CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news di Mostre ed Esposizioni

Cerca nel blog

giovedì 22 agosto 2013

MUSA: schegge di vita al mare d'inverno-mostra Capatti


 

"Schegge di vita al  mare d'inverno"

Al Museo del Sale di Cervia 13 scatti artistici di Sandro Capatti

 

 

 

MUSA, Museo del sale di Cervia

Via Nazario Sauro 24

26 agosto - 30 settembre 2013

Tutti i giorni dalle 20.30 alle 23.30

 

Si svolgerà a MUSA, museo del sale di Cervia, da lunedì 26 agosto a venerdì 30 settembre la mostra fotografica dal titolo "Schegge di vita al mare d'inverno".  Le immagini mostrano  mare e territorio durante il periodo invernale, in un  momento in cui le spiagge sono poco frequentate e l'aria più fredda avvolge i luoghi connotandoli di un fascino e magia particolari.

Luoghi e atmosfere offrono spazio all'interiorità, al pensiero profondo, alla calma, alla meditazione.

L'autore  ci presenta il suo lavoro

"Riassunti in 13 scatti,  gli istanti unici su cui si è posato lo sguardo per cogliere, attraverso la tangibile realtà quotidiana,  momenti che sprofondano in uno spazio infinito di sensazioni altalenanti, di una rarefatta atmosfera che solo il mare d'inverno può avere.

Riflessi di vita concreta che, fermati dall'obiettivo, evidenziano una più vasta dimensione atemporale.
Un  racconto attraverso le immagini,  di mestieri e di gente di mare, di pescherecci che salpano all'alba,  di cantieri e saline in attivo,  di stabilimenti balneari ed alberghi chiusi;  e ancora una visione sospesa di spiagge solitarie e svuotate che riflettono attraverso dettagli di oggetti o persone ritratte per caso,  un senso di abbandono e di attesa, di silenzio e di ansia sopita, di un passato che rincorre ed un futuro che si allontana.

Frammenti di un mare dolce e terribile, che con forza attrae e distrugge ma che con il tempo, attraverso una voce libera ed antica,  restituisce tutto, soprattutto i ricordi. 

Un mare quello d'inverno che sembra senza limiti, eppure echeggia e rumoreggia solo quando li incontra, quando infrangendosi sugli scogli, con le sue onde trasportate dal vento,diventa schiuma, quando sfinendosi sulla spiaggia, risacca, quando  incontrandosi con il cielo all'orizzonte si fonde e si annulla e dunque i suoi limiti diventano la sua bellezza: proprio come per ognuno di noi."

Nel 1992 Sandro Capatti diventa fotografo professionista dopo aver frequentato la scuola di fotografia a Milano. Inizia a collaborare con vari professionisti, facendo esperienza con vari tipi di fotografia. Quella da cui è più attratto è il foto giornalismo, fa esperienze con varie testate giornalistiche italiane, per 5 anni vive e lavora in Canada collaborando con agenzie e con il quotidiano Il Corriere Canadese di Toronto.
Ha realizzato varie mostre fotografiche collettive e personali in Italia e all'estero.
Nel  2000 gli viene riconosciuto il premio come miglior fotografo del Giubileo nella sez .B/W e nel 2001 come miglior fotografo dell'anno sempre nella sez. B/W.

Ha svolto vari reportage di carattere sociale in Africa, dall'Eritrea al Togo, Benin, Sudan e Darfhoru, Etiopia ed altro, l'argomento sociale per Capatti è fondamentale: denunciare i soprusi, i diritti violati sui bambini e  donne,  fame e carenze sanitarie ecc.

Nel dicembre 2003 partecipa al PREMIO NICOLINI a Ferrara.  La sua fotografia riceve una menzione speciale di merito nella sezione pittura. Questo perché le sue immagini fotografiche di alta qualità e tecnica vengono  considerate anche come immagini artistiche di grande spessore qualitativo e creativo.
In ottobre 2010 è uscito il suo libro dal titolo "SORRISI STRAPPATI ALLA GUERRA" realizzato nei campi profughi e degli orfanotrofi della Bosnia, step conclusivo di questo progetto realizzato in collaborazione con l'associazione Cosmohelp di Faenza.

Da maggio del 2010 ha iniziato un progetto sul tema del nucleare recandosi in Bielorussia ed Ucraina nelle zone contaminate dalle radiazioni e al reattore di Chernobyl. In maggio 2011 presso l'Antica Biblioteca Nazionale di Gomel in Bielorussia,sono state esposte  50 immagini in bianco e nero realizzate nella cosiddetta "zona 30", il raggio di 30 km dichiarato non più vivibile per l'uomo a causa della contaminazione radioattiva.  Il progetto si svolge in collaborazione con l'associazione Help for Children di Parma.

 

 

Cervia 22 agosto 2013

 


                                                                                  



--
Redazione del CorrieredelWeb.it


mercoledì 21 agosto 2013

Jolanda Spagno "Sùrrealisma" - Ostuni

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA 
L.go Arcid. Trinchera 28 (Centro Storico), Ostuni


presenta

SÙRREALISMA

Personale di Jolanda Spagno 

a cura di Carmelo Cipriano 

Inaugurazione: sabato 31 agosto 2013, ore 19.00

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA, c/o Spazio Purgatorio, Via Alfonso Giovine (Centro Storico), Ostuni


Testi critici: Carmelo Cipriani

Catalogo: in galleria

In collaborazione con: Casbah Art Cafè

      Officine Tamborrino


La mostra sarà visitabile tutti i giorni (fino al 13 settembre) dalle 15.00 alle 22.00. 


Complice o spietato avversario, il bianco è presenza compendiaria e tautologica assenza. Con  algida imposizione può annullare o rendere possibile ogni cosa. Il foglio, sua sensoriale trasposizione, è l'ineliminabile punto di partenza della creazione, principio di ogni progettualità.

Legata ad una figurazione esplicita, estetizzante ed allucinata, memore di certo surrealismo, Jolanda Spagno mantiene la sua ricerca in equilibrio perfetto tra bellezza formale e approccio criptico della realtà. Dal silenzio del supporto emerge l'immagine, sempre ambigua, più ritrovata che creata. Il volto di estranianti sentinelle o il profilo di un bosco o di un orizzonte lontano, sono apparizioni fragili e rivelatrici di un universo di energie segrete; ritratti e alberi uguali a se stessi, di fatto unici, affiorano delicatamente per condurci in una dimensione mitica e fiabesca, in un'alterità diacronica e sincronica. 

Il suo peculiare linguaggio, lontano dal realismo ortodosso, delinea composizioni studiate in cui nulla è accessorio e tutto è essenziale. La consueta finzione del reale si destruttura nel raddoppiamento delle parvenze, originariamente generate da abbacinanti volumi di pierfrancescana perfezione. Aspirando alla dimensione ideale la figurazione è spinta ad estraniarsi dalla quotidianità, preferendo ad essa una visione magica ed evocativa, autenticamente poetica eppure problematica: un sogno che tende a farsi incubo nella sua sacrale e altera bellezza. 

