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mercoledì 16 marzo 2011

A Film Cycle

Recounting, translating, sharing, reflecting, developing, transforming, revealing, disclosing,
enchating.

A film cycle


Un progetto di Nomas Foundation, Roma

A cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni

Con il patrocinio del Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi

Media partner: Nero magazine, Radio Lifegate

Artisti: Duncan Campbell, Anja Kirschner and David Panos, Renzo Martens, Deimantas Narkevicius, Hito Steyerl.

Intermezzo di Rossella Biscotti

26- 27 marzo 2011

Cinema Farnese Persol | Campo de’ Fiori, 56, Roma | Ingresso libero

Recounting, translating, sharing, reflecting, developing, transforming, revealing, disclosing, enchating. A film cycle, analizza il modo in cui il documentario affronta il mezzo narrativo, la costruzione delle storie e la trasmissione della storia e della realtà, attraverso i lavori di cinque acclamati artisti internazionali.

A film cycle è un mini festival di proiezioni di film e talk con gli artisti Duncan Campbell, Anja Kirschner and David Panos, Renzo Martens, Deimantas Narkevicius, Hito Steyerl. Ogni sessione è divisa in tre parti: la proiezione di un film dell’artista, un momento di confronto tra l’artista e il pubblico presente in sala, la proiezione di un film di un filmaker che è riconosciuto dall’artista come un punto di riferimento per il proprio lavoro. Prima dell’inizio di ogni film, sarà proiettato La cinematografia e' l'arma piu' forte di Rossella Biscotti, un’opera che spinge a riflettere sull’ambiguità dell’investimento politico ed economico in campo culturale.

Attraverso i lavori degli artisti selezionati, A film cycle ci spinge a domandarci a cosa affidare la memoria, come raccontare la storia, come riscriviamo il nostro passato e presentiamo diverse letture delle nostre tracce, come proteggiamo e trasmettiamo la singolarità di ogni vita in rapporto ai grandi cambiamenti economici, sociali e politici di cui siamo oggi testimoni.

Programma proiezioni

Sabato 26 marzo

11,00 – 13,00 Deimantas Narkevicius

- Ausgeträumt, 2010 | 5,33 min

- The Role of Lifetime, 2003 |16.53 min

- Once in the XX century, 2004 | 7.56 min

- The Head, 2007 | 12.14 min

Incontro e talk con l’artista - Special feature: Peter Watkins, The Forgotten Faces (1960)

13,00 – 14,00 Lunch


14,00 – 16,00 Anja Kirschner & David Panos

- The Empty Plan, 2010 | 78 min

Incontro e talk con l’artista - Special feature: Alexander Kluge, Nachrichten von den Staufern (1977)

Ken Mc Mullen, 1867 (1990)

16,00 – 18,00 Hito Steyerl

- Journal No. 1: An artist's impression 2007 | 21 min

Incontro e talk con l’artista- Special feature: Jean-Marie Straub, Danièle Huillet - Klassenverhältnisse (1984)

Domenica 27 marzo

11,00 – 13,00 Renzo Martens

- Episode 3: Enjoy poverty, 2008 | 90 min

Incontro e talk con l’artista - Special feature: Jean Luc Godard, Interview From 1972 (1972)

J. L. Godard, France/tour/détour/deux/enfants, Mouvement 7: Violence/Grammaire (1978)

13,00 – 14,00 Lunch

14,00 – 16,00 Duncan Campbell

- Bernadette, 2008 |37 min

Incontro e talk con l’artista - Special feature: John T Davis, Dust in the Bible (1989)

martedì 15 marzo 2011

The tzunami ipad skins from Zazzle.com

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mercoledì 9 marzo 2011

Cristiano Mattia Ricci / Vlad Urbakhanov - Passaggi dello sciamano

Roma - dal 24 marzo al 6 aprile 2011
Cristiano Mattia Ricci / Vlad Urbakhanov - Passaggi dello sciamano

GALLERIA QUADRUPEDE
Via Di San Giovanni In Laterano 45 (00184)
info@quadrupede.it
www.quadrupede.it
Due artisti di diversa formazione e territorio d'origine (Italia e Siberia)
illustrano quella che è l'esperienza sciamanica: l'uno in maniera inconscia,
terribile, da dentro; l'altro, già trasportato fuori dal viaggio, raccontandone
gli aspetti e gli attori.
orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
(possono variare, verificare sempre via telefono, 06. 9684 9537)
vernissage: 24 marzo 2011. dalle 19.00
curatori: Cristiano Seregni
autori: Cristiano Mattia Ricci, Vlad Urbakhanov
genere: arte contemporanea, doppia personale

martedì 8 marzo 2011

The Lords of Lake Atitlán: un tributo fotografico ai Maya di Bill Muirhead alla SACI Gallery, Firenze


