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lunedì 12 ottobre 2009

Milano Mac 567

URBAN CENTER. MASSEROLI ALLA PRESENTAZIONE DI 'MILANO MAC 567'

Milano, 12 ottobre 2009 – Domani, martedì 13 ottobre, alle ore 12.00, all'Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele, l'assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli interverrà alla presentazione di 'Milano Mac 567 e l'inedito laboratorio urbano per Maciachini'.

Saranno presenti l'architetto Matthias Sauerbruch, Edward Bates di Principal Doughty Hanson & Co. Real Estate e Antonio Napoleone, presidente di Europa Risorse.


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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

Marco Manzella OTIUM, mostra personale a Brescia dal 19/10/2009

La mostra presenta una quarantina tra le opere più recenti dell'artista, tavole, tele e pastelli realizzati fra il 2006 e il 2009.

Dopo più di quattro anni Marco Manzella torna ad esporre a Brescia, la città da cui è partito il suo percorso artistico. Dopo le Canzone alla nuvole e Dreaming and swimming Marco Manzella torna a stupire il pubblico con le situazioni fantastiche di Otium, personaggi raffigurati in scenografie progettate per la contemplazione del mondo e della natura.

La precisa geometria nel disegno delle forme poi dipinte narrano le gesta di una moderna epica della vita

La scelta dei pezzi esposti è stata seguita da Domenico Montalto, che presenta anche il catalogo pubblicato per l'occasione all'interno de "la collana della stella".

"Vorrei avere il dono della capacità di classificare le cose. Non avendone a sufficienza uso la pittura per questo scopo, per classificare, ordinare, comporre, per trovare regole dentro il caos.

La cosa che più mi piace fare è trovare una storia e provare a raccontarla in un'immagine che ne sia la sintesi.

Lavoro con l'immaginazione: le cose non sono sempre come sono, sono come decidiamo che siano, sono come le ricordiamo, oppure come le inventiamo. L'immaginazione non è la fantasia, non è divagare nella non-realtà; l'immaginazione ci suggerisce che ciò che non è reale può esserlo.

Dipingere diventa trasportare la possibilità alla realtà. Quindi la pittura, come qualsiasi forma d'arte, è inevitabilmente opera di finzione.

Sono attento alla classicità, da un ideale classico. Ciò non vuol dire per me citare elementi decorativi di repertori antichi, ma la ricerca di un principio di equilibrio tra l'essere umano ed una natura che gli è amica. Come riuscivano ( o noi crediamo ci riuscissero) gli antichi.

La ricerca di una forma classica implica la malinconia come elemento costitutivo del mio lavoro: pensare ad un passato fatto di bellezza eterna significa avere evidentemente poca confidenza (o fiducia) nel presente e, invece, nostalgia per un giardino dell'eden irrimediabilmente perduto.

"Ragazza che finge di tuffarsi in un fiume" è un tema di contemplazione della natura Il gesto, quasi anacronistico, della protagonista è funzionale alla teatralità e all'artificiosità della rappresentazione. Esprime, e qui è evidente la sua radice classica, una situazione di armonia con gli elementi naturali.

Contemplazione, raggiunta armonia, otium sono anche i moventi dei "Belvedere".

"Paesaggio ideale" è una rappresentazione immaginaria, quindi una possibilità fatta realtà, della natura. Una natura non rintracciabile nel reale ma pacificata ed amica, discendente dalle città ideali del nostro Rinascimento.

Una figurazione reinventata dall'immaginazione è quindi per me il tentativo di comporre in forme chiare e riconoscibili un mondo solo possibile, ma che diventa reale quando se ne cercano le regole dentro la casualità, regole che troviamo, regole che inventiamo."

M.M.









"Annibale nel corso della seconda guerra punica si fermò a Capua per far riposare l'esercito e nel tempo speso durante la sosta i soldati cartaginesi si lasciarono prendere dal piacere dell'Ozio, dallo svago, dalla bellezza, dalla natura. Andò perso l'ardore guerriero.

