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giovedì 29 agosto 2013

MONET au cœur de la vie. Pavia, Scuderie del Castello Visconteo

Monet au cœur de la vie
Dal 14 settembre al 15 dicembre 2013
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo



Dopo il grande successo di "Renoir. La vie en peinture", le Scuderie del Castello di Pavia presentano, dal 14 settembre al 15 dicembre 2013, un'altra importante mostra dedicata a uno dei massimi esponenti del movimento impressionista: Claude Monet.

"Monet au cœur de la vie" è il titolo dell'esposizione promossa dal Comune di Pavia, prodotta e organizzata da Alef – cultural project management con il patrocinio del dell'Ambasciata di Francia in Italia e dell'Institut français di Milano.

La mostra, a cura di Philippe Cros, presenta una selezione di opere provenienti da prestigiosi musei di tutto il mondo: dagli Stati Uniti d'America come il Columbus Museum of Art (Ohio) alla Francia come il Musée d'Orsay di Parigi, dal Sud Africa come la Johannesburg Art Gallery alla Romania come il Mnar di Bucarest fino alla Lettonia come The Latvian National Museum of Art di Riga e da altre importanti sedi internazionali.

Il pubblico avrà la possibilità di ammirare importanti lavori di Claude Monet e di ripercorrere le tappe principali della sua produzione artistica dalla formazione fino alla grande maturità.

Un percorso espositivo innovativo ed emotivo offrirà inoltre al visitatore un'inedita modalità di avvicinamento anche alla sfera personale della vita del Maestro, consentendo al pubblico di scoprire l'"uomo" oltre che il grande artista.

La mostra è un viaggio nel cuore della vita di Monet, raccontato attraverso le voci di sei personaggi chiave del suo percorso umano e artistico.
Gli incontri, i successi, così come i momenti difficili sono stati ricostruiti sulla base di preziose lettere - provenienti dal Musée des Lettres e de Manuscrits di Parigi ed esposte in mostra -  in cui il pittore racconta particolari momenti e stati d'animo della sua vita. 
Lungo il percorso una serie di suggestive videoinstallazioni predisporranno emotivamente il pubblico a rivivere i momenti fondamentali della vita di Monet e a comprenderne il rapporto con le opere presentate in mostra. 
Le parole e il racconto sono stati pensati in armonia con i video, i suoni e le opere d'arte in modo da creare le condizioni più adatte a sollecitare le emozioni più profonde del visitatore verso una totale fruizione dell'opera di Monet.

L'esposizione inizia con gli esordi della carriera artistica di Monet narrati da Adolphe Monet, il padre del pittore che ebbe con il figlio un rapporto piuttosto contrastato sia per la sua scelta professionale – soprattutto a causa delle sue idee indipendenti in contrasto con l'insegnamento dell'Accademia – sia per le sue scelte personali e sentimentali.

Nella sala successiva sarà Eugène Boudin a far immergere il pubblico negli anni giovanili dell'artista, caratterizzati dai primi esperimenti di pittura en plein air e dalle scelte stilistiche innovative in contrasto con la pittura accademica dell'epoca. 
Boudin, pittore francese e primo maestro di Monet, segnò profondamente il modo di fare pittura dell'artista al punto che Monet confesserà:

"Se sono diventato pittore lo devo a Eugène Boudin."

In mostra alcune importanti opere di Boudin mostreranno il ruolo fondamentale del maestro nella formazione di Monet e nello sviluppo del suo stile, come dimostra l'opera Bateaux à Etretat (Barche a Etretat) (1883) in cui l'artista utilizza la stessa tecnica pittorica del suo maestro.

Attraverso le dolci parole di Camille Doncieux - prima moglie e madre dei due figli di Monet - il visitatore potrà rivivere un periodo fecondo della vita professionale di Monet. Camille ebbe un ruolo centrale nella produzione dell'artista, dal 1860 al 1879, fu la sua musa e modella preferita presente nella maggior parte delle sue tele fino alla prematura morte a soli 32 anni.
Le gite ad Argenteuil, le passeggiate lungo la Senna e al mare con la famiglia furono molto stimolanti anche dal punto di vista artistico per Monet che consolidò ulteriormente la tecnica della pittura all'aria aperta e lo studio della luce, sperimentando anche nuovi soggetti come Bateaux de pêche á Honfleur (Barche di pescatori a Honfleur)(1866 ca.), La gare d'Argenteuil (La stazione di Argenteuil) (1872) e Printemps (Primavera) (1873), opere esposte in questa sezione.

