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mercoledì 30 dicembre 2015

"Silicosophy a Napoli – one night show", personale di Carla Viparelli

Mostra: personale di Carla Viparelli
Titolo: Silicosophy a Napoli – one night show
Curatore: Cynthia Penna
Organizzatore: Art1307
Sede: Villa di Donato, P.zza Sant'Eframo Vecchio - Napoli
Vernissage: 15 Gennaio 2016 ore 18 – 22
Per informazioni : Tel. 081 660216, info@art1307.com, www.art1307.com
Fb: www.facebook.com/art1307
Instagram: ISTITUZIONE_CULTURALE_ART1307
Pinterest: Art1307


Venerdì 15 gennaio, alle ore 18, presso Villa Di Donato a Napoli, Art1307 presenterà la mostra personale "Silicosophy" di Carla Viparelli, a cura di Cynthia Penna. Dopo il successo riscosso lo scorso settembre a Los Angeles alla Sixty29 Gallery, l'artista partenopea esporrà le medesime opere a Napoli, nel corso di un evento unico della durata di una sola sera.
Il titolo "Silicosophy" viene fuori dalla congiunzione dei termini "Silicio" e "Filosofia" per esprimere l'interesse dell'artista per una ricerca a metà tra Arte e Scienza laddove il Silicio, con le sue infinite capacità di mutamento, diventa protagonista inatteso e involontario di opere d'arte anch'esse in movimento. L'artista esplora non solo le mutazioni del minerale da un punto di vista estetico e filosofico, ma ingaggia la sua ricerca sul movimento anche in senso fisico dell'opera d'arte in sé. Quadri che dalla staticità pittorica iniziano un percorso fisico di movimento e mutazione: mondi pittorici che si animano, si intersecano e si avvicendano l'un l'altro quasi in una danza di possibilità di bellezza.
Nell'ambito del progetto, l'artista ha tenuto nel 2015 una conferenza presso l'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, nel corso della quale sono intervenuti: Peter Frank, critico d'arte di fama internazionale, saggista e giornalista, Carlo Marcucci, artista californiano, e Cynthia Penna, curatrice della mostra.
Se la domanda cardine posta a base della Biennale 2015 dal suo direttore Okwni Enwezor è stata: "quali saranno i futuri del mondo?"; se il tema fondamentale dell'EXPO di Milano 2015 è stato: "quali futuri si prospettano in termini di accessibilità delle risorse del pianeta da parte della popolazione mondiale?", il tema centrale della mostra di Carla Viparelli si innesta con precisione nelle odierne tematiche dei rapporti tra Scienza ed Arte, tra presente e futuro, tra attualità e "futuribilità", tra estetica e tecnologia.
Il rapporto Uomo/Scienza viene guardato e descritto non in chiave pragmatica, sperimentale e/o dialettica, bensì in chiave filosofica ed estetica come trasformazione del sé, come mutamento, divenire, modificazione del mondo conosciuto e come estetica di questa trasformazione.
Viparelli indaga il lato estetico della scienza, l'estetica del mutamento, l'estetica del "viaggio", del percorso di modifica di una realtà in un'altra. Indaga la bellezza nell'atto del suo modificarsi da un "sistema" ad un altro. Natura e Scienza procedono entrambe per "sistemi" che non sono meramente "corpi" di regole e procedure, bensì contengono in sé infiniti "corpi" di sistemi estetici.
Viparelli offre una forma visiva a questo momento  attraverso la rappresentazione, dando vita e quasi "umanizzando" il minerale silicio, scoprendone la bellezza interiore nel momento topico delle sue molteplici trasformazioni.
L'artista esalta le capacità dell'uomo di modificare la realtà facendoci guardare dentro, o meglio, "rivelandoci" la capacità di bellezza dei nostri compagni di quotidianità: il cellulare, i pannelli solari, il fulmine, il vetro, le diatomee, la superconduttività, i microchip, i "sali" o gel di silicio, la pianta di equiseto, le meteoriti, e così via… un'infinità di mutamenti, di trasformazioni, che ci mostrano infiniti percorsi di… bellezza, tutti promananti in un modo o nell'altro da quell'unica originaria ed elementare fonte che è il silicio.
L'artista nel rappresentare e dare forma a quel che per gli altri è l'invisibile cioè l'estetica nascosta anche in un semplice minerale e nei suoi infiniti mutamenti, richiama l'attenzione dello spettatore su quanta bellezza vi sia intorno a noi; un monito e un invito a guardare con occhi più attenti a tutto quanto ci circonda, a rispettare la Natura e le cose apparentemente banali e scontate perché ognuna rivela e possiede infinite capacità di bellezza.
Quali saranno i Futuri del mondo? dipende da quanta capacità avremo di vedere la bellezza in ogni forma di mutamento del presente e di appropriarcene guardando al futuro; un monito per le generazioni a venire a guardare al passato per apprendere esperienza e a guardare al futuro per progredire in armonia, e a non disperdere l'immensa bellezza celata nel creato.

sabato 19 dicembre 2015

PRIMO PIANO LIVINGALLERY| BROWN EFFERVESCENCE VIII EDIZIONE PROJECT ROOM

Primo Piano LivinGallery

BROWN EFFERVESCENCE

Dal 19 Dicembre 2015 al 19 Gennaio 2016

VIII Edizione Project Room
A cura di Dores Sacquegna

Virtual Gallery|Catalogo online

www.primopianogallery.com/13608-brown-effervescence-3d/

Chiude il 2015 l'esperimento virtuale in 3D ideato da PRIMO PIANO LIVINGALLERY| Progetti & Servizi interdisciplinari per l'Arte Contemporanea (Lecce, Italia), con la piattaforma in 3D che ospita mensilmente un colore della scala cromatica. Questa VIII edizione di Project Room, curata come sempre da Dores Sacquegna, omaggia il colore marrone, con la mostra "Brown Effervescence: i colori della terra".

