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sabato 10 marzo 2012

Institut Français Milano | ZHENG RONG "natura sognata" | Palazzo delle Stelline, 15 – 30 marzo 2012




COMUNICATO STAMPA


Nell'ambito del Festival di Cinema Africano, d'Asia e d'America Latina di Milano, l'Institut Français Milano ospiterà nella sua galleria d'arte una personale della pittrice cinese Zheng Rong.

15 – 30 marzo 2012

ZHENG RONG

"natura sognata"

a cura di Claudio Cerritelli

Inaugurazione: giovedì 15 marzo, ore 18.00

Quella di Zheng Rong è una Cina riletta e interiorizzata, paesaggi mentali trasfigurati nella memoria, armonie della natura narrate in forme fluide, alberi, boschi, piante, stagioni, un viaggio che è separazione, ma anche scoperta della parte più profonda e intima di sé.

Biografia

Zheng Rong si è laureata alla Facoltà di belle arti dell'Università normale di Shanghai. Nel 1986 si è trasferita in Italia, dove ha frequentato l'Accademia di Brera di Milano, diplomandosi nel 1990. Attualmente vive e lavora a Milano, dedicandosi alla ricerca sulla pittura contemporanea e all'insegnamento.

testo critico di Claudio Cerritelli

progetto, coordinamento e presentazione di Annamaria Gallone

GALLERIA DELL'INSTITUT FRANÇAIS MILANO

Palazzo delle Stelline - Corso Magenta 63, 20123 Milano

tel.02 4859191

www.institutfrancais-milano.com














Henri Cartier-Bresson a Etroubles(AO) - Collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran

Per la prossima stagione estiva il comune di Etroubles (AO) dedicherà una mostra ad Henri Cartier-Bresson, il famosissimo fotografo francese. Continua, così, la proficua collaborazione con la Fondation Pierre Gianadda di Martigny ed il suo Presidente Léonard Gianadda – cittadino onorario di Etroubles. Dal 16 giugno al 16 settembre l’esposizione presenterà una significativa selezione della più ampia collezione privata di opere del grande fotografo francese: la collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran offerta alla Fondation Pierre Gianadda il 19 novembre 2005. Sono 226 le fotografie che raccontano la storia di una lunga amicizia fra tre famiglie: Sam, Lilette e Sébastien Szafran; Henri Cartier-Bresson e Martine Franck; Léonard e Annette Gianadda. Queste foto, tutte in bianco e nero, son
o state offerte a Sam, Lilette e Sébastien da Henri Cartier-Bresson alla luce di un’amicizia trentennale fatta anche di pranzi condivisi, passeggiate nella città di Parigi, discussioni appassionate e anche di momenti di contrasto. Questa collezione è un riflesso fedele e sorprendente del percorso artistico di Henri Cartier-Bresson. Infatti, raccoglie fotografie della giovinezza, grandi incontri, testimonianze di momenti storici, paesaggi vicini e lontani, volti amati e ritratti di molti artisti: Pierre Bonnard, Henri Matisse, Alberto Giacometti, Francis Bacon, Richard Lindner, Lap Sze-To…; di scrittori: James Lord, René Char, Gérard Régnier, detto Jean Clair, Louis-René des Forêts. Completano la raccolta alcune immagini scattate da amici comuni: Man Ray e Robert Doisneau ed anche Martine Franck. Molte le foto con dedica: giochi di parole, calembour o versi da scolaro che evocano un’amicizia fraterna, interrotta solo dalla scomparsa di Henri. L’esposizione è stata presentata solo nel 2005 dalla Fondation Pierre Gianadda di Martigny. Sarà curata da Jean-Henri Papilloud, Sophia Cantinotti e Alessandro Parrella con il sostegno delle Associazioni Culturali Parrellarte, ArtEtroubles la collaborazione dell’architetto Paola Ciaschetti per gli allestimenti. Il catalogo sarà pubblicato dalla Fondation Pierre Gianadda di Martigny. L’amministrazione comunale esprime la sua gratitudine alla Fondation Pierre Gianadda e al suo presidente, Léonard Gianadda per la generosa collaborazione che porta ancora una volta a Etroubles un artista di fama internazionale. Comune di Etroubles

venerdì 9 marzo 2012

Naturalia & Mirabilia | Galleria d'Arte Il Castello, Trento | 24 marzo – 22 Maggio 2012