Durante il suo percorso artistico, Monet dovette affrontare una serie di avversità dovute alle difficoltà economiche, alle pesanti critiche dei classicisti e ai continui rifiuti da parte dei Salons. Questo periodo particolarmente frustrante per l'artista sarà raccontato da uno dei suoi più grandi sostenitori: Georges Clemenceau, il politico francese - primo Ministro dal 1906 al 1909 e dal 1917 al 1920 - con cui Monet strinse una forte amicizia soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Fu proprio Clemenceau, nel 1921, a commissionare a Monet le celebri Ninfee per l'Orangerie, definite la "Cappella Sistina dell'Impressionismo".
In questa sala, che vuole simbolicamente evocare il contrasto tra due differenti  sistemi pittorici, il visitatore avrà la possibilità di mettere a confronto la pittura accademica esposta nei Salons rappresentata da opere come Paysage maritime (Paesaggio marittimo) di Jules Breton e Les Pyrénées (I Pirenei) di Marie Rosarie Bonheur – due artisti fortemente apprezzati dalla critica dell'epoca -, con la tecnica innovativa utilizzata dal Padre dell'Impressionismo, rappresentata in mostra da alcune opere emblematiche come le marine Marine, Pourville (Marina, Pourville) (1881) e Le Cap Martin (1884). 
A corredo delle opere sarà esposto il celebre articolo - prestato eccezionalmente per la mostra dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma - di Louis Leroy apparso sulla rivista Chiarivari del 25 aprile 1874 in cui comparve per la prima volta, in senso spregiativo e fortemente critico, il termine "impressionisti".

Il racconto prosegue con Alice Hoschedé, seconda moglie di Monet, che narrerà al visitatore dei viaggi intrapresi dall'artista per la continua ricerca di stimoli, ispirazioni e soggetti nuovi da riprodurre, come il soggiorno in Norvegia per la ricerca e lo studio degli effetti della neve. Per quanto in questo periodo - dal 1880 al 1895 - siano nati i più grandi capolavori del Maestro, Monet era continuamente insoddisfatto dei suoi lavori e dei luoghi che visitava.
Sono gli anni, in cui l'artista abbandona quasi del tutto la rappresentazione della figura umana per concentrarsi sul tema propriamente impressionista del paesaggio, con particolare interesse verso l'alone luminoso che circonda la natura. È proprio in questo periodo che Monet comincia a dipingere le celebri "serie" in cui il ruolo della luce diventa fondamentale per la composizione dell'opera come dimostrano Waterloo Bridge (Il ponte Waterloo) (1900) e la suggestiva Cathédrale de Rouen (La Cattedrale di Rouen) (1894), protagoniste di questa sezione.

Il percorso espositivo chiude con le parole di Blanche Hoschedé, figlia di Alice e unica allieva di Monet con la quale il pittore instaurò un rapporto molto stretto nell'ultimo periodo - dal 1914 al 1926 - trascorso a Giverny: un luogo magico, in cui l'artista riuscì finalmente ad appagare il suo desiderio di tranquillità rurale.
Blanche racconterà al pubblico dell'amore ossessivo del pittore per il suo meraviglioso giardino della casa a Giverny, delle loro uscite per dipingere insieme in campagna e dei primi sintomi della cataratta che modificarono sensibilmente la vista, e quindi anche la percezione dei colori, di Monet. Alcune tele di Blanche esposte in questa sezione mostreranno il suo stile impressionista strettamente imparentato con quello del Maestro.
Negli ultimi anni di vita dell'artista la dimora di Giverny diventò la sua unica fonte di ispirazione: un giardino meticolosamente curato in cui Monet decise di far costruire anche un ponte giapponese, testimonianza del suo interesse verso l'arte del Paese del Sol Levante. In mostra una serie di preziose stampe di celebri artisti come Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige sottolineano il forte legame del pittore con l'arte nipponica.

La mostra offre quindi diverse chiavi di lettura per un'originale esperienza di visita che consentirà al visitatore di rivivere intensamente la vita e la produzione artistica di uno dei più grandi Maestri di tutti i tempi che ha cambiato per sempre la storia dell'arte.

Un'esperienza di visita prosegue anche all'esterno dello spazio espositivo, suggerendo al visitatore un itinerario alla scoperta di alcuni dei luoghi simbolo della città di Pavia ricontestualizzati, per l'occasione, in rapporto al percorso artistico di Monet.
Un percorso ideato per far rivivere alcuni luoghi pavesi molto suggestivi come l'orto botanico del 1700, oppure la bellissima Cattedrale di San Michele, o ancora la storica Biblioteca Civica Bonetta e i giardini Malaspina, e in ultimo il Ponte Vecchio sul fiume Ticino. In ciascuno di questi luoghi il visitatore potrà riprendere la lettura del racconto dei sei personaggi riproposto in un'ambientazione reale.

"Ospitare la pittura di Claude Monet a Pavia è per la cittá tutta motivo di grande soddisfazione. La mostra su Monet si inserisce in un percorso artistico di Pavia che negli ultimi anni ha visto rassegne prestigiose e apprezzate, come testimoniano gli importanti numeri fatti registrare dai visitatori, inediti per la nostra cittá. Nella splendida cornice del Castello Visconteo è ora il momento di Monet, dei suoi colori e delle sue forme che hanno lasciato segni indelebili e fondamentali nella pittura dell'800 e del '900. Il più impressionista tra gli impressionisti, Monet, segna un altro momento di altissimo profilo culturale di cui Pavia è sempre più orgogliosa" dichiarano Alessandro Cattaneo, Sindaco e Matteo Mognaschi, Vicesindaco e Assessore alla cultura, turismo e marketing territoriale del Comune di Pavia.

Per tutta la durata dell'esposizione una serie di attività didattiche e laboratori creativi permetteranno anche ai più piccoli di avvicinarsi alla pittura impressionista e alla produzione artistica del pittore francese.

Catalogo Silvana Editoriale

Conferenza stampa venerdì 13 settembre, ore 10.30
Pavia, Castello Visconteo

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Titolo
Monet au cœur de la vie

Date
14 settembre – 15 dicembre 2013

Sede
Scuderie del Castello Visconteo
Viale XI Febbraio, 35
27100 Pavia

Orari
Dal lunedì al venerdì: 9.00 – 19.00
Sabato, domenica e festivi: 9.00 – 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima

Biglietti
Intero: 15,00 euro
Ridotto: 13,00 euro
Ridotto speciale: 10,00 euro dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 13.00 -14.00 e dal sabato alla domenica nella fascia oraria 9.00 - 10.00
Il costo del biglietto include l'app ufficiale della mostra, l'audioguida e l'ingresso alla Quadreria dell'Ottocento e Collezione Morone dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia.


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Informazioni

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mercoledì 28 agosto 2013

Tobia Ravà Da'at alla Galleria L'Occhio Venezia


Giovedì 29 agosto alle ore 18.30 si inaugura " DA'AT mostra personale di Tobia Ravà " presso la Galleria D'arte l'Occhio di Elisabetta Donaggio e Alfredo Pugnalin, Venezia, aperta fino al 26 settembre.

Tobia Ravà, dopo aver sperimentato molti percorsi creativi inerenti al rapporto arte e scienza, dal 1998 ha avviato una ricerca inerente le correnti mistiche dell'ebraismo: dalla kabbalah al chassidismo, proponendo un nuovo approccio simbolico attraverso le infinite possibilità combinatorie dei numeri. La logica letterale e matematica, che sottende le opere di Ravà, è intesa come codice genetico e raccoglie elementi sia filosofici sia linguistici che vanno a costituire una sorta di magma pittorico fatto di lettere e numeri, che si cristallizzano sulla superficie "grandangolata" di vedute di canali e boschi. L'artista sviluppa un percorso simbolico a rebus costruito su piani di lettura diversi attraverso la ghematria ("gimatreya"), criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall'antichità nell'alfabeto ebraico, secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, così ogni successione alfabetica può considerarsi una somma aritmetica.

Questa mostra veneziana fa esplicito riferimento all'albero sefirotico, composto dalla sfere che si possono visualizzare come degli ascensori che portano all'elevazione dell'essere umano. L'albero sefirotico è una delle immagini più complesse ed affascinanti della Kabbalah, che significa, tradizione, "ciò che abbiamo ricevuto". Il titolo della mostra prende il nome dalla Sephirah Da'at, conoscenza, che nasce dall'unione di Chokmah (sapienza) e Binah (intelligenza), sopra le quali sta Keter, corona, l'emanazione superiore. Insieme formano le emanazioni intellettuali più elevate, che danno agli esseri umani la possibilità di essere "appena al di sotto degli angeli". Di solito si dice che l'albero sia composto di 10 sfere non considerando da'at, che è l'undicesima, forse perché non e' posta sull'Albero della vita, ma rimane nascosta, invisibile, situata dietro le quinte, ma – come sostiene Roy Doliner - ogni cabalista è sempre consapevole della sua esistenza, poichè essa è "l'impulso di accumulare e conservare il sapere per noi stessi, il nostro futuro e quello dei nostri figli e di tutta l'umanità". Da'at è la soglia per accedere alle sfere più alte. In Da'at c'e' il segreto sia della generazione sia della rigenerazione, la chiave della manifestazione di tutte le cose tramite la differenziazione nelle coppie di opposti e la loro unione.