Dal 19 Dicembre 2015 e sino al 19 Gennaio 2016, followers e collezionisti di tutto il mondo, potranno visitare la galleria online 24/24h e no stop sino alla fine dell'evento. La simulazione delle opere allestite sui muri permettono una visione reale dello spazio architettonico che le ospita. Il visitatore/navigatore può esplorare gli spazi con il mouse e interagire con le opere e di pittura, fotografia e mix media di giovani talenti e artisti internazionali.

La sua funzione propedeutica, permette una facile fruizione delle opere d'arte sia da parte di adulti che ragazzi. Nella virtual gallery ogni opera ha una sua scheda tecnica visibile nel momento in cui si clicca sull'opera. La si può ingrandire, vedere il nominativo dell'artista e la sua provenienza, il titolo dell'opera, la tecnica utilizzata e persino la quotazione. Questo metodo accorcia le distanze tra la galleria fisica e il mondo, creando connessioni e dialogo tra culture.

Ottenuto dalla combinazione del colore rosso e del giallo e del blu, il colore Marrone è simbolo di soddisfazione a livello fisico. Il marrone esprime emotività e sensualità, ma anche, equilibrio, buona salute e bisogno di soddisfazioni sensuali. E' il colore della terra, del tronco degli alberi, della sicurezza, dell'amore per le proprie origini, della prudenza, della pazienza e tenacia.

Protagonisti di questa ottava edizione sono 20 artisti nazionali e internazionali, diversi per generazione, background e concept esecutivo. Sulla natura e il paesaggio le opere di Sarah GIRNER, Doug BAIRD, D&S, Giovanni LAMORGESE, Pina DELLA ROSSA e Silvia SPEDICATO. Sul passaggio dimensionale tra il mondo fisico a quello sensoriale le opere di Monique ARIELLO LAUGIER, Caterina ANNOVAZZI, Cor FAFIANI, Nathan BRUSOVANI, Oscar GILLESPIE, Ricardo VILLAGRAN, Lara ANDROVANDI, Glenn MOUST, Lale ALTINKURT. Sul mondo urbano con contrasti pittorici e metafisici le opere di Andria SANTARELLI, Eugenio ALAZIO, Shilpa JOGLEKAR, Stefan HAVADI-NAGY. Sui ritratti le opere di Kamalky LAUREANO.

ARTISTI IN MOSTRA:  Sarah Girner|Usa;Doug Baird|Usa; D&S|Italia;Giovanni Lamorgese|Italia, Pina Della Rossa|Italia; Silvia Spedicato|Italia; Monique Ariello Laugier|Francia; Caterina Annovazzi|Francia; Cor Fafiani|Olanda; Nathan Brusovani|Israele; Oscar Gillespie|Illinois; Ricardo Villagran|Messico;Lara Androvandi|Italia;Glenn Moust|Danimarca; Lale Altinkurt|Turchia; Andria Santarelli|Francia; Eugenio Alazio|Italia; Shilpa Joglekar|India; Stefan Havadi-Nagy|Germania; Kamalky Laureano|Messico.

venerdì 18 dicembre 2015

Mario Vespasiani mostra personale

MARIO VESPASIANI
MARA AS MUSE
Storie di viaggiatori, orizzonti e tavole volanti

Inaugurazione mostra domenica 20 dicembre alle 16,30

Dopo la mostra Sic Luceat Lux che nella scorsa estate ha ripercorso dagli esordi ad oggi, diciassette anni nella pittura di Mario Vespasiani (1978), domenica 20 dicembre presso lo studio One Lab di Ripatransone nelle Marche verrà inaugurata Mara as Muse - Storie di viaggiatori, orizzonti e tavole volanti, anteprima della più ampia esposizione che si terrà nel 2016. Un evento che segna una nuova fase di indagine e che, tenendo presente le conquiste date dalla pratica quotidiana, si apre ad ulteriori contaminazioni e a inedite modalità espositive.

Mara as Muse è un progetto in cui Vespasiani sottolinea l'importanza di una relazione in grado di stimolare e ispirare opere che sconfinano oltre il supporto tradizionale della pittura, per diventare esperienza diretta della vita quotidiana. Il sottotitolo intende proprio questo, delle Storie di viaggiatori, che si trovano, si scoprono, si trasformano camminando insieme, lasciando segni e testimonianze nei luoghi che attraversano, come nelle persone che incontrano. Le opere della serie Mara as Muse assumono dunque forme non convenzionali nelle soluzioni e nelle varietà dei materiali adoperati.

Storie di viaggiatori, orizzonti e tavole volanti, si riallaccia così alla mostra Empireo e prosegue l'osservazione meravigliata del mondo, che dopo avere raggiunto i cieli stellati più alti, dimora delle anime dei beati, si rivolge ora verso il mare aperto, anch'esso metafora dell'infinito e dell'illimitato, per scorgere il senso spirituale delle cose. Complici i supporti in legno su cui sono stati realizzati i dipinti, il richiamo all'acqua è evidente già dalla loro forma, che riporta a quelle tavole da surf su cui Vespasiani si sdraiava fin da bambino. Ogni opera, dal timbro monocromatico evoca nel lento ritmo delle onde, quel movimento ipnotico che si rivolge allo spettatore per invitarlo a prendere parte al rollio fluttuante, in cui l'insieme dà vita a scenari che inducono ad una visione molteplice e dinamica.

Le sensazioni fanno riferimento alla grande tradizione pittorica che ha nello studio dei riflessi acquatici, dei bagliori e dei riverberi tremolanti, una vera e propria scuola che da Friedrich passa per le atmosfere degli ultimi periodi di Turner e Monet, per gli orizzonti incandescenti di Rothko e in quelli glaciali di Kiefer, fino ad imprimersi nelle fluidità gestuali di Joan Mitchell e Cy Twombly. Vespasiani continua la personale sperimentazione assimilando alcune tendenze che dal '700 europeo sfociano nei più recenti linguaggi di astrazione. Mantenendo ben saldi i temi che lo hanno da sempre appassionato, tra immaginazione e osservazione, ragione e istinto, risponde alle domande fondamentali della propria vita, dell'amore e dunque dell'eternità.

Queste opere caricandosi di quella componente misteriosa, capace di recuperare le emozioni presenti e passate si trasfigurano nell'oggi, dove alternano sogno e osservazione, attesa e contemplazione, ci avviano al nuovo corso di un artista che come pochi riesce a sorprendere e ad evolversi rimanendo coerente.


Immagine: Mario Vespasiani - Pastello ad olio su tessuto applicato su tavola, cm 191x54,5 - 2015



MARIO VESPASIANI

MARA AS MUSE
Storie di viaggiatori, orizzonti e tavole volanti                                                                                                                                                                                                                                                                     
Inaugurazione mostra domenica 20 dicembre alle 16,30
Apertura dal 20 dicembre al 24 gennaio 2016

Studio Vespasiani - One Lab
Corso Vittorio Emanuele II, 32 - 34
Ripatransone AP


MARIO VESPASIANI nasce nel 1978 vive e lavora nelle Marche e nei luoghi che meglio si prestano a sviluppare i suoi progetti. E' uno dei talenti dell'arte italiana, con una ricerca che lo sta portando ad innovare il concetto di pittura nelle varie modalità espressive come nello studio delle luminosità del colore. Le sue opere adottano un linguaggio simbolico e si rivolgono ad un più vasto itinerario dell'anima, incentrandosi sul profondo mistero della creazione e sulla trasmissione dei moti dello spirito. Con la mostra Gemine Muse espone giovanissimo ai Musei Capitolini di Roma, a 27 anni vince il primo Premio Pagine Bianche d'Autore, nel 2011 viene invitato al Padiglione Italia della 45° Biennale di Venezia, figura nel libro Fragili eroi di Roberto Gramiccia dedicato ai più interessanti artisti italiani del futurismo ad oggi e sul Dizionario dell'Arte Italiana edito da Giancarlo Politi.

Nel 2008 a dieci anni dalla prima personale realizza la mostra che avvia il progetto denominato "La quarta dimensione" attraverso il quale propone un dialogo con alcuni grandi maestri dell'arte italiana a lui particolarmente vicini in un determinato momento della ricerca. Il primo avvenne nel 2008 con Mario Schifano mettendo in risalto il colore e il gesto pittorico che contraddistingue il procedere istintivo dei due autori, per l'approccio grintoso, per la carica vitale e mai prevedibile della pittura. Nel 2010 presso la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Ascoli Piceno le sue opere si affiancarono all'astrattismo lirico di Osvaldo Licini, in questo momento le tele di Vespasiani sempre meno figurative forniscono una panoramica del tratto pittorico che raggiunge soluzioni stilistiche più evanescenti ed essenziali. Sulla linea colorista, che scende lungo l'Adriatico, nel 2012 presenta il dialogo in tre sedi con i capolavori di Lorenzo Lotto, il quale oltre ad essere uno dei più autorevoli interpreti è anche colui che ha saputo rivoluzionare i codici del ritratto e la mostra ha focalizzato l'attenzione sull'interpretazione psicologica e formale del volto, dalle espressioni comuni alle tensioni umane più profonde. Nel 2015 il gallerista Pio Monti presenta la mostra La quarta dimensione nella fotografia di Mario Giacomelli e Mario Vespasiani dove per la prima volta le sue immagini fotografiche si specchiano nei riflessi comuni e nello sguardo appassionato di Giacomelli, uno dei fotografi più incisivi del '900. 
Tra i primissimi artisti italiani ad espandere l'impronta pittorica dai nuovi materiali alle tecnologie, viene inviato nel 2012 dall'Accademia di Belle Belle Arti di Macerata a tenere una conferenza dal titolo: L'essenza e il dono. Arte, relazione e condivisione, dalla tela all'iPad e nello stesso anno con le opere realizzate mediante l'iPad ed applicate su alluminio partecipa al Premio Termoli. Per tutto il 2014 si è dedicato al progetto Mara as Muse sottolineando, in piena controtendenza, il ruolo di una Musa quale figura ispiratrice dell'atto creativo e delle sue molteplici forme espressive. Nel 2015 realizza delle opere in pura seta intitolate Storie di viaggiatori, territori e bandiere che espone come fossero vessilli di un'arte che torna ed essere simbolo e immagine di un'identità ben precisa e che va oltre le classiche modalità espositive per mostrarsi in una performance nella Pinacoteca civica di Ascoli Piceno, in un happening con le opere disposte al vento sulla cima della Torre dei Gualtieri di San Benedetto del Tronto e al 48° Premio Vasto. Nel mese di maggio esce Planet Aurum il suo primo libro interamente dedicato agli scritti e nello stesso anno la città di Fermo lo invita a dipingere il Palio dell'Assunta dedicandogli contemporaneamente la personale Empireo. La città di Santa Vittoria in Matenano, luogo dove espose non appena diplomato, gli dedica la mostra che raccoglie per la prima volta una selezione di opere dagli esordi ad oggi ed una importante pubblicazione generale.
Dal 1998 sono oltre trenta le mostre personali documentate con volumi prodotti in serie limitata, arricchiti da testi critici, interviste e da testimonianze trasversali. Contemporaneamente alla pittura, ha frequentato un workshop di fotografia con Ferdinando Scianna e di cinema con Lech Majewski. Del suo lavoro se ne sono occupati oltre agli storici e ai critici d'arte, anche filosofi, scrittori, antropologi e teologi.



