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venerdì 18 ottobre 2013

Mostra STATICO DINAMICO




 

Alberto Giacometti  Bill Viola

"Statico Dinamico"

a cura di Graziano Menolascina

 

Dopo l'acclamata mostra "Volta Faccia" di Luigi Ontani, venerdi 27  Settembre

alle ore 19,00 "Cortile Lagrange, Galleria delle Arti" presso Palazzo Cavour ,

inaugura la mostra "Statico Dinamico" Alberto Giacometti e Bill Viola

curata da Graziano Menolascina.

XX e XXI secolo si incrociano, la tradizione di Alberto Giacometti si confronta con la

tecnologia di Bill Viola.

Sculture e opere grafiche per quanto riguarda l'opera di Alberto Giacometti, mentre per Bill Viola tre video del 1970.

 

Alberto Giacometti nacque a Borgonovo di Stampa, nel Canton Grigioni (Svizzera), il 10 ottobre 1901 da Giovanni Giacometti, un pittore post-impressionista svizzero, e da Annetta Stampa, svizzera discendente di rifugiati protestanti italiani. Giacometti cominciò a disegnare, a dipingere e a scolpire assai giovane. Dopo aver frequentato la Scuola di arti e di mestieri di Ginevra, nel 1919, si iscrisse a Parigi ai corsi di scultura di Émile-Antoine Bourdelle all'Accademia della Grande Chaumière nel 1922. Disparate esperienze culturali orientarono in direzioni diverse la sua operatività di questi anni. Lo testimoniano i suoi disegni, caratterizzati dalla frantumazione cubista, analitica, di ogni dettaglio, e sculture. Ne sono esempi Torso del 1925, e Donna cucchiaio (al Kunsthaus di Zurigo) che, sulla base di un lavoro di memoria, intendono portare alla luce l'essenza concettuale delle cose. Nel 1928 Giacometti entrò a far parte del gruppo surrealista (con cui ruppe nel 1935, pur partecipando alle mostre fino al 1938). In questo periodo, sul lavoro a memoria prevalgono l'immaginazione e, spesso, l'inconscio, che conducono Giacometti alla creazione di sculture assai importanti per l'idea surrealista di oggetto a funzionamento simbolico: Uomo e donna, (Parigi), e Boule pendu (Sfera sospesa, del 1930, Kunsthaus di Zurigo): una forma sferica oscillante che sfiora una mezza luna allungata dentro un'ingabbiatura di ferro, introduce il problema dello spazio e della sua delimitazione, che da allora si precisa come una costante della ricerca estetica di Giacometti.Nelle sculture dei primi anni '30 ricorrono alcuni elementi che ne costituiscono la chiave interpretativa: allusioni a parti anatomiche e organi sessuali, posti in dialettico rapporto con le strutture lineari e geometriche entro cui sono inseriti (Gabbia, del 1931, Stoccolma, Modern Museet; Palazzo alle 4 del mattino, Museum of Modern Art di New York). Il ricorso alla Gabbia pone l'idea della scultura come costruzione trasparente, corrispondente plastico dello spazio illusionistico della pittura. La stessa tematica e gli stessi elementi chiave compaiono nei disegni di Oggetti mobili e muti del 1931, forme inquietanti in quanto difficilmente identificabili, come scrive lo stesso Giacometti. La sua opera degli anni successivi tende a chiudere la parentesi surrealista. L'oggetto invisibile rappresenta un punto di riferimento: il parallelepipedo su cui poggia la donna e l'incastellatura alle sue spalle prefigurano la strutturazione di molte sue opere pittoriche successive, nelle quali ricompare la stessa delimitazione dello spazio a inquadrare le immagini. Nel decennio lavora appartato occupandosi ancora prevalentemente di scultura. Il suo interesse si sposta dal mito e dal sogno all'osservazione diretta della realtà, che si accompagna a una più consapevole preoccupazione per i materiali e le tecniche e implica una notevole trasformazione stilistica che lo conduce ad una sorta di naturismo schematico (Le mele sul buffet, 1937, Museum of Modern Art di New York). Dal 1947 riprende a dipingere e disegnare intensamente, continuando a lavorare dal vero. I temi preferiti, pochi e di continuo rivisitati, sono i familiari (la madre e il fratello Diego), gli oggetti che lo circondano, paesaggi visti e vissuti. Le figure sono fisse, immobili rigidamente frontali: la cornice che Giacometti costruisce attorno ad esse ha la funzione di allontanarle isolandole dallo spazio, creando attorno ad esse vuoto. È vicino alle problematiche esistenzialistiche; non a caso della sua pittura è stato interprete attento Sartre, che ne ha colto i riferimenti all'inaccessibilità degli oggetti e delle distanze esistenti tra gli uomini. Lo strumento stilistico scelto per tradurre in immagini le apparenze della realtà visibile è, in pittura, un segno che si infittisce e si dirada per esprimere la trama di relazioni degli oggetti fra loro e con loro nello spazio circostante, mentre in scultura grumi di materia apparentemente informi si coagulano lungo fondamentali linee di forza.