Ombra e luce, bianco e nero, si sfiorano in un incontro fluido e mobile, che si stempera a tratti in passaggi chiaroscurali rarefatti, in un gioco di tonalità grigie intermedie e mutevoli. Abbinando le doti primigenie del disegno all'ambiguità percettiva di immagini lenticolari, l'artista costruisce le sue opere confondendo i piani spazio-temporali. Mentre l'abilità tecnica, espressa nella resa anatomica ineccepibile e nei chiaroscuri calibrati, accresce l'inganno, inducendo a spostare l'ambito di riferimento in un altrove lontano, la trasmutazione alchemica degli elementi visivi rispecchia una riflessione esistenziale profonda, un'esortazione ad abbandonarsi alla trasformazione e a non opporsi ai passaggi di vissuto. 

Metafore di un sincero sforzo ermeneutico, le sue opere conservano l'enigmaticità dell'ultima avanguardia storica, a cui non a caso è dedicata la mostra, intitolata Sùrrealisma, traduzione islandese del nome del celebre movimento primonovecentesco. L'Islanda, gelido paradiso, paese di per sé sibillino nella rarefazione abitativa e nel silenzio mediatico, è degno paesaggio e auspicato scenario per il lavoro dell'artista.    

Mediante una pittura rarefatta nei mezzi espressivi e densa nei contenuti, procede per derivazioni e revisioni della forma. Quest'ultima, analizzata nelle sue molteplici capacità illusorie, si abbandona allo scavo antropologico e alle profondità psicologiche. Le figure appaiono bloccate in un tempo senza memoria, ma in cui tutti i ricordi si affollano e reclamano ascolto. In una sorta di fenomenologia dell'apparizione, generata dalla reiterazione iconica delle lenti olf, l'immagine acquisisce un aspetto decantato e sospeso. 

L'atmosfera di sospensione metafisica, legata al muto dialogo delle forme e alla tensione evocativa dei rapporti chiaroscurali, tramutano le opere in visioni interiori, che ci invitano ad estraniarci dal vivere comune per intraprendere quella ricerca di verità a cui l'imperativo hic et nunc costantemente ci sottrae. 

Carmelo Cipriani


Jolanda Spagno è nata a Bari nel 1967. Conseguito il diploma all'Accademia di Belle Arti di Bari, dal 1995, si dedica alla produzione di videoanimazione, corsi di formazione per la realizzazione di cartoni animati e di didattica creativa dell'immagine. Dal 2012 è docente del corso "Pratiche creative per l'infanzia" all'Accademia di Belle Arti di Foggia.

Ha tenuto numerose personali. Tra le più recenti: 2011 - L'altra dimensione, a cura di C. Bortone, The Office Contemporary Art, Roma; 2009 - Prismi, a cura di G. De Palma, Area Archeologica Santa Maria Veterana, Triggiano (BA); 2007 - Lampisterie, a cura di A. D'Avossa, Galleria Verrengia, Salerno.

Tra le collettive: 2012 - Natural Party, Galleria Formaquattro, Milano; 2012 - Ouverture. La Festa dell'Arte, a cura di R. Lacarbonara, A. Frugis, N. Zito, Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (BA); 2011 - Seguendo il cammino di Marco Polo, artisti italiani dipingono Hangzhou (Cina), Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; 54° Biennale di Venezia, a cura di V. Sgarbi, Padiglione Italia/Puglia, Complesso monumentale di Santa Scolastica, Bari; Il giardino segreto. Opere d'arte del secondo Novecento nelle collezioni private, a cura di L. De Venere, Complesso monumentale di Santa Scolastica, Bari; 2010 - Eclettica, a cura di A. Marino, Castello di Carovigno (BA); 2009 - V Festival Internazionale d'Arte Contemporanea Songzhuang, Pechino (Cina); 2007 - Natività, a cura di R. Pinto, Open Space, Catanzaro.

Nel 2011 è stata selezionata per il progetto Seguendo il cammino di Marco Polo, artisti italiani dipingono la città di Hangzhou nell'anno della Cina, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e da Hangzhou cultural brand promotion. 





Luogo Evento:

Spazio Purgatorio

c/o Convento delle Monacelle

Via Alfonso Giovine (centro storico)

72017 Ostuni

Inaugurazione: Sabato 31 agosto, ore 19.00

Dal 31 agosto al 13 settembre 2013

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 15,00 alle 22,00



Orizzonti Arte Contemporanea

Piazzetta Cattedrale (centro storico)

72017 Ostuni (Br)

Tel. 0831/335373



f: orizzontiartecontemporanea


--
Redazione del CorrieredelWeb.it

martedì 20 agosto 2013

“PASTORI e MACELLAI - lame e utensili dalla tradizione” mostra al Museo Nazionale Archeologico fino al 28 Settembre




"PASTORI e MACELLAI - lame e utensili dalla tradizione" mostra al Museo Nazionale Archeologico fino al 28 Settembre

Campli da secoli ha una tradizione legata all'attività dei porchettai e dei lanaioli, come si evince dagli Statuti cittadini del Cinquecento. In questo contesto storico locale, nasce la mostra "Pastori e Macellai – lame ed utensili dalla tradizione", realizzata dal Museo Nazionale Archeologico di Campli, presso la propria sede a Piazza S. Francesco, 3.
La mostra, nell'ambito della manifestazione dedicata alla Porchetta Italica di Campli (17-20 agosto), intende far conoscere alcuni oggetti comuni ai macellai e ai pastori. Condizionato dall'uso per il quale è fabbricato, il coltello assume forme e dimensionidiverse, realizzato secondo le tradizioni o le materie prime del luogo, come: corno, osso, legno e metallo. La mostra è aperta dal 17 agosto fino al 28 settembre 2013, con il seguente orario: tutti i giorni, eccetto lunedì, dalle 9,00 alle 20,00. La mostra è corredata anche da un esplicativo depliant.