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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 17 dicembre 2015

Il 12 gennaio inaugura la mostra site-specific "Morte di una stella e altrove" di Eracle Dartizio allo Studio Museo Francesco Messina

A MILANO LA MOSTRA DI ERACLE DARTIZIO
MORTE DI UNA STELLA E ALTROVE
Una preghiera laica per la piccolezza dell'uomo contemporaneo
a cura di Sabino Maria Frassà
Studio Museo Francesco Messina
Chiesa di San Sisto - Via San Sisto 4/A (Via Torino) Milano
13 - 24 Gennaio 2016
da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00
Vernissage 12 Gennaio - 18.00

Milano, 17 dicembre 2015 -  Il Comune di Milano, la Fondazione Giorgio Pardi e l'associazione cramum inaugurano il 12 gennaio alle 18,00 allo Studio Museo Francesco Messina di Via San Sisto 4/a la mostra site-specific MORTE DI UNA STELLA E ALTROVE di Eracle Dartizio, curata da Sabino Maria Frassà. Cosa ci fa comprendere meglio il nostro essere finiti e mortali se non la perdita della mamma? La ricerca umana e artistica di Eracle Dartizio parte di qui per poi riflettere sulla piccolezza dell'esperienza umana e sulla difficile e incessante ricerca di un "altrove", di un rifugio e di una speranza.
L'artista mette così lo spettatore di fronte alla morte dell'universo: i cieli crollano travolgendo anche le sculture equestri di Francesco Messina, le "pozzanghere" sono innalzate e finiscono per essere le uniche stelle e fonti di luce. Eracle Dartizio enfatizza ancor più tale drammaticità attraverso la ricerca dei materiali e il loro accostamento: l'opera "Supernova" è ad esempio composta dal tessuto più leggero al mondo (stampa su super organza giapponese) e dal materiale più duro (rivestimento in nitruro di boro cubico).

Come ricorda il curatore, Sabino Maria Frassà: «Alla Chiesa di San Sisto, oggi Studio Museo Francesco Messina, l'artista rappresenta la preghiera laica per l'uomo moderno, così consapevole della propria piccolezza di fronte all'universo, al mondo e alla storia umana.  In questa preghiera non c'è spazio per le immagini. L'uomo è di fronte alla materia ed è da solo. Tutto ciò che lo circonda è materia, persino il cielo,  spesso caricato di significati salvifici. Come ogni materia anche il cielo si trasformerà, collasserà, morirà. Ai cieli di Eracle Dartizio non ci si può quindi aggrappare.
Eracle Dartizio non può che proporre di ricercare quell'altrove e quella speranza dentro se stessi. L'unica luce della mostra non sono infatti le stelle, bensì una pozzanghera, posta al centro della Chiesa».

In collaborazione con: Amaike Textile Industry, Ishikawa (J); Cafro srl, Fino Mornasco; Galleria Moitre, Torino; Silhouette Eyewear, Como.
Si ringrazia per la concessione dell'opera Pozzanghere: Fonderia Artistica Battaglia, Milano; Galleria Toselli, Milano.
ERACLE DARTIZIO
Eracle Dartizio, nato a Vaprio d'Adda nel 1989. Ha frequentato con borsa di studio la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 2012 si diploma con lode in Graphic Design & Art direction. Dal 2013 lavora in provincia di Milano. E' stato in residenza artistica presso la Fonderia Artistica Battaglia, in collaborazione con il Premio Arte Laguna di Venezia. Nel 2014 è finalista del premio e lo stesso anno vince il Premio Arte Mondadori, promosso da Cairo Editore. Nel 2015 la UAL – University of the Arts London gli assegna una borsa di studio.  Espone in Italia e all'estero. Si segnala: OLTRE (Istituto di Cultura Italiana, Budapest); Open 17 (Isola di San Servolo, Venezia); Milano Città Mondo (Fabbrica del Vapore, Milano). www.eracledartizio.com
Associazione cramum
Associazione cramum è nato come work in progress culturale nel novembre del 2012 per promuovere l'arte contemporanea in tutte le sue forme. L'associazione promuove e supporta i migliori giovani artisti che operano in Italia a prescindere dalla loro origine. L'obiettivo ultimo è mettere nelle condizioni questi talenti di vivere della propria arte. www.cramum.it |www.facebook.com/cramum/
Fondazione Giorgio Pardi
La Fondazione Giorgio Pardi lavora dal 2008 per migliorare la qualità della vita delle nuove generazioni. La Fondazione è un ente non-profit che ricorda il Professor Giorgio Pardi, combattendo la fuga di cervelli e sostenendo i migliori giovani in Italia. "Sapere, Saper Fare, Saper Essere. Gli italiani devono imparare a superare le divergenze e fare squadra per affrontare con successo un mondo sempre più complesso." www.amanutricresci.com
Per maggiori informazioni: info@cramum.org


 SCHEDA MOSTRA
 MORTE DI UNA STELLA E ALTROVE di ERACLE DARTIZIO
a cura di Sabino Maria Frassà 
Studio Museo Francesco Messina
Via San Sisto 4/a (Via Torino) Milano
Dal 13 al 24 Gennaio 2016
Inaugurazione martedì 12 gennaio 2016, ore 18:00
Sito www.cramum.it
La visita è gratuita
Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 Lunedi chiuso

Collettiva Internazionale “OTTANTA BEN VAUTIER”



SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno

OTTANTA BEN VAUTIER

Collettiva Internazionale con la partecipazione
di 102 artisti contemporanei
a cura di Giovanni  Bonanno
Dal 21 dicembre 2015  al  27 marzo 2016
Inaugurazione: lunedì 21  dicembre 2015, ore 18.00
Salerno Tel/Fax 089 5648159
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00


S’inaugura  lunedì 21  dicembre 2015, alle ore 18.00, la mostra  collettiva internazionale “Add &  Return” a cura di Giovanni Bonanno dal titolo:OTTANTA  BEN  VAUTIER  che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista francese, in concomitanza con la ricorrenza del suo ottantesimo compleanno, proponendo una importante mostra collettiva  con  102 artisti di diversa nazionalità in contemporanea alla retrospettiva del Museum Tinguely  di Basilea in Svizzera.  

Ben Vautier è nato a Napoli nel 1935, ha trascorso la giovinezza tra Napoli, Francia, Turchia, Egitto, Grecia e Svizzera, per poi approdare definitivamente a Nizza nel 1949.  Inizia il suo percorso artistico all'inizio degli anni cinquanta con  una serie di lavori  astratti, per poi, nei primi anni Sessanta  condividere la poetica dadaista di  Marcel Duchamp. Alla fine degli anni Cinquanta è in contatto con il gruppo dei Nouveaux Réalistes e con gli artisti dell’École de Nice - César, Arman, Yves Klein.  Verso il 62’  conosce Gorge Maciunas e si avvicina al movimento neodadaista Fluxus condividendo la poetica e diventando ben presto  un  esponente di primo piano di questo  interessante movimento artistico.  Proprio negli anni 60’,  l’artista francese  teorizza il concetto "per cambiare l'arte bisogna cambiare l'ego", una  riflessione estetica, critica ed autocritica  condotta principalmente attraverso i suoi "lavori ed (anche) con i testi teorici, le performances e le conferenze. 

Un “enfant  terrible” che utilizza e si appropria di tutto quello che trova; da questo momento in poi, Vautier incomincerà  a firmare qualsiasi cosa e ben presto approderà ad una sorta di  pittura ad acrilico su fondi neri unendo assieme scrittura infantile e disegni  fumettistici. Gli anni Novanta sono determinati da una serie di lavori all'insegna della contraddizione  e della provocazione sviluppando il concetto di “arte totale” inteso come atto creativo che sconfina  volutamente nella vita.  Infatti, con le opere scritte l’artista intuisce che la parola è il fulcro della propria ricerca artistica, di un’idea  che si fa parola e anche dubbio e riflessione. Brevi frasi  con una grafia dal tratto infantile e apparentemente elementare  sono essenziali per suscitare  nel fruitore una sorta di riflessione,  resa ancora più significativa perché  immessa nel circuito dell’arte ufficiale; il gesto dell’artista e la sua firma, sono determinanti per  rendere  importante qualsiasi azione banale e consueta come la scrittura. Una scrittura dal tratto decisamente ingenuo, deprivata  dall’eleganza e dalla propria fisicità. Un pensiero “apparentemente privo di limiti che si posiziona  sempre sull’azzardo, sul crinale  pericoloso del completo azzeramento dei valori”, come giustamente ci suggerisce Georges Braque: «Occorre avere sempre due idee, una per distruggere l’altra». Di certo, quella di Ben è la poetica infame “dell’attrito e della riflessione” in cui parole, aforismi, scritte, metafore, frasi apparentemente senza senso,  ci spingono  a dubitare  delle nostre certezze che in un attimo possono trasformarsi in  cenere. 

