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lunedì 30 marzo 2015

Mario Vespasiani alla mostra Close Up sulla grande pittura italiana


Close Up
Primo piano sulla pittura italiana

Galleria Civica d'Arte Moderna


Dal 28 Marzo 2015 al 31 Maggio 2015

SPOLETO | PERUGIA
LUOGO: Galleria Civica d'Arte Moderna Palazzo Collicola

CURATORI: Gianluca Marziani

COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 4, ridotto € 2
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0743 238920
E-MAIL INFO: gcamspoleto@virgilio.it
SITO UFFICIALE: http://www.comunespoleto.gov.it/

COMUNICATO STAMPA: Raccontare la pittura italiana, quella nata subito dopo la Transavanguardia. Un viaggio visivo dalla doppia anima: ora con artisti che iniziarono a esporre negli anni Novanta, ora con diversi nomi emersi di recente ma già consapevoli del buon uso linguistico. Una selezione eterogenea, supportata da consensi istituzionali, da una precisa riconoscibilità nel panorama iconografico, da un codice veggente con cui gli autori alimentano la disciplina evoluta del metodo pittorico.

CLOSE-UP racconta le qualità di un linguaggio attraverso molteplici radici tematiche ed estetiche, offrendo un vasto repertorio di passaggi concettuali e contenuti etici. Non ci sono spunti per nessuno, soltanto un vincolo dimensionale: agire entro i trenta centimetri come formato massimo del quadro.

Gianluca Marziani: "Trenta centimetri è di solito il formato minimo in circolazione, una sorta di consuetudine che vede nel 30x30 un'ideale unità di misura pittorica. Sono partito da quel minimo per tramutarlo nel massimo formato eseguibile, un'indicazione agli artisti per ribaltare il rapporto tra impatto e dimensione. Volevo che si ragionasse sul piccolo come spinta alla riscoperta del valore, dei dettagli, di quella preziosità che non implica esagerazione ma altissimo controllo."

La mostra avrà una doppia natura espositiva: un lavoro di ogni artista sarà allestito nel Piano Nobile del museo, tra mobili, quadrerie, pareti e soffitti lavorati, secondo scritture curatoriali che privilegiano la strategia mimetica, il nascondimento, la rivelazione improvvisa; un secondo lavoro di ogni artista sarà presentato, invece, in una zona del Piano Mostre, dove il pubblico troverà un timeline orizzontale, sorta di lungo serpente che attraverserà tre zone del Piano (Sala Sten & Lex, Sala Archi, Galleria) come un esercito pittorico in rigoroso ordine alfabetico.

Gianluca Marziani: "Nel doppio ruolo di direttore artistico e curatore del progetto, mi assumo la piena paternità delle scelte, una sorta di responsabilità autografa per certificare le presenze e le necessarie assenze. La selezione risponde ai criteri che definiscono il mio metodo, così come accade davanti a qualsiasi sintesi collettiva per mostre tematiche. Piaccia o meno, questo gruppo rappresenta la sintesi spendibile di un'altissima energia figurativa. La pittura italiana che spargerei nel cosmo è qui: in un sogno vorrei alzare gli occhi e scoprire che ogni stella nel firmamento pulsa in forma di quadro, anche perché l'unico linguaggio artistico con la preziosità di un minerale rimane l'intramontabile pittura dal cuore irrequieto, sconfinata per natura, senza compromessi per istinto e ragione".

La mostra diventa esperienza, evento sensoriale, avventura oltre la forma

L'allestimento nel Piano Nobile sarà una passeggiata rivelatrice, come una caccia al tesoro nascosto, tra cassetti, quadrerie, cornici, pavimenti vasi, scrittoi, vetrine, ante… ogni quadro avrà una sua zona speciale, un antro scenico per attivarne l'anima spaziale e lo spirito narrativo. Il Piano Mostre sarà, al contrario, il riordino alfabetico di una disseminazione avventurosa del quadro, quasi a ripristinare il senso logico dopo le frantumazioni del senso originario."

