CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news di Mostre ed Esposizioni

Cerca nel blog

mercoledì 27 maggio 2026

Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo | 29 maggio - 27 settembre 2026 | MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna

Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna


Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo
A cura di Lorenzo Balbi e Mario Chiari

29 maggio - 27 settembre 2026
MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere 
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna


Opening
Giovedì 28 maggio 2026, ore 18.00 - 21.00 



Chiari_immagineguida1.jpeg
Giuseppe Chiari, Gesti sul piano. Prima Settimana Internazionale della Performance, Bologna, 1977. Collezione MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna. Foto di Silvia Lelli / Lelli e Masotti Archivio. Immagine acquistata grazie al PAC2021 - Piano per l'Arte Contemporanea

Bologna, 27 maggio 2026 - Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, il MAMbo -  Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presenta nella Sala delle Ciminiere la mostra Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo.

L'esposizione, curata da Lorenzo Balbi e Mario Chiari, nasce in occasione del centenario della nascita dell'artista (Firenze, 26 settembre 1926 - Ivi, 9 maggio 2007) con l'obiettivo di offrire una lettura critica organica di una delle figure più rilevanti e poliedriche nel panorama dell'arte italiana del secondo Novecento.

Il progetto espositivo, sostenuto dal PAC2025 - Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, rappresenta la prima retrospettiva completa del lavoro di Giuseppe Chiari in un’istituzione pubblica e si distingue per un impianto che propone un’indagine articolata e trasversale che supera la logica della presentazione per nuclei omogenei. 

In questa prospettiva, la figura di Chiari viene storicamente contestualizzata a partire dagli anni Sessanta e Settanta e riletta alla luce delle sue relazioni con il movimento Fluxus e con altre esperienze avanguardistiche coeve. Il suo posizionamento all’interno di tali contesti si definisce, tuttavia, per una sostanziale autonomia: una partecipazione non pienamente assimilabile che si traduce in un attraversamento critico delle correnti. 

L’asse portante della mostra indaga il passaggio cruciale dalla musica alle arti visive. Attraverso un percorso che parte dalle partiture degli anni Cinquanta si assiste a una ridefinizione del linguaggio musicale in "chiave espansa", orientata verso pratiche sonore e performative. In questo processo, lo strumento musicale viene de-funzionalizzato e ri-semantizzato o suonato in maniera non prescrittiva attraverso l'uso di elementi come l'acqua, i sassi e la luce.

Ad accogliere il pubblico in mostra è l’opera La musica è facile, realizzata nel 1972, presentata alla Galleria Martano di Torino nel 1976 e acquisita dal MAMbo grazie al PAC – Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura: un intervento testuale che amplifica e rilancia la riflessione di Chiari sulla natura accessibile, processuale e de-gerarchizzata dell’esperienza musicale. 

Al centro della Sala delle Ciminiere, il fulcro dell’esposizione è caratterizzato da dodici pianoforti preparati. L’intervento allestitivo, progettato dallo studio Parasite 2.0, configura lo spazio come un ambiente immersivo in cui i pianoforti si offrono come presenze scultoree.

Il percorso prosegue con una sezione dedicata alla notazione musicale che, inizialmente composta dall’artista su pentagramma, riflette poi le sperimentazioni di Chiari sulle modalità non canoniche di suonare gli strumenti. I metodi per suonare sono scritti in forma di testi, diagrammi e disegni che testimoniano la ricerca sensoriale ed esplorativa del suono con la materia grezza dello strumento musicale e di oggetti non canonici, come l’acqua, la luce, i capelli, le sedie e gli ambienti architettonici. 

Un altro nucleo è costituito dai celebri spartiti cancellati: opere in cui il codice musicale, sottoposto a pratiche di sottrazione e negazione, mette radicalmente in crisi lo statuto e la funzione della notazione tradizionale.

Nella galleria interna, la mostra esplora un ulteriore sviluppo della ricerca di Chiari che, a partire dagli anni Settanta, pone al centro la parola nella sua piena autonomia concettuale, svincolata dalla funzione istruttiva. Tra le opere presentate figurano statement emblematici, tra cui il celebre Art is Easy (1984) - unica opera già appartenente alla collezione del MAMbo prima delle recenti acquisizioni - e 120 pagine, un'installazione, presentata alla Galleria Schema di Firenze, composta da decine di fotocopie di pagine tratte in parte da un quaderno dell’artista su cui si stagliano parole e frasi dattiloscritti, la cui successione si presenta come un flusso disomogeneo di annotazioni che spaziano tra suggestioni visive, gestuali e sonore, in un gioco di rimandi che ripercorre idealmente le partiture, gli statement e altri lavori dell’artista.
Questo nucleo stabilisce inoltre un dialogo ideale con altre esperienze espositive del museo, tra cui si ricorda la recente mostra John Giorno: The Performative Word, che hanno evidenziato la continuità e le convergenze tra la poesia performativa e la sperimentazione concettuale.

Il percorso espositivo comprende una vasta selezione di interventi video, curata dalla docente di Analisi del film e Pratiche audiovisive nella Media Art presso l’Università di Udine (DIUM), Cosetta Saba. In comunicazione costante con le opere fisiche, questi contributi mostrano la riflessione dell’artista nel carattere processuale e performativo e in dialogo con le potenzialità espressive del dispositivo videografico. La rassegna audiovisiva permette di approfondire la dimensione temporale e relazionale del lavoro di Chiari, offrendo una prospettiva esaustiva sulla sua sperimentazione mediale e sulla centralità del gesto.

Un’intera sala dello spazio espositivo è dedicata a una sezione biografica, curata da Stefano Cavaliero, con l'elaborazione grafica di D+ studio, pensata per contestualizzare la figura di Giuseppe Chiari nel panorama del secondo Novecento. Attraverso riproduzioni di documenti, fotografie, materiali d’archivio, provenienti dall'Archivio Giuseppe e Victoria Chiari di Mario Chiari, e una dettagliata timeline, viene ricostruita la carriera dell'artista, restituendo il valore storico e documentario della sua opera.

Ad accompagnare la mostra, un progetto editoriale (Edizioni MAMbo), progettato da D+ studio, dedicato all'artista. Il libro bilingue italiano e inglese contiene foto di allestimento, saggi e schede di approfondimento a firma di Lorenzo Balbi, Gabriele Bonomo, Carlotta Castellani, Stefano Cavaliero, Livia De Pinto, Marco Giovenale, Anna Cestelli Guidi, Claudio Musso, Parasite 2.0, Francesca Pola ed Elena Colzi, Cosetta Saba, Desdemona Ventroni e Uliana Zanetti.

Nell'ambito della mostra, MAMbo, in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e con Fondazione Bonotto, presenta un ciclo di tre concerti con la musica di Giuseppe Chiari. Il primo si tiene nel corso dell'opening della mostra, giovedì 28 maggio 2026 alle ore 19.00, e vede il pianista Reinier van Houdt eseguire Intervalli (1950 - 1956) di Giuseppe Chiari, il secondo e il terzo sono in programma sabato 26 settembre 2026, alle ore 17.00 con Agnese Toniutti e alle ore 19.00 con Chiara Saccone & Deborah Walker (programma in via di definizione).

L'esposizione fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena. 


SCHEDA TECNICA

Mostra
Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo

A cura di
Lorenzo Balbi e Mario Chiari

Promossa da
Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna

Sede
MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna

Periodo
29 maggio - 27 settembre 2026

Inaugurazione
Giovedì 28 maggio 2026 ore 18.00 - 21.00
Alle ore 19.00 si tiene il concerto del pianista Reinier van Houdt che esegue Intervalli (1950 - 1956) di Giuseppe Chiari

Orari di apertura
Martedì e mercoledì ore 14.00 - 19.00
Giovedì ore 14.00 - 20.00
Venerdì, sabato, domenica e festivi ore 10.00 - 19.00
Martedì 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) ore 10.00 - 19.00
Sabato 15 agosto 2026 (Ferragosto) 10.00 - 19.00

Ingresso
Intero 6 € - Ridotto 4 €
Per riduzioni o gratuità consultare il sito web
Informazioni

MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496611

Facebook: MAMboMuseoArteModernaBologna
Instagram: @mambobologna
YouTube: MAMbo channel


Nessun commento:

Posta un commento

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *