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domenica 23 aprile 2017

Kurt Schwitters - Ursonate

sabato 22 aprile 2017

CENTRO PECCI | STD - Mostra Jérôme Bel | mercoledì 26 aprile, h:11.00 - Firenze

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CONFERENZA STAMPA 
Presentazione della mostra 
Jérôme Bel - 76’38’’ + ∞
a cura di Antonia Alampi

mercoledì 26 aprile 2017 alle ore 11.00

Sala Stampa della Giunta Regionale (Sala Cutuli)
Palazzo Strozzi Sacrati
Piazza Duomo 10, Firenze

Il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta 76’38’’ + ∞, la prima mostra personale dedicata al coreografo francese Jérôme Bel, a cura di Antonia Alampi76’38’’ + ∞ ha una componente performativa e una filmica, con performance presentate live ogni weekend all’interno dello spazio espositivo, ed altre che si svolgono durante l’intero orario di apertura del museo.

Saranno presenti: Monica Barni (Vicepresidente e Ass.re alla Cultura della Regione Toscana) Simone Mangani (Ass.re alla Cultura del Comune di Prato), Irene Sanesi (Presidente della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana), Fabio Cavallucci (Direttore del Centro per l'Arte contemporanea Luigi Pecci), Massimo Bressan (Presidente Fondazione Teatro Metastasio di Prato), Marina Bistolfi (Vicepresidente Fondazione Fabbrica Europa),  Marco Mazzoni e Gina Monaco (spazioK - Kinkaleri).

La stampa e i professionisti sono invitati a prendere parte alla presentazione.

Ricordiamo inoltre che l'anteprima della mostra avrà luogo venerdì 28 aprile alle ore 17.00 presso il Centro Pecci. 


www.centropecci.it
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giovedì 20 aprile 2017

Arte: per Pia Broggio la prima mostra personale nell’Urbe

È quasi un debutto Presenze, la mostra di Pia Broggio in programma dal 22 al 28 aprile 2017. 

L’artista romana espone infatti per la prima volta in una personale a Roma dopo numerose collettive. 

Per questa occasione si affida alla Tornatora Art Gallery che, con Anna Astrella e Maria Grazia Londrino, cura il percorso espositivo all’interno del Centro d’Arte Vista (che si avvale della consulenza artistica di Italarte), in via Ostilia, 41 a due passi dal Colosseo.

Poco meno di venti quadri raccontano il suo percorso artistico: dall’esordio, sul finire degli anni Settanta, fino ad arrivare agli ultimi lavori realizzati in questi anni.

“Inizio a dipingere negli anni Settanta – racconta Pia Broggio –, come tutti quelli che sperimentano una ricerca di sé in una qualsiasi forma. Mi accorgo che ho voglia di riempire quelle tele vuote, accenno timidamente a un paesaggio e poi a un paesaggio con figure. Niente. Chiamo allora paesaggi interiori queste stratificazioni di colore, questi impasti delicati, adesso affaticati anche dal tempo. Sono superfici monocrome, molto imperfette, rese con un linguaggio informale. A questi lavori ho poi negli anni aggiunto diversi collage. Insieme rappresentano il nucleo centrale della mostra, la mia prima personale a Roma, la città in cui vivo e che amo. Ho deciso di esporre proprio questi quadri – conclude la pittrice – perché sono quelli in cui le famose Presenze che danno il titolo all’esposizione sono più tangibili”.

L’insegnamento della letteratura francese, impegnativo e appassionante per quattro decenni, insieme al mestiere di moglie e di madre, ha richiesto all’artista molte energie e per questa ragione Pia Broggio ha affinato la sua tecnica artistica solo di recente. All’interno della Scuola Romana e all’Accademia Rufa ha così avuto la possibilità di confrontarsi e di migliorare. 

I consigli dei suoi Maestri (Rosario.Naimoli e Tullio De Franco) l’hanno aiutata a trovare energie nuove e la voglia di condividere il suo racconto con tanti altri pittori.

Pia Broggio ha partecipato negli anni a diverse mostre collettive; nel 2007 e nel 2009 ha allestito due personali rispettivamente a Viterbo, nella Chiesa medioevale Santa Maria della Salute, e a Cerveteri, nella Sala Consiliare del Comune.

Pia in passato ha esposto, oltre alle sue tele, delle creazioni ottenute con materiali di recupero: si tratta di monili e oggetti che esprimono il piacere della trasformazione e una joie de vivre ancor più palpabile che nei dipinti.

