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sabato 18 aprile 2015

PROROGA MOSTRA "SANTI ALCHEMICI" di Luigi Di Gangi al 15 maggio 2015


Il Centro Culturale βιοτος

ha il piacere di comunicare la
proroga al 15 maggio p.v.
della mostra

SANTI ALCHEMICI
personale di Luigi Di Gangi
a cura di Marco Pomara

Un progetto espositivo lungo 80 opere, tra quadri e pale, libri e scatole, che propone un suggestivo e sublime percorso iconografico dalle immagini vorticose e quasi ossessive per colori e forza, di ricerca e rievocazioni tra arte e fede nella Sicilia dei suoi Santi.

Vi diamo inoltre appuntamento al finissage della mostra venerdì 15 maggio dalle ore 20.00
al 
Centro Culturale Biotos
per brindare insieme al successo riscosso dai "Santi Alchemici" di Luigi Di Gangi durante tutto il periodo espositivo.

dal 1° aprile prorogata al 15 maggio 2015
Centro Culturale Biotos
(via XII gennaio, 2 - Palermo)


Un ringraziamento particolare a Simona Stranci
 per il progetto grafico.


La mostra sarà visitabile sino al 15 maggio, da martedì a sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00

(fuori orario

 su appuntamento).


INGRESSO LIBERO


Il progetto...
Santi Alchemici
personale di Luigi Di Gangi
a cura di Marco Pomara
dal 1° aprile prorogata al 15 maggio 2015
Inaugurazione: 1 aprile dalle ore 19,00
Periodo espositivo: 1-18 aprile prorogato al 15 maggio 2015
Finissage: 15 maggio dalle ore 20,00

Dal 1° aprile al 15 maggio, il Centro Culturale Biotos ospita la personale di Luigi Di Gangi dal titolo
"Santi Alchemici", una mostra a cura di Marco Pomara.


L'opera di Luigi Di Gangi è un travagliato collage di una realtà imperitura, che nasce nei ricordi di bambino e si cristallizza nella memoria di un uomo che compone linguaggi e recita universi immaginari da mettere in scena non su palcoscenici nè su tele da dipingere, bensì su materia che si tocca e si vive... 

Si tratta di un racconto intenso e colorato, intervallato da segni da cogliere e che alterna alle variopinte figure, testi e tinte grigie, versi e simboli, disegni e forme. Tutti elementi densi di significati, che vengono fuori quasi a proporsi spontaneamente a chi vi si accosta, concedendosi e donandosi al punto da suscitare un "tocco" sui corpi intrecciati delle opere, nel tentativo di percorrere le linee sovrapposte proprie dello schema narrativo pensato e creato dall'artista con colla e ritagli, carta e petali, pigmenti e fango, foto e smalti.

R
acconti epici santificano le immagini, e l'immagine dei Santi diventa sacra ma nel contempo profanatrice di icone classiche. O meglio, il classicismo dell'iconografia sacra viene stravolto due volte da Di Gangi: la prima durante la scomposizione, la seconda al culmine della ri-composizione minuziosa e immaginifica! L'immagine è pertanto solo immaginata dall'artista e un istante dopo da egli stesso tradotta in narrazione.Vecchie tavole di legno o scatole in disuso risorgono e si animano in un ritmo fluente e travolgente sul passamano etereo della geometria nascosta tra le tracce fiere di quei pezzi di storie che un tempo erano destinati a un irriverente oblio.

Le orme del passato si trasformano in emanazioni pulsanti di un flusso di pensiero irrefrenabile, ricorrente nell'opera del Di Gangi, dove ogni atomo si fa testimone eccellente di ciò che è stato, in uno sfondo, a volte sfocato a volte spettacolarmente definito, iconoclastico e mistico.

Esasperazioni di figure affiancate tra loro, fotografie in rilievo che fuoriescono dall'opera, materia che si mischia secondo modalità armoniche e linearità filologica non tradiscono quell'alchimia intravista dallo stesso Di Gangi nel suo percorso esistenziale ed umano che lo ha condotto al cospetto di quei suoi Santi Alchemici oggi in mostra a Palermo, ma prima ancora incrociati in sentieri tormentati della mente e poi incontrati tra le bancarelle delle vie della città o salvati dai cassonetti reduci dei mercati rionali.

Su tutto però regna l'inimmaginabile tessuto alchemico di un passato mai più dimenticato e di contro restituito a noi attraverso la doviziosa e trascendente arte di Luigi Di Gangi.

80 opere diversissime tra loro ma pur sempre con una stessa anima, che conferisce nuova luce alle sale del Biotos, innalzando una tecnica non nuova, ma dall'inedita veste del collage alchemico di Luigi Di Gangi.
Marco Pomara

L'oracolo Palermitano non si può raccontare, lo si può solo "visitare".
La sua MATRICE sta nell'Alchimia, un regno segreto, un percorso sacrificale alla ricerca del "Sè".
La sua MATERIA è fatta di oggetti, di corpi, di scritture e di suoni, di linee, di colori;
una materia PRIMIGENIA che si radica nel profondo.
Un CORPO complesso e intricato che si sviluppa sull'incastro misterioso e affascinante di un percorso tra "razionale-irrazionale", in cui la speranza e l'angoscia, l'incubo e la follia, il piacere e la gioia si mescolano per far emergere l'OPERA... la RISPOSTA... l'ORACOLO.

L'ORACOLO PALERMITANO è l'insieme di MIGLIAIA di FRAMMENTI di carta stampata riesumati da libri, riviste, manifesti, volantini, "santini", depliant, quotidiani, quaderni, diari, vecchie foto e antiche cartoline, lettere e intimi carteggi, mappe ingiallite e soprattutto santi e madonne.
Tutto materiale di risulta, raccolto a Palermo svuotando cantine e soffitte di amici, depredando i maceri della carta o i mercatini rionali dell'usato, cercando tra la monnezza abbondata tra le macerie di una città che si sbriciola e crolla. 


La carta stampata è memoria, cosa viva che cambia colore e invecchia, mantiene i segni del tempo diventando l'hard disk dell'umanità, il mezzo dell'inganno e della propaganda, della parola e della verità, della fede e delle scienze, ma più in generale di tutto lo scibile umano.


L'ORACOLO "si S-COMPONE IN UN NUMERO DI TOT, di cui bisogna solamente deciderne il numero: TOT LIBRI UNICI, TOT POETOGRAFIE, TOT CROMOSFERE, TOT ICONOALCHIMIE".
Luigi Di Gangi

βιοτος Cultura & Eventi
+39 (0)91323805
via XII gennaio, 2 - Palermo
Facebook: Centro Culturale Biotos


Mario Vespasiani alla mostra collettiva: Il corpo non mente

Domenica 19 aprile alle 17.00 Mario Vespasiani 
sarà presente con le nuove opere in seta alla mostra 
Il corpo non mente 
nell'ambito della rassegna Marche Centro d'Arte giunta alla quinta edizione.

