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lunedì 1 settembre 2014
MADE4ART: mostra "Light & Shadow"
Santa Teresa D'Avila nel V Centenario della nascita interpretata da Francesco Guadagnuolo
Arte e fede si fondono nell'opera di Guadagnuolo verso una sublime poliedrica estetica che caratterizza l'ingegno artistico. La mostra internazionale di Guadagnuolo avrà modo di far conoscere e vivere l'esperienza di questa grande mistica nel V centenario della nascita e avvicinare credenti e non credenti alla figura di Santa Teresa di Gesù.
E sta qui, in questa passione sacrificale, che in fondo evoca l'epopea del Calvario, il realismo sconcertante di ogni autentica ascesi cristiana. Qui che si radicano le più felici intuizioni artistiche cristiane d'ogni luogo e tempo; qui che s'annida lo stesso verismo pittorico di Francesco Guadagnuolo. Si pensi, per fare un esempio, al realismo vivo e sanguigno della Commedia dantesca, non a caso definita divina. E poi si pensi al misticismo crudo e corposo di Jacopone da Todi, alla sua spiritualità tormentosa e ruvida, addirittura brutale. Nel misticismo cristiano non troviamo quella rarefazione e negazione del mondo che possiamo trovare in altre forme di ascesi, come ad esempio in quelle del buddismo nirvanico (e dico questo sospendendo ogni giudizio, per il rispetto dovuto alla grande e vetusta tradizione orientale). Il Cristianesimo non predica l'abbandono del mondo, bensì il superamento di esso, vivendolo: il suo attraversamento e non la sua mortificazione (senza cedere - è ovvio - alle lusinghe e alle illusioni che il mondo propina).
Così la sua opera si innesta in maniera originalissima negli sviluppi del cosiddetto Novorealismo europeo, lasciandosi contaminare dalle atmosfere postmoderne, megalopolitane, ma caricandole, per contrasto, di potenti tensioni spirituali. Il tutto con tratteggi freschi ed immediati, con cromatismi esultanti e festosi, seppure dolorosamente immersi nelle angosce e nei drammi quotidiani. Sta qui l'impulso artistico dell'artista nisseno, in questo neoumanesimo spirituale e dolente, in questa sorta di sublimazione dell'angoscia e della pena esistenziale che lo porta a riscoprire la dimensione religiosa del sacro. Nel nuovo ed attuale ciclo pittorico (venti tavole dedicate alla Santa d'Avila), egli ci parla diffusamente, attraverso pennellate felici ed ispirate, della rigenerazione catartica operata dal dolore. Il volto della santa è ritratto in varie espressioni tese verso l'alto, tutte contratte nello spasimo di un intenso travaglio spirituale, ma avvolte nello stesso tempo da un sentimento di carezzevole pietas e di amore universale.
C'è la comprensione per l'uomo che coltiva vanità, di cui forse non può fare a meno, ma delle quali è chiamato a liberarsi attraverso un tormentoso e ardito cammino interiore. Da qui quel sentimento compassionevole che sembra sprigionarsi dai volti della santa per la comune e precaria condizione umana. Non ci sono toni di condanna, non si alzano indici accusatori. Questi volti, nell'elevarsi verso l'Alto, sono e restano totalmente coinvolti nell'umano. La figura della santa è avvolta in una corrente di ardore mistico che non si separa dalla vita, ma che avvolge fraternamente tutto il reale. Io, di certo, non sono in grado di stabilire se sia stato effettivamente questo il sentire di Santa Teresa d'Avila. Con tutta probabilità è così, ma confesso che un tale discorso esula dalle mie competenze. Posso dire soltanto, con discreta e ragionevole certezza, che è questo il sentire del pittore Francesco Guadagnuolo nel ritrarre in tante pose diverse il volto di un personaggio così fervoroso e importante per la storia della Chiesa.
