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martedì 3 aprile 2012

"WU MING" racconta "Novantatrè" di Victor Hugo


Mercoledì 4 aprile alle ore 18 il collettivo di scrittori Wu Ming sarà il protagonista del sesto appuntamento della rassegna “Libri da Rivivere”, presso la Libreria Rivivere di Via Torleone 5 a Bologna.

Wu Ming, racconteranno in maniera creativa e del tutto personale “Novantatré” di Victor Hugo, pubblicato nel 1887.

Il collettivo bolognese leggerà i passi salienti di “Novantatrè”, uno dei romanzi più alti dell’Ottocento, da considerarsi come conclusione del dialogo che Hugo intrattenne per tutta la vita con la Rivoluzione.

Quest’appuntamento rientra nella rassegna “Libri da Rivivere”, un ciclo d’ incontri che ha visto e vedrà come protagonisti noti autori e figure della cultura bolognese che condivideranno con il pubblico il proprio libro preferito e lo doneranno alla nuova Libreria di via Torleone 5. L’acquisto farà da donazione all’Associazione Rivivere che investirà nei servizi d’aiuto psicologico gratuito offerti alla nostra città.

I precedenti incontri hanno visto protagonisti Nicola Bonazzi, drammaturgo e regista bolognese, che ha letto il “Ferdydurke” di Witold Gombrowicz, Silvia Albertazzi, Professore ordinario di Letteratura Inglese all’Università di Bologna che ha portato il volume di Salman Rushdie “I figli della mezzanotte”, l’attrice Micaela Casalboni che ha incantato il pubblico, leggendo e interpretando alcuni passi dell’opera di Shakespeare, Roberto Serra, fondatore dell’agenzia fotografica Iguana Press e fotoreporter de La Repubblica, che ha raccontato magistralmente il “Misantropo” di Molière e Alberto Sebastiani, ricercatore di Italianistica dell’Università bolognese e collaboratore di Repubblica, che ha fatto rivivere il libro “Camere Separate” di Pier Vittorio Tondelli.


Informazioni utili:

• EVENTO: Wu Ming racconterà “Novantatrè” di Victor Hugo
• DATA: Mercoledì 4 aprile 2012 ore 18.00

• INDIRIZZO: Bologna-Via Torleone 5

• INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO: 051-392236

• SITO INTERNET: www.clinicacrisi.it E-MAIL: libreriarivivere@libero.it

• ORARI DI APERTURA DELLA LIBRERIA: Lunedì, Giovedì, Venerdì (15.30-19.30) Martedì, Mercoledì, Sabato (9.30-12.30, 15.30-19.30)


• Agenzia di comunicazione:



Culturalia - Bologna, Vicolo Bolognetti 11
Tel. 051 6569105 fax 051 29 14955,
info@culturaliart.com www.culturaliart.com




WU MING

Wu Ming (per esteso: Wu Ming Foundation) è un collettivo di scrittori provenienti dalla sezione bolognese del Luther Blissett Project (1994-1999), divenuto celebre con il romanzo Q.
Nel 1994, in giro per l'Europa, centinaia di artisti, attivisti e burloni scelgono di adottare la medesima identità.
Tutti si ribattezzano Luther Blissett e si organizzano per scatenare l'inferno nell'industria culturale. Si tratta di un piano quinquennale. Lavoreranno insieme per raccontare al mondo una grande storia, creare una leggenda, dare alla luce un nuovo tipo di eroe popolare.
Nel gennaio 2000, al termine del Piano, alcuni di essi si riuniscono sotto un nuovo nome e fondano Wu Ming, una band di romanzieri. Quest'ultimo progetto, benché più concentrato sulla letteratura e la narrazione in senso più stretto, non è meno radicale del precedente.


A differenza dello pseudonimo aperto "Luther Blissett", "Wu Ming" indica un preciso nucleo di persone, attivo e presente sulle scene culturali dal gennaio del 2000. Il gruppo è autore di numerosi romanzi, tradotti e pubblicati in molti paesi, ritenuti parte del corpus (o "nebulosa") del New Italian Epic.
In cinese mandarino "wu ming" significa "senza nome" oppure "cinque nomi" a seconda di come viene pronunciata la prima sillaba. Il nome d'arte è inteso tanto come tributo alla dissidenza ("Wu Ming" è un modo di firmarsi frequente presso i cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà di parola) quanto come rifiuto dei meccanismi che trasformano lo scrittore in divo.
A questa scelta si lega anche la particolare posizione degli autori al diritto d'autore: tutte le opere di Wu Ming sono infatti pubblicate sotto licenza Creative Commons e dal sito ufficiale del gruppo è possibile scaricare i testi integrali, per i quali è consentita una riproduzione (totale o parziale) in qualunque formato, tranne che per scopi commerciali.
Il collettivo Wu Ming si impegna in estesi tour di presentazioni e incontri con i lettori (oltre seicento iniziative nel periodo 2000-2010) e i suoi membri appaiono spesso in pubblico.
I Wu Ming rifiutano di mettersi in posa per servizi fotografici e hanno come politica di non apparire mai in video. Non hanno mai accettato inviti a trasmissioni televisive. Nemmeno sul loro sito ufficiale sono disponibili immagini dei loro volti. La loro politica è quella di apparire soltanto di persona, in carne e ossa. "Trasparenti verso i lettori, opachi verso i media". Ecco come Wu Ming 1 ha spiegato la posizione del gruppo in un'intervista del 2007. Il fatto che il gruppo si chiami "Senza nome" ha spesso generato equivoci sul presunto anonimato dei suoi membri, i cui nomi anagrafici sono invece noti e riportati anche sul sito ufficiale. Dal 2000 alla primavera del 2008, la formazione ha compreso: Roberto Bui (Wu Ming 1), Giovanni Cattabriga (Wu Ming 2), Luca Di Meo (Wu Ming 3), Federico Guglielmi (Wu Ming 4) e Riccardo Pedrini (Wu Ming 5). Il 16 settembre 2008 il gruppo ha annunciato l'uscita di Luca di Meo dal collettivo, avvenuta nella primavera precedente. Ciascuno dei quattro membri ha un nome d'arte individuale, una produzione "solista" e una "voce" autoriale autonoma, riconoscibile dai lettori.



NOVANTATRE’ di Victor Hugo (1874) – Oscar Mondadori

Nota di copertina: Novantatrè, il romanzo finale della vastissima produzione letteraria di Victor Hugo conclude il dialogo che lo scrittore aveva intrattenuto per tutta la vita con la Rivoluzione. Pubblicato nel 1872, Novantatrè, uno dei più alti romanzi dell’Ottocento, è probabilmente il più moderno di tutti, immenso affresco che è anche la storia di tre “caratteri” scolpiti con stupefacente maestria: Lantenac, l’uomo del Re e dell’onore antico, Cimourdain, genio austero e implacabile della Rivoluzione e Gauvain, aristocratico nipote di Lantenac, passato al popolo e che Cimourdain farà ghigliottinare per seguirlo subito nella morte. Sullo sfondo del grande dramma collettivo e personale, quella folla di “coscienze”, di “spiriti in preda al vento” che hanno cambiato la Francia e il mondo. Ma è la Torgue, la fosca torre medievale presa d’assalto dall’esercito repubblicano inviato a schiacciare la rivolta vandeana, il perno di questa formidabile raffigurazione dalle tinte infuocate, in cui buoni e cattivi, torto e ragione sono mossi da qualcosa che li trascende, l’”enigma della Storia”.

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