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martedì 28 febbraio 2017

Mostra "Percorsi Inversi. Oreficeria e rivelazioni di sè" - inaugurazione venerdì 3 marzo - Padova

Percorsi Inversi
Oreficeria e rivelazioni di sé
4 - 26 marzo 2017

Oratorio di San Rocco – Via S.Lucia – Padova

Inaugurazione venerdì 3 marzo ore 18



Percorsi Inversi. Oreficeria e rivelazioni di sé è il titolo della mostra che sarà inaugurata venerdì 3 marzo alle ore 18.00 nella prestigiosa sede dell'Oratorio di San Rocco, in cui tradizionalmente si svolgono le rassegne dedicate alla gioielleria contemporanea. 

L'esposizione, aperta al pubblico dal 4 al 26 marzo, è promossa e realizzata dal Comune di Padova – Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche, con il supporto di Oficinad'arte di Fernando Betto, artigiano orafo e artista, che da alcuni anni, all'interno della sua bottega, propone un percorso formativo nel settore dell'oreficeria.

La mostra, ideata da Fernando  Betto e curata da Luisa Bazzanella Dal Piaz e Mirella Cisotto Nalon, racconta il percorso formativo di ventidue allievi attraverso una cinquantina di lavori, realizzati nel laboratorio orafo di Oficinad'arte, dove hanno imparato a "usare le mani" per lavorare materiali diversi, esplorando, interpretando e aprendo il proprio sguardo, in un continuo confronto tra loro, con il Maestro e ora anche con il pubblico.

Legno, plastica, rame, ottone, plexiglas, alluminio, cuoio, pelle, vetro e sassi, questi sono solo alcuni dei materiali poveri e umili, che sono stati utilizzati per creare gioielli da indossare, ma anche oggetti di uso quotidiano come una forchetta, un fermacarte o un vaso in rame smaltato.

Percorsi Inversi è il risultato di un cammino, dove le persone sono consapevoli di affidare all'oggetto realizzato un proprio messaggio, rivelando sè stesse attraverso le loro creazioni, che raccontano storie ed emozioni.

La creatività di questa mostra è il perno su cui ruotano molti fattori: la persona con la sua vita, la formazione, i desideri sopiti, il laboratorio di oreficeria dove si impara ad operare, a trasformare con le mani e la capacità comunicativa del maestro nel trasmettere le tecniche, ma anche nel far affiorare abilità e potenzialità nascoste.

Fernando Betto è un artigiano orafo e artista che ha sviluppato un personale percorso di ricerca dall'oreficeria classica a quella contemporanea: «Credo che la mia arte sia originata da un desiderio e da un bisogno di sperimentazione continua. Mi piace progettare e condividere con gli altri e per questo ho deciso di aprire le mie porte al confronto che diventa sempre uno scambio. 
Io posso insegnare cosa si riesce a fare con le mani, avendo di ritorno una reazione immediata, fatta di interpretazioni nuove e spesso originali.»

Fernando Betto, ideatore della mostra, sarà a disposizione per accompagnare il pubblico lungo il percorso espositivo il sabato pomeriggio e la domenica.


Info
Orario 9.30 – 12.30, 15.30 – 19.00; 
Chiuso: i lunedì non festivi
Ingresso libero
serviziomostre@comune.padova.it
padovacultura.it  


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www.CorrieredelWeb.it

lunedì 27 febbraio 2017

SOS-BORESTA

Ceci n'est pas une œuvre d'art 


Questo non è un progetto artistico ma, forse, un'occasione anche per voi, e non solo di aiutare un artista (amico) in difficoltà.