Questo simbolismo non è evasivo o fantastico, né vuole essere una fuga nel passato. Le figurazioni hanno, si, il sapore dell'antico, ma appartengono al mondo odierno, molto più che all'antico. Rappresentano le inquietudini del nostro tempo, degli uomini e delle donne di oggi, invitandoli a guardare verso l'Alto, verso le leggi dell'amore e dell'armonia universale. Se così non fosse, le storie sacre non potrebbero dire più nulla a noi uomini del ventunesimo secolo, e questo un pittore come Guadagnuolo lo sa.domenica 31 agosto 2014
LUXURY VINTAGE a cura di Vintage Workshop® all'Expo della Creatività di Fabriano, 4-7 Settembre 2014
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| Lo special lettering opera dell'artista Jacob Sibbern scelto per il titolo della mostra Vintage |
Unesco, Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Fabriano, Camera di Commercio, Cna, Confartigiato, Frasassi – Le Grotte, Università di Camerino, Università Politecnica delle Marche, Fondazione CR, Guzzini Illuminazione.
mercoledì 27 agosto 2014
Mostra d'arte Architetture Urbane

Dal
2 settembre la galleria Sabrina Falzone di Milano inaugurerà le sale
Europa, Mirò e Guttuso con l'esposizione d'arte contemporanea
intitolata "Architetture Urbane".
Il
percorso espositivo inizia nella saletta Guttuso e si sviluppa nelle
sale Europa e Mirò attraverso l'allestimento di un suggestivo nucleo di
opere selezionate su tutto il territorio nazionale e realizzate da sei
artisti efficaci nella comunicazione artistica e particolarmente abili
nella resa esecutiva: Alda Maria Bossi, Bruno Carati, Mario D'Amico,
Piero De Macchi, Simona Della Bella e Roberto Re.martedì 26 agosto 2014
A Ravenna la mostra: “Atmosfere del Novecento volti e paesaggi”, una indagine sul Novecento italiano
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Redazione del CorrieredelWeb.it
lunedì 25 agosto 2014
LE BELLUSSERE DI CA’ DI RAJO ALLA MOSTRA DEL CINEMA CON “IL LEONE DI VETRO”
LE BELLUSSERE DI CA' DI RAJO ALLA MOSTRA DEL CINEMA CON "IL LEONE DI VETRO"
Sarà presentato nello spazio della Regione nell'ambito della 71. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia il lungometraggio ambientato in parte tra le bellussere dell'azienda di San Polo di Piave (TV)
Giovedì 28 agosto 2014 – ore 11.00
Hotel Excelsior
Lido di Venezia, Spazio della Regione del Veneto
Ci sarà anche un pezzo della provincia di Treviso alla 71° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Sono state infatti girate sotto le bellussere della cantina Cà di Rajo di San Polo di Piave e nell'annessa chiesetta della Madonna del Carmine, datata 1400, parte delle scene di "Il Leone di vetro", il film che sarà presentato il 28 agosto alle ore 11, nello Spazio della Regione del Veneto al Lido. Regia di Salvatore Chiosi, si tratta di un lungometraggio ambientato tra Venezia e le terre del Piave, prodotto da VeniceFilm, in collaborazione con Cultour Active e RunningTv International, e con il sostegno del Fondo del Cinema e dell'Audiovisivo della Regione del Veneto, Consorzio Vini Venezia, Treviso Film Commission e Provincia di Treviso.
Siamo nel 1866, nei giorni precedenti al referendum del 22 ottobre che sancirà l'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Attraverso le vicende di una famiglia veneta, i Biasin, cui si intrecceranno le vicissitudini della famiglia Querini, aristocratica e in decadenza, entrambe produttrici di vino, che commerciano in tutta Europa, si narra il periodo tra la caduta di Venezia, per opera di Napoleone, e la sua annessione all'Italia. Il film ripercorre con un flashback ripercorre anche la vicenda storica delle Pasque veronesi del 1797, quando Verona insorse contro Napoleone.
"Il Leone di vetro" è stato girato in buona parte nei luoghi di produzione del Raboso del Piave e sotto le storiche bellussere di Cà di Rajo. La bellussera è un antico metodo di allevamento della vite basato su un sistema a raggi: le viti, posizionate a 2,50 metri da terra, vengono disposte a raggio con l'ausilio di cavi di ferro sorretti da un palo dell'altezza di circa 4 metri. Il sistema, diffuso principalmente in Veneto, prende il nome dai suoi ideatori, Antonio e Girolamo Bellussi, agricoltori di Tezze di Piave (TV) che, dall'esigenza di combattere il fenomeno della peronospora, misero a punto questa particolare tecnica verso la fine dell'800. L'arte cinematografica si unisce così all'antica arte di produrre il vino e allo spettacolo naturale che questa forma di impianto offre alla vista.