Dopo molti secoli dal belvedere del suo studio il pittore contempla le punte delle Alpi Apuane e nel riposo dalle occupazioni ordinarie tenta di ricomporre il mondo secondo un ideale di classicità, di rendere definitivo il rito del la contemplazione della bellezza con gli eroici gesti delle sue figure."

Giorgio Lagomarsino

Biografia

Marco Manzella

Nato a Livorno nel 1962 dopo il liceo artistico si diploma in restauro dei dipinti murali operando per diversi anni come restauratore di affreschi ed iniziando contemporaneamente la sua attività espositiva (1985) come acquarellista. Dagli inizi degli anni '90 si dedica esclusivamente alla pittura.

Agli elementi che caratterizzano i suoi lavori di quegli anni (meditazioni sulla pittura "minore" toscana del '400 e '500 e sulla figurazione italiana degli anni Venti del '900) si aggiungono via via suggestioni della pop art inglese, degli illustratori americani contemporanei e del fumetto, favorite anche dai frequenti soggiorni all'estero e dalle numerose esposizioni in Germania, Spagna ed altri paesi.

Vive e lavora tra l'orizzonte sognante di Viareggio e la salda concretezza di Brescia.


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I MONACI SOTTO LE STELLE : come si arriva

- dall'Autostrada A4: uscita Brescia centro, prima rotonda a sinistra; al primo semaforo andare dritto ad alla seconda rotonda girare ancora a sinistra, passare il sottopasso e all'uscita cercare parcheggio.

- Autobus 4 o 13 fermata via Lamarmora/ via san Zeno

- dalla stazione: Autobus 13 (dir. Poliambulanza) o piazza Repubblica autobus 4 (dir. Folzano) fermata via Lamarmora/ via san Zeno

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ASSOCIAZIONE CULTURALE ENTROTERRA

V.le Bornata - Borgo Pietro Wuhrer, 43 (ed. 13)- 25123 Brescia tel. 340-7781096/338-9649806

e-mail: info@entroterra.it

www.entroterra.it

Mille volti di Madrid in mostra a Milano

TURISMO E CULTURA. I MILLE VOLTI DI MADRID IN MOSTRA A MILANO



Milano, 12 ottobre 2009 - La cultura madrilena sbarca da oggi a Milano con un'ampia offerta che spazia dal teatro alla danza, dalla musica al cinema, dalla moda all'arte e alla gastronomia. Fino al 21 ottobre spettacoli ed eventi si svolgeranno nei principali spazi culturali della città. La manifestazione "Made in Mad" è un'iniziativa della Regione Madrid realizzata in collaborazione con il Comune, per promuovere a Milano la variegata ricchezza culturale madrilena e le attrattive turistiche della regione.

Il programma dell'iniziativa è stato presentato oggi a Palazzo Reale dagli assessori Massimiliano Finazzer Flory (Cultura) e Massimiliano Orsatti (Turismo, Marketing territoriale e Identità) assieme a Ignacio González, Vicepresidente e assessore a Cultura e Sport della Regione di Madrid ed Emilio Fernández-Castaño, Console di Spagna a Milano.

Alla presentazione hanno preso parte molti degli artisti che parteciperanno agli eventi di Made in Mad, come l'attrice Carmen Maura, la stilista Agatha Ruíz de la Prada, il regista teatrale e attore José Luis Gómez, gli chef Paco Roncero e Joaquín de Felipe, il direttore d'orchestra José Ramón Encinar e i fotografi Pierre Gonnord, Ángel de la Rubia, Miren Doiz, Miguel Ángel Tornero e Ricardo Cases.

"Milano è, e sarà sempre più, una città internazionale – spiega l'assessore Finazzer Flory –. La cultura è capace di unire lingue e culture diverse ed è proprio in nome dell'arte che Milano stringe, anche grazie a questa manifestazione, rapporti con Madrid attraverso il teatro, il cinema, la danza e nel 2010 con grandi mostre".