GALLERIA D'ARTE IL CASTELLO

Via degli Orbi 25 – Trento


Elena Brazzale & Aura Zecchini

Naturalia & Mirabilia


A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA



24 marzo – 22 Maggio 2012


Inaugurazione: sabato 24 marzo ore 18.30


In occasione della loro prima mostra nella città di Trento, si è deciso di affiancare l'erbario di Elena Brazzale all'insettario di Aura Zecchini affinché si completino a vicenda. Forme e cromie si effondono dalla fragrante/organolettica pittura delle due artiste, le quali sembrano attingere ai segreti scrigni della natura. Se com'è vero la natura aiuta a capire meglio la realtà in cui l'uomo vive, è altresì possibile riconoscere in essa ambiguità e latenze umane; allo stesso modo in cui Zecchini fa corrispondere le sue diafane figurazioni ai vizi capitali ("Superbia" e "Invidia" sono i nomi di alcuni suoi quadri, mentre un'intera serie di opere su carta reca il nome di "Accidia"), ecco che Brazzale implementa le specie botaniche con antropici ammennicoli, creando una commistione tra Dioscoride e Galeno, ossia tra la botanica e l'anatomia. Poiché la natura è indissolubilmente legata all'uomo, ai suoi cambiamenti, alle sue scelte, le due artiste riconsiderano la concezione antropocentrica – che non è soltanto unità di misura per tutto ciò che esiste, ma rappresenta viepiù un universo fatto a nostra immagine e somiglianza – alla maniera di Henri-Frédéric Amiel, perché «noi siamo tutti visionari e ciò che vediamo è la nostra anima nelle cose».

Esercitando la propria volontà sulla natura, le due artiste trapassano in essa e si mantengono in bilico tra naturalia, artificilia e mirabilia. Organici e voluttuosi, i lavori di Elena Brazzale suggono la propria vita dalla sensibilità tecnica e umorale dell'acquerello; su piccoli o grandi fogli di carta assistiamo quindi a una trasfigurazione vegetale, con stravaganti specie botaniche che mettono in mostra la loro pruriginosa – e comunque effimera – esistenza. Nei dipinti su tela l'artista accentua ancor più l'effetto di horror vacui: "Germogli", "Grovigli" e "Giardini" si affastellano in modo indissolubile, trasformandosi in un vortice di colori e decorazioni al limite dell'astrazione (ma che non per questo risultano meno reali). Le opere di Aura Zecchini si inseriscono invece nella grande tradizione della natura morta, che a ben guardare è un "trionfo della vita". La calma apparente che si annida in queste opere non è così quiescente come vorrebbe darci a intendere: con un disegno stilizzato, rapido e dinamico, l'artista ci mostra la vitalità del mondo vegetale mentre si sublima nella varietà del linguaggio pittorico. Le infiorescenze naturali finiscono così per confondersi o camuffarsi con il brulicare degli insetti, che cercano di ghermire la scena del quadro. Lo sguardo lenticolare dell'artista-entomologa si ostina a osservare quel "popolo dell'erba", sempre frenetico, sempre indaffarato, che nasconde dettagli sorprendenti, quasi volesse accentuare la nostra inclinazione alla contemplazione e all'intimismo.

Elena Brazzale è nata nel 1980 a Malo (VI), vive e lavora a Fara Vicentino (VI).

Aura Zecchini è nata nel 1983 a Peschiera del Garda (VR), vive e lavora a Milano.