"All'ombra delle vigne vive da sempre la famiglia dei Biasin, produttori di vino. L'intera famiglia, da generazioni, si dedica con passione alla sua produzione, tanto che il marchio e la bottiglia del loro vino - il Leone di Vetro - sono simbolo di qualità, ricercati in tutta Europa. Un vino, il Raboso del Piave, dal sapore forte e deciso, ruvido come la terra da cui proviene, come il lavoro e l'impegno utili alla sua creazione. Al patriarca dei Biasin, Alvise, a parlare delle sue vigne brillano gli occhi, e insieme al figlio Jacopo ed ai nipoti, lo spavaldo Spartaco e l'appassionato Marco, vi si dedica con tutto sè stesso. Siamo nel 1866 alla vigilia del referendum per l'annessione del Veneto all'Italia. Nella spaccatura che attraversa il popolo, fra chi è a favore e chi contro, si traccia la storia dell'Italia e la storia dei Biasin, legata come rami della vigna, a quelle delle Querini, la contessa Cecilia e la contessina. I cambiamenti in atto storicamente e all'interno del nucleo familiare, fra intrighi, passioni, dolori, apriranno nuovi scenari e prospettive inaspettate."
Girato nel corso del 2013, con un cast che vede la presenza di Sara Ricci, già vista in "Vivere", Christian Iansante, voce di Bradley Cooper e di Johnny Depp, del giovane e talentuoso Maximiliano Hernando Bruno, qui anche produttore, del veneziano Andrea Pergolesi, insieme a Claudio De Davide (il patriarca), e a Carla Stella, una storia che saprà riscoprire il passato, raccontando le radici di questo territorio. Nel cast artistico sono presenti anche Stefano Scandaletti (premio Off) e Diego Pagotto (Faccia D'Angelo), Eleonora Panizzo, Alvaro Gradella.
Trailer: www.youtube.com/watch?v=mMl04hQ8iZU – trailer Il Leone di Vetro
Il materiale fotografico del film lo trovate a questo link: http://illeonedivetro.tumblr.com/
"IL LEONE DI VETRO" Regia: Salvatore Chiosi - Sceneggiatura: Renzo Carbonera e Maximiliano Hernando Bruno - Direttore della fotografia: Lorenzo Pezzano - Scenografia: Virginia Vianello e Paolo Bandiera - Costumi: Fulvia Amendolia - Montaggio: Nicola Pittarello - Musiche: Pericle Odierna - Produzione: Venicefilm, in co-produzione con Cultour Active e RunningTv International. Cast Artistico: Claudio De Davide; Christian Iansante; Sara Ricci; Maximiliano Hernando Bruno; Andrea Pergolesi; Carla Stella; Stefano Scandaletti; Eleonora Panizzo; Vasco Mirandola; Alvaro Gradella; Gaetano Rampin; Diego Pagotto. LOCATION: San Polo di Piave (TV); Borgo Malanotte - Vazzola (TV); Piombino Dese (PD); Verona; Venezia.
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Redazione del CorrieredelWeb.it
Dai cerchi olimpici alle stelle del cinema: lo chef trevigiano Tino Vettorello, dopo i giochi invernali di Sochi, firma la ristorazione della 71 Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia VENEZIA 71: DAL PESCE DI LAGUNA ALLE VERDURE DEGLI ORTI TREVIGIANI, UNA MOSTRA DEL CINEMA TUTTA DA GUSTARE
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Redazione del CorrieredelWeb.it
sabato 23 agosto 2014
giovedì 21 agosto 2014
mostra a Monopoli
Il gruppo REC, non nuovo all'esplorazione di luoghi dotati di forte spiritualità presenta la mostra:
"6 ARTISTI x 6 ALTARI" - Chiesa di S. Salvatore, via Castello 5 - Monopoli.
dal 23 al 30 agosto - 19:00/21:00
Natalia Bartoli, Mimmo Avellis, Alessandra Lama, Paolo Tinella, Angela Consoli, Francesco Avellis.
La Chiesa di San Salvatore a Monopoli fu fatta edificare da un capitano di un vascello pirata scampato con tutto il suo equipaggio ad un naufragio. La scelta della chiesa, in seguito saccheggiata, è evocatrice di una spiritualità perduta, privata nel tempo di tutti gli ornamenti religiosi e dell'apparato simbolico-decorativo, che trova nell'arte una funzione salvifica, restituendole quella dignità artistica dissipata nel tempo.
6 ARTISTI x 6 ALTARI è una ricerca di spiritualità tra i 6 artisti, che compongono il gruppo REC, e i 6 altari presenti all'interno della chiesa lungo le navate laterali. La costruzione di telai lignei in corrispondenza degli altari rappresenta uno spazio che ogni artista gestisce con interventi site-specific, inquadrando le 6 opere.
Gli altari vengono incorniciati dai telai, che si innalzano verso l'alto, creando uno spazio al centro di un altro spazio, una struttura provvisoria che ha volutamente carattere di precarietà e leggerezza.
Il telaio è elemento comune che unifica i linguaggi e dialoga con l'altare, gli artisti si sono dati il compito di interpretare la spiritualità aleggiante in questo luogo consacrato, davanti ad ogni altare spogliato di opere d'arte. Il telaio ligneo delimita uno spazio visivo, è un passaggio temporale che mette in comunicazione il presente con il passato e l'altare con l'arte.
Vernissage:sabato 23 agosto ore 20:00 - interventi musicali di Davide MinervaAngela Consoli
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Redazione del CorrieredelWeb.it
giovedì 14 agosto 2014
THAT’S IT: contemporaneità a confronto - Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto


presentano
THAT'S IT: contemporaneità a confronto
SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) – PALAZZINA AZZURRA
con
Federica Amichetti – Attinia - Roberto Cicchinè - Rocco Dubbini
Armando Fanelli - Pierfrancesco Gava - Carla Mattii - Rita Soccio
a cura di
Nikla Cingolani
dal 23 agosto al 29 agosto 2014
Inaugurazione 23 agosto, ore 18,00
Sabato 23 agosto alle ore 18,30 presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto s'inaugura la mostra dal titolo THAT'S IT: contemporaneità a confronto. La mostra, organizzata dalla Galleria Marconi, IS Gallery, e Marche Centro d'Arte, con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto, presenta le opere di Federica Amichetti, Attinia, Roberto Cicchinè, Rocco Dubbini, Armando Fanelli, Pierfrancesco Gava, Carla Mattii, Rita Soccio ed è a cura di Nikla Cingolani che è anche autrice del testo critico.
Sarà possibile visitare THAT'S IT: contemporaneità a confronto dal 23 al 29 agosto, tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00.
La Palazzina Azzurra si trova in Viale Bruno Buozzi, 14 a San Benedetto del Tronto (AP).
Il giorno dell'inaugurazione Rocco Dubbini presenterà una performance realizzata con il supporto della cooperativa sociale Meridiana.
La curatrice Nikla Cingolani ha presentato il progetto su cui si basa THAT'S IT: contemporaneità a confronto con queste parole: "Attraverso le opere di otto artisti marchigiani, diverse per tematiche e ricerca, possiamo compiere una riflessione sulle urgenze del momento, grazie alla straordinaria sensibilità interpretativa di ciascuno di tradurre in immagini le proprie perplessità. L'arte, intesa come fare dilatato ed esteso, non risponde ad alcun obbligo linguistico e le loro espressioni diventano generali e fluide, spaziando alla sperimentazione in una continua metamorfosi. Federica Amichetti, Attinia, Roberto Cicchinè, Rocco Dubbini, Armando Fanelli, Pierfrancesco Gava, Carla Mattii, Rita Soccio, sono gli artisti a confronto i quali offrono un percorso di senso, dove l'arte diventa luogo di infiniti attraversamenti tra i diversi linguaggi. Il concept della collettiva è un'indagine sull'arte come elemento necessario per costruire l'immagine e la percezione di una regione caratterizzata da una molteplicità di culture e storie. In questo caso il pluralismo diventa spazio strutturale in cui la marchigianità non sia vista come una riduttiva caratteristica geografica, ma si ampli alla dissoluzione della stessa per ridefinirsi come territorio esperienziale universale. Il progetto è un'istantanea sul lavoro di questi artisti e la loro capacità di ascoltare quell'esigenza e quell'ombra, nell'esercizio di captare ciò che anima il vivere nell'epoca attuale. Dalla loro visione nasce l'amore per la bellezza in un tempo in divenire, capace di fissarsi per sempre in immagine che si ricordi. THAT'S IT. Ecco, questo è. L'opera è compiuta e il risultato lo abbiamo sotto i nostri occhi, ora."
TITOLO: THAT'S IT: contemporaneità a confronto
CURATORE: Nikla Cingolani
TESTO CRITICO: Nikla Cingolani
SEDE: San Benedetto del Tronto, Palazzina Azzurra, Viale Bruno Buozzi, 14
TELEFONO: 0735 581139
PERIODO: 23 agosto – 29 agosto 2014.
ORARIO: tutti i giorni 18-24
Un ringraziamento speciale a
INFO:
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galleriamarconi@vodafone.it
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