"Milano accoglie con entusiasmo manifestazioni come questa, capaci di valorizzare e promuovere l'identità di una città e del suo territorio spaziando dalla cultura alla danza e dall'enogastronomia al cinema", aggiunge l'assessore Orsatti -. "Made in Mad rappresenta il primo passo di un progetto più ampio che vede l'Amministrazione di Milano e Madrid cooperare nella reciproca promozione e valorizzazione turistica, forti delle circa 300mila presenze e 150mila arrivi di turisti spagnoli registrati a Milano nel corso del 2008".

"Milano accoglie la terza edizione del Made in Mad dopo Barcellona (2007) e Berlino (2008). Questo progetto ha la finalità di diffondere la cultura madrilena al di fuori del proprio territorio con tre obiettivi principali: l' internazionalizzazione della creatività madrilena, l'apertura di nuovi mercati alle istituzioni culturali madrilene e la promozione dell'interesse culturale madrileno come un valore aggiunto all'attrattiva turistica della regione", dichiara Ignacio González, Vicepresidente della Regione di Madrid.

La scelta di Milano è dovuta al forte legame esistente con la regione madrilena. L'Italia è la principale destinazione turistica degli spagnoli e Milano è una delle città italiane che suscita più interesse. Da parte sua, Madrid è una delle mete preferite dagli italiani (più dell' 8% delle spese turistiche a Madrid nel 2008 è stato italiano). Entrambe le regioni sono inoltre caratterizzate da una ricca attività culturale e sono motori chiave dell'economia dei rispettivi Paesi.

Made in Mad vuole essere anche una via per approfondire lo scambio culturale tra le due regioni. Nei prossimi mesi sono già in programma iniziative comuni in occasione del prestigioso "Festival de Otoño" e collaborazioni con istituzioni come il Circolo delle Belle Arti.

Il calendario completo della manifestazione è consultabile sul sito www.madeinmad.com




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Redazione www.CorrieredelWeb.it

Daniele Bordone_La danza degli armonici


ARTEGENTI vi invita all'inaugurazione della mostra

Daniele Bordone
La danza degli armonici

17 ottobre – 06 dicembre 2009
Castello di Formigine, Piazza Calcagnini, Formigine (Mo)
Orario continuato di apertura della mostra: 11,00 – 23,00
Inaugurazione sabato 17 ottobre ore 19,00
Ingresso gratuito

Curatore: Gilberto Caleffi

Con il contributo di:
Banca Popolare dell'Emilia, Acetaia Leonardi, Ristorante Il Calcagnino,
Santimone Comunicazione, Stradi Vari Communication Design, Fram Video,
Libreria Agorà, Marchio Giallo Editore