Artisti presenti:
Ben Vautier, Mirella Bentivoglio, Luc Fierens, Rosa Gravino, Pascal Lenoir, Clemente Padin, Karl - Friedrich Haker,  Linda Paoli, Michel Della  Vedova, C. Mehrl Bennett, Ruggero  Maggi,  Fernanda Fedi, Rolando Zucchini, Carla Bertola, Sophia Martinou, Julien Blaine, Stathis Chrissicopulos, Antonio Sassu, Masayuki  Koorida, Ever Arts, Jacob de Chirico, G. Galantai, Katerina  Nikoltsou, Jurgen O. Olbrich, Serse Luigetti, Giovanni Bonanno, Lancillotto Bellini, Vittore Baroni, Giuseppe Luca Torraco, Gian Paolo Roffi, Mauro Molinari, Reid Wood, Marina  Salmaso, Ko de Jonge, Dimitry Babenko, Gino Gini, Nicolò D'Alessandro, Carlo Iacomucci, David Dellafiora, Linda Pelati, Debora Bernardi, M. P. Fanna Roncoroni Lilian Pacheco, Rémy Pénard, Daniel Daligand, Pedro Bericat, Antonio Conte, Miguel Jimenez,  Ana Garcia, Daniel De Culla', Lorenzo Lome  Menguzzato, Francesco Aprile, Fernando Andolcetti, Antonio Amato, Claudio Parentela, Lucia Spagnuolo, Fulgor C. Silvi, Juan Lopez De Ael, Pier Roberto Bassi,  Santini Del Prete,  Roberto Formigoni, Giancarlo Pucci, Emilio Morandi, Alfonso Caccavale, Gabriella Gallo, Domenico Ferrara Foria, Guido Capuano, Marta  Caccaro, John Held Jr.,  Michal Bycko, Bruno Cassaglia, Eugenio Giannì, Claudio Grandinetti, Fausto Paci, Angela Caporaso, G. Franco Brambati, Francesco Mandrino, Borderline Grafix, Cecilia Bossi, Claudio Romeo,  Rosanna Veronesi, Renata e Giovanni Stradada, Roberto Scala,  Waster Paper Co, Mike Dyar - Eat art, Domenico Severino, Maurizio Follin, Horst  Tress, Inêz Oludé Da Silva, Maria Josè Silva – Mize,  Cesar Reglero, Monica Michelotti, Rossella Ricci, Adriano  Bonari, Arturo Fallico, Manuel Ruiz Ruiz, Walter Pennacchi, Massimo Medola, Stiliachus, Antonio Monsinho, Bruno Sayao, Roberto Zito.


 OTTANTA BEN VAUTIER
SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D  - Salerno
21 dicembre 2015 – 27  marzo 2016
Inaugurazione: lunedì 21  dicembre 2015, ore 18.00
Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00
e-mail: bongiani@alice.it     

Web Gallery 2.0:  http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Ufficio stampa: - bongiani@libero.it 




 VIRTUAL ART GALLERY SPACE OPHEN 2.0
Via S. Calenda, 105 / D - Salerno
EIGHTY BEN VAUTIER
Collective International with the participation
102 contemporary artists
by Giovanni Bonanno
Since 21 December 2015 al 27 March 2016
Opening: Monday, December 21, 2015, 18:00
Salerno Tel / Fax 089 5648159
                                   Open all day every day from 00.00 to 24.00                                 

Inaugurated Monday, December 21, 2015, at 18.00, the international exhibition "Add & Return" by Giovanni Bonanno entitled: "EIGHTY BEN VAUTIER" that Space Ophen Virtual Art Gallery of Salerno devoted to the French artist, in coinciding with the celebration of his eightieth birthday, offering an important exhibition with 102 artists of different nationalities at the same time to the retrospective at the Museum Tinguely in Basel, Switzerland.
Ben Vautier was born in Naples in 1935, he spent his youth in Naples, France, Turkey, Egypt, Greece and Switzerland, before moving permanently in Nice in 1949. He began his artistic career in the early fifties with a series of abstract works, then, in the early sixties share poetic Dadaist Marcel Duchamp. At the end of the Fifties it is in contact with the group of New Realists and the artists of the Ecole de Nice - César, Arman, Yves Klein. Around 62 'knows George Maciunas and approaches the neo-Dadaist Fluxus movement sharing the poetic and soon became a leading figure of this exciting artistic movement. Just in the 60 ', the French artist theorizes the concept "to change the art must change the ego," an aesthetic reflection, criticism and self-criticism conducted principally through its "work and (also) with the theoretical texts, the performances and lectures.

An "enfant terrible" that uses and appropriates all that is; from now on, Vautier begin to sign anything and soon will arrive to a kind of painting in acrylic on funds blacks joining together writing childish drawings and comics. The Nineties are determined by a series of works dedicated to the contradiction and provocation developing the concept of "total art" as an act of creation that borders deliberately in life. In fact, with the written works the artist understands that the word is the center of his artistic research, an idea that has something to say and also doubt and reflection. Short phrases with a handwriting from childish and apparently elementary are essential to arouse in the viewer a kind of reflection, made all the more significant because it entered in the circuit of official art; the artist's gesture and his signature, are fundamental to making any important action banal and usual as writing. A scripture from the stretch very naive, deprived by the elegance and physicality. A thought "apparently without limits that always positions on chance, on the ridge of the complete elimination of the dangerous values", as rightly suggests Georges Braque: "We must always have two ideas, one to destroy the other." Certainly, that Ben is the poetic infamous "friction and reflection" in which words, aphorisms, written, metaphors, apparently meaningless phrases, push us to question our certainties that in a moment can turn into ashes.

Featured artists:

Ben Vautier, Mirella Bentivoglio, Luc Fierens, Rosa Gravino, Pascal Lenoir, Clemente Padin, Karl - Friedrich Haker,  Linda Paoli, Michel Della  Vedova, C. Mehrl Bennett, Ruggero  Maggi,  Fernanda Fedi, Rolando Zucchini, Carla Bertola, Sophia Martinou, Julien Blaine, Stathis Chrissicopulos, Antonio Sassu, Masayuki  Koorida, Ever Arts, Jacob de Chirico, G. Galantai, Katerina  Nikoltsou, Jurgen O. Olbrich, Serse Luigetti, Giovanni Bonanno, Lancillotto Bellini, Vittore Baroni, Giuseppe Luca Torraco, Gian Paolo Roffi, Mauro Molinari, Reid Wood, Marina  Salmaso, Ko de Jonge, Dimitry Babenko, Gino Gini, Nicolò D'Alessandro, Carlo Iacomucci, David Dellafiora, Linda Pelati, Debora Bernardi, M. P. Fanna Roncoroni Lilian Pacheco, Rémy Pénard, Daniel Daligand, Pedro Bericat, Antonio Conte, Miguel Jimenez,  Ana Garcia, Daniel De Culla', Lorenzo Lome  Menguzzato, Francesco Aprile, Fernando Andolcetti, Antonio Amato, Claudio Parentela, Lucia Spagnuolo, Fulgor C. Silvi, Juan Lopez De Ael, Pier Roberto Bassi,  Santini Del Prete,  Roberto Formigoni, Giancarlo Pucci, Emilio Morandi, Alfonso Caccavale, Gabriella Gallo, Domenico Ferrara Foria, Guido Capuano, Marta  Caccaro, John Held Jr.,  Michal Bycko, Bruno Cassaglia, Eugenio Giannì, Claudio Grandinetti, Fausto Paci, Angela Caporaso, G. Franco Brambati, Francesco Mandrino, Borderline Grafix, Cecilia Bossi, Claudio Romeo,  Rosanna Veronesi, Renata e Giovanni Stradada, Roberto Scala,  Waster Paper Co, Mike Dyar - Eat art, Domenico Severino, Maurizio Follin, Horst  Tress, Inêz Oludé Da Silva, Maria Josè Silva – Mize,  Cesar Reglero, Monica Michelotti, Rossella Ricci, Adriano  Bonari, Arturo Fallico, Manuel Ruiz Ruiz, Walter Pennacchi, Massimo Medola, Stiliachus, Antonio Monsinho, Bruno Sayao, Roberto Zito.


"EIGHTY BEN VAUTIER"
VIRTUAL ART GALLERY SPACE OPHEN 2.0
Via S. Calenda, 105 / D - Salerno

December 21, 2015 - March 27, 2016
Opening: Monday, December 21, 2015, 18:00
Hours: daily 00.00 - 24.00
Press: - bongiani@libero.it

PESARO MUSEI > dal 19 dicembre mostra ILLUMINATI Immagini dalla letteratura: Bellini, Dalì e i contemporanei


MUSEI CIVICI / CASA ROSSINI / SCALONE VANVITELLIANO

ILLUMINATI
Immagini dalla letteratura: Bellini, Dalì e i contemporanei
A cura di Marcello Smarrelli

19 dicembre 2015 – 3 aprile 2016
Musei Civici di Palazzo Mosca / Casa Rossini / Scalone Vanvitelliano
Organizzata da Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza
e Sistema Museo in collaborazione con Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani

Inaugurazione sabato 19 dicembre h 16.30
Musei Civici di Palazzo Mosca /
h 18.30
Scalone Vanvitelliano  > Ingresso libero con Card Pesaro Cult


Per il periodo natalizio si apre a Pesaro una nuova e affascinante mostra "diffusa" nel centro storico della città; per la prima volta un percorso espositivo corale che coinvolge i Musei Civici di Palazzo Mosca, Casa Rossini e lo Scalone Vanvitelliano.

Dal 19 dicembre 2015 al 3 aprile 2016 le tre sedi ospitano ILLUMINATI. Immagini dalla letteratura: Bellini, Dalì e i contemporanei, a cura di Marcello Smarrelli. Una mostra trasversale rispetto alle epoche e alle aree geografiche, incentrata sul desiderio di rappresentare un assunto noto, ma spesso poco considerato e non privo di sorprese: la funzione iconografica delle opere letterarie e la loro capacità di ispirare gli artisti di tutti i tempi.

L'evento è organizzato dal Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo in collaborazione con Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani, presso le cui collezioni è possibile ammirare pregiati volumi illustrati, alcuni dei quali, tra il Quattrocento e l'Ottocento, concessi in prestito e inseriti nel percorso espositivo.

La mostra si pone infatti nell'ottica della nascente Fondazione Pesaro Cultura e intende interpretarne le potenzialità dal punto di vista della messa in rete degli spazi e della integrazione delle discipline.

ILLUMINATI si riferisce alla pratica tardo antica della miniatura, che inizialmente era limitata alla decorazione in rosso delle lettere iniziali dei capitoli di un manoscritto. Il termine deriva verosimilmente dal latino minium, un particolare minerale dal quale si ricavava il colore. A partire dal XIV secolo, con il diffondersi di illustrazioni di piccolo formato, il significato di miniatura passò genericamente ad indicare dipinti, oggetti e forme di dimensioni ridotte.

Detta anche "alluminatura" o "illuminatura" (in inglese illumination e in francese enluminure) per via dei colori luminosi e vibranti in risalto sulla pagina, ma anche per via dell'allume o lume mescolato ai colori come collante, la miniatura è all'origine della trasformazione di un testo scritto in un'immagine che lo rende più comprensibile, immediatamente fruibile, gli dà nuova vita, lo illumina.