La presentazione di alcuni utensili, nell'ambito di una ben specifica manifestazione, vuole essere un contributo alla esatta percezione e valutazione dell'oggetto coltello. Si sono volutamente usati vocaboli come oggetto o utensile proprio per riportarlo al suo ambito originale e naturale.  La stessa attuale legislazione, erede di una
ancora più stringente post-unitaria, la definisce utensile atto ad offendere riportandolo alla sua fisiologia originaria e distinguendone l'uso errato cioè la cosiddetta patologia. Nelle sue varie forme e dimensioni il coltello risente e viene condizionato dall'uso per il quale è costruito, dalle materie prime a disposizione del coltellinaio dalle tradizioni più o
meno consolidate, del luogo di costruzione o di distribuzione. Una delle cose che salgono subito agli occhi in questa piccola esposizione è la svariata quantità di forme e varianti pur nella comune destinazione. Se infatti alcune caratteristiche sono legate alla diretta finalità, taglio di determinate materie in momenti e condizioni differenti, altre risentono della tradizione con cui vengono svolti determinati lavori. La pastorizia ha delle caratteristiche comuni in qualunque luogo o tempo venga svolta, alcune attività
si sono differenziate nel corso dei secoli dando origine alla produzione differenziata degli utensili. L'approvvigionamento e la conservazione degli alimenti da parte del pastore è legato alle condizioni climatiche, al luogo, ai prodotti deperibili e la risposta sarà la specificità degli oggetti. Avremo ad esempio borracce in pelle, in metallo, in legno o più semplicemente ricavate da frutti essiccati, tutto ciò è legato non solo a disponibilità economiche, ma alla possibilità di reperimento della materia prima. Confrontando come abbiamo fatto, coltelli sardi, toscani e abruzzesi ci si rende immediatamente conto che le attività e le necessità sono le stesse, variano le materie prime, ma quello che condiziona maggiormente l'oggetto è la consuetudine ad impugnarlo ed adnusarlo e portarlo in maniera diverse. Portare oggetti ingombranti e pesanti è condizionante in attività "nomadi", è necessario avere utensili polivalenti in grado di soddisfare le esigenze che di volta in volta si presentano. Il contro, sempre elevato, in rapporto alle condizioni di vita porta privilegiare alcune caratteristiche utili alla conservazione, quali appiccagnolo, fodero ecc., ed altre legate alla longevità del coltello, capacità ad essere più volte arrotato, resistenza agli urti, nonché alla possibilità di usare materie prima possedute a costo zero, quindi le corna di animali, ed in quantità tali da consentire il baratto con il
coltellinaio. A questi coltelli "multiuso" si affiancano quelli destinati alla trasformazione alimentare dell'animale. Anche qui usi ed abitudini hanno determinato esigenze e quindi numerose ì varianti. La prima e dirimente è la lama fissa di dimensioni notevoli ma di piccolo spessore, lo scopo infatti è tagliare e non spezzare; la punta è vista come accessorio utile solo in alcuni casi ed anzi "pericolosa" non per l'uso ma per il portafoglio: - può infatti comportare lo spezzarsi della lama – tanto che in alcuni esemplari viene eliminata al momento della costruzione. I singoli momenti della lavorazione dell'animale sono scanditi da utensili sempre più specifici e finalizzati a non perdere nulla della pregiata materia prima.
Materia tanto pregiata da essere utilizzata solo per grandi avvenimenti e ricorrenze statisticamente poco rilevanti e quindi non in grado di esprimere esempi commerciali numerosi o monotematici.  Il Macellaio, sino a tutto il 1800 è un artigiano che occasionalmente è anche commerciante, dovendo vendere il suo guadagno spesso effettuato in natura, da qui la necessità di fornirsi di utensili atti ai più svariati bisogni, facilmente e legalmente trasportabili, resistenti alle sollecitazioni meccaniche e chimiche del lavoro, in grado di essere più volte arrotati ed ammortizzare al massimo il valore iniziale. Come si può vedere sono concetti molto lontani dal nostro pensare attuale che vuole oggetti di rapido consumo o obsolescenza e questo nostro piccolo recupero, prima che storico vuole riportare questi materiali al loro iniziale concetto di fidati compagni di lavoro.
(articolo di Glauco Ageletti)

lunedì 19 agosto 2013

Realizza i sogni di un bambino!

Adotta un bambino a distanza e realizzerai i suoi sogni!

Se non vedi il messaggio, puoi usare questo link.

Per revocare l'iscrizione alla lista di www.corrieredelweb.it, cancellati qui.

Mail-Maker

domenica 18 agosto 2013

Carlo Levi, il volto del Novecento, è il titolo della mostra a Ravenna dedicata alla pittura del celebre scrittore e Senatore italiano



 

Mostra:    CARLO LEVI "IL VOLTO DEL NOVECENTO"


Sede espositiva
:                           Palazzo Mauro de Andrè, viale Europa, 1 - Ravenna
Periodo:                                    dal 30/08/2013 al 16/09/2013
Organizzazione:                        Associazione Culturale Il Cerbero
Orario:                                      
tutti i giorni dalle 19.30 alle 23.30
Informazioni:                            Palazzo Mauro de Andrè tel. 335 8151821 e-mail: info@ilcerbero.it
Mostra e catalogo a cura:             Silvana Costa
Patrocinio:                                 Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna.
Ingresso:                                    Gratuito

Inaugurazione:
venerdì 30 agosto 2013 ore 19.00 Palazzo De Andrè, Ravenna


CARLO LEVI "IL VOLTO DEL NOVECENTO" è la mostra a cura di Silvana Costa che inaugura a Ravenna negli spazi del Pala De Andrè venerdì 30 agosto alle 19.00.
 
Oltre 100 opere a partire dagli ani 20 fino agli anni 70 descrivono la personalità del pittore, scrittore e pensatore (politico) Carlo Levi considerato tra i più significativi narratori del Novecento. Una raccolta unica, un ampio e ricercato campionario di opere tra pittura, scultura e monotipi per raccontare l'intellettuale e l'artista, curata attraverso una ricognizione attenta sui collezionisti privati del nostro territorio che ha coinvolto il nuovo spazio Museale C.U.BO Centro Unipol Bologna, che ha all'interno una ricca collezione dedicata al Novecento di cui di circa 50 opere di Carlo Levi, e realtà analoghe come il museo MAGI900 di Pieve di Cento (FE), l'archivio Cagli di Roma, la Fondazione Carlo Levi di Roma che conserva una raccolta di 800 dipinti del Maestro e un archivio di manoscritti e di materiale documentario sull'artista.
Un mostra che è anche la celebrazione dei 50 anni dalla scesa di Levi in politica, era il 1963 infatti quando per dare peso alle sue inchieste sociali sul degrado generalizzato del paese, e mosso dal desiderio di contribuire a modificare una politica stratificata su un immobilismo di conservazione di certi diritti acquisiti anche illegalmente, Levi passa dalla teoria alla pratica e, convinto dagli alti vertici del partito comunista, incomincia a svolgere politica attiva. Candidato a un seggio senatoriale, viene eletto per due legislature Senatore della Repubblica.
 
