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lunedì 15 giugno 2015

Inaugurazione mostra personale Alessandro Azzoni Domenica 21 giugno ore 19

Alessandro Azzoni
MITOLOGIA IMMAGINATA

a cura di Elisa Fusi


Inaugurazione: 21 giugno 2015, ore 19
In mostra: 21 giugno > 19 luglio


Domenica 21 giugno il Teatro San Teodoro di Cantù chiude la stagione espositiva con l'inaugurazione della mostra personale di Alessandro Azzoni, dal titolo Mitologia Immaginata, a cura di Elisa Fusi. 

Il titolo della mostra si ispira al nome della nuova serie di lavori che l'artista presenta: si tratta di circa venti tavole di medio e piccolo formato, nelle quali è protagonista un fantasioso racconto sulle gesta di personaggi mitici e arcani.

Alessandro Azzoni combina la pittura figurativa a una gestualità astratta e intuitiva,  influenzata dalla prassi della street art, attingendo a un bagaglio stilistico di matrice espressionista. 

Nei suoi lavori si leggono, infatti, riferimenti alla tormentata e visionaria pittura di espressionisti come Emil Nolde e Ernst Ludwig Kirchner, con tutta la carica del colore intenso e vivido. 

Nondimeno è forte anche l'influenza della pittura metafisica riscontrabile nel dato inquietante e ambiguo che traspare da alcuni scenari. 

I soggetti raffigurati, stilizzati e deformati nei tratti, si contraddistinguono per il segno aspro e nervoso che ne corrode le fisionomie in ritratti di forte incisività espressiva. 

Sono figure mitiche fuoriuscite da un inconscio che rifiuta i nessi logici tradizionali: corpi distesi a mezz'aria, ex-voto di enfasi simbolica e grandi figure totemiche sono isolati in paesaggi desertici e assolati, dove l'aere sembra vibrare per la calura afosa. Raffigurazione di un mistero indecifrabile, magico ed enigmatico.





Mitologia immaginata è un sentiero sulla montagna sacra. Dal terreno poco battuto i segnali rossi su alberi di sequoia indicano la direzione. Il sentiero brulica di insetti chiave, per natura così affettuosi, che spesso sorridono al proprio predatore prima di morire gentilmente.
La regione dei laghi si apre sotto di noi, i templi accarezzano il cielo senza grattarlo né ferirlo. Uomini e creature si stanno facendo un bagno. Le fontane e i frontoni, l'ultimo è il tempio del toro. Noto per la sua impunibile verità: non conosce il suo sesso.
Ora, scendendo il sentiero a valle, nuove visioni, di catene montuose, a est e a sud. Si vedono idoli volanti, teste fluttuanti che vagano sulle pianure e fortificano le ossa.
Non lontano il torrente rosso. Quello che scende a valle nei templi per far bagnare i ricchi. Qui si sente l'odore del crescere, lontano incominciano i boschi neri. Nessun uomo ci ha mai messo piede.
Flauti e fiati, enormi semidei animali fecondano le terre e ci fanno crescere altri idoli, per farli librare in cielo. Osserva la scena, ricordala. Questo è l'inizio della tua vita, ricordi ora?
Ora fermati e nasconditi qua dietro, le anime passano sul fiume solo due volte ogni cinquanta anni. Non vorrai perderti questo raro sentimento?
(Alessandro Azzoni)


Alessandro Azzoni nasce nel 1989 a Milano, vive e lavora tra Milano e Giussano.
Fa parte da diversi anni di un collettivo artistico che ha esposto in numerose mostre nazionali internazionali. Questa occasione rappresenta la sua terza mostra persona



Alessandro Azzoni
MITOLOGIA IMMAGINATA
a cura di Elisa Fusi
Inaugurazione domenica 21 giugno ore 19
In mostra fino al 19 luglio
Teatro San Teodoro - via Corbetta 7, Cantù (CO)
Ingresso libero
info: mostre@teatrosanteodoro.it; elisa.fusi90@gmail.com; 3478086566

