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domenica 18 agosto 2013

Carlo Levi, il volto del Novecento, è il titolo della mostra a Ravenna dedicata alla pittura del celebre scrittore e Senatore italiano



 

Mostra:    CARLO LEVI "IL VOLTO DEL NOVECENTO"


Sede espositiva
:                           Palazzo Mauro de Andrè, viale Europa, 1 - Ravenna
Periodo:                                    dal 30/08/2013 al 16/09/2013
Organizzazione:                        Associazione Culturale Il Cerbero
Orario:                                      
tutti i giorni dalle 19.30 alle 23.30
Informazioni:                            Palazzo Mauro de Andrè tel. 335 8151821 e-mail: info@ilcerbero.it
Mostra e catalogo a cura:             Silvana Costa
Patrocinio:                                 Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna.
Ingresso:                                    Gratuito

Inaugurazione:
venerdì 30 agosto 2013 ore 19.00 Palazzo De Andrè, Ravenna


CARLO LEVI "IL VOLTO DEL NOVECENTO" è la mostra a cura di Silvana Costa che inaugura a Ravenna negli spazi del Pala De Andrè venerdì 30 agosto alle 19.00.
 
Oltre 100 opere a partire dagli ani 20 fino agli anni 70 descrivono la personalità del pittore, scrittore e pensatore (politico) Carlo Levi considerato tra i più significativi narratori del Novecento. Una raccolta unica, un ampio e ricercato campionario di opere tra pittura, scultura e monotipi per raccontare l'intellettuale e l'artista, curata attraverso una ricognizione attenta sui collezionisti privati del nostro territorio che ha coinvolto il nuovo spazio Museale C.U.BO Centro Unipol Bologna, che ha all'interno una ricca collezione dedicata al Novecento di cui di circa 50 opere di Carlo Levi, e realtà analoghe come il museo MAGI900 di Pieve di Cento (FE), l'archivio Cagli di Roma, la Fondazione Carlo Levi di Roma che conserva una raccolta di 800 dipinti del Maestro e un archivio di manoscritti e di materiale documentario sull'artista.
Un mostra che è anche la celebrazione dei 50 anni dalla scesa di Levi in politica, era il 1963 infatti quando per dare peso alle sue inchieste sociali sul degrado generalizzato del paese, e mosso dal desiderio di contribuire a modificare una politica stratificata su un immobilismo di conservazione di certi diritti acquisiti anche illegalmente, Levi passa dalla teoria alla pratica e, convinto dagli alti vertici del partito comunista, incomincia a svolgere politica attiva. Candidato a un seggio senatoriale, viene eletto per due legislature Senatore della Repubblica.
 
Il vasto gruppo di opere esposte vuole condurre il pubblico sia all'abilità artistica e pittorica dello scrittore che raccontava anche attraverso le linee energetiche che compongono un'opera, sia essa bidimensionale o tridimensionale, la capacità dell'uomo di essere testimone e protagonista degli eventi politici culturali del suo tempo, sia effettuare un'indagine accurata del personaggio storico che se da un lato fu un sostenitore delle regole, dall'altro si espresse come innovatore per caldeggiare quei cambiamenti necessari a migliorare la condizione del paese.
Nato a Torino, il 29 novembre 1902 (morirà a Roma il 4 gennaio 1975) in una famiglia ebraica della borghesia torinese, fin da ragazzo dedica molto del suo tempo alla pittura. Nel periodo degli studi universitari, per il tramite dello zio, l'onorevole Claudio Treves (figura di rilievo nel Partito socialista), conosce Piero Gobetti che lo invita a collaborare alla sua rivista La Rivoluzione liberale e lo introduce nella scuola di Felice Casorati intorno alla quale gravita l'avanguardia pittorica torinese.
Queste amicizie saranno determinanti per scegliere un percorso che nonostante la laurea in medicina, Levi dedicherà all'arte e alla passione politica maturando la sua consapevolezza artistica a Parigi dove aveva uno studio, città che gli permetteva di contemplare e incontrare artisti antichi e contemporanei, guardando alle esperienze europee postimpressioniste. Fece parte del gruppo dei Sei di Torino e, in netta antitesi al più vieto accademismo del Novecento, elaborò nelle sue opere (ritratti, nature morte) un acceso e vibrante linguaggio espressionista che rimase costante, seppure piegato a più esplicite istanze realistiche, nella sua successiva produzione che si allarga anche al paesaggio. Ma la sua sua opera più importante è forse quella che lo vede vestire i panni dello scrittore; Cristo si è fermato a Eboli che Einaudi gli pubblica nel 1945, nata dai ricordi di confinato in Lucania, è il ritratto morale, sociale, ma soprattutto poetico di una gente e di un paese, il racconto veridico e pur favoloso di un viaggio alle origini della civiltà, compiuto a contatto di quelle misere popolazioni. La risonanza che avrà il romanzo mette in ombra la sua attività di pittore: ma la stessa pittura di Levi sarà influenzata da quel soggiorno diventando più rigorosa ed essenziale e fondendo la lezione di Modigliani con un sobrio, personale realismo.

La mostra, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna, è stata realizzata con il contributo di: AGENZIA RITMO, CLUB DEL SOLE, CONSAR-GRAR, COPURA, IDROEXPERT, MOVITER STRADE CERVIA, NADEP, PENTAGRAMMA ROMAGNA, S.P.M. CONSULTING, SIDAC GRUPPO ACMAR, STUDI DI SERVIZI ALLE IMPRESE.
 
 
Immagine: Ragazza in poltrona, olio su tela, 1961 (C.U.BO Centro Unipol Bologna)



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Redazione del CorrieredelWeb.it


sabato 17 agosto 2013

Modica (RG) - “Colore uno. Nature e antinatura”, opere di Tommaso Chiappa in mostra al Palazzo Grimaldi

 Agli organi di Stampa

Modica (RG), 17/08/2013


"Colore uno. Nature e antinatura", opere di Tommaso Chiappa in mostra al Palazzo Grimaldi


Dal 30 agosto al 21 settembre il Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) ospiterà la mostra "Colore uno. Nature e antinatura" di Tommaso Chiappa, a cura di Elisa Mandarà (vernissage venerdì 30 agosto ore 18,30).

La mostra, organizzata con il patrocinio della Fondazione Giovan Pietro Grimaldi e con il contributo dell'agenzia Andrea Licitra pubblicità, si annuncia come un'interessante novità in campo artistico per la provincia di Ragusa.

Con "Colore uno. Nature e antinatura", l'artista palermitano propone per la prima volta al pubblico ragusano un saggio della propria produzione pittorica, allestendo un percorso espositivo con circa quaranta opere di varie dimensioni, realizzate con tecniche ad acrilico tra il 2011 e il 2013, che tocca le principali tappe del suo cammino artistico (il viaggio come acquisizione di una nuova prospettiva, i non luoghi, l'individuo e la dimensione metropolitana, l'incontro-scontro tra l'uomo, le "prigioni" urbane, il ritorno alla essenzialità, la Natura vivente, ecc.).

Le ascendenze artistiche e culturali dell'arte di Tommaso Chiappa, come scrive Elisa Mandarà nel testo critico della mostra, vanno ricercate nella lezione surrealista, nell'attenzione del Pop al folclore urbano, nelle declinazioni fumettistiche e pubblicitarie del mondo esterno, nella riflessione intellettuale sulle valenze dell'immagine elaborata dall'Arte Concettuale negli anni Sessanta e nelle iconografie del Fotorealismo degli anni Settanta e, per la scelta del monocromo, nell'opera di maestri come Schifano.

L'impiego di un solo colore è una "reazione estetica" alla condizione contemporanea dell'uomo, "calato in un reale frammentato, parcellizzante, ove ogni situazione pare ammalata di contingente, ove le certezze archetipiche degli assoluti paiono essere inesorabilmente crollate". Ecco, dunque, che gli scenari urbani, umani, paesaggistici, le "nature" che l'occhio cattura, diventano "antinature" attraverso la loro trascrizione emozionale e simbolica, mentre il monocromo assurge al ruolo di "argine alla sensualità dei colori, in una ricerca di sintesi, di purezza di parola".

Tommaso Chiappa (Palermo, 1983) si è formato artisticamente a Milano, dove vive e lavora. Ha al suo attivo varie mostre personali e collettive in molte città italiane. La scelta tecnico-formale del monocromo, la pregnanza di alcune tematiche centrali attinte dal dibattito sulla contemporaneità, la tendenza all'interazione con altri linguaggi (es. video) sono alcuni tra i tratti distintivi della sua arte.

In occasione del vernissage l'Enoteca Fratelli Mazza di Ragusa offrirà una degustazione di vini.
La mostra osserverà i seguenti orari: lunedì-sabato ore 9.00-13.00 e ore 16.00-20.00, domenica chiuso.


In allegato:
locandina e immagine.

