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martedì 10 giugno 2014

"Nella Mischia" di Armando Fanelli - Marche centro d'Arte Cupra Marittima


M ar. 10 - Giu.

Sonorità napoletane

Concerto di musica classica e visita al Museo

Presso Museo Malacologico, ore 21.00

Prezzo 5.00 Euro a persona

Saggio della scuola di Musica

Amadeus

Presso il Museo Malacologico ore 21.00

 
 
 
 



Galleria Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70, 63064 Cupra Marittima


Nell'ambito degli eventi di Marche Centro d'Arte, presso la Galleria Marconi di Cupra Marittima, mercoledì 11 giugno alle 21.00 sarà presentato "Nella mischia" (Marte Editore, Colonnella, 2014), primo romanzo di Armando Fanelli. La presentazione è a cura di Evelina De Signoribus e Lucilio Santoni. Piergiorgio Cinì leggerà alcuni brani tratti dal libro.

Herman è uno stravagante personaggio che vive in compagnia del cane, nella periferia di una città e di una società che non lo convincono. L'incontro con la speaker di una radio, che ossessivamente amava ascoltare, risvegliano nel protagonista nuove energie che tenta di vivere a pieno e con senso. Il ruolo della malattia nella quotidianità, le dinamiche emotive delle relazioni e il rapporto intero con l'esistenza conducono il lettore ad infilarsi in un vortice di inquietudine e sentimenti che sembrano scivolare come routine sulle ruote dei carrelli della spesa in un market.

Armando Fanelli nasce a Riccia (CB) nel 1978. È un artista contemporaneo residente nelle Marche. La sua ricerca si esprime principalmente nella video-arte, nella fotografia e nella performance.
"Nella mischia" è il suo primo romanzo ed è il risultato di un mese di battitura dove le sue visioni hanno preso forma scritta, regalandoci un piccolo viaggio tra la realtà e l'immaginazione.



Si ringrazia L'AVIS di Cupra Marittima per il gentile aiuto.

Iniziativa realizzata con il patrocinio della provincia di Ascoli Piceno e dei comuni di San Benedetto del Tronto, Cupra Marittima, Monteprandone, Offida.

info
Cocalo's Club

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galleriamarconi@vodafone.it

lunedì 9 giugno 2014

EPVS - It's my way. A cura di Gianluca Marziani. Museo Carlo Bilotti. Opening 18 giugno ore 18.00

EPVS ha pensato la mostra come a un viaggio onirico tra le valenze del corpo femminile, le dinamiche complesse del gioco e le evoluzioni biologiche delle nature artificiali

L'allestimento stesso mantiene l'identità di un percorso evocativo a tappe sensoriali, un attraversamento che lega la visione all'esperienza empatica con l'opera, secondo narrazioni che dialogano con lo spazio e coinvolgono lo spettatore in maniera inclusiva. 

EPVS concepisce il progetto come una sinestesia, dove le singole opere richiamano ricordi giovanili, storie ludiche, creatività liberatoria, mondi adolescenziali. Una polifonia che usa ironia e apparente leggerezza, agendo in realtà nel subconscio vigile del fruitore, nel collegamento tra memoria e visione, realtà e sogno, gioco ed etica. 

L'opera diventa un viaggio, un confine da attraversare, un'esperienza dei sensi

TOWER accoglie lo spettatore nella zona d'ingresso del Museo Bilotti: diversi cubi per forma e colore si dispongono sulla superficie, seguendo il principio randomico della casualità spaziale, al punto da rompere la monumentalità in una sorta di decostruzione liberatoria.

La rigida verticalità ha qui scelto l'articolazione dei suoi elementi, svincolando la torre dall'obbligo del verticalismo, ricordando al pubblico che l'opera d'arte è, prima di tutto, libertà di pensiero e azione. 

Una libertà totale in cui le regole del gioco sono in mano all'artista e al suo potere demiurgico.
Sulla rampa che porta verso la terrazza ci sarà l'installazione BUBBLING 4 YOU, un paesaggio compresso di grandi palloni ad aria compressa, uno dei lavori più noti dell'artista. 

In passato i palloni gonfiabili hanno riempito intere stanze, al punto da creare un attraversamento in apnea, quasi un nuotare nella vertigine cellulare dello spazio. Altre volte sono stati disposti come una spaccatura attraversabile, un limbo in cui introdursi verso la luce della rinascita. 