ORARI MOSTRA:

10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30

domenica e lunedì mattina su appuntamento

GALLERIA D'ARTE IL CASTELLO

Via degli Orbi 25 – 1° piano, 38122 Trento

0461/090223 | galleriailcastello@gmail.com | www.galleriailcastello.it



giovedì 8 marzo 2012

Francesco Guerrieri. Dal polimaterico all'essenza della struttura


A partire da sabato 31 marzo 2012, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospita un’ampia mostra retrospettiva dedicata a Francesco Guerrieri (Borgia, 1931), maestro della ricerca gestaltica, strutturalista e programmatica in campo pittorico. Protagonista prima del Gruppo ’63, e successivamente del binomio Sperimentale p., con la pittrice Lia Drei, sua compagna di vita, Guerrieri ha sempre cercato, attraverso le sue opere, un’apertura nei confronti dell’universo che passasse per il filtro della visione, un incontro tra uomo e infinito da svolgersi entro i limiti fisici dei sensi. I suoi dipinti, sottostando alle ragioni intime e rigorose della forma, esaminate a fondo in anni di infaticabile ricerca, sono altrettanti svelamenti di verità e meccanismi che stanno alla base della percezione visiva; enigmi connaturati alla vita che, come suggeriva Lia Drei nei suoi Diari, «devono essere osservati, guardati e vissuti lentamente, così dagli occhi ti entrano nel cuore e poi nell’anima».

Attraverso una collezione di oltre 50 dipinti, questa mostra segue le tappe fondamentali di oltre mezzo secolo di carriera artistica e ricerca teorica di Guerrieri: dai richiami cosmici e ancestrali delle viscerali opere polimateriche dei primissimi anni ’60, ai successivi studi strutturali e programmatici, passando attraverso gli affascinanti risultati delle ricerche dell’artista su struttura, ritmo e vuoto-luce – per cui ogni opera è frammento di una continuità infinita –, fino alle recentissime sublimazioni cromatiche configurate sempre con direzione infinito dentro la luminosità abbagliante del bianco assoluto verso la luce, come enunciato dal titolo dell’opera più recente.

Un percorso che, come spiega lo stesso pittore, è lo specchio dell’evoluzione terrestre: «Il nostro mondo, si dice, ebbe origine da un magma ribollente. In un secondo tempo la materia si raffreddò e si organizzò in ordinate stratificazioni. Il paragone potrà sembrare eccessivo, ma, allo stesso modo, potrei dire che, come pittore, per costruire l’ordine visivo dovevo conoscere prima il caos primordiale». Le opere polimateriche in mostra, quindi, si collocano come inizio degli inizi, fondamento dei successivi cinquant’anni di lavoro.

Oltre ad aver partecipato a numerose rassegne collettive, Francesco Guerrieri ha esposto in più di cinquanta mostre personali e ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Arte Oggi nel 1967, e il Premio Masaccio nel 1968. Recentemente gli è stato consegnato il Premio alla Carriera dalla Regione Calabria, in occasione della sua partecipazione fuori concorso a Limen Arte 2009. Sue opere sono alla GNAM, al MACRO e alla Fondazione La Quadriennale d’Arte di Roma, oltre che alla Fondazione VAF/Stiftung di Francoforte sul Meno, al MART di Rovereto, al MADI Museum di Dallas e in più di trenta altre istituzioni museali in Italia e all’estero. Nel dicembre del 2011, il suo dipinto Verso Itaca è entrato a far parte della collezione Bancartis della BCC Mediocrati.

Francesco GUERRIERI

Dal polimaterico all’essenza della struttura

Luogo: MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)

Piazza Falcone,1 – 87041, Acri (Cs)

Curatore della mostra: Teodolinda Coltellaro

Curatore esterno del MACA: Boris Brollo

Vernissage: 31 marzo 2012, ore 17:30

Periodo: dal 31 marzo al 27 maggio 2012

Orario: dal martedì alla domenica, 9-13 e 15-19; lunedì chiuso

Info: Ufficio stampa tel. 0119422568

www.museovigliaturo.it; maca@museovigliaturo.it

mercoledì 7 marzo 2012

REINHARD KLEIST: incontro e presentazione di "CASTRO" venerdì 9 marzo ore 18,30 Comics Boulevard, Roma



presentano

INCONTRO CON:
REINHARD KLEIST

PRESENTAZIONE DI
“CASTRO”
(Black Velvet Editrice)