UNA NOTTE A COLORI > Chagall. Love and Life > MERCOLEDì 17 e 24 GIUGNO > la mostra resterà aperta fino alle ore 23.00 > Chiostro del Bramante, Roma

 Marc Chagall, Coppia di amanti e fiori, 1949. Litografia a colori, 4,9x8,1 cm.
 Dono di Ida Chagall, Parigi © Chagall ® by SIAE 2015
 
Una notte a colori per la mostra


Chagall. Love and Life

 
Mercoledì 17 e 24 giugno 2015 la mostra resterà aperta fino alle ore 23.00 con ingresso a 9 euro


(a partire dalle 19.00, la biglietteria chiude alle 22.00).








Roma, 15 giugno 2015 - Mercoledì 17 e 24 giugno 2015 la mostra Chagall. Love and Life (Chiostro del Bramante, fino 26 luglio 2015) resterà aperta fino alle ore 23.00 (la biglietteria chiude un'ora prima) con ingresso a 9 euro (a partire dalle 19.00).

L'iniziativa che concerne i tre mercoledì del mese di giugno intitolata Una notte a colori è una straordinaria opportunità per ammirare nelle prime serate dell'Estate romana le 140 opere del pittore russo Marc Chagall provenienti dall'Israel Museum, per a prima volta in Italia.

Un'occasione unica per vivere l'arte a 360°, partendo dal linguaggio pittorico di uno dei più grandi Maestri del Novecento per proseguire fuori dagli spazi della mostra e godere il fascino notturno del complesso rinascimentale del Chiostro del Bramante e dei suoi servizi quali la Caffetteria e il bookshop, aperti anch'essi per l'occasione fino alle ore 23.00

Con il patrocinio di Roma Capitale, la mostra Chagall. Love and Life curata da Ronit Sorek è prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con l'Israel Museum, aperta fino al 26 luglio 2015 al Chiostro del Bramante.

Al Castello di Torrechiara (PR) la mostra "Arte... immaginazione o immaginario"

Domenica 21 giugno alle ore 11.00 nuovo appuntamento con “Arte… immaginazione o immaginario”. 

L’esposizione collettiva itinerante approda nella stupenda cornice del Castello di Torrechiara in provincia di Parma, dove si terrà l’inaugurazione della mostra, a cui interverranno il Sindaco di Langhirano Giordano Bricoli, l’Assessore alla Cultura Federica Di Martino e il deputato Giuseppe Romanini.

L’intero progetto, già ospitato a Villa Soragna di Collecchio, è curato da Mauro Buzzi, Claudio Cesari e dal critico d’arte Marzio Dall’Acqua, promosso dai Comuni di Collecchio, Colorno e Langhirano, patrocinato dal MIBACT – Ministero dei Beni Ambientali, Culturali e del Turismo, Polo Museale Regionale dell'Emilia Romagna - dalla Provincia di Parma e reso possibile grazie al contributo di diverse realtà produttive locali.

Sede di questa seconda esposizione sono le splendide sale del Castello affrescate da Cesare Baglione principalmente a temi naturalistici, fantastici e a grottesche, che ospiteranno le oltre sessanta creazioni, tra sculture e pitture, oltre al grande libro di opere su tela di Mauro Buzzi dedicato alla Cappella Sistina, reinterpretata in chiave allegorica sul tema del bestiario.

I ventuno artisti in mostra, selezionati da un comitato scientifico, sono tra i migliori esponenti dell’arte contemporanea: Fausto Beretti, Paolo Bottioni, Mauro Buzzi, Mariangela Canforini, Danilo Cassano, Claudio Cesari, Nicla Ferrari, Omar Galliani, Raimonda Guida, Daniela Leghissa, Claudio Lucchetti, Tiziano Marcheselli, Daniela Monica, Giovanni Ortolani, Elisabetta Poli, Silvana Randazzo, Fabrizio Sabini, Giovanna Scapinelli, Gian Luca Torelli, Mariagiulia Ubaldi, Vincenzo Vernizzi; ognuno dei quali ha interpretato con una o più opere il tema dell’immaginazione e dell’immaginario, proponendo chiavi di lettura individuali e nuove sperimentazioni artistiche.

