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mercoledì 12 novembre 2014

Mostra X Terra! - tornare@itaca viii



Mostra d’arte visiva contemporanea

a cura di Mimma Pasqua e Maria Rosa Pividori
nell’ambito di 
“2013-2014-2015 natura permanente e la cura”
in collaborazione con 
10.2! Dieci.due! International research contemporary art di Milano

21 novembre 06 dicembre 2014
Spazio Ex-Fornace Alzaia Naviglio Pavese, 16 Milano

Artisti:  Barzaghi Daniela, Barberis Milena, Bidese Marisa FVG, Bottino Max, Buratti Marina, Calegari Giulio, Cangiano Amalia, Cappanera Loretta FVG, Cerisara Ivana, Cibaldi Silvia, De Francesco Albino, De Palma Teo, Finetti Anna, Gordano Alessandro/Labate Nicola CALABRIA, Granata Alfredo CALABRIA, Larocchi Alessio, Lia Pino CALABRIA, Longo Elda CALABRIA, Magrini Marco, Marra Max CALABRIA, Negro Luigi Barquez FVG, Paonessa Vincenzo CALABRIA, Pasotti Gianni FVG, Pepe Salvatore CALABRIA, Pescador Lucia, Pujia Veneziano Antonio CALABRIA, Ruggieri Antonello, Tomasi Fulvio FVG, Tripodi Franco CALABRIA, Verdirame Armanda, Veronesi Nicoletta, Vidoni Carlo FVG, Zabatino Mariangela.
Musicista: Reverie: Fanny Fortunati – voce e percussioni; Vado Valerio FVG – chitarre e effetti.

Poeti:  Gatto Mario, Gordano Franco, Magri Emanuele, Pepe Mario, Tomasi Fulvio, Zuccolo Andrea
Scrittori/Poeti: Bianco Lorenzo, Cappanera Loretta, Celico Ada, Pasqua Mimma
Programma
Inaugurazione VENERDI’ 21 novembre 2014 ore 18,30- 21,00
Apertura della mostra con l’intervento dei curatori e delle Istituzioni. Segue vernissage.
SABATO 22 novembre 2014 ore 17,00 Visita guidata con i curatori.
DOMENICA 23 novembre 2014 dalle ore 17,00 Interventi di poeti e scrittori tra cui: Mimma Pasqua, Mario Pepe.
SABATO 29 novembre 2014 dalle ore 17,00 Intervento musicale di Rêverie su testi di P.P. Pasolini, A. Pittana, N. Pauluzzo. Performance di: Giulio Calegari. Interventi di poeti e scrittori tra cui: Loretta Cappanera, Mario Gatto, Franco Gordano, Mimma Pasqua, Andrea Zuccolo.
DOMENICA 30 novembre 2014 dalle ore 17,00 Performances di: Emanuele Magri, Max Bottino. Interventi di poeti e scrittori tra cui: Lorenzo Bianco.
SABATO 6 dicembre 2014 dalle ore 17,00 Intervento musicale di Rêverie. Interventi di poeti e scrittori tra cui: Fulvio Tomasi. Segue finissage.

martedì 11 novembre 2014

Spazio San Giorgio arte contemporanea presenta Marco Cinquantalire Macellari solo show PAPER BAG-ARRE




Marco Cinquantalire Macellari. PAPER BAG-ARRE

Sede                                      Spazio San Giorgio arte contemporanea, Bologna
Date                                     15 Novembre 2014  –20 Dicembre 2014
Opening                             sabato  nov h.18.30

Spazio San Giorgio arte contemporanea presenta, dal  15 Novembre al 20 Dicembre 2014 la mostra personale dell’artista Marco Cinquantalire Macellari  “PAPER BAG-ARRE”.

Macellari pone al centro della sua riflessione il mascheramento-di svelamento, attraverso la negazione c'è la vera creazione, l'artista sceglie come oggetto di verità il sacchetto di carta. Un oggetto popolare, quasi banale. Se la società non ci permette di mostrarci così come siamo allora occorre un'intermediazione, il sacchetto diventa prima cancellazione poi atto di sublimazione e di rappresentazione.
Macellari resta ancorato alla bittersweet symphony, passando da un'anima iconoclasta ad una i omofila. Se in un primo momento cancella il volto originario dei personaggi tramite l'oscuramento del sacchetto, nella fase successiva dona potere al mezzo e lo utilizza per creare nuove immagini, nuove icone, dalla potenza estetica fascinosa, divertente ma perturbante.
Dall'immagine reale si passa tramite una metamorfosi kafkiana cartacea all'immagine ideale.
I personaggi di Macellari come abat-jour scelgono di spegnersi per dare luce a riflessioni liberatorie. Silenziosamente rumorosi come i variegati supporti che l'artista sceglie, da teli in PVC a pelle o pannelli di legno, o casse d'imballaggio sempre in legno. Tra disegno e colori ad acrilico nascono travestimenti che la pittura certifica.
Da un simbolo popolare ad uno di registro più alto per una riflessione più profonda, questo continuo bungee jumping, fa di Macellari un flaneur estrema-(mente) elastico ed in continuo slittamento. Altra componente interessante e non di secondaria importanza é la scelta che l'artista rivolge ai titoli delle opere. PAPER BAG-ARRE sta proprio ad indicare l'uso poetico del sacchetto di carta, e la mescolanza di significanti e significati.
In BEING BILL MURRAY, prima opera ispirata dalla striscia Peanuts, l'artista maschera il volto del caro Charly Brown per porre il sacchetto con la faccia di BILL MURRAY che come una vera icona pop nuvoleggia in bianco e nero in maniera virale in una carta da parati a-temporale.
Brown e MURRAY sono eletti da un'affinità comico-romantico, quasi decadente, tanto da far esclamare teatralmente:"Datemi una maschera e vi dirò la verità."
In YOUTH-OPIA vengono ripresi due personaggi di un cartone statunitense anni novanta, Beavis e Butt-head, che da veri duri, attraverso il sacchetto si disvelano, celatamente come nello stile di Macellari, si parla di grandi questioni sempre in punta di piedi. I due bulletti strong rivelano cioè un qualcosa di più di un'amicizia, attraverso i cuori trash sui loro sacchetti, l'artista ci fa riflettere sul complesso tema dell'omosessualità, di come può essere attraversato nell'adolescenza.
. I sacchetti di Macellari funzionano sempre come filtri e metafore. Illusioni reali anche solo nell'istante della visione.
Come non prendere in considerazione allora uno dei fenomeni giovanili più incalzanti, come la moda del tatuarsi?
In INCK, un baldo e tonico giovane, con tutte le probabilità estetiche per diventare un cantante (Trash) rap di quelli che le case discografiche sfornano oggigiorno, ha completamente coperto il proprio corpo di tatuaggi raffiguranti i protagonisti pixar MONSTER INC, timido si copre il volto quasi vergognandosene(?). INK è l'hashtag - identity.
"Amore ai tempi dell'ikea" come il titolo di una canzone del giovane gruppo bolognese gli Stato Sociale, AMORE E PSIKEA riprende uno delle statue neoclassiche canoviane più popolari alla collettività per creare un "nuovo nuovo" irriverente pop e ironico, dal gusto frizzante e vagamente duchampiano. Così racconta la canzone:
"Quando la passione incontra l'idea, quando la logistica si é fatta dea, quando la passione la incontra é amore ai tempi dell'Ikea." Psiche non vede più amore, sugli occhi un sacchetto dell'Ikea.
Divertente parabola contemporanea che vede protagoniste molte coppie dove solitamente lui sopporta le follie di lei, tra lampade, tavolini e matitine.
Macellari si nutre ampiamente della storia dell'arte e tributa artistar come Ai Wei Wei o Damien Hirst, nel primo  MY WEI WEI una mano che indica (il gesto più famoso dell'artista cinese) fora un sacchetto indicando la via da percorrere, nel secondo caso DAMN!HIRST il celebrato squalo da dodici milioni di dollari perfora il sacchetto dal pattern a pois in riferimento agli "Spot painting". L'iconoclastia é paradigma per lo shock.
ROBOPOP celebra la famelica ossessione pop nipponica, l'artista prende a protagonisti due celebri robot mascherandoli con la Brillo e la Kellogs boxes. La brillo box  warholiana che fu eletta non a caso simbolo di "arte dopo la fine dell'arte" teorizzata da Arthur Danto.
Affronta invece il tema dello stalking nella serie STALKING HEADS, ricordandoci il gruppo rock statunitense e l'indimenticabile "Psycho killer" , vari personaggi dei cartoon solitamente perseguitati ritraggono sui loro sacchetti i loro "stalker" esorcizzando così le loro paure.
Ecco allora che Beep Beep indossa il suo Willy il coyote e si tramuta in un Willy Beep.
Particolarmente intesi i lavori: CHERNOBYL, HAPPY MEAL-ITARY e DUMBOMB.
Il primo lavoro é tratto dall'Unione bittersweet tra due componenti che hanno caratterizzato l'infanzia dell'artista e cioè i playmobil e la strage di Chernobyl. Un personaggio dei playmobil é visibilmente mutato a causa delle radiazioni ma nonostante questa atmosfera apocalittica indossa il proprio sacchetto da "volto comune" e sorridente per proseguire un cammino verso qualcosa di migliore.
Il secondo lavoro tratta la tematica del cibo inteso come arma di controllo e di omologazione che spinge ad obbedire fin da piccoli ad un sistema ben preciso. Il capitalismo si insidia avido e  prepotente nella vita, la bio politica proposta da Foucault é qui il tema aperto dell'opera.
Il logo Obey che significa appunto obbedire ci ricorda oltre gli interventi pop di street art di Shepard Farey e in questo caso si camuffa e si estende in Obesity. I protagonisti dell'opera on sono che tante marionette dai fili invisibili, soldatini over size dall'elmetto HAPPY meal.
DUMBOMB nasce dal periodo trascorso in Giappone dall'artista, più precisamente dalla visita a Hiroshima e in particolare modo della visita al monumento funebre ai bambini morti per colpa della bomba atomica. Macellari ha voluto dipingere un DUMBo cattivo e spietato, personificando in realtà la dicotomia dell'America che ha saputo creare cartoni "idoli" amati da quegli stessi bambini che hanno reso vittime.
Vittime di tutto altro stampo è motivo compaiono in FROGMENTS e HAVE A MICE DAY, nel primo la rana Kermit del Muppet Show viene fatta letteralmente a pezzi (frog-fragments), nel secondo tutti i topi dei vari cartoon che da winner passano a fenomeni looser. I sacchetti qui sono urne gloriose che sarcasticamente celebrano un vendicativo ma umoristico Macellari.
Stimolante e frizzante Macellari non poteva che sottoporre anche se stesso alla cura dell'immagine con un'altra immagine, ecco allora l'autoritratto MAMMA MIA DAMMI 50 LIRE CHE IN AMERICA VOGLIO ANDAR.       
                          
Spazio San Giorgio Bologna                                                      
Tel. 349-5509403                                                                      
www.spaziosangiorgio.it                                                         
info@spaziosangiorgio.it

giovedì 6 novembre 2014

MOSTRA “L’OGGETTO RECUPERATO”

Sabato 8 Novembre, alle ore 18:00, sarà inaugurata una collettiva dal titolo "L'oggetto recuperato" presso il Fashion Art by Arte 54 (unità 58), Fashion District Molfetta (Ba).

Gli Artisti presenteranno opere realizzate con oggetti recuperati come legno, ferro, carta, cartone.
Introdurrà la mostra la curatrice Susanna Vitulano e la Professoressa Isabella Di Liddo.
Ospite dell'evento il Critico Maurizio Vitiello e il Presidente Michele Vitulano.

Inoltre avrà luogo, durante il vernissage, una performance di bodypainting "Mutamenti bodypainting" di Massimo Nardi con Angela Regina quale modella.

Artisti partecipanti: 
Angela Consoli, Maria Pia Daidone, Paolo De Santoli, Grazia Donatelli, Pasquale Guastamacchia, Edoardo Iaccheo, Antonio Laurelli, Donato Linzalata, Anna Magistro, Ferruccio Maierna, Mauro Mezzina, Massimo Nardi, Francesco Sannicandro, Giuseppe Sylos  Labini, Franco Valente



SCHEDA INFORMATIVA

MOSTRA: "L'oggetto recuperato"
SEDE: Fashion Art by Arte 54 (unità 58), Fashion District Molfetta (Ba).
INAUGURAZIONE: Sabato 8 Novembre 2014
ORARI MOSTRA: dal Martedì al Venerdì: 17.00 - 20.00;  Sabato e Domenica: 10.00 - 13.00 e 16.30 - 20.30
DURATA DELLA MOSTRA: 8 Novembre – 8 Dicembre 2014
INFORMAZIONI: Tel. +39 080 3348982; 335 7920658. Sito: www.arte54.it

Ingresso libero.

Mostra NON E' LA ROSA NON E' IL TULIPANO. TENER-A-MENTE GHERARDO FRASSA | TRIENNALE DI MILANO | 3 DICEMBRE 2014 - 11 GENNAIO 2015

Triennale Design Museum 

presenta

Non è la rosa non è il tulipano
Tener-a-mente…Gherardo Frassa
3 dicembre 2014 – 11 gennaio 2015
Inaugurazione 2 dicembre 2014, ore 19.00
Triennale di Milano


Dal 3 dicembre 2014 al 11 gennaio 2015 Triennale Design Museum rende omaggio a Gherardo Frassa, recentemente scomparso, e al progetto Fiori di Latta da lui ideato.

In mostra una selezione di opere di Frassa a partire dai fiori futuristi del 1986 (sviluppo della Flora Meccanica Futurista disegnata nel 1930 da Oswaldo Bot ma mai realizzata) passando per le sculture da tavolo, da terra e da parete realizzate rigorosamente a mano (papaveri, rose, quadrifogli, margherite, tulipani) fino all'ultimo lavoro di Frassa, che ha chiesto ad amici designer, pittori e architetti di disegnare per la mostra uno o più oggetti a tema. Andrea Branzi, Pierluigi Cerri, Sergio Calatroni, Aldo Cibic, Edoardo Perri, Clara Rota, Giuseppe Ragazzini, Margherita Palli, m-ar (Renato J. Morganti), Cesare Rota Nodari, Angela Rui e Franca Silva hanno risposto all'appello con grande entusiasmo e ognuno, con il proprio stile, ha realizzato un piccolo gioiello d'autore che sarà esposto in Triennale.

Non è la rosa non è il tulipano vuole restituire l'ironia e l'anticonformismo di Gherardo Frassa, un uomo che ha fatto della sua vita una lunga e riuscita avventura artistica e umana: viaggi, incursioni corsare nel mondo della moda e del design, dell'arte e dell'artigianato, eventi, mostre, istallazioni e allestimenti. Il tutto caratterizzato da una inestinguibile passione per l'inconsueto, dall'amore per il dettaglio, dalla cura spasmodica del particolare, dal gusto per i materiali. Fiori di latta è l'ultimo progetto al quale Frassa si è dedicato ed è diventato presto un marchio noto sia in Italia che all'estero.

Le mostre del Triennale DesignCafé sono un progetto a cura di Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum.

www.triennale.org

mercoledì 5 novembre 2014

“LA STOFFA DELLE ARTISTE”: PATCHWORK E MONDI DI TESSUTO IN MOSTRA A TREVISO



Torna, con la XIX edizione, l’esposizione di quilt promossa da Patchwork Idea, la principale del settore a livello nazionale: a Treviso dal 15 novembre al 7 dicembre 2014.

Accanto agli arazzi, realizzati quest’anno con attenzione alla sostenibilità, utilizzando fibre naturali (cotone organico e seta, ma anche imbottiture a base di bambù e soja), si svilupperà un calendario culturale che indagherà il mondo delle stoffe con incontri, laboratori, dimostrazioni: dall’ortica alla fibra di latte, dalle “tele vegetali” tessute con i fiori al tessuto… che si mangia.

L’esposizione promossa da Patchwork Idea*, la principale manifestazione italiana dedicata all’arte del patchwork, rinnova l’appuntamento annuale con la XIX edizione, intitolata “La stoffa delle artiste”: si svolgerà a Treviso, nella trecentesca sede museale Ca’ Da Noal, dal 15 novembre al 7 dicembre 2014. Intrigante e romantico, il tema di quest’anno propone ai visitatori un vero e proprio viaggio nel mondo dei tessuti d’eccellenza: la stoffa è infatti la materia prima del quilt, arazzo realizzato con pezzetti di seta o cotone e leggermente imbottito all’interno, nato per recuperare e riutilizzare scampoli avanzati o vecchi ritagli e divenuto, oggi, opera d’arte tessile oggetto di una continua ricerca estetica. Accanto ai circa 60 lavori esposti, che in questa edizione affiancheranno alla ricerca artistica una particolare attenzione alla sostenibilità (con fibre naturali come seta e cotone organico e imbottiti con bambù e soja), sarà proposto un ricco calendario culturale che indagherà altri “mondi” tessili: fibre antiche e oggi ritrovate e apprezzate, come l’ortica o il latte, ma anche materiali alternativi alla stoffa, come foglie e fiori. Sono state invitate per condurre gli incontri di approfondimento, i laboratori e le dimostrazioni che si svolgeranno nel corso dei weekend della mostra, sia produttrici illuminate (artigianali e industriali), sia esperte di storia del tessuto e docenti universitarie di design della moda, sia flower designer.



L’ingresso alla mostra è gratuito.
Cà da Noal, via Canova 38 - Treviso
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00
Per informazioni: Cà da Noal - Maria Luisa Fragiacomo, tel. 328 0605048

E –mail: info@patchworkidea.net, www.patchworkidea.net 

THIS IS THE WAY, STEP INSIDE-OPENING NOV 20TH


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La galleria Giuseppe Pero è lieta di annunciare la mostra collettiva

THIS IS THE WAY, STEP INSIDE!