Info e contatti
Fondazione Grimaldi
Corso Umberto I, 106 – Modica (RG)
cell. 380.7030586


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INpress ufficio stampa 
di Giovanni Criscione
p. iva. 01467520886
Via Assì 13, Modica (RG)
tel. 0932 752707
cell. 329 3167786

martedì 13 agosto 2013

Mostra del Cinema di Venezia: ISTINTOBRASS film documentario su TINTO BRASS

70. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA

la Biennale di Venezia 2013


"ISTINTOBRASS"

Il film documentario sulla vita di Tinto Brass



Alla 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia un film documentario su Tinto Brass. Nel cast anche Helen Mirren, Sir Ken Adam, Gigi Proietti, Franco Nero, Adriana Asti, Serena Grandi e molti altri.


Si chiama "Istintobrass" il film documentario sulla vita di Tinto Brass che sarà presentato alla 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 


Realizzato dal regista Massimiliano Zanin, assistente alla regia e sceneggiatore di Brass da più di dieci anni, il documentario è scritto, oltre che da Zanin e da Caterina Varzi, anche dallo stesso Brass che ha fortemente voluto questo lavoro, collaborando oltre che alla scrittura anche alla ricerca di materiale inedito e alla scelta degli attori e critici cinematografici intervistati.


Il documentario racconta un Brass inedito, dagli anni della formazione a Parigi alla Cinématèque Francaise al fianco di Roberto Rossellini, Henri Langlois e Joris Ivens con altri giovani cineasti come Bresson, Godard, Truffaut, fino agli albori della Nouvelle Vague. Poi il ritorno in Italia e i primi capolavori come "Chi lavora è perduto", "La vacanza", "L'urlo", "Col cuore in gola". Il rapporto con Dino de Laurentiis, Alberto Sordi, Silvana Mangano. La scoperta di un grande attore come Gigi Proietti e i selvaggi e avventurosi film in società con Franco Nero e Vanessa Redgrave


Un Tinto politico, un cinema anarchico, innovativo, sperimentale e pieno di invenzioni linguistiche che si esprimevano soprattutto grazie al montaggio geniale elaborato in seguito alla collaborazione con Ivens e Rossellini ed al lavoro di archivista alla Cinématèque. 

Un cinema quasi dimenticato che il documentario si occuperà di riportare alla luce attraverso il racconto di quattro fra i più importanti critici cinematografici, prima di passare alla vita privata di Tinto, al rapporto speciale con la moglie Tinta e con i tanti attori che con lui hanno collaborato.


E poi ancora i primi grandi successi di pubblico, il cinema sul potere di Salon Kitty e Caligula e l'approdo al cinema erotico con La Chiave che ne decretano un enorme successo presso il pubblico internazionale, via via fino ad arrivare all'oggi, al Brass personaggio mediatico e alla sua iconografia del piacere voyeuristico ormai sedimentata nell'immaginario del pubblico attraverso i racconti di Gigi Proietti, del premio Oscar Helen Mirren, dell'attore feticcio Franco Branciaroli, di Serena Grandi, di Franco Nero e del due volte premio Oscar Sir Ken Adam.


Tinto Brass

Uno dei personaggi più controversi, originali e amati del cinema italiano.

Il regista più censurato della storia. Un anarchico della pellicola, uno sperimentatore geniale, un inventore di sogni. Un vero grande artista. Questa è la sua storia.


Il regista Massimiliano Zanin

Veneto, una laurea in Sociologia, da ormai 15 anni vive a Roma. Nel 1999 incontra Tinto Brass che lo sceglie come uno dei giovani registi del progetto "Corti circuiti erotici", con il film "Rapporti Impropri". L'amicizia e il rapporto con Brass, per il quale diviene lo sceneggiatore di fiducia, si approfondiscono negli anni successivi. In tutti i film realizzati al fianco di Brass scrive la sceneggiatura mentre sul set lavora come assistente alla regia. Parallelamente si occupa della produzione al fianco di Mario Di Biase storico organizzatore anche di Bertolucci, Fellini, Pasolini; e di Enzo Sisti, produttore esecutivo della maggior parte dei film americani girati in Italia.


70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

La Biennale di Venezia 2013

Venezia Classici, Documentari


Credits

Un film di Massimiliano Zanin

Scritto da Tinto Brass, Caterina Varzi, Massimiliano Zanin


Una Produzione Think'o Film + Wave

Con Tinto Brass, Helen Mirren, Gigi Proietti, Franco Branciaroli, Serena Grandi, Adriana Asti, Franco Nero, Manlio Gomarasca, Bonifacio Brass, Gianni Canova, Marco Giusti, Yuliya Mayarchuk, Marco Muller, Sir Ken Adam.


