Tiziana Curti
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martedì 17 aprile 2012
la pittura di ADUA BIAGIOLI in mostra a Firenze
Tiziana Curti
lunedì 16 aprile 2012
"QUADROPHENIA: a MODern world" - la musica e lo stile dagli Who ai Jam

Giovedì 19 aprile 2012 alle ore 18.00 sarà inaugurata presso la ONO arte contemporanea di Bologna la mostra “Quadrophenia: a MODern world”.
La mostra, sottolinea anche questa volta la curiosità e l’interesse della ONO per la ricerca incrociata di musica, costume e stili del secondo Novecento. “Quadrophenia: a MODern world” raccoglie ottanta fotografie d’autore che raccontano la storia e lo stile di quella generazione inglese – poi italiana - cresciuta negli anni settanta che, forse per la prima volta, sceglie come segno distintivo brand specifici e uno stile musicale che partendo dai primi dischi degli Who arriva fino allo Ska, passando per il Northen Soul e il Jazz.
Il titolo della mostra si riferisce al celebre album degli Who, uscito nel 1973, al film omonimo diretto da Franc Roddam e alla scena MOD che nasce negli anni 50 e torna alla ribalta nel 1979, anno di uscita del film. Roger Daltrey, degli Who, sottolinea come Quadrophenia non abbia avuto nulla a che fare con il ritorno, a quasi 15 anni di distanza, dei Mods.
Ma certo che, anche grazie al film, i Mods, mai scomparsi, tornano alla ribalta negli stessi anni in cui la scena Punk era al suo apice.
Mod non è una vera e propria moda ma un’attitudine e sfugge ad ogni etichetta e periodizzazione, cominciando dal significato della parola stessa, Mod, che sta per “Modernist”, termine ancora più indefinibile.
Quello che è certo è che Mod è uno stile unico ed elitario fatto di codici ricercati che dal cuore dell’Inghilterra proletaria raggiunse anche l’Italia.
La mostra dunque si articola in due sezioni. La prima presenta gli scatti inediti di Adrian Boot fotografo di scena di Quadrophenia che, oltre ai vari attori del film, tra cui un giovane Sting, immortala gli stessi Who, produttori del film sul set di Brighton.
La seconda presenta i Mods in contrapposizione ai rivali di sempre i Rockers: abiti in pelle e passione per il rock‘n’roll primordiale. Gli scontri tra Mods e Rockers avvenivano spesso nella città di Brighton nel week end; a documentare queste scene in mostra gli scatti di Laura Lee, giornalista dell’epoca.
Una sezione specifica della mostra sarà poi dedicata a quelli che i Mod consideravano i loro gruppi musicali di riferimento: gli Who, ma anche i Kinks, gli Small Faces e successivamente anche i Jam, nelle foto di Ian Dickson e David Redfern.
Per illustrare una parte della scena Mod italiana ci si è avvalsi della collaborazione di Tony Face, musicista, scrittore e figura di spicco della scena italiana, che ha fornito materiale fotografico, fanzine e altri documenti che raccontano una storia ancora attuale.
Altro contributo importante alla mostra è stato fornito dalla giornalista e critica musicale Eleonora Bagarotti, una delle massime esperte italiane degli Who.