Qui al Bilotti i palloncini si sono trasformati in un cielo rosa fucsia che accompagnerà verso l'azzurro del cielo reale: un altro attraversamento che si completa col passaggio fisico delle persone, verso le altre tappe di questo viaggio caleidoscopico nei mondi privati di un'artista. 

Una volta sulla terrazza, il pubblico troverà sul pavimento IT'S MY WAY: una specie di serpentina lisergica, una lingua sinuosa di cerchi continui e degradanti, dipinti con lo stesso rosa che caratterizza le altre forme di EPVS. Qui il codice scultoreo si trasforma in una strada calpestabile, un'appartenenza che chiede i nostri passi per completarsi, quasi una coda ossea da animale preistorico, o anche un segnale per ricordare il cammino, come se l'artista fosse un'Alice nella Roma delle meraviglie. 

Sulla terrazza si trova anche MIKADO, il classico gioco dei bastoncini in versione gigantesca, al confine tra le matrici del Pop e il magnetismo degli equilibri figurativi, dove la rigida razionalità dell'asta si trasforma in un decostruire la certezza delle cose ovvie. Un'opera che parla di caos dentro l'ordine della natura, di eventi straordinari che accadono dove non penseresti.

TRIBUTE è un cubo su cui si possono leggere diverse frasi di Albert Camus. Qui conta la forza del testo, il suo carattere morale che modifica la superficie del volume geometrico. 

Il cubo incarna il tipico elemento del gioco, ingrandito ma non troppo, così da renderlo scultoreo ma ancora ironico, quasi un quaderno tridimensionale che gioca con la luce esterna e ricrea ombre teatrali del suo lettering tra vita e letteratura.

Dalla strada, inserito sulla balconata con ironia e slancio teatrale, il pubblico vedrà INSTALLAZIONE: si tratta di un grande neon che riporta la stessa parola del titolo, giocando sulla tautologia del testo ma anche sul senso intimo del giocare con l'arte, condensando nell'opera un'attitudine morale che riguarda l'intera mostra.
 
Ha scritto Marziani nel catalogo PLAY: …
Il percorso di Epvs somiglia al viaggio del corpo femminile dalla pubertà alla vita materna: palloncini gonfi che volano dentro spazi chiusi (come il feto che cresce dentro un ambiente vincolato), cuscini semitrasparenti su cui camminare o sdraiarsi (come la Donna che accoglie e rinnova il movimento della Natura), pigmenti colorati (come le terre per truccarsi). 

Gli stessi quadri confermano la natura dinamica delle sculture: ecco il ritrattismo modificare l'apparenza dei soggetti coinvolti, giocare con le nature ambigue di ognuno, mascherare per smascherare i codici di gender sociale e culturale. 

Anche i quadri in apparenza astratti sono, in realtà, una sorta di endoscopia delle epidermidi attorno a noi, un avvicinamento che ingrandisce le molteplici nature della vita.

Mostra “Satira Erotica” di Fernando Caretta

Martedì 10 giugno 2014, dalle ore 20.00, Doc Lounge Cafè di Vedano al Lambro (MB) inaugurerà la mostra:

 "Satira Erotica" di Fernando Caretta 
e presenterà 
due nuovi  thriller dello scrittore 
Andrea Carlo Cappi.

Doc Lounge Cafè di Vedano al Lambro (MB) si accinge a presentare una serata eccezionale con grandi ospiti: tra di loro c'è Andrea Carlo Cappi  scrittore, traduttore, editor e consulente editoriale, oltre che Fernando Caretta,  scrittore, sceneggiatore, disegnatore di Fumetti e Illustratore.
Il 10 giugno 2014, a partire dalle ore 20, il pubblico potrà trovare una nuova area dedicata alla cultura, agli scrittori e fumettisti, dove i fan potranno incontrare i loro idoli e acquistarne le opere. 
Doc Lounge Cafè fa della cultura una vera e propria questione di Stile, e da quest'anno, infatti, si è posta l'obiettivo di tracciare un legame tra le serate di moda, glamour e l'arte, cultura incluso il fumetto.
Andrea Carlo Cappi presenterà, a partire dalle ore 20, i suoi nuovi thriller pubblicati da Edizioni Cento Autori:
1)      NIGHTSHADE OBIETTIVO SICKROSE di François Torrent..Per la prima volta in libreria un thriller internazionale sotto l'ormai noto pseudonimo con cui l'autore firma la serie «Nightshade», otto grandi successi della spy-story made in Italy.
2)      MARTIN MYSTÈRE L'ULTIMA LEGIONE DI ATLANTIDE L'attesissimo nuovo romanzo sul detective dell'impossibile nato nei fumetti di Alfredo Castelli, un'avventura inedita fra intrigo e fantastico, sulle tracce dei segreti di due civiltà perdute

Fernando Caretta inaugurerà la mostra "Satira Erotica", che resterà esposta presso gli spazi di Doc Lounge Cafè fino al 20 giugno 2014.
Lo stile di pensiero utilizzato da Caretta e che riguarda l'utilizzo di personaggi riconosciuti come "Lolite", intende rappresentare una sorta di  Erotismo più malizioso. Lo scopo è quello di realizzare immagini illustrate o racconti a fumetti a sfondo Erotico/Satirico, con la consapevolezza di dover utilizzare dei personaggi, che in quanto Lolite, posseggono una sessualità complessa e delicata.

Lo stile grafico utilizzato da Fernando Caretta  per ritrarre le sue Lolite e le situazioni annesse intorno ad esse, denotano una chiara tendenza alla satira ed a un tono di grottesco, che fa apparire i suoi stessi personaggi come delle "macchiette".
Fernando Caretta con le sue opere intende dissacrare ogni forma di erotismo, sdrammatizzandone gli aspetti troppo seriosi e scatenando nel pubblico un'ironia che farà, senza dubbio,  sorridere o ridere circa  tutti quei tabù che normalmente intimidiscono.
"…avrei potuto decantarvi le mie doti artistiche? E perché no, il mio tratto grafico magari, oltre alla scelta curata dei colori, come non parlare inoltre del taglio molto personale di certe inquadrature o di altri dettagli tecnici di cui importerebbe a pochi. Mi auguro solo che con le mie doti artistiche io riesca a trasmettere le giuste emozioni e che il senso delle mie opere o delle mie parole non venga alterato.. Fernando Caretta"

Il luogo
Doc Lounge Cafè di Vedano al Lambro, è uno scenario stupendo per questa esposizione, sicuramente d'effetto a livello nazionale. Non è da tutti i giorni, infatti, poter ammirare una mostra di Fernando Caretta, unitamente ad una presentazione di Andrea Carlo Cappi in un Lounge così spettacolare e tra i più glamour della Brianza…Un'occasione unica per incontrare due personaggi cardine della cultura italiana… 
Sonia Bonvini

Vernissage con l'autore:
10 giugno 2014 • H 20
incontro con l'autore:
10 giugno 2014 • H 20

Doc Lounge Cafè
Largo Repubblica 7
Vedano al Lambro (MB)
Telefono: 039 493192



Andrea Carlo Cappi ha pubblicato una quarantina di titoli fra romanzi, raccolte di racconti e saggi. È autore di due serie di thriller per la collana «Segretissimo» di Mondadori, una delle quali, Nightshade, è firmata sotto lo pseudonimo François Torrent, Ha collaborato alla sceneggiatura del serial radiofonico Mata Hari per la RAI. Tra i suoi e-book più recenti, i racconti a quattro mani con Ermione Neri amori a Palma di Maiorca (Atlantis) e Nuova carne (ErosCultura), la riedizione digitale del romanzo Diabolik-Alba di sangue (dbooks) e il saggio Il noir (Feltrinelli).. In libreria è ora presente con i romanzi Danse Macabre-Le vampire di Praga (Anordest), Nightshade-Obiettivo Sickrose (Cento Autori) e Martin Mystère-L'ultima legione di Atlantide (Cento Autori). Da Cordero Editore è disponibile il suo manuale di scrittura creativa Lettera K.

Fernando Caretta è riconosciuto come Autore di Fumetti Erotici, noto per lo stile "Grottesco" che lo contraddistingue per la vena Satirica e irriverente con cui ritrae i suoi personaggi, Fernando Caretta sfida il "comune senso del pudore" costruito su regole che ci tengono ancorati ad una mentalità da Medio Evo.

Mostra: SECOLI AUGUSTEI Messaggi da Amiternum e dall'Abruzzo antico


Villa Frigerj –  Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo - 11 luglio / 30 settembre 2014

Palazzo de' Mayo - S.E.T. Spazio Esposizioni Temporanee - 11 luglio 2014 / 11 gennaio 2015

Inaugura l'11 luglio a Chieti Secoli augustei. Messaggi da Amiternum e dall'Abruzzo antico, programma di mostre che verrà allestito presso le prestigiose sedi museali di Villa Frigerj, storica sede del Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo e di Palazzo de' Mayo.

Il progetto nasce da una proficua e sinergica collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, attraverso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo, e della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti che, in occasione del bimillenario della morte di Augusto (63 a.C. – 14 d.C.), hanno concepito un ricco e suggestivo percorso espositivo che si snoderà, in maniera quasi complementare, nelle due sedi museali.

Entrambe le mostre, tramite il linguaggio comune di quelle immagini e simboli, tipiche del potere fondato da Augusto, che hanno inciso il paesaggio abruzzese fino a trapelare nel moderno assetto territoriale, presentano al pubblico un cospicuo numero di opere e reperti che provengono per la quasi totalità, e appositamente per questa occasione, dalla città di Amiternum in epoca imperiale.

Amiternum era un insediamento sabino posto nell'attuale territorio aquilano. Divenuto in età augustea città di potere, di servizi e strutture cittadine, la sua funzione di centralità nel contesto territoriale si giustifica anche con il suo sviluppo urbano avvenuto all'incrocio di importanti strade di lunga percorrenza, tra cui la Via Caecilia. Il foro con la curia, il teatro e l'anfiteatro, le terme, i numerosi templi, gli acquedotti, la vasca porticata, le fontane, le grandi domus, le strade lastricate, il ponte, gli argini e i terrazzamenti, le sepolture monumentali e le ville suburbane costituivano gli elementi di un paesaggio urbano che registra, tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., un forte incremento nel senso dell'articolazione interna, della monumentalizzazione e del decoro architettonico.

La mostra a Palazzo de Mayo' vedrà esposte, per la prima volta dopo il recente restauro, due opere emblematiche dell'assetto culturale e sociale dell'epoca,  relative alla celebrazione di due personalità eminenti nella città di Amiternum. Un monumento funerario a esedra di un triumviro augustale, dall'architettura molto complessa, e la statua virile in nudità eroica di un ignoto proprietario di una imponente domus, tra le più grandi finora documentate nell'Italia romana, rispettivamente databili alla prima epoca imperiale e al II secolo. Entrambe le opere sono significative in quanto testimonianza del programma pubblico di autocelebrazione nella società augustea.

All'interno di Villa Frigerj il nuovo allestimento appositamente realizzato al piano terra, integrato alle opere già in esposizione - come il ciclo statuario da Foruli - conduce il visitatore tra reperti che illustrano la ricchezza e il carattere colto di una committenza esigente, capace di trasformare in segni di distinzione oggetti ed elementi della vita quotidiana. Augusto è rappresentato in mostra da due teste ritratto: l'una in basalto, rinvenuta a Pescina, frammentaria e bellissima, e l'altra, in pietra, proveniente da Amiternum. La propaganda dell'immagine, l'autocelebrazione pubblica delle gentes locali ritornano, lungo il percorso espositivo, nelle immagini statuarie che formano una vera e propria Familiengalerie (metà I sec. a.C. – metà II sec. a.C) e, tra gli altri, nei sontuosi letti in bronzo appartenenti a monumenti funebri.  

Non mancano accenni alla vita quotidiana di un mondo globalizzato, in cui anche il ritmo del tempo seguiva quello imposto dalla capitale, come ci ricorda l'immagine del calendario romano affisso nel foro della città. Ulteriore veicolo della propaganda imperiale era costituito dal teatro, ricordato in mostra mediante due maschere in marmo. Inoltre, frammenti di colossali statue di divinità o principi, e in cui è forse possibile riconoscere l'immagine di Vespasiano, l'imperatore sabino, ci rimandano all'abbondanza di templi e di statue di culto, tipico del tessuto monumentale e urbano di quell'epoca. Il percorso a Villa Frigerj si conclude con l'insegna legionaria che raffigura l'aquila in bronzo, aprendo simbolicamente il cammino di un'altra storia, quella della città che ha ereditato le funzioni territoriali di Amiternum: L'Aquila.

domenica 8 giugno 2014

Jumper Maybech , "Peace and love for chocolate lovers" Mostra d’arte contemporanea a cura di Bruno Francisci e Raul Oyuela


JUMPER MAYBACH Italia 2014
12 - 25 giugno 2014
Spazi per l'Arte Contemporanea del Museo Nazionale 
di Villa Pisani
Mostra d'arte contemporanea  
a cura di Bruno Francisci e Raul Oyuela


Nipote prediletto del grande clown americano "Bezo" e amico di Pierre Cardin, Jumper 
Maybech espone per la prima volta in Italia per iniziativa del Museum of the Americas di Miami. 

Dal 12 al 25 giugno, negli Spazi per l'Arte Contemporanea del Museo Nazionale di Villa Pisani, si svolte la prima mostra personale nel nostro Paese di questo incredibile  pittore e performer.

La mostra viene curata da Bruno Francisci e Raul Oyuela, mentre il catalogo è arricchito da interventi
critici di Pier Luigi Fantelli e Adone Brandalise, nonché dello stesso curatore Francisci che spiega: "Quella di Jumper Maybach è una figura singolare di artista, non solo per la particolarità della sua pittura, ma anche per l'intento di trasformare costantemente se stesso facendo del proprio viso una vera e propria opera."

Con il nome d'arte di Jumper Maybach si è andato durante gli ultimi anni affermando nell'ambito delle
arti contemporanee e dello spettacolo americani un singolare personaggio, Ben Workmann, la cui
creatività spazia tra la realizzazione dell'opera d'arte come oggetto, sostanziata nella produzione di
dipinti e disegni, e come gesto del loro conseguimento. Per sottolineare compiutamente il senso preciso del suo nome d'arte pare utile annotare come l'aver sposato al termine "Jumper" (clown, saltimbanco) quello di "Maybach" (una suggestiva denominazione riferita a una blasonatissima auto di gran lusso leggendaria per gli appassionati al pari di Rolls- Roys e Bentley e prodotta in Germania dal marchio Maybach-Motorenbau, fondato nel 1909 da Wilhelm Maybach e dal conte Ferdinand von Zeppelin) rappresenta una sorta di curiosissimo mélange fra dimensione umana e dimensione tecnologica, fra arte e tecnica, nonché un'interessante commistione di arte accademica e di arte pop.

Ben Workmann è il nipote prediletto del famoso clown americano Earl Readdy, notissimo con il
nome di "Bezo" soprattutto sul finire del secolo scorso grazie a una serie di apparizioni televisive sui
network americani. Ben apprende fin da bambino, guardando il nonno mentre si trucca, l'arte del travisamento e della trasformazione del volto, restando affascinato dalla faccia di "Bezo" che diventa bianca e poi si colora fino a trasformare l'aspetto della persona in quello del suo personaggio: è l'arte della pittura in embrione che si fa anche arte di mutamento del corpo dell'artista.

Con il nonno "Bezo" il giovane Ben Workmann instaura e mantiene un rapporto strettissimo, affascinato da quel volto che si trasforma, finché il nipote chiede al nonno di dipingere anche il suo volto e di insegnargli i segreti del trucco. Il che avviene e la giovinezza di Ben trascorre ammirando e provocando la continua metamorfosi del volto che diventa dapprima bianco e poi si colora come una tela dipinta.
In questo modo comincia l'avventura dell'artista che non riuscirà più a scindere il suo percorso estetico nel mondo da quello tracciato su di sé e dentro di sè, esercitando così in maniera personalissima l'arte della pittura in questa duplice direzione. Sia pure osteggiato dalla famiglia che vuole per lui una carriera di tutt'altro tipo, comincia presto a studiare professionalmente disegno e pittura nella città natale di Corpus Christi in Texas, anche se per sopravvivere deve adattarsi a lavori che, benché remunerativi, non gli piacciono, al contrario di quanto invece accade con l'attività artistica che lo attrae irresistibilmente.

A ciò si aggiunge il trauma della discriminazione di cui viene fatto oggetto nell'ambito di lavoro per essersi dichiarato omosessuale, un trauma che, oltre al disagio economico e sociale, incide dolorosamente e conflittualmente tra il mondo incantato della bellezza dei colori che fanno festa sul volto suo e del nonno, nonché sulla superficie dei suoi dipinti, e la crudele, durissima realtà sociale che lo ferisce e lo prostra. Fortunatamente per la discriminazione subita si conclude positivamente per Ben, il quale viene risarcito anche sul piano economico potendosi così dedicare totalmente alla sua vocazione artistica.