Venerdì 9 MARZO 2012 - ORE 18.30

Presso la fumetteria
“COMICS BOULEVARD”
via dei Latini 31 (Roma, San Lorenzo) - tel. 06.45.50.42.50


COMICS BOULEVARD ospiterà l’incontro con il disegnatore Reinhard Kleist (Johnny Cash – I see a darkness, Habana – un viaggio a Cuba) e la presentazione del volume a fumetti “Castro” (Black Velvet Editrice), incentrato sulla rivoluzione cubana e sulla vita di Fidel Castro.

CASTRO
Il racconto inizia dalla rivoluzione del 1958 e ne approfondisce le dinamiche attorno alla figura di Fidel Castro. Per la sua ricerca sulla vita del controverso rivoluzionario e uomo politico, e per cogliere l’immagine attuale della Cuba odierna, Kleist ha trascorso diverse settimane sull’isola. Ne sono nati molti schizzi e disegni dalle tinte forti e dalle intense emozioni messi insieme nel suo diario di viaggio autobiografico “Habana. Un viaggio a Cuba” accompagnato da dialoghi espressivi e brevi spiegazioni.
http://www.blackvelveteditrice.com/  


REINHARD KLEIST
Nato a Hürth nei pressi di Colonia nel 1970, Kleist debutta con un fumetto su “Lovecraft” (1994). Dal 1996 vive a Berlino e apre un atelier di fumetto insieme ad altri autori. Pubblica libri per numerosi editori, illustra i volumi di China Mieville, H.C. Artmann, J.G. Ballard, disegna copertine di dischi e dipinge in grande stile la facciata di diversi edifici a Berlino. Il suo volume su Johnny Cash (Cash – I see a darkness, Black Velvet) riceve nel 2007 il premio come “Miglior libro” al Salone del Fumetto di Monaco ed è stato nominato ai prestigiosi premi Eisner Awards e Harvey Awards. Attualmente è impegnato in un nuovo progetto che mescola fumetto e musica, centrato esclusivamente su Elvis.


Luca Serra. Gris y Grandes Dibujos

Apre domani, giovedì 8 marzo,Lorenzelli Arte, la nuova mostra di Luca Serra, "Gris y Grandes Dibujos", che propone un nuovo ciclo di opere di grande formato realizzate appositamente per questa occasione espositiva. L'artista bolognese (1962), da tempo trapiantato in Spagna, presenta quaranta opere - calchi su tela - che appartengono alla sua più recente ricerca formale, tutte realizzate fra il 2011 e il 2012.

Serra, nella perenne ricerca di una posizione dialettica con la pittura, che intende come rapporto tra l’idea e il suo esito finale, la riporta ad un'esperienza concreta di gestazione alchemica, trasformando l'astrazione dell'immagine in accadimento. Come ci spiega egli stesso: "non voglio che la pittura sia esattamente ciò che sono in grado di fare o di dare, ma sono affascinato dall'evento, da ciò che accade. Mi interessa che il risultato sia qualcosa che io non ho eseguito, che non sono capace di fare, ma che sia un accadimento reale di cui io sono spettatore, il primo spettatore della mia pittura".

Partendo dall'idea che l'invenzione artistica in realtà non sia altro che una trasformazione, Serra assembla i materiali di cui sono fatte le sue opere affidandosi ad una sorta di architettura organica e, per far sì che il quadro non sia più solo una composizione estetica ma si converta in storia, sperimenta procedimenti di trasformazione metabolica che ne cambino l’essenza.

Cemento, catrame, pigmenti, polveri e pitture sono gli elementi che reagendo fra loro si trasformano, prendono la forma del progetto di un’immagine per rilasciarla sulla tela che, staccata dal supporto originale, costituisce lo stato finale dell’opera, diversa nell’essenza da ciò che era in partenza.