 

Bill Viola nato a New York nel 1951, si iscrive al College of Visual and Performing Arts della Syracuse University. Inizia a realizzare video arte nei primi anni settanta. Lavora per affermati artisti come Bruce Nauman e Nam June Paik.Bill Viola inizia la sua carriera studiando arte tra il 1969 e il 1973 alla Syracuse University di New York. Qui consegue la laurea nel 1973 in Visual e Performing Arts. Tra il 1973 e il 1974 partecipa ad una mostra collettiva realizzando dodici videotape, cinque installazioni sonore e dieci installazioni video. Nel 1975 espone per la prima volta le sue opere a due mostre internazionali: la biennale dei Giovani di Parigi e la biennale del Whitney Museum of Art. Nel 1977, Bill Viola è invitato ad esporre le sue opere al La Troube University di Melbourne dalla direttrice artistica Kira Perov,che più tardi diventerà sua moglie. Nel 1977, in Australia, incontra Kira Perov; nel 1979 cominciano a lavorare e viaggiare insieme. Nel 1980 si reca in Giappone dove trascorre diciotto mesi per una borsa di studio di scambi culturali.Negli anni '80 Bill Viola decide di abbandonare la sua visione strutturalista dell'arte per avvicinarsi ad uno stile più visionario. È proprio in questi anni che Viola riscopre l'utilizzo della pellicola in bianco e nero, che servirà, inoltre, per la realizzazione di una mostra al MOMA di New York: la sua più grande mostra personale in assoluto. Nel 1981 lavora per sei mesi nel centro ricerche della Sony, sperimentando le più avanzate tecnologie del tempo. Rappresenta gli Stati Uniti nella biennale di Venezia nel 1995 con cinque opere riunite sotto un unico titolo: Buried secrets. Nel 1983 diviene professore in "Advanced Video" al California Institute of the Arts di Valencia. Nel 1990, due eventi segnano la carriera d'artista di Bill Viola: la morte della madre nel mese di febbraio e la nascita del suo secondo figlio in quello di novembre. Quest'esperienza, infatti, ispirerà Viola per la realizzazione del video "The Passing": opera che assume come tema portante la morte e la nascita come simboli dell'assurdità della condizione umana. Nel 1997 gli viene dedicata la Withney Museum of American Art di New York. Nel 2000 inizia ad usare schermi al plasma e cristalli liquidi per le sue videoinstallazioni. Nel 2002 completa il suo progetto più ambizioso, Going Forth By Day, un ciclo di video ad alta definizione commissionato dal Guggenheim di New York e Berlino. Nel 2003 il J. Paul Getty Museum di Los Angeles realizza una mostra personale, The Passions, una serie di lavori sulle emozioni umane, che ottiene critiche entusiastiche e una straordinaria affluenza di pubblico anche nelle successive tappe a Londra, Canberra e Madrid. Nel 2004 realizza un video "a quattro mani" per una nuova produzione di Peter Sellars dell'opera Tristano e Isotta, presentata in prima mondiale all'Opéra di Parigi nell'aprile del 2005. Nell'ottobre 2006 torna a Tokyo con una retrospettiva che prende il nome da un video del 1981, Hatsu-Yume, Primo Sogno. Nel 2007 nella mostra Bill Viola: Las Horas Invisibles, che si tiene a Granada nel Muso de Bellas Artes, Palacio de Carlos V (Alhambra), per celebrare il restauro del Palacio stesso, sono esposte cinque installazioni. Per la prima volta in Polonia, a Varsavia, la Galleria d'arte nazionale Zacheta presenta nove installazioni in una mostra dal titola Bill Viola. L'artista ricorre a un nuovo espediente tecnico che permette di riprendere un evento in modo simultaneo e identico con due telecamere predisposte per realizzare una nuova installazione audio / video su tre schermi destinata alla Bienale di Venezia, Ocean Without a Shore. Il tema dell'installazione, destinata alla chiesa quattrocentesca di San Gallo, riguarda la presenza dei morti nella nostra vita (Ibn al-'Arabi, 1165-1240). La mostra a Roma nel 2008.