Il corpo non mente 
a cura di Valentina Falcioni

Chiostro di San Francesco
Monsampolo del Tronto AP

dal 19 aprile al 14 giugno




MARIO VESPASIANI

L'arte di Mario Vespasiani si rivolge al mistero primordiale delle cose che, anche grazie ad una raffinatezza formale capace di spaziare in stili e tecniche, fa riferimento ad una rara attitudine per un autore contemporaneo di tendere verso un sentire spirituale; difatti la chiave di lettura delle sue opere si potrebbe paragonare all'interpretazione delle icone orientali (ritenute messaggi provenienti dall'eternità) intese come porte aperte a tutti coloro capaci di coglierne l'essenza. Senza l'obbligo di un filtro critico comune, conduce i suoi spettatori ai bordi del mondo conosciuto dove vivere, non una passività inerme, bensì uno scenario nel quale meditare ed interagire.
Per tale motivo predilige esporre in luoghi non usuali e in contesti che esulano dal circuito mainstream. Le atmosfere dei suoi dipinti inducono a penetrare l'universo che ci circonda, attraverso l'utilizzo di pochissimi ma essenziali elementi. L'arte di Vespasiani è dunque da considerarsi principalmente evocativa, prima che iconografica (significato delle immagini) o iconologica (ragione della scelta di quelle particolari immagini) e proprio in quel "rapimento" esiste la possibilità di partecipazione che porta a vagare nella memoria in una mappa scandita da tappe precise: silenzio, mistero, contemplazione.
Nel raffigurare grandiosi paesaggi, opere astratte o piccoli oggetti l'autore si focalizza nei segni essenziali, nel tocchi di colori e negli ideogrammi di un quotidiano che si racconta in poesia: fa proprie parole-immagini ben radicate e versi sopiti per richiamare con rinnovata grazia, la gesta ancestrali e geografie sommerse.
Mario Vespasiani nasce nel 1978 vive e lavora nelle Marche e nei luoghi che meglio si prestano a sviluppare i suoi progetti. E' uno dei talenti della pittura italiana, con una ricerca che si dedica allo studio delle luminosità del colore e ai tempi di apparizione del soggetto nello spazio.
Le sue opere adottano un linguaggio simbolico e la sua pittura parla di un più complesso itinerario dell'anima, incentrandosi sul profondo mistero della creazione e sulla trasmissione del linguaggio dello spirito. Nel 2008 a dieci anni dalla prima personale realizza la mostra che avvia il progetto denominato "La quarta dimensione" attraverso il quale propone un dialogo con alcuni grandi maestri dell'arte italiana a lui particolarmente vicini in un determinato momento della ricerca.
Il primo avvenne nel 2008 con Mario Schifano, nel 2010, le sue opere si affiancarono all'astrattismo lirico di Osvaldo Licini e nel 2012 in tre chiese con i capolavori di Lorenzo Lotto. Con la mostra Gemine Muse espone giovanissimo ai Musei Capitolini di Roma, a 27 anni ha vinto il primo Premio Pagine Bianche d'Autore, nel 2011 viene invitato al Padiglione Italia della 45° Biennale di Venezia. Dal 1998 sono circa trenta le mostre personali documentate con volumi prodotti in serie limitata, arricchiti da testi critici, interviste e da testimonianze trasversali.
Contemporaneamente alla pittura, studia fotografia con Ferdinando Scianna e cinema con Lech Majewski. Del suo lavoro se ne sono occupati oltre agli storici e ai critici d'arte, anche filosofi, scrittori, antropologi e teologi.
"Ogni volta che guardiamo qualcosa, in parte ci facciamo autori di quella stessa cosa, che dall'altro lato lascia un segno in noi più o meno profondo.
Perciò bisogna fare attenzione a ciò che si osserva – per non essere feriti da ciò che anche se superficiale e apparente è ben affilato e prepotente – per rivolgerci con tutto il nostro animo verso le cose essenziali, ultime.
Specie chi crea quotidianamente dovrebbe tenere sempre in mente che esiste davvero solo ciò che esiste immutabilmente."





5 città 5 sedi 7 curatori 54 artisti
un unico Expo


Domenica 19 aprile alle 17.00 Marche Centro d'Arte inaugura la quinta edizione dell'Expo di arte contemporanea e prosegue nell'operazione di aggregare il territorio utilizzando l'arte come punto di partenza. Per l'edizione 2015 l'Expo ha messo in rete cinque comuni del Piceno: San Benedetto del Tronto, Cupra Marittima, Monsampolo del Tronto, Monteprandone, Offida. Le mostre, oltre agli spazi del PalaRiviera di San Benedetto del Tronto, saranno ospitate alla Stazione Ferroviaria – ex spogliatoi di Cupra Marittima, presso ilChiostro di San Francesco a Monsampolo del Tronto, a Palazzo Parissi a Monteprandone, presso lo Showroom Ciù Ciù a Offida. Tutte le mostre apriranno in contemporanea il 19 aprile alle 17.00 e si concluderanno il 14 giugno 2015.
L'apertura dell'Expo avverrà in contemporanea e tutte le sedi saranno collegate in videoconferenza.
Prima dell'inaugurazione, dalle ore 15.00, sarà possibile visitare la Casa Ricamata: un progetto di Maria Chiara Calvani che ha già toccato diverse città e che sosterà sulla spiaggia di San Benedetto del Tronto, all'altezza del PalaRiviera, prima di toccare la sponda opposta del Mare Adriatico. Marche Centro d'Arte interviene nel tessuto urbano promuovendo un viaggio culturale tra culture e popoli.
L'Expo è organizzato con il patrocinio della Provincia di Ascoli Piceno, con il patrocinio e il sostegno delle Amministrazioni comunalicoinvolte e della Camera di Commercio di Ascoli Piceno e il sostegno della Pro Loco di Cupra Marittima.
Quest'anno l'Expo celebra l'attività ventennale della Galleria Marconi di Cupra Marittima, una delle realtà più vitali di promozione artistica a livello nazionale che negli anni ha sviluppato un forte potere aggregante sul territorio. Nasce così il progetto Avere vent'anni, pensato daDario Ciferri, che crea un filo rosso attraverso le varie sezioni: uno sguardo a 20 anni di storia, attraverso alcuni degli artisti che hanno partecipato alle iniziative della Galleria, e uno al futuro, con la selezione da cui potrebbero uscire, come è già successo, gli artisti dei prossimi anni.
Accanto alla dimensione artistica si muovono altri due piani: il progetto Arte per la scuola, che coinvolge gli ISC di San Benedetto del Tronto e Monteprandone, e il progetto Quando i Piceni divennero Romani, che ha messo insieme gli appassionati di storia e archeologia di nove città del territorio che stanno costruendo un racconto condiviso. Lo scopo è mettere insieme il territorio, cercare di rilanciarlo, fare emergere le energie positive e sane, insomma fare cultura e cercare di costruire un futuro sostenibile basato sull'arte, sulla cultura, sulla storia, sulla formazione e sulla creatività.