Info Utili:
TITOLO MOSTRA: “Quadrophenia: a MODern world”
PERIODO APERTURA: dal 19 aprile al 24 maggio 2012
SEDE ESPOSITIVA: ONO ARTE CONTEMPORANEA
via Santa Margherita, 10 – 40123 Bologna
tel/fax +39 051.262465 www.onoarte.com
skype: ono.arte.contemporanea
vittoria@onoarte.com
maurizio@onoarte.com
elena@onoarte.com
INAUGURAZIONE MOSTRA: Giovedì 19 aprile 2012 ore 18
SI RINGRAZIANO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE:
Tony Face
Eleonora Bagarotti
Piero Grazioli
Paolo Zamma - Art Vinyl Italia
AGENZIA DI COMUNICAZIONE:
Culturalia di Norma Waltmann
Agenzia di comunicazione
Bologna - Vicolo Bolognetti 11
tel : +39-051-6569105
fax: +39-051-2914955
mob: +39-392-2527126
email: info@culturaliart.com
web: www.culturaliart.com
sabato 14 aprile 2012
venerdì 13 aprile 2012
Stefano Curto partecipa a "Germinazioni e Sinestesie". Casa dei Carraresi, Treviso
Nuovo appuntamento espositivo per l’artista della luce, Stefano Curto che, dopo un anno davvero intenso - Padiglione veneto della 54ma Biennale, Boswall House e Saatchi Gallery di Londra, per citare alcune delle mostre a cui ha partecipato - fa ritorno sulla scena italiana, proprio nella sua città, Treviso, nella prestigiosa sede di Casa dei Carraresi, in occasione della mostra Germinazioni e Sinestesie che aprirà i battenti il prossimo 15 aprile. Curata dalla critica veneta Marica Rossi, la mostra pone l’accento sulle contaminazioni fra le percezioni sensoriali in arte proponendo una selezione di lavori di sei artisti tra cui spiccano i quadri di luce di Stefano Curto che si inseriscono perfettamente nell’humus della mostra perché il suo universo immaginifico cattura l’osservatore e lo coinvolge in una condivisione creativa per mezzo di un linguaggio affascinante.L’artista del cosmo e della tradizione alchemica torna in questa occasione a indagare la dimensione sensoriale con diversi lavori che nascono da una tavolozza rara e preziosa che costituisce il tratto distintivo dell’artista. Curto "dipinge" utilizzando cristalli, pietre e minerali dalle tinte naturali, declinati in una vastissima varietà di forme, dove ogni singola gemma viene scelta come fosse una pennellata sulla tela e disposta nella cornice da lui designata per raccontare storie lontane.
Viaggiatore curioso, spinto dal desiderio di conoscenza, nella mostra Curto ci accompagna nel suo mondo emozionale, multiforme e sfaccettato, con la Sindone Nera. Un'opera di grande suggestione, nata dopo un lungo soggiorno in India nel corso del quale l'artista ha saputo immergersi nell'intensità della dimensione religiosa che pervade la vita quotidiana della popolazione. Composta su un grande pannello di plexiglass con circa 18 mila cristalli, l'immagine del Cristo è realizzata con innumerevoli gemme bianche rettangolari disposte in verticale, "in caduta", per creare un volto che appare da una tetra pioggia nera.
Oltre a questo lavoro intriso di forte misticismo, nella mostra spiccano altre opere di Curto fra cui The Marvellous Flight of Coexistence, un "tappeto volante" che, attraverso una sorprendente tavolozza di colori composta da migliaia di pietre
dalle forme più svariate, allude all'indissolubile legame e alla coesistenza fra i popoli rivelando la dimensione filosofica ed esoterica dell'artista.Quelli usati da Curto sono materiali di grande fascino che, uniti alla perfezione esecutiva e un grande senso estetico, determinano l’esplosione creativa e consentono di entrare in un mondo parallelo di infinita immaginazione e di grande valenza simbolica. “I segni e i segnali del suo linguaggio inconfondibile - afferma il critico Stefano Cecchetto - restano, nell’opera di Stefano Curto, la dichiarazione di un’identità svelata, ogni sua opera è l’incessante biografia di un autoritratto; perché svolgere un tema per l’artista significa coinvolgere/portare dentro al proprio mondo anche gli altri e renderli partecipi di un emozione che travalica il personale per diventare universale”
Nato a Segusino in provincia di Treviso nel 1966, Stefano Curto, insieme alla passione per la musica, che compone fin dall’età di quindici anni, e per i lunghi viaggi intorno al mondo, sviluppa la passione per le gemme. Apre giovanissimo un laboratorio in cui svolge con successo il lavoro di incastonatore di cristalli su diversi materiali disegnando ed eseguendo complessi disegni per le più importanti griffe della moda. La parte alchemica del suo lavoro, quel mettere insieme gli elementi materici nella composizione di un’opera singolare e irripetibile, lo spinge a consolidare nuove esperienze visive che poi utilizza per la realizzazione dei suoi manufatti. Intraprende numerosi viaggi soprattutto nei Paesi asiatici per la scoperta di nuovi linguaggi e differenti culture, che aprono i suoi orizzonti e lo mettono in relazione con l’universo infinito e misterioso delle filosofie orientali. Stefano Curto vive e lavora nella sua casa studio di Valdobbiadene.
a cura di Marica Rossi
Casa dei Carraresi, Treviso
15 aprile | 10 maggio 2012
dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00 - chiuso il lunedì
Carlotta del Belgio a Miramare. Gli anni della felicità
giovedì 12 aprile 2012
GABRIELE VIA legge EUGENIO MONTALE

Venerdì 20 aprile 2012 alle ore 21.30 il poeta Gabriele Via legge e recita Eugenio Montale al Teatro San Salvatore, Via Volto Santo 1 a Bologna.
La rassegna giunta al suo terzo appuntamento è dedicata ai grandi poeti italiani del Novecento.
Questo terzo appuntamento della rassegna è dedicato a Eugenio Montale, poeta che più di ogni altro ha rappresentato la coscienza critica di una difficile epoca di transito nel cuore del secolo scorso.
Tramite i versi scelti e proposti, Gabriele Via presenterà il suo Montale, raccontando come la lingua del poeta, per motivi generazionali e di percorso esistenziale, operi continuamente, in forma più o meno mimetica, entro il movimento del proprio pensiero. Sarà quindi un tributo, una confessione e un dono. Sarà col cuore, come sempre, dice Via.
Sarà un evento autentico all’interno di una piccola perla cinquecentesca, forse poco conosciuta, ma che respira arte e poesia e, come un tempo, incanta. Il Teatro San Salvatore risalente al 1520 e con appena cento posti a sedere, mantiene ancora gli affreschi del Bagnacavallo, il soffitto a cassettoni ed un pesante sipario rosso tipicamente bolognese.
I primi due appuntamenti della rassegna, il primo a novembre e il successivo nel mese di gennaio, sono stati dedicati a Pier Paolo Pasolini e Dino Campana.
Info Utili:
• Evento: Gabriele Via legge Eugenio Montale – terzo appuntamento della rassegna dedicata ai grandi poeti italiani del Novecento
• Autore: Gabriele Via
• Regia: Gabriele Via – Eugenio Maria Bortolini
• Cast: Gabriele Via
• In collaborazione con: Associazione Culturale “Icaro Like Us”
Via Olindo Guerrini 22 b, Bologna
e-mail: info@like-us.eu
• Data: Venerdì 20 aprile 2012 alle ore 21.30
• Sede: Teatro San Salvatore – Via Volto Santo, 1 a Bologna
e-mail: teatrosansalvatore@libero.it
sito: www.enigmadellatela.it
• Ingresso: 13 euro
• Info e prenotazioni: +39 334 3440177
• Agenzia di Comunicazione:
Culturalia - Bologna, Vicolo Bolognetti 11
Tel. 051 6569105 fax 051 29 14955,
info@culturaliart.com www.culturaliart.com
PERCORSI DI IDENTITA: Alessandro Calizza, Claudio Di Carlo, Giusy Lauriola, Nicola Mette
COMUNICATO STAMPA
PERCORSI DI IDENTITA': Alessandro Calizza, Claudio Di Carlo, Giusy Lauriola, Nicola Mette
Giovedì 19 aprile ore 20.30 – wine-bar Camponeschi
Presentazione di Takeawaygallery
Giovedì 19 aprile si rinnovano gli appuntamenti dell'Electronicartcafè_Aperitivo d'arte a cura di Achille Bonito Oliva ed Umberto Scrocca in collaborazione con Takeawaygallery, presso il wine-bar Camponeschi di Roma. Invitati ad esporre quattro artisti della galleria: Alessandro Calizza, Claudio Di Carlo, Giusy Lauriola e Nicola Mette; una ricognizione trasversale che mette a confronto due generazioni di artefici, vicini tanto nella figurazione neopop quanto nelle tematiche affrontate, che, pur sperimentando i linguaggi della performance, dell'avanguardia teatrale e musicale e del video, privilegiano la pittura come mezzo d'espressione.
Nella mostra viene presentata una riflessione sul concetto ed il significato di identità, spesso approfondita nei loro quadri. Partendo dall'analisi del contesto politico e sociale in cui siamo immersi, caratterizzato da una crescente fluidità, mobilità ed indeterminatezza, gli artisti indagano problematiche ed urgenze scaturite da confini identitari costantemente più labili e confusi, dalla continua mancanza di punti di riferimento comunitari e dalla progressiva omogeneizzazione culturale, rinnovando, fronteggiando o esorcizzando incertezze, inquietudini, ma anche tutte le opportunità originate da questa realtà sempre più sfuggente e mutevole.
Tematiche rese attraverso un linguaggio figurativo colorato ed accattivante, dove fascino, erotismo e bellezza superficiali divengono veicolo di messaggi pungenti e radicali, quasi un dolce-amaro che irrita e seduce. La tecnica pittorica precisa ed avvolgente, le atmosfere stranianti e sospese, i riferimenti iconografici che spaziano dai fumetti, al cinema, alla pubblicità, "saccheggiando" tutta la cultura di massa e popolare da cui siamo sempre stati avvolti, cercano di dar senso all'assurdità ed incoerenza che ci circondano.
Le tre opere di Alessandro Calizza, quasi un ideale trittico, prevedono una doppia analisi, interrogandosi sulla genesi di identità soggettiva ed oggettiva e sul funzionamento dei meccanismi di riconoscimento, mettendo in scena un confronto-incontro tanto con il proprio "gruppo di appartenenza" ("Who am I?") che con l'altro da sé ("Who is him?"). Il protagonista, un essere/avatar viola di nome SNUB, ed i paesaggi da girone dantesco o prelevati da dipinti rinascimentali, disseminati di oggetti emblematici, divengono paradossali ed ironiche chiavi di lettura della realtà quotidiana, attraverso un linguaggio ascrivibile ad un ambito pop surrealista.
Claudio Di Carlo presenta le sue icone della società massmediatica, con due tele dalla serie dei "Rebus". Donne bellissime immortalate con un taglio fotografico che predilige posizioni forzate ed innaturali e pone l'accento su minuti dettagli e particolari evocativi. Una potente carica erotica, i colori sensuali, un gioco costante tra esplicito ed allusivo celano una corrosiva critica a limitazioni e forzature cui veniamo costantemente sottoposti, trasformandoci in vittime di modelli standard di comportamento; gettano uno sguardo sui concetti di diversità ed esclusione; sfondano porte per poter sfuggire da uniformità ed omologazione.
Protagonisti delle tele di Giusy Lauriola donne e uomini di cui non si scorge il volto. La caratterizzazione avviene attraverso l'abito, quindi il corpo, mezzo primario di relazione con il mondo, specchio di personalità e strumento di identificazione. Se le resine che usa divengono un filtro attraverso il quale creare distanza e guardare dentro di noi, la riflessione che Lauriola ci induce a compiere riguarda la costante ricerca di appartenenza ad un'identità sociale, l'incessante necessità di essere approvati dall'altro: il bisogno di accettazione diviene impulso più potente, anche a scapito della propria individualità.
Nicola Mette propone quattro piccoli acrilici, realizzati con una particolare tecnica che l'artista stesso definisce "pittura liquida", fatti di sgocciolature, sovrapposizioni ed improvvisi vuoti, appartenenti ad un ciclo del 2011 intitolato appunto "ID.entity". Sfila nei suoi quadri un'umanità disumanizzata: volti delineati da un tratto fermo ma evanescente, lo sguardo assente, nessun accenno ad un'emozione o espressione. Bianchi come in un'immagine in negativo, fantasmi anziché "esseri" reali, i suoi uomini, donne o divinità, prigionieri di una società sempre più folle ed avvilente, hanno perso ogni connotazione identitaria, hanno perso se stessi, non più in grado di riconoscersi né di essere riconosciuti.
Info:
Collettiva di pittura
Artisti: Alessandro Calizza, Claudio Di Carlo, Giusy Lauriola, Nicola Mette
Inaugurazione: giovedì 19 aprile ore 20.30 fino a tarda serata
Dal 19 aprile al 2 maggio 2012
Orari: lunedì – sabato 17.00-23.30
Wine-bar Camponeschi
Piazza Farnese 50, Roma
+39 066874927 camponeschi@mclink.it
Altri contatti: takeawaygallery@gmail.com
Disclaimer
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