Il vasto gruppo di opere esposte vuole condurre il pubblico sia all'abilità artistica e pittorica dello scrittore che raccontava anche attraverso le linee energetiche che compongono un'opera, sia essa bidimensionale o tridimensionale, la capacità dell'uomo di essere testimone e protagonista degli eventi politici culturali del suo tempo, sia effettuare un'indagine accurata del personaggio storico che se da un lato fu un sostenitore delle regole, dall'altro si espresse come innovatore per caldeggiare quei cambiamenti necessari a migliorare la condizione del paese.
Nato a Torino, il 29 novembre 1902 (morirà a Roma il 4 gennaio 1975) in una famiglia ebraica della borghesia torinese, fin da ragazzo dedica molto del suo tempo alla pittura. Nel periodo degli studi universitari, per il tramite dello zio, l'onorevole Claudio Treves (figura di rilievo nel Partito socialista), conosce Piero Gobetti che lo invita a collaborare alla sua rivista La Rivoluzione liberale e lo introduce nella scuola di Felice Casorati intorno alla quale gravita l'avanguardia pittorica torinese.
Queste amicizie saranno determinanti per scegliere un percorso che nonostante la laurea in medicina, Levi dedicherà all'arte e alla passione politica maturando la sua consapevolezza artistica a Parigi dove aveva uno studio, città che gli permetteva di contemplare e incontrare artisti antichi e contemporanei, guardando alle esperienze europee postimpressioniste. Fece parte del gruppo dei Sei di Torino e, in netta antitesi al più vieto accademismo del Novecento, elaborò nelle sue opere (ritratti, nature morte) un acceso e vibrante linguaggio espressionista che rimase costante, seppure piegato a più esplicite istanze realistiche, nella sua successiva produzione che si allarga anche al paesaggio. Ma la sua sua opera più importante è forse quella che lo vede vestire i panni dello scrittore; Cristo si è fermato a Eboli che Einaudi gli pubblica nel 1945, nata dai ricordi di confinato in Lucania, è il ritratto morale, sociale, ma soprattutto poetico di una gente e di un paese, il racconto veridico e pur favoloso di un viaggio alle origini della civiltà, compiuto a contatto di quelle misere popolazioni. La risonanza che avrà il romanzo mette in ombra la sua attività di pittore: ma la stessa pittura di Levi sarà influenzata da quel soggiorno diventando più rigorosa ed essenziale e fondendo la lezione di Modigliani con un sobrio, personale realismo.

La mostra, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna, è stata realizzata con il contributo di: AGENZIA RITMO, CLUB DEL SOLE, CONSAR-GRAR, COPURA, IDROEXPERT, MOVITER STRADE CERVIA, NADEP, PENTAGRAMMA ROMAGNA, S.P.M. CONSULTING, SIDAC GRUPPO ACMAR, STUDI DI SERVIZI ALLE IMPRESE.
 
 
Immagine: Ragazza in poltrona, olio su tela, 1961 (C.U.BO Centro Unipol Bologna)



--
Redazione del CorrieredelWeb.it


sabato 17 agosto 2013

Modica (RG) - “Colore uno. Nature e antinatura”, opere di Tommaso Chiappa in mostra al Palazzo Grimaldi

 Agli organi di Stampa

Modica (RG), 17/08/2013


"Colore uno. Nature e antinatura", opere di Tommaso Chiappa in mostra al Palazzo Grimaldi


Dal 30 agosto al 21 settembre il Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) ospiterà la mostra "Colore uno. Nature e antinatura" di Tommaso Chiappa, a cura di Elisa Mandarà (vernissage venerdì 30 agosto ore 18,30).

La mostra, organizzata con il patrocinio della Fondazione Giovan Pietro Grimaldi e con il contributo dell'agenzia Andrea Licitra pubblicità, si annuncia come un'interessante novità in campo artistico per la provincia di Ragusa.

Con "Colore uno. Nature e antinatura", l'artista palermitano propone per la prima volta al pubblico ragusano un saggio della propria produzione pittorica, allestendo un percorso espositivo con circa quaranta opere di varie dimensioni, realizzate con tecniche ad acrilico tra il 2011 e il 2013, che tocca le principali tappe del suo cammino artistico (il viaggio come acquisizione di una nuova prospettiva, i non luoghi, l'individuo e la dimensione metropolitana, l'incontro-scontro tra l'uomo, le "prigioni" urbane, il ritorno alla essenzialità, la Natura vivente, ecc.).

Le ascendenze artistiche e culturali dell'arte di Tommaso Chiappa, come scrive Elisa Mandarà nel testo critico della mostra, vanno ricercate nella lezione surrealista, nell'attenzione del Pop al folclore urbano, nelle declinazioni fumettistiche e pubblicitarie del mondo esterno, nella riflessione intellettuale sulle valenze dell'immagine elaborata dall'Arte Concettuale negli anni Sessanta e nelle iconografie del Fotorealismo degli anni Settanta e, per la scelta del monocromo, nell'opera di maestri come Schifano.

L'impiego di un solo colore è una "reazione estetica" alla condizione contemporanea dell'uomo, "calato in un reale frammentato, parcellizzante, ove ogni situazione pare ammalata di contingente, ove le certezze archetipiche degli assoluti paiono essere inesorabilmente crollate". Ecco, dunque, che gli scenari urbani, umani, paesaggistici, le "nature" che l'occhio cattura, diventano "antinature" attraverso la loro trascrizione emozionale e simbolica, mentre il monocromo assurge al ruolo di "argine alla sensualità dei colori, in una ricerca di sintesi, di purezza di parola".

Tommaso Chiappa (Palermo, 1983) si è formato artisticamente a Milano, dove vive e lavora. Ha al suo attivo varie mostre personali e collettive in molte città italiane. La scelta tecnico-formale del monocromo, la pregnanza di alcune tematiche centrali attinte dal dibattito sulla contemporaneità, la tendenza all'interazione con altri linguaggi (es. video) sono alcuni tra i tratti distintivi della sua arte.

In occasione del vernissage l'Enoteca Fratelli Mazza di Ragusa offrirà una degustazione di vini.
La mostra osserverà i seguenti orari: lunedì-sabato ore 9.00-13.00 e ore 16.00-20.00, domenica chiuso.


In allegato:
locandina e immagine.

Info e contatti
Fondazione Grimaldi
Corso Umberto I, 106 – Modica (RG)
cell. 380.7030586


--
INpress ufficio stampa 
di Giovanni Criscione
p. iva. 01467520886
Via Assì 13, Modica (RG)
tel. 0932 752707
cell. 329 3167786

martedì 13 agosto 2013

Mostra del Cinema di Venezia: ISTINTOBRASS film documentario su TINTO BRASS

70. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA

la Biennale di Venezia 2013


"ISTINTOBRASS"

Il film documentario sulla vita di Tinto Brass



Alla 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia un film documentario su Tinto Brass. Nel cast anche Helen Mirren, Sir Ken Adam, Gigi Proietti, Franco Nero, Adriana Asti, Serena Grandi e molti altri.


Si chiama "Istintobrass" il film documentario sulla vita di Tinto Brass che sarà presentato alla 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 


Realizzato dal regista Massimiliano Zanin, assistente alla regia e sceneggiatore di Brass da più di dieci anni, il documentario è scritto, oltre che da Zanin e da Caterina Varzi, anche dallo stesso Brass che ha fortemente voluto questo lavoro, collaborando oltre che alla scrittura anche alla ricerca di materiale inedito e alla scelta degli attori e critici cinematografici intervistati.