In questo modo la pittura, che l’artista sottopone ad una tecnica scultorea, il procedimento del calco, diviene non invenzione e rappresentazione di un'immagine, ma l'oggettivo manifestarsi della relazione che intercorre tra le cause che l'hanno prodotta, il risultato finale di una serie di eventi che egli ha provocato ma che sono accaduti al di fuori del suo controllo e delle sue intenzioni.

L'esposizione rimarrà aperta al pubblico fino a sabato 28 aprile. In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo con testo di Claudio Cerritelli e uno scritto di Luca Serra. Il catalogo sarà disponibile in galleria e sul sito www.lorenzelliarte.com.


Luca Serra. Gris y Grandes Dibujos

a cura di Matteo Lorenzelli e Claudio Cerritelli

8 marzo - aprile 2012

inaugurazione giovedì 8 marzo 2012, ore 18.30

Lorenzelli Arte

Milano, corso Buenos Aires, 2


da martedì a sabato, ore 10.00/13.00 - 15.00/19.00

lunedì su appuntamento. Festivi chiuso

ingresso libero


lunedì 5 marzo 2012

"CAPOLAVORI DELLA MAIOLICA CASTELLANA TRA 500 E TERZO FUOCO. LA COLLEZIONE MATRICARDI


LA CITTA’ DI TERAMO E LA FONDAZIONE TERCAS

presentano la mostra

“Capolavori della maiolica castellana tra ‘500 e terzo fuoco.
La collezione Matricardi”

3 Aprile-31 Ottobre 2012


Sul sito www.culturaliart.com immagini ad alta risoluzione e cartella stampa

Comunicato Stampa

Dal 3 Aprile al 31 Ottobre 2012 la Pinacoteca Civica di Teramo ospiterà la mostra “Capolavori della maiolica castellana tra ‘500 e terzo fuoco. La collezione Matricardi”.
L’esposizione presenterà al pubblico una selezione di duecentoventi capolavori realizzati tra il Cinquecento e il Settecento, per la maggior parte inediti, provenienti da una delle collezioni più prestigiose e complete nel panorama internazionale. I capolavori rendono omaggio all’enorme valore della manifattura di Castelli, grazie ad un percorso rappresentativo per ogni epoca e per ogni famiglia di artisti, come i Pompei, i Cappelletti, i Gentili e i Grue che, nell’arco dei secoli, hanno reso famosa la maiolica castellana in tutto il mondo. Questi due fattori hanno permesso una rilettura storica, iconografica e scientifica della produzione castellana e dei suoi artisti.
Gli oggetti, tra cui brocche, fiasche, albarelli, chicchere, piatti e piattini, sono stati ordinati in un continuum narrativo nelle sale della Pinacoteca in sequenza cronologica, a partire dalla produzione cinquecentesca, e per gruppi omogenei attribuibili allo stesso autore o alla sua famiglia.

L’esposizione, promossa dalla Città di Teramo e dalla Fondazione Tercas, è a cura della Dott.ssa Paola Di Felice. Si avvale dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e gode di numerosi patrocini, quali il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, il Ministero per i Beni e le attività Culturali, la Regione Abruzzo, la Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, la Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici delle Marche, la Sovraintendenza B.S.A.E. Marche e la Provincia di Teramo.