La ricerca di Tobia Ravà non si deve intendere affatto come riduzione del mistico al misterico, all'esoterico, ma come visualizzazione di una profonda consapevolezza che la mistica è, secondo la definizione di Platone e nel suo senso originario e autentico, ricerca della saggezza – "esercizio di vita ed esercizio di morte", "l'universale della ragione, ovvero ciò che è propriamente umano".

Saranno esposte opere recenti tridimensionali, pittoriche e specchianti legate a Venezia e al mondo animale. Saranno inoltre presenti alcuni boschi recenti e sculture in bronzo, sempre supportati da un percorso numerico legato alla ghematrià ed alle leggi naturali.

 

GALLERIA D'ARTE L'OCCHIO

Dorsoduro 181-185, Venezia

Tel e Fax 0039 041 5226550 / 0039 348 6045541

Email galleria.locchio@tin.it

www.gallerialocchio.net

La Galleria d'Arte l'Occhio e'situata nel centro storico di Venezia, 100 metri dalla fondazione Peggy Guggenheim e dalla Basilica della Salute.

www.tobiarava.com



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Redazione del CorrieredelWeb.it


martedì 27 agosto 2013

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Mostra Internazionale di Illustrazione 'IL POSTO DELLE FAVOLE_POSTFAZIONE', Borgo di Farfa 20-22 Settembre 2013






IL POSTO DELLE FAVOLE_POSTFAZIONE


Mostra internazionale di illustrazione

 


 
Dopo il successo dell'edizione appena conclusasi a Rivodutri,la mostra collettiva internazionale di illustrazione per l'infanzia,IL POSTO DELLE FAVOLE_Postfazione, a cura di Barbara Pavan, sarà ospite della V Edizione di LIBERI SULLA CARTA – Fiera dell'editoria indipendente, che si terrà nel Borgo di Farfa(Ri) dal 20 al 22 settembre2013. In mostra le tavole illustrate di fiabe e favole, classiche o contemporanee, di ventidue artisti, italiani e stranieri

Il progetto intende offrire al pubblico un panorama internazionale dell'illustrazione per bambini, mettendo a confronto le diverse tecniche espressive, dall'acquerello al disegno digitale. In mostra opere di: Maelle Delavaud-Couedel (Francia), Dalia Del Bue, Tamara Duran Salguero (Spagna), Marta Farina, Irene Fenollar (Spagna), Tesa Gonzales (Spagna), Fatemeh Haghnejad (Iran), Keziat, Ilaria Novelli, NinonPelletier (Canada), Enrica Pizzicori, Natalie Pudalov(Germania), Lucia Ricciardi, Cecilia Rinaldi, Andrea Rivola, Nooshin Safakhoo (Iran), Sonsenzansie, Luca Vannozzi, Julio Vanzeler (Portogallo), Carola Vergara (Cile), Valeria Zaccheddu, Catherine Zarip (Estonia).

'Il posto delle favole – scrive Tatiana Rossi nell'introduzione alla mostra - è in ognuno di noi. È il luogo dell'anima in cui risiede la forza primaria dell'infanzia. E non importa chi siamo, quale sia il nostro tempo, o la nostra provenienza. Qualsiasi sia la nostra storia, c'era una volta e c'è ancora, in ciascuno di noi, il bambino che siamo, che siamo stati e che in qualche modo, coscientemente o no, continuiamo ad essere. 

Una mostra internazionale di illustrazione per l'infanzia così intitolata - "Il Posto delle Favole", per l'appunto – non può dunque che fare appello a questo comune terreno esperienziale, alimentando nel bambino di oggi o ridestando nel fanciullo di ieri un patrimonio emozionale originario e fondante della personalità. Lo si potrebbe concepire come un viaggio al principio dell'uomo, l'occasione per stimolare epifanie inaspettate, per risvegliare visioni, suoni, odori sedimentati, per attivare una comune percezione del mondo, pre e transculturale, anteriore ai condizionamenti sociali ed oltre la logica del contesto spaziotemporale. In questa chiave, trova ragione anche la scelta di collocare l'evento in un piccolo borgo immerso nel verde, defilato dall'ambiente e dalle dinamiche urbane. Un luogo in grado di mantenere maggiormente inalterato,rispetto all'habitat cittadino, il rapporto originario tra uomo e natura, di preservare l'immediatezza della loro connessione e l'affinità dei rispettivi ritmi vitali.(…)
(…)"Il Posto delle Favole" è occasione per un viaggio all'origine dell'uomo – come individuo, nel suo rapporto col mondo, nel suo significato di umanità – e per comprendere come, al di là dei destini personali e delle coordinate storico-culturali, non abbiamo mai smesso di essere ciò che siamo sempre stati.'


Ingresso libero.
Bookshop a cura di Libreria Moderna, Rieti.

 

SCHEDA TECNICA della mostra


Artisti                                    Maelle Delavaud-Couedel, Dalia Del Bue, Tamara Duran Salguero, Marta Farina, Irene Fenollar, Tesa Gonzales, Fatemeh Haghnejad, Keziat, Ilaria Novelli, Ninon Pelletier, Enrica Pizzicori, Natalie Pudalov, Lucia Ricciardi, Cecilia Rinaldi, Andrea Rivola, Nooshin Safakhoo, Sonsenzansie, Luca Vannozzi, Julio Vanzeler, Carola Vergara,Valeria Zaccheddu, Catherine Zarip


titolo                                     Il posto delle favole_Postfazione
sedi espositive                   Fiera dell'Editoria Indipendente, Sala Polivalente, Borgo di Farfa, Fara Sabina (Ri)
a cura di                               Barbara Pavan – testo introduttivo di Tatiana Rossi
inaugurazione                     venerdì 20 settembre 2013 ore 16
date                                       dal 20 al 22 settembre 2013
ufficio stampa                    email studio7artecont@mail.com
info mostra e orari            tel.320.4571689: venerdì ore 16-22, sabato e domenica 10-13 e 15-22
coordinamento ed organizzazionemostraa cura di Studio7
fb Il posto delle favole

Mostra "Sensi Scoperti"

REC ricerca estetica contemporanea 

SENSI SCOPERTI

collettiva d'Arte Contemporanea


Castello Baronale 

Bitritto (BA)


dal 29 agosto al 1 settembre  2013  19.00/22.00


vernissage giovedì 29 agosto ore 20.00 




In mostra le opere di:  Angela Consoli, Paolo Tinella, Francesco Avellis, Alessandra Lama,Mimmo Avellis e Natalia Bartoli.
Dopo aver fatto tappa a Locorotondo, si sposta al Castello di Bitritto la mostra d'arte Contemporanea Sensi Scoperti. Attraverso le opere esposte, il gruppo REC-ricerca estetica contemporanea,  esplora il rapporto possibile tra l'arte e il coinvolgimento dei sensi.

Ascoltare la forma, entrare nell'opera, diventare attivi in essa e vivere il suo pulsare con tutti i sensi
(Vasilij Kandinskjj)


Con il patrocinio del: comune di Bitritto, comune di Locorotondo e Archeoclub Italo Rizzi di Bari

ingresso libero


lunedì 26 agosto 2013

"M. A. C. 5° edizione Mostra d’Arte Contemporanea"

 

LU MONFERRATO (AL)

Spazio  LA NISOLINA

Via Mameli 63

 

M. A. C.   5° edizione

Mostra d'Arte Contemporanea

 

Dal  8 settembre 2013 vernissage ore 11.00

Al 15 settembre 2013

 

Orario dalle 10 alle 20 su appuntamento - chiuso lunedì

Sabato14  e domenica 15 settembre aperto dalle 16 alle 20

 

INGRESSO  LIBERO

 

ARTISTI:  Albina Dealessi, Ezio Gribaudo, Eligio Juricich, Renato Luparia, Carlo Mazzetti,  Nadia Presotto, Setsuko, Gaspare Sicula, Giovanni Tamburelli.

 

Patrocinio: Comune di Lu

 

GENERE: ARTE CONTEMPORANEA

 

Domenica  8 settembre,  alle ore 11.00 s' inaugura  la  5° edizione della M.A.C. -  Mostra d' Arte Contemporanea -  allestita presso lo Spazio La Nisolina di via Mameli 63 in Lu, con le opere degli artisti: Albina Dealessi, Ezio Gribaudo, Eligio Juricich, Renato Luparia, Carlo Mazzetti,  Nadia Presotto, Setsuko, Gaspare Sicula, Giovanni Tamburelli.