Fotografia Luca Giberti, Timoty Aliprandi

Montaggio Alessandro Calevro

Regia Massimiliano Zanin

Durata 105 min




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Redazione del CorrieredelWeb.it


lunedì 12 agosto 2013

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giovedì 8 agosto 2013

Cosa fare se l'iPhone cade in acqua.. ma vi auguriamo buon ferragosto!


Cosa fare se l'iPhone cade in acqua


Tempo di vacanze sole e mare. Se il vostro iPhone (o smartphone o telefonino) è caduto in acqua, non perdete subito le speranze.

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Auguri di buon Ferragosto dalla Redazione del CorrieredelWeb.it



mercoledì 7 agosto 2013

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martedì 6 agosto 2013

Mostra ceramica Cutrofiano

MOSTRA MERCATO DELLA CERAMICA ARTIGIANALE DI CUTROFIANO:

DOMANI A PALAZZO ADORNO

PRESENTAZIONE DELLA 41^ EDIZIONE

Domani, mercoledì 7 agosto, alle ore 11, a Palazzo Adorno a Lecce, sarà presentata la 41^ edizione della Mostra mercato della ceramica artigianale di Cutrofiano.

L'edizione 2013, in programma dal 10 al 18 agosto, "si veste di nuovo" diventando una "mostra diffusa" per palazzi e corti del caratteristico centro storico della Città di Cutrofiano.

Seguendo un percorso obbligato, che partirà dal Palazzo Ducale e si snoderà nella suggestive strade e viuzze del borgo antico, il visitatore sarà accompagnato  nelle varie tematiche della mostra; un circuito espositivo artigianale, ma anche un momento di degustazione fra tutte le prelibatezze enogastronomiche e dolciarie della tradizione salentina.

Alla presentazione di domani interverranno Simona Manca, vice presidente della Provincia di Lecce, Tommaso Campa, assessore alle Attività produttive del Comune di Cutrofiano, Antonio Colí, presidente consorzio della ceramica di Cutrofiano, Piero Anselmi dell'agenzia Mood e Giuseppe Vergine di Kutra Viaggi.


 

 

lunedì 5 agosto 2013

Sale...la voglia d'arte



“SALE … la voglia d’arte”
II BIENNALE INTERNAZIONALE DI SCULTURA DI SALGEMMA

L’evento internazionale,  dal 9 al 18 agosto nella Villa Sgadari alle porte di Petralia Soprana, coinvolgerà artisti che scolpiranno blocchi di salgemma  realizzando sculture che andranno ad arricchire  il nuovo museo all’interno della miniera  Italkali dove hanno già trovato posto le opere della precedente biennale.

Ritorna “SALE…la voglia d’arte”. Dal 9 al 18 agosto il salgemma diventa nuovamente protagonista a Petralia Soprana con la II Biennale Internazionale di Scultura. Continua il percorso dell’Associazione “Arte e Memoria del Territorio” di Milano e dell’Associazione “SottoSale” di Petralia Soprana legato al salgemma che da condimento alimentare diventerà materiale da scolpire. Si rinnoverà l’incontro con la scultura che vedrà all’opera artisti internazionali: Cosimo Barna, Mariano Brusca, Momò Calascibetta, , Claus Joans, Gianfranco Macaluso, Jorunn Monrad, Laura Panno, Damiano Sabatino, Stefano Zucchi che svilupperanno il tema assegnato “Dalle viscere della terra alla luce del sole: il sale un dono per l’uomo/la donna del 2° millennio.” Ogni artista con la sua sapiente tecnica e creatività realizzerà l’opera  scolpendo un blocco di sale, nell’intento di valorizzare questo prezioso e antico materiale formatosi 200 milioni di anni fa a seguito del prosciugamento dell'acqua dei mari primordiali e ora  conservatosi nelle viscere delle montagne delle Madonie.

Nell’ambito della  Biennale, da un’idea del fotografo Fabrizio Garghetti, si rinnoverà il rito del  “RITORNO AL MARE”; il sale, che attaverso remoti eventi geologici  è salito alla montagna, a mille metri di altitudine, nella contrada Raffo a Petralia Soprana ed estratto dalla società Italkali, ridiscenderà al mare simbolicamente con alcuni blocchi  attraverso il più antico mezzo di trasporto : l’asino.

Il ritorno al mare, attraversando borghi e paesi, riscoprirà il valore dei percorsi nella natura e segnerà una “nuova strada per il turismo”. La base logistica dell’evento è Villa Sgadari, alle porte del paese di Petralia Soprana, recentemente ristrutturata dall’Ente Parco delle Madonie che ne è anche il proprietario. Villa Sgadari è una delle più interessanti residenze sub-urbane delle Madonie di architettura Barocca con pregevoli affreschi di carattere mitologico. 