La danza degli armonici

Linee e vortici, movimenti continui. Un'arte pittorica sospesa fra
vibrazione e immobilità. Una coinvolgente avventura ci inghiotte
felicemente tra linee sinuose, movimenti armonici e immagini
destrutturate in grado di rendere percettibile tutto il fascino
dell'opera di Daniele Bordone.
L'armonia si rivela il fulcro della poetica dell'artista, manifesta in
rapporto alla composizione musicale, dove le linee di forza disegnano
idealmente uno spartito, in cui le note sono figure umane, nate per
confluire in una danza dal ritmo continuo ed ancestrale. Uno sguardo
onirico sulla realtà, ricco di suggestioni e suggerimenti, che vuole
svincolarsi dall'aspetto più strettamente materiale per arrivare ad
un'astrazione dell'oggetto di cui alla fine rimane solo la natura
essenziale.
Infatti l'oggetto-simbolo della personale ricerca artistica di Daniele
Bordone è proprio la linea, nella sua semplicità e purezza. E' attorno
a insiemi di linee che si condensano le immagini, imprevedibili
propaggini di uno spazio vivo, volumi destinati a rimodellarsi ad ogni
piccolo movimento creativo. Dunque segni che prendono vita e forma, in
balia delle onde del destino, aggrappandosi a colori brillanti ed
irrequieti.
L'attenzione principale dell'artista si concentra sulle figure
femminili, spesso solitarie, con la sensazione di cogliere un atto
sospeso, uno sguardo che si sofferma solo il tempo necessario per
esaltare i corpi flessuosi e le linee destrutturanti, quell'attimo
necessario a fissare l'istante sulla tela. Figure che emergono da uno
sfondo indistinto come apparizioni, spazio vibrante percorso in tutte
le direzioni da coordinate spaziali, linee di forza che raccolgono
un'esplicita sensazione di movimento.
Tale movimento, unito alla luce, porta ad infrangere la materialità
dei corpi: sensazioni ed energie si irradiano vicendevolmente e si
intersecano continuamente con le forme fisiche, dove anche il colore
contribuisce ad aggiungere plasticità. Il tratto prende corpo
aggiungendo una terza dimensione, la pratica pittorica emerge
compenetrando la tendenza scultorea: nell'una si osserva in controluce
l'altra. Arabeschi di linee incontrano la tridimensionalità e si fanno
monumenti di se stessi.
La scomposizione dei piani, un'altra caratteristica distintiva
dell'artista, dimostra che Daniele Bordone ha dichiaratamente
assimilato gran parte della storia dell'arte moderna, per cui possiamo
notare evidenti influenze e citazioni proprie tra Art Nouveau e
Futurismo, Cubismo ed Espressionismo.
Tranne qualche raro caso, nelle sue opere non esistono paesaggi e
ambientazioni, ma sfondi appena accennati, rappresentati in geometrie
cromatiche. Una vetrina di colori accesi in forme contrapposte,
studiata per dare risalto all'estetica del particolare, attorno a cui
tutto i muove.
Complice l'empatia che sovente porta lo spettatore ad identificarsi
con il soggetto dell'opera, la pittura di Daniele Bordone ha la grande
forza di coinvolgere e sorprendere ogni volta. Nella sua continua
ricerca artistica si distingue sempre un accento poetico, suggerendo
atmosfere rarefatte ed oniriche, come la visione di un mondo
attraverso un vetro infranto, i cui frammenti si fanno anima e corpo
dell'esistenza.

Gilberto Caleffi
curatore

PAROLA AGLI ARTISI, Intervista a Massimo Gurnari


Ogni mese chiediamo ad un artista di confrontarsi con alcuni temi, cerchiamo di scoprire cosa pensa dell'arte contemporanea, quali sono i suoi gusti e quali metodologie di lavoro utilizza...

Lobodilattice incontra MASSIMO GURNARI

http://www.lobodilattice.com

THE BUTTERFLY EFFECT la Rubrica di Ivan Quaroni - n.03 *IL SEGNO E L'ORIENTE*



THE BUTTERFLY EFFECT

La Rubrica di Ivan Quaroni

N.03: *IL SEGNO E L'ORIENTE*


www.lobodilattice.com

venerdì 9 ottobre 2009

Mostra di Monet a Palazzo Reale. Oltre 170mila visitatori alla

OLTRE 170MILA VISITATORI ALLA MOSTRA DI MONET A PALAZZO REALE.

Milano, 9 ottobre 2009 – Grande successo di pubblico per la mostra "Monet. Il tempo delle ninfee" ospitata a Palazzo Reale. Aperta dal 30 aprile al 27 settembre scorso, ha chiuso con un totale di 172.589 visitatori e, ad oggi, si attesta come la mostra più visitata del 2009 nel capoluogo lombardo.

In 152 giorni di apertura hanno avuto accesso alla mostra una media di 1.135 visitatori al giorno, con un picco di oltre 30.000 ingressi nelle ultime due settimane.

Il sito internet www.mostramonet.it ha raggiunto oltre 7.000.000 di contatti di cui 2.400.000 solo nell'ultimo mese.

"Due sono le ragioni del successo di questa mostra – spiega l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -: un numero limitato di opere, scelte simbolicamente e il messaggio etico che esprime il tempo delle ninfee che, in fondo, è il potere dell'arte. Fermare il tempo, rallentarlo, cercare una serenità interiore attraverso riflessioni che colpiscano occhi, cuore e mente".

Alla realizzazione della mostra hanno contribuito Civita, Giunti Arte mostre e musei, 24 ORE Motta Cultura, Edison e molti altri partner.



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Talassemia: mostra-convegno per ricerca a Milano

Domani PALMERI E LANDI a mostra-convegno per ricerca su TALASSEMIA



Milano, 9 ottobre 2009 – Domani, sabato 10 ottobre, alle ore 10.00, presso la Palazzina Liberty, in largo Marinai d'Italia, il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri e l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna introdurranno il convegno "Prendersi cura: dal paziente al dna", organizzato dalla Fondazione G. e D. De Marchi Onlus e patrocinato dal Comune di Milano in occasione della "Giornata sulla talassemia".

Al dibattito, dedicato al tema della prevenzione e delle prospettive di guarigione derivanti da terapie mirate alla correzione di specifici difetti genetici, parteciperanno anche il Presidente della Fondazione De Marchi Vittorio Carnelli e il responsabile del laboratorio di Genetica medica della Fondazione Policlinico Domenico Coviello.

A seguire, alle ore 15.30, il Presidente Palmeri e l'assessore Landi inaugureranno la mostra-benefica di quadri di 33 noti artisti contemporanei, tra cui Lucio Del Pezzo, Paola Franchi, Mario De Biasi, Leonardo Balbi.

Fino a lunedì 12 ottobre, i visitatori potranno dare un contributo a favore degli studi genetici su una malattia che in Italia interessa 7mila persone e 3,5 milioni e mezzo di portatori sani.

L'ingresso alla mostra è libero (orari: sabato 15.30-20; domenica 10-20; lunedì 10-13).


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giovedì 8 ottobre 2009

Pandosia ars e logos


Sabato 17 ottobre 2009, alle ore 10.00, a Castrolibero (Cosenza), nella Chiesa San Giovanni, si terrà, alla presenza di relatori di altissimo livello, un convegno sul tema "Pandosia… Ars e Logos" - Omaggio al Patrimonio Storico-Artistico–Culturale di Castrolibero.

Interverranno alla manifestazione, moderata dallo scrivente, Veronica Barbaro, storico d'arte; Ninni Urso, assessore comunale alla Pubblica Istruzione; Alberto Anelli, storico; Adele Bonofiglio, Soprintendenza BAP per le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone; Rosanna Caputo, storico d'arte; Rita Fiordalisi, Biblioteca Nazionale Universitaria Cosenza; Enrico Marchianò, presidente Club Unesco Cosenza; Adriano Ritacco, presidente Club Unesco San Marco Argentano e Lia Turano, AMI.BE.C.. Concluderà i lavori Orlandino Greco, sindaco di Castrolibero.

Veronica Barbaro, storico d'arte, così spiega l'evento: "L'iniziativa nasce dal desiderio di esaltare il nostro meritevole e copioso patrimonio storico e artistico, quale testimonianza di un glorioso e produttivo passato, affinché esso possa essere conosciuto, apprezzato e tutelato. La città di Castrolibero – precisa Veronica Barbaro - consente di intraprendere itinerari diversi che permettono di ammirare l'essenza del suo Patrimonio, attraverso l'atmosfera suggestiva del Centro Storico, i resti della cinta muraria in Località Palazzotto, i numerosi Palazzi e le Chiese antiche, quali Santa Maria della Stella, capolavoro dell'arte Romanica o San Giovanni, teatro della manifestazione>>.

L'iniziativa, senza dubbio meritoria, permetterà di evidenziare beni culturali assai rilevanti che rendono così particolare e suggestiva la città di Castrolibero.