L’esposizione, organizzata da Insieme Culturale “l’Albero”, è contenuta in una pregiata pubblicazione di oltre duecento pagine che contiene anche le poesie di Miranda Amoretti Cesari, Paolo Tinti, Mariagiulia Ubaldi e Alessandra Vignoli e le fotografie di Luigi Briselli.

L’accesso alla mostra è subordinato all’ingresso del Castello e l’esposizione sarà visitabile fino al 5 luglio il mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 8,30 alle 19,30, il martedì, la domenica e i festivi dalle 10,30 alle 19,30 (la biglietteria chiude trenta minuti prima).  

I visitatori della mostra potranno ritirare il catalogo gratuitamente presso la biglietteria del Castello.

E’ possibile accedere gratuitamente, per la sola inaugurazione della mostra, ritirando l’invito presso l’Ufficio informazione e accoglienza turistica di Parma in piazza Garibaldi, 1 (tel. 0521 218889 – www.turismo.parma.it), presso il Parma Point in strada Garibaldi, 18 (tel. 0521 931800 – www.parmapoint.it), presso l’Ufficio turistico di Torrechiara in b.go del Castello, 10 (tel. 0521 355009 - www.portaletorrechiara.it), oppure facendone richiesta all’indirizzo insiemealbero@libero.it.


Scheda evento
Titolo: Arte…immaginazione o immaginario
Curatori: Mauro Buzzi, Claudio Cesari, Marzio Dall’Acqua (critico d’arte)
Autori: Fausto Beretti, Paolo Bottioni, Mauro Buzzi, Mariangela Canforini, Danilo Cassano, Claudio Cesari, Nicla Ferrari, Omar Galliani, Raimonda Guida, Daniela Leghissa, Claudio Lucchetti, Tiziano Marcheselli, Daniela Monica, Giovanni Ortolani, Elisabetta Poli, Silvana Randazzo, Fabrizio Sabini, Giovanna Scapinelli, Gian Luca Torelli, Mariagiulia Ubaldi, Vincenzo Vernizzi.
Luogo: Castello di Torrechiara, Borgo del Castello - 43013 Torrechiara di Langhirano (PR)
Data di inizio e di fine: 21 giugno – 5 luglio – Inaugurazione 21 giugno ore 11.00
Orari: dalle 8,30 alle 19,30* il mercoledì, giovedì, venerdì e sabato – dalle 10,30 alle 19,30* il martedì, la domenica e i festivi  – *la biglietteria chiude 30 minuti prima.
Entrata: a pagamento – biglietto intero € 3 – ridotto € 1,5. Ingresso gratuito con invito per l'inaugurazione
Promossa da: Comune di Collecchio, Comune di Langhirano, Comune di Colorno
Con il Patrocinio di:
MIBACT - Polo Museale Regionale dell'Emilia Romagna
Provincia di Parma
Organizzazione: Insieme Culturale l’Albero – Segreteria Organizzativa: Silvana Randazzo
Recapiti per ulteriori info: tel. 0521-355255 (Biglietteria del Castello) – Email: insiemealbero@libero.it
Sponsor e contributi di: Solimè, Prosciuttificio Il Conte, F.lli Greci industria salumi, Sistemi Elettrici, Agrafe, Centro Grafico.

sabato 13 giugno 2015

Quella maiuscola cosi importante

 Vince la "SSSSSSS"
























Chi mi conosce sa della mia passione per i cataloghi delle fiere d’arte. Credo sia una deformazione professionale, cosi che ogni volta che me ne capita uno tra le mani non posso fare a meno di andare a spulciare l’indice dei nomi degli artisti e l’analisi scatta immediata. Guardate un po’ cosa ne è venuto fuori su uno di quelli del 2008, di cui non darò nessuna indicazione perché sarete voi a dover scoprire di quale fiera si tratta. Non posso mica fare tutto io... Fin dai primi giorni di scuola, con il primo appello e poi con le interrogazioni, ci accorgiamo subito di quanto quella maiuscola iniziale del nostro cognome condizionerà in seguito la nostra vita.
Forse sarà per questo che sfogliando questo vecchio catalogo la mia attenzione cade sul contingente d'artisti all'indice con la stessa iniziale nel cognome.