Nello spazio antistante la Villa  Momò Calascibetta realizzerà una installazione dal titolo “GENESI”. Il progetto di Momò consiste in un grande volume piramidale a forma di tetraedro realizzato con 11.000 cannucce da bibita, versatile famiglia di materiali “plasticosi”. Trasparente e leggerissimo,  autentico miracolo visivo,  racconta e mette simbolicamente  in luce il mondo dell’acqua, custode del sale. Proprio come l’acqua, il sale possiede una struttura cristallina ben precisa  ma, a differenza dell’acqua, che è un tetraedro, la struttura reticolare del sale è cubica.
di Momò

L’acqua come il sale è indispensabile alla vita, partecipa all’energia degli esseri, è elemento tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita.

L’acqua è cio’ che tutto avvolge e permea, è lo spazio intangibile che tutto unisce, è la sostanza che pervade l’intero universo e che  assorbiamo dall’ambiente circostante attraverso la sete,  necessaria alla vita degli Esseri Viventi.

Gli spazi della Villa ospiteranno anche molteplici iniziative che coinvolgeranno la sfera musicale, artistica e culturale. Durante tutto il periodo della manifestazione si terrà anche una collettiva d’arte dei più importanti artisti madoniti, un laboratorio di fotografia notturna ed altre iniziative culturali.

Una volta ultimate, le sculture saranno installate all’interno della miniera di salgemma Italkali, nel museo realizzato in uno spazio all’interno della miniera dove potranno essere visitate.

Dalla collaborazione tra l’Associazione “Arte e Memoria del Territorio” e l’Associazione “Sottosale”, che hanno comunanza di obiettivi e finalità riguardo al concetto di valorizzazione e promozione del territorio, nasce e continua questa manifestazione che metterà alla prova gli artisti con l’utilizzo di un materiale inusuale e difficile da modellare.


venerdì 2 agosto 2013

TARSHITO SPECIALE SALENTO - MOSTRA CASTRO

"TARSHITO SPECIALE SALENTO": DOMANI A CASTRO

LA SECONDA MOSTRA DEDICATA AI TRENTA ANNI DI CARRIERA

DEL CELEBRE ARTISTA PUGLIESE

 

Nuova tappa salentina per il progetto espositivo itinerante "Tarshito Speciale Salento", organizzato dall'associazione culturale Salento Agorà di Castro, con il patrocinio della Provincia di Lecce e dei Comuni di Poggiardo, Castro, Maglie, Nociglia.

 

Domani, sabato 3 agosto, alle ore 21, nel Castello Aragonese, a Castro, sarà inaugurata la mostra dal titolo "Alberi – Le Creature", la seconda delle quattro previste che ripercorrono iconograficamente l'intero percorso espressivo del noto artista pugliese Tarshito.

 

Allestita nelle Sale del Vescovado del Comune di Castro,dove si potrà visitare fino al 23 agosto prossimo, la mostra è centrata sul tema dell'albero, simbolo di unione tra Materia e Spirito, creatura vivente, con installazioni di grandi quadri con cortecce di caucciù e naturali. La corteccia, abbraccio dell'albero e il caucciù, succo dell'albero stesso. La corteccia naturale a formare un grande vaso posto al centro della sala. Un albero di cortecce di caucciù, realizzate da calchi delle cortecce naturali, i cui frutti sono vasi e campanelli. Una scala di cortecce di caucciù poggiata sull'albero a ricordare la tradizione del lavoro nei campi.

 

L'evento "Tarshito Speciale Salento" dedicato all'attività trentennale del celebre artista si è aperto il 13 luglio scorso a Poggiardo con la mostra "Vasi – L'ascolto" e si svilupperà fino al 29 settembre prossimo, toccando anche i Comuni di Maglie ("Animali sacri – Il rispetto") e Nociglia ("Guerrieri d'amore – Le qualità").

 

Tutte le mostre composte da dipinti, sculture, installazioni, sono curate dalla professoressa Marina Pizzarelli. Ogni tappa prevede il coinvolgimento attivo del pubblico che partecipa ad un happening in ogni paese ospitante.