Il documentario racconta un Brass inedito, dagli anni della formazione a Parigi alla Cinématèque Francaise al fianco di Roberto Rossellini, Henri Langlois e Joris Ivens con altri giovani cineasti come Bresson, Godard, Truffaut, fino agli albori della Nouvelle Vague. Poi il ritorno in Italia e i primi capolavori come "Chi lavora è perduto", "La vacanza", "L'urlo", "Col cuore in gola". Il rapporto con Dino de Laurentiis, Alberto Sordi, Silvana Mangano. La scoperta di un grande attore come Gigi Proietti e i selvaggi e avventurosi film in società con Franco Nero e Vanessa Redgrave


Un Tinto politico, un cinema anarchico, innovativo, sperimentale e pieno di invenzioni linguistiche che si esprimevano soprattutto grazie al montaggio geniale elaborato in seguito alla collaborazione con Ivens e Rossellini ed al lavoro di archivista alla Cinématèque. 

Un cinema quasi dimenticato che il documentario si occuperà di riportare alla luce attraverso il racconto di quattro fra i più importanti critici cinematografici, prima di passare alla vita privata di Tinto, al rapporto speciale con la moglie Tinta e con i tanti attori che con lui hanno collaborato.


E poi ancora i primi grandi successi di pubblico, il cinema sul potere di Salon Kitty e Caligula e l'approdo al cinema erotico con La Chiave che ne decretano un enorme successo presso il pubblico internazionale, via via fino ad arrivare all'oggi, al Brass personaggio mediatico e alla sua iconografia del piacere voyeuristico ormai sedimentata nell'immaginario del pubblico attraverso i racconti di Gigi Proietti, del premio Oscar Helen Mirren, dell'attore feticcio Franco Branciaroli, di Serena Grandi, di Franco Nero e del due volte premio Oscar Sir Ken Adam.


Tinto Brass

Uno dei personaggi più controversi, originali e amati del cinema italiano.

Il regista più censurato della storia. Un anarchico della pellicola, uno sperimentatore geniale, un inventore di sogni. Un vero grande artista. Questa è la sua storia.


Il regista Massimiliano Zanin

Veneto, una laurea in Sociologia, da ormai 15 anni vive a Roma. Nel 1999 incontra Tinto Brass che lo sceglie come uno dei giovani registi del progetto "Corti circuiti erotici", con il film "Rapporti Impropri". L'amicizia e il rapporto con Brass, per il quale diviene lo sceneggiatore di fiducia, si approfondiscono negli anni successivi. In tutti i film realizzati al fianco di Brass scrive la sceneggiatura mentre sul set lavora come assistente alla regia. Parallelamente si occupa della produzione al fianco di Mario Di Biase storico organizzatore anche di Bertolucci, Fellini, Pasolini; e di Enzo Sisti, produttore esecutivo della maggior parte dei film americani girati in Italia.


70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

La Biennale di Venezia 2013

Venezia Classici, Documentari


Credits

Un film di Massimiliano Zanin

Scritto da Tinto Brass, Caterina Varzi, Massimiliano Zanin


Una Produzione Think'o Film + Wave

Con Tinto Brass, Helen Mirren, Gigi Proietti, Franco Branciaroli, Serena Grandi, Adriana Asti, Franco Nero, Manlio Gomarasca, Bonifacio Brass, Gianni Canova, Marco Giusti, Yuliya Mayarchuk, Marco Muller, Sir Ken Adam.


Fotografia Luca Giberti, Timoty Aliprandi

Montaggio Alessandro Calevro

Regia Massimiliano Zanin

Durata 105 min




--
Redazione del CorrieredelWeb.it


lunedì 12 agosto 2013

Solo per te: un Home Theatre fino al 12

Se non visualizzi correttamente l'immagine clicca qui
Scegli Sky Calcio e Sky Cinema in HD!
SOLO ONLINE in regalo un Home Theatre
fino al 5/08 - APPROFITTANE!
Sei già cliente Sky?
Scopri come ricevere in regalo un Home Theatre Samsung!

Se non vedi il messaggio, puoi usare questo link.

Per revocare l'iscrizione alla lista di www.corrieredelweb.it, cancellati qui.

Mail-Maker

giovedì 8 agosto 2013

Cosa fare se l'iPhone cade in acqua.. ma vi auguriamo buon ferragosto!


Cosa fare se l'iPhone cade in acqua


Tempo di vacanze sole e mare. Se il vostro iPhone (o smartphone o telefonino) è caduto in acqua, non perdete subito le speranze.

Non tutto è perduto, non fatevi prendere dal panico! C'è, infatti, la possibilità di salvarlo ancora, se si sa cosa fare immediatamente.

>> Segui le indicazioni sul CorrieredelWeb.it





Auguri di buon Ferragosto dalla Redazione del CorrieredelWeb.it



mercoledì 7 agosto 2013

Cosa fare se l'iPhone cade in acqua... ma vi auguriamo buon Ferragosto!

Cosa fare se l'iPhone cade in acqua


Tempo di vacanze sole e mare. Se il vostro iPhone (o smartphone o telefonino) è caduto in acqua, non perdete subito le speranze.

Non tutto è perduto, non fatevi prendere dal panico! C'è, infatti, la possibilità di salvarlo ancora, se si sa cosa fare immediatamente.

>> Segui le indicazioni sul CorrieredelWeb.it





Auguri di buon Ferragosto dalla Redazione del CorrieredelWeb.it

martedì 6 agosto 2013

Mostra ceramica Cutrofiano

MOSTRA MERCATO DELLA CERAMICA ARTIGIANALE DI CUTROFIANO:

DOMANI A PALAZZO ADORNO

PRESENTAZIONE DELLA 41^ EDIZIONE

Domani, mercoledì 7 agosto, alle ore 11, a Palazzo Adorno a Lecce, sarà presentata la 41^ edizione della Mostra mercato della ceramica artigianale di Cutrofiano.

L'edizione 2013, in programma dal 10 al 18 agosto, "si veste di nuovo" diventando una "mostra diffusa" per palazzi e corti del caratteristico centro storico della Città di Cutrofiano.

Seguendo un percorso obbligato, che partirà dal Palazzo Ducale e si snoderà nella suggestive strade e viuzze del borgo antico, il visitatore sarà accompagnato  nelle varie tematiche della mostra; un circuito espositivo artigianale, ma anche un momento di degustazione fra tutte le prelibatezze enogastronomiche e dolciarie della tradizione salentina.

Alla presentazione di domani interverranno Simona Manca, vice presidente della Provincia di Lecce, Tommaso Campa, assessore alle Attività produttive del Comune di Cutrofiano, Antonio Colí, presidente consorzio della ceramica di Cutrofiano, Piero Anselmi dell'agenzia Mood e Giuseppe Vergine di Kutra Viaggi.


 

 

lunedì 5 agosto 2013

Sale...la voglia d'arte



“SALE … la voglia d’arte”
II BIENNALE INTERNAZIONALE DI SCULTURA DI SALGEMMA

L’evento internazionale,  dal 9 al 18 agosto nella Villa Sgadari alle porte di Petralia Soprana, coinvolgerà artisti che scolpiranno blocchi di salgemma  realizzando sculture che andranno ad arricchire  il nuovo museo all’interno della miniera  Italkali dove hanno già trovato posto le opere della precedente biennale.