16 marzo – 1 aprile 2011
Inaugurazione: 16 marzo alle ore 19:30

Bill Muirhead, dal rurale Illinois giunse nel 2004 nella regione del lago Atitlán con grande interesse per i Maya che ci vivono, per la vita quotidiana, il lavoro, le attività agricole e le usanze di questa popolazione. Le sue foto riportano la vita degli abitanti di praticamente ogni paese della zona circostante il lago Atitlán.


Questa mostra presenta più di sei anni di ricerca culturale, le foto e il testo sviluppa otto temi importanti della cultura Maya intorno al lago, quali: Lago Atitlán; Abitanti; Lavaggio e tessitura; Madre e figlio; Raccolta del caffè; Raccolta della cipolla; Il giorno del mercato; e Cultura, colore e cerimonia.

Bill Muirhead nasce vicino a Chicago nel 1951, e vive in Guatemala dove ha esposto le sue fotografie. E’ laureato in storia dell'America latina. Le sue opere sono state pubblicate in articoli sul tema dell’allattamento al seno per la rivista "Breast-feeding Today" dell' organizzazione La Leche League Internazionle. E’ appena uscita il suo libro The Lords of Atitán: A Tribute to the Maya. Per ulteriori informazioni, http://www.lordsofatitlan.com/.

SACI Gallery
Palazzo dei Cartelloni
Via Sant'Antonino, 11
50123 Firenze
T (39) 055 289 948
gallery@saci-florence.edu

La Galleria SACI è aperta dal Lunedì al Venerdì ore 9-19, sabato e domenica ore 13-19.

lunedì 7 marzo 2011

MINO CERETTI, L'ESPERIENZA DELLA PITTURA opere 1968-2010 | GALLERIA OSTRAKON (MI)



Comunicato Stampa

23 marzo – 23 aprile 2011

MINO CERETTI, L'ESPERIENZA DELLA PITTURA

opere 1968-2010

Personale antologica a cura e con presentazione

di Piero Del Giudice

Inaugurazione mercoledì 23 marzo ore 18.30

Quaranta opere tra grandi tele e carte pastellate, a coprire un arco temporale di lavoro che va dal 1968 (Figure bersaglio) al 2010 (Figura probabile) – Mino Ceretti – 80 anni, un protagonista della scena artistica milanese – rendiconta una vita spesa nella ricerca pittorica, una attività inquieta che si propone in testi inediti, in opere di bilancio e di apertura. Lo fa negli spazi della galleria Ostrakon di Milano, in via Pastrengo 15, con un'ampia scelta di opere, che ne tracciano il percorso autonomo e originale. Allievo a Brera di Aldo Carpi, insieme a Guerreschi, Vaglieri e Romagnoni, con loro fonda e caratterizza il movimento critico del "realismo esistenziale" che scuote e innova la proposta di una pittura di realtà antiretorica nel Nord-Italia. Fu certo un coup de theatre la mostra del 1956 al Centro San Fedele di Milano in cui Giorgio Kaiserlian, il critico d'area cattolica, presenta la nuova ricerca, le nuove predicazioni di impegno, di un gruppo di pittori (Guerreschi, Ceretti, Romagnoni) che fa sulla tela "realtà oltre la cronaca". Dopo una breve e appassionata stagione unitaria del movimento - mostre in comune, dibattito comune, documenti comunemente redatti - Ceretti, insieme ad altri protagonisti del gruppo, aderisce al nuovo linguaggio internazionale, all'informale. E qui realizza d'impeto una serie di tele di materie sontuose scosse da una irruenza tra gestuale e sentimentale che afferma la "rifondazione" del suo rapporto con la realtà ormai definitivamente critico. Negli anni Cinquanta del "realismo esistenziale" si voleva rappresentare una realtà liberata dalla ideologia e dalla opzione politica, contro gli officianti del "neorealismo" e le altezze ireniche dell'astrattiusmo. La via informale porta alla rappresentazione di una "realtà fenomenica", via via ad una pluralità di soggetti, ad una moltitudine di presenze sulla tela che il pittore di continuo cerca di ordinare. E' il processo creativo che Emilio Tadini definisce "esplosivo-implosivo", la catastrofe di senso, l'universo delle merci e delle epifanie che il pittore di continuo contrasta e ordina sulla tela. Sino agli ultimi cicli di lavoro - Ritratto probabile, Figura probabile, Pietra - in cui la messa in discussione è totale, l'interrogazione sulla pittura e sul suo senso – qui, ora – è radicale, sino a ipotizzare come spazio della ricerca artistica, come ambito della rappresentazione pittorica la mera profezia. La ricerca di Mino Ceretti, esistenziale e fenomenica, sontuosa di esiti pittorici e di suggestioni di idee, si colloca nello spazio europeo del pensiero critico postmarxiano - da Jean Paul Sartre a Enzo Paci - a fianco di ricerche letterarie da Albert Camus a Luigi Meneghello, da Marguerite Duras alla Yourcenar a La Storia di Elsa Morante, insieme ad artisti come Romagnoni e Vaglieri, al gruppo francese della "Ruche", alle correnti europee della "figurazione critica".