 

Lecce, 2 agosto 2013

TUFFFO





T U F F F O / C’era una volta, una volta sola

un progetto espositivo curato da ARIA [rivista d’artisti] 
con il patrocinio e il contributo 
dell’Assessorato alla Cultura della Città di Formia
in collaborazione con le Associazioni:
SEMInARIA sogninterra e CALLIOPE

Complesso architettonico Torre di Mola – FORMIA (Latina)

Inaugurazione: Giovedì 8 agosto ore 19.00

dall’ 8 al 25 agosto 2013, tutti i giorni: ore 17.00-21.00 – venerdì e sabato: ore 17.00-23.00
interventi e performance ore 20 :
giovedì 8, venerdì 16 e 23 agosto

artisti di TUFFFO:
Giovanni Albanese, Gianni Asdrubali, Ali Assaf, Paolo Assenza, Arianna Bonamore, Pino Boresta, Tania Campisi, Riccardo Caporossi, Laura Cionci, Iginio De Luca, Carlo De Meo, Massimo Diosono, Andrea Fogli, Simona Frillici, Dario Ghibaudo, Francesco Impellizzeri, Andrea Lanini, Myriam Laplante, Franco Losvizzero, Rita Mandolini, Franco Ottavianelli, Cristiana Pacchiarotti, Grumo Piacentini, Roberto Piloni, Lino Strangis, Naoya Takahara, Franco Troiani, Daniele Villa.

performance teatrali:

Roberta Nicolai- triangolo scaleno teatro, interprete Enea Tomei giovedì 8 agosto, ore 20;

Zattera di Babele diretta da Carlo Quartucci con Carla Tato’,
in collaborazione con Lino Strangis venerdì 16 agosto, ore 20;

Riccardo Caporossi e Vincenzo Preziosa venerdì 23 agosto,ore 20

intervento musicale di Alfonso Priori

Giovedì 8 Agosto 2013, alle ore 18.00, ARIA [rivista d’artisti], in occasione dell’uscita del suo 4° numero intitolato C’ERA UNA VOLTA, UNA VOLTA SOLA presenta la mostra d’arte contemporanea TUFFFO, un evento che si avvale del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Formia, della collaborazione delle associazioni Seminaria Sogninterra e Calliope.

Con un titolo asciutto e risoluto, la mostra TUFFFO intende esprimere metaforicamente l’azione possibile dell’arte come cifra di un’esistenza totale, in cui ogni frammento diviene l’Intero.

In questo senso, il tuffo simboleggia l’unione completa tra l’uomo e gli elementi vitali; saldamente radicato in terra, il corpo viene lanciato a librarsi nell’aria per poi frangere la superficie ed avvolgersi d’acqua. Un breve istante in cui si racchiudono le infinite mutazioni della specie umana, un attimo in cui ripercorrere i continui cambiamenti di prospettiva ai quali l’uomo si è adattato, finendo per rivestirsi di una natura duttile, proteiforme, incessantemente protesa verso il cambiamento.

Nel tuffo è racchiusa quella dimensione di rischio, di sfida, di rottura del consuetudinario che libera le emozioni e si fa “evento”, non più semplice gestualità. Ma il tuffo, ad un livello più profondo, condensa e raffigura in una singolarità assoluta la fluida ripetizione del vivere, e lo fa proprio esprimendosi come trauma, come bisogno istantaneamente avvertito dal corpo e dalla mente di conciliarsi con il nuovo ambiente. Esso ricapitola tutti i microtraumi e le omeostasi che continuamente il nostro corpo richiede per adattarsi alla realtà, abituale, certo, ma perennemente mutevole, che lo circonda.

TUFFFO dunque come metafora di un’arte che esplora la vita, che vuole essere vita rivelata in tutta la sua intensità e drammaticità (quella del tuffo al cuore), ma anche nella sua giocondità. Un’arte che svela e nasconde, che afferra un frammento rendendolo simbolo, che conduce nelle profondità del vivere e del sentire per poi lasciar riaffiorare e spiaggiare: un’arte che è sfida, trascendimento oltre e verso…

Ma anche gioco e leggerezza, per rendere lieve la vita; non (solo) puro atletismo, invece spontanea alchimia di regole e libertà per un’azione che, in qualsiasi contesto svolta, rappresenta per chiunque un atto unico di infinita fiducia, riprodotta nelle singole eccelse prove (il tuffo nel vuoto di Yves Klein, per dire) e nei tuffi multipli e gioiosi che fanno tutti i giovani, allegramente e senza troppo pensare.

In estate l’Italia brulica di mostre temporanee nei centri di fermento turistico, nei musei e nelle piazze gremite: Aria con col suo TUFFFO rende omaggio a tutte le istituzioni e agli artisti in vacanza.