 

 

Alberto Giacometti  Bill Viola

"Statico Dinamico"

inaugurazione 27 Settembre 2013 ore 19.00

Lunedi-Sabato

10.30-12.30

15.30-20.00

Dal 27 settembre al 26 ottobre

a cura di Graziano Menolascina

Cortile Lagrange

Galleria delle Arti

Palazzo Cavour

via Lagrange 27

via Cavour, 8

10123 Torino

Info: 338-810 44 48

caggiano@caggianoarte.it

grazianomenolascina@libero.it

www.caggianoarte.it

 


Mostra Mitarotonda, prorogata chiusura al 27 ottobre 2013


 

Mostra Mitarotonda, prorogata chiusura al 27 ottobre 2013

 

La crescente richiesta di visite, anche dall'esterno, ha indotto gli organizzatori a estendere di un'altra settimana la fruizione della mostra antologica dell'artista materano.

  

Data del comunicato stampa

Martedì, 18 ottobre 2013

Sarà prorogata di una settimana, fino a tutto il 27 ottobre prossimo, la durata della mostra antologica "Matera nelle Maioliche di Mitarotonda", del ceramista materano Peppino Mitarotonda, in corso a Matera nei locali dell'Ex Ospedale di S. Rocco, in piazza S. Giovanni, nel centro storico del capoluogo lucano. Lo ha deciso il comitato organizzatore dell'evento culturale, venendo incontro a numerose richieste pervenute sia da cittadini materani, sia dagli ospiti che converranno nella Città dei Sassi nei prossimi giorni, per partecipare a concomitanti iniziative culturali e accademiche.

 

"Accogliamo con enorme piacere la richiesta" - dichiara Nicola Rizzi, curatore dell'evento - "perché coglie esattamente lo spirito della nostra iniziativa: la celebrazione di un artista - artigiano di questa terra, che attraverso la produzione di pregiate maioliche è assurto al ruolo di cronista privilegiato dei fatti più importanti della nostra storia".

 

Durante le prime settimane dell'esposizione, che ha aperto i battenti lo scorso 21 settembre, numerose sono state le attestazioni di stima e apprezzamento verso il prolifico artista da parte di un pubblico numeroso e attento. Le persone che hanno animato i locali della mostra hanno saputo cogliere nel dettaglio i particolari minuziosi dell'arte di Mitarotonda, riconoscendo nei suoi segni artistici, momenti e situazioni spesso molto familiari. 

 

L'esposizione comprende più di 60 maioliche istoriate tra cui pannelli, tondi,  lumi e altre forme, provenienti dal laboratorio dell'artista e da privati. La mostra si articola in quattro sezioni: "Matera e la sua storia" con 21 opere; "Matera in festa" con 14 opere; "Matera oltre il mito della memoria" con 19 opere; "C'era una volta Matera" con 8 opere.

 

La mostra è aperta tutti i giorni escluso il lunedì, dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 18:00 alle 21:00. L'ingresso è libero (www.giuseppemitarotonda.it).  