Gli artisti hanno la capacità di trasformare idee ed emozioni in immagini e molto spesso la fonte di ispirazione sono le storie tratte dalle grandi opere letterarie. In questo senso sono gli artisti stessi ad essere degli illuminati, dei demiurghi in grado di rendere vivi e tangibili i concetti e le figure tratte dalle pagine scritte.

In dialogo con tre importanti luoghi storici di Pesaro, la mostra è l'occasione per assistere ad un confronto inedito tra esempi del patrimonio museale, che testimoniano sin dall'antichità l'uso di testi letterari come fonti iconografiche per le opere d'arte; le 100 tavole incise di Salvador Dalì realizzate negli anni cinquanta, con immagini visionarie tratte dalla Divina Commedia, oltre ad alcune edizioni illustrate del poema dantesco concesse dall'Ente Olivieri; e le opere dei contemporanei Francesco Arena, Francesca Grilli e Rä di Martino, ispirate o dedicati ad altrettanti capolavori della letteratura.

Il percorso non poteva che partire dai Musei Civici e dal capolavoro di Giovanni Bellini l'Incoronazione della Vergine, che tra gli episodi della predella realizza una delle più celebri versioni della storia di San Giorgio che uccide il drago, così come viene riportata dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine (XIII sec.).
Si prosegue con una sala che riunisce importanti esempi del patrimonio, alcuni dai depositi ed esposti per l'occasione, con riferimento in particolare alle Metamorfosi di Ovidio ma anche alla Bibbia. Tra questi la Morte di Adone (1639) di Giovan Francesco Gessi ed Ercole e Onfale (1661) di Giovanni Antonio Peruzzini, a cui si aggiungerà la Caduta dei Giganti (1640-1642) di Guido Reni, di ritorno i primi di gennaio dalla mostra in corso al Louvre "Une brève histoire de l'avenir".
 
Dopo gli esempi più antichi si passa ad un genio "illuminato" del Novecento quale Salvador Dalì (Figueres 1904 - 1989), con le sue fantasiose tavole surrealiste dedicate all'Inferno di Dante, e al video dell'artista contemporanea Rä di Martino (Roma 1975), ispirato al racconto The Swimmer di John Cheever da cui venne tratto l'omonimo film divenuto un cult, interpretato da Burt Lancaster. L'opera mostra una troupe impegnata in un provino alla ricerca di un nuovo attore per il remake del film, mentre una voce fuori campo legge alcuni passi del racconto, creando un cortocircuito molto singolare tra letteratura arte e cinema. L'opera chiude la prima tappa del percorso e sottolinea come l'utilizzo della letteratura come fonte iconografica per le immagini visive, sia stata ereditata in età moderna dal cinema.

L'esposizione prosegue a Casa Rossini dove al secondo piano sono allestite le tavole del Purgatorio di Dalì, in pendant con alcuni pregiati volumi della Divina Commedia della collezione Olivieri.
Scendendo nel piano interrato si passa all'arte contemporanea e si trova ambientata la suggestiva scultura Giuliano e Delio di Francesco Arena (Brindisi 1978); tratta dalle Lettere dal Carcere di Gramsci, l'opera traduce le ultime due lettere ai figli, interpretate come una traccia per guidare i colpi del flessibile dati sulla pietra per realizzare l'opera.

Lo Scalone Vanvitelliano, architettura di per sé già significativa e simbolica accoglie infine il Paradiso di Dalì che anticipa e introduce l'ascesa a spirale dello scalone; rimasta priva di edificio dopo la guerra, la scala barocca sale verso l'ignoto e come nel sogno di Giacobbe sembra portare in paradiso (Genesi 28,10-19). In questa cornice particolarmente evocativa troviamo Terra, l'installazione sonora di Francesca Grilli (Bologna 1978) che attraverso un disco di vinile contenente frammenti di meteorite, diffonde i suoni di tre paesaggi sonori che si riferiscono a tre esagrammi tratti dal libro cinese de I Ching.

Le opere di Salvador Dalì fanno parte delle collezioni The Art Company, un corpo espositivo di 3.800 opere grafiche dei più grandi artisti degli ultimi cinque secoli.


MUSEI CIVICI DI PALAZZO MOSCA Piazza Toschi Mosca 29 - Pesaro
CASA ROSSINI Via G. Rossini 34 - Pesaro
Orari > martedì - giovedì h 10-13; venerdì - domenica h 10–13 / 15.30–18.30
20 dicembre – 6 gennaio > tutti i giorni h 10–13 / 15.30–18.30
SCALONE VANVITELLIANO Piazza del Monte - Pesaro
Orari > venerdì - domenica h 16-19
20 dicembre – 6 gennaio > tutti i giorni h 16-19
Sedi chiuse 25 dicembre e 1 gennaio
Ingresso libero con Card Pesaro Cult
Biglietto unico Pesaro Musei - Biglietteria a Palazzo Mosca e a Casa Rossini
Intero € 10 / Ridotto € 8 (gruppi minimo 15 persone; Over 65; Convenzioni FAI, Touring Club, Coop Adriatica, Italia Nostra) / Gratuito da 0 a 19 anni
Possessori Card Pesaro Cult € 5 (Card Pesaro Cult € 3 la card per vivere meglio l'offerta culturale di Pesaro Musei. Tutti i vantaggi su www.pesaromusei.it)
Il biglietto comprende l'accesso a
AREA ARCHEOLOGICA Via dell'Abbondanza
Orari > martedì-giovedì h 10.30-12.30 su prenotazione / venerdì-domenica e festivi h
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