L’inaugurazione di Presenze è fissata per il 22 aprile alle 18.30 e la mostra, a ingresso libero, sarà a disposizione dei visitatori tutti i giorni dalle 15.00 alle 19.00.


mercoledì 19 aprile 2017

Dal 1' maggio due mostre dedicate al maestro Donida e Mogol al Sacro Monte di Varese


Musiche, parole, dischi e immagini: si inaugurano lunedì 1 maggio due mostre dedicate a Mogol e al Maestro Donida al Sacro Monte di Varese


Per tutto il mese di maggio, la Location Camponovo ospiterà una doppia esposizione, tributo a uno dei sodalizi di maggior successo nella storia della musica leggera italiana: quello tra il compositore Carlo Donida e Mogol, il più importante autore italiano. 


MILANO - Dischi, fotografie, spartiti e materiali inediti per una mostra, anzi due, dedicate a Mogol e al Maestro Carlo Donida, uno dei più importanti compositori italiani del Dopoguerra, che con Giulio Mogol ha collaborato a lungo, collezionando moltissimi successi in campo musicale, artistico e discografico.

La doppia esposizione, organizzata dall'associazione  culturale La Compagnia di Donida con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Varese e con il sostegno di BBC-Banca Credito Cooperativo e TD Group-KARCHER Center Galliate Lombardo, sarà allestita presso la Location Camponovo, al Sacro Monte di Varese, per tutto il mese di maggio e sarà visitabile ogni sabato e ogni domenica dalle ore 10 alle ore 18 (ingresso: 5 euro). 

L'inaugurazione è in programma lunedì 1 maggio alle ore 11 con una visita guidata organizzata dal collezionista Daniele Sgherri, che ai visitatori svelerà aneddoti, curiosità e retroscena legati alle carriere dei due artisti.

"Mogol: musica e poesia" è il titolo della mostra dedicata al più importante autore italiano: raccontare la sua carriera vuol dire intraprendere un viaggio affascinante e interminabile nella storia della musica leggera del Belpaese. 

Mogol è, infatti, il più noto autore di liriche che la musica italiana abbia mai avuto e i suoi testi hanno segnato intere generazioni. 

L'esposizione si articola con pannelli che espongono la sua discografia in supporto 45 giri: oltre ai dischi "ufficiali", il curatore ha inserito anche le cover, ovvero i successi cantati da altri artisti. 

A creare la giusta atmosfera, all'interno della sala saranno diffuse le canzoni dei dischi presenti nella mostra, in modo da permettere al pubblico di vivere pienamente le emozioni della musica.

"Al di là della musica" è il titolo del secondo allestimento, dedicato al Maestro Carlo Donida. Nato a Milano e vissuto sulla sponda varesina del Lago Maggiore (gli occhi perennemente rivolti al lago, la mente e il cuore sulle "colline in fiore" di Porto Valtravaglia), Donida è stato uno dei più importanti autori della nostra storia musicale. Lucio Battisti lo considerava il "suo Maestro" e Mogol lo ha sempre riconosciuto come "un genio della musica italiana". 

Molti dei brani più cantati tra la fine degli anni '50 e gli anni '70 portano la firma Mogol-Donida, una coppia di autori che ha avuto il suo naturale proseguimento artistico nel duo Mogol-Battisti. 

Nella mostra ospitata al Sacro Monte di Varese è possibile ripercorrere la lunga carriera artistica del Maestro Donida (uomo schivo e lontano dai clamori, scomparso nel 1998), attraverso le copertine dei 45 giri che includono al loro interno i suoi più grandi successi: una collezione unica, con dischi provenienti da tutto il mondo.

Location Camponovo, via dell'Assunzione 1, Sacro Monte sopra Varese.

Quando: dall'1 al 28 maggio.

Apertura: sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18.

Inaugurazione: lunedì 1 maggio ore 11.

Ingresso: 5 euro.

Info e prenotazioni: 
+39 333 2130822
info@lacompagniadidonida.it
info@locationcamponovo.it



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www.CorrieredelWeb.it

Torna a Belgioioso la mostra mercato vintage indoor più importante d'Europa








Next Vintage Show at the Castle Belgioioso 

The most important indoor Vintage Show of Europe will soon be back in Belgioioso (Pavia, Italy)

April 22-25 2017

There was a time when creativity was free, intense, experimental and daring...
Remember the Eighties? Glamourous and eccentric, that decade, between probable and unprobable trends, was prizing for those that really wanted to blow their mind, art and creativity even until the extreme consequences of not being totally shared or comprehended. Anyway, fashion designers but also the consumers had more opportunities to express their own individuality and a lively creativity.

Let you be inspired by the next Spring edition of Next Vintage, a market and exhibition "sui generis" where more than 70 qualified dealers/exhibitors will be happy to once again to surprise and delight even the most demanding tastes on period fashion and accessories.

My friend Angela Eupani of the Vintage Workshop® cultural association, dept. research accessories brand "Sculture da Indossare" (Sculptures to Wear) will hold her 24th participation in her huge stand to be discovered and hunted at the ground floor, right inside corridor, booth n.12 of the well known castle Belgioioso, located in the neighborhood of Pavia, at the North-west of Italy, very easy to be reached via highway.

Angela and her team will be happy to show their accessories, among which: period shoes, purses, handbags, belts, little fancy leather items and costume jewelry for women, men and also teens.

Inside and outside their booth, as usually Sculptures to Wear will put on display at some giants panels their proposals of moods and inspirations that, in this edition, will be much centered on the keyword maximalism: therefore, maximum colour, expressivity in shapes, manufactoring, textures, materials, for unmissable one-of-a-kind accessories, many of which are unusual, rare or also unique.

Renewed also the co-operation with the danish artist Jacob Sibbern whose whimsical artworks will be integral part of the trends panels, together with some very expressionist accessories collected and presented by Angela with a portion of her research collection in progress that, more than 15 years ago, she successfully conceived as her "Sculptures to Wear".

Even the combinations of black & whites won't miss,especially in fresh unpublished vintage patterns of great optical impact (see photos below).
Collateral exhibition in the main lobby of the Castle will be entitled "Cappelli che passione / Hat passion": a rite of seduction, conceived and presented by the journalist, stylist and collector Cristina Nava (see portrait photo below).

And here you are with an appetizing gallery of pictures as an anticipation on what I hope you will have a chance to personally watch (and buy) at the Next Vintage Show, from April 22 through to 25 2017, Opening times: 10/20 non-stop.

Entrance Tickets: 10€ (reduced to 7 for kids under 12 and seniors over 60).
Official web site: www.belgioioso.it/vintage  

Organizers: Ph.+39-0382-970525 (ref. Gloria Spaini + Michele Bolzoni). 
Attention: free entrance tickets offered by Sculture da Indossare: sms texting Angela Eupani your name in full and foreseen date of arrival to the handy phone n. : +39-339-6729704 (please, don't call, if you seriously want your complimentary entrance ticket just text with the info requested above and you will find yours in an envelope with your name at the ticket counter of the castle just mentioning the brand "Sculture da Indossare", and, of course, your name).

Last but not least: In this stand, some t-shirts with a great litographic print of some artworks by J.Sibbern will be exhibited and feasible to be booked with your desired size and rapidly deliverable upon postal shipping: join the great opportunity to reserve your "wearable art t-shirts" !!

Photos: courtesy by Angela Eupani, Sculture da Indossare, Jacob Sibbern, Andrea Lavaria and the Belgioioso Castle show organizers.

©Sculptures to Wear by Angela Eupani
Handbags, cluthes and accessories by Sculture da Indossare

The 3 XXX by Jacob Sibbern ©2017

Costume bakelite and lucite jewels by Sculture da Indossare

art by Jacob Sibbern
Fujirama by Jacob Sibbern ©2017

Ph. by Andrea Lavaria ©2016
Period hats at the Belgioioso Show

Art by Jacob Sibbern ©2017
Art by Jacob Sibbern ©2017

Mr. Black & White by artist #JacobSibbern, whose art t-shirts will be bookable
at the stand "Sculture da Indossare" at the Next Vintage Show in Belgioioso.

Ph. by Andrea Lavaria ©2016
ph. by Angela Eupani #Eupani
accessories by Sculptures to Wear, on show at Next Vintage Belgioioso

   

martedì 18 aprile 2017

Mostra "Pietas" di Corrado Veneziano (Case romane del Celio, 20 aprile - 2 maggio)


Artealle Case Romane del Celio la "Pìetas" di Corrado Veneziano

In esposizione dal 20 aprile fino al 2 maggio prossimo a Roma,dieci tele con le immagini dei dittatori più sanguinari del XX e XXI secolo interpretano la Sacra Sindone
Fra i ritratti anche Hitler, Mussolini, Bin Laden e Gheddafi.

Roma, 18 aprile 2017 – D'intesa con il Ministero dell'Interno, con il Ministero dei Beni Culturali, e con la Società coop. Spazio Libero, prende il via giovedì 20 aprile alle 18.00, a Roma, nello straordinario complesso archeologico delle Case Romane del Celio (Clivo di Scauro), "Pìetas"la mostra di Corrado Veneziano a cura di Raffaella Salato.

L'esposizione, in programma fino al 2 maggio prossimo (orario: tutti i giorni, dal giovedì al lunedì, dalle 10.00-13.00 e dalle 15.00-18.00, ingresso al pubblico: intero 8 euro, ridotto 6 euro) in uno deipoli museali più affascinanti dell'intero patrimonio laziale, presenta dieci tele di lino installate su strutture autoportanti che interpretano e riprendono la struttura visiva della Sacra Sindone,una delle forme estetiche più illuminanti della condizione mortuaria al di là di ogni risvolto di natura religiosa. 

dieci sudari, che rappresentano altrettante figure umane immaginate in posizione funebre, sembrerebbero ritrarre uomini apparentemente comuni. In realtà, le somiglianzerichiamano alla mente dello spettatore alcuni personaggi tristemente noti, annoverabili fra i despoti e i dittatori più sanguinari del XX e XXIsecolo: Hitler, Mussolini, Pol Pot, Videla, Batista, Bin Laden, Gheddafi, Mobutu e Pinochet.

Ritratti a misura reale, con le palpebre chiuse e le mani congiunte sotto il ventre in una postura che ricorda la Sacra Sindone, i soggetti di questi lavori, su cui evidente è il lavorìo intenso condotto dalla mano dell'artista, presentano tratti del viso e del corpo trasfigurati e colti in una dimensione etereaastratta, allo stesso tempo distaccata e appartata che solo la percezione della morte può produrre.

Nell'attimo solenne della dipartita, dunque, come dimostrano le opere di Veneziano, anche il volto di un individuo, assolutamente esecrabile in vita privo dalcun genere di pentimento, può essere rappresentato in un'espressione più umana e dignitosa, risultato di quell'elevato sentimento dellpìetas latina che insiste tra l'altro sul rispetto e sull'amore dovuto comunque a ogni essere umano a prescindere dalle nefandezze che gli sono appartenute. 

Come se la scomparsa terrena fossecapace di allontanare lo sdegno e il ripudio per portare al suo posto una qualche forma di rasserenamento.

Partendo dalle considerazioni di Ricoeur e Lèvinasche avevano posto l'attenzione sull'assunto della religione cristiana secondo cui qualsiasi volto "potrebbe essere quello di Cristo"Veneziano recupera l'immagine della Sindone e con un gioco di sostituzioni-trasformazioni riesce, dunque, "trasferire" sul lenzuolo di lino le sembianze di uomini la cui ferocia ha segnato la storia dell'umanità.

"Il volto di Cristo – ha detto Veneziano – è, allo stesso tempo, l'immagine più riprodotta e la raffigurazione più astratta e priva di documentazione che ci sia. In questo senso l'operazione di ragionevole verosimiglianza delle immagini di Pìetas , progetto che ha preso forma dentro di me durante il Giubileo della Misericordia, potrebbe rappresentare un tributo all'arricchimento semantico dell'immagine del Salvatore, ma anche diventare un onesto lavoro di allargamento delle opzioni figurative in cui questi si è materializzato".

Molteplici le domande che l'esposizione pone, infinite le questioni estetiche e artistiche, le problematiche politiche, religiose, psicologiche e sociologicheIn questo senso la mostra diventa l'occasione per riflettere sulla distanza tra mondi incomparabili o distanti, come quello della vita e della morte, della immanenza e della trascendenza, della guerra e della pace. Mentre, per l'ennesima volta, come ha scritto in passato Achille Bonito Oliva le opere di Veneziano "massaggiano il muscolo atrofizzato della memoria collettiva".

L'appuntamento per il Vernissage è fissato pergiovedì 20 aprile allore 18.

Note biografiche: 
Corrado Veneziano (Tursi, 1958) ha alternato le sue attività di ricerca e di docenza accademica con il suo permanente lavoro di artista. Regista teatrale per Festival e rassegne internazionali (spesso con la Biennale di Venezia) e regista televisivo per la Divisione ragazzi di Rai 3 e per Rainews 24, ha pubblicato molteplici volumi (sulla comunicazione e la espressività) con importanti case editrici italiane. 

Ha tenuto laboratori e seminari in università e accademie, in Europa, negli Stati Uniti, in Africa. Nel 2013 ha presentato per la prima volta i suoi lavori pittorici a Roma, raccogliendo l'attenzione lusinghiera del critico Achille Bonito Oliva e dell'antropologo Marc Augè. 