Artisti partecipanti: 108, Stefano Abbiati, Silvia Argillosa, Mirko Baricchi, Alessandro Bazan, Valerio Berruti, Danilo Bucchi, Emilio Cafiero, Fabrizio Campanella, Pier Paolo Campanini, Guglielmo Castelli, Andrea Chiesi, Mario Consiglio, Enrico Corte, Pier Paolo Curti, Arnold Mario Dall'O, Gabriele De Santis, Alberto Di Fabio, Fulvio Di Piazza, Mauro Di Silvestre, Stefano Di Stasio, Pablo Echaurren, Stefania Fabrizi, Matteo Fato, Daniele Galliano, Paola Gandolfo, Massimo Giacon, Fausto Gilberti, Silvia Idili, Francesco Impellizzeri, Francesco Irene, Jeffrey Isaac, Laboratorio Saccardi, Francesco Lauretta, Emilio Leofreddi, Massimo Livadiotti, Lucamaleonte, Giorgio Lupattelli, Claudio Malacarne, Franco Marrocco, Mauro Maugliani, Maddalena Mauri, Veronica Montanino, Marco Neri, Andrea Nurcis, Giacinto Occhionero, Ozmo, Vincenzo Pennacchi, Valeria Petrone, Cristiano Pintaldi, Matteo Piovaccari, Luca Pioverai, Gianni Politi, Nicola Pucci, Giuseppe Restano, Roxy in the box, Giuliano Sale, Maurizio Savini, Alessandro Scarabello, Bernardo Siciliano, Croce Taravella, Velasco, Nicola Verlato, Mario Vespasiani e Esteban Villalta Marzi.


Breve biografia:

Mario Vespasiani nasce nel 1978 vive e lavora nelle Marche e nei luoghi che meglio si prestano a sviluppare i suoi progetti. E' uno dei talenti dell'arte italiana, con una ricerca che lo sta portando ad innovare il concetto di pittura nelle varie modalità epressive come nello studio delle luminosità del colore. Le sue opere adottano un linguaggio simbolico e la sua pittura parla di un più vasto itinerario dell'anima, incentrandosi sul profondo mistero della creazione e sulla trasmissione dei moti dello spirito. Nel 2008 a dieci anni dalla prima personale realizza la mostra che avvia il progetto denominato "La quarta dimensione" attraverso il quale propone un dialogo con alcuni grandi maestri dell'arte italiana a lui particolarmente vicini in un determinato momento della ricerca. Il primo evento avvenne nel 2008 con Mario Schifano (in occasione del decennale della scomparsa) mettendo in risalto il colore e il gesto pittorico che contraddistingue il procedere istintivo dei due autori, per l'approccio grintoso, per la carica vitale e mai prevedibile della pittura. Nel 2010 presso la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Ascoli Piceno le sue opere si affiancarono all'astrattismo lirico di Osvaldo Licini (in concomitanza con la grande mostra di Torino che celebrava in maniera completa l'opera liciniana), in questo momento le tele di Vespasiani sempre meno figurative forniscono una panoramica del tratto pittorico che raggiunge soluzioni stilistiche più evanescenti ed essenziali.
Sulla linea colorista, che scende lungo l'Adriatico, nel 2012 presenta il dialogo in tre sedi con i capolavori di Lorenzo Lotto, il quale oltre ad essere uno dei più grandi interpreti è anche colui che ha saputo rivoluzionare i codici del ritratto e la mostra focalizza l'attenzione sull'interpretazione psicologica e formale del volto, dalle espressioni comuni alle tensioni umane più profonde. Con la mostra Gemine Muse espone giovanissimo ai Musei Capitolini di Roma, a 27 anni ha vinto il primo Premio Pagine Bianche d'Autore, nel 2011 viene invitato al Padiglione Italia della 45° Biennale di Venezia, figura nel libro Fragili eroi di Roberto Gramiccia dedicato ai più interessanti artisti italiani del futurismo ad oggi e sul Dizionario dell'Arte Italiana edito da Giancarlo Politi.
Tra i primissimi artisti italiani ad espandere l'impronta pittorica dai nuovi materiali alle tecnologie, vieni inviato nel 2012 dall'Accademia di Belle Belle Arti di Macerata a tenere una conferenza dal titolo: L'essenza e il dono. Arte, relazione e condivisione, dalla tela all'iPad e nello stesso anno con le opere realizzate mediante l'iPad ed applicate su alluminio, viene inviato al Premio Termoli.
Dal 1998 sono trenta le mostre personali documentate con volumi prodotti in serie limitata, arricchiti da testi critici, interviste e da testimonianze trasversali. Contemporaneamente alla pittura, ha frequentato un workshop di fotografia con Ferdinando Scianna e di cinema con Lech Majewski. Nell'ultimo anno si è dedicato al progetto Mara as Muse sottolineando, in piena controtendenza, il ruolo di una Musa quale figura ispiratrice dell'atto creativo e delle sue molteplici forme espressive. Nel 2015 esce Planet Aurum il suo primo libro interamente dedicato agli scritti. Del suo lavoro se ne sono occupati oltre agli storici e ai critici d'arte, anche filosofi, scrittori, antropologi e teologi.