La Torre di Mola affacciata sul porto di Formia idealmente congiunge i fronti di terra e mare. Non rinunciando all’auto-ironia, che sposta coi villeggianti anche la ricerca artistica in esposizione in piena estate, in uno splendido porto come quello di Formia, luogo di villeggiatura e svago, fa si che TUFFFO, da mostra visiva con tre effe per essere sonora e spettacolare, un po’ teatralmente divenga un “tuffo notturno nel mare di mezz’estate”.

Nell’inedito evento espositivo TUFFFO si mettono in mostra rappresentazioni d’arte variamente artificiali e, tra ambientazioni video, immagini, sculture e installazioni, si espande in ogni sala della torre quella sfida di non lanciare sassi in acqua ma tuffare se stessi comunque, per prospettare ancora sulla superficie, al posto degli anelli concentrici, quadrati e quadrati.

Ed in mostra con artisti visivi per dare credito all’azione ed allo spostamento fisico, sono presenti anche tre realtà del teatro di ricerca: all’installazione sulle mura della Torre di Mola realizzato da Riccardo Caporossi si aggiungono la performance di Roberta Nicolai- triangolo scaleno teatro, interprete Enea Tomei nel corso dell’inaugurazione e, venerdì 16 agosto, la Zattera di Babele diretta da Carlo Quartucci, con Carla Tato’ in collaborazione con Lino Strangis, per chiudere, venerdì 23, con un’azione ideata dallo stesso Riccardo Caporossi con la presenza dell’attore Vincenzo Preziosa.

Esposte negli spazi della Torre di Mola anche le pagine del quarto numero di ARIA intitolato
C’ERA UNA VOLTA , UNA VOLTA SOLA.
Il tema della rivista prende spunto dalla consolidata frase che apre la fabula. ARIA, attraverso i suoi numerosi interventi visivi, si interroga su ciò che si è visto, ascoltato, ma si è perso, lasciando tracce di memorie frammentarie e, nonostante ciò, ancora raccontabili. Memorie che si fanno pensieri e forme e che spesso si coagulano in una immagine saliente, insostituibile. Ecco dunque la fascinazione che, di un’intera storia, permette una sintesi figurale, una fissità cui mira spesso l’arte contemporanea ma che, sempre nuovamente, rimette in movimento prospettando nuove vie all’immaginario.

All’interno di ARIA n. 4 “C’era una volta, una volta sola” sono:
Nicola Alessandrini, Paolo Angelosanto, Massimo Arduini, Edoardo Aruta, Gianni Asdrubali, Paolo Assenza, Sara Basta, Teal Baskerville, Paolo Bielli, Tomaso Binga, Pino Boresta, Pino Buffa, Alessandro Calizza, Daniele Canonica, Daniele Carlo Maria Casaburi, Consuelo Celluzzi, Izumi Chiaraluce, Paolo Consorti, Mario Cuppone, Daniele Contavalli, David Pompili Davil, Michele de Luca, Carlo De Meo, Stefania de Mitri, Laura Della Gatta, Mauro Di Silvestre, Massimo Diosono, Ermanno Dosa, Santino Drago, Epvs, Stefania Fabrizi, Simona Frillici, Werther Germondari, Dario Ghibaudo, Rebecca Goldman, Sandra Hauser, Micaela Lattanzio, Ovidiu Leuce, Franco Losvizzero, Tiziano Lucci, Salvatore Mauro, Pablo Mesa Capella, Ugo Magnanti, Rita Mandolini, Paulina Mikol Spiechowicz, Veronica Montanino, Armando Moreschi, Lisa Nonken, Omino 71, Cristiano Petrucci, Gufo Piacentini, Serena Piccinini, Claudia Quintieri, Paola Ricci, Anna Romanello, Fabrizio Sacchetti, Jack Sal, Guendalina Salini, Maurizio Savini, Ananya Sikand, Lino Strangis, Danilo Torre, Chelsea Torres, Gian Maria Tosatti, Francesca Tulli, Jaqueline Tune, Vado, Paola Romoli Venturi, Daniele Villa, Fiorenzo Zaffina, un disegno di Luigi Ontani ed un testo poetico di Valentino Zeichen.

info: redazionearia@gmail.com
Direttore Responsabile: Maurizio Tatangelo
Direttore artistico: Carlo De Meo
Responsabile di Redazione: Cristiana Pacchiarotti
Redazione: Arianna Bonamore, Pino Boresta, Tania Campisi, Francesco Nucci, Giovanni Piacentini 

Fuori contesto Manifesta 7




Fuori contesto

Parallel Event to Manifesta 7





Curated by Daria Filardo, Gino Gianuizzi and Cecilia Guida
7 – 25 July 2008
Spaces of public advertisements of Rovereto, Trento and Bolzano

A project in collaboration with Parallel Events yo Manifesta 7
and with the patronage of the Municipality of Trento.
After Bologna and Milan hundreds of yellow posters will invade main streets of Rovereto, Trento and Bolzano from 7th to 25th july during "Manifesta 7".