Castrolibero (Cosenza), 8 ottobre 2009

SILVIO RUBENS VIVONE

Il Melograno. Opere di Silvio Vigliaturo




Venerdì 25 settembre si è svolta a Pianezza (To) l’inaugurazione della scultura monumentale dell’artista Silvio Vigliaturo – voluta dal sindaco della città Claudio Gagliardi – dal titolo L’uomo al centro dell’universo. L’opera – progettata in collaborazione con gli architetti Raquel Barriuso Diez e Vittorio Amedeo Sacco – è stata anche battezzata il Melograno, dato che le quattro sezioni che la compongono, come i raggi di un’ipotetica sfera divisa a spicchi, assomigliano proprio ad un melograno spezzato di cui vengono svelati i brillanti semi variopinti. Ciascuna delle quattro unità è, in realtà, un volto visto di profilo, la sezione di un animo di cui sono resi percepibili i pensieri e i ricordi. I pannelli di vetro, incastonati come pietre preziose nello scheletro metallico, sono intrisi di una tavolozza intensa e variegata – impronta caratteristica dell’intero itinerario creativo dell’artista – e fungono da supporto fisico per la rappresentazione di tali immagini della memoria; anche queste ultime hanno sembianze umane possono essere interpretate come uomini universali, ricettacoli che possono essere riempiti dal ricordo di ogni vita di cui valga la pena trattenere le vicissitudini e le sfumature nella memoria collettiva. Dello stesso spirito umanistico sono intrise le opere che compongono questa mostra – anch’essa intitolata il Melograno. I dipinti e le sculture in vetro che impreziosiranno gli spazi di Villa Casalegno dal 17 ottobre al 15 novembre 2009, ritraggono, infatti, dei volti e dei corpi che, per quanto stilizzati, rimangono sempre riconoscibili, e proprio perché stilizzati sono profilli universali, presenze sinuose ed essenziali. Questa mostra darà al pubblico la possibilità di apprezzare i tratti caratteristici della produzione dell’artista: la liquidità onirica delle superfici; la lucentezza e il vigore dei colori primari; le forme rigorose e quasi astratte dei profili degli Amanti che si fondono gli uni negli altri in una costante metamorfosi dei lineamenti. La produzione di Silvio Vigliaturo, che sia essa su vetro o su tela, è sintomatica di un bisogno di ritornare all’essenziale, che non esclude però una gioia di vivere che si esprime in particolar modo nei fuochi d’artificio dei suoi colori. Le sue figure decostruite, primitive e barocche allo stesso tempo, animate da una tavolozza manifestamente mediterranea, sono una calorosa sintesi di tradizione e modernità.

Mostra: Il Melograno. Opere di Silvio Vigliaturo

Curatori: Raquel Barriuso Diez, Vittorio Amedeo Sacco

Luogo: Villa Casalegno – via al Borgo 2, 10044, Pianezza (To) Vernissage: sabato 17 ottobre ore 17,30

Periodo: dal 17 ottobre al 15 novembre 2009

Orario Mostra: sabato 16:00/19:30; domenica 10:00/12:30 e 16:00/19:30

info: arte.contemporanea@fastwebnet.it

Ufficio stampa MACA

Tel. 0119422568

maca@museovigliaturo.it

www.museovigliaturo.it

Carlo Scarpa's Tomba Brion: Photographs by Guido Guidi, 1997-2007

Carlo Scarpa's Tomba Brion: Photographs by Guido Guidi, 1997-2007


The CCA revisits architect Carlo Scarpa’s masterpiece as part of an

exhibition on photographer Guido Guidi.

Montréal – The Canadian Centre for Architecture has chosen to

revisit an architectural masterpiece with an exhibition entitled Carlo Scarpa's Tomba Brion:

Photographs by Guido Guidi, 1997-2007, dedicated to the Italian photographer Guido

Guidi. The exhibition takes place from 11 September 2009 to 10 January 2010 in the

CCA’s Octagonal Gallery.

Carlo Scarpa's Tomba Brion captures notions of time, space, and light in the Brion family

mausoleum in Italy, considered to be Carlo Scarpa’s masterpiece. A long-time admirer of

Scarpa’s work and thought, Guidi’s interest in the Brion family tomb is reflected in this

decade-spanning visual essay.

The artist’s 54 colour photographs reveal the beauty of the funerary complex, its clean

Architectural lines, and the poetic nature of Scarpa’s work. With passion, meticulousness,

and a focus on minute details, Guidi imbues every frame with the richness of colour,

ornamentation, and purity of his subject. The artist invites contemplation of a piece of

architecture whose majesty reveals itself differently depending on the time of day, the

season, and the observer’s viewpoint.

By concentrating on particular architectural features of this major work, the artist invites the

Viewer to look beyond the whole. "In essence, I considered Scarpa’s architecture not only

as a manufactured object, but also as a machine through which to look at time. Or rather,

architecture in its “becoming,” as shadows on a wall that recall volumetric projections

drawn in countless mutations on a sheet of paper," explains Guidi.

This conceptual approach is illustrated by a wall text, written by the photographer and

subtly enhanced by the graphic design company FEED, located at the entrance to the

Octagonal Gallery. The art of Guido Guidi and the prolific work of Carlo Scarpa have

been the subject of numerous publications, many of which will be made available for

consultation in the area adjacent to the exhibition space.

BIOGRAPHY

Born in Cesena, Italy, in 1941, the photographer Guido Guidi began his career in the late

1960s. After studies at the Venice University Institute of Architecture (Istituto Universitario di

Architettura di Venezia; now Università IUAV di Venezia), he returned to IUAV in 1970 as

a photographer.

Over the course of his practice, Guidi has developed a cohesive body of work in which he

examines the contemporary landscape and its transformations. His investigations into

marginal places break with the tradition of depicting classical Italy and its monuments. He

has worked on several photographic commissions focused on landscape and his work has

been shown in many solo and group exhibitions, including Viaggio in Italia (1984);

LInsistenza dello sguardo, lInvention dun art (Centre Georges Pompidou, Paris, 1989);

Muri di Carta (1993); The Italian Metamorphosis, 19431968 (Guggenheim Museum,

New York, 1994); Lio e il suo doppio (Venice Biennale, 1995); In Between Cities (2003);

Metamorph Trajectories (Venice Biennale, 2004); Trans Emilia (Fotomuseum Winterthur,

2005); and, most recently, Dieci fotografi doro (2009).

Guidi contributed to the exhibition Venezia Marghera: Photography and Transformations

in the Contemporary City, organized in 1997 in collaboration with the Canadian Centre

for Architecture. He has received significant photographic commissions from the CCA,

among them Mies in America (2001) and Carlo Scarpa, Architect (1999).

In 1995, he was awarded the Italian Photographic Book of the Year Prize for Varianti

(Udine: Arti Grafiche Friulane), a monograph on his mid-career work that garnered critical

praise for the excellence of its text and images.

He has taught and given workshops on photography at various Italian universities and

institutions since 1986.

GALLERY TALK

The exhibition is curated by Louise Désy, CCA Curator of Photography, who presents a

Gallery Talk on Thursday, 15 October at 7 pm (in French).

ABOUT THE CCA

The Canadian Centre for Architecture (CCA) is an international research centre and

museum founded in 1979 on the conviction that architecture is a public concern. Based on

its extensive collections, the CCA is a leading voice in advancing knowledge, promoting

public understanding, and widening thought and debate on the art of architecture and its

history, theory, practice and role in society today. The CCA celebrates the 20th

anniversary of its public opening throughout 2009 with an ambitious series of programs

and initiatives that underscore the achievements of the CCA.

The CCA thanks Hydro-Québec, RBC Financial Group, Loto-Québec

and BMO Financial Group for their support.

The CCA also acknowledges the Ministère de la Culture, des Communications et de la

Condition féminine, the Canada Council for the Arts, the Conseil des arts de Montréal,

and the Department of Canadian Heritage.

INFO

Centre Canadien d’Architecture

Canadian Centre for Architecture

1920, rue Baile

Montréal, Québec

Canada H3H 2S6

t 514 939 7000

f 514 939 7020

www.cca.qc.ca

mercoledì 7 ottobre 2009

Mostra Cristiano Gabrielli. galleria massenzio arte 15-24 ottobre

Galleria Massenzio Arte, via del commercio, 12 Roma

15-24 OTTOBRE cristiano gabrielli INCOMPRES2O

Cristiano Gabrielli parla di un'alchimia del personale che vive di simboli, segni ed eventi non casuali nell'uomo come negli spazi, nel disegno-struttura che è l'ossatura come nel successivo intervento di pittura mediale, epitelio tecnologico-digitale che gli sovrappone per spiazzare e provocare.

Oltre all'arte evidenzia il bisogno del suo retro quinta, di reali interazioni, di effettive inferenze: lo svelarsi del suo carattere nella frequentazione dei territori dell'incomunicabile, dell'incomprensione e della durezza, della non comprimibilità, il suo farsi a prezzo e grazie a tutto questo, il suo santificarsi, la sua possibilità di divenire risorsa per attraversare la contemporaneità, e finalmente uscirne.

Tramite un sincretismo apparentemente eretico, realizzato con il dialogo tra i simboli ed i linguaggi di ogni scienza sacra e le modalità proprie della pubblicità e del fumetto, descrive e mette in luce l'essenza assoluta dei significati e la valenza supericonica dell'opera, in aperta rottura polemica con la loro assenza altrove incoraggiata nei mezzi dell'arte come nelle rappresentazioni di massa e nei linguaggi.

Nell'allestimento proposto la stanza, da prigione inquisitoria dell'incomprensibile,­­ diviene il gabinetto logologico in cui fuggono e si espandono, liberati da ogni forma di pararealtà, i semi incompressi che germinano più vere, piene ed acute possibilità di esistenza.

Orario di visita: dal lunedì al sabato ore 16.00/20.00, festivi esclusi (domenica chiuso)

Inaugurazioni: ore 18.00

Collegamenti: Metro B, fermata Piramide
Catalogo disponibile in sede
Organizzazione ed ufficio stampa mostra: Massenzio Arte

info: www.massenzioarte.it cristianogabrielli@virgilio.it Tel. 339-8712557 06-83601822

De Obsessione: la prima trilogia di persistenza.

Un'occasione espositiva espressa in tre momenti, tre personali realizzate a Roma nella Galleria Massenzio Arte di via del Commercio 12, di cui questa è l'appuntamento finale, dopo le mostre di Cristina Cerminara e Francesca Vitale.

Una trilogia che vuole evidenziare, tramite l'unicità e la irripetibilità dell'ossessione personale che si traduce in ossessione d'arte, la persistenza e ricorrenza di un codice proprio, unico ed irripetibile all'interno dell'opera, la possibilità di azioni, di modalità di manifestazione e rappresentazione alternativa rispetto a quelle che sono operative all'interno dei sistemi di svolgimento contemporaneo dell'arte.

E' spazio qualificante in cui vedere declinata e ribadita una cifra distintiva, un'evidenza di stile, una attitudine di rischio, una meccanica di ricerca, una differenziazione non casuale o strumentale, ma critica, persistente e degenerante rispetto al canone.

Nello stesso tempo è la resa fisica del terrore esistenziale nella coscienza come nel corpo, nell'opera come nell'interprete, per sfuggire ai consueti meccanismi di propagazione, negazione o rimpianto del codice, che generano rappresentazioni meramente culturali o occasionalità post-moderne di nicchia o di massa in cui stemperare ed esaurire tensioni, addomesticare attitudini, mercificare radicalità, svilire messaggi.

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