Pertanto dopo attenta analisi vi comunico che a vincere anche questa volta sono gli artisti con la “S”, sono infatti ben 77 e tra questi l’immancabile Spalletti nazionale (Ettore), lo Steinbach di importazione (Haim), il magnifico Scipione che in realtà si chiamava Bonichi Gino, mentre del Serse non ci è dato sapere il vero nome, a questi si aggiungono due Shaw (David e Jim), un Smith (Kiki), una Sicilia (Jose Maria) unica regione italiana presente in tutto il catalogo. In seconda posizione con 74 artisti la “M” nelle cui file troviamo i vari Matta, Mattiacci, Mattii (due Roberto uno pure Sebastian più Eliseo e Carla), i Migliora, Migliore, Migliorini (Marzia, Bartolomeo, Nino), i Muniz e Munoz (Vik e Juan) i due Merz non marito moglie ma Mario e Gerhard e chiudo con il due volte Mondino ma sempre al nome di Aldo, sarà sempre lo stesso? Terza piazza con 65 nominati la “B”. Questa è la mia categoria di appartenenza ma anche questa volta non mi trovo… c’è invece Basilè (Matteo) qui presente grazie al cognome della nonna, ci sono i B&B Botto e Bruno il Balla italiano e quello no (Giacomo e Atul), i Bianchi (Diego e Domenico), i Bianco ( e Valente). 

































Arriviamo così ai quarti classificati della “C” con 61 individui, tutti fuori dalle piazze d’onore i vari Cuoghi sia che siano uno come Roberto, sia che siano due con Corsello, sia che siano Castellani (Enrico), sia che siano Campanini (Pierpaolo, tutto attaccato) e vale per i Calzolari (Pier Paolo, staccato), come per i Carboni (Luigi). Al quinto posto con 49 presenze troviamo la “P” dove sguazzano Pesce, Pinna e Vele (Gaetano, Alex, Perino-) e non pago ivi troverai un Pugno (Roberta), un Papa (Marco), un Panino (Steven), due Piccinini (Patricia e Simone) due Pivi (Leonardo e Paola), Prine e Prini (Ashley ed Emilio). Invece 48 sono quelli con la “G” dove razzolano i due Gallo (Vincent e Giuseppe), i tre Graham (Dan, Peter, Rodney), i Goldechiari e il Golden e basta (Nan). A tre lunghezze seguono quelli della “D” con 45 in-scritti tra i quali tre con il “de” minuscolo di de Beeck, de Chirico, de Jong e otto con il “De” maiuscolo di De Bruyckere, De Cock, De Dominicis, De Kooning, De Liberato, De Maria, De Paolis, De Paris, speriamo che un giorno qualcuno mi spieghi anche la differenza. 



































Con due artisti in meno, cioè 43 quelli della “L” che perdono terreno ma non la luce, visto che tra loro c’è Light (Michael) e la colpa non è certo di Land (Peter), ne di Long (Richard) che di strada ne macina assai. Appaiati in nona posizione entrambe con 41 entità troviamo le lettere “A” e inaspettatamente la “K” che denota così la forte internazionalizzazione degli artisti presenti. Merito dei galleristi o dei curatori? Andatevi a spulciare la lista delle gallerie e tirerete le vostre conclusioni. Numerosi anche i personaggi elencati sotto la “R”, per la precisione 36 e nulla da indicare. Buona la prova di quelli della “H” tra i quali mi piace ricordare Halley e Holler (Peter e Jenny) il perché me lo tengo per me. Seguono a pari merito in dodicesima posizione con 24 anime la “T” dove mi chiedo chi sarà quel tale Tal (R) e alla “V” dove rinnovo la mia curiosità su quei prefissi dei cognomi questa volta tra i “van” di van Eeden, van Golden, van Lamsweerde, van Lieshout, van Warmerdam, ed i “von” di von Bonin e von Nagel. Nelle zone basse troviamo i 22 del settore “F” dove scorgo l’ex compagno di camera, a “Fuori Uso 1997”, Favelli (Flavio). 


