 


Cartella Stampa online



In sintesi

 

 

"Matera nelle Maioliche di Mitarotonda"

Un'antologica del ceramista materano

21 settembre - 27 ottobre 2013

 

Ex Ospedale di S. Rocco

Piazza S.Giovanni - Matera

Mappa: http://goo.gl/maps/mKhLr

 

Orario

Aperta tutti i giorni escluso il lunedì:

 

09:30 - 12:30

18:00 - 21:00

 

 

Ingresso libero.

 

www.giuseppemitarotonda.it

 

Per informazioni:


mercoledì 16 ottobre 2013

Palazzo Molin presenta in esclusiva le opere di Djawid C. Borower




 

Palazzo Molin presenta in esclusiva le opere di Djawid C. Borower

 

Milano, 16 ottobre 2013 - Palazzo Molin del Cuoridoro, a Venezia, ospiterà le celebri creazioni di Djawid C. Borower dal 18 ottobre fino alla prossima primavera, nella suggestiva cornice dell'appartamento situato al primo piano nobile.

Un'esclusiva selezione di dipinti e sculture dell'artista tedesco, presente con alcune opere anche alla 55ma Biennale di Venezia, trova la sua ideale ambientazione nei raffinati spazi curati da Pretty Nice, rinomata azienda veneziana di interior design.

Gli alti soffitti, l'ampio salone dei ricevimenti, la luce che filtra dalle finestre gotiche  e l'atmosfera evocativa del piano nobile di Palazzo Molin rappresentano lo scenario perfetto per l'arte metafisica di Borower.

Il palazzo del '400, situato nel cuore di Venezia, ha da poco ottenuto il riconoscimento delle cinque stelle all'International Property Awards come Best Residential Renovation/ Redevelopment in Europa.

La mostra sarà aperta ai visitatori tutti i giovedì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 18.00 nei mesi di ottobre e novembre e su appuntamento fino alla chiusura.

L'evento a Palazzo Molin è stato organizzato da Venice Sotheby's International Realty, che si occupa della commercializzazione degli appartamenti di Palazzo Molin, e Art Consulting Group, che collabora con artisti, architetti, galleristi, investitori e collezionisti di tutto il mondo.


Heidemarie Kriz, curatore di Art Consulting Group, dichiara: "Venezia è ormai considerata una pietra miliare nel mondo internazionale dell'arte, grazie alla presenza dei molti artisti che espongono alla Biennale e non solo. Per noi, la scelta di Palazzo Molin del Cuoridoro offre la grande opportunità di presentare  le opere di un artista come Djawid C. Borower  nella suggestiva cornice di un palazzo d'epoca, situato nel centro di questa importante e storica città".

 

Palazzo Molin del Cuoridoro

Diciotto raffinati appartamenti inseriti in un rinnovato palazzo veneziano del XV secolo che vanta una facciata gotica e si trova nel cuore di Venezia, a breve distanza dal Teatro La Fenice e da Piazza San Marco. Il progetto, unico nel suo genere in città, propone il mantenimento dello stile architettonico classico combinato al design contemporaneo e ai più moderni comfort. I residenti godranno dell'uso esclusivo di un ampio cortile privato arricchito da una splendida fontana, mentre gli interni degli spazi comuni sono curati da CULTI, prestigiosa casa di design milanese. Saranno disponibili un servizio di concierge e, su richiesta, pulizie, catering e taxi privato. L'edificio è dotato di un accesso d'acqua che consente l'arrivo in taxi direttamente dall'aeroporto o dalla stazione dei treni. Un'eccellente opportunità di investimento grazie agli affitti turistici di breve termine. La qualità dell'immobile permette agli acquirenti di posizionare le loro unità nel mercato degli affitti di fascia alta, con elevati rendimenti da locazione.

 

Venice Sotheby's International Realty, Venezia

Leader nel settore di immobili di prestigio a Venezia, si occupa in esclusiva della commercializzazione di Palazzo Molin del Cuoridoro. Prezzi a partire da 635.000 euro fino a 2.600.000 euro e 4,9 milioni di euro per l'appartamento situato al primo piano nobile.