 

Marina Abramovic, Luca de Angelis, Gabriele Arruzzo, Maurizio Cannavacciuolo, Arianna Carossa, Nan Goldin, Fausto Gilberti, Andrea Mastrovito, Michelangelo Pistoletto, Andres Serrano, Andy Warhol.

 

 

Opening 20 Novembre 2014 ore 18.30

 


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La galleria Giuseppe Pero è lieta di annunciare la mostra collettiva

THIS IS THE WAY, STEP INSIDE!
Marina Abramovic, Luca de Angelis, Gabriele Arruzzo, Maurizio Cannavacciuolo, Arianna Carossa, Nan Goldin, Fausto Gilberti, Andrea Mastrovito, Michelangelo Pistoletto, Andres Serrano, Andy Warhol.


Che cos'è la paura esattamente?
E' quel sentimento che ci paralizza e contemporaneamente ci sprona all'azione. E' quel qualcosa che ci spinge, la domenica, a scorrere con un sottile piacere colpevole i necrologi sul Corriere. Cosa proviamo quando vediamo un dito scorrere sulla pagina di un registro scolastico? E' strumento di controllo. Sentimento irrazionale e personale per eccellenza, ognuno di noi ha il proprio catalogo di fobie. Sulle prime pagine dei giornali ci viene ricordata quotidianamente la paura della morte, la paura del contagio, la paura della crisi, ecc. Eppure questo sentimento è stato per secoli un combustibile per la nascita di opere d'arte tra le più famose.
La chiese sono stracolme di immagini per incutere il terrore dell'Inferno, esaltando, con l'aiuto dei migliori artisti, un catalogo di atrocità tra i più completi della storia del masochismo. Teste di profeti offerte vengono tranquillamente offerte su piatti d'argento, adolescenti dal volto angelico piantano con la massima naturalezza chiodi nelle tempie di guerrieri addormentati o stendono giganti con una sassata in fronte. Le scene di caccia, le enormi tele con montagne di animali morti o i banchi di macelleria con frattaglie appese e grembiuli insanguinati non ci sono forse familiari?
Questi sono i soggetti che riempiono nella maggior parte dei casi i musei mondiali, per secoli sono stati appesi nelle case, li abbiamo visti a pranzo e cena, affollano le pagine dei romanzi che riempiono gli scaffali delle nostre librerie. Non sono forse stati esibiti con orgoglio? Nella maggior parte dei casi ci si riferisce ad essi con aggettivi al superlativo: Nessuno oggi guardando una Giuditta di Caravaggio oserebbe manifestare il proprio schifo. Eppure l'orrore è chiaramente dipinto sul volto della nutrice che si appresta a raccogliere la testa di Oloferne. Allora perché un'opera contemporanea suscita tanta diffidenza, e soprattutto sembra che sia una gara sfrenata nell'inventare paragoni tra i più dispregiativi? Non siamo più capaci di leggerne i contenuti? Eppure i media ce lo spiegano con dovizia di particolari ogni giorno: tutti i giorni ormai ci capita di imbatterci in tute bianche antisettiche, protocolli di profilassi quindi perché stupirsi di trovare gli stessi su di una tela? Non ne veniamo attratti?

La risposta è semplice: abbiamo paura.

Quindi, come già avevano capito i greci prima di noi, l'unico modo per venirne a capo è dare un nome alle nostre paure, provocare una catarsi e ricominciare ad appendere con orgoglio queste opere in salotto per goderne appieno.
La mostra raccoglie alcune delle opere che negli anni abbiamo esposto o collezionato o prodotto con entusiasmo e che hanno invece suscitato nello spettatore (con nostra costernazione) un sentimento opposto di disagio .
L'invito è di guardare queste opere con uno sguardo nuovo, riscoprire in esse quelle qualità estetiche non necessariamente consolanti ma evidentemente importanti per l'artista che le ha formulate.

THIS IS THE WAY, STEP INSIDE!
Marina Abramovic, Luca de Angelis, Gabriele Arruzzo, Maurizio Cannavacciuolo, Arianna Carossa, Nan Goldin, Fausto Gilberti, Andrea Mastrovito, Michelangelo Pistoletto, Andres Serrano, Andy Warhol.

Opening 20 Novembre 2014 ore 18.00
Via Porro Lambertenghi 3T
lun-ven 14-19 sabato su appuntamento

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  © Galleria Giuseppe Pero - Via Porro Lambertenghi 3 - 20159 Milano - Italia - info@giuseppepero.i


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