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martedì 21 luglio 2015

Mostra Mariano Franzetti >> Choripan >> dal 3 al 20 Settembre 2015

Mariano Franzetti

"Choripan"

Mostra Personale

dal 3 al 20 settembre 2015



Il 3 settembre 2015 alle 15,00 apre al pubblico presso lo Spazio Sanremo | 5Vie a Milano la mostra Choripan con 20 opere, di cui la maggior parte inedite, realizzate da Mariano Franzetti, a cura di Elisa Ajelli.

Il percorso espositivo propone ai visitatori una visione molto personale dell'autore sui temi dell'Expo relativi alla nutrizione e allo stretto rapporto tra il popolo italiano e argentino, in considerazione del fatto che più della metà delle persone residenti in Argentina ha origini italiane. Di questa comunione di origini l'artista Mariano Franzetti è testimone e interprete ideale, avendo vissuto tra Italia e Argentina, stabilendosi poi a Milano, città che ospita l'Esposizione Universale.

Il significato di nutrizione nelle opere dell'autore assume un senso molto lato, riferendosi anche alla rinascita culturale dell'Argentina dopo le note vicissitudini socio-economiche e alla stretta similitudine del proprio percorso culturale, pur se con qualche decennio di ritardo, con un'analoga evoluzione del nostro paese.

La nutrizione cui fa riferimento l'artista parte certamente dal fatto che l'Argentina è uno dei più grandi esportatori di prodotti agricoli e zootecnici nel mondo. L'autore tuttavia non prescinde dalla necessità dell'essere umano di alimentare la propria esistenza oltre i bisogni primari: la comunanza di valori, la condivisione dei momenti salienti del quotidiano (come nella serie di opere Iconoclast) ma anche il bisogno di riscatto costituito dall'identificazione con i supereroi contemporanei, che siano essi rappresentati da esponenti del mondo dello sport, dal macho decadente o dagli sgargianti piatti tipici delle tradizioni di entrambi i paesi (da qui il titolo della mostra: Choripan è un piatto tipico argentino consumato per strada) imprescindibili nei luoghi comuni presenti nel quotidiano di ogni argentino o italiano, ritratti con ironia, enfasi e stile neopop nelle opere della serie Groncho.

Oltre ad opere pittoriche, l'esposizione consta di sculture e installazioni multimediali che propongono una similitudine tra la storia mediatica italiana e argentina e conferiscono, attraverso un'efficace simultaneità, un adeguato parallelismo tra tradizione e modernità espressiva.

La mostra vuole essere una riflessione ora ironica, ora poetica, circa il tentativo dell'essere umano di trovare nuove strade di affermazione attraverso la condivisione e la coltivazione dei rapporti umani. Queste tematiche non sfuggono all'occhio apparentemente beffardo dell'artista, in realtà profondamente attento e sensibile ai mutamenti socio-culturali dei popoli di cui la sua vita rappresenta una sintesi ineffabile e la ricerca stilistica di un nuovo umanesimo contemporaneo.


La mostra gode del sostegno del Consolato dell'Argentina, della Direzione del padiglione Argentina presso EXPO, di Expoincittà,  e dell'Associazione 5Vie di Milano che tutela e promuove la zona più antica della città attraverso la promozione di eventi culturali e artistici.

Info:
·          Dal 3 settembre al 20 settembre 2015
·          Apertura al pubblico: 3 settembre dalle 15
·          Spazio Sanremo | 5Vie, via Fosse Ardeatine (angolo via Zecca Vecchia) Milano
·          Preview per la stampa: 3 settembre dalle 12 alle 15
·          A cura di Elisa Ajelli
·          Orari: dal lunedi al venerdi 10-19 | sabato e domenica 15-18
·          Cocktail e presentazione catalogo 15 settembre dalle 18,30 (su invito)
·          Enti sostenitori: Consolato dell'Argentina, Direzione del padiglione Argentina presso EXPO, Expoincittà, Associazione 5Vie Milano.
·          Relazioni con la stampa: s2bpress Milano



Mariano Franzetti nasce in Argentina, a Rafaela, nel 1978, abbandona gli studi di architettura, iniziati a Cordoba, per trasferirsi a Buenos Aires e dedicarsi completamente alla sua passione, la pittura, che coltivava fin da piccolo studiando i pittori rinascimentali e l'arte in generale. Sperimenta in maniera autonoma diverse tecniche, catturando le immagini dalla realtà che viveva nel quartiere di San Telmo. Inizia a vendere i suoi primi quadri agli ospiti del piccolo albergo dove alloggiava, per mantenersi e continuare ad esercitare la sua pittura

senza mai abbandonare il sogno di trasferirsi in Italia. Migra in Italia nelle Marche nel 2004 ed inizia subito a lavorare come artista in collaborazione con uno laboratorio di architettura ed interior design.

Dal 2005 realizza mostre personali e collettive, tra cui alcune importanti a livello istituzionale, in Italia, a Buenos Aires, in Grecia e in altri paesi europei. Vince numerosi premi d'arte e riconoscimenti internazionali, scrivono di lui alcuni tra i più noti critici, storici ed esponenti del mondo artistico. Nel 2010 approda a Milano con un'esposizione al Salone Internazionale del Mobile-Design Week e la sua creatività versatile viene notata nel campo della moda e del design con i quali realizza progetti in qualità direttore artistico, fashion consultant e scenografo: i suoi lavori sono pubblicati costantemente da testate come Vogue International, NakedButSafe-New York ed altre.

Attualmente vive ed opera tra le Marche, Milano e Buenos Aires.

sabato 18 luglio 2015

Dal 24 luglio la mostra d'arte contemporanea Retrospection al castello Carlo V di Lecce, con installazioni di Giuseppe Capitano, Eva Caridi, Davide Coltro e Daniele D'Acquisto





Retrospection

Giuseppe Capitano - Eva Caridi - Davide Coltro – Daniele D'Acquisto



a cura di Lorenzo Madaro



Castello Carlo V di Lecce

24 luglio – 6 settembre 2015



un progetto espositivo promosso da Theutra, Oasimed e Novamusa

con la stretta collaborazione di A100 Gallery (Galatina) e Gagliardi Art System (Torino)

e il patrocinio del Comune di Lecce


Titolo mostra: Retrospection
Artisti: Giuseppe Capitano, Eva Caridi, Davide Coltro, Daniele D'Acquisto
Curatore: Lorenzo Madaro
Dove: Castello Carlo V, viale XXV luglio, Lecce
Quando: 24 luglio – 6 settembre 2015
Orari d'apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 23
Inaugurazione: 24 luglio alle ore 19.00 alla presenza degli artisti
Info: 0832.24.65.17



La mostra Retrospection, ospitata nella Sala d'Enghien del Castello Carlo V e negli ambienti limitrofi, propone opere, soprattutto inedite e site-specific, di quattro artisti contemporanei che per la prima volta espongono in città all'interno di un progetto espositivo così complesso, grazie al sostegno di Theutra, Oasimed e Novamusa e il patrocinio del Comune di Lecce.

Retrospection è una riflessione sul lavoro di Giuseppe Capitano, Eva Caridi, Davide Coltro e Daniele D'Acquisto, autori di sculture e installazioni concepite con linguaggi e approcci complessi e diversi tra loro. 

Tutti e tre, con modalità plurali, propongono nel presente ricerche legate a uno scandaglio continuo delle proprie origini e delle radici culturali e visive di determinate aree. Capitano osserva in particolare la natura, elabora forme e proporzioni per poi rivoluzionarle attraverso la sua scultura in canapa, che sin dai suoi esordi ha incontrato l'attenzione di un collezionista e gallerista straordinario come Fabio Sargentini, fondatore de L'Attico. 

Le opere di Capitano, realizzate appositamente per la mostra in occasione di una recente residenza in Valle d'Itria, vivono gli spazi del castello cercando un confronto perpetuo con gli spazi. Anche Eva Caridi avvia una riflessione sulla natura, ma attraverso una riflessione sul rapporto simbiotico con l'essere umano. I calchi in gesso grezzo dei brandelli di vegetazione della sua città, Corfu, saranno contrapposti a due figure femminili eteree, quasi asessuate, circondate da elementi ferrosi.  

Davide Coltro propone invece un grande progetto installativo multimediale, un ciclo di suoi quadri elettronici: immagini in movimento – che l'artista potrà modificare dal suo studio di Milano attraverso internet – dedicate ad alcune fonti biografiche e bibliografiche. Con GoRe del 2009, un ciclo circoscritto che propone specifiche tracce audio in tridimensione, Daniele D'Acquisto propone opere generate da un'osservazione della realtà che genera significati. Spesso, nella nostra quotidianità, ci troviamo di fronte a dei fenomeni apparentemente normali, che però possono dar vita a risultati e situazioni inaspettate: in questo caso ciò che è per eccellenza etereo, il suono, si è tramutato in qualcosa di estremamente tangibile, percepibile con un altro senso, anzi altri due sensi, il tatto e la vista. Il suono diviene così scultura. Retrospection è pertanto un viaggio nelle radici della cultura, e un itinerario a ritroso nella conoscenza.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, la sua presentazione è prevista durante la serata inaugurale, con testi critici di Lorenzo Madaro, documentazione delle opere in mostra e apparati biografici, espositivi e bibliografici dei quattro artisti. Il catalogo, prodotto da Theutra, Oasimed e Novamusa, sarà ideato e progettato da Andrea Episcopo - Rumorsweb.it


Mostra personale di Mario Vespasiani: EMPIREO Ove il fuoco eterno impera e regge




Mario Vespasiani

EMPIREO 

Ove il fuoco eterno impera e regge


Sabato 25 luglio alle ore 11,30 sarà inaugurata presso l'Oratorio di San Domenico la mostra di Mario Vespasiani pensata appositamente per la città, dopo l'invito a dipingere il Palio dell'Assunta, in cui l'autore ha immaginato la naturale prosecuzione del drappo che per la prima volta si apre ad una continuazione reale e simbolica con le opere esposte. 


I recenti dipinti di Mario Vespasiani hanno avuto origine dopo la pubblicazione del suo primo libro Planet Aurum interamente dedicato agli scritti, nel quale ha raccontato esperienze reali o immaginarie che per la prima volta, si sono presentate (non in immagini ma in parole) in racconti che diventano "quadri" da dipingere nella mente anziché nello sguardo dei suoi interlocutori.

Empireo descrive un momento particolare di questo percorso, in cui Vespasiani trovandosi in un'area lontana immersa nella natura, si è visto partecipe all'imbrunire di uno spettacolo ordinario quanto eccezionale, di un cielo in cui erano ancora presenti le ultime luci del giorno e tutte le stelle, che dalla volta celeste sfioravano terra grazia ad un inaspettato tappeto di lucciole in volo. Proprio questa unità, questa partecipazione fisica quanto sensoriale con ciò che aveva di fronte, ha portato l'autore a fissare prima su carta e poi su grandi tele quegli istanti in cui - nel pieno di una marcia che non aveva ancora considerato simili aspettative e direzioni - si è fermato ad ammirare con stupore ciò che non solo gli si apriva di fronte ma lo circondava per intero, a livello visivo e a un più alto sentimento emotivo.

Il paesaggio coi suoi riferimenti, nel presente ciclo di opere è divenuto così parte di un unico cielo, il più alto, ricollegandosi sia alla teologia medievale - che definiva Empireo un luogo fuori dallo spazio e dal tempo, dove sono accolti gli angeli e le anime beate - che alle recenti scoperte scientifiche in campo astronomico.

Vespasiani ci guida nelle diverse tonalità di quel suo "blu cosmico" delle tele verticali all'esplorazione dell'energia nascosta della gravità, che dalle pietre risplendenti alle intermittenze delle lucciole, si riversa nell'infinito.

Così come la fisica quantistica insegna che l'esistenza e l'identità delle cose si basano sulla trasformazione e non sull'immutabilità, noi che siamo corpo, anima e linguaggio, sappiamo che la profondità della nostra osservazione modifica ciò che stiamo osservando fino renderci protagonisti partecipi all'opera della creazione.

Nella triplice veste di artista, mistico e scienziato Vespasiani sembra teorizzare l'esistenza di un campo invisibile che riempie tutto lo spazio, dove le particelle prive di massa ne acquisiscono interagendo proprio con tale campo e dimostrando come nell'arte, nella fede e nelle leggi scientifiche sia sempre un principio estetico, la bellezza a determinare il primo indizio della verità.

Empireo racchiude dunque la serie recentissima di opere che, come avviene per le stelle di dimensioni giganti, si spoglia degli strati esterni nell'esplosione di un delicato splendore di piccoli punti che invade per intero la superficie del quadro e che sappiamo essere parte di noi come il sentimento spirituale ma anche come il fosforo, il ferro e il magnesio, elementi per non potremmo possedere se non li avessimo ereditati da generazione di progenitori stellari.

Nel caotico mondo odierno, dove ogni cosa vale per ciò che appare senza rinviare a nient'altro che alla sua evidenza, Vespasiani fa leva su tutti i propri sensi, interni ed esterni, per fondersi col grande "mistero" che prova ogni qual volta l'animo umano si sporge verso l'immensità del creato, dove percepire l'aspetto nascosto delle cose che però vuole farsi intuire e desiderare.

Fin dagli esordi Mario Vespasiani ha ritenuto significativo coinvolgere studiosi di varie discipline per ampliare il raggio di riflessione sulle proprie tematiche ed anche in questa occasione sono presenti in catalogo alcune pregevoli testimonianze dai campi dell'astrofisica e dell'arte. 


Scrive Mario Vespasiani: "con l'invito a dipingere il Palio dell'Assunta ho realizzato questa serie di opere che saranno presentate il 25 con la mostra Empireo. Seguito naturale del drappo che, se per forza doveva rispettare certe caratteristiche iconografiche, mi ha dato lo spunto di immaginare un contesto più ampio col quale esso si relaziona, sia in chiave espositiva (Palio - mostra) che nell'aspetto simbolico (Assunta - cielo). Senza stravolgere i codici del sacro ho lavorato sull'abbinamento dei colori, che sono la mia vera cifra espressiva e dunque sull'impatto alchemico di un'opera che ha insieme un fondamento religioso ed emozionale. Nella tela figurativa come in quelle astratte è presente la stessa energia che si apre come il cielo notturno ad accogliere non solo la nostra ma anche le altre religioni, in quell'infinito che non conosciamo ma verso cui siamo diretti. L'ambizione più materiale invece non è stata quella di creare il Palio migliore di sempre, che sarebbe un discorso relativo e presuntuoso, quanto nel suscitare in chi se lo contenderà la voglia di avere non solo la vittoria, quanto l'opera..."


Oratorio di San Domenico 

Via Francesco Adami

Fermo


Durata e orari: 25 luglio - 23 agosto 2015 - dalle 17 alle 22


Disponibile il catalogo con i testi dell'astrofisico Francesco Bertola, della curatrice Valentina Falcioni e con un dialogo tra Mario Vespasiani e Alberto Di Fabio.




L'autore:

MARIO VESPASIANI nasce nel 1978 vive e lavora nelle Marche e nei luoghi che meglio si prestano a sviluppare i suoi progetti. E' uno dei talenti dell'arte italiana, con una ricerca che lo sta portando ad innovare il concetto di pittura nelle varie modalità espressive come nello studio delle luminosità del colore. Le sue opere adottano un linguaggio simbolico e si rivolgono ad un più vasto itinerario dell'anima, incentrandosi sul profondo mistero della creazione e sulla trasmissione dei moti dello spirito. Nel 2008 a dieci anni dalla prima personale realizza la mostra che avvia il progetto denominato "La quarta dimensione" attraverso il quale propone un dialogo con alcuni grandi maestri dell'arte italiana a lui particolarmente vicini in un determinato momento della ricerca. Il primo avvenne nel 2008 con Mario Schifano mettendo in risalto il colore e il gesto pittorico che contraddistingue il procedere istintivo dei due autori, per l'approccio grintoso, per la carica vitale e mai prevedibile della pittura. Nel 2010 presso la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Ascoli Piceno le sue opere si affiancarono all'astrattismo lirico di Osvaldo Licini, in questo momento le tele di Vespasiani sempre meno figurative forniscono una panoramica del tratto pittorico che raggiunge soluzioni stilistiche più evanescenti ed essenziali.

Sulla linea colorista, che scende lungo l'Adriatico, nel 2012 presenta il dialogo in tre sedi con i capolavori di Lorenzo Lotto, il quale oltre ad essere uno dei più autorevoli interpreti è anche colui che ha saputo rivoluzionare i codici del ritratto e la mostra ha focalizzato l'attenzione sull'interpretazione psicologica e formale del volto, dalle espressioni comuni alle tensioni umane più profonde. Nel 2015 il gallerista Pio Monti presenta la mostra La quarta dimensione nella fotografia di Mario Giacomelli e Mario Vespasiani dove per la prima volta le sue immagini fotografiche si specchiano nei riflessi comuni e nello sguardo appassionato di Giacomelli, uno dei fotografi più incisivi del '900. Con la mostra Gemine Muse espone giovanissimo ai Musei Capitolini di Roma, a 27 anni vince il primo Premio Pagine Bianche d'Autore, nel 2011 viene invitato al Padiglione Italia della 45° Biennale di Venezia, figura nel libro Fragili eroi di Roberto Gramiccia dedicato ai più interessanti artisti italiani del futurismo ad oggi e sul Dizionario dell'Arte Italiana edito da Giancarlo Politi.

Tra i primissimi artisti italiani ad espandere l'impronta pittorica dai nuovi materiali alle tecnologie, viene inviato nel 2012 dall'Accademia di Belle Belle Arti di Macerata a tenere una conferenza dal titolo:L'essenza e il dono. Arte, relazione e condivisione, dalla tela all'iPad e nello stesso anno con le opere realizzate mediante l'iPad ed applicate su alluminio partecipa al Premio Termoli. Per tutto il 2014 si è dedicato al progetto Mara as Muse sottolineando, in piena controtendenza, il ruolo di una Musa quale figura ispiratrice dell'atto creativo e delle sue molteplici forme espressive. Nel 2015 realizza delle opere in pura seta intitolate Storie di viaggiatori, territori e bandiere che espone come fossero vessilli di un'arte che torna ed essere simbolo e immagine di un'identità ben precisa e che va oltre le classiche modalità espositive per mostrarsi in una performance nella Pinacoteca civica di Ascoli Piceno, in un happening con le opere disposte al vento sulla cima della Torre dei Gualtieri di San Benedetto del Tronto e al 48° Premio Vasto. Nel mese di maggio esce Planet Aurum il suo primo libro interamente dedicato agli scritti e nello stesso anno la città di Fermo lo invita a dipingere il Palio dell'Assunta dedicandogli contemporaneamente una personale. La città di Santa Vittoria in Matenano gli riserva una grande mostra che raccoglie per la prima volta le opere dagli esordi ad oggi ed una importante pubblicazione generale.

Dal 1998 sono trenta le mostre personali documentate con volumi prodotti in serie limitata, arricchiti da testi critici, interviste e da testimonianze trasversali. Contemporaneamente alla pittura, ha frequentato un workshop di fotografia con Ferdinando Scianna e di cinema con Lech Majewski. Del suo lavoro se ne sono occupati oltre agli storici e ai critici d'arte, anche filosofi, scrittori, antropologi e teologi.



venerdì 17 luglio 2015

Galleria virtuale SACS 2015

mercoledì 15 luglio 2015

M4A - MADE4ART: mostra "Sara Montani. Omaggio a Depero. Arte e Gioco"


Sara Montani. Omaggio a Depero. Arte e Gioco

20 - 28 luglio 2015
Inaugurazione lunedì 20 luglio, ore 18
 

Biblioteca Centrale - Palazzo Sormani, Milano
a cura di Luca Pietro Nicoletti




In occasione di Expo in Città, Sara Montani presenta a Milano un progetto che mette in luce ogni aspetto della sua poetica artistica articolato in quattro mostre ospitate in altrettanti sedi espositive: la Galleria delle Lavagne, la Biblioteca Centrale di Palazzo Sormani, il Centro dell'Incisione Alzaia Naviglio Grande e la Casa dei Diritti del Comune di Milano.

Con Omaggio a Depero. Arte e Gioco, importante esposizione a cura di Luca Pietro Nicoletti presso la Biblioteca Sormani di Milano, l'arte viene presa a pretesto per giocare, osservare, sperimentare, reimpostare regole. 

Sara Montani coglie la sfida per un omaggio a Depero, da sempre punto di riferimento per il suo metodo operativo, al fine di cucire il fare creativo con giochi e filastrocche e testi poetici. 

Un omaggio a un artista che per tutta la vita ha giocato con l'arte, inventando e creando con la concentrazione e la serietà del bambino.

Durante l'inaugurazione, che si svolgerà lunedì 20 luglio alle ore 18 in Corso di Porta Vittoria 6, si terrà anche la presentazione del libro Sara Montani. Le regole del gioco, a cura di Luca Pietro Nicoletti, Edizioni Esseblu.

20 - 28 luglio 2015

Inaugurazione lunedì 20 luglio, ore 18
 

Omaggio a Depero. Arte e Gioco | Biblioteca Centrale - Palazzo Sormani a cura di Luca Pietro Nicoletti
 

Con presentazione del libro Sara Montani. Le regole del gioco, a cura di Luca Pietro Nicoletti, Edizioni Esseblu
 

Corso di Porta Vittoria 6, 20122 Milano
Un evento: Expo in Città
Da lunedì a sabato ore 9 - 19.30, chiuso la domenica





Comunicazione a cura di: 
M4A - MADE4ART | Spazio, comunicazione e servizi per l'arte e la cultura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo
Via Voghera 14 - ingresso da Via Cerano - 20144 Milano
Per ulteriori informazioni e per richiedere materiale e immagini relativi alle mostre:
www.made4art.it | info@made4art.it


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Expo in città: A Milano 4 mostre di Sara Montani: 5 - 29 maggio 2015 | La Carta dei Diritti. Lib(e)ri per giocare | Galleria delle Lavagne
20 - 28 luglio 2015 | Omaggio a Depero. Arte e Gioco | Biblioteca Centrale - Palazzo Sormani
14 - 19 settembre 2015 | La Carta dei Diritti | Centro dell'Incisione Alzaia Naviglio Grande
9 - 16 ottobre 2015 | La Carta dei Diritti. Arte e Diritti | Casa dei Diritti - Comune di Milano
 

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