Pochi ma buoni i 20 aggregati sotto la “W” dove individuo il mitico Weiner (Lawrence). Uno in meno a quella sporca dozzina, cioè 11 quelli del gruppo “N” (non quello storico). Quasi in conclusione e nessuno da segnalare nelle tre pattuglie di 9 elementi ciascuna della “E” della “J” e della“Z”. Solo 6 i soggetti raggruppati sotto la “O” e la “I” e non certo a causa di Innocent (Troy) ne di Ozzola (Giovanni). In penultima posizione i 3 gatti della “U” e della “X”, sarà colpa del fattore?... Chiude la “Q” dove tutta sola Q. Knight Margot ci lascia con l’enigma di quella qu puntata.


Pubblicato sul sito di “Artribune” il 6 aprile 2013

In foto:
Ritratto digitale di Ettore Spalletti (una mia opera).
Ritratto digitale di Haim Steinbach (una mia opera).
Ritratto digitale di Gino Bonichi detto Scipione (una mia opera).
Ritratto digitale di Kiki Smith (una mia opera).
Ritratto digitale di Josè Maria Sicilia (una mia opera).

PROROGATA FINO AL 13 SETTEMBRE la mostra "WELOVESLEEP" nella METROPOLITANA di MILANO


WELOVESLEEP






Una mostra per oltre 100.000 persone al giorno

PROROGATA FINO AL 13 SETTEMBRE
Galleria Santa Radegonda, MM1 Duomo Milano



















LA MOSTRA

A grande richiesta, la mostra WELOVESLEEP - allestita nella metropolitana di MilanoGalleria Santa Radegonda, fermata Duomo – è stata prorogata fino al 13 settembre 2015. Per altri tre mesi l'esposizione, che avrebbe dovuto terminare domenica 14 giugno 2015, continuerà ad offrire ad oltre 100.000 persone al giorno una piacevole pausa all'insegna dell'arte.
Il progetto espositivo, nato da un'idea di casiraghi greco& per il brand Tempur, presenta venti opere, ideate e realizzate ad hoc per l'occasione da importanti artisti contemporanei che rendono omaggio al "dolce dormire" e, data la particolare posizione della sede espositiva, potranno essere ammirate da oltre 100.000 persone al giorno. 

Da sempre presente nella storia dell'arte, l'iconografia del sonno, ha costituito un importante territorio di sperimentazione ed espressione formale per molti artisti: dai sonni tormentati da incubi spaventosi di Füssli, al placido riposo ritratto da Renoir, dai colpevoli sonni della ragione di Goya, fino ai conturbanti sogni da psicanalizzare di Dalí e al sensuale riposo delle ninfe nel bosco della pittura cinquecentesca. Partendo da questo tema così storicizzato e stimolante, nasce il progetto espositivo "We love sleep", da un'idea di casiraghi greco& per il brand Tempur – il marchio di materassi n.1 al mondo, la punta di diamante tecnologica del Gruppo Tempur Sealy. L'evento sarà organizzato in collaborazione con ViDi.

I curatori della mostra, Simona Bartolena e Cesare Casiraghi, hanno selezionato venti artisti eterogenei per età e formazione – Davide Balossi, Thomas Berra, Elisa Bertaglia, Sofia Cacciapaglia, Patrizia Calegari, Andrea Cereda, Cracking Art, Giordano Curreri, Francesca Della Toffola, Manuel Felisi, Armando Fettolini, Federica Ferzoco, Fabio Giampietro, Marla, Matteo Mezzetta, Lorenzo Pacini, Marco Pariani, Alessandro Savelli, Simona Uberto, Mr. Wany - ai quali è stato chiesto di interpretare liberamente, su una tela di 2x1,5 metri, un letto visto dall'alto.
Da questa richiesta sono nate venti opere, molto diverse tra loro per linguaggio, tecnica e interpretazione, che offriranno al pubblico originali chiavi di lettura sul concetto di sonno e di riposo.

Completa il percorso espositivo un interessante video del making of, che mostrerà gli artisti al lavoro nei loro studi e le diverse fasi di creazione di ogni opera esposta. La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato edito da Skira, con testi di approfondimento dei curatori sul tema del sonno, legato all'arte e alla pubblicità.

L'esposizione è visitabile gratuitamente fino al 13 settembre 2015.


Titolo
WELOVESLEEP

Date
13 aprile – (14 giugno 2015) PROROGATA FINO AL 13 SETTEMBRE 2015

Sede
Galleria Santa Radegonda, MM1 Duomo

Milano










Orari
Dalle 6.00 alle 21.00

INGRESSO GRATUITO


















Sito web

http://it.tempur.com/welovesleep/wls_copertina.html


















Video making of e interviste agli artisti

http://it.tempur.com/wls_making_of/wls_making_of.html

giovedì 11 giugno 2015

EXPO: COLDIRETTI, PRIMA MOSTRA GIOIELLI MADE IN ITALY NATI PER CASO

Dal formaggio Imbriago al vino Amarone, dal brodo di giuggiole al Gorgonzola

La storia umana è piena di invenzioni nate per caso anche nel cibo con molti dei prodotti alimentari italiani più famosi frutto della casualità o addirittura nati da errori grossolani, che hanno prodotto specialità uniche apprezzate in tutto il mondo. 

E' quanto afferma la Coldiretti che all'Expo nel Padiglione "No farmers no party", ingresso sud, inizio del Cardo sul lato opposto all'albero della vita ha inaugurato la prima mostra dei gioielli del Made in Italy "Nati per caso" con le curiose ricostruzioni storiche. Dal Gorgonzola all'Amarone, dal vino cotto al brodo di giuggiole, dalle peschiole al vino muffato, dal formaggio Imbriago al grano arso sono - sottolinea la Coldiretti - solo alcuni dei prodotti Made in Italy frutto della casualità che l'abilità dell'uomo ha pero' saputo riconoscere e valorizzare sulle tavole.

L'origine del Gorgonzola – spiega la Coldiretti - sembra risalire all'879 d.C., quando, presso un caseificio di Milano un mandriano lasciò per una notte in un contenitore del latte cagliato, per poi aggiungervi per sbaglio dell'altro latte cagliato ed accorgersi qualche giorno dopo di aver creato un formaggio dalle venature verdi che risultava molto appetitoso per la mescolanza delle due cagliate. Secondo un'altra leggenda, il gorgonzola – continua la Coldiretti - sarebbe nato da un errore di valutazione di un oste della cittadina di Gorgonzola (in provincia di Milano) che sbagliò la modalità di conservazione di alcune forme di stracchino fresco regalategli da alcuni pastori con lo sviluppo delle caratteristiche muffe verdi.

Anche l'origine dell'Amarone – sottolinea la Coldiretti - si deve ad un errore: le uve vennero lasciate appassire e poi pigiate in inverno e fatte fermentare a basse temperature, creando uno dei vini più famosi al mondo. Circa settanta anni fa, i lieviti naturali presenti nel vino di una botte di Recioto dimenticata nella cantina sociale Valpolicella, hanno iniziato a fermentare e a trasformare tutto lo zucchero in alcool. Alla fine, il capo cantina, ha pensato che il Recioto fosse ormai perduto e diventato molto più che amaro, "Amarone".

L'ipotesi più accreditata fa invece risalire l'origine del formaggio Imbriago alla prima guerra mondiale, grazie – sostiene la Coldiretti - all'ingegnosità dei produttori agricoli che per nascondere i formaggi fatti in casa agli affamati soldati austro ungarici, li coprivano con le vinacce di scarto per attirare attenzione.

Il leggendario brodo di giuggiole sembra aver origine da una scoperta casuale dovuta alla tradizione di utilizzare la frutta in abbinamento alla grappa. La pianta importata dalla Siria dai Romani è ancora coltivata nel Basso Garda (Desenzano, Maderno), nel vicentino e lungo i pendii collinari di in un piccolo comune di Padova, Arqua' Petrarca. Qui il poeta ha vissuto dedicando versi ed è tuttora sepolto. 

