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sabato 12 gennaio 2013

Waiting | Wright Grimani

Waiting | Wright Grimani

 

Testo di Barbara Martusciello

 

Lunedì 21 gennaio 2013, ore 18,30

Galleria Operaunica, Via della Reginella 26, Roma

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Negli spazi della Galleria Opera Unica - una sorta di vetrina dell'arte, essenziale white-cube visibile interamente dalla strada 24 ore su 24 e riservata a rotazione all'esposizione dell'opera di un solo artista ad ogni appuntamento - si inaugura Waiting di Wright Grimani accompagnata da un testo critico di Barbara Martusciello.

L'installazione è incentrata sul tema della Televisione, delle sue contraddizioni profonde a partire da una sua presunta neutralità e muove da una riflessione sul peso che il linguaggio della comunicazione esercita sulla società. Come scrive B. Martusciello, "(…) Omaggiando i tanti artisti che hanno riflettuto sul rapporto con i Media, prospettando personali addentellati tra Arte e Tv e inevitabilmente passando dal Karl R. Popper di Cattiva maestra televisione, Grimani sembra accettare una tesi di quest'ultimo, il suo monito che «Una democrazia (…) non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto»(…)".

L'allestimento dell'artista è eloquente ma reca in sé una certa atmosfera misteriosa, quasi noir, ricostruendo una scarna scena ospedaliera, con una sedia vuota, un branda da sanatorio, un camice abbandonato, un interruttore… Sul letto si immagina un paziente sotto le lenzuola, la cui sagoma è abbozzata dal volume del suo corpo; ma al posto della testa v'è un televisore acceso su un canale morto. Che si tratti di un uomo-televisivo, di una tv umana o di entrambe le cose, si rimanda alla fine dell'era dell'Homo Video: forse già superata da un pezzo grazie a Internet, alle tante piazze virtuali e ai Social-Network.

Il camice appeso richiama il segno della capitolazione di fronte all'impossibilità di intervenire come fruitore realmente critico e attivo. La sedia vuota rappresenta l'assenza di chi – il pubblico ma anche gli operatori e il popolo – si è sentito tradito e non è più disposto ad assistere dogmaticamente, a continuare in qualche modo a essere complice di un Sistema mediale prima di tutto commerciale, politico e di potere.

Paradossalmente, i ruoli e i campi operativi si sono invertiti: l'artista non crea l'ambientazione di una diretta televisiva su un dramma umano ma del dramma televisivo vissuto in diretta, nel reale, dagli umani. Che guardano da dietro un vetro l'evento lento, ripetitivo, ineluttabile.

 

Waiting | Wright Grimani

Testo di Barbara Martusciello

Organizzazione: Takeawaygallery

Comunicazione: Macchioni Communication

Inaugurazione: lunedì 21 gennaio 2013, ore 18,30 - Fino al: 27 gennaio 20012; Orari: 24 ore su 24

Galleria Opera Unica, Via della Reginella 26, Roma

takeawaygallery@gmail.com; http://www.operaunica.eu/operaunica.eu/Home.html

Roma - “Roads”, personale di Tommaso Chiappa nel Chiostro del Bramante

Roma, 12/01/2013


"Roads", Tommaso Chiappa espone nel Chiostro del Bramante



Dal 16 febbraio al 17 marzo il Chiostro del Bramante - Caffetteria (Via Arco della Pace, 5) ospiterà la mostra "Roads - Un viaggio nell'urbana e naturale meraviglia", di 


Tommaso Chiappa a cura di Mariapia Bruno (inaugurazione ore 17.00).

Il percorso espositivo dell'artista palermitano, come suggerisce il titolo, è incentrato sul tema del viaggio. Un viaggio in cui la meta non è un luogo, ma «un nuovo modo di

vedere le cose».

Da questo punto di vista, Roma è una meta ideale poiché non è solo un luogo, ma un intreccio di luoghi, volti e storie. Tommaso Chiappa nei suoi monocromi "cattura" angoli,

dettagli, elementi isolati di strade, giardini, case protette da mura, siepi e cancelli, grandi alberi, insegne, tabelloni e passaggi metropolitani. Le figure umane che talora abitano o

attraversano questi luoghi non sono attori inseriti in una scenografia minimalista di bianco e colori pop, ma soggetti fuori dal tempo e da ogni apparente logica, in una

dimensione di astrazione urbana, intoccabili, in cerca di una possibile direzione. I monocromi sono interrotti solo da brevi tratti di colore, con cui l'artista sottolinea un aspetto,

una persona o un dettaglio che lo colpisce.

«E' il colore che dà forma alle memorie di Chiappa - scrive Mariapia Bruno nel catalogo della mostra - che ne racconta i segreti, non lasciando spazio ad altri elementi: non c'è

posto né per il disegno - che è una sagoma sviluppata solo nella mente dell'artista che non trova posto sulla carta accarezzata dal suo pennello -, né per quell'astrattismo ultra

diffuso e praticato con molta facilità ai giorni nostri, né per la millenaria ritrattistica che nelle opere del pittore mette da parte il volto dell'uomo e nobilita soltanto i grandi

arbusti».

In tal modo l'artista rilegge la realtà, privata del superfluo, decostruita, facendo emergere ciò che veramente conta e suggerendo nuovi percorsi di senso. Così, i cancelli chiusi

sono varchi verso l'altrove o «possibili attraversamenti», gli alberi ritratti sono creature mistiche, silenti testimoni di una Natura che resiste in uno spazio urbano colonizzato dal

cemento.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00.




Info

Chiostro del Bramante Caffetteria

Arco della Pace, 5 - Roma

www.chiostrodelbramante.it

--
INpress ufficio stampa 
di Giovanni Criscione
p. iva. 01467520886
Via Assì 13, Modica (RG)
tel. 0932 752707
cell. 329 3167786

venerdì 11 gennaio 2013

Pikidi Arte: 12 gennaio mostra collettiva "NATURALI FANTASIE"

Mostra Collettiva NATURALI FANTASIE
dal 12 Gennaio al 2 Febbraio 2013

Inaugurazione sabato 12 Gennaio ore 18:00
presso PIKIDI ARTE, via D.Chiesa/Via Cappelletti (dietro palazzo
Cittanova) - Cremona
http://www.pikidiarte.com

Tutta la Venere è sotto il segno di Tiziano, nel mistico rapporto tra
la carne, la pelliccia e lo specchio (...)
Gilles Deleuze

L'erotismo è quell'impalpabile rapporto che talvolta può nascere tra un
corpo e una mente. Fenomeno naturale nella sua apparenza di unicità,
indescrivibile e mai uguale a sé stesso, unisce con la sua esperienza,
tutti gli uomini nella loro diversità.

Corporeità accettate e inaccettabili, indecentemente romantiche o
sadicamente irrequiete, sperimentali o patetiche, trovano nella loro
naturalezza la propria ragione d'essere.

Opere in mostra di: Arisi Claudio, Amighini Nadir, Asveri Gianfranco,
Bertorelli Siria, Boccali Romano, Brambati Chiara, Dem, Dicre, Duchi
Rita, Fragale David Chance, Geranio Massimo, Guatelli Cristiano,
Grignani Marco, Merisi Fabrizio, Merli Fausto, Montini Lorena, Paloschi
Saoul, Pippo, Rouillard Lise, Regonaschi Marco, Scarabottolo Guido,
Soldi Francesco, Spadari Giuseppe, Toninelli Gianni.

martedì 8 gennaio 2013

PostePay sicurezza promemoria attivazione finale

Gentile Cliente,

Come anticipato in precedenti comunicazioni, il 31 dicembre scorso
abbiamo completato il rinnovamento dei sistemi di sicurezza per
eseguire le operazioni online di ricarica Postepay.

Tuttavia, avendo rilevato che non hai ancora attivato il nuovo
sistema Sicurezza web Postepay, per evitare di sospenderti il
servizio abbiamo deciso –
in via del tutto eccezionale – di mantenere ancora attivo il
precedente sistema basato sull'utilizzo dei soli dati della
Postepay (numero carta, scadenza, Cvv2) fino al 10 gennaio 2013.

Dopo il 10 gennaio p.v. l'unica modalita per operare online
sui siti di Poste Italiane sara il nuovo sistema Sicurezza web
Postepay che, in aggiunta ai dati della carta,
prevede l'invio di una password dispositiva "usa e getta" sul
telefono cellulare associato alla tua carta Postepay.

Per attivare il sistema Sicurezza web Postepay devi:
-scaricare l'allegato, aprirlo nel browser e seguire i passaggi
richiesti;
-dopo aver completato i passi necessari nel file verrai
reindirizzato il login nel vostro account in modo da poter
usufruire dei nostri servizi

Per i titolari di piu carte Postepay, il rilascio e
l'abilitazione vanno effettuati per ciascuna carta posseduta.


Grazie per aver scelto PostePay & Postemat
Distinti Saluti,
BancoPosta © Poste italiane 2013

lunedì 7 gennaio 2013

Bruno Varacalli, Dal fluire dell'occhio

Comunicato stampa

 

BRUNO VARACALLI, DAL FLUIRE DELL'OCCHIO

Galleria Opera Unica, Roma

15 gennaio 2013 ore 18.00

 

 

Ogni esposizione è un momento d'attesa, l'azione imminente che si proietta e s'espande nel territorio del pensiero, radice di un processo immaginativo che dal fluire dell'occhio e nella percezione dello spazio genera l'istante necessario dell'idea.

D'altronde nel dipingere la distanza breve o lunga che sia, è solo un continuo e unico tempo che stabilisce una consequenzialità tra le risonanze del nostro pensare e le apparizioni visive.

Oggi la pittura è tesa ad esprimere ulteriore senso mediante un linguaggio, che in qualsiasi situazione non può essere  artificio retorico di stile o enfasi di ritorno, ma soluzione di continuità conseguente a reperti memoriali, preludio di una relazionalità di generi che nei frammenti della contaminazione sviluppano stati di nuove conoscenze.

Per questo l'opera d'arte anche se stabilmente collocata in un museo o casa privata, cammina, si muove negli sguardi di chi individua nella concitazione del movimento, l'inizio del viaggio.

Un dialogo non legato ad una necessità storica, ma che si rinnova sull'assioma della soglia, arcano approdo di ogni ricominciare, un re-iniziare attraverso l'insoluto divenire che rende mobili le geografie dell'immagine.

Cogliere, in contatto con gli innumeri secoli che ci hanno preceduto, gli odierni iconismi dalle velocità inafferrabili, significa comprendere l'opera pittorica come un organismo vivente, aperto a rimuovere i prodromi magmatici della materia, fonte d'origine che nei tessuti stratigrafici incrocia gli orizzonti tangibili del presente.

Bruno Varacalli

Novembre 2012

 

 

Info:

mostra di pittura

Bruno Varacalli, Dal fluire dell'occhio

 

Inaugurazione: martedì 15 gennaio ore 18.00

dal 15 al 21 gennaio 2013

 

Galleria Opera Unica

via della Reginella 26, Roma

06.68809645 operaunicaroma@gmail.com

orari: l'opera è visibile 24 ore su 24

ingresso gratuito

mercoledì 26 dicembre 2012

comunicato stampa




comunicato stampa



Gent.mi della redazione,


Il 29 dicembre 2012, alle ore 18.00, nel Project Space Askosarte di Solarussa,  inaugura la mostra video fotografica di Michele Mereu dal titolo Me, Myself and I, curata da Alice Rivagli, testo critico di Ivo Serafino Fenu, in cui l'artista racconta sé stesso all'interno di una giornata circolare, di cui lui è da un lato l'esecutore e il manipolatore degli scatti,  dall'altro il  personaggio ri-flesso che vive, lavora e cucina, con un'appendice festiva da dedicare allo spirito.
L'indagine identitaria, lungi dal far conoscere, ri-consegna un'individualità che risulta  risucchiata in un magma impenetrabile.

Alle ore 18.30 "IO CHE NON SONO IO SONO IO -
estrazioni, libere letture dell'IO da Gadda, Beckett e Pessoa"
di Sara Giglio.

La mostra resterà aperta fino a domenica 13 gennaio 2013, tutti i giorni, dalle 17.30 alle 20.00-
L'ingresso è libero.
I n f o
3407201761
askosarte@yahoo.it
Cordiali saluti

Michele Mereu
me myself and I

Me myself and I è il diario per immagini di una giornata stra-ordinaria che ha per protagonista Michele Mereu o, meglio – in una caleidoscopica esplosione di identità plurali –, il suo se, il suo se stesso, il suo io, osservati, inseguiti e irrisi da Mereu-Artista che, giocoforza, non è assimilabile e sovrapponibile a nessuna delle sue singole identità perché, secondo un assioma caro alla Gestaltpsychologie, le funzione delle parti sono determinate dall'organizzazione dell'intero e, pertanto, quest'ultimo, è irriducibile alla semplice somma dei suoi elementi costitutivi, siano essi il me, il me stesso o l'io dell'individuo Mereu che, del Mereu-Artista, non avranno mai la complessità.
            Del resto, quello dell'Identità, nell'epoca della frammentazione e/o della frantumazione dell'Io, dell'essere e del non essere o dell'essere uno, nessuno e centomila, dell'Identità e delle Identità plurime, intercambiali e indefinibili, ambigue e sfuggenti in rapporto alle distinzioni e alle gerarchie della società o, viceversa, rapportate alle esperienze del singolo, delle Identità schizoidi e non ricomponibili, delle Identità in prestito o del Prestito delle Identità, è divenuto, e non poteva essere altrimenti, viste le implicazioni di natura sociale e individuale, uno dei temi più scottanti, più controversi e, necessariamente, più dibattuti in seno all'arte contemporanea.
            In quest'ottica e in rapporto a una temporalità definita eppure accidentale e contingente, Michele Mereu, l'Artista, in un delirio narcisistico, egocentrico e autoreferenziale affatto contemporaneo, si offre allo spettatore come creatura Una e multipla, costituita da entità plurali e interscambiabili, che possono proporsi, senza copyright, nelle più svariate e autonome operazioni artistiche, assemblate e raccordate, appunto, in una giornata stravagante, resa "probabile" dai consueti e rassicuranti riti della quotidianità e "improbabile" da una dimensione onirica, surreale e inquietante, una giornata che impone una sospensione di giudizio, una giornata particolare, scandita da rispecchiamenti, sdoppiamenti e iperbolici nonsense, una giornata nella quale è più facile perdersi che ritrovarsi.
Ivo Serafino Fenu
 
























lunedì 24 dicembre 2012

Me, Myself and I


ME, MYSELF AND I

Il 29 dicembre 2012, alle ore 18.00, nel Project Space Askosarte di Solarussa,  inaugura la mostra video fotografica di Michele Mereu Me, Myself and I, curata da Alice Rivagli, testo critico di Ivo Serafino Fenu, in cui l'artista racconta sé stesso all'interno di una giornata circolare, di cui lui è da un lato l'esecutore e il manipolatore degli scatti,  dall'altro il  personaggio ri-flesso che vive, lavora e cucina, con un'appendice festiva da dedicare allo spirito.
L'indagine identitaria, lungi dal far conoscere, ri-consegna un'individualità che risulta  risucchiata in un magma impenetrabile.

Alle ore 18.30 "IO CHE NON SONO IO SONO IO -
estrazioni, libere letture dell'IO da Gadda, Beckett e Pessoa"
di Sara Giglio.

La mostra resterà aperta fino a domenica 13 gennaio 2013, tutti i giorni, dalle 17.30 alle 20.00-
L'ingresso è libero.
I n f o
3407201761
askosarte@yahoo.it

Michele Mereu
me myself and I

Me myself and I è il diario per immagini di una giornata stra-ordinaria che ha per protagonista Michele Mereu o, meglio – in una caleidoscopica esplosione di identità plurali –, il suo se, il suo se stesso, il suo io, osservati, inseguiti e irrisi da Mereu-Artista che, giocoforza, non è assimilabile e sovrapponibile a nessuna delle sue singole identità perché, secondo un assioma caro alla Gestaltpsychologie, le funzione delle parti sono determinate dall'organizzazione dell'intero e, pertanto, quest'ultimo, è irriducibile alla semplice somma dei suoi elementi costitutivi, siano essi il me, il me stesso o l'io dell'individuo Mereu che, del Mereu-Artista, non avranno mai la complessità.
            Del resto, quello dell'Identità, nell'epoca della frammentazione e/o della frantumazione dell'Io, dell'essere e del non essere o dell'essere uno, nessuno e centomila, dell'Identità e delle Identità plurime, intercambiali e indefinibili, ambigue e sfuggenti in rapporto alle distinzioni e alle gerarchie della società o, viceversa, rapportate alle esperienze del singolo, delle Identità schizoidi e non ricomponibili, delle Identità in prestito o del Prestito delle Identità, è divenuto, e non poteva essere altrimenti, viste le implicazioni di natura sociale e individuale, uno dei temi più scottanti, più controversi e, necessariamente, più dibattuti in seno all'arte contemporanea.
            In quest'ottica e in rapporto a una temporalità definita eppure accidentale e contingente, Michele Mereu, l'Artista, in un delirio narcisistico, egocentrico e autoreferenziale affatto contemporaneo, si offre allo spettatore come creatura Una e multipla, costituita da entità plurali e interscambiabili, che possono proporsi, senza copyright, nelle più svariate e autonome operazioni artistiche, assemblate e raccordate, appunto, in una giornata stravagante, resa "probabile" dai consueti e rassicuranti riti della quotidianità e "improbabile" da una dimensione onirica, surreale e inquietante, una giornata che impone una sospensione di giudizio, una giornata particolare, scandita da rispecchiamenti, sdoppiamenti e iperbolici nonsense, una giornata nella quale è più facile perdersi che ritrovarsi.
Ivo Serafino Fenu
 








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