International Property Awards

Riconoscimenti riservati ai professionisti immobiliari del settore residenziale e commerciale di tutto il mondo. Istituiti nel 1995, hanno premiato le imprese che vantano risultati di qualità superiore. I premi sono suddivisi in aree: Africa, Asia Pacifico, Arabia, Canada, Caraibi, centro e sud America, Europa, Regno Unito e USA. I vincitori di ogni area vengono automaticamente inclusi nella selezione International Awards, che premia i migliori progetti a livello internazionale.


Chi fosse interessato a visitare Palazzo Molin può far riferimento a Sonia Mainardi: +39 041 5220093, mail sonia@venicesothebysrealty.com

 

www.palazzomolin.com

 @PalazzoMolin

 

 

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martedì 15 ottobre 2013

Mostra Perugia SANDRO BECCHETTI Volti dall'Umbria e dall'Europa




SANDRO BECCHETTI
Volti dall'Umbria e dall'Europa

Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria

Visitabile fino a domenica 20 ottobre
EAR AND EYE
finissage di mostra con il fotografo musicale
MICHELE CANTARELLI
sabato 19 ottobre, ore 17


Oltre 21.000 i visitatori che hanno esplorato in questi mesi le sale dedicate agli affascinanti scatti del fotografo romano recentemente scomparso. Tra le sue foto, spiccano i volti celebri di Andy Warhol, Francesco De Gregori, Dustin Hoffman, Federico Fellini, Dacia Maraini e tanti altri. Sabato 19 ottobre l'evento di finissage "Ear and Eye"


Promotori mostra: Comune di Perugia, MIBAC - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Umbria, Regione dell'Umbria
Organizzazione, Ufficio stampa e Servizi educativi: Sistema Museo


Comunicato stampa - “Omaggio a Verdi”, quindici artisti celebrano il genio di Busseto

 Agli organi di Stampa

Ispica (RG), 15/10/2013


"Omaggio a Verdi", quindici artisti celebrano il genio di Busseto

"Omaggio a Giuseppe Verdi" è il titolo di una mostra-evento organizzata dalla Galleria La Calandra di Andrea Strano per ricordare il grande compositore italiano nel bicentenario della nascita. La mostra, una collettiva che farà tappa a Siracusa e in diverse città italiane, è realizzata in collaborazione con le Gallerie Quadrifoglio di Mario Cucé (Siracusa) e Borsieri Arte (Roma) e con il patrocinio dell'Assessorato all'Arte contemporanea e al Decoro urbano del Comune di Siracusa, dell'Accademia di Belle Arti Rosario Gagliardi di Siracusa e della Banca Agricola Popolare di Ragusa.

Il gallerista Andrea Strano, curatore dell'evento, ha invitato quindici maestri della forma e del colore, tra i maggiori della Sicilia, a misurarsi sul piano artistico con la figura e l'opera di Giuseppe Verdi. Si tratta di Salvo Barone, Francesco Bertrand, Sandro Bracchitta, Carmelo Candiano, Mavie Cartia, Franco Coppa, Angelo Cortese, Giovanna Gennaro, Piero Guccione, Guglielmo Manenti, Vincenzo Nucci, Lela Pupillo, Lucia Ragusa, Filippo Sgarlata e Gaetano Tranchino.

La collettiva, preceduta da una conferenza stampa a Siracusa (18 ottobre, ore 10,30 al Palazzo Vermexio), sarà inaugurata sabato 19 alle ore 18,00 nella Galleria Quadrifoglio (Via Santi Coronati, 13). La mostra potrà essere visitata fino a sabato 2 novembre. A seguire, sarà ospitata negli spazi espositivi della Galleria Borsieri Arte a Roma.

"Colori come vapori musicali – scrive il critico e storico dell'arte Paolo Giansiracusa nel testo in catalogo - segni come note di un'aria verdiana, si snodano tra le tele e i supporti pittorici costruendo un messaggio di bellezza che l'umanità nuova saprà cogliere e comprendere".

La mostra osserverà i seguenti orari: dal lunedì al sabato, dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle 20.



Info e contatti
Galleria La Calandra arte contemporanea
Via Francesco Crispi 21, Ispica (RG)
www.lacalandra.com - info@lacalandra.com
Tel. 0932/950619

--
INpress ufficio stampa 
di Giovanni Criscione
p. iva. 01467520886
Via Assì 13, Modica (RG)
tel. 0932 752707
cell. 329 3167786

lunedì 14 ottobre 2013

Milano, Alle Officine Saffi il 58° PREMIO FAENZA | 16 ottobre – 14 novembre 2013

OFFICINE SAFFI OSPITA IL 58° PREMIO FAENZA

16 ottobre – 14 novembre 2013

 

Officine Saffi prosegue il suo rapporto di collaborazione con il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, ospitando le opere degli artisti premiati al 58° Premio Faenza.

Mercoledì 16 ottobre alle ore 18.30 verrà inaugurata nella galleria Officine Saffi l'esposizione delle opere vincitrici del Premio Faenza e delle menzioni assegnate.

In particolare Paivi Ritaniemi vincitrice della sezione over 40 con l'opera Avis, lavoro poetico sulle sfide dell'esistenza e che per l'artista fa parte di una serie di "ritratti del cambiamento", Nero/Alessandro Neretti a cui è stato assegnato il Premio under 40 per la sua installazione I nuovi apostoli ovvero Paesaggi economico-strutturali che unisce la scultura ceramica a pallet in legno e a quadri appesi alle pareti in una narrazione che mette in contrasto natura e dogmi economici "che governano gli attuali sistemi globali", e la serba Ljiubica Jocic – Knezevic vincitrice del Premio Cersaie con l'opera Analysis and implementation of the global game plan, una rivisitazione di un elemento comune a tutte le culture, riattualizzato nella forma e nella materia, con cornici inneggianti il barocco.

 Ai tre vincitori verranno affiancate le opere degli artisti che hanno ottenuto i diversi riconoscimenti in palio: Silvia Celeste Calcagno, Chiara Camoni, Jane King, Stela Ivanova, Tony Lattimer, Liv Brita Malnes, Graciela Olio, Zhao PingPing, Paolo Polloniato, Sophie Ronse, Cheung Shing Tsang. Mattia Vernocchi.

Tutte le opere offrono uno spaccato internazionale sull'arte ceramica contemporanea. Un viaggio volto all'esplorazione delle poetiche e dei linguaggi degli artisti di oggi che si confrontano, sempre più spesso, sui temi dell'attualità, della riflessione sociale e antropologica, attraverso la tecnica ceramica e l'installazione.

 

 

 

"L'opera ceramica è ormai considerata scultura a tutti gli effetti ed è superata ed obsoleta la diatriba delle arti minori o dell'alto artigianato. – spiega Claudia Casali, direttrice del MIC - Le opere qui presentate lo dimostrano nella loro straordinaria portata e nella loro studiata complessità, ricercata iconografia, poetica riflessiva".

Il Concorso faentino, istituito nel 1932, con una parentesi dovuta alla seconda guerra mondiale, negli anni ha visto straordinari interpreti della storia dell'arte come partecipanti: da Leoncillo Leonardi ad Angelo Biancini, da Guido Gambone a Fausto Melotti, da Pietro Melandri a Carlo Zauli, a Eduard Chapallaz e a Sueharu Fukami. Anche questa edizione ha dimostrato di essere all'altezza.

 "Fin dalle sue origini, - spiega Pier Antonio Rivola, Presidente della Fondazione MIC – il Premio Faenza ha offerto una visione globale sulla ceramica d'arte contemporanea e dal 1963, anno in cui divenne internazionale, determina uno stimolante incontro tra culture diverse, arricchendo di contenuti creativi ed innovativi anche la produzione ceramica faentina, luogo esclusivo per questa arte".

Dopo la mostra Officine Saffi darà il via alle residenze d'artista offerte ai vincitori del Premio Faenza e del Premio Cersaie ciascuno dei quali avrà la possibilità di esplorare le proprie tecniche e poetiche contestualizzando la propria esperienza nel Laboratorio di Officine Saffi a Milano.

 

 

Informazioni pratiche:

 

Mostra: OFFICINE SAFFI OSPITA IL 58° PREMIO FAENZA

Date: 16 ottobre – 14 novembre 2013

Inaugurazione: mercoledì 16 ottobre ore 18.30

Sede: Via A. Saffi 7 - Milano.

Tel: +39 02 36 68 56 96

Mail: info@officinesaffi.com

Orari di apertura: dal Lunedì al Venerdì 10.00 – 18.30

Sabato: 11.00 - 18.00

 

Per informazioni e materiale stampa:

UFFICIO STAMPA ANTEA

anteapress@gmail.com





sabato 12 ottobre 2013

Incompatible Elements apre la mostra a Venezia il 15 ottobre. Se la terra sotto di noi potesse parlare...

Martedì 15 ottobre il vernissage della mostra degli artisti australiani Leon Cmielewski e Josephine Starrs, curata da Camilla Boemio. Un nuovo progetto tra arte e ambientalismo, tecnologia e spirito critico, del Padiglione Maldive alla Gervasuti Foundation, esposto fino al domenica 20 ottobre

Incompatible Elements: se la terra sotto di noi potesse parlare...


Maldives Pavilion
e
Gervasuti Foundation
sono lieti di presentare:

INCOMPATIBLE ELEMENTS
...if the earth beneath our feet could speak...

Martedì 15 ottobre 
h. 16.00 - h. 19.00
Maldive Pavilion
(Gervasuti Foundation, Fondamenta Sant'Anna 
Via Garibaldi, Castello 995)
Venezia


Martedì 15 ottobre 2013 alle ore 16.00, al Padiglione Maldive presso la Gervasuti Foundation, verrà inaugurata Incompatible Elements, l'eccezionale installazione degli australiani Leon Cmielewski e Josephine Starrs curata da Camilla Boemio, curatore associato al Padiglione Maldive. Sintetizzata efficacemente nello slogan "Se la terra sotto i nostri piedi potesse parlare"Incompatible Elements rinnova e rilancia la relazione esistente tra natura e culture riconfigurando la terra come soggetto attivo piuttosto che neutrale, loquace e non muto, dunque capace di esprimersi direttamente sull'impatto dei cambiamenti climatici

In linea con la lunga tradizione di artisti che combinano testo e immagine per comunicare idee e concetti, la mostra presenta dei testi incorporati in immagini di paesaggi in condizioni critiche scattate dal satellite. In ogni stampa digitale e in ogni video tali testi si rivelano in modo dinamico, adattandosi in modo tale che il design del testo e il metodo di apparizione riflettano la peculiarità del panorama.

Leon Cmielewski e Josephine Starrs collaborano insieme da molto tempo, il primo è anche lettore senior alla Western Sydney University: dalla loro partnership sono nate installazioni ibride di media-art che usano spesso una strategia comunicativa volta a far risaltare le contraddizioni sociali e politiche della vita contemporanea

Il loro recente lavoro Chapel Of Rubber è stato esposto in prestigiosi festival come Cementa13 a Kandos, in Australia. Il loro operato è al crocevia tra cinema, visualizzazione di informazioni e data mapping, e crea contrasti e tensioni tra piccoli e grandi schermi, e tra freddi testi e incantevoli paesaggi fotografati via satellite.  
Incompatible Elements, esposta numerose volte in Australia e oltremare, è stata ricreata proprio in occasione dell'evento veneziano in Gervasuti.

Camilla Boemio è un curatore italiano e critico d'arte il cui principale ambito di studio e operatività si concentra traarte, ricerca scientifica e sviluppi socio-politici nella società contemporanea. Dal 2010 al 2012 ha diretto l'area artistico-scientifica dell'ISWA, progetto europeo con UNIVPM. 

Ha curato numerose mostre tra le quali MNEMOSYNE – L'Atlante delle immagini (group show) Centro Arti Visive Pescheria 2009, e CITIES TAM, South Bay di LA - CA.  Incompatible Elements, un progetto profondamente in linea con la filosofia della Gervasuti Foundation - arte e ambientalismo, innovazione tecnologica e coscienza critica, tradizione e solidarietà - sarà visibile da martedì 15 ottobre a domenica 20 ottobre.
 



Info:
Maldives Pavilion:

Gervasuti Foundation:


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