San Benedetto del Tronto ospita l'Expo negli spazi del PalaRiviera (Piazza Aldo Moro, 1). Le sezioni sono tre più un evento speciale:
"Se una notte d'inverno un viaggiatore" a cura di Nikla Cingolani – artisti Federica Amichetti, Valentino Bardino, Violetta Canitano, Pierfrancesco Gava, Luigi Grassi, Dario Maglionico, Piero Mezzabotta, Sebastiano Mortellaro, Giuseppe Negro, Alessandro Rivola, Silvia Sanna, Giuseppe Tomasello

SUB SPECIE AETERNITATIS a cura di Rebecca Delmenico – artisti: Karin Andersen
Annalisa Cattani, Claudia Losi, Sabrina Muzi, Eugenio Percossi, Christian Rainer, Giovanna Ricotta, Paola Sabatti Bassini, Rita Soccio, Cosimo Terlizzi, Lidia Tropea

SONNO O SON DESTO a cura di Cristina Petrelli artisti: Maria Chiara Calvani, Mariangela Capossela, Paolo Consorti, Nicola Di Caprio, Rocco Dubbini, Paola Risoli, Giovanni Manunta Pastorello, Carla Mattii, Giuseppe Restano

Evento speciale - Presentazione del progetto Arte Pollino
Interviene Gaetano Lofrano - Presidente di Arte Pollino
19 aprile 2015

Cupra Marittima l'Expo è alla Stazione ferroviaria – ex spogliatoi (Piazza della Stazione) con Minima curvatura (Il tempo come differenza) a cura di Anna Rita Chiocca – artisti: Francesca Gentili, Giovanni Presutti, Josephine Sassu, Marco Scozzaro

Presso il Chiostro di San Francesco a Monsampolo del Tronto (piazza Marconi, 2) è possibile visitare Il corpo non mente a cura diValentina Falcioni – artisti: Franco Anzelmo, Giuseppe Biguzzi, Armando Fanelli, Niba, Mario Vespasiani, Rita Vitali Rosati

Palazzo Parissi Monteprandone (Vicolo della Dama, 1) ospita invece TERATOPHOBIA - chi ha paura dei mostri? a cura di Maria Letizia Paiato – artisti: Mara Aghem, Giovanni Alfano, Attinia, Luca Bidoli, Giorgio Pignotti, Zino

Lo Showroom Ciù Ciù in Piazza del Popolo ad Offida ospita invece ALTER MODERNITAS a cura di Lucia Zappacosta – artisti: Nicola Caredda, Roberto Cicchinè, Tiziana Contino, Gianluca Cosci, Peter De Boer, Elena Giustozzi



L'Expo di Marche Centro d'Arte già dalle prime edizioni ha mostrato cosa possono offrire artisticamente e culturalmente le Marche, ma soprattutto ha cercato di diventare un polo di attrazione per la creatività a livello nazionale e non solo. Mettere in rete idee, energie, persone, questo è quanto si propone. La quinta edizione dell'Expo vuole rafforzare il dialogo tra i tre piani che lo costituiscono: quello artistico, attraverso le diverse mostre, quello territoriale, con il coinvolgimento degli appassionati di storia e archeologia di tutto il territorio piceno, e quello scolastico, coinvolgendo le scuole, per trasmettere la passione per l'arte, e riservando inoltre una sala specifica del PalaRiviera ai lavori dei ragazzi.



Scheda tecnica

Curatori: Anna Rita Chiocca, Nikla Cingolani, Rebecca Delmenico, Valentina Falcioni, Maria Letizia Paiato, Cristina Petrelli, Lucia Zappacosta.

ufficio stampa: Dario Ciferri

web: http://www.marchecentrodarte.it/ - http://mcda.cocalosclub.it/ 
Facebook: https://www.facebook.com/marchecentrodarte 
Twitter: https://twitter.com/mcdarte 

Periodo: dal 19 aprile al 14 giugno


spazi:

Pala Riviera
Via Paganini, 10
63074 San Benedetto del Tronto (AP)
Tel: 0735395153
mail: info@palariviera.it
orario: tutti i giorni 20.00 – 23.00

Stazione Ferroviaria – ex spogliatoi
Piazza della Stazione
63064 Cupra Marittima (AP)
Tel: 0735779193
email: iat@comune.cupra-marittima.ap.it
Orario: venerdì - sabato – domenica 17.00 – 19.00

Chiostro di San Francesco
piazza Marconi, 2
63077 Monsampolo del Tronto (AP)
Tel
Email:
Orario: venerdì - sabato – domenica 17.00 – 19.00

Palazzo Parissi
Vicolo della Dama
63076 Monteprandone (AP)
Tel: 0735710930
Email: turismo@comune.monteprandone.ap.it
Orario: venerdì - sabato – domenica 17.00 – 19.00

Showroom Ciù Ciù
Piazza del Popolo
63073 Offida (AP)
Tel: 0736618024
Email
Orario: 10.30-13.00 e 16.30-19.30


info
Cocalo's Club
mcda@cocalosclub.it

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galleriamarconi@vodafone.it

venerdì 17 aprile 2015

Mostra La Natura nello specchio del Virtuale_21-25 aprile_Teatro Los Fundadores Universitad de Caldas_Manizales (Colombia)

La Natura nello specchio del Virtuale
Opere videoartistiche
da 10 + 1 Laboratori italiani di creazione audiovisiva
2010 - 2015

mostra presentata da
Adriana Amodei (Roma, Italia)
in collaborazione con
Veronica D'Auria (C.A.R.M.A.-Centro d'Arti e Ricerche Multimediali Applicate; Roma,Italia)

nella Sezione "Cine(Y)Digital" del
14° Festival Internacional de la Imagen
Sala Olympia, Teatro Los Fundadores Universitad de Caldas
Manizales (Colombia)

21-25 aprile 2015

Nel contesto della 14^ edizione del "Festival Internacional de la Imagen" organizzato dall'Università di Caldas a Manizales in Colombia,  il 21 aprile si inaugura l'Esposizione "La Natura nello specchio del Virtuale - Opere videoartistiche da 10 + 1 Laboratori italiani di creazione audiovisiva, 2010 - 2015" presentata dall'artista Adriana Amodei in collaborazione con Veronica D'Auria (chief curator di C.A.R.M.A. – Centro d'Arti e Ricerche Multimediali Applicate di Roma).

Il prestigioso Festival, che quest'anno si concentra sul tema "Ecologia + Creazione digitale", ospita l'Esposizione all'interno della Sezione "Cine(Y)Digital" nella cornice del Teatro Los Fundadores a Manizales, cuore culturale della regione caffettera della Colombia.

L'artista italiana, studiosa di arti plastiche, Adriana Amodei propone una visione sul tema attraverso il molteplice sguardo degli 11 videoartisti italiani (o residenti anche in Italia) invitati e selezionati insieme a Veronica D'Auria dall'Archivio del C.A.R.M.A. (che dal 2009 raccoglie ed espone le opere audiovisive di ricerca di molti artisti internazionali, dai maestri storici ad alcuni tra i più rappresentativi autori delle ultime generazioni, in collaborazione con critici e curatori nonché con istituzioni, festival e associazioni).

Dieci artisti (Adriana Amodei, Nicola Bettale, Piero Chiariello, Maria Korporal, Igor Imhoff, Salvatore Insana, Cesar Meneghetti, Arash Radpour, Mariagrazia Pontorno, Mario Sasso, Lino Strangis): 10 Laboratori di creazione audiovisiva + l'omaggio a Mario Sasso.

Di Sasso, uno dei pionieri delle arti elettroniche al confine tra video, grafica, pittura e animazione anche in una dimensione installativa, viene presentata La Torre delle Trilogie: luce, colore, acqua, nata come video-installazione (vincitrice del Premio Guggenheim 1998), con musica del compositore Nicola Sani.

La selezione delle altre 10 opere, in una varietà di linguaggi e linee di ricerca, propone diversi approcci a una relazione creativa con la Natura e l'Ambiente interpretata attraverso i dispositivi multimediali e la pluralità delle tecniche compositive. 

La materia e le dinamiche  naturali vengono indagate dagli artisti, che attraverso metafore "audio-visionarie" mostrano nuovi modi di percepire e riflettere sull'esistente e sull' "evoluzione" del rapporto dell'uomo con l'ambiente e la vita che lo circonda.

Le opere in mostra si aprono a panorami inusitati, immaginari rivisitati, in cui le elaborazioni ed "alterazioni costruttive" di una realtà percepita come superficie, svelano aspetti essenziali del "vivere ecologico" e delle profonde relazioni tra la condizione umana e il suo rapporto con il fluire della vita nel pianeta; ci propongono, ognuna a suo modo, sguardi unici su questa consapevolezza in forma di "esperienze" costituite di immagini e di suoni.    
Una proposta di arte contemporanea, audiovisiva e digitale, nella quale lo spirito che la attraversa intende mettersi in relazione non solo con il tema monografico dell'edizione 2015 del Festival, ma con la stessa Regione di Manizales che lo ospita: Regione riconosciuta dall' Unesco come Patrimonio mondiale dell'Umanità per il suo paesaggio e la sua importante biodiversità. 

Il "Festival Internacional de la Imagen", realizzato dal Dipartimento di Visual Design dell'Università di Caldas, è una manifestazione internazionale e di riferimento per l'America Latina e non solo, nel proporre la creazione e la diffusione di conoscenza nel campo della formazione e della ricerca tra interactive design, media arts, audiovisual creation e electroacoustic soundscapes; ed in generale, sulla nuova relazione tra arti, design, scienze e tecnologie attraverso incontri, seminari scientifici, ospiti nazionali e internazionali, forum di discussione, concerti, workshop, mostre, webcast.

La Natura nello specchio del Virtuale
Opere videoartistiche da 10 + 1 Laboratori italiani di creazione audiovisiva, 2010 - 2015

Artisti in mostra
Adriana Amodei, Nicola Bettale, Piero Chiariello, Maria Korporal, Igor Imhoff, Salvatore Insana, Cesar Meneghetti, Arash Radpour, Mariagrazia Pontorno, Mario Sasso, Lino Strangis

21-25 aprile 2015
Sezione "Cine(Y)Digital" del 14° Festival Internacional de la Imagen - Universidad de Caldas
Sala Olympia, Teatro Los Fundadores
Carrera 22 Calle 33, Manizales, (Colombia)

Mostre a Gerusalemme per il 50 anni del museo di Israele

 

Il Museo di Israele di Gerusalemme celebra i propri 50 anni con una serie di mostre ed eventi
 

Gerusalemme, museo di Israele.
Una serie straordinaria di mostre è in calendario proprio per celebrare l’attività che da oltre mezzo secolo si realizza all’interno di una delle istituzioni culturali più importanti di Israele, l’Israel Musuem.

Le mostre in programma racconteranno tanto i capolavori del museo, quanto la dimensione universale e locale di esso grazie anche all’esposizione di una serie di prestiti che verranno forniti al museo proprio per questa importante ricorrenza.

Particolare attenzione viene data alla dimensione della cultura israeliana, dalle radici in Europa più di 100 anni fa, alla fondazione del Museo nel 1965, fino ai giorni nostri. Verranno esposti anche importanti pezzi risultato di donazioni giunte al museo di Israele a partire dal rinnovamento di esso realizzato a partire dal 2010.

Si parte dalla esposizione 6 Artists 6 Projects dove verranno esposte mostre personali di artisti israeliani contemporanei che lavorano oggi-offrendo istantanee di creatività visiva della Israele moderna, con lavori finalizzati a raccontare espressione di arte israeliana al tempo della fondazione del Museo di Israele. 6 Artists 6 Projectsaprirà il prossimo 29 Agosto 2015 presentando opere di alcuni dei maggiori artisti contemporanei il cui lavoro riflette le diverse creatività dell'arte israeliana di oggi. Tra gli artisti partecipanti si possono ricordare: Uri Gershuni, Roi Kupper, Dana Levy, Tamir Lichtenberg, Ido Michaeli, e Gilad Ratman ognuno dei quali presenta progetti nella sua propria galleria dedicata a mostre personali all’interno Museo. Abbracciando discipline dalla fotografia all'installazione, le loro opere coincidono con la pratica costante del Museo di fornire una piattaforma per l'arte dell '"adesso".

Curata da Mira Lapidot, Yulla e Jacques Lipchitz Chief Curator of Fine Arts, dal Dr. Noam Gal, da Orazio e Grace Goldsmith senior curatore senior della Noel e Harriette Levine, Dipartimento di Fotografia, da Amitai Mendelsohn, curatore del David Orgler dipartimento di Arte israeliana e da Aya Miron, curatore associato del David Orgler dipartimento di Arte israeliana.


1965 Today
La mostra 1965 Today ha aperto lo scorso 31 marzo e resterà on air fino al prossimo 29 agosto concentrandosi sulla produzione degli artisti di Israele, tra cui gli artisti le cui opere sono state esposte nel nuovo Museo di Israele e altrove a partire dalla metà degli anni 60. Si fa riferimento ad esempi iconografici di arte contemporanea provenienti da Europa e Stati Uniti e ai movimenti internazionali dominanti che hanno influenzato l'arte israeliana, tra i quali War II Abstraction post-mondiale e i movimenti emergenti della Pop Art, Op Art e Minimalismo. Si espongono opere provenienti dal museo, ma nanche prestiti prestigiosi provenienti da tutto il mondo.

Curata da Mira Lapidot, Yulla e Jacques Lipchitz, curatore responsabile di Fine Arts, Noga Eliash-Zalmanovich, curatore Associato, Stella Fischbach del Dipartimento di Arte Moderna,e Aya Miron, curatore associato e David Orgler del Dipartimento di Arte israeliana.


A Brief History of Humankind
A maggio verrà aperta la mostra che maggiormente vorrà focalizzare l’evento: si tratta dii dodici oggetti cardine di tutta le collezioni del Museo che illustrano la storia della civiltà umana dalla preistoria fino ai giorni nostri. Una breve storia del genere umano (1 maggio - 26 Dicembre 2015) Le collezioni ricche e diversificata del Museo di Israele abbracciano una linea temporale di centinaia di migliaia di anni, dagli albori della civiltà umana alla vita contemporanea.

Tra questi oggetti vale la pena ricordare: esempi del primo utilizzo del fuoco in un ambiente comune; i primi strumenti utilizzati dall'uomo; le testimonianze di vita dell’Homo Sapiens e di Neanderthal; la prima prova di scrittura e l’utilizzo dei numeri; esempi di pratica del diritto; le prime monete; e l'invenzione della stampa, fino alla esposizione del celeberrimo manoscritto di Albert Einstein sulla teoria della relatività. Queste opere sono amplificate attraverso lavori connessi di arte e oggetti contemporanei di tutta la storia della cultura materiale. Tutti insieme, tali aziende sottolineano il carattere universale delle collezioni del Museo.
A cura di Tania Coen-Uzzielli, Responsabile curatore del Museo e Efrat Klein, Curatore Associato.


Happy Birthday 
Happy Birthday (11 mag 2015 - 10 maggio 2016) è una festa di compleanno che sarà celebrata nella Ruth Youth Wing for Art Education. L'ala inaugura la sua mostra annuale celebrando il compleanno del Museo con impianti dedicati a rappresentazioni artistiche di feste di compleanno. La mostra presenta opere d'arte contemporanea, sia dalle collezioni del Museo sia in prestito.
La mostra Happy Birthday  è curata da Orna Granot, curatore associato della Biblioteca di Libri Illustrati per bambini. 50 x 50 è a cura di Guest Curator Ido Bruno.


Twilight Over Berlin
Nella seconda metà dell'anno, a partire dall’autunno, verranno esaminate le radici europee della cultura visiva moderna in Israele. Twilight Over Berlin (27 settembre 2015 - 30 gennaio 2016) presenta 50 capolavori che raccontano la libertà d'avanguardia che fiorì in Germania nella prima metà del XX secolo. Tra gli altri espressionisti come Ernst Ludwig Kirchner ed Emil Nolde e innovatori dell’epoca di Weimar come Max Beckmann e Otto Dix sono rappresentati con opere date in prestito dalla Neue Nationalgalerie di Berlino attraverso un partenariato istituzionale che segna la celebrazione simultanea di 50 anni di relazioni diplomatiche tra Israele e Germania. 

Allo stesso tempo, il Museo presenta mostre sorelle finalizzata a mettere in luce il patrimonio modernista europeo che ha influenzato i pionieri della tipografia moderna israeliana, arti grafiche e l'architettura. Questo insieme di mostre amplifica i modi in cui le tradizioni estetiche migrarono dall'Europa in Palestina nel periodo prima della seconda guerra mondiale e divenne fondamentale per lo sviluppo della cultura visiva di Israele e, in parallelo, del Museo stesso.

In concomitanza con le celebrazioni per i 50 anni del Museo vi sono due speciali esposizioni che avranno luogo nello Shrine of the Book dove sono conservati i Rotoli del Mar Morto che ha aperto al pubblico nel mese di aprile 1965, come preludio all'inaugurazione dell'intero campus del Museo. In mostra a partire dal 19 aprile 2015 è un display dedicato che esamina la storia del Santuario stesso, il cui disegno di Frederic J. Kiesler e Armand P. Bartos è stato lodato come un'icona dell'architettura modernista internazionale. Inoltre, come contrappunto contemporaneo alla storia antica dei Rotoli del Mar Morto sarà esposto per la prima volta il più piccolo esempio al mondo di Bibbia ebraica, la Nano Bibbia creata dal Russell Berrie Nanotechnology Institute dell'Istituto Technion-Israel of Technology.
 

Per un elenco completo della programmazione prevista per i 50 anni del museo: http://www.english.imjnet.org.il/


Sponsorizzazioni e Credits
Gli eventi previsti per il 50° anniversario del Museo di Israele sono supportati da:
The Museum’s 50th Anniversary Exhibition Fund: Herta and Paul Amir, Los Angeles; Foundation Albert Amon, Lausanne, Switzerland; Ellen Bronfman Hauptman and Andrew Hauptman, Los Angeles, and Stephen and Claudine Bronfman, Montreal, in honor of three generations of Bronfman family support for the Museum; Claudia Davidoff, Cambridge, Massachusetts, in memory of Ruth and Leon Davidoff; The Gottesman Family, Tel Aviv and New York, in memory of Dov Gottesman and in honor of Rachel Gottesman; The Hassenfeld Family Foundation, Providence, Rhode Island, in honor of Sylvia Hassenfeld; Alice and Nahum Lainer, Los Angeles; The Nash Family Foundation, New York; and Yad Hanadiv, the Rothschild Foundation in Israel.
 

 
Il Museo di Israele di Gerusalemme
Negli ultimi cinque anni il Museo di Israele è diventato uno dei più importanti musei d'arte e archeologia al mondo, con una collezione con più di 500.000 oggetti dalla preistoria ai giorni nostri. Luogo privilegiato per le più vaste collezioni della Terra Santa e di archeologia biblica del mondo, attraverso la programmazione espositiva, la pubblicazione e la ricerca. Qui vi è sono alcune delle collezioni più complete al mondo di Judaica e dell'etnografia di molte e diverse comunità ebraiche di tutto il mondo, insieme alla unica ed eccezionale collezione interni di sinagoghe, dall’Europa all’Asia alle Americhe. 

Il Museo ha anche aumentato la sua estensione architettonica di dieci volte dalla sua apertura nel 1965. Il campus, punto di riferimento originale disegnato da Alfred Mansfeld e Dora Gad, è stato migliorato con un'espansione globale e con un progetto di rinnovamento che è stato completato nel 2010 sotto la guida del James Carpenter Design Associates di New York e di Efrat-Kowalsky Architects, Tel Aviv. 

Gli obiettivi di questo progetto di trasformazione sono stati quelli di aumentare l'esperienza di esposizione di arte e archeologia per rinnovare e riconfigurare la presentazione delle sue tre ali di raccolta, consentendo la reinstallazione completa delle sue partecipazioni enciclopedici. Il progetto ha inoltre introdotto nuove gallerie espositive temporanee, servizi di orientamento, e spazi pubblici che migliorano ulteriormente l'esperienza del visitatore.

Il museo organizza e presenta eventi ed esibizioni anche nelle sue sedi esterne e succursali ovvero il Museo Archeologico Rockefeller e storica Ticho House nel centro di Gerusalemme, sede di mostre d'arte israeliana contemporanea.

mercoledì 15 aprile 2015

Alex DA CORTE, Devil Town. Inaugurazione 23.04.2015 at 6 pm

Photo by Alex Rotondo


ALEX DA CORTE
Devil Town

Inaugurazione: giovedì 23 aprile 2015 dalle 18 alle 21
Dal 24 Aprile al 30 maggio 2015
Da martedì a sabato, 11-19




Atto Primo: Scena Prima

Notte.
Un albero.
Stai annegando in una stanza di piscio brillante.
Pensi che le tue scarpe siano troppo strette.

Un uomo, che ti ricorda tuo fratello, ti trascina giù. Tu ti domandi se non sei stato tu a trascinarlo giù per primo.

Ti chiede una luce.


Atto Secondo: Scena Prima

Notte.
Una staccionata.
Vedi una luce.

Guardi da dietro i cespugli i tuoi genitori che preparano la cena
Le tue sorelle intrecciano i capelli una all'altra e danno vita ai loro reciproci problemi.

Avresti bisogno di fumare o di fare una pisciata.
Sei ubriaco fradicio.



La galleria Giò Marconi ha il piacere di annunciare Devil Town, esordio in Italia dell'artista americano Alex Da Corte.
La sua prima personale in un prestigioso museo verrà inaugurata nel marzo 2016 al Massachusetts Museum of Contemporary Art (Mass MoCA).


Alex Da Corte ( n. 1980) vive e lavora a  Philadelphia. Ha ottenuto il BFA alla University of the Arts di Philadelphia e il MFA alla Yale University, New Haven, nel 2010.

Recentemente ha presentato mostre personali in diversi spazi: the Institute of Contemporary Art, Philadelphia (2014; con Jayson Musson); Carl Kostyal, Stockholm (2014); White Cube, London (2014); David Risley, Copenhagen (2014); the Institute of Contemporary Art, Maine (2013); Oko, New York (2013; con Borna Sammak) e the Institute of Contemporary Art, Philadelphia (2012). 

I suoi lavori sono stati esposti nell'ambito di mostre collettive in musei e gallerie, tra cui: the Museum of Modern Art, New York (2009); The Studio Museum in Harlem, New York (2013); Contemporary Art Museum, St. Louis (2010); Mitchell-Innes & Nash, New York (2014); Team Gallery, New York (2011); Yvon Lambert, New York (2010).



Giò Marconi
via Tadino, 20
20124 Milan
tel +39 02 2940 4373
fax +39 02 2940 5573
info@giomarconi.com
www.giomarconi.com

 



Auditorium: "Roberto Leydi e il Sentite buona gente" mostra multimediale dal 16 aprile

Auditorium Parco della Musica
Dal 16 aprile al 17 maggio 2015

Roberto Leydi e il Sentite buona gente
Una mostra multimediale
Inaugurazione con Alberto Negrin e i suonatori di Maracalagonis
Roma, Auditorium Parco della musica, giovedì 16 aprile, ore 18.00

Giovedì 16 aprile, alle ore 18.00 presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma, si inaugura la mostra multimediale sul Sentite buona gente di Roberto Leydi con la partecipazione del regista Alberto Negrin e dei suonatori di Maracalagonis.

Salutato nel 1967 come una novità assoluta sulle scene italiane e fortemente voluto da Paolo Grassi e Giorgio Strehler nella programmazione del Piccolo Teatro di Milano, lo spettacolo Sentite buona gente accoglieva otto gruppi musicali, provenienti da sei regioni italiane, che al suono di launeddas e chitarre battenti svelarono l'esistenza di una meravigliosa varietà di musiche e danze, dalla pizzica salentina al ballo tondo della Sardegna fino alle tarantelle del Gargano.

Tra loro anche i Tenores di Orgosolo e i Cantori di Carpino, sui quali anni dopo si appunterà l'attenzione di musicisti come Roberto De Simone e Peter Gabriel, nelle riprese audiovisive realizzate da Lino Procacci per la Rai di Milano ma mai apparse sugli schermi nazionali.

Concepito in polemica con Gianni Bosio e il Nuovo Canzoniere Italiano, dal quale Leydi si era appena distaccato, il Sentite buona gente si contrapponeva al Ci ragiono e canto di Dario Fo in quanto intendeva testimoniare l'esistenza di una cultura musicale 'altra' attraverso la viva voce dei suoi protagonisti, senza tutele o mediazioni di interpreti borghesi.

La messa in scena era di Alberto Negrin, allora giovane assistente alla regia di Giorgio Strehler, avviato a una fortunata carriera come uomo di teatro, cinema e televisione: sue alcune delle più seguite fiction degli ultimi anni, da Pane e libertà su Giuseppe Di Vittorio a Qualunque cosa succeda su Giorgio Ambrosoli. Consulente dello spettacolo era Diego Carpitella, considerato assieme a Leydi il fondatore della moderna etnomusicologia italiana.

La mostra, costruita nell'intreccio tra suoni e immagini, è a cura di Domenico Ferraro che, per la Squilibri, ha recentemente pubblicato il volume Roberto Leydi e il Sentite buona gente. Musiche e cultura nel secondo dopoguerra, con allegati un DVD e un CD con la riduzione televisiva dello spettacolo e una selezione dei brani raccolti sul campo dagli autori in otto regioni italiane.
Per tutta la durata della mostra, in programma fino al 17 maggio all'Auditorium Parco della Musica, presso il MUSA-Museo degli Strumenti musicali dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, incontri con testimoni e protagonisti di quegli anni e appuntamenti in musica con alcuni gruppi musicali, eredi dei protagonisti dello spettacolo del 1967, dai Tenores di Orgosolo ai suonatori e danzatori della Val Resia.

Si inizia il 16 aprile, alle ore 18, con Alberto Negrin e i musicisti di Maracalagonis, guidati da Orlando Mascia, virtuoso di launeddas di fama internazionale, formatosi alla scuola dei Kalagonis, il gruppo che, nel 1967, apriva il Sentite buona gente.

L'autore del Sentite buona gente era Roberto Leydi, poliedrico intellettuale capace di spaziare, con grande disinvoltura, tra ambiti e competenze diverse. Tra i protagonisti della diffusione del jazz in Italia dopo le chiusure del fascismo, con Luciano Berio e Bruno Maderna firma la prima opera italiana di musica elettronica. Alla RAI già nei primi anni '50, è tra gli esperti incaricati di preparare le domande di Lascia o raddoppia, dove tiene a battesimo la prima esibizione in TV di una giovanissima Mina.

Dal 1958 è redattore e inviato de "L'Europeo", dove stringe duraturi rapporti di amicizia e collaborazione con Mario Soldati, Giorgio Bocca e Ferdinando Scianna. Nel 1962 porta in scena Milanin Milanon giudicato da Umberto Eco uno "straordinario rinnovamento di costume": tra gli interpreti anche Enzo Jannacci, ai suoi primi passi come interprete e autore. Suo anche il Bella Ciao che, nel 1964, suscita scandalo al Festival dei due mondi di Spoleto.

La mostra è promossa dall'editore Squilibri d'intesa con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la collaborazione di AESS-Archivio di Etnografia e Storia Sociale, il Centro di dialettologia e di antropologia di Bellinzona, il Piccolo Teatro di Milano e la RAI.

Apre oggi: Ritratto e figura da Rubens a Giaquinto - Palazzo Chigi Ariccia

 

RITRATTO E FIGURA

da Rubens a Giaquinto

a Palazzo Chigi in Ariccia

dal 15 aprile al 26 luglio 2015 la mostra dedicata al ritratto nel Seicento

evento satellite dell'esposizione romana Barocco a Roma. La meraviglia delle arti

 

 

  

Dal 15 aprile al 26 luglio 2015 Palazzo Chigi in Ariccia presenta la mostra Ritratto e Figura da Rubens a Giaquinto, "evento satellite" dell'esposizione di Fondazione Roma Museo-Palazzo Cipolla dedicata al Barocco romano dal titolo Barocco a Roma. La Meraviglia delle Arti (Roma, 1 aprile-26 luglio 2015), centro propulsore di una serie di iniziative per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico ed architettonico di Roma e del suo territorio: mostre collaterali, visite speciali e tour tematici nei luoghi più belli del Barocco romano, giornate di studio, concerti e la rievocazione storica della Girandola di Castel Sant'Angelo.


La mostra di Palazzo Chigi in Ariccia, curata da Francesco Petrucci, propone opere in buona parte mai esposte al pubblico, ritratti reali e ritratti ideali - principi, cardinali e personaggi di spicco della società italiana del '600 e della prima metà del '700 -, oltre a filosofi, santi e figure popolari.

Tra i dipinti più significativi il San Giacomo Minore di Giovanni Baglione, firmato e datato 1626, recentemente riportato all'attenzione degli studi, la cui rilevanza nella vasta produzione dell'artista è documentata anche da disegni preparatori. Di straordinaria qualità pittorica il Ritratto di vecchio di Pietro Paolo Rubens, padre del Barocco, della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini, eseguito attorno al 1609 immediatamente dopo il viaggio in Italia.

Riveste un notevole interesse storico ed artistico il Ritratto di Padre Niccolò Riccardi, detto "Padre Mostro" di Andrea Sacchi, ricordato da Bellori nella biografia sul pittore, ritenuto sino ad oggi perduto dalla critica. Riccardi, oratore e teologo domenicano, soprannominato "Padre Mostro", sia per il suo aspetto fisico, che per la sua straordinaria erudizione, è noto soprattutto per il processo a Galileo Galilei. Tra gli specialisti della ritrattistica seicentesca sono presenti in mostra pittori come Giusto Sustermans, artista di corte dei Medici, Giovanni Maria Morandi, ritrattista ufficiale del pontificato di Alessandro VII Chigi (1655-1667), maestri come Carlo Maratti, Giovan Battista Gaulli e Ferdinand Voet, che detennero il primato a Roma nel genere per gran parte della seconda metà del '600. Per la scultura, assieme al noto busto in terracotta di Mechiorre Cafà raffigurante Alessandro VII, uno dei massimi capolavori della ritrattistica del Barocco romano, è esposto il busto di ispirazione berniniana raffigurante il cardinale Leopoldo de' Medici, replica della versione di Palazzo Pitti, di cui si propone l'attribuzione ad Ercole Ferrata, che si affianca al ritratto giovanile del nobile fiorentino, prima di ricevere la porpora, eseguito da Sustermans. 

Tra i ritratti ideali un Filosofo astrologo del periodo riberesco di Luca Giordano e un Sant'Andrea riferibile al soggiorno veneziano dello stesso camaleontico artista, qui particolarmente influenzato da Tintoretto e da Tiziano. Rientra nella sezione un Giobbe di Mattia Preti, come pure una spirituale e delicatissima Madonna di Carlo Maratta, che per tale specialità era definito "Carluccio delle Madonne", oltre ad un meditativo San Giuseppe di Giuseppe Maria Crespi. Di spiccata sensualità il Ritratto di Francesca Gommi, amante e poi sposa del Maratta, e la nordica Maria Maddalena del pittore tedesco Ignazio Stern.


Si impongono per qualità nell'ambito della ritrattistica del primo '700 due capolavori inediti: il sontuoso Ritratto di gentiluomo di Francesco Solimena, riferibile al periodo della dominazione austriaca del viceregno di Napoli, attorno al 1725-30, e la versione ufficiale del Ritratto del cardinale Pietro Ottoboni, definito da Francis Haskell "The most adventurous patron of the time", opera di Francesco Trevisani.


Conclude la rassegna un'intensa immagine di San Filippo Neri, sospesa tra visione estatica e orazione interiorizzata, di Corrado Giaquinto. Pubblicato quasi mezzo secolo fa in un catalogo della Heim Gallery di Londra, il dipinto si inquadra nell'ambito della produzione giovanile di Giaquinto, mostrando, nella ibridazione culturale che manifesta, la sensibilità onnivora e la capacità di assorbimento del grande pittore pugliese.

La mostra Ritratto e Figura da Rubens a Giaquinto vanta prestiti da istituzioni museali autorevoli, tra cui lo stesso Palazzo Chigi in Ariccia, Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Corsini e Accademia Nazionale di San Luca di Roma, oltre a collezioni private, quali The Marignoli di Montecorona Foundation, collezione Lemme e un'importante collezione privata inglese.

La rassegna, organizzata dal Comune di Ariccia, è realizzata con il sostegno della Fondazione Roma-Arte-Musei e di The Marignoli di Montecorona Foundation.


Il catalogo è pubblicato da De Luca Editori d'Arte, per la cura di Francesco Petrucci.

 

sede: Palazzo Chigi in Ariccia – Piazza di Corte 14 – 00040 Ariccia (Roma)

orario: 10.00 – 13.30 e 15,30 – 19,00, la biglietteria chiude mezz'ora prima, chiuso il lunedì

biglietti: € 7,00 intero - € 5,00 ridotto

 

segreteria organizzativa: Palazzo Chigi in Ariccia, Franco Di Felice

tel. 06 9330053 - fax 06 9330988 - e-mail info@palazzochigiariccia.it – web www.palazzochigiariccia.it

 


Mostra | 8bit_un mondo a pixel | personale di Salvo Ligama | Galleria Portanova 12 | Bologna 28 aprile ore 18



La Galleria PORTANOVA 12 ha il piacere di invitarvi all'inaugurazione della mostra

 8bit_un mondo a pixel di Salvo Ligama


Martedì 28 aprile – ore 18

PORTANOVA 12
Via Porta Nova 12, Bologna



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www.CorrieredelWeb.it

Le “provocazioni” di NEED, la mostra di Logotel al Fuori Salone esplora il bisogno di nutrizione del pianeta

I designer e le alternative alimentari sono di scena alla mostra che Logotel presenta alla Milano Design Week 2015. Ecologici, abbondanti e nutrienti, gli insetti commestibili saranno il cibo del futuro? E le innovazioni introdotte dalle tecnologie all'avanguardia cambieranno il nostro modo di nutrirci?