GALLERIA OSTRAKON

Via Pastrengo 15, Milano

tel. 3312565640, dorino.iemmi@fastwebnet.it

Orari: da Martedì a Sabato ore 15.30 - 19.30





sabato 5 marzo 2011

Lidia Tropea "A me terra"

Lidia Tropea
A ME TERRA
16.03 – 02.04.2011


White Project, osservatorio delle ricerche dei giovani artisti italiani ed internazionali, presenta, come terza mostra della stagione artistica 2010/2011, “A me terra” di Lidia Tropea.

La giovane artista, rende omaggio alla sua terra di origine, la Sicilia.
L'opera in esposizione è composta da cinque video installazioni sul tema del lavoro e dei sentimenti del popolo isolano, realizzate sulla base di una ricerca di carattere storico ed antropologico.
L’affresco che ci viene presentato è risalente ad un periodo ormai lontano: l'immediato dopo guerra, ovvero quando l'isola era “il luogo simbolo” del sottosviluppo meridionale d’Italia, condizione peraltro a lungo mantenuta, che l’artista ci restituisce attraverso il filtro dell'arte.
Una storia, quella della Sicilia, generata dai suoi stessi elementi costitutivi derivanti dall'intreccio delle diverse culture e civiltà che sedimentandosi nel territorio ne hanno originato l'humus culturale.
Nel lavoro sono evidenti i forti legami con la terra ed il senso di appartenenza delle storie presentate che sono riferite a identità migratorie, attuali ancor più oggi, quando la Sicilia, con gli arrivi dei clandestini, scopre che al sud c'è' un altro sud che vive in condizioni peggiori.

Il contenuto veristico rende preziosa quest'opera di video arte. I protagonisti dei singoli episodi sono ragazzi siciliani che insieme compongono un'armonia unica, per certi versi incantevole.
Il lavoro è attualissimo non solo per le tematiche ma anche per le tecniche utilizzate: le produzioni video, in alta definizione, sorprendono, infatti, per la consapevolezza del pensiero estetico fornito in modo pulito ed asciutto, senza inutili fronzoli effettistici.

La mostra sarà inaugurata simbolicamente il 16 marzo, in occasione della Notte Bianca per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il lavoro della giovane artista possiede, infatti, l'autorità di riconsegnarci simbolicamente l'importanza dell'unificazione della nazione che è stato un atto fondamentale per l'emancipazione del nostro popolo.


Inaugurazione 16 Marzo 2011 ore 20.00

Lidia Tropea è nata a Catania nel 1974 dove vive e lavora.
E’ stata selezionata recentemente per il “Celeste Prize 2010 International”.
Ha vinto nel 2009 il primo premio della “iBIENNIAL”, The 1st Online Biennial of Contemporary Art Competition, di Londra.
Nel 2010 ha partecipato tra l’altro a “La Gaia Età” presso la Galleria Marconi di Cupra Marittima, a“VIDEOFORMES. 25˚manifestation internazionale art video et cultures numeriquès”, Espace Victoire, Clermont-Ferrand, Francia.
Nel 2009 ha partecipato a “Video_Sicilia”, una rassegna di video arte nel Palazzo della Cultura di Catania.



White Project
P.zza Garibaldi, 7 . 65127 Pescara . Italy
orari: 11.00 – 19.00 (lunedì chiuso)


+39 085 45 49 728
info@whiteproejct.net
www.whiteproject.net

venerdì 4 marzo 2011

TOGO, FORME PURE DI COLORE

FORME PURE DI COLORE

inaugurazione:

sabato 12 marzo alle ore 18.00 presso la Galleria Punto Arte
alla presenza dell'artista

durata:
12 marzo > 3 aprile 2011
orari: 16.00 > 19.00
chiusura:
lunedì e giovedì

Togo - Enzo Migneco- , nato nel 1937 a Milano, nel '46 si trasferisce a Messina, città di origine della famiglia. E' qui che risiede fino a 25 anni ed è qui che inizia da adolescente i suoi approcci con l'arte. Nel 1962 torna a Milano, città che in quegli anni rappresentava il centro del mondo culturale italiano. Nella città lombarda, pur immerso in stimoli e ambienti culturali diversi, mantiene memoria delle proprie radici e, dunque, la nota fondamentale di una mediterraneità ricca di immagini, ma soprattutto di uno straripante colore.

(…) Si può dire che la pittura a oggi è il risultato di un meditato processo di sedimentazione e decantazione dei contenuti che da ormai lontane problematiche di realismo sociale si sono spostati e assestati soprattutto nel territorio più ampio e affascinante del paesaggio mediterraneo, con opere legate da un lato alle memorie personali, alle esperienze e suggestioni naturalistiche e culturali della sua Sicilia e dall'altro lato da una sempre più libera apertura alla dimensione di un immaginario con valenze mitiche senza tempo e con folgoranti accenti lirici. Tutto questo prende forma attraverso una tensione estetica basata sull'esaltazione delle accensioni cromatiche modulate in luminose e vitali accordi e contrappunti di colori, e su una articolata sintassi compositiva scandita da incastri sghembi di piani (con qualche vago ricordo post-cubista) e da intense tracce strutturali o sovrapposte, sempre colorate, che comunque si integrano organicamente con lo sfondo (…). A dominare le scene dei paesaggi mediterranei sono due colori fondamentali, il blu e il giallo con diverse variazioni di intensità e di toni. Il blu è soprattutto quello del mare: evoca le profondità e le trasparenze dell'acqua, gli incanti suggestivi delle cale fra gli scogli, le onde agitate al largo, le schiumose risacche e le maree, gli spazi fluttuanti che segnano i destini dei pescatori. Ma il blu con valenze più aeree è anche il cielo, non quello aperto su orizzonti infiniti, ma quello che, visto dal basso e da scorci angolati, è in stretta relazione con il mare. Il giallo è soprattutto il colore della luce, della solarità che impregna con la sua vitalità irradiante l'atmosfera e un po' tutti gli elementi delle scene pittoriche. La gamma dei gialli è molto ricca: si va dal giallo vivo al giallo arancio e al giallo limone , con accostamenti e accordi di squillante o delicata musicalità. Si può dire che la dialettica articolata fra i blu e i gialli, all'interno della complessità spaziale dei ritmi compositivi, costituisce il tratto più originale e specifico della pittura di Togo, che non è astratta ma tende sempre di più a spostarsi verso l'essenzialità lirica delle "forme pure di colore". (…)

Francesco Poli

Hanno scritto del suo lavoro tra gli altri: Vincenzo Palumbo, Mario Riva, Mario De Micheli, Marco Valsecchi, Raffaele De Grada, Paolo Volponi, Sebastiano Grasso, Giorgio Seveso, Alberico Sala, Lucio Barbera, Paolo Bellini, Gianni Pre, Rosa Munafò, Aldo Gerbino, Luciano Caramel, Vincenzo Consolo, Nicola Micieli, Francesco Poli, Sergio Palumbo, Giuseppe Quatriglio, Tommaso Trini, Giovanni Bonanno, Emilio Sidoti, Ivan Croce, Pinuccio Castoldi, Angela Manganaro, Teresa Pugliatti, Luigi Ferlazo Natoli, Carlo Vanoni, Sergio Spadaro, Mariateresa Prestigiacomo, Giuseppe Possa, Marina Bottari, Giusi Parisi, Antonella La Rosa, Santi Lo Giudice, Giovanna Giordano, Carmelo Duro, Vincenzo Bonaventura.

PUNTO ARTE - ARTE CONTEMPORANEA
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