Fuori contesto proposes words in the place of images. Words out of context because they are printed on 70x100 cm posters and diffused in spaces where public advertisements are affixed. The posters co-exist with the plethora of messages (from the media/advertising/information sectors, etc.) that invade the visual horizon of the city.

Fuori contesto asks these words to infiltrate their surroundings, to be simultaneously light and significant.
The intent is to present an invasion of signs that, for their difference from the posters all around them, provoke an unexpected effect and distract the reader from his or her habitual urban landscape, structured as conceptual in its spatial organization. The aim is to provoke an interruption, capture one’s attention, and divert the normal course of one’s perception of the everyday, introducing a creative and active environment.

To fulfill this goal, we have called thirty-two Italian artists, inviting them to propose a sentence without an imposed theme to which they must adhere, and with the sole condition that the sentence contain only one period.
The initiative will evolve in various stages, thought of as a strategy of invasion and of re-appropriation of the urban space. The idea is also to expand each time the number of the partecipants by involving artists who live and work in the area.

Mario Airò, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi, Luca Bertolo, Pino Boresta, Anna Valeria Borsari, Gea Casolaro, Annalisa Cattani, CuoghiCorsello, Emilio Fantin, Michael Fliri, Alberto Garutti, The Grossi Maglioni Magic Duo, Domenico Mangano, Amedeo Martegani, Fabio Mauri, Marzia Migliora, Mocellin/Pellegrini, Liliana Moro, Maurizio Nannucci, Giancarlo Norese, Paolo Parisi, Alessandro Piangiamore, Cesare Pietroiusti, Alfredo Pirri, Mili Romano, Adriana Torregrossa, Cesare Viel, Luca Vitone, Alberto Zanazzo, Zimmerfrei.

Grazie! Vi faremo sapere.


Fuori contesto 2008
              


     





















                                                                                                                      


1° Tappa: Bologna off Artefiera.
2° Tappa: Milano off Miart.
3° Tappa: Faenza C festival arte contemporanea.
4° Tappa: Milano inContemporanea.
5° Tappa: Bolzano, Trento, Rovereto off Manifesta 7.

A cura di Daria Filardo, Gino Gianuizzi e Cecilia Guida
Fuori contesto propone parole: un’invasione di segni che per la loro differenza da quelli che hanno vicino provocano un effetto di straniamento.
fuori contesto chiede alle parole di infiltrarsi, di essere allo stesso tempo leggere e significative.
Per questo abbiamo chiamato numerosi artisti italiani invitandoli a proporre una frase senza un tema imposto da rispettare e con la sola condizione che questa contenesse un solo punto (inteso come segno di punteggiatura).
Le parole al posto delle immagini, le parole fuori contesto perché stampate su manifesti 70×100 cm e diffuse negli spazi delle pubbliche affissioni si trovano a convivere insieme con la pletora di messaggi (mediatici/pubblicitari / informativi/ecc.) che invadono l’orizzonte visivo della città.
L’intento e’ quello di distrarre il lettore dal suo abituale paesaggio urbano, strutturato nell’organizzazione spaziale come concettuale.
La volontà e’ di provocare un’interruzione, catturare l’attenzione e sviare il normale corso della percezione della quotidianità introducendo una condizione creativa e attiva.
Per il progetto sono stati invitati a partecipare trentadue artisti che, nella tappa di Bologna, hanno portato le loro parole negli spazi destinati alle affissioni dei manifesti pubblicitari in giro per la città come pure sulla parete di un container posizionato fuori dall’edificio di Arte Fiera.
L’iniziativa si svilupperà in più tappe, pensate come una strategia di invasione e di riappropriazione dello spazio urbano.
Mario Airo’, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi, Luca Bertolo, Pino Boresta, Anna Valeria Borsari, Gea Casolaro, Annalisa Cattani, CuoghiCorsello, Emilio Fantin, Michael Fliri, Alberto Garutti, The Grossi Maglioni Magic Duo, Domenico Mangano, Amedeo Martegani, Fabio Mauri, Marzia Migliora, Mocellin/Pellegrini, Liliana Moro, Maurizio Nannucci, Giancarlo Norese, Paolo Parisi, Alessandro Piangiamore, Cesare Pietroiusti, Alfredo Pirri, Mili Romano, Adriana Torregrossa, Cesare Viel, Luca Vitone, Alberto Zanazzo, Zimmerfrei.

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