Ritorna “SALE…la voglia d’arte”. Dal 9 al 18 agosto il salgemma diventa nuovamente protagonista a Petralia Soprana con la II Biennale Internazionale di Scultura. Continua il percorso dell’Associazione “Arte e Memoria del Territorio” di Milano e dell’Associazione “SottoSale” di Petralia Soprana legato al salgemma che da condimento alimentare diventerà materiale da scolpire. Si rinnoverà l’incontro con la scultura che vedrà all’opera artisti internazionali: Cosimo Barna, Mariano Brusca, Momò Calascibetta, , Claus Joans, Gianfranco Macaluso, Jorunn Monrad, Laura Panno, Damiano Sabatino, Stefano Zucchi che svilupperanno il tema assegnato “Dalle viscere della terra alla luce del sole: il sale un dono per l’uomo/la donna del 2° millennio.” Ogni artista con la sua sapiente tecnica e creatività realizzerà l’opera  scolpendo un blocco di sale, nell’intento di valorizzare questo prezioso e antico materiale formatosi 200 milioni di anni fa a seguito del prosciugamento dell'acqua dei mari primordiali e ora  conservatosi nelle viscere delle montagne delle Madonie.

Nell’ambito della  Biennale, da un’idea del fotografo Fabrizio Garghetti, si rinnoverà il rito del  “RITORNO AL MARE”; il sale, che attaverso remoti eventi geologici  è salito alla montagna, a mille metri di altitudine, nella contrada Raffo a Petralia Soprana ed estratto dalla società Italkali, ridiscenderà al mare simbolicamente con alcuni blocchi  attraverso il più antico mezzo di trasporto : l’asino.

Il ritorno al mare, attraversando borghi e paesi, riscoprirà il valore dei percorsi nella natura e segnerà una “nuova strada per il turismo”. La base logistica dell’evento è Villa Sgadari, alle porte del paese di Petralia Soprana, recentemente ristrutturata dall’Ente Parco delle Madonie che ne è anche il proprietario. Villa Sgadari è una delle più interessanti residenze sub-urbane delle Madonie di architettura Barocca con pregevoli affreschi di carattere mitologico. 

Nello spazio antistante la Villa  Momò Calascibetta realizzerà una installazione dal titolo “GENESI”. Il progetto di Momò consiste in un grande volume piramidale a forma di tetraedro realizzato con 11.000 cannucce da bibita, versatile famiglia di materiali “plasticosi”. Trasparente e leggerissimo,  autentico miracolo visivo,  racconta e mette simbolicamente  in luce il mondo dell’acqua, custode del sale. Proprio come l’acqua, il sale possiede una struttura cristallina ben precisa  ma, a differenza dell’acqua, che è un tetraedro, la struttura reticolare del sale è cubica.
di Momò

L’acqua come il sale è indispensabile alla vita, partecipa all’energia degli esseri, è elemento tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita.

L’acqua è cio’ che tutto avvolge e permea, è lo spazio intangibile che tutto unisce, è la sostanza che pervade l’intero universo e che  assorbiamo dall’ambiente circostante attraverso la sete,  necessaria alla vita degli Esseri Viventi.

Gli spazi della Villa ospiteranno anche molteplici iniziative che coinvolgeranno la sfera musicale, artistica e culturale. Durante tutto il periodo della manifestazione si terrà anche una collettiva d’arte dei più importanti artisti madoniti, un laboratorio di fotografia notturna ed altre iniziative culturali.

Una volta ultimate, le sculture saranno installate all’interno della miniera di salgemma Italkali, nel museo realizzato in uno spazio all’interno della miniera dove potranno essere visitate.

Dalla collaborazione tra l’Associazione “Arte e Memoria del Territorio” e l’Associazione “Sottosale”, che hanno comunanza di obiettivi e finalità riguardo al concetto di valorizzazione e promozione del territorio, nasce e continua questa manifestazione che metterà alla prova gli artisti con l’utilizzo di un materiale inusuale e difficile da modellare.


venerdì 2 agosto 2013

TARSHITO SPECIALE SALENTO - MOSTRA CASTRO

"TARSHITO SPECIALE SALENTO": DOMANI A CASTRO

LA SECONDA MOSTRA DEDICATA AI TRENTA ANNI DI CARRIERA

DEL CELEBRE ARTISTA PUGLIESE

 

Nuova tappa salentina per il progetto espositivo itinerante "Tarshito Speciale Salento", organizzato dall'associazione culturale Salento Agorà di Castro, con il patrocinio della Provincia di Lecce e dei Comuni di Poggiardo, Castro, Maglie, Nociglia.

 

Domani, sabato 3 agosto, alle ore 21, nel Castello Aragonese, a Castro, sarà inaugurata la mostra dal titolo "Alberi – Le Creature", la seconda delle quattro previste che ripercorrono iconograficamente l'intero percorso espressivo del noto artista pugliese Tarshito.

 

Allestita nelle Sale del Vescovado del Comune di Castro,dove si potrà visitare fino al 23 agosto prossimo, la mostra è centrata sul tema dell'albero, simbolo di unione tra Materia e Spirito, creatura vivente, con installazioni di grandi quadri con cortecce di caucciù e naturali. La corteccia, abbraccio dell'albero e il caucciù, succo dell'albero stesso. La corteccia naturale a formare un grande vaso posto al centro della sala. Un albero di cortecce di caucciù, realizzate da calchi delle cortecce naturali, i cui frutti sono vasi e campanelli. Una scala di cortecce di caucciù poggiata sull'albero a ricordare la tradizione del lavoro nei campi.

 

L'evento "Tarshito Speciale Salento" dedicato all'attività trentennale del celebre artista si è aperto il 13 luglio scorso a Poggiardo con la mostra "Vasi – L'ascolto" e si svilupperà fino al 29 settembre prossimo, toccando anche i Comuni di Maglie ("Animali sacri – Il rispetto") e Nociglia ("Guerrieri d'amore – Le qualità").

 

Tutte le mostre composte da dipinti, sculture, installazioni, sono curate dalla professoressa Marina Pizzarelli. Ogni tappa prevede il coinvolgimento attivo del pubblico che partecipa ad un happening in ogni paese ospitante.

 

Lecce, 2 agosto 2013

TUFFFO





T U F F F O / C’era una volta, una volta sola

un progetto espositivo curato da ARIA [rivista d’artisti] 
con il patrocinio e il contributo 
dell’Assessorato alla Cultura della Città di Formia
in collaborazione con le Associazioni:
SEMInARIA sogninterra e CALLIOPE

Complesso architettonico Torre di Mola – FORMIA (Latina)

Inaugurazione: Giovedì 8 agosto ore 19.00

dall’ 8 al 25 agosto 2013, tutti i giorni: ore 17.00-21.00 – venerdì e sabato: ore 17.00-23.00
interventi e performance ore 20 :
giovedì 8, venerdì 16 e 23 agosto

artisti di TUFFFO:
Giovanni Albanese, Gianni Asdrubali, Ali Assaf, Paolo Assenza, Arianna Bonamore, Pino Boresta, Tania Campisi, Riccardo Caporossi, Laura Cionci, Iginio De Luca, Carlo De Meo, Massimo Diosono, Andrea Fogli, Simona Frillici, Dario Ghibaudo, Francesco Impellizzeri, Andrea Lanini, Myriam Laplante, Franco Losvizzero, Rita Mandolini, Franco Ottavianelli, Cristiana Pacchiarotti, Grumo Piacentini, Roberto Piloni, Lino Strangis, Naoya Takahara, Franco Troiani, Daniele Villa.

performance teatrali:

Roberta Nicolai- triangolo scaleno teatro, interprete Enea Tomei giovedì 8 agosto, ore 20;

Zattera di Babele diretta da Carlo Quartucci con Carla Tato’,
in collaborazione con Lino Strangis venerdì 16 agosto, ore 20;

Riccardo Caporossi e Vincenzo Preziosa venerdì 23 agosto,ore 20

intervento musicale di Alfonso Priori

Giovedì 8 Agosto 2013, alle ore 18.00, ARIA [rivista d’artisti], in occasione dell’uscita del suo 4° numero intitolato C’ERA UNA VOLTA, UNA VOLTA SOLA presenta la mostra d’arte contemporanea TUFFFO, un evento che si avvale del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Formia, della collaborazione delle associazioni Seminaria Sogninterra e Calliope.

Con un titolo asciutto e risoluto, la mostra TUFFFO intende esprimere metaforicamente l’azione possibile dell’arte come cifra di un’esistenza totale, in cui ogni frammento diviene l’Intero.

In questo senso, il tuffo simboleggia l’unione completa tra l’uomo e gli elementi vitali; saldamente radicato in terra, il corpo viene lanciato a librarsi nell’aria per poi frangere la superficie ed avvolgersi d’acqua. Un breve istante in cui si racchiudono le infinite mutazioni della specie umana, un attimo in cui ripercorrere i continui cambiamenti di prospettiva ai quali l’uomo si è adattato, finendo per rivestirsi di una natura duttile, proteiforme, incessantemente protesa verso il cambiamento.

Nel tuffo è racchiusa quella dimensione di rischio, di sfida, di rottura del consuetudinario che libera le emozioni e si fa “evento”, non più semplice gestualità. Ma il tuffo, ad un livello più profondo, condensa e raffigura in una singolarità assoluta la fluida ripetizione del vivere, e lo fa proprio esprimendosi come trauma, come bisogno istantaneamente avvertito dal corpo e dalla mente di conciliarsi con il nuovo ambiente. Esso ricapitola tutti i microtraumi e le omeostasi che continuamente il nostro corpo richiede per adattarsi alla realtà, abituale, certo, ma perennemente mutevole, che lo circonda.

TUFFFO dunque come metafora di un’arte che esplora la vita, che vuole essere vita rivelata in tutta la sua intensità e drammaticità (quella del tuffo al cuore), ma anche nella sua giocondità. Un’arte che svela e nasconde, che afferra un frammento rendendolo simbolo, che conduce nelle profondità del vivere e del sentire per poi lasciar riaffiorare e spiaggiare: un’arte che è sfida, trascendimento oltre e verso…

Ma anche gioco e leggerezza, per rendere lieve la vita; non (solo) puro atletismo, invece spontanea alchimia di regole e libertà per un’azione che, in qualsiasi contesto svolta, rappresenta per chiunque un atto unico di infinita fiducia, riprodotta nelle singole eccelse prove (il tuffo nel vuoto di Yves Klein, per dire) e nei tuffi multipli e gioiosi che fanno tutti i giovani, allegramente e senza troppo pensare.

In estate l’Italia brulica di mostre temporanee nei centri di fermento turistico, nei musei e nelle piazze gremite: Aria con col suo TUFFFO rende omaggio a tutte le istituzioni e agli artisti in vacanza.

La Torre di Mola affacciata sul porto di Formia idealmente congiunge i fronti di terra e mare. Non rinunciando all’auto-ironia, che sposta coi villeggianti anche la ricerca artistica in esposizione in piena estate, in uno splendido porto come quello di Formia, luogo di villeggiatura e svago, fa si che TUFFFO, da mostra visiva con tre effe per essere sonora e spettacolare, un po’ teatralmente divenga un “tuffo notturno nel mare di mezz’estate”.

Nell’inedito evento espositivo TUFFFO si mettono in mostra rappresentazioni d’arte variamente artificiali e, tra ambientazioni video, immagini, sculture e installazioni, si espande in ogni sala della torre quella sfida di non lanciare sassi in acqua ma tuffare se stessi comunque, per prospettare ancora sulla superficie, al posto degli anelli concentrici, quadrati e quadrati.

Ed in mostra con artisti visivi per dare credito all’azione ed allo spostamento fisico, sono presenti anche tre realtà del teatro di ricerca: all’installazione sulle mura della Torre di Mola realizzato da Riccardo Caporossi si aggiungono la performance di Roberta Nicolai- triangolo scaleno teatro, interprete Enea Tomei nel corso dell’inaugurazione e, venerdì 16 agosto, la Zattera di Babele diretta da Carlo Quartucci, con Carla Tato’ in collaborazione con Lino Strangis, per chiudere, venerdì 23, con un’azione ideata dallo stesso Riccardo Caporossi con la presenza dell’attore Vincenzo Preziosa.

Esposte negli spazi della Torre di Mola anche le pagine del quarto numero di ARIA intitolato
C’ERA UNA VOLTA , UNA VOLTA SOLA.
Il tema della rivista prende spunto dalla consolidata frase che apre la fabula. ARIA, attraverso i suoi numerosi interventi visivi, si interroga su ciò che si è visto, ascoltato, ma si è perso, lasciando tracce di memorie frammentarie e, nonostante ciò, ancora raccontabili. Memorie che si fanno pensieri e forme e che spesso si coagulano in una immagine saliente, insostituibile. Ecco dunque la fascinazione che, di un’intera storia, permette una sintesi figurale, una fissità cui mira spesso l’arte contemporanea ma che, sempre nuovamente, rimette in movimento prospettando nuove vie all’immaginario.

All’interno di ARIA n. 4 “C’era una volta, una volta sola” sono:
Nicola Alessandrini, Paolo Angelosanto, Massimo Arduini, Edoardo Aruta, Gianni Asdrubali, Paolo Assenza, Sara Basta, Teal Baskerville, Paolo Bielli, Tomaso Binga, Pino Boresta, Pino Buffa, Alessandro Calizza, Daniele Canonica, Daniele Carlo Maria Casaburi, Consuelo Celluzzi, Izumi Chiaraluce, Paolo Consorti, Mario Cuppone, Daniele Contavalli, David Pompili Davil, Michele de Luca, Carlo De Meo, Stefania de Mitri, Laura Della Gatta, Mauro Di Silvestre, Massimo Diosono, Ermanno Dosa, Santino Drago, Epvs, Stefania Fabrizi, Simona Frillici, Werther Germondari, Dario Ghibaudo, Rebecca Goldman, Sandra Hauser, Micaela Lattanzio, Ovidiu Leuce, Franco Losvizzero, Tiziano Lucci, Salvatore Mauro, Pablo Mesa Capella, Ugo Magnanti, Rita Mandolini, Paulina Mikol Spiechowicz, Veronica Montanino, Armando Moreschi, Lisa Nonken, Omino 71, Cristiano Petrucci, Gufo Piacentini, Serena Piccinini, Claudia Quintieri, Paola Ricci, Anna Romanello, Fabrizio Sacchetti, Jack Sal, Guendalina Salini, Maurizio Savini, Ananya Sikand, Lino Strangis, Danilo Torre, Chelsea Torres, Gian Maria Tosatti, Francesca Tulli, Jaqueline Tune, Vado, Paola Romoli Venturi, Daniele Villa, Fiorenzo Zaffina, un disegno di Luigi Ontani ed un testo poetico di Valentino Zeichen.

info: redazionearia@gmail.com
Direttore Responsabile: Maurizio Tatangelo
Direttore artistico: Carlo De Meo
Responsabile di Redazione: Cristiana Pacchiarotti
Redazione: Arianna Bonamore, Pino Boresta, Tania Campisi, Francesco Nucci, Giovanni Piacentini 

Fuori contesto Manifesta 7




Fuori contesto

Parallel Event to Manifesta 7





Curated by Daria Filardo, Gino Gianuizzi and Cecilia Guida
7 – 25 July 2008
Spaces of public advertisements of Rovereto, Trento and Bolzano

A project in collaboration with Parallel Events yo Manifesta 7
and with the patronage of the Municipality of Trento.
After Bologna and Milan hundreds of yellow posters will invade main streets of Rovereto, Trento and Bolzano from 7th to 25th july during "Manifesta 7".

Fuori contesto proposes words in the place of images. Words out of context because they are printed on 70x100 cm posters and diffused in spaces where public advertisements are affixed. The posters co-exist with the plethora of messages (from the media/advertising/information sectors, etc.) that invade the visual horizon of the city.

Fuori contesto asks these words to infiltrate their surroundings, to be simultaneously light and significant.
The intent is to present an invasion of signs that, for their difference from the posters all around them, provoke an unexpected effect and distract the reader from his or her habitual urban landscape, structured as conceptual in its spatial organization. The aim is to provoke an interruption, capture one’s attention, and divert the normal course of one’s perception of the everyday, introducing a creative and active environment.

To fulfill this goal, we have called thirty-two Italian artists, inviting them to propose a sentence without an imposed theme to which they must adhere, and with the sole condition that the sentence contain only one period.
The initiative will evolve in various stages, thought of as a strategy of invasion and of re-appropriation of the urban space. The idea is also to expand each time the number of the partecipants by involving artists who live and work in the area.

Mario Airò, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi, Luca Bertolo, Pino Boresta, Anna Valeria Borsari, Gea Casolaro, Annalisa Cattani, CuoghiCorsello, Emilio Fantin, Michael Fliri, Alberto Garutti, The Grossi Maglioni Magic Duo, Domenico Mangano, Amedeo Martegani, Fabio Mauri, Marzia Migliora, Mocellin/Pellegrini, Liliana Moro, Maurizio Nannucci, Giancarlo Norese, Paolo Parisi, Alessandro Piangiamore, Cesare Pietroiusti, Alfredo Pirri, Mili Romano, Adriana Torregrossa, Cesare Viel, Luca Vitone, Alberto Zanazzo, Zimmerfrei.

Grazie! Vi faremo sapere.


Fuori contesto 2008
              


     





















                                                                                                                      


1° Tappa: Bologna off Artefiera.
2° Tappa: Milano off Miart.
3° Tappa: Faenza C festival arte contemporanea.
4° Tappa: Milano inContemporanea.
5° Tappa: Bolzano, Trento, Rovereto off Manifesta 7.

A cura di Daria Filardo, Gino Gianuizzi e Cecilia Guida
Fuori contesto propone parole: un’invasione di segni che per la loro differenza da quelli che hanno vicino provocano un effetto di straniamento.
fuori contesto chiede alle parole di infiltrarsi, di essere allo stesso tempo leggere e significative.
Per questo abbiamo chiamato numerosi artisti italiani invitandoli a proporre una frase senza un tema imposto da rispettare e con la sola condizione che questa contenesse un solo punto (inteso come segno di punteggiatura).
Le parole al posto delle immagini, le parole fuori contesto perché stampate su manifesti 70×100 cm e diffuse negli spazi delle pubbliche affissioni si trovano a convivere insieme con la pletora di messaggi (mediatici/pubblicitari / informativi/ecc.) che invadono l’orizzonte visivo della città.
L’intento e’ quello di distrarre il lettore dal suo abituale paesaggio urbano, strutturato nell’organizzazione spaziale come concettuale.
La volontà e’ di provocare un’interruzione, catturare l’attenzione e sviare il normale corso della percezione della quotidianità introducendo una condizione creativa e attiva.
Per il progetto sono stati invitati a partecipare trentadue artisti che, nella tappa di Bologna, hanno portato le loro parole negli spazi destinati alle affissioni dei manifesti pubblicitari in giro per la città come pure sulla parete di un container posizionato fuori dall’edificio di Arte Fiera.
L’iniziativa si svilupperà in più tappe, pensate come una strategia di invasione e di riappropriazione dello spazio urbano.
Mario Airo’, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi, Luca Bertolo, Pino Boresta, Anna Valeria Borsari, Gea Casolaro, Annalisa Cattani, CuoghiCorsello, Emilio Fantin, Michael Fliri, Alberto Garutti, The Grossi Maglioni Magic Duo, Domenico Mangano, Amedeo Martegani, Fabio Mauri, Marzia Migliora, Mocellin/Pellegrini, Liliana Moro, Maurizio Nannucci, Giancarlo Norese, Paolo Parisi, Alessandro Piangiamore, Cesare Pietroiusti, Alfredo Pirri, Mili Romano, Adriana Torregrossa, Cesare Viel, Luca Vitone, Alberto Zanazzo, Zimmerfrei.

mercoledì 31 luglio 2013

Prosegue l’installazione di Anna Paola Cibin

Prosegue l'installazione di Anna Paola Cibin

Ecco alcune immagini dello special project "NO MORE ROOM IN THE LAGOON" realizzato dall'artista Anna Paola Cibin a Venezia – sua città natale – esattamente presso la Tessitura Luigi Bevilacqua ed inaugurato il 30 maggio scorso. Si tratta di un'installazione di 14 pesci molto grandi e coloratissimi che fluttuano sospesi su una terrazza nel cielo veneziano, visibili anche di notte visto che sono illuminati da diverse luci colorate.

Se volete andare a Venezia per vedere questa magnifica realizzazione direttamente con i vostri occhi trovate tutte le informazioni che vi servono a questo link oppure sulla pagina facebook di Anna Paola Cibin.

 

Ufficio stampa JIT
0456171550
ufficiostampa@justintimesrl.it
http://justintimesrl.wordpress.com

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *