 Novembre 2014 ore 18.30

 


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La galleria Giuseppe Pero è lieta di annunciare la mostra collettiva

THIS IS THE WAY, STEP INSIDE!
Marina Abramovic, Luca de Angelis, Gabriele Arruzzo, Maurizio Cannavacciuolo, Arianna Carossa, Nan Goldin, Fausto Gilberti, Andrea Mastrovito, Michelangelo Pistoletto, Andres Serrano, Andy Warhol.


Che cos'è la paura esattamente?
E' quel sentimento che ci paralizza e contemporaneamente ci sprona all'azione. E' quel qualcosa che ci spinge, la domenica, a scorrere con un sottile piacere colpevole i necrologi sul Corriere. Cosa proviamo quando vediamo un dito scorrere sulla pagina di un registro scolastico? E' strumento di controllo. Sentimento irrazionale e personale per eccellenza, ognuno di noi ha il proprio catalogo di fobie. Sulle prime pagine dei giornali ci viene ricordata quotidianamente la paura della morte, la paura del contagio, la paura della crisi, ecc. Eppure questo sentimento è stato per secoli un combustibile per la nascita di opere d'arte tra le più famose.
La chiese sono stracolme di immagini per incutere il terrore dell'Inferno, esaltando, con l'aiuto dei migliori artisti, un catalogo di atrocità tra i più completi della storia del masochismo. Teste di profeti offerte vengono tranquillamente offerte su piatti d'argento, adolescenti dal volto angelico piantano con la massima naturalezza chiodi nelle tempie di guerrieri addormentati o stendono giganti con una sassata in fronte. Le scene di caccia, le enormi tele con montagne di animali morti o i banchi di macelleria con frattaglie appese e grembiuli insanguinati non ci sono forse familiari?
Questi sono i soggetti che riempiono nella maggior parte dei casi i musei mondiali, per secoli sono stati appesi nelle case, li abbiamo visti a pranzo e cena, affollano le pagine dei romanzi che riempiono gli scaffali delle nostre librerie. Non sono forse stati esibiti con orgoglio? Nella maggior parte dei casi ci si riferisce ad essi con aggettivi al superlativo: Nessuno oggi guardando una Giuditta di Caravaggio oserebbe manifestare il proprio schifo. Eppure l'orrore è chiaramente dipinto sul volto della nutrice che si appresta a raccogliere la testa di Oloferne. Allora perché un'opera contemporanea suscita tanta diffidenza, e soprattutto sembra che sia una gara sfrenata nell'inventare paragoni tra i più dispregiativi? Non siamo più capaci di leggerne i contenuti? Eppure i media ce lo spiegano con dovizia di particolari ogni giorno: tutti i giorni ormai ci capita di imbatterci in tute bianche antisettiche, protocolli di profilassi quindi perché stupirsi di trovare gli stessi su di una tela? Non ne veniamo attratti?

La risposta è semplice: abbiamo paura.

Quindi, come già avevano capito i greci prima di noi, l'unico modo per venirne a capo è dare un nome alle nostre paure, provocare una catarsi e ricominciare ad appendere con orgoglio queste opere in salotto per goderne appieno.
La mostra raccoglie alcune delle opere che negli anni abbiamo esposto o collezionato o prodotto con entusiasmo e che hanno invece suscitato nello spettatore (con nostra costernazione) un sentimento opposto di disagio .
L'invito è di guardare queste opere con uno sguardo nuovo, riscoprire in esse quelle qualità estetiche non necessariamente consolanti ma evidentemente importanti per l'artista che le ha formulate.

THIS IS THE WAY, STEP INSIDE!
Marina Abramovic, Luca de Angelis, Gabriele Arruzzo, Maurizio Cannavacciuolo, Arianna Carossa, Nan Goldin, Fausto Gilberti, Andrea Mastrovito, Michelangelo Pistoletto, Andres Serrano, Andy Warhol.

Opening 20 Novembre 2014 ore 18.00
Via Porro Lambertenghi 3T
lun-ven 14-19 sabato su appuntamento

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  © Galleria Giuseppe Pero - Via Porro Lambertenghi 3 - 20159 Milano - Italia - info@giuseppepero.i


Prorogata di una settimana la mostra "Sorella Marilyn" Tiferno Comics a Città di Castello


Visto l'enorme successo riscosso dalla Mostra "Sorella Marilyn", nell'ambito di Tiferno Comics 2014, l'Associazione Amici del Fumetto di Città di Castello che organizza la manifestazione, in accordo con il Comune di Città di Castello, con la Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello e con l'Associazione Palazzo Vitelli a Sant'Egidio, ha deciso di prorogare di una settimana l'apertura dell'esposizione.

Pertanto, sarà possibile visitarla fino a domenica 16 novembre 2014.

Gli orari della settimana aggiunta sono i seguenti:
giovedì 13 e venerdì 14 novembre: 15,30 - 19
sabato 15 e domenica 16 novembre: 10 – 12,30 e 15,30 – 19.

Sono già oltre 4.000 i biglietti d'ingresso staccati durante le cinque settimane di apertura e, da sottolineare, l'importante movimento turistico che la kermesse riesce a creare ogni volta nella città tifernate, soprattutto nei fine settimana e nella due giorni della mostra mercato del fumetto e cosplay, che si è tenuta il 18 e 19 ottobre scorso.

La mostra, con opere ispirate a Marilyn Monroe, ad oltre 50 anni dalla morte, celebra il mito con opere pittoriche, fotografiche, cinematografiche, poetiche e, in particolare con il fumetto.

Sono 120 le opere esposte, più 4 storie a fumetti con circa 60 tavole dei seguenti artisti: Fabiano Ambu, Roberto Baldazzini, Severino Baraldi, Giancarlo Berardi, Sergio Bonelli, Enrique Breccia, Bros, Guido Buzzelli, Silvano Nano Campeggi, Renato Casaro, Giovanna Casotto, Sergio Cavallerin, Giorgio Cavazzano, Mauro Cicarè, Gianluigi Colin, Guido Crepax, Roberto De Angelis, Edgardo Dell'Acqua, Gianni De Luca, Aldo Di Gennaro, Pablo Echaurren, Paolo Garretto, Vittorio Giardino, Angela e Luciana Giussani, Giuliano Grittini, Carlo Jacono, Marco Lodola, Milo Manara, Alda Merini, Ivo Milazzo, Ugo Nespolo, Lucio Parrillo, Pier Paolo Pasolini, Andrea Pazienza, Federico Penco, Anna Pennati, Arturo Picca, Claudio Piccoli, Ferenc Pinter, Hugo Pratt, Nicolò Rossetto, Mimmo Rotella, Sergio Sarri Sesar, Sam Shaw, Marco Soldi, Gianpaolo Tomassetti, Sergio Toppi, Andy Warhol.

Inoltre, dal 14 al 16 novembre prossimi, si terranno i corsi di fumetto manga, in collaborazione con la Lucca Manga School.
Sede dei corsi sarà il Museo della Tela Umbra (Palazzo Bourbon del Monte, Via S. Antonio).
Si può partecipare al "corso base" o al "corso a tema"; per le iscrizioni, il telefono è 349 3632033 e il sito web http://www.luccamangaschool.com/eventi/evento/scuola-manga-corsi-citta-castello/.


SABATO 8 NOVEMBRE AL CENTRO CIVICO BURANELLO DI GENOVA SI INAUGURA LA MANIFESTAZIONE ARTISTICO-CULTURALE “CRISTOFORO COLOMBO AL BURANELLO”. A PROGRAMMA INTERVENTI RELATORI ED INTRODUTTIVI AL VERNISSAGE DELLA MOSTRA COLLETTIVA “ARTE OVALE”

Sabato 8 novembre 2014, alle ore 16, al Centro Civico Buranello di Genovain via Buranello 1, si inaugura la manifestazione artistico-culturale "Cristoforo Colombo al Buranello". A programma diversi interventi relatori ed introduttivi al vernissage della mostra collettiva "Arte Ovale, esposizione che, dato il successo riscosso lo scorso ottobre a Cogoleto, bissa ora nel capoluogo ligure.

L'evento è organizzato da Pietro Bellantone, responsabile dell'associazione culturale EventidAmare di Genova in collaborazione con il Comune di Genova, il  Municipio II Genova Centro Ovest Sampierdarena–San Teodoro ed il Centro Civico Buranello. Gode inoltre del patrocinio di Regione Liguria, Provincia di Genova, Camera di Commercio di Genova nonché delle Ambasciate straniere in Italia di Portogallo e Repubblica Bolivariana del Venezuela.

L'avvio della manifestazione è prevista alle ore 16 con i contributi di Pietro Bellantone, di EventidAmare; Agostino Calvi, assessore municipale alla Cultura; Antonio Calcagno, storico cogoletese; eccezionalmente Francesco Surdich, storico di caratura nazionale dell'Università di Genova e di Virgilio Pronzati, enogastronomo internazionale e giornalista.

A seguire, alle ore 17.30, l'inaugurazione della mostra collettiva "Arte Ovale". In visione le opere, scelte non a caso per lavorazione artistica ovoidale, di ben venti noti artisti: Giorgio Angelini, Dirce Bigozzi, Marina Bocchieri, Rosa Brocato, Franco Buffarello, Agostino Calcagno, Angela Careggio, Leonardo Alberto Caruso, Fausto Danielli, Arianna Defilippi, Gigi Degli Abbati, Maria Pia Fiorentini, Anna Marini, Enrico Merli, Paola Pastura, Matilde Porcile Pezzoni, Paola Rapetti, Franca Ruozzi, Marialuisa Seghezza e Ondina Unida.

Curatore il critico d'arte, nonché scrittore e giornalista, Stefano Bigazzi che recensisce: «Uno spunto "colombiano" (l'uovo) è il pretesto per il tema piuttosto libero, dal punto di vista interpretativo, di questa collettiva, "Arte Ovale", per cui l'idea del viaggio – l'esplorazione, la proiezione verso un futuro, la scoperta dell'ignoto – è un aspetto tematico rispetto cui si confronta l'assoggettarsi degli artisti partecipanti a un formato non sempre e non troppo frequentato, che diviene di conseguenza un ulteriore momento del viaggio, esplorando confini fisici, geometrici, inattesi». L'introduzione in sede d'inaugurazione della mostra sarà a cura dello stesso Bigazzi.

«La scelta di presentare opere artistiche ovali – spiega l'organizzatore Pietro Bellantone - scaturisce dal simpatico e noto modo di dire "uovo di Colombo", ormai utilizzato da diverse culture, che fa riferimento ad un aneddoto che ha per protagonista il grande navigatore, utilizzato per designare una soluzione insospettatamente semplice ad un problema apparentemente impossibile».

La mostra resterà aperta al pubblico sino a mercoledì 19 novembre 2014. Ingresso libero tutti i giorni escluso domenica e festivi, con orario 9.00–12.00 e 15.00–18.00 e per i visitatori catalogo gratuito della mostra fino ad esaurimento delle scorte.

Per ulteriori informazioni contattare il Centro Civico Buranello al numero 010.659.81.01 o inviare mail ai seguenti indirizzi di posta elettronica ccburanello@comune.genova.it o municipio2manifestazioni@comune.genova.it.

Mostra OIKOS - Genova, 21 novembre - 13 dicembre 2014

OIKOS - Mostra d'Arte ecointegralista
21 novembre - 13 dicembre 2014
Villa Spinola Narisano
Centro Civico Cornigliano
Viale Narisano 14
Genova
Dal lunedì al venerdì ore 9-19, sabato ore 9-13. Chiuso domenica e festivi.



In collaborazione col Comune di Genova, il Centro Civico Cornigliano e col patrocinio del Municipio VI Genova Medio Ponente, CON-TEMPORARY - Specola d'Arte con-temporanea presenta OIKOS, una mostra collettiva d'Arte "ecointegralista" a cura di Jizaino per sensibilizzare ancora una volta al rispetto per l'ambiente. 

Verranno esposte opere di pittura, fotografia, videoarte e scultura degli artisti Christin Bolewski, Enrico Bovi, Gian Luigi Braggio, Natalia Carrus, DUNE, Armando Fanelli, Benna Gaean Maris, Christos Giannopoulos, Alfredo "Amars" Grelli, Mar.Gu, Mary M., Fulvio Martini, Abramo "Tepes" Montini, Leonardo PrencipeMaya Quattropani, Orma Rapace e David Theobald.


"Quando parliamo di Natura è sbagliato dimenticare che noi stessi siamo una parte della Natura." - Henri Matisse

Dopo un fugace momento di buone speranze, viviamo un'epoca dominata da enormi sconvolgimenti economici che determinano gravi iniquità sociali, angoscia e ingiustizie in tutto il mondo. Così si alimentano sempre più conflitti bellici motivati da ragioni pretestuose e ipocrite, il cui solo scopo è la predazione delle risorse, in particolare di quei territori che furono la culla della civiltà. Tanti popoli subiscono indicibili sofferenze e massacri, trovando salvezza solo nella fuga.

In un simile contesto di emergenza umanitaria, parlare di ecologia sembrerebbe di secondaria importanza, ma è proprio nell'alterato equilibrio tra essere umano e ambiente che troviamo la cagione di tutto: da una parte élite potenti e facoltose sostengono un sistema di lussuoso abuso delle risorse in cui lo sperpero raggiunge apici e volumi senza precedenti, il quale poi viene preso a modello da una classe media che, pur di non essere da meno, diventa sempre più povera o si indebita; dall'altra parte, masse sempre più numerose di indigenti si ritrovano per necessità a sopravvivere con, tra e degli scarti, subendo ovvie conseguenze. Così c'è chi vive vicino alla centrale nucleare dove lavora e chi per lavorare si sposta nel caos urbano respirando smog; c'è chi si sente fortunato ad abitare vicino a un aeroporto o a un ripetitore per telefoni cellulari; c'è chi mangia cibo spazzatura, chi compra gli alimentari sottocosto prossimi alla scadenza, chi si reca alle mense dei poveri, chi attende gli aiuti umanitari lanciati col paracadute, chi vive nelle discariche separando i rifiuti per sopravvivere. C'è chi alla fine dà colpa alla sfortuna quando si ammala nel corpo o nell'anima, e quindi si fa riciclare come uno scarto dallo stesso sistema per cui si è ammalato, generando ulteriori profitti.

Ci venne insegnato che vivere nello sporco provoca malattie, ma in nome del profitto gli esseri umani sembrano aver dimenticato questo principio; o meglio, per non incorrere in sanzioni hanno imparato a nascondere e dissimulare i propri rifiuti, rendendoli sempre più invisibili, inodori, intangibili e subdoli, fino a trasformarli in finissime nano-polveri; oppure rendendoli attraenti, perfino piacevoli.

La produzione di uno scarto è sempre intrinsecamente un atto antieconomico e antiecologico.

In ogni ambito si inventano sempre nuove sostanze artificiali, tanto utili quanto inquinanti: solide, liquide, gassose, biologiche, nucleari o elettromagnetiche. La contaminazione è talmente ubiquitaria, pervasiva e strisciante che non risparmia nessuno.

Da un punto di vista naturalistico, quasi sempre i ritrovati tecnologici che normalmente vengono definiti prodotti non sono tanto diversi dai rifiuti: entrambi inquinano a causa della loro natura artificiale.

Pure molte materie e procedimenti con cui si realizzano le opere d'arte producono inquinamento, quindi anche tutta questa mostra, ma possiamo accettare l'attenuante che ognuno è figlio della propria epoca e per parlare di cambiamento è necessario iniziare da dove ci si trova, usando ciò che si ha e in modo che venga compreso dalla contemporaneità; inoltre è tanto utile ostentare il corpo del reato quanto l'arma con cui si sia perpetrato il delitto.

In tal senso la Video Arte, sebbene anch'essa dipenda da tecnologie non proprio eco-friendly, potrebbe essere considerata un'evoluzione ecologica delle arti visive classiche, perché smaterializza l'opera d'arte riducendola alla sua sola essenza più importante, ossia il messaggio che essa veicola tramite la sua immagine virtuale, il suo spettro incorporeo, sollevando quindi l'ambiente dal peso di nuovi prodotti / rifiuti materiali.

Nell'ambito dell'ambientalismo, ritengo che più della mancanza d'informazione sia maggiormente dannosa la disinformazione, oltremodo desiderata dalle corporazioni che sono interessate solo ai profitti generati dai loro giganteschi business a cui è hanno apposto l'etichetta falsa dell'ecologia.
Talvolta anche gli artisti partecipano al gioco inconsapevolmente, confidando negli slogan che vengono propinati come mantra dai mass media, pertanto ho voluto imprimere alla mostra la mia personale opinione, selezionando accuratamente le opere al fine di scremare tutto ciò che ritengo frutto di manipolazioni finalizzate agli interessi economici piuttosto che ecologici.
Un esempio eclatante è il riciclo dei rifiuti: invece di limitare a monte la produzione dei rifiuti, da una parte si obbliga a riciclare e dall'altra si incentiva una grande distribuzione basata sul preconfezionamento dei prodotti al dettaglio (es.: poche fette di prosciutto sono spesso vendute con un'equivalente massa di plastica) e sull'obsolescenza programmata (i prodotti / rifiuti non vengono progettati per durare). Ho pertanto omesso uno dei più nuovi paragrafi dell'espressione artistica contemporanea: la Recycle Art fine a sé stessa.
Anche la teoria del presunto global warming causato dalla CO2, già incongruente e fumosa alla luce di più ampi studi indipendenti, dopo lo scandalo dei dati manomessi ha dovuto cambiare nome, trasformandosi in un più aleatorio climate change.

Con il termine ecointegralista ho voluto definire un atteggiamento "fondamentalista" fortemente rispettoso degli equilibri della natura. Esso auspica un ripensamento degli stili di vita umani in sintonia con alcuni precetti dell'ecosofia (filosofia ecologica) relativi all'interazione tra noi e l'ecosistema, attraverso un riavvicinamento ai ritmi della natura, ai cicli circadiani e stagionali, un'attenzione per i principi fondamentali della nostra esistenza, del nostro ruolo e presenza sul pianeta, ossia la sopravvivenza attraverso il nostro adattamento all'ambiente e non viceversa.

Òikos: gr. «casa, residenza, famiglia»

Esiste una certa cultura che ritrae il sentimento ambientalista ed ecologista come espressione di un fanatismo; viene sarcasticamente soprannominato "ecoismo", in ovvia assonanza a egoismo. In parte hanno ragione: l'ecologia e il rispetto per l'ambiente sono proprio forme di egoismo, ossia interesse per la propria incolumità: eco, dal greco òikos, significa casa, e la nostra casa è quella sfera di estensione finita chiamata Terra. Colui che della sua casa fa scempio è a dir poco uno sprovveduto.

Sempre più persone hanno già un'alta consapevolezza dei danni che subisce l'ambiente, e nel loro animo vorrebbero appassionatamente una società che rispetti la natura, ma sembra che ciò non basti, infatti assistiamo a una sempre più frequente e insidiosa distruzione e contaminazione di ogni aspetto dell'ambiente che ci circonda. È ovvio che le decisioni non vengono prese dalla cittadinanza.
La tecnologia avanza a ritmo esponenziale, creando ogni giorno nuovi effetti collaterali a cui la maggior parte delle persone non è preparata o di cui neppure è al corrente: nanoparticelle, biotecnologie, eccetera.
Per i guadagni immediati nessuno si preoccupa degli effetti sull'ambiente nel lungo periodo, e ormai neppure di quelli a breve termine; nella migliore delle ipotesi gli accorgimenti per contrastare le ricadute sulla salute hanno bisogno di decenni per essere assimilate dall'informazione pubblica, così diventano obsolete prima ancora di poter sortire effetti. Per difendersi è necessario tenersi ben informati e cogliere i cambiamenti, ma soprattutto saper guardare al principio.

Gli artisti possono umilmente offrire alla società la loro perspicacia avanguardista che nasce dalla loro naturale sensibilità e dalla necessaria capacità di osservazione, il cui spirito talvolta eccentrico e poliedrico può portare a una più ampia visione della realtà.

Per questo ho chiamato artisti diversi nel linguaggio, riconosciuti o emergenti, ma tutti accomunati da un precedente e disinteressato coinvolgimento personale sulle tematiche ambientaliste, e che attraverso le loro opere si siano espressi contribuendo alla pubblica denuncia delle tante problematiche.

Volendo vincere la resilienza dovuta all'apatia o all'indifferenza, che impedisce di agire per la soluzione dei problemi, questa mostra vuole sensibilizzare tutte le persone, favorendo la presa di coscienza di realtà troppo spesso omesse, occultate o marginalizzate in un altrove, e sostenendo che per preservare l'ambiente in cui viviamo è necessario anche il determinato dissenso unito alla libera adozione di atteggiamenti da parte dei singoli individui, e soprattutto un cambiamento etico in coloro che contribuiscono a muovere quei meccanismi socioeconomici che a loro volta determinano gli stili di vita della comunità.

"Gli Uccelli" > mostra "ALFRED HITCHCOCK nei film della Universal Pictures" > Parma, Palazzo del Governatore. Venerdì 7 novembre, ore 21.00


Alfred Hitchcock
nei film della Universal Pictures
fino al 9 novembre 2014
Parma, Palazzo del Governatore 

ULTIMI GIORNI per visitare la mostra, fino a domenica 9 novembre > ingresso a soli 6,50 euro!
Venerdì 7 novembre, ore 21.00 > proiezione film "Gli Uccelli"
ingresso mostra + film a soli 8,00 euro!
La proiezione sarà introdotta da Filiberto Molossi, critico cinematografico.

 
Tippi Hedren in "Gli Uccelli" (1963) © 2014 Universal Studios. Tutti i diritti riservati MONDADORI PORTFOLIO/ALBUM



Ultimissimi giorni per visitare la mostra "Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures" in corso al Palazzo del Governatore di Parma fino a domenica 9 novembre 2014 con ingresso speciale a soli 6,50 euro. Ultimo appuntamento anche per il ciclo di proiezioni dedicate al maestro del brivido: venerdì 7 novembre alle ore 21.00 presso l'auditorium del Palazzo del Governatore sarà proiettato il capolavoro cinematografico "Gli Uccelli". Il film sarà introdotto dal critico cinematografico della Gazzetta di Parma Filiberto Molossi. Per accedere alla proiezione è necessario acquistare il biglietto della mostra, il costo è di 8,00 euro per l'ingresso in mostra e il film.

La mostra "Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures", promossa dal Comune di Parma, è realizzata con la collaborazione speciale della Universal Pictures Italia divisione di Home Entertainment e presenta oltre settanta fotografie e contenuti speciali provenienti dagli archivi della major americana che consentiranno al pubblico di immergersi nei backstage dei principali film del maestro del brivido scoprendo particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sull'impiego dei primi effetti speciali, sugli attori e sulla vita privata di Alfred Hitchcock.

Il critico cinematografico Gianni Canova accompagnerà il visitatore, con una serie di approfondimenti video, lungo il percorso espositivo analizzando alcuni capolavori indimenticabili e inimitabili firmati Universal Pictures come "Psyco", "La finestra sul cortile", "Gli Uccelli", "La donna che visse due volte", "Marnie" - di cui proprio quest'anno si celebra il 50° anniversario - e molti altri.

Una sala della mostra sarà dedicata alla musica, componente fondamentale per la costruzione del senso di attesa hitchcockiano.
Brivido, terrore ma anche ironia: un divertente montaggio dei cammei mostrerà le celebri apparizioni di Hitchcock nei suoi film.


Titolo
Alfred Hitchcock
nei film della Universal Pictures

Date
17 luglio - 9 novembre 2014

Sede
Palazzo del Governatore
Piazza Garibaldi Giuseppe, 2
43100 Parma

Orari
Da martedì a domenica: 10.00-13.00 / 14.30-19.30
Lunedì chiuso
(la biglietteria chiude un'ora prima)

Biglietti
€ 8,00 intero > dal 3 al 9 novembre ingresso per tutti a €6,50
€ 6,50 ridotto
Over 65 (presentando un documento)
Gruppi (min 15 max 30 persone)
Visitatori dai 6 ai 18 anni
Dipendenti comunali (presentando badge)
Possessori  card Club Gazzetta di Parma
Possessori card Rinascimento 2.0
Possessori del biglietto MERCANTEINFIERA
Possessori del biglietto Salone del Camper
Possessori della card Parma International Music Film Festival
Ridotto speciale 5,00 euro (scuole, studenti dell'Università di Parma muniti di libretto)

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