Avevo pronto un testo che ho scritto: "Sulla tristezza di un boresta", che parla della tristezza di un artista costretto a ricorrere ad una operazione come questa del mio Crowdfunding "SOS-SFRATTO". Ma poi qualcuno mi ha suggerito che non era tempo ora di fare questo tipo di riflessioni e che ognuno degli addetti ai lavori o meno dell'arte contemporanea avrebbe sicuramente potuto fare da solo e meglio.  Anzi lasciare spazio alle riflessioni e pensieri altrui era più utile e produttivo sia per loro che per me, ed allora ho fatto così. Ma allo stesso tempo ho pensato che però qualcosa dovevo fare, anche per ringraziare in qualche modo tutti quelli che hanno fatto e stanno facendo qualcosa per aiutarmi, e che ogni volta che ci penso la mia fragilità emotiva viene messa a dura prova. Ho così pensato di mettere su questo che ho chiamato "SOS-Boresta Effemeridi", che tenterò di tenere il più aggiornato possibile, e il più dettagliato che riuscirò a fare.
pino boresta













SOS-Boresta Effemeridi:



10 febbraio 2017: Pubblicato su Kapipal il crowdfunding:
SOS-SFRATTO  

http://kapipal.com/projects/sos-sfratto/


23 febbraio 2017: Pubblicato su Artribune News:
L’S.O.S. di Pino Boresta. L’artista romano lancia un crowdfunding per evitare lo sfratto.

Un artista in difficoltà lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. E coglie l’occasione per donare un’opera ad un museo pubblico. Ricompense in opere d’arte per tutti i donatori.















Pino Boresta è quello che si definisce un outsider. Fuori dai circoletti dell’arte che conta, non compare nelle mostre internazionali e le sue opere non saturano il mercato. Tuttavia, la sua presenza è impossibile da ignorare, e una ricerca anche veloce sul suo passato ci fa scoprire una figura poliedrica e per molti versi anticipatrice, in particolare nel campo della street e urban art, settore tanto in voga negli ultimi anni. Le “smorfie adesive” di Boresta, che caratterizzano il paesaggio urbano della Capitale (e non solo) da ormai quasi 25 anni, sono infatti un esempio precocissimo, soprattutto nel nostro paese, di uso dello sticker come mezzo artistico, una pratica che ha illustrissimi protagonisti oltreoceano, come il celeberrimo Shepard Fairey.
UN’OPERA PER UN MUSEO
Oggi l’artista romano sale agli onori della cronaca per un’iniziativa che intreccia personale e professionale. Con la campagna di crowdfunding SOS-Sfratto, Boresta chiede infatti aiuto per evitare uno sfratto imminente, eventualità che getterebbe lui e la sua famiglia (una moglie e tre figli in età scolare) in mezzo a una strada. L’artista ha però deciso di cogliere l’infausta occasione per coinvolgere il pubblico e le istituzioni, donando multipli e opere uniche. Se l’obiettivo della campagna sarà raggiunto (ossia la raccolta di 6mila euro) l’opera unica I don’t give up Arancio (2013) verrà donata al museo di Spoleto Palazzo Collicola Arti Visive e il denaro verrà utilizzato per pagare parte del debito maturato a fronte dell’ingiunzione di sfratto. Inoltre, per donazioni di almeno 30 euro, l’artista invierà i suoi ormai storici adesivi CUS (Cerca e Usa la Smorfia). A coloro che doneranno almeno 100 euro sarà inviata unaSmorfia Manipolata del 2016 mentre a chi donerà almeno 500 euro l’artista invierà un’opera storica del 1994/1995 scelta tra le Smorfie Texture. Per partecipare alla campagna c’è tempo fino al 30 aprile 2017.  http://kapipal.com/projects/sos-sfratto
http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/02/ls-o-s-di-pino-boresta-lartista-romano-lancia-un-crowdfunding-per-evitare-lo-sfratto/

23 febbraio 2017 alle ore 16:51
"Pino Boresta ha bisogno di una mano #supportpinoboresta"
Così commenta su Facebook Valentina Tanni che condivide il post di ARTRIBUNE: 
"Un artista in difficoltà lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. E coglie l'occasione per donare un'opera ad un museo pubblico. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori. Artista sul lastrico lancia crowdfunding per non finire sotto ai ponti. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori."

23 febbraio 2017 alle ore 16:31
"I #support Pino Boresta. Io sostengo Pino Boresta"
Così commenta su Facebook Santa Nastro che condivide il post di ARTRIBUNE:
"Un artista in difficoltà lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. E coglie l'occasione per donare un'opera ad un museo pubblico. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori. Artista sul lastrico lancia crowdfunding per non finire sotto ai ponti. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori."

23 febbraio 2017 alle ore 17:09
"Da sabato 4 marzo 2017, presso il bookshop di PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE, troverete un salvadanaio per le donazioni a favore di Pino Boresta... ad ogni anima pia che darà qualche denaro il museo regalerà un catalogo a nostra scelta tra le molte produzioni editoriali di questi anni..."
Così commenta su Facebook Gianluca Marziani che condivide il post di ARTRIBUNE: 
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.

24 febbraio 2017 alle ore 18:49
Così commenta Pino Boresta questo Post di Facebook di Gianluca Marziani:
"Grazie Gianluca in questo momento difficile per me e la mia famiglia sto scoprendo aspetti di solidarietà nei miei confronti che non mi sarei aspettato. Sapevo di essere odiato e di avere giusto qualche estimatore, ma se questa brutta esperienza che tanto mi sta insegnando diventa utile per scoprire che poi il mondo intorno a te non è così cattivo come ogni giorno te lo dipingevi, allora, tutto questo anche se fallirò, ancora una volta, sarà perlomeno utile e sarà servito ad aprirmi gli occhi su aspetti diversi e per me nuovi della vita."

24 febbraio 2017 alle ore 18:54
Così risponde Gian Maria Tosatti al commento di Pino Boresta al Post di Gianluca Marziani:
"Caro Pino, io non credo che tu sia odiato. Credo anzi, che sia molta la stima che il mondo dell'arte ti porta per il lavoro da precursore che hai compiuto. Io credo che la cosa ti venga anche riconosciuta nei limiti del fatto che tu per primo hai declinato la tua personalità artistica in modo borderline e fuori sistema. Ma questo era funzionale alla tua pratica e alla tua pratica espressiva. Per cui forse non hai avuto una consacrazione a livello di sistema (avendo tu lavorato radicalmente fuori da esso), ma penso che l'arte non sia il sistema. Il sistema è solo la sua regione economicamente ricca. La storia dell'arte è altro. E credo che il tuo posto ti venga riconosciuto da molti nelle pagine di storia dell'arte di questi decenni."

23 febbraio 2017 alle ore 23:523
"Sosteniamo il grande Pino Boresta!"
Così commenta su Facebook Marco Enrico Giacomelli che condivide il post di ARTRIBUNE: 
"Un artista in difficoltà lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. E coglie l'occasione per donare un'opera ad un museo pubblico. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori. Artista sul lastrico lancia crowdfunding per non finire sotto ai ponti. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori."

24 febbraio 2017 alle ore 9:05
"L'artista Pino Boresta ha bisogno di noi! (E il mondo ha bisogno di più Pino Boresta, ma è un'altra storia) #supportPinoBoresta"
Così commenta su Facebook Caterina Porcellini che condivide il post di ARTRIBUNE:
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.


25 febbraio 2017: Pubblicato su Exibart News:
"SOS" CONTRO LO SFRATTO DELL'ARTISTA PINO BORESTA, CHE CERCA DONATORI CON IL CROWDFUNDING. E IN CAMBIO CONCEDE OPERE E MULTIPLI




















Il goal è di 6mila euro, e mancano ancora 64 giorni prima del 30 aprile, termine ultimo per la vostra donazione. Di che parliamo? Della richiesta "SOS Sfratto" dell'artista Pino Boresta, che non solo mette in luce la sua situazione personale di uomo e padre di famiglia e d'artista, ma anche dell'ATER, l'Azienda Territoriale che gestisce gli alloggi popolari, "ente che è allo sbando totale per i ben noti motivi di mala gestione", scrive Boresta nel suo appello. Un'accorata lettera, che potete trovare per intero sul sito Kapipal, insieme a tutta la documentazione che mostra l'ingiunzione di sfratto "Per alcune mensilità arretrate non pagate che l’ATER ci richiede e a cui non siamo riusciti a fare fronte a causa della forte difficoltà economica nella quale ci troviamo a vivere", scrive l'artista che mette in luce anche in suoi guadagni: "Io lavoro come collaboratore scolastico e ho 1100 Euro al mese e ci siamo trovati più di una volta a dover scegliere se fare la spesa e sopravvivere o pagare l’affitto e soccombere". E allora? Allora Pino Boresta chiede il vostro aiuto e, in base alla cifra che accetterete di donare avrete opere e multipli, e se il goal verrà raggiunto anche per Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto vi sarà un regalo: I don't give up Arancio, un olio su tela del 2013, opera della serie "Testamenti” (sopra). Poi vi saranno le Smorfie Texture del 1994/1995, che verranno inviate a chi donerà almeno 500 euro, le Smorfie Manipolate del 2016, che verranno inviate a chi donerà almeno 100 euro, e gli adesivi CUS (Cerca ed Usa la Smorfia), che verranno inviati a chi donerà almeno 30 euro. Un piccolo gesto per una grande azione. E in bocca al lupo Pino!
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=52435&IDCategoria=204


27 febbraio 2017 alle ore 2:33
- "Pino Boresta è un Artista,  uno dei piu' grandi pionieri italiani - mondiali ? - della "street art",forse l'artista vivente più outsider che esiste oggi.  Ogni volta leggo pappardelle infinite, dibattiti sulla coerenza, sulla " street credibility " ... "Caio s'è venduto, Tizio è commerciale, però Sempronio ha fatto mezza mostra in galleria, ee però l'astratto, si ma i fumetti, oddio i graffiti...  etc etc etc etc etc" tanti, troppi, tipicamente italiani bla bla bla. Ecco.  Pino è l'essenza di tutto ciò che cè di più puro, di più HARD CORE in questo tipo di movimento artistico. Il nostro, tutti siamo cresciuti con la sua faccia sparsa per Roma quando ancora gli unici adesivi che attaccavamo erano le figurine sugli album del campionato. Ora c'è da agire,  perché serve, perché collaborare è bello, perché aiutare è la base, dopo tante chiacchiere è arrivato il momento di qualche fatto. Fate una cosa utile e bella, utile anche a voi. partecipate, condividete, anche solamente leggere che succede e prendere una posizione è importante. Scusate l'accollo ma penso che sia importante grazie notte" -
Così commenta su Facebook Flavio Solo che condivide il post di ARTRIBUNE:
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.

27 febbraio 2017 alle ore 10:15
Così commenta Michele La Fiandra questo Post di Facebook di Flavio Solo:"Mio parente. iris giuro." 


27 febbraio 2017 alle ore 11:20
Così commenta Pino Boresta questo Post di Facebook di Flavio Solo:
"Caro Flavio, vorrei risponderti sostanziando la mia gratitudine per le tue appassionate parole che si respira scritte con il cuore. Ma ho trovato più giusto e opportuno risponderti ora soffiandoti queste mie poche sincere parole scritte anch'esse con il cuore "Grazie caro Solo"
27 febbraio 2017 alle ore 18:46
Così risponde Flavio Solo al commento sopra di Pino Boresta: 
"È un onore maestro ! e in bocca al lupo !!! " 


27 febbraio 2017 alle ore 20:00
Così commenta Laura Palmieri questo Post di Facebook di Flavio Solo:
"Bravo" 


27 febbraio 2017 alle ore 21:00
Così commenta Giorgio Benni questo Post di Facebook di Flavio Solo:



28 febbraio 2017 alle ore 0:39
"Il nostro amico e membro del Collettivo arte da rubare, nonché monumento vivente del movimento della Street art ha bisogno del vostro aiuto:  Our friend, member of  Collettivo arte da rubare and Roman Living Street-Art Artist Monument Pino needs your help:"
Così commenta su Facebook Marco Canz Cantarelli che condivide il post di ARTRIBUNE:
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.


28 febbraio alle ore 7:46  
"Sosteniamo"
2 marzo 2017 alle ore 14:33
"Io ve lo riposto tutti i giorni, fate un po' voi..."
Così commenta su Facebook Max Omino che condivide e ricondivide il post di ARTRIBUNE:
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.



25 febbraio 2017: Articolo pubblicato su Roma Italia Lab:
SOS-SFRATTO: PINO BORESTA CERCA RIFUGIO NELL’ARTE

























Potrebbe capitare a qualsiasi persona di trovarsi improvvisamente in una difficile situazione personale ed economica. A volte si perdono completamente le speranze, viene voglia solo di fuggire, si arriva ad odiare la società in cui si vive e a non avere più fiducia nel prossimo. Questo mondo va così veloce, tutto può cambiare rapidamente, oggi si sta bene, domani male. È quello che è successo all’artista Pino Boresta, che oggi si trova a dover far fronte a una complicata emergenza economica, che mette a repentaglio se stesso e la sua famiglia. Eppure Pino ha deciso di non perdere completamente la speranza e di trovare rifugio, ancora una volta, nella sua arte. Pino Boresta è nato nel 1962 a Roma, dove vive e lavora. La sua ricerca artistica, come è noto, ha per certi versi anticipato il fenomeno della street art; il suo viso deformato da smorfie si trova ormai da circa venticinque anni in giro per la capitale su adesivi, muri, cartelloni pubblicitari, insegne stradali, pali della luce e semafori. Figura poliedrica dallo spirito contestatore, Boresta ha sempre affrontato la vita a testa alta, scontrandosi con le contraddizioni del sistema modaiolo e salottiero dell’arte, e in generale con le ipocrisie della società odierna. Oggi avremmo voluto raccontarvi il suo percorso artistico, invece siamo costretti a tralasciare questo aspetto per concentrarci su SOS-Sfratto, la campagna di crowfunding che Boresta ha lanciato per salvare la sua famiglia. L’artista romano ha trovato la forza e il coraggio di chiedere aiuto a noi tutti per evitare lo sfratto imminente che lo metterebbe in strada insieme alla moglie e i tre figli. Di fronte a tale situazione, non potendo fuggire dalla realtà, Boresta si è rifugiato nella sua arte. SOS-Sfratto, come dichiara, «non è un progetto artistico ma, forse, un’occasione anche per voi, e non solo, di aiutare un artista (amico) in difficoltà ». Boresta ha scelto di non arrendersi e di lanciare questo sincero appello alle istituzioni e al pubblico. Entro il 30 aprile bisogna raccogliere 6.000 euro per raggiungere la cifra maturata a fronte dell’ingiunzione di sfratto. In cambio delle donazioni, l’artista invierà ad ognuno multipli e opere uniche. Inoltre, una volta raggiunto l’obiettivo, la sua opera I don’t give up Arancio (2013), un olio su tela della serie Testamenti, verrà destinata come dono al Museo di Spoleto Collicola Arti Visive. A chi donerà 30 euro, Boresta invierà i suoi storici adesivi CUS (Cerca e Usa la Smorfia), una serie completa di varie dimensioni, insieme allo storico manifesto Cerca e Usa la smorfia; a chi donerà almeno 100 euro è prevista una Smorfia Manipolata del 2016, mentre per un contributo di almeno 500 euro l’artista destinerà un’opera storica del 1994/1995 scelta tra le Smorfie Texture. In questi giorni sui social colleghi e amici stanno diffondendo la notizia della campagna SOS-Sfratto. Serve il contributo di tutti, anche la semplice condivisione sul web potrebbe essere importante per Pino e la sua famiglia. Ril ha deciso sostenere Pino Boresta e la sua campagna di crowfunding. Ci sono mille modi di vivere l’arte. Pino Boresta ha sempre vissuto per l’arte e oggi vi chiede di aiutarlo, perché merita di continuare a vivere dignitosamente nella sua casa anche grazie alla sua arte.
http://romaitalialab.it/artefotografia/sos-sfratto-pino-boresta-cerca-rifugio-nellarte/


4 marzo 2017 alle ore 10:00
"Chi si occupa di arte contemporanea e in particolare di street art non può non conoscere Pino Boresta. Io lo incontrai tanti anni fa, quando i palazzi delle periferie romane non erano ancora oggetto di tour turistici, e gli chiesi di partecipare con una sua performance a una piccola mostra nella torretta di Ponte Milvio, "Guardami in faccia", mio primo esperimento nel mondo dell'arte. Mi ospitò nella sua casa con la sua bellissima famiglia dai nomi originali per un'intervista. Oggi Pino, rimasto sempre un outsider un po' per scelta un po' no, ha bisogno di aiuto per evitare uno sfratto e non posso che sostenerlo e invitarvi a fare lo stesso. #supportboresta e tanti auguri Pino!
Così commenta su Facebook Giulia Franchi che condivide il post di Pino Boresta: "Ceci n'est pas une œuvre d'art." Questo non è un progetto artistico ma, forse, un'occasione anche per voi, e non solo di aiutare un artista (amico) in difficoltà"


domenica 26 febbraio 2017

“LOVE”, la mostra rivelazione dell’anno al Museo della Permanente di Milano, 17 marzo - 23 luglio 2017


Robert Indiana, Love, 1966-1999. Scultura, alluminio policromo (red and gold), 91,5x91,5x45,75 cm. AP 3/4. Courtesy Galleria d'Arte Maggiore, G.A.M., Bologna, Italia. © Robert Indiana by SIAE 2016


Arriva a Milano “LOVE”, la mostra rivelazione dell’anno.

LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore

  17 marzo - 23 luglio 2017
Museo della Permanente,
Milano
Tom Wesselmann, Smoker, 1971. Vinile colorato su pannello, 144x160 cm. Courtesy: Flora Bigai Arte Contemporanea. © Tom Wesselmann by SIAE 2016

Arriva alla Permanente di Milano - dal 17 marzo al 23 luglio 2017 - LOVE L’Arte contemporanea incontra l’amore, la mostra rivelazione dell’anno.
L’evento, che ha saputo richiamare a sé un vastissimo pubblico nella sede del Chiostro del Bramante, si è rivelato una sfida complessa che ha conciliato l’arte contemporanea con i grandi numeri: sfida che la mostra LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore è riuscita a vincere grazie al tema universale dell’amore, ai grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale e alla scelta rigorosa e sapiente delle opere da parte del curatore Danilo Eccher. Un mix vincente di elementi che ha creato un entusiasmo di massa concretizzatosi nelle lunghe code davanti al Chiostro del Bramante di Roma, dove la mostra è stata presentata in anteprima.

Milano, per il suo carattere contemporaneo e fashion, non poteva che essere la sede naturale per il prosieguo del progetto e le sale espositive del Museo della Permanente sono state ritenute le più adatte ad accogliere le 39 opere che compongono questo straordinario racconto sull’amore.

Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos e molti altri sono gli artisti chiamati a raccolta da Danilo Eccher per raccontarci l’amore dal loro punto di vista, tracciando un percorso artistico fortemente emotivo.

La mostra, patrocinata dal Comune di Milano e promossa dal Museo della Permanente, nasce da un progetto di DART - Chiostro del Bramante, è curata da Danilo Eccher e prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia.
La mostra vede come sponsor Generali Italia, special partner Ricola e sponsor tecnico Trenitalia e media partner Radio Monte Carlo.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Skira.

Tra le opere iconiche, Love di Robert Indiana - un quadrato di lettere che dagli anni ’60 risiede nell’immaginario collettivo di tutti; Smoker #3 (3-D) di Tom Wesselmann, l’intamontabile One Multicoloured Marilyn (Reversal Series) di Andy Warhol e il pulsante Coração Independente Vermelho #3 (PA) di Joana Vasconcelos.

Un’opera nell’opera: i visitatori saranno invitati a lasciare la propria testimonianza all’interno del percorso espositivo, creando un’opera d’arte nuova, che crescerà giorno dopo giorno insieme alla mostra.
 
 
Andy Warhol, One Multicoloured Marilyn (Reversal Series), 1979-1986. Acrilico, polimeri sintetici e serigrafia su tela,  50,8x40,7 cm. Courtesy: Collezione privata (VR). © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2016
 

giovedì 23 febbraio 2017

Magia della luce, Specchio e simbolo nell'opera di Lorenzo Ostuni dal 10 marzo ai Musei di Villa Torlonia




Magia della luce
Specchio e simbolo nell'opera di Lorenzo Ostuni

A Roma per la prima volta 
in mostra le incisioni su specchio di Lorenzo Ostuni

A cura di Alessandro Orlandi 
Dall'11 marzo all'11 giugno al Casino dei principi di Villa Torlonia a Roma

Inaugurazione venerdì 10 marzo alle ore 18

Un giorno Federico Fellini si presentò nello studio romano del suo amico Lorenzo Ostuni con un dilemma: come rappresentare visivamente la definizione del Tao, «il Tao è quella cosa che specchia se stessa mentre specchia l'altro»?
Filosofo, regista e studioso dei sistemi simbolici della storia umanaLorenzo Ostuni era già noto come "scultore disimboli", su pietra, legno e altri materiali, raccolti nella sua "Caverna di Platone", lo storico laboratorio nel quartiere romano di Prati.

La sfida rappresentata dal dilemma del Tao lo spinse a proseguire la sua ricerca, sperimentando nuovi materiali e nuove forme. Fu così che approdò agli specchi, scoprendo che uno specchio inciso non solo riflette la figura specchiata, ma riflette anche sulla sua superficie la stessa incisione che reca. Così Ostuni dedicò gli ultimi 30 anni della sua attività all'incisione di specchisviluppando una tecnica originale e raffinatissima basata su un sottile lavoro di incisione a mano a mezzo di un trapano a punta di diamante opportunamente modificato.

La sua produzione conta oltre 300 specchi, realizzati invarie dimensioni e con soggetti di straordinaria complessità. In essi, per citare il critico e storico dell'arte Claudio Strinati (membro del comitato scientifico e autore della prefazione al catalogo della mostra), «sembra chiamato a raccolta tutto il retaggio della tradizione umanistica», il che permette di collocare a buon diritto Ostuni in quel filonedi riflessione artistica che si interroga e si fa interrogare dal soggetto dello specchio, di cui si trovano esempi dallapittura rinascimentale all'arte contemporanea, da Caravaggio a Pistoletto, e che ha trovato forse un particolare momento di espressione nel barocco romano.

Per la prima volta, gli specchi di Lorenzo Ostuni sono accolti in una mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturaliper la cura di Alessandro Orlandicon il supporto del Consiglio Regionale della Basilicata, della Città di Tito e della Fondazione Cassa di Risparmio Calabria e LucaniaServizi museali di Zètema Progetto Cultura. 35 trale più significative opere dell'artista, organizzate in un percorso tematico: una prima sala svilupperà la relazione tra il lavoro di Ostuni e la storia del tema dello specchio nell'arte; nelle successive si metteranno invece a fuoco le sue ricerche sui segni zodiacali, le lettere dell'alfabeto ebraico e, ancora, su ritratti e alchimiaPer approdare, infine, al rapporto tra l'uomo e il divino, tra mito e religione.

La mostra aprirà le porte il 10 marzo alle 18, al Casino dei principi di Villa Torlonia, per poi proseguire fino all'11 giugno. Un catalogo delle opere, con prefazione di Claudio Strinati, sarà pubblicato per le edizioni La Lepre.


INFORMAZIONI PRATICHE

Magia della luce. Specchio e simbolo nell'opera di Lorenzo Ostuni
11 marzo - 11 giugno Casino dei Principi, Musei di Villa Torlonia 
Via Nomentana 70 – Roma 
http://www.museivillatorlonia.it 
Orari
Da martedì a domenica ore 9.00-19.00 la biglietteria chiude 45 minuti prima chiuso lunedì 
Biglietto d'ingresso 
Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell'area della Città Metropolitana la prima
domenica del mese.
Biglietto unico integrato Casina delle Civette, Casino Nobile + mostre: € 9,50 intero€ 7,50 ridotto
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 8,50 intero€ 6,50 ridotto.
Biglietto ordinario Casino Nobile + mostre:€ 7,50 intero€ 6,50 ridottoPer i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 6,50 intero€ 5,50 ridotto.
Il biglietto è acquistabile anche con carta di credito e bancomat.
Per informazioni e prenotazioni + 39 060608 (tutti i giorni 9.00 – 21.00) http://ticket.museiincomuneroma.it 


Magia della Luce. Specchio e simbolo nell'opera di Lorenzo Ostuni
11 marzo | 11 giugno Casino dei Principi di Villa Torlonia
fb: @Magiadellaluce


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