 

Albina Dealessi, artista di Lu, residente a Conzano; nelle sue tele informali il colore è spesso, come vuole la spatola  ed intenso per il piacere della materia e crea sovrapposizioni che rimandano ad immagini di paesaggi o ad astrazioni pittoriche.

Ezio Gribaudo, torinese, cittadino onorario di Conzano,  uno dei più importanti e interessanti artisti contemporanei. Tra i numerosi riconoscimenti il premio per la grafica alla XXXIII Biennale di Venezia e alla IX Biennale di San Paolo. Ha esposto lo scorso giugno a New York all' Istituto Italiano di Cultura.

Eligio Juricich, artista istriano ma casalese d'adozione, propone una tela ad olio raffigurante uno scorcio di Lu, realizzato con cromie morbide e calde che apportano un messaggio di poesia. Il suo inconfondibile stile è molto apprezzato ed è il risultato di una grande conoscenza del disegno e della forma.

Renato Luparia, fotografo di Conzano, specializzato in immagini di paesaggio e di natura, dotato di una innata sensibilità nei confronti dell' ambiente. Ogni suo scatto è un paesaggio antropizzato che nasconde una storia, un' emozione.

Carlo Mazzetti, architetto e artista di Saluggia (VC) ha al suo attivo numerose partecipazioni a rassegne artistiche internazionali. Nato "dentro la natura" e da essa conquistato, la propone nei suoi lavori, pittorici e scultorei. In particolare gli alberi sono i protagonisti delle sue tele.

Nadia Presotto, vive e opera a Conzano (Al); le sue opere nascono dall' unione tra il linguaggio figurativo e quello astratto, collocandosi fuori dagli schemi tradizionali. Landscapes e Cityscapes sono luogo d' incontro tra memoria e immaginazione, tra natura e artificiosità.

Setsuko, artista poliedrica, performer.  Vive e lavora tra Milano e Silvano d' Orba (AL) dove ha realizzato una installazione permanente. Dopo la laurea in musica in Giappone, ha studiato all' Accademia Belle Arti di Brera. Si è esibita in molte città italiane e straniere con le sue performces.

Gaspare Sicula è nato nel 1954 a Partinico in provincia di Palermo. Nel capoluogo siciliano si è diplomato al Liceo Artistico e ha frequentato i corsi di Architettura. Dal 1983 vive e lavora a Tortona. Ha al suo attivo più di sessanta mostre personali e otto cortometraggi. Dipinti, sculture, disegni, fotografie e installazioni sono visibili anche in 92 video pubblicati su Youtube e Facebook.

Giovanni Tamburelli, scultore e poeta, viaggiatore  e lettore instancabile. Ha esposto in numerose città italiane e straniere. Ha pubblicato vari libri d' artista. Presente nel 2011 alla 54° Biennale di Venezio nel Padiglione Italia su invito di Vittorio Sgarbi.

 

La quinta edizione della M.A.C., ideata da Nadia Presotto e Albina Dealessi, si avvale, come per le precedenti edizioni,  del patrocinio del Comune di Lu. L' intento è quello di  valorizzare il territorio  monferrino e le varie espressioni artistiche ed è visitabile fino al 15 settembre 2013.

 

INFORMAZIONI UTILI: M.A.C. 5° edizione – dal  8 al 15  settembre 2013 -  orario dalle 10 alle 20 su appuntamento – chiuso lunedì. Sabato 14 e domenica 15 settembre aperto dalle 16 alle 20. Ingresso libero.  Spazio La Nisolina – via Mameli 63 – Lu Monferrato (AL) – Tel. 338.3354590.

 

Ibam-Cnr mostra 'Sensign the Past' a Roma

Nell'ambito della Euorpean Space Expo, da oggi al 2 settembre è in corso a Roma, alla Galleria Agostiniana, presso Santa Maria del Popolo, la mostra fotografica 'Sensign the Past', organizzata dall'Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibam-Cnr) e dall'Asi, con il contributo dell'Università della Basilicata.

La rassegna è un'esposizione di riprese satellitari per l'archeologia, con un vasto campionario di siti e monumenti archeologici in Europa, America, Asia ed Africa, ubicati in diversi contesti ambientali e climatici: dal deserto di Atacama a quello del Sahara, dalle foreste tropicali del sudest asiatico all'habitat mediterraneo e continentale europeo.

Si segnalano, in particolare, le applicazioni per lo studio del paesaggio neolitico di Stonehenge e del paleoambiente della città magnogreca di Metaponto, il rilievo dell'antica rete di canali d'acqua della città monumentale di Angkor in Cambogia, e  l'individuazione di strutture sepolte in contesti desertici, quali quelli di Sabratha in Libia, Pelusium in Egitto, Samarra in Iraq.

domenica 25 agosto 2013

MOSTRA ONO EMILIANI RIVODUTRI 15 SETTEMBRE 2013



UN SENSO DI UTILE ORDINE

Progetto internazionale d'arte contemporanea a Rivodutri

ONO EMILIANI

Intrecciare, scorrere, fiorire



a cura di Luca Arnaudo e Barbara Pavan
Comune di Rivodutri (RI)
Sala Consiliare e installazione presso le Sorgenti di Santa Susanna
Inaugurazione domenica 15 settembre 2013 ore 16

La mostra
Con la mostra "Intrecciare, scorrere, fiorire", Ono Emiliani prosegue attraverso la pittura lungo una personale via di concentrazione spirituale e nitore percettivo, sviluppando immagini che partono dalle forme della natura per attraversare territori culturali e mentali diversi – il Giappone di Basho e Hiroshige, l'America di Brautigan e Stella – fino a giungere per l'occasione a un appartato paese della Sabina, Rivodutri, e insediarvisi.
Al suo quarto e ultimo appuntamento stagionale dopo le personali di Yukoh Tsukamoto, Nito Contreras e Mathew McWilliams, la rassegna d'arte contemporanea "Un senso di utile ordine" – in corso presso il Comune di Rivodutri dall'autunno 2012 – presenta l'opera di un artista rigoroso e al tempo stesso fantasioso che, dopo un soggiorno preparatorio nel paese, si è proposto di realizzare una grande tela componibile destinata alla sala consiliare e il cui intreccio proseguirà in un sorprendente intervento ambientale collocato presso le sorgenti di Santa Susanna, a poca distanza dal centro storico, intorno al quale altri lavori su carta saranno disposti all'aperto, come fiori di campo.

L'artista
Ono Emiliani è nato a Torino nel 1964 e vive tra le montagne del cuneese. Numerose le esposizioni di rilievo, in Italia e all'estero: tra le più recenti si segnalano in particolare la personale "Vocabolaria" (Studio7 Arte Contemporanea, Rieti 2011), la doppia personale con Derek White, "Auspici" (Spazio Orto Capovolto, Roma 2012) e la collettiva "Una squisita indifferenza" (Castello Angioino di Mola di Bari, 2010), dove pitture di Emiliani sono state presentate in parallelo a una serie di opere di Alberto Burri.
                                      

La mostra/evento di Ono Emiliani, 'Intrecciare, scorrere, fiorire', a cura di Luca Arnaudo e Barbara Pavan, promossa dal Comune di Rivodutri, con il Patrocinio di Camera di Commercio di Rieti, Sabina Universitas e CARIRI, inaugura domenica 15 settembre 2013, alle ore 16, presso la Sala Consiliare del Comune di Rivodutri, in Piazza Municipio 4, e con un'installazione presso le Sorgenti di Santa Susanna.


La mostra sarà visitabile fino al 30 settembre 2013.

Ingresso libero.

SCHEDA TECNICA della mostra


artista                          Ono Emiliani
titolo                            Intrecciare, scorrere, fiorire
sedi espositive                Comune di Rivodutri, Piazza del Municipio, Rivodutri (RI) e Sorgenti di Santa Susanna
a cura di                      Luca Arnaudo e Barbara Pavan
inaugurazione domenica 15 settembre 2013 alle ore 16 Piazza Municipio, Comune di Rivodutri
date                             dal 15 al 30 settembre 2013
Con il Patrocinio di CCIAA di Rieti, Sabina Universitas e CARIRI
ufficio stampa  email studio7artecont@mail.com
info mostra e orari       tel.320.4571689; lun-ven 9-13.
coordinamento ed organizzazione a cura di Studio Evento ufficiostampa@studioevento.it

Alessandra Silvia De Simone MOSTRA a FIRENZE 21 Settembre 2013

Mostra d'Arte Personale  "La Danza dei Fili" di   Alessandra Silvia De Simone

Dal 21 Settembre all'11 Ottobre 2013

Presso Le GIUBBE ROSSE

Piazza della Repubblica13/14 R CAP 50123  Firenze

Inaugurazione  Sabato, 21 Settembre 2013 ad ore 17,00

Il 21 Settembre 2013 alle ore 17.00 presso Le Giubbe Rosse di Firenze

(in Piazza della Repubblica)  sarà inaugurata  La Mostra d'Arte Personale 

 "La Danza dei Fili" di Alessandra Silvia De Simone, artista italiana residente in Toscana che collabora attivamente con il Dipartimento di Educazione del British Museum di Londra per progetti artistici e culturali dedicati all'infanzia.

L'esposizione ha la collaborazione in video della scuola di danza 

"La Maison de la Danse" della Spezia, con coreografia a cura di Emmanuelle Ricco.

L'idea e il progetto sono di Alessandra  Silvia De Simone che ha voluto, in tal modo, dare voce e dinamismo a una forma d'arte che non è solo visiva, bensì diventa luce, movimento e suono antico di una cultura - quella medievale - da cui anche la sua stessa formazione prende piede per abbracciare in definitiva una visione più ampia dell'epoca moderna, in un luogo frizzante e dinamico come  la suggestiva cornice toscana di Firenze.

Presentazione di Lodovico Gierut (critico d'arte e scrittore) e JACOPO CHIOSTRI (giornalista e scrittore).

Biografia e Opere  Alessandra Silvia De Simone nasce a Milano il 3 Agosto del 1970. Il suo percorso artistico si sviluppa tra il nord e il sud Italia, e tra l'Italia e periodi di  formazione all'estero. A 23 anni entra nella Scuola Professionale di Restauro di Affreschi a Cremona e quindi si specializza in doratura a Firenze.

Dopo la laurea in Conservazione dei beni Culturali con tesi sperimentale in Storia e Tecnica della Fotografia, vince il Primo Premio Nazionale  di studio a Lucca per il primo progetto di educazione rivolto all'infanzia.

Tra il 2002 e il 2012 redige progetti educativi, per scuole private e pubbliche, italiane ed estere, nonché per  la National Gallery, per il V&A Museum e per il British Museum di Londra, tutti con lo scopo di avvicinare i bambini provenienti da vari angoli del mondo   alla comprensione dei valori dell'arte, il valore spirituale, estetico, morale, tecnico e religioso del patrimonio artistico culturale internazionale.

Da qualche anno espone i suoi dipinti in particolari Mostre d'Arte/Evento.

In tali occasioni l'intento è quello di comunicare, attraverso un linguaggio universale artistico, sia pittorico che scultoreo, un messaggio semplice, chiaro, trasparente quanto innovativo: si tratta di una nuova interpretazione dell'arte che ci  guida, come in un viaggio, ad attraversare un percorso musicato, dove si inseriscono persino installazioni di un'arte vivente tramite il coinvolgimento di ballerini chiamati a interpretare il pensiero e la volontà comunicativa dell'artista.

In tutto il percorso dell'arte di Alessandra Silvia De Simone si fa interprete la volontà espressiva dell'amore, della lotta tra il bene e il male, della difficoltà della luce che vuole prevalere sul buio.Le sue maschere di carta, gesso e sabbia dai vivacissimi colori, lanciano poi i messaggi più nitidi e spontanei dei valori quotidiani ed eterni della vita.

Anche qui un raggio di luce riflette o attraversa magicamente l'oggetto, diventando protagonista principale di una scena fatta di incroci di fili di lana, di contrasti cromatici, di sovrapposizioni materiche naturali o artificiali, istintive o ragionate, sempre volte al raggiungimento dell'estrema bellezza e della novità.

Titolo mostra: "La Danza dei Fili"
Autore: Alessandra Silvia De Simone
Sede: Le Giubbe Rosse Piazza della Repubblica (Firenze)

Vernissage: Sabato, 21 Settembre 2013

Presentazione del critico d'arte e scrittore Lodovico Gierut.

L'esposizione è aperta dal 21 Settembre all'11 Ottobre  2013.

Ingresso libero.

Orario: La Mostra resterà aperta tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 22,00

Con il Patrocinio di : 
Sanes Onlus (Ospedale San Camillo di Roma), Comune di Firenze, Le Giubbe Rosse, Comitato Archivio Artistico - Documentario Gierut, Comune di Porto Venere, Lindera Spose, La Maison de la Danse (SP) , Premio letterario Racconti nella Rete/LuccAutori.Viareggio.


Alessandra Silvia De Simone


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Redazione del CorrieredelWeb.it


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