domenica 29 marzo 2015

Invito performance lunedì 19.30 presso mostra di Angelo Lupi Tarantino

Nell'ambito della mostra di Angelo Lupi Tarantino curata da Paolo Marzano, dal titolo: "... della notte prima che fosse e dell'ultima notte, è l'urto della luce che la dissolve", LUNEDI' 30 marzo, alle 19.30, ci sarà un evento dal titolo: 

"Pagine di COLORE E PAROLE ... accanto all'ARTE". 
Con la presenza del pittore Angelo Lupi Tarantino e quella degli amici che vorranno proporre delle letture di brani, poesie e versi declamati. 

Si tenterà così di creare un approccio all'ARTE, di certo alternativo, stabilendo nuove condizioni interpretative del luogo e della sua relazionalità con la densa attività partecipativa realizzata. 

A cura di Paolo Marzano

Vi aspettiamo; d'altronde, è la città che si incontra. A Nardò, ora si può!

Naturalmente presso lo "Spazio Ex_Post", via Generale Cantore, 3 Nardò (Le),
https://www.facebook.com/events/1397692557214231/

Continua la Mostra di Ugo La Pietra a Saronno


Continua con successo la mostra di Ugo La Pietra
"Il verde risolve" Dal giardino delle delizie al nostro verde quotidiano 1980/2015
La mostra resterà aperta  fino al 24  aprile 2015
In occasione della Pasqua la mostra resterà chiusa da venerdì 3  a lunedì 6 aprile 2015
Il Chiostro arte contemporanea, Saronno – Viale Santuario 11  
Orario:  da martedì a venerdì 10/12.30 – 16/18.30;  sabato e domenica 10/12.00 e pomeriggio su appuntamento.

Info:   www.ilchiostroarte.it;  telefono +39 02 96 22 717     
Dopo la grande personale alla Triennale di Milano, Ugo La Pietra presenta il nuovo progetto alla galleria il Chiostro arte contemporanea di Saronno con una mostra e un libro dal titolo "Il verde risolve" Dal giardino delle delizie al nostro verde quotidiano
Le opere in mostra sono tele, disegni, fotomontaggi e ceramiche realizzate tra il 1980 e il 2015. Il volume di Corraini Edizioni è il terzo di una collana dedicata a Ugo La Pietra e include una prefazione di Marco Meneguzzo e il prologo di Riccardo Zelatore.
La Pietra ha concentrato, fin dai primi anni Ottanta, molto del suo lavoro di ricerca nel tentativo di coniugare la concettualità degli anni Sessanta / Settanta con la crescita di un sempre maggiore sviluppo della spettacolarità:
Il giardino del Settecento: luogo per una piacevole sosta (spettacolarità) e per la contemplazione (concettualità).
Il giardino del Settecento è stato il modello a cui La Pietra ha fatto riferimento nel suo percorso di ricerca, a volte in modo diretto, ma più spesso come riferimento ideale, per la contemporanea presenza, nelle sue opere, delle due categorie che lo caratterizzano: spettacolare e concettuale.
La ricerca di quegli anni, "Il giardino delle delizie", si confronta con la recente lettura da parte dell'autore del verde urbano presente oggi nelle nostre città: "il nostro verde quotidiano".
L'architettura urbana si ostina a costruire usando il verde come elemento capace di assolvere o "risolvere" diverse funzioni, spesso dimenticando che il verde, al contrario del costruito, ha una vita propria e un proprio sviluppo nel tempo e che ha sempre avuto "la meglio" sull'architettura!

