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martedì 8 novembre 2016

GALUP sposa l’arte di Max Ferrigno per Art for Excellence

Galup partecipa all'edizione 2016 di Art forExcellence, l'importante mostra dedicata all'arte contemporanea che si terrà dal 18 Novembre al 1 Dicembre a Torino, presso l'Archivio di Stato in piazzetta Mollino 1.

La manifestazione, ideata dall'Associazione culturale Sabrina Sottile eventi d'arte, ospiterà un'inedita esposizione d'arte contemporanea; ad ispirarla sono state le 16 aziende coinvolte nel progetto che, per mesi, hanno lavorato con l'artista che ad ognuna di esse è stato abbinato per produrre una collezione di opere.

Galup e Max Ferrignoartista "popsurrealista" di origine piemontese, hanno dato vita ad una proficua collaborazione: il risultato è un grande quadro, che verrà svelato al pubblico il 18 novembre.

In linea con il progetto artistico di Art for Excellence, Galup e Max Ferrigno rappresentano due eccellenze del territorio.

Galup, storica azienda piemontese, è nata a Pinerolo nel 1922 e, in poco meno di 100 anni, ha fatto fare il giro del mondo al suo famoso panettone, basso con la glassa alla Nocciola Piemonte IGP fatta a mano, spessa e croccante

Grazie all'impiego di materie prime di altissima qualità l'azienda, pur rimanendo fedele al passato, ha saputo innovarsi ed oggi è diventata punto di riferimento del mercato dolciario d'eccellenza.

Max Ferrigno ama ritrarre i personaggi dei cartoni animati, le merendine e i giochi di una generazione in un tripudio di colori accesi, intensi e dissonanti. 
Un linguaggio che sembra destinato ai bambini ma che in realtà è rivolto agli adulti. 
Ciò che colpisce è la forza espressiva che trapela dalle sue tele: emozioni, stati d'animo, profumi e sapori.

Art for Excellence, giunta quest'anno alla sua seconda edizione, ha come scopo quello di valorizzazione il Made in Piemonte: l'arte contemporanea si mette a disposizione dell'area business, incentivando la collaborazione tra artisti e aziende del territorio con vocazione d'eccellenza. 
Le opere, appositamente realizzate per il progetto (pittura, scultura, fotografia, installazione e video), guideranno il visitatore attraverso un percorso alla scoperta dell'imprenditorialità di eccellenza. 
Gli artisti sono stati selezionati con particolare cura tra chi, più di altri, ha saputo dimostrare di possedere talento, eccletticità e capacità di lavorare in sinergia con le aziende.


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lunedì 7 novembre 2016

Dal 9 novembre al 24 novembre: Mostra "Continuare Così" di Ramuntcho Matta


Sono trascorsi dieci anni dalla sua ultima personale in Italia e mercoledì 9  novembre  la Galleria Zanuso inaugura, a Milano, il ritorno dell'artista multidisciplinare Ramuntcho Matta, con la mostra "Continuare così".

Secondo Ramuntcho "il mondo sta attraversando un periodo di turbolenza. 

Le cause sono molteplici, ma i veri colpevoli sono coloro che non fanno nulla per cambiare la situazione. 

Il ruolo dell'arte non è solo quello di trasportare la bellezza su una parete, come appendere un cappotto ad un gancio, ma è anche, e soprattutto, interrogare il reale per coglierne le potenzialità".

Il regista e amico Chris Marker inventò per lui la parola "multimedium" per indicare la sua straordinaria capacità di adoperare abilmente tutte le varie espressioni artistiche.

Ramuntcho è, infatti, compositore, musicista, scrittore ed artista; ritiene che il lavoro sia il miglior modo per ottimizzare il tempo; ogni mattina, lascia che l'arte parli attraverso di lui, realizzando, di getto, un'opera che condivide su facebook accompagnata da una frase, "una ginnastica per la mente" conlo scopo di far riflettere.

Circa 32 le opere in mostra, molte delle quali saranno realizzate dall'artista poco prima dell'esposizione. 

Esse sono espressione di spontaneità riflessione al medesimo tempo, fungono da specchio per vedere - e non solo guardare - per riflettere su sé stessi e su quanto di più prezioso si possiede: il tempo.

Non a caso l'artista sceglie di utilizzare la carta, "frutto dell'albero" che permette al colore di espandersi e di prender vita nonché mezzo migliore per esprimere spontaneità - "la complessità è un canto fertile. 

La difficoltà è un paesaggio ricco. La tristezza è una porta".- Il progetto è quello di dare forma a un'idea. 
Tra pittura e disegno il lavoro di Ramuntcho Matta celebra l'uso del tempo – "il tempo che diamo per scoprire il sensibile; l'arte è una presenza che ci protegge, ci sfida e ci difende".

"L'usage du temps" è anche il titolo del suo ultimo libro, costruito intorno ad uno scambio di mail fra Matta e Philippe Ducat. 

Il tempo è il filo rosso di tutta la produzione di Matta, nel campo dei disegni, della musica, delle installazioni e in qualunque altra forma si sia misurato questo artista impossibile da etichettare. 

Il suo lavoro ha lo scopo di togliere l'arte dal suo isolamento: nel 2008, ad 80 km da Parigi, ha creato Lizieres (www.lizieres.org) un Centro di Cultura e di Risorse, con l'idea che l'arte possa essere utile per lo sviluppo della società. 

Una piattaforma, o meglio un laboratorio sperimentale che ha l'obiettivo di rendere vitali le riflessioni sulle arti, le filosofie e le pratiche fisiche, senza distinzioni di genere e categorie, facendo uscire l'avanguardia dal suo isolamento e dandole nuovi spazi di sperimentazione e condivisione.

Nel 2014 ha realizzato le illustrazioni del libro "A passo leggero" di Cristina Gabetti per Bompiani;

La curatrice della mostra è Anna Tuteur ed i testi critici del catalogo, in edizione limitata di 100 copie a cura di Paola Gribaudo, sono di Alberto Mugnaini Corrado Levi.
 
 

Short bio:
Ramuntcho Matta è nato a Neully-sur-Seine nel 1960. 
Quinto di sei figli, la vocazione per l'arte è stata trasmessa a Ramuntcho dal padre, il pittore surrealista cileno Roberto Matta, come un'impresa - da padre in figlio. 

La vera eredità è la responsabilità della trasmissione che risiede in tutti i fratelli (Pablo Echaurren, Gordon Matta - Clark, John Batanne ...). 
La sua prima passione è la musica, coltivata da solo e all'interno di progetti condivisi con altri, come Don Cherry, Brion Gysin, John Cage, Chris Marker, Bob Wilson. Ha esposto i suoi lavori in Europa e in altri continenti, sempre a novembre mostrerà le sue opere a Cuba. 

La sua attività artistica prospera sia nel campo visivo che musicale, nel mondo culturale in genere e in ambienti più insoliti, attraverso progetti che vedono l'arte come un vero e proprio alimento di cui nutrirsi, nei carceri e negli ospedali.


"Continuare così" di Ramuntcho Matta
Dove: Galleria Zanuso, Corso di Porta Vigentina 26 - Milano 
Quando: da mercoledì 9 a giovedì 24 novembre 2016
Orari: tutti i giorni dalle 15.30 alle 19, al mattino su appuntamento cell.335 6379291 
Inaugurazione: mercoledì 9 novembre dalle 18 alle 21


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THE MILKY WAY 3, mostra di raccolta fondi a favore di Pianoterra onlus. 09.11.2016 Press Preview, 10.11.2016 Unica data @ Galleria Gió Marconi, Milano.



The Milky Way 3
Una valigia per 1000 giorni

Una mostra collettiva di raccolta fondi
a favore di Pianoterra onlus

a cura di Damiana Leoni

ARTISTI:
Alfredo Aceto, Luigi Anastasio, Francesco Arena, Micol Assaël, Darren Bader, Rosa Barba, Manfredi Beninati, Monica Bonvicini, Giorgio Andreotta Calò, Roberto Coda Zabetta, Benny Chirco, Liz Craft, Linda Fregni Nagler, Fabio Giorgi Alberti, Piero Golia, Hilario Isola, Allison Katz, Heinz Peter Knes, Adriana Lara, Deborah Ligorio, Diego Marcon, Matteo Nasini, Caterina Nelli e Saam Schlamminger, Nunzio, Giorgio Orbi, Oliver Osborne, Adrian Paci, Charlemagne Palestine, Jorge Peris, Tomás Saraceno, Francesco Simeti, Spencer Sweeney, Santo Tolone, Alessandro Twombly, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli, Sislej Xhafa

Unica data
giovedì 10 novembre 2016 dalle 12.30 alle 21.30

Press Preview 
mercoledì 9 novembre 2106 dalle 11.00 alle 16.00

Galleria Gió Marconi
Via Tadino 20, Milano


Torna The Milky Way, la mostra collettiva di raccolta fondi a cura di Damiana Leoni a favore di Pianoterra onlus, l'associazione nata a Napoli nel 2008 per aiutare e sostenere le famiglie più vulnerabili.

Dopo la prima edizione alla galleria Lia Rumma di Napoli e la seconda alla Galleria Studio SALES di Norberto Ruggeri di Roma The Milky Way 3 - Una valigia per 1000 giorni approda a Milano, ospite della galleria Gió Marconi, per la sola giornata di giovedì 10 novembre 2016, dalle 12.30 alle 21.30.

38 gli artisti che quest'anno partecipano all'iniziativa di solidarietà a sostegno delle donne in gravidanza, delle neomamme, dei bimbi piccoli in contesti di marginalità e povertà.

Alfredo Aceto, Luigi Anastasio, Francesco Arena, Micol Assaël, Darren Bader, Rosa Barba, Manfredi Beninati, Monica Bonvicini, Giorgio Andreotta Calò, Roberto Coda Zabetta, Benny Chirco, Liz Craft, Linda Fregni Nagler, Fabio Giorgi Alberti, Piero Golia, Hilario Isola, Allison Katz, Heinz Peter Knes, Adriana Lara, Deborah Ligorio, Diego Marcon, Matteo Nasini, Caterina Nelli e Saam SchlammingerNunzio, Giorgio Orbi, Oliver Osborne, Adrian Paci, Charlemagne Palestine, Jorge Peris, Tomás Saraceno, Francesco Simeti, Spencer Sweeney, Santo Tolone, Alessandro Twombly, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli, Sislej Xhafa hanno infatti aderito al progetto mettendo a disposizione le loro opere per la raccolta fondi a favore del programma 1000 Giorni di Pianoterra onlus: un programma integrato di intervento precoce per donne in gravidanza, neomamme e bimbi molto piccoli in contesti di marginalità e povertà culturale, realizzato da Pianoterra in collaborazione con ACP (Associazione Culturale Pediatri) e Associazione Antropos onlus.

Punto di partenza del programma 1000 Giorni è l'assunto che migliorando le condizioni di partenza di una vita, offrendo cura e supporto alle radici, è possibile prevenire molti problemi di salute e di sviluppo ed evitare che si trasmettano di generazione in generazione. Simbolo di 1000 Giorni è la Valigia Maternità, uno strumento che Pianoterra ha ideato ispirandosi alla famosa Baby Box finlandese con l'obiettivo di coinvolgere nel programma donne in gravidanza in contesti di marginalità e privazione. 

Contiene beni di prima necessità per la mamma e il neonato, e viene donata al momento del parto alle donne che sin dal 4° mese di gravidanza avranno seguito un percorso completo di accompagnamento alla maternità: visite mediche ed esami previsti dal Servizio Sanitario Nazionale, un corso di preparazione al parto e alla genitorialità, incontri tematici con specialisti.

E proprio prendendo spunto dalla Valigia Maternità, il tema di questa terza edizione è lo stretto indispensabile: oggetti, immagini, emozioni di cui non è possibile fare a meno. Gli artisti hanno generosamente realizzato e donato opere legate al tema per sostenere il progetto.

Acquistando un'opera della mostra The Milky Way 3 si potrà fare parte di un percorso – aperto a tutti coloro che vorranno sostenere il programma 1000 Giorni – che ha l'obiettivo di coinvolgere chi crede che la cultura è partecipazione, fattore di sviluppo e di coesione sociale.

The Milky Way 3 è, infatti, un progetto di arte contemporanea: gli artisti, più di tutti, costruiscono prospettive inedite sulla realtà e su mondi possibili e offrono risposte a domande spesso irrisolvibili.
The Milky Way 3 è un progetto totalmente inclusivo: tutti, e in forme differenti, avranno l'opportunità di sostenere il programma 1000 Giorni, di aiutare mamme e bambini in difficoltà "riempiendo la valigia" di beni di prima necessità e di diventare, infine, sostenitori delle attività di Pianoterra onlus.

"Crediamo – commentano i promotori – che la comunità possa essere in grado di prendersi cura di chi è più vulnerabile, grazie al contributo di tutti e con la consapevolezza di ciascuno di essere parte di un'unica cosa. Vorremmo che The Milky Way rappresentasse questa via e questa consapevolezza, realizzandosi in un contenitore di diverse voci, materie e forme; vorremmo creare una rete di nuovi legami, e una rete di sicurezza; e lasciare che questi intrecci e queste amichevoli collisioni scuotano liberamente il nostro sguardo, provochino inciampi e ribaltamenti, invitandoci a scoprire nuovi modi di guardare il mondo e aiutandoci a rafforzare, e a mantenere salda, la nostra base".

La giornata del 10 novembre alla galleria Gió Marconi, che vedrà la partecipazione di artisti, galleristi, visitatori e appassionati del mondo dell'arte contemporanea, offre l'opportunità di essere parte di questo percorso condiviso: i proventi della vendita delle opere esposte saranno interamente devoluti a Pianoterra onlus a sostegno del programma 1000 giorni.

Si ringraziano tutti gli artisti e le gallerie che hanno contribuito alla realizzazione di questo appuntamento.
Un ringraziamento particolare va a Gió Marconi e al suo staff per la generosa collaborazione e accoglienza.





www.pianoterra.net

THE MILKY WAY 3
Galleria Gió Marconi
Via Tadino 20, Milano


Contatti per la vendita:
Damiana Leoni | T. +39 335 818 5938 | E. damiana@damianaleoni.com
Lorena Stamo | T. +39 327 913 2372 | E. stamolorena@gmail.com


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sabato 5 novembre 2016

Mostra "Carlo Roselli | Prove di scena" alla galleria Edarcom Europa

Sabato 5 novembre, presso la galleria Edarcom Europa, in via Macedonia 12 e 16 a Roma, è stata inaugurata la mostra "Prove di scena", personale dell'artista Carlo Roselli


Le opere, tutte realizzate nell'arco dell'ultimo decennio, tratteggiano le tipiche atmosfere tanto amate dagli affezionati collezionisti, dalle folle alle strutture urbane, passando per le sale da gioco e i fumosi caffè di inizio '900.

Alfio Borghese, nella presentazione della mostra Sipario! alla Villa comunale di Frosinone nel 2013, coglieva bene la connotazione teatrale osservando che "i personaggi di Roselli sono in posa per l'eternità, sia che assistano alle corse all'ippodromo, sia che giochino a carte o al biliardo o stiano passeggian...do tranquillamente per quelle strutture urbane che l'artista dipinge con tanta cura. 

Personaggi, case, strade e palazzi si mischiano nel corteggiamento dove i colori degli uomini si confrontano con il bianco di Lei, si affacciano sul proscenio in attesa dell'applauso".

La mostra, curata da Francesco Ciaffi, sarà visibile fino al 20 novembre.

Nota Biografica:

Carlo Roselli nasce a Milano nel 1939. Conseguita la maturità classica, frequenta la facoltà di Giurisprudenza che abbandona agli inizi degli anni Sessanta per dedicarsi a passioni più vicine alla sua sensibilità, il teatro e la pittura. Si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con artisti e personaggi dello spettacolo con i quali condivide esperienze formative che segneranno la sua futura ricerca pittorica. Dopo aver vissuto alcuni anni anche a Londra, si ristabilisce in Italia, a Roma, dove approfondisce l'interesse per la pittura, dedicandosi contemporaneamente a studi filosofici e scientifici. Frequenta la Scuola Libera del Nudo presso l'Accademia delle Belle Arti di Roma e nel 1973 tiene la sua prima personale alla Galleria Nuova Figurazione 1. Dalla metà degli anni Settanta inizia ad esporre presso gallerie private e spazi pubblici di tutta Italia con frequenti esperienze internazionali nelle città di Ginevra, Lucerna, Parigi e Londra. Oggi le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private europee e statunitensi.