Sulla sua produzione pittorica vale la pena sottolineare la mostra ospitata con il sostegno del Ministero degli Esteri e ospitata a Bruxelles nel primo semestre europeo di presidenza italiana (2014) e due eventi, del 2015. Il primo è legato alla personale ISBN 9788820302092 tenutasi a Parigi nell'Espace en Cours diretto da Julie Heintz; il secondo è invece relativo al quadro che la Rai gli ha commissionato per il 67° Prix Italia - Concorso internazionale della Tv, del web e della radio. 

La mostra parigina si è inscritta nelle manifestazioni francesi sul 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri; l'opera per il Prix Italia (tenutosi a Torino tra il 19 e il 24 settembre) è diventata l'immagine-simbolo della rassegna 2015 del Prix, intitolata "Il potere delle Storie. Il laboratorio della Creatività". Anche il 2016 ha registrato varie iniziative pittoriche e artistiche, tra cui vale la pena di citare la personale alla antica Galleria Nevskij 8 di San Pietroburgo dal titolo "I codici dell'anima" in cui Veneziano ha presentato, per larga parte, i lavori dedicati ai codici ISBN. 

Recentemente (San Pietroburgo, gennaio-febbraio 2017) l'artista è stato impegnato in esposizione in quel medesimo spazio con la personale "Segni, loghi e corruzioni", a cura di Raffaella Salato. In occasione dell'anniversario dei 60 anni del Trattato di Roma, l'artista ha "ripensato" il logo dell'UE presentando 3 installazioni di dimensioni considerevoli.

Alcune note critiche: 
Achille Bonito Oliva "L'anima dei non luoghi"
"(…) Eppure egli è un artista tipicamente europeo che partecipa anche alla postmodernità attraverso l'assunzione del metodo dell'assemblaggio, della conversione, del riciclaggio, della contaminazione; insomma di una serie di passaggi stilistici differenziati". "(…) Inserirsi nel mercato dell'arte contemporanea è un fatto statistico, di circostanza, di contesto. 

Quello che è importante è riconoscere quando un lavoro è capace di viaggiare su diverse lunghezze d'onda: viaggiare tra l'alto e il basso del sogno dell'arte. Questo è in grado di fare Veneziano in quanto ha il coraggio di non assumere un'iconografia eclatante ma, anzi, segnala l'orgoglio di chi utilizza l'arte per sviluppare una scoperta. 

L'arte come svelamento e l'arte come sollecitazione e ampliamento della sensibilità: per chi la fa e per chi la riceve. In questo senso, quella di Corrado Veneziano, può definirsi - anche - un'arte sociale". 

Marc Augé, "L'anima dei non luoghi"
"(…) Devo ammettere di aver attraversato larga parte del mio lavoro intellettuale a spiegare cosa sia un non-luogo. 

E ora, un po' inaspettatamente, vedo rappresentato questo concetto nell'arte figurativa: per l'esattezza nelle opere pittoriche di Corrado Veneziano. Ho sempre sperato (e aspettato) che un artista potesse appropriarsi di uno spazio che è considerato normalmente un non-luogo, e ho avuto la conferma immaginata: che cimentandosi con uno spazio non definito (non puntualmente localizzabile) il pittore stabilisca e rafforzi – comunque – una relazione con il medesimo spazio. 

E Veneziano rimarca proprio l'esistenza dell'arricchente opposizione tra luogo e non luogo;  la trasposizione pittorica diventa protagonista del non-luogo laddove ne propone una inedita, intensa rappresentazione." 

Derrick De Kerckhove Non luoghi > No loghi
"(…) È questa ricerca dello "sguardo di chi guarda" che mi intriga in Veneziano. 
L'educazione allo sguardo e dello sguardo è propria dell'arte visiva. Ma pochi artisti contemporanei lo fanno deliberatamente, pittori o fotografi, scultori o registi.

Veneziano chiede allo spettatore di creare il quadro con lui: per distinguere forme sfocate, e per perseguire una proposta visiva ulteriore. Oppure, come nel caso del quadro del codice QR, per legare e correlare una moltitudine di ombre fluide, appena riconoscibili tra singole tessere. Un quadro luminoso e ricco di speranza: come molte altre opere di questo artista".

PÌETAS
Case Romane al Celio Clivo di Scauro – Roma
Mostra personale dell'artistaCorrado Veneziano
Apertura al pubblico: da giovedì 20 aprile 2017 a martedìmaggio
Orario: 10.00-13.00 e 15.00-18.00 dal giovedì al lunedì
Ingressointero 8 euro, ridotto 6 euro


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