La mostra intende proporre all’attenzione nazionale e internazionale la ceramica della manifattura castellana, dall’inizio del Cinquecento sino alla fine del Settecento, attraverso forme, colori e motivi tipici di questa produzione, magnificamente rappresentata dalla preziosa e ricca Collezione Matricardi, che si posiziona come una delle collezioni più significative, insieme a quelle presenti in numerosi musei internazionali tra cui L’Ermitage di San Pietroburgo, il Victoria and Albert Museum e il British Museum di Londra, il Louvre a Parigi e il Metropolitan Museum di New York.
L’evento espositivo presenta anche un mirabile esempio di collezionismo “illuminato”, con oggetti di alta qualità, collezionati dall’inizio del Novecento. L’Ing. Giuseppe Matricardi, erede di una passione che ha animato tre generazioni, è riuscito a raccogliere un patrimonio artistico di enorme valenza storica e scientifica, la cui attuale consistenza, per la parte riferita alla ceramica castellana, è di circa quattrocentotrenta oggetti d’arte. Le opere, incrementate con l’acquisto di capolavori sparsi in collezioni prevalentemente europee, testimoniano il prezioso apporto del collezionismo privato alla ricostruzione della memoria storica nelle espressioni d’arte e documentano il fermento culturale che animava Castelli e i limitrofi centri produttivi, ricostruendo un’esperienza artistica, unica per qualità espressiva e tecnica adottata.
Un percorso itinerante integra l’evento espositivo: partendo dagli spazi della collezione ceramica di proprietà della Fondazione Tercas nell’antico Palazzo Melatino, carico esso stesso di memoria storica, attraverso il Museo Capitolare di Atri con la sua collezione di ceramica castellana dal XVI al XIX secolo; il percorso si conclude a Castelli, culla dell’arte ceramica. Qui, a spasso nel tempo, tra arcaiche manifatture, antiche botteghe di produzioni e realtà attuali nel solco di una tradizione di eccelsa qualità, si potranno seguire le tracce dell’antica produzione ceramica, senza rinunciare alle suggestioni di stimoli creativi che si attualizzano nei manufatti dell’Istituto d’Arte, dove giovani allievi si cimentano nella realizzazione di ceramiche moderne.

Castelli, piccolo paese che conta appena 1300 abitanti, apparentemente isolato nel cuore delle montagne abruzzesi e incastonato nella roccia del Parco del Gran Sasso, é un centro internazionale di riferimento nella produzione ceramica. Questo centro, abbarbicato al suolo roccioso e alle strade impervie del massiccio, piccolo ma famoso in tutto il mondo, poggia sulla stessa argilla che ha fatto la sua fortuna negli anni. Come nei nove o dieci secoli, quando la presenza dell’argilla insieme a quella dell’acqua (per l’impasto) e della legna (per i forni), consentì ad una comunità di monaci benedettini di cimentarsi nella produzione della ceramica, affidata poi nei secoli all’abilità della popolazione locale. I colori delle maioliche ricordano le tonalità naturali dei luoghi: il verde marcio dei boschi, alle falde del Gran Sasso, assieme a celeste, maganese, arancio e ramina (verde smeraldo).
Oggi, girando per le viuzze di questo piccolo centro, si può ancora ammirare la lavorazione tradizionale, a volte proprio negli ambienti di cinque secoli fa.


Info Utili


Titolo Mostra:
“Capolavori della Maiolica castellana dal ‘500 al terzo fuoco. La Collezione Matricardi.”

Promosso da: Città di Teramo e Fondazione Tercas

Con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica

Con il Patrocinio di:
Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero per i Beni e le attività Culturali, Regione Abruzzo, Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici delle Marche, Soprintendenza B.S.A.E. Marche, Provincia di Teramo

A cura di: Paola Di Felice

Sede espositiva: Pinacoteca Civica, viale Bovio, 1, Teramo

Data inaugurazione: 3 aprile 2012

Periodo di apertura al pubblico:
3 Aprile – 31 Ottobre 2012

Ingresso biglietto:

Ingresso: € 5,00
Ridotto: € 3,00 per studenti universitari, gruppi.
Tariffa gratuito: disabili, fino a 12 anni, over 65, giornalisti con tesserino


Informazioni per il pubblico:

Tel: 0861.250873; 0861.24054
info@teramomusei.it
teramo.civicimusei@comune.teramo.it
www.teramoculturale.it
www.teramomusei.it



Agenzia di Comunicazione:

Culturalia di Norma Waltmann
Agenzia di comunicazione
Bologna - Vicolo Bolognetti 11
tel : +39-051-6569105
fax: +39-051-2914955
mob: +39-392-2527126
email: info@culturaliart.com web: www.culturaliart.com

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