INFORMAZIONI

MOSTRA: Carlo Roselli | Prove di scena
PERIODO: 5-20 novembre 2016
ORGANIZZAZIONE: Edarcom Europa
INDIRIZZO: Via Macedonia, 12/16
ORARIO: 10,30/13,00 - 15,30/19,30 (fino al 18 dicembre aperto tutti i giorni compresa domenica)
INFO: 06.7802620 – www.edarcom.it



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Mostra "Cuba - Before Everything Changes"



Francis TheBlueRoom 
CUBA - BEFORE EVERYTHING CHANGES 

Galleria Arnaldo Pavesi, Milano 
10 - 23 novembre 2016 
Inaugurazione giovedì 10 novembre, ore 19


Galleria Arnaldo Pavesi di Milano è lieta di annunciare l'apertura della mostra fotografica Cuba - Before Everything Changes, personale dell'artista e fotografo Francis TheBlueRoom
Il progetto nasce con l'intento di raccontare attraverso immagini la straordinaria autenticità di questo Paese prima dell'imminente trasformazione che rivoluzionerà l'essenza stessa dell'isola.
Non solo vecchie Cadillac ma scene incredibilmente rappresentative, folkloristiche e talvolta paradossali immortalate nella loro estrema spontaneità dal sapiente scatto dell'artista. 
Le opere di Francis mostrano fedelmente la realtà cubana senza venire meno al rispetto verso una popolazione di grande cultura, tradizione e dignità: immagini di forte impatto in grado di incuriosire e di conquistare l'anima di ciascun individuo attraverso i colori e le sensazioni che si respirano camminando per le strade delle città.
"Questa è Cuba oggi, prima che tutto cambi", scrive Francis. 
Una Nazione in cui si respira l'aria di un forte cambiamento in seguito alla storica riapertura dei rapporti diplomatici con gli U.S.A. interrotti da oltre cinquant'anni.
La mostra Cuba - Before Everything Changes, con data di inaugurazione giovedì 10 novembre, è un invito a scoprire Cuba attraverso la quotidianità e l'incanto dei suoi luoghi e dei suoi abitanti, una bellezza ancora incontaminata.

Francis TheBlueRoom CUBA - BEFORE EVERYTHING CHANGES 10 - 23 novembre 2016 
Inaugurazione giovedì 10 novembre, ore 19
Galleria Arnaldo Pavesi | Via Guido d'Arezzo 17, 20124 Milano
Orari di apertura: lunedì - sabato, ore 15 - 19
www.pavesicontemporart.com

Powered by:
TheBlueRoom Productions
www.theblueroomproductions.com
WasteMusicBusters
www.wastemusicbusters.com
Communication by:
M4A - MADE4ART | Comunicazione e servizi per l'arte e la cultura
di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni
Per ulteriori informazioni e per richiedere materiale e immagini relativi alla mostra:
www.made4art.it- press@made4art.it - t. +39.02.39813872
In partnership con: M4E - MADE4EXPO



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Amy-d Arte Spazio, Milano: segnalazione mostra "Gray area_Area X"


Gray area ­­
Tra legale e illegale

Project economART di Amy d Arte Spazio MI

10/11_15/12/2016
opening 10 novembre h. 18.30
finissage 15 dicembre h. 17.30

Artisti
Renato Calaj
Clément Briend
Francesco Giusti
Ettore Pinelli

"Non c'era nulla da temere.
Perché temere quello che non puoi evitare? Che non vuoi evitare. […] Non c'era da dire niente a nessuno. Il mondo andava avanti proprio mentre si sgretolava, cambiava per sempre, diventava una cosa strana e diversa".

a cura di Anna D'Ambrosio

Area X, territorio di confine sede di fenomeni insoliti e inquietanti: sparizioni di massa, riapparizioni, allucinazioni, alterazioni spaziali e temporali, fino al confine invisibile e invalicabile che isola la zona dal mondo esterno.
Gli ambienti di transizione non luoghi – uniti a perdita di controllo e dell'identità sono i pilastri fondanti del progetto-mostra.

La caratteristica sconvolgente dell'Area X è quella di essere incontaminata, una sorta di habitat primordiale nel quale l'uomo non ha alcun posto, o meglio un habitat dotato di intelligenza, capace di assorbire (inglobare) chiunque lo attraversi, trasformandolo in qualcosa di molto diverso.
L'Area X è per l'uomo quello che l'uomo è per gli altri animali.
Un'entità superiore le cui azioni risultano incomprensibili.
Fotografia, pittura e video installazione danno lo spunto per riflessioni sull'idea di frontiera come scoperta o barriera, sulla ibridazione tra cosmopolitismo e rivendicazione territoriale, sulla figura dell'artista stesso nella sua condizione di viaggiatore, nomade, sperimentatore in bilico tra territori fisici e simbolici.
Flussi migratori e processi economici sempre più globali hanno radicalmente trasformato la percezione del territorio come limite e confine.
Sulla base dell'instabilità di questi concetti fondamentali per la definizione dell'identità, eccovi AREA X, ambiente di transizione, territorio indeterminato, in posizione indefinita; una grande zona grigia tra ciò che è legale e ciò che non lo è, dove i nomadi contemporanei attendono di raggiungere posti altri da abbandonare.
L'AREA X è un'anomalia, un territorio isolato da un confine immateriale in cui "qualcosa" ha aperto almeno un varco. Incombe, affascina, mette in crisi le nostre sicurezze.

Nel mondo reale ci sono molteplici Aree X, anche se non le riconosciamo. Nessuna scienza o fede sono sufficienti a capire. La scienza non è abbastanza. La fede, o qualsiasi credenza, nemmeno.
Sono entrambi metodi di controllo, ma non ne esiste uno effettivamente efficace, perché non c'è possibilità di possedere una conoscenza assoluta del mondo.
Incomunicabilità insuperabile e trasformazione irreversibile, icasticamente rappresentate dalla ripetizione dell'azione, identica nell'esecuzione ma cambiata in modo radicale e incapace di trasmettere informazioni utili, ogni passo all'interno dell'Area X allontana da ciò che è per condurre a qualcosa di diverso; oltre il limite dell'orizzonte non c'è la Natura, tantomeno Dio, quanto piuttosto il Nulla.
Negli occhi della mente rimangono immagini suggestive che sono tutte metafore dell'esistenza umana, disfatta e dilaniata in una ricerca priva di utilità e annichilita innanzi all'ineluttabile e all'incommensurabile. Nessuno ne esce vincente. Eppure, in ultimo, una speranza si apre, inaspettata e, sostanzialmente, incomprensibile. L'Area X infatti è il Mistero, totale e assoluto.
Non dà risposte, non autorizza tesi fondate, non reagisce agli stimoli.

Si racconta la storia di quattro artisti e del loro percorso all'interno del territorio denominato Area X. Il monitoraggio di quest'ultima, gestito da "CONTROLLO", pone la questione del margine, del limite con l'ossessiva ricerca del senso di questa separazione, del suo valore etico ed epistemologico, del significato della sua posizione. Il confine dell'Area X difatti è ovunque e in nessun posto, è un principio agente, è mobile e potrebbe allargarsi a occupare il mondo intero. Ed ecco Controllo entrare in un'enorme Sala degli specchi, in cui l'Area X riflette tutte le peggiori paure conficcate per l'eternità nel cuore degli uomini. Sprofondare nello studio di quel territorio da cui pochi fanno ritorno – e quei pochi appaiono gusci svuotati di ogni contenuto – equivale a sprofondare in se stessi, cosa che potrebbe riservare scoperte terrificanti.
Controllo è il nome che si dà a un drone, un nome che è in sé uno scopo, un obiettivo, una bellissima sublimazione del potere che è tra di noi e della sua insignificanza.
Controllo, nominandosi, cerca il suo senso, ed essendo lui il vertice della scala gerarchica, nella logica antropocentrica che lo pervade, questo senso dovrebbe ricadere a cascata sul mondo intero. Nulla di più falso. Nel tentativo di trovare risposte con le riprese dall'alto sarà trascinato verso il fondo, perché la sua fine era già scritta con la perdita sempre maggiore di senso di realtà.
Sarà sommerso dal vortice di fallimenti, paranoie e sospetti, spinto a radicalizzare la sua direzione risolvendosi direttamente verso il cuore della trasformazione in corso.
Negli occhi della mente rimangono immagini suggestive che sono tutte metafore dell'esistenza umana, disfatta in una ricerca priva di utilità e annichilita innanzi all'ineluttabile e all'incommensurabile senza vincenti.

La struttura della narrazione nel progetto/mostra, vista nell'economia delle opere esposte, rimane un elemento a latere, quasi occasionale. Le infinite domande che prendono corpo nel corso dell'esibizione rimangono senza risposta. La rinuncia provvisoria alla coerenza interna del progetto regala in cambio una partecipazione e un'adesione emotiva senza esitazioni.

Liberamente tratto da "Southern Reach Trilogy" di Jeff Vandermeer.

Amy d Arte Spazio
Via Lovanio 6, 20121 Milano
MM2 Moscova
Lun./ven. 10/13_16/19, sab./dom. su appuntamento
www.amyd.it - info@amyd.it - 02.654872



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