Il verde oggi è troppo spesso ridotto a strumento per aggiustare, correggere, completare, nascondere, migliorare gli errori, le manchevolezze, le incompetenze e la faciloneria di certi creativi (architetti, urbanisti, allestitori…) nell'affrontare i vari problemi ambientali che di volta in volta si trovano a dover "risolvere".


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sabato 28 marzo 2015

INAUGURAZIONE "SANTI ALCHEMICI" mostra di Luigi Di Gangi mercoledì 1 aprile h.19



βιοτος Cultura

è lieta di invitarVi
mercoledì 1 aprile dalle ore 19.00
presso gli spazi del
Centro Culturale Biotos
(via XII gennaio, 2 - Palermo)

al vernissage della mostra



SANTI ALCHEMICI
personale di Luigi Di Gangi
a cura di Marco Pomara



Un progetto espositivo lungo 80 opere, tra quadri e pale, libri e scatole, che propone un suggestivo e sublime percorso iconografico dalle immagini vorticose e quasi ossessive per colori e forza, di ricerca e rievocazioni tra arte e fede nella Sicilia dei suoi Santi.

Vi aspettiamo mercoledì 1 aprile dalle ore 19.00 al Centro Culturale Biotosper brindare con i vini gentilmente offerti per l'occasione da
Villa Scaminaci
cooperativa vitivinicola di Salaparuta e nostro sponsor di cultura.


dal 1° al 18 aprile 2015
Centro Culturale Biotos
(via XII gennaio, 2 - Palermo)



Durante il vernissage sarà possibile degustare i vini offerti dalla cantina Villa Scaminaci.


Un ringraziamento particolare a Simona Stranci
 per il progetto grafico.

La mostra sarà visitabile sino al 18 aprile, da martedì a sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00

(fuori orario
 su appuntamento).


INGRESSO LIBERO


Il progetto...
Santi Alchemici
personale di Luigi Di Gangi
a cura di Marco Pomara
dal 1 al 18 aprile 2015
Inaugurazione: 1 aprile dalle ore 19,00
Finissage: 18 aprile dalle ore 20,00

Dal 1° al 18 aprile, il Centro Culturale Biotos ospita la personale di Luigi Di Gangi dal titolo
"Santi Alchemici", una mostra a cura di Marco Pomara.


L'opera di Luigi Di Gangi è un travagliato collage di una realtà imperitura, che nasce nei ricordi di bambino e si cristallizza nella memoria di un uomo che compone linguaggi e recita universi immaginari da mettere in scena non su palcoscenici nè su tele da dipingere, bensì su materia che si tocca e si vive...

Si tratta di un racconto intenso e colorato, intervallato da segni da cogliere e che alterna alle variopinte figure, testi e tinte grigie, versi e simboli, disegni e forme. Tutti elementi densi di significati, che vengono fuori quasi a proporsi spontaneamente a chi vi si accosta, concedendosi e donandosi al punto da suscitare un "tocco" sui corpi intrecciati delle opere, nel tentativo di percorrere le linee sovrapposte proprie dello schema narrativo pensato e creato dall'artista con colla e ritagli, carta e petali, pigmenti e fango, foto e smalti.


Racconti epici santificano le immagini, e l'immagine dei Santi diventa sacra ma nel contempo profanatrice di icone classiche. O meglio, il classicismo dell'iconografia sacra viene stravolto due volte da Di Gangi: la prima durante la scomposizione, la seconda al culmine della ri-composizione minuziosa e immaginifica! L'immagine è pertanto solo immaginata dall'artista e un istante dopo da egli stesso tradotta in narrazione.


Vecchie tavole di legno o scatole in disuso risorgono e si animano in un ritmo fluente e travolgente sul passamano etereo della geometria nascosta tra le tracce fiere di quei pezzi di storie che un tempo erano destinati a un irriverente oblio.


Le orme del passato si trasformano in emanazioni pulsanti di un flusso di pensiero irrefrenabile, ricorrente nell'opera del Di Gangi, dove ogni atomo si fa testimone eccellente di ciò che è stato, in uno sfondo, a volte sfocato a volte spettacolarmente definito, iconoclastico e mistico.
Esasperazioni di figure affiancate tra loro, fotografie in rilievo che fuoriescono dall'opera, materia che si mischia secondo modalità armoniche e linearità filologica non tradiscono quell'alchimia intravista dallo stesso Di Gangi nel suo percorso esistenziale ed umano che lo ha condotto al cospetto di quei suoi Santi Alchemici oggi in mostra a Palermo, ma prima ancora incrociati in sentieri tormentati della mente e poi incontrati tra le bancarelle delle vie della città o salvati dai cassonetti reduci dei mercati rionali.

Su tutto però regna l'inimmaginabile tessuto alchemico di un passato mai più dimenticato e di contro restituito a noi attraverso la doviziosa e trascendente arte di Luigi Di Gangi.
80 opere diversissime tra loro ma pur sempre con una stessa anima, che conferisce nuova luce alle sale del Biotos, innalzando una tecnica non nuova, ma dall'inedita veste del collage alchemico di Luigi Di Gangi.
Marco Pomara

L'oracolo Palermitano non si può raccontare, lo si può solo "visitare".
La sua MATRICE sta nell'Alchimia, un regno segreto, un percorso sacrificale alla ricerca del "Sè".
La sua MATERIA è fatta di oggetti, di corpi, di scritture e di suoni, di linee, di colori;
una materia PRIMIGENIA che si radica nel profondo.

Un CORPO complesso e intricato che si sviluppa sull'incastro misterioso e affascinante di un percorso tra "razionale-irrazionale", in cui la speranza e l'angoscia, l'incubo e la follia, il piacere e la gioia si mescolano per far emergere l'OPERA... la RISPOSTA... l'ORACOLO.

L'ORACOLO PALERMITANO è l'insieme di MIGLIAIA di FRAMMENTI di carta stampata riesumati da libri, riviste, manifesti, volantini, "santini", depliant, quotidiani, quaderni, diari, vecchie foto e antiche cartoline, lettere e intimi carteggi, mappe ingiallite e soprattutto santi e madonne.
Tutto materiale di risulta, raccolto a Palermo svuotando cantine e soffitte di amici, depredando i maceri della carta o i mercatini rionali dell'usato, cercando tra la monnezza abbondata tra le macerie di una città che si sbriciola e crolla.  

La carta stampata è memoria, cosa viva che cambia colore e invecchia, mantiene i segni del tempo diventando l'hard disk dell'umanità, il mezzo dell'inganno e della propaganda, della parola e della verità, della fede e delle scienze, ma più in generale di tutto lo scibile umano.

L'ORACOLO "si S-COMPONE IN UN NUMERO DI TOT, di cui bisogna solamente deciderne il numero: TOT LIBRI UNICI, TOT POETOGRAFIE, TOT CROMOSFERE, TOT ICONOALCHIMIE".
Luigi Di Gangi



βιοτος Cultura & Eventi
+39 (0)91323805
via XII gennaio, 2 - Palermo
Facebook: Centro Culturale Biotos

A Milano, teatro di eventi, la mostra di Pier Luca Bencini e il Fuori Salone




A Milano, teatro di eventi, la mostra di Pier Luca Bencini e il Fuori Salone

Vernissage Mercoledì 8 aprile dalle ore 18 alle 20

Curatrice della mostra Sabrina Falzone, critico e storico dell'arte
Presso la Galleria Spazio Museale Sabrina Falzone di Milano - Via G. Pallavicino,29

 
Programmazione nelle sale:

Salone Bernini: "PIER LUCA BENCINI. A CHE LE PAROLE" Personale di pittura con opere di Pier Luca Bencini

Sala Europa: opere in permanenza di Carla Freddi, Joker e Bruno Carati
 
Sale Guttuso e  Mirò: "FUORI SALONE" Mostra Internazionale di Arte Contemporanea con gli artisti Antonella Bucci, Bruno Carati, Marco Ferrari, Osvaldo Mariscotti, Moirym, Paolo Pasini, Francesco Salvia, Edyta Wachowicz

Dall'8 aprile nel salone Bernini della Galleria Sabrina Falzone di Milano si aprirà una grande mostra dedicata ai dipinti di Pier Luca Bencini, "A che le parole",  che consentirà ai visitatori di immergersi in un vero e proprio viaggio di scoperta tra grafiti e spiritualità.

La mostra indaga un'arte intellettuale, arricchita da concitati temi letterari e poetici (come i soggetti danteschi di Paolo e Francesca): il titolo stesso della personale "A che le parole" è anche il titolo di un dipinto di Bencini, ispirato all'omonima poesia.

Tra gli intenti dell'artista vi è la rivalutazione della grafite, la tecnica più antica che l'uomo conosca, alcune delle quali realizzate con le ostriche. 

Le sue grafiti, immerse nella solennità del regno del silenzio, raccontano la Genesi dell'uomo, la nascita, la maternità, la morte, l'eternità dell'anima e i momenti più significativi dell'esistenza umana.

Pier Luca Bencini, medico chirurgo e artista, allievo del pittore statunitense William Congdon, affascinato dai recenti esiti delle correnti americane e sedotto dal cromatismo della pittura toscana, individua un proprio modus operandi dotato di una profonda consapevolezza e di una spiccata cognizione introspettiva. 

Secondo la curatrice Sabrina Falzone l'artista affiderebbe all'impatto materico il torrente emozionale che lo agita e lo ispira; per questi motivi la riflessione troverebbe una sublime traduzione nel contenuto piuttosto che nella forma.

Contestualmente al vernissage della personale, si svolgeranno nelle altre sale percorsi espositivi sotto la supervisione dell'ingegner Giuseppe Di Salvo, che privilegiano il linguaggio artistico contemporaneo in concomitanza del Salone Internazionale del Mobile a Milano. 

Una sezione significativa espositiva è, infatti, dedicata al "Fuori Salone" che ospiterà eccellenti nomi dell'arte internazionale come Osvaldo Mariscotti esponente di un'audace astrazione geometrica, Edyta Wachowicz rappresentante di un preziosismo pittorico al confine tra realtà e sogno, Bruno Carati ideatore di una nuova tecnica esecutiva fondata sul mosaico di frammenti in cartone e Moirym straordinaria interprete di un lirismo luministico.

Nelle sale Guttuso, Mirò ed Europa saranno visionabili anche le opere d'arte eversive di Marco Ferrari, una novità assoluta, le dirompenti sculture di Paolo Pasini di elevata fattura, i particolari scatti fotografici di Antonella Bucci pregni di analogie e i disegni intellettuali di Francesco Salvia dal rilevante gusto umoristico.

Si potranno altresì ammirare gli originali lavori di Carla Freddi, Joker e Bruno Carati, gli autori in permanenza presso la Galleria Sabrina Falzone di Milano.


Dall' 8 aprile al 7 maggio 2015
Galleria Spazio Museale Sabrina Falzone

Via Giorgio Pallavicino 29
20145 Milano - Italy
Orari di apertura: mar-ven h.16-19; sab.h.10-12
Chiuso il 2 maggio, lunedì e festivi
Ingresso gratuito

www.galleriasabrinafalzone.com

Marc Chagall. Segni e colori dell’anima. Dal 29 marzo in Mostra al MARTE di Cava de' Tirreni

75 opere tratte da noti cicli illustrativi come 
La Bibbia" e "Le Favole" di La Fontaine 
raccontano l'esperienza grafica del Maestro russo


Cava de' Tirreni (Salerno), 28 marzo 2015. È dedicata all’opera grafica di uno dei grandi protagonisti dell’arte del XX secolo la Mostra Marc Chagall. Segni e colori dell’anima in programma al MARTE di Cava de' Tirreni (Salerno) dal 29 marzo al 28 giugno 2015. 
Un'esposizione volta a restituire tutta la poetica del fortunato incontro tra la forza del segno e del colore dell'artista bielorusso con le tecniche della stampa d'arte, tra il simbolismo e gli archetipi del suo vocabolario pittorico con i temi delle favole e del messaggio biblico. 
Affiancata da diverse iniziative collaterali e da un'accurata proposta di visite combinate in itinerari turistici tematici, la Mostra, che gode del patrocinio del Consolato Onorario della Repubblica di Bielorussia a Napoli, della Provincia di Salerno e del Comune di Cava de’ Tirreni, è stata resa possibile grazie al sostegno dei Main Sponsor EAST, Tecnocap, Centro Commerciale Naturale di Cava de’Tirreni e al contributo di Arti Grafiche Boccia e di altri sponsor privati, ed è promossa dal MARTE Mediateca Arte Eventi, centro culturale pulsante votato alla multidisciplinarietàmodello esemplare di recupero e riconversione  di un sito storico in chiave contemporanea.

LE OPERE IN MOSTRA
L'esposizione propone una selezionata scelta di incisioni e litografie realizzate tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, nel periodo in cui Chagall scopre le potenzialità espressive legate alla valenza del segno, quanto  all’uso del colore, sia della stampa in cavo che di quella in piano, dando vita a pagine di grande intensità dove ingenuità e candore, spiritualità e poesia, vita e morte si intrecciano in un sentimento di stupefacente leggerezza. 
È questo del resto l’aspetto che il percorso della mostra intende restituire. Un’esposizione che trova nel peculiare uso delle tecniche da parte del maestro russo il suo punto di forza. Chagall inventore di forme, ma anche alchimista del colore è quanto lasciano emergere i diversi cicli che compongono la selezione in mostra.  
Affidata alla cura, per la lettura delle opere e l’ordinamento del catalogo, di Ada Patrizia Fiorillo consta di settantacinque opere tratte da noti cicli illustrativi Le anime morteLe Favole di La FontaineLa BibbiaChagall 1957Dessins pour la Bible, cui si affiancano alcune litografie a colori quali Hommage à Marc Chagall del 1969, Chagall monumentale del 1973, Sole e cavallo rosso del 1979 e l’acquaforte La nuit des amoreux a Saint Paul del 1968.
Chagall cominciò ad interessarsi delle tecniche di stampa in cavo, a partire dai primi anni Venti sollecitato dall’editore Paul Cassirer ad illustrare con alcune incisioni il testo autobiografico La mia vita. Il progetto editoriale vedrà la pubblicazione solo alcuni anni dopo. 
Nel mentre sarà Ambroise Vollard  gallerista, mercante d’arte ed insieme editore, convinto sostenitore della stampa d’arte  a spronarlo verso la tecnica dell’acquaforte. 
Nascono tra il 1924 ed il ’25 le illustrazioni per Le anime morte di Gogol’, cui, sempre su commissione di Vollard, faranno seguito, tra il 1928 ed il ’30, le cento acqueforti per Le Favole di La Fontaine e, dal 1931 al ’39, le centocinque illustrazioni per la Bibbia pubblicate, come per Le Favole, solo nella prima metà degli anni Cinquanta dall’editore Tériade. 
È questo il decennio che segna l’avvicinarsi di Chagall alla pratica della litografia grazie all’incontro, nel 1950, con Fernand Mourlot nella cui stamperia parigina realizzerà gran parte degli esemplari eseguiti con tale tecnica della quale diventerà un raffinato cultore. 
È il caso delle tavole del ciclo della Bibbia nei cui “fogli – scrive Ada Patrizia Fiorillo – l’uso dell’acquaforte, corretta anche dall’azione diretta della puntasecca, lo vede attento a calibrare i tratti, dosare i toni per restituire effetti di morbido nero o trame tissulari di linee e punti in cui gravitano i corpi e le cose”, fino a  trasferire nell’esercizio della litografia la forza del colore come avviene per il volume Chagall 1957 con tredici litografie (tra cui La maternità e il centauro 'scelta' come immagine della mostra) e il ciclo Dessins pour la Bible destinato all’edizione speciale, per i numeri “37” e “38”, della parigina rivista “Verve”, apparsa nel 1960. 
Una pratica – annota ancora la Fiorillo – per la quale l’artista recupera “l’esperienza pittorica giocata sulla vitalità dell’inchiostro a tradurre la grana della pietra litografica, le porosità ‘scavate’ dal bagno d’acido sulla superficie. […] Nelle prime è una sinfonia di colori, opposta al monocromatismo  adottato  con  forte  valore  simbolico nei dipinti degli stessi anni, a fare emergere temi da sempre a lui cari, l’amore, la famiglia, la religione, il mistero stesso della vita, espressi attraverso la forza di simboli. 
Diversamente accade per Dessins pour la Bible, nelle quali l’artista torna a confrontarsi con i soggetti del suo messaggio biblico, con la dimensione di una spiritualità che lo avrebbe accompagnato fino agli ultimi giorni della sua vita”. 
Un percorso di opere di notevole seduzione dalle quali emerge la forza di un immaginario senza limiti. A far da breccia nel percorso della mostra il tracciato 'Omaggio a Chagall' con opere ceramiche di Maria Giovanna Benincasa, Enzo Bianco, Enzo Caruso, Antonio D'Acunto, Nello Ferrigno, Lucio Liguori, Adriana Sgobba. 

INFO UTILI
Dopo il vernissage fissato per sabato 28 marzo, la Mostra sarà visitabile a partire da domenica 29 marzo tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle ore  10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 21. 
Il costo del biglietto è di € 6,00, ridotto € 4,00. Diversi i pacchetti agevolati previsti.  
Visite guidate su prenotazione. Tra le iniziative collaterali in programma, visite teatralizzata per grandi e piccini con la lettura delle fiabe di La Fontaine e performance di teatro e musica, idealmente legate alla vita dell'artista.  

Informazioni e prenotazioni: 089 9485395 - 333 6597109. 
Il MARTE è in corso Umberto I, 137  84013 Cava de' Tirreni (SA).

Arti Grafiche Boccia sponsor della mostra di Chagall al Marte di Cava dei Tirreni

Si conferma l'impegno dell'azienda a sostegno dell'arte 

 

L'opera grafica e le litografie di Marc Chagall, uno dei grandi protagonisti dell'arte del XX secolo, e la potenzialità e la precisione delle macchine da stampa di Arti Grafiche Boccia: nasce da questo punto d'incontro la sponsorizzazione dell'azienda salernitana alla grande Mostra "Marc Chagall. Segni e colori dell'anima" che sarà inaugurata  al MARTE di Cava dei Tirreni domani 28 marzo alle 18.  

 

Continua così l'impegno dell'azienda a sostegno della cultura e dell'arte così come già avviene con il Teatro San Carlo di Napoli, il Festival del Cinema di Roma e il Festival Salerno Letteratura.


L'azienda ha anche promosso il meglio dell'innovazione espressiva affidandosi a INWARD, l'Osservatorio Internazionale sulla Creatività Urbana, per coinvolgere i migliori Street artisti italiani in "Alephactory": un progetto, unico nel suo genere in Europa, nel quale sono state dipinte nove B in una gigantesca opera di più di 450 metri quadri sulla facciata esterna di uno dei nuovi capannoni dello stabilimento.


Un vero e proprio omaggio alla lettera B e alla storia della stampa che ha visto anche l'esecuzione di nove tele realizzate dagli artisti in linea con le realizzazioni sulla facciata, la loro stampa su litografie a tiratura limitata ed una mostra conclusiva al Palazzo Reale di Napoli. 

 

 "Con la Mostra su Chagall – sottolinea l'amministratore delegato di Arti Grafiche Boccia Vincenzo Boccia, – teniamo fede ad un impegno: quello di affiancare i valori del bello, della qualità, dell'eccellenza, in una concezione del nostro ruolo che travalichi un ambito esclusivamente operativo per estendersi a criteri di Responsabilità sociale d'impresa. Per noi di Arti Grafiche Boccia, per noi che nella nostra storia abbiamo fatto dell'impresa comunità il modello di riferimento, per noi che abbiamo puntato ai risultati senza mai farli diventare l'obiettivo finale ma piuttosto il mezzo indispensabile per una crescita a vantaggio dell'impresa e del territorio, questo approccio riesce facile. E cercheremo di seguirlo anche in futuro".

 

L'esposizione propone una selezionata scelta di incisioni e litografie realizzate tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, nel periodo in cui Chagall a Parigi scopre le potenzialità legate alla stampa d'arte.




Arti Grafiche Boccia Spa è una delle industrie leader nel settore a livello continentale. Si caratterizza per la presenza di alcuni dei più innovativi impianti, in alcuni casi prime installazioni in assoluto in Europa.

Arti Grafiche Boccia stampa quotidiani, riviste specializzate, cataloghi, prodotti per la grande distribuzione organizzata, etichette per i comparti dell'agroalimentare, del beverage e del pet food.
L'azienda, fondata negli anni sessanta, è stata sempre all'avanguardia per intuizioni e scelte imprenditoriali.

Attualmente occupa circa 150 addetti.

Oltre alla sede produttiva nell'area industriale di Salerno, Arti Grafiche Boccia è presente nel mercato europeo a Londra, Parigi, Copenaghen, Roma e Milano.

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