I Critter Bitters sono dei cocktail artigianali a base di grilli tostati. Sono quattro gli aromi della gamma: grilli alla vaniglia, grilli al cacao, grilli alla mandorla tostata e, per i più audaci, grilli puri. Critter Bitters, progetto di Julia Plevin e Lucy Knops, parte dalla considerazione che le persone sono più aperte e desiderose di sperimentare e innovare attraverso l'alcol.

Critter Bitters è uno dei 19 progetti realizzati da designer italiani e internazionali che la service design company Logotel ha riunito in una mostra chiamata NEED, when design empowers human potential". La mostra evento, che dal 14 al 19 aprile si terrà nello spazio Logotel di via Ventura 15 a Milano (Lambrate) è probabilmente uno degli appuntamenti più originali della Milano Design Week.

Con NEED Logotel propone un percorso di esplorazione dei "bisogni", uno sguardo non convenzionale sul futuro che mette al centro della scena il design come strumento per riscrivere e riprogettare i bisogni individuali e collettivi. Tra questi spicca il tema cruciale di nutrire il pianeta, che come sappiamo sarà anche il cuore di Expo 2015.  NEED dedica al tema delle alternative alimentari ben tre progetti.

Se con Critter Bitters, Knops e Plevin hanno trovato un modo per introdurre gli insetti nella cultura americana, con il progetto Èntomo, Lara Hanlon punta a incoraggiare le persone a scoprire gli insetti come "gustosa" alternativa nutrizionale alla carne di uso comune come quella bovina o suina. In realtà attraverso il suo progetto grafico che applica il food design agli insetti, Lara Hanlon, vuole proporci uno stile di vita più intelligente e socialmente sostenibile. Certo, in Occidente prima di assaggiare un piatto insect-based sarà necessario superare il "fattore disgusto", e non sarà facile.

Lo scorso anno al Salone del Gusto e Terra Madre di Torino, Irad Santacruz Arciniega, cuoco messicano e fiduciario della condotta Slow Food Tlaxcalam, ha mostrato al pubblico larve, uova e insetti che in Messico vengono normalmente utilizzati. L'abitudine di mangiare insetti, inoltre, è frequente in molti paesi come Africa, America Latina e Asia. A livello mondiale si stima che siano 2 miliardi le persone che si nutrono di insetti e quasi 2000 le specie commestibili.

Il bisogno di considerare gli insetti come una valida alternativa alimentare per il futuro del pianeta è stata al centro del rapporto 2013 della FAO. Secondo il rapporto, nel 2030 dovranno essere nutrite più di 9 miliardi di persone, assieme ai miliardi di animali. Visto che fenomeni come l'inquinamento di acque e di terreni causato dalla produzione intensiva di bestiame e la deforestazione provocata dal pascolo eccessivo contribuiranno ai cambiamenti climatici e ad altri impatti distruttivi sull'ambiente, uno dei modi per affrontare il problema della sicurezza alimentare e dei mangimi passa attraverso l'allevamento di insetti, nutrienti, con alti contenuti di proteine, grassi e minerali.

NEED, inoltre, ospita anche Bioplastic Fantastic, il progetto di Johanna Schmeer  che studiando nuovi tipi di prodotti e interazioni scaturiti da innovazioni materiali nella biotecnologia e nanotecnologia ha creato sette "dispositivi biologici" che producono tutto il cibo e l'energia che serve all'essere umano per sopravvivere (proteine, grassi, acqua, fibre, zuccheri, vitamine e minerali), semplicemente esponendosi alla luce (attraverso la fotosintesi artificiale). I dispositivi sono stati progettati come parte di uno spazio domestico influenzato biologicamente e somigliano a quella di macchine o laboratori al fine di sottolinearne la natura di oggetti di uso domestico e le possibilità di design derivanti. Il progetto nasce per porre interrogativi e generare discussioni sulle tipologie di applicazioni di biotecnologia e nanotecnologia che in futuro non tanto lontano diventeranno parte integrante della nostra vita quotidiana.


"NEED, when design empowers human potential"
14-19 aprile 2015
via Ventura 15, Milano Lambrate
www.need-design.it



ATTENZIONE: Qui sotto il pdf con le foto dei progetti ospitati da NEED tra cui quelli segnalati nel com stampa.
http://www.need-design.it/images/pdf/Need_photo_pressgallery.pdf



LOGOTEL
Logotel è la service design company che progetta e accompagna la trasformazione delle imprese in modo collaborativo. Con un team composto da oltre 130 persone, ha sede a Milano nei 2.000 mq di spazi dell'ex stabilimento Faema. L'azienda ha all'attivo 50 clienti e insieme a loro sta sviluppando oltre 70 progetti. Nel 2014 Logotel, oltre a progetti di design di servizi, ha coinvolto oltre 5.000 persone in progetti formativi; ha progettato e gestisce inoltre 29 social e business community che ogni giorno mettono in connessione ed erogano servizi e contenuti a più di 60.000 persone.

NUOVE MOSTRE A SATURA


Sabato 18 aprile 2015 ore 17:00
Palazzo Stella – inaugurazione
NUOVE MOSTRE A SATURA

Aperte fino al 2 maggio 2015
Orario da martedì a sabato
dalle 15:30 alle 19:00
Genova, SATURA art gallery

SATURA art gallery è lieta di invitarvi all'inaugurazione dei prossimi eventi espositivi che si terrà, nei suggestivi spazi di Palazzo Stella, sabato 18 aprile 2015 alle ore 17:00.
Presenteremo le mostre personali di Mario Agrifoglio "Black light e Bauhaus" a cura di Flavia Motolese, Gianni Bucher "Forma essenza" a cura di Andrea Rossetti, Franco Dallegri "Armonie geometriche Dal visibile verso l'astrazione" a cura di Flavia Motolese, Anja Tognola "Pop ups" a cura di Elena Colombo e di Daniela Traverso "La luce infrange il buio" a cura di Marta Marin.
Con questo nuovo ciclo di mostre,
Satura art gallery


SATURA art gallery
rinnova il suo impegno nella promozione degli artisti contemporanei e nella ricerca di nuove tendenze nel panorama artistico internazionale.
SATURA Art Gallery
Piazza Stella 5/1 16123, Genova Italy

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