Si narra di questo sapore dolce talmente gradevole che fece innamorare anche la sua musa Laura che quando gustava il liquore "andava in brodo di giuggiole" una espressione proverbiale dovuta al successo e alla fama del liquore, tale da fare uscire quasi di sé dalla contentezza. La tecnica di concentrazione "a fuoco diretto" dei mosti di uva è nata casualmente nel tentativo di eliminare i fermenti nocivi con il calore diretto del fuoco e ha portato alla nascita del cosiddetto vino cotto. Il prodotto concentrato così ottenuto infatti era di sapore gradevole, fruttato e zuccherino e si è cominciato ad utilizzarlo in molte ricette, come salsa dolce per prodotti da forno o per condire pietanze e carni.

Le gustose peschiole campane – sostiene la Coldiretti - nascono dal fallimento di un innesto del pesco coltivato di un agricoltore che aveva ordinato degli alberelli, ma al momento di raccogliere la frutta si rese conto che l'incrocio non era riuscito bene e decise di lavorare e conservare i piccoli frutti quando venivano diradate, alla stregua di qualsiasi altro ortaggio. 

Alla vista sembrano una particolare varietà di olive, perché ne hanno la forma, il colore e la dimensione, ma sono una varietà di pesche, raccolte prima che inizi il processo di maturazione, quando nei minuscoli frutti non c'è ancora il nocciolo; dopo la raccolta, vengono cotte in acqua ed aceto aromatizzata con spezie e conservate in barattoli di vetro, in agrodolce, al naturale, senza uso di conservanti o altri elementi chimici, secondo una speciale e segreta ricetta che rende questo prodotto unico, croccante, delicato e molto gustoso.

Tipicamente pugliese, il grano arso nacque casualmente – continua la Coldiretti - dal recupero delle le spighe di frumento cadute a terra e occultate dalla vegetazione dopo la raccolta, che avveniva dopo la bruciatura delle stoppie, anche in virtù del fatto che bruciando la paglia si favorisce la fertilizzazione del terreno. Il grano raccolto dopo la combustione dei campi sfruttati dopo la macinatura produceva una farina grigia, diversa per colore e sapore da quella normale di colore bianco (da qui il nome della farina di grano "arso"). 

Oggi, il metodo di produzione è cambiato, anche per evitare residui nocivi conseguenti alla bruciatura: la farina di grano arso è ottenuta attraverso la tostatura (quindi non più la bruciatura) del grano, ma il colore, aromi e gusto restano particolarissimi, vicini a quelli della nocciola tostata, con un vago sentore di caffè. Un prodotto raro e prezioso, che merita un sicuramente un assaggio e che si presta sia alla preparazione della focaccia classica o a un bel piatto di tradizionali orecchiette, sia nella formulazione di ricette alternative.

Rientrano a pieno titolo nella categoria dei nati per caso anche i vini muffati che contrariamente a quanto induce a pensare il loro nome, non sono prodotti andati a male, ma vini dolci di particolare valore, nati per caso dall'utilizzo di uve sulle quali si sviluppa una "muffa nobile", la Botrytis cinerea che perforando la buccia dei chicchi, fa sì che quasi il 50% dell'umidità dell'uva evapori, permettendo al succo dell'uva di concentrarsi e aumentare il grado zuccherino, trasformandosi in glicerina che poi darà rotondità al vino. 

Il vino muffato ha avuto uno sviluppo particolare nei Castelli romani, che a due passi da Roma sono uno dei pochi posti al mondo dove si sviluppa la tanto desiderata muffa nobile, mentre la tendenza a ritardare la vendemmia è testimoniata da alcuni atti agrari risalenti al 1833, nei quali si legge la consuetudine "..di lasciare quasi appassire l'uva sulla pianta per ottenere – conclude la Coldiretti - quel vino dolce e d'intenso colore tanto ricercato dagli osti romani", che poi va sotto il nome di Cannellino di Frascati.

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