Nello stesso periodo conosce Raul Oyuela, direttore del Museum of the Americas del quale Ben diventa in breve tempo amico: intuendo subito il valore della sua arte, il dott. Oyuela decide di promuoverlo come uno degli artisti seguiti dal museo, organizzandogli importanti mostre e facendolo conoscere in ambito internazionale. Sospinto anche da questi positivi accadimenti Ben Workmann esce vittorioso dalla grave depressione che lo aveva travolto: conscio e orgoglioso del valore e dell'originalità, anzi dell'unicità della propria arte e del singolarissimo iter formativo di essa, "divorzia" da sé stesso e diventa Jumper Maybach.

giovedì 5 giugno 2014

Ayano YAMAMOTO | dal 7 giugno 2014 | L'ARIETE artecontemporanea

L' A R I E T E  a r t e c o n t e m p o r a n e a
A  Y  A  N  O   Y  A  M  A  M  O  T  O

opening sabato 7 giugno 2014 ore18           via d'azeglio 42 bologna
7 06 > 31 07 2014 | lun gio ven sab 15.30 19.30 | mar mer 15.30 17.30



AYANO YAMAMOTO (Kanagawa, Giappone 1979), nel 2003 si laurea presso la Keio University di Tokyo in Lingua e Letteratura Anglo-americana. Dopo una breve esperienza lavorativa decide di dedicarsi alla pittura, iscrivendosi nel 2004 alla Tokyo Art University, dove consegue il titolo di laurea nel 2008, specializzandosi in pittura ad olio. Durante gli studi inizia il lavoro di insegnante presso la scuola d'arte privata Shonan di Kamakura, ruolo che ricoprirà fino al 2009. 

Segue un corso di specializzazione sotto la guida del professor Koji Kinutani, sempre alla Tokyo Art University, e nel 2009 viene selezionata attraverso un bando di concorso indetto dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, che le mette a disposizione un atelier in un palazzo nel centro storico di Venezia. 

Qui inizia la sua esperienza di studi in Italia, con la frequentazione dell'Accademia di Belle Arti. Dal 2011 collabora con la Galleria L'Ariete artecontemporanea di Bologna, che promuove attivamente l'artista nell'ambito di fiere d'arte contemporanea e mostre in spazi pubblici e privati in Italia e all'estero. 

Nei dipinti di Ayano Yamamoto, a luminose e sapienti velature, frammenti di vita quotidiana diventano opere in cui i dettagli emergono nello spazio. Uno spazio sospeso dove la distanza e il vuoto sono le misure tra le cose, in una nuova percezione di noi stessi in relazione a cio' che ci circonda. Il vuoto, distinto dal nulla, al centro della pratica artistica e del pensiero giapponese, e' il campo nel quale il minimo, il particolare assumono il massimo di senso e valore di riflessione sulla transitorieta' dell'esistente.  

Selected shows  'Imago. Discorso sulla pittura' L'Ariete artecontemporanea Bologna (I), Selezione Premio Opera 2013/tra utopia e realtà Ravenna (I), 'Girls Brain Communication' Art Aiga Hacchobori Tokyo (J), Opera 2009 Artisti degli Atelier Bevilacqua La Masa Docva via Farini Milano (I), Open Studios & Artist Talk Chiostro SS.Cosma e Damiano Giudecca Venezia (I), 93.ma Collettiva Fondazione Bevilacqua La Masa – Vincitrice del Premio Consorzio Venezia Nuova Galleria Bevilacqua La Masa Piazza San Marco Venezia (I), 'Shonan Art Line' Shinwa Art Gallery Ginza Tokyo (J), 'Go Nin Go Iro'(cinque persone, cinque colori) Breakstation Gallery Ueno Tokyo (J), 'Pelle' Galleria Semplicementecontemporaneo Padova (I), 'Never been her' Art Aiga Hacchobori Tokyo (I), performance 'Mimetismo' Harajuku Tokyo (J), scenografia e decorazioni pittoriche programma televisivo NHK Channel, illustrazioni e cover 'Neko no Kankan Bushi' Bungeisha editore.



INFO 348 9870574 L'ARIETE artecontemporanea Via D'Azeglio 42 Bologna

mercoledì 4 giugno 2014

Mostra “Shape! Bringing Architecture to Life"


Permasteelisa in collaborazione con IN/ARCH
presenta la MOSTRA
Shape! 
Bringing Architecture to Life
dal 7 giugno al 23 novembre 2014
Palazzo GiustinianLolin, sede veneziana di Permasteelisa

La mostra  racconta 40 anni di storia dell'involucro edilizio attraverso alcuni progetti che hanno fatto la storia del curtainwall e dell'azienda.

L'esibizione metterà in luce l'importante ruolo giocato dall'involucro edilizio nell'evoluzione dell'architettura moderna e in particolare degli edifici alti.

Il Curtain Wall è infatti uno dei "Fondamentali" scelti da Rem Koolhaas per la sua Biennale Architettura 2014, in cui sarà esposto anche un esemplare di facciata continua progettato